G.F. quarta edizione

1 febbraio 2004
Pubblicato da

di Gemma Gaetani

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Ci sono altri due posti dove quelli
che ci vivono dentro non ne possono
uscire mai nemmeno per comprare
le sigarette che altri gli portano.

E sempre in questi posti tutto quanto
è ridotto a una finzione di vita:
ci sono letti estranei in cui si dorme,
ci sono tempi immensi (soprattutto
le mattinate e i lunghi pomeriggi)
in cui oltre a guardare il cielo fuori,
fumare sigarette e chiacchierare,
c’è ben poco da fare e come al G.
F., le relazioni umane sono
tutto quello su cui ci si può solo
concentrare, se non si cede infine
alla sensazione di non resistere,
così si molla, si getta la spugna
(però diversamente dal G. F.,
se ne esce distesi e le valigie
le devono portare fuori altri).
Comunque in questi posti di cui parlo,
ci si può sempre innamorare o fare
sesso! Esattamente come i ragazzi
del Grande Fratello, e questo è bello!
Spesso anche lì si urla e fa casino!
Come i ragazzi del Grande Fratello!
E se sei giù anche lì un’equipe preposta
si occupa di te immediatamente!

C’è solamente qualche differenza:
in uno di quei posti per il sesso,
o l’amore, si può avere a che fare
solo con individui dello stesso
sesso; in ogni caso, in ambedue,
il giorno dopo non si va a finire
sui giornali, e purtroppo tutta Italia
non può dire ciò che pensa al riguardo:
lo può fare soltanto quest’equipe
preposta, e di solito sono molto
severi per quanto concerne sesso,
urla e casino, perché, io non so,
perché, ma sono convinti che chi
lo fa è perché stia male e non
bene. Parimenti, quando ne esci,
l’essere stato in questi due posti,
come in un’edizione del G.F.,
presenta un’importanza nel curriculum
vitae non da poco, che verrà sempre
tenuta in considerazione dall’
interlocutore, direi di più,
sia in caso di colloqui di lavoro,
sia in caso di colloqui di altro tipo.

Infine, mentre di case del Grande
Fratello ce n’è solo una per
nazione, di questi altri di posti
ce n’è decine, forse centinaia
ed entrarci è quindi ben più facile.

Questi due posti si chiamano carceri,
reparti psichiatrici; io ritengo
che se qualche tv satellitare
si collegasse con uno di essi,
di giorno e notte in tempo reale,
che se qualche canale nazionale
ad essi dedicasse uno show
settimanale, ecco, la produzione
non costerebbe molto e questo è buono,
il Presidente Silvio Berlusconi,
che per hobby fa le televisioni,
potrebbe esserne davvero contento.
Però, e ciò sarebbe male ed è per questo
che non proporrò questa mia idea
né a lui né a Maurizio Costanzo,
ho paura che lo share scenderebbe.

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9 Responses to G.F. quarta edizione

  1. ascanio il 5 febbraio 2004 alle 23:34

    aho, n’ce dovete rompe i cojoni, io so er principe pacelli e sso fico, poi me smandrappo la venezolana na a suite se me ce votano, so troppo fico co li muscolacci e li tatuaggi pure sur collo,e ggioco a golfe e cho du avambracci che vojo vedevve a ffa er braccio de fero. quasi quasi me smandrapperei puro qua stronzona de barbarona d’urso, la possino ammazzalla

  2. Gilles il 6 febbraio 2004 alle 12:30

    Mi ra capitato di addormentarmi al cinema, leggendo romanzi, a concerti di musica contemporanea, ma questa è la prima volta che mi addormento a metà di una poesia. Complimenti all’utrice e a chi ce l’ha messa.

  3. robert il 6 febbraio 2004 alle 16:52

    no perghè guesta poesiee è bbella, perghè c’ai da dì su lla poesiee gilles?, guarda ghe guesta è arte imbortando, guesta è litteratura moderne, gheggazzo, gilles, como ti permette de parlà malo de gueste poesiee?
    scanio, io sto in to al la suit gon anzianotti, domeniche…
    vafanguloattutti!

  4. erika il 6 febbraio 2004 alle 17:05

    e cche, nun se capisce che questa è poesia? ma varda sto giles quanto ce sta a rompe li cojoni! ma li peguri proprio, sa? ma varda che ce tocca de sentì! almeno che te lo vedi la trasmissione nostra? almeno te la fa na cultura? meno male che ci stiamo noi a farve capì qualche ccosa de la vita, sinnò erano proprio cazzi vostri!
    A proposito, visto che ascanio nun me se fila e domenico è ne la suite, e patrick sta dietro a quella sgallettata de la milanese, e il romano me sembra npo sgonfio pe gli steroidi, e robert a divve la verità ve lo potete fare pure voi, e tommy me sembra npo n’frocetto dico così pe dire, ma me volete dì chi cazzo me devo scopà n’sta casa?

  5. g.carotenuto il 6 febbraio 2004 alle 18:13

    mi voglia scusare il buontenpone che si firma con i nomi dei partecipanti al grande fratello; intervengo per dire che il grande fratello, al di là della poesia che comunque trovo valevole, è un tipico esempio di televisione violenta. cosa c’è di più violento della messa in onda di sentimenti e pulsioni falsi? tutto è falso proprio perchè spacciato per vero. la fiction è salvezza nella verità della finzione accertata, è mondo parallelo che converge sull’unico mondo, è internet che è rete del mondo e dunque mondo e non (come credono alcuni) mondo virtuale o parallelo. il grande fratello, con le sue squallide liti, con i suoi squallidi personaggi finto-giovani, col suo giovanilismo da depliant turistico per vacanze a metà prezzo, coi suoi mobilucci ikea (e ikea, cioè componibile, è anche la sua filosofia)è quanto di più mortifero possa toccare di vedere in televisione oggigiorno. L’isola dei famosi in confronto è oro colato.
    cari saluti a tutti

  6. erika il 6 febbraio 2004 alle 21:00

    ma che stai a ddì? me sembri n’tontolone! ma che sei scemo o magni i sassi?
    ma sta n’poghino attento sinnò te gonfio!

  7. bruno il 7 febbraio 2004 alle 12:41

    A carotenuto noi non semo nè farsi nè veri come diceva ‘ristotele noi semo verosimili che è ‘na categoria differente. Perché er pubblico sa che noi semo comunque ‘na rappresentazione der reale (che pe’ definizzione nun è rappresentabbile) però a ‘o stesso tempo amo abbolito ‘a mediazzione d’aa autore in quanto rappresentamo noi stessi. E’ come se dicessi che er massimo d’aa realtà produce comunque er massimo d’aa finzione, ir che è ‘n punto su cui hanno sbattuto er muso molte d’aa avanguardie der novecento.
    Poi è vero che rappresentamo a bbestia er giovanilismo, aa curtura televisiva, però è pure vero che fornimo a’o spettatore pure un secondo livello de lettura: semo i rappresentanti de ‘sto tipo de curtura, però a’o stesso tempo ne semo puro ‘a parodia, e su ‘sto punto tornamo a Uoròl, a’ sittuazzionisti, a’ bodrijard eccetera eccetera. M’hai capito o te devo fa ‘r diseggno?

  8. g.carotenuto il 8 febbraio 2004 alle 14:36

    perchè non mi fa un grafico? guardi che ho capito che lei un fine intellettuale. vede, lei è uno snob da 4 soldi. si mette dietro a bruno del g.f. (come il buontempone di cui sopra, ma lei non è un buontempone) e viene qui a darmi lezioni. Warhol c’entra fino a un certo punto, mi creda. questo vizio di frullare tutto, warhol i situzionaisti e quant’altro, emulsionando con il g.f., il basso e l’alto, l’arte pop e la televisione. lasci fare queste cose a bonito oliva, mi dia retta. lei è il tipico intellettuale vuoto da società dello spettacolo, uno spettacolizzatore della cultura. lei vede la cultura come rappresentazione de suo nullo. mi creda, il mondo non è quello che lei ci propone.
    cordialità.

  9. vittorio sgarbi il 13 febbraio 2004 alle 13:09

    basta, non se ne può più!!! E’ una vergogna!!!! CULATTONI RACCOMANDATI, ECCO QUELLO CHE SIETE, CULATTONI E RACCOMANDATI!!!!



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