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	Commenti a: Infernotto	</title>
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		<title>
		Di: uvizeta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma insomma… Quando il gioco è così scoperto, quando si mette Berlusconi all’inferno (e dove, sennò?), l’intento morale – o didascalico – non rischia di essere irrimediabilmente depotenziato?
Che sia più efficace l’allegoria (non certo mirante a far diventare tutti vegetariani) di Ferrari?  O addirittura (addirittura!) la luna (la luna!) e gli dèi a piedi della poesia di Benedetti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma insomma… Quando il gioco è così scoperto, quando si mette Berlusconi all’inferno (e dove, sennò?), l’intento morale – o didascalico – non rischia di essere irrimediabilmente depotenziato?<br />
Che sia più efficace l’allegoria (non certo mirante a far diventare tutti vegetariani) di Ferrari?  O addirittura (addirittura!) la luna (la luna!) e gli dèi a piedi della poesia di Benedetti?</p>
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		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/02/14/infernotto/#comment-2217</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosa c&#039;è in effetti di più scoperto dell&#039;invettiva e del &quot;vituperium&quot;, di tradizione almeno duecentesca? Non dubito che oggi questo genere, dopo un secolo di dominio del paradigma lirico, sia considerato &quot;poco efficace&quot;. E&#039; &quot;inquinato&quot; da elementi comici, da un&#039;esplicita riscrittura del testo dantesco , e poi dalla sua dimensione apertamente referenziale. (Troppe violazioni del codice lirico moderno!) Ma tutt&#039;ora esistono dei suoi grandi estimatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;è in effetti di più scoperto dell&#8217;invettiva e del &#8220;vituperium&#8221;, di tradizione almeno duecentesca? Non dubito che oggi questo genere, dopo un secolo di dominio del paradigma lirico, sia considerato &#8220;poco efficace&#8221;. E&#8217; &#8220;inquinato&#8221; da elementi comici, da un&#8217;esplicita riscrittura del testo dantesco , e poi dalla sua dimensione apertamente referenziale. (Troppe violazioni del codice lirico moderno!) Ma tutt&#8217;ora esistono dei suoi grandi estimatori.</p>
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		Di: franz		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Notevole!!! Tra Dante e Georg Grosz, versi davvero citrigni!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notevole!!! Tra Dante e Georg Grosz, versi davvero citrigni!</p>
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		<title>
		Di: uvizeta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/02/14/infernotto/#comment-2219</link>

		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non dubito dell’esistenza di grandi estimatori dell’invettiva. Nemmeno a me dispiace, l’invettiva. E riconosco che qui c’è tecnica, sapienza.
Dubito invece della capacità dell’avanguardia, o meglio di un’avanguardia sempre più istituzionalizzata e dunque prevedibile, di rompere per davvero con la convenzione. 
A ogni modo le mie sono soprattutto domande. Mi chiedo per esempio se chiamare in causa consapevolmente la luna sia - ora come ora - omaggio alla tradizione, convenzione stucchevole o rottura di una convenzione (in primo luogo la convenzione dell’avanguardia). 
Nel leggere (troppo in fretta, devo rileggerlo) “Umana gloria” mi è venuto da pensare anche a Pascoli. Non è che Pascoli mi entusiasmi. Eppure…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non dubito dell’esistenza di grandi estimatori dell’invettiva. Nemmeno a me dispiace, l’invettiva. E riconosco che qui c’è tecnica, sapienza.<br />
Dubito invece della capacità dell’avanguardia, o meglio di un’avanguardia sempre più istituzionalizzata e dunque prevedibile, di rompere per davvero con la convenzione.<br />
A ogni modo le mie sono soprattutto domande. Mi chiedo per esempio se chiamare in causa consapevolmente la luna sia &#8211; ora come ora &#8211; omaggio alla tradizione, convenzione stucchevole o rottura di una convenzione (in primo luogo la convenzione dell’avanguardia).<br />
Nel leggere (troppo in fretta, devo rileggerlo) “Umana gloria” mi è venuto da pensare anche a Pascoli. Non è che Pascoli mi entusiasmi. Eppure…</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/02/14/infernotto/#comment-2220</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sull&#039;avanguardia istituzionalizzata, son ben d&#039;accordo. D&#039;altra parte era nel progetto stesso della neoavanguardia diventare arte &quot;da museo&quot;. Quanto alla scritura di Caserza è riconducibileper certi aspetti senz&#039;altro alla neoavanguardia, ma si muove oggi lungo una linea di ricerca ben poco istituzionalizzata. Ma una tradizione critica questa si davvero stucchevole ci ha abituati ad avvicinarci ai testi poetici per scaffalatture davvero ottuse: tipo avanguardia contro tradizione. Il riferimento a Dante è ancora più &quot;tradizione&quot; della luna di Benedetti. Allora chi è il più tradizionalista? E la carica espressionista di Ivano ferrari? E il Pascoli di Benedetti (forse come suggerisci c&#039;è davvero una vena pascoliana)? Io tendo ogni volta a sforzarmi di capire qual&#039;è la strategia messa in opera da un certo testo e poi mi chiedo se lo scopo che persegue m&#039;interessa davvero, se gli strumenti espressivi che usa sono all&#039;altezza dello scopo, ecc. Di certo, il genere dell&#039;invettiva si poggia su delle assunzioni di significato già condivise dall&#039;uditorio, mentre poesie come quelle di Ferrari o Benedetti si muovono in zone di senso non assodate, più imprevedibili, più aperte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;avanguardia istituzionalizzata, son ben d&#8217;accordo. D&#8217;altra parte era nel progetto stesso della neoavanguardia diventare arte &#8220;da museo&#8221;. Quanto alla scritura di Caserza è riconducibileper certi aspetti senz&#8217;altro alla neoavanguardia, ma si muove oggi lungo una linea di ricerca ben poco istituzionalizzata. Ma una tradizione critica questa si davvero stucchevole ci ha abituati ad avvicinarci ai testi poetici per scaffalatture davvero ottuse: tipo avanguardia contro tradizione. Il riferimento a Dante è ancora più &#8220;tradizione&#8221; della luna di Benedetti. Allora chi è il più tradizionalista? E la carica espressionista di Ivano ferrari? E il Pascoli di Benedetti (forse come suggerisci c&#8217;è davvero una vena pascoliana)? Io tendo ogni volta a sforzarmi di capire qual&#8217;è la strategia messa in opera da un certo testo e poi mi chiedo se lo scopo che persegue m&#8217;interessa davvero, se gli strumenti espressivi che usa sono all&#8217;altezza dello scopo, ecc. Di certo, il genere dell&#8217;invettiva si poggia su delle assunzioni di significato già condivise dall&#8217;uditorio, mentre poesie come quelle di Ferrari o Benedetti si muovono in zone di senso non assodate, più imprevedibili, più aperte&#8230;</p>
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		<title>
		Di: uvizeta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/02/14/infernotto/#comment-2221</link>

		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Inglese, innanzitutto ti ringrazio per la disponibilità e per il modo di interagire con i lettori di N.I.
Quanto al resto: penso anch’io che sia necessario evitare pregiudizi e steccati critici grossolani; dunque non ho alcuna difficoltà a condividere il tuo intervento.
In effetti le mie - lo ripeto - erano soprattutto domande, anche se un po’ provocatorie.
In concreto leggo tranquillamente Balestrini (a piccole dosi), Sanguineti (con piacere), Porta (con più entusiasmo).
Non sono per il partito della tradizione più di quanto non sia per altri partiti. E all’interno della tradizione credo che rifarsi a Dante sia più difficile che rifarsi a Petrarca.
Vedrò di cercare i libri di Caserza. Non sarà semplice. Benedetti (Specchio Mondadori) alla libreria Mondadori della mia città non c’è. L’ho scovato (unica copia) in una libreria defilata, probabilmente destinata a chiudere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Inglese, innanzitutto ti ringrazio per la disponibilità e per il modo di interagire con i lettori di N.I.<br />
Quanto al resto: penso anch’io che sia necessario evitare pregiudizi e steccati critici grossolani; dunque non ho alcuna difficoltà a condividere il tuo intervento.<br />
In effetti le mie &#8211; lo ripeto &#8211; erano soprattutto domande, anche se un po’ provocatorie.<br />
In concreto leggo tranquillamente Balestrini (a piccole dosi), Sanguineti (con piacere), Porta (con più entusiasmo).<br />
Non sono per il partito della tradizione più di quanto non sia per altri partiti. E all’interno della tradizione credo che rifarsi a Dante sia più difficile che rifarsi a Petrarca.<br />
Vedrò di cercare i libri di Caserza. Non sarà semplice. Benedetti (Specchio Mondadori) alla libreria Mondadori della mia città non c’è. L’ho scovato (unica copia) in una libreria defilata, probabilmente destinata a chiudere.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/02/14/infernotto/#comment-2222</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Uvizeta, se davvero manterrai la ferrea determinazione di scovare, con le tue sole forze, un libro di Caserza, ti prego di comunicare anche l&#039;esito dell&#039;impresa (sia esso nullo o di successo). I libri di poesia, anche validi, di piccoli ed effimeri editori hanno di solito una circolazione pre-addomesticamento del cavallo(viaggiano a piedi, sul corpo dell&#039;autore, e passano direttamente dalle sue mani a quelle del bizzarro acquirente).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Uvizeta, se davvero manterrai la ferrea determinazione di scovare, con le tue sole forze, un libro di Caserza, ti prego di comunicare anche l&#8217;esito dell&#8217;impresa (sia esso nullo o di successo). I libri di poesia, anche validi, di piccoli ed effimeri editori hanno di solito una circolazione pre-addomesticamento del cavallo(viaggiano a piedi, sul corpo dell&#8217;autore, e passano direttamente dalle sue mani a quelle del bizzarro acquirente).</p>
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		<title>
		Di: uvizeta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/02/14/infernotto/#comment-2223</link>

		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Inglese, ho fatto così. Ho guardato (senza entrare) la luminosa vetrina della Mondadori, ho superato (senza entrare) l’opaca vetrina della libreria destinata a chiudere, ho tirato dritto VERSO l’ufficio postale. Lì ho compilato il bollettino di VERSAMENTO, ho scritto i titoli, ho fatto la fila, ho pagato, ho rifatto il percorso all’inVERSO. Adesso aspetto i VERSI.
Dato che c’ero, ne ho ordinati un tot, di VERSI. Ci sono anche i tuoi :-)
Pubblicità Progresso: www.editricezona.it/acquisti.htm
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Inglese, ho fatto così. Ho guardato (senza entrare) la luminosa vetrina della Mondadori, ho superato (senza entrare) l’opaca vetrina della libreria destinata a chiudere, ho tirato dritto VERSO l’ufficio postale. Lì ho compilato il bollettino di VERSAMENTO, ho scritto i titoli, ho fatto la fila, ho pagato, ho rifatto il percorso all’inVERSO. Adesso aspetto i VERSI.<br />
Dato che c’ero, ne ho ordinati un tot, di VERSI. Ci sono anche i tuoi :-)<br />
Pubblicità Progresso: <a href="http://www.editricezona.it/acquisti.htm" rel="nofollow ugc">http://www.editricezona.it/acquisti.htm</a></p>
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