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	Commenti a: Tre sonetti	</title>
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		Di: Fabrizio Corselli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2626</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Corselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Andrea; molto interessante l&#039;articolo. Come si fa a saperne di più su questa rubrica? Grazie, Fabrizio Corselli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea; molto interessante l&#8217;articolo. Come si fa a saperne di più su questa rubrica? Grazie, Fabrizio Corselli</p>
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		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2627</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Fabrizio, la cosa è semplice. &quot;Dispatrio&quot; dovrebbe fungere come un vasocomunicante verso l&#039;altrove letterario o, detto in un altro modo, un&#039;occasione di dispatrio linguistico, come ogni attività di traduzione è. Proporre in questa rubrica autori mai tradotti o nuove traduzioni non significa celebrare ovviamente la vitalità delle altre letterature a scapito della nostra. Significa sottolineare come la galassia letteratura non conosca, come i migranti odierni, frontiere di stato-nazione, ma solo archi più o meno ampi del desiderio, e potenza dei propri mezzi di &quot;locomozione&quot; linguistica. 
Ogni volta insomma ci dovrebbero essere almeno due autori in gioco, due lingue e due scritture, che entrano in tensione.
La letteratura vive al di là dei tempi editoriali, delle decisioni opportunistiche di tradurre o meno certi autori; noi traduciamo perché leggiamo, scriviamo e pensiamo. E&#039; una necessità fisiologica quella del dispatrio.
In conclusione, e prosaicamente, anche in questa rubrica, come è uso in NI, non ci sono preclusioni di genere. Per cui aspettiamo di leggere anche saggi tradotti, pagine di romanzo, ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabrizio, la cosa è semplice. &#8220;Dispatrio&#8221; dovrebbe fungere come un vasocomunicante verso l&#8217;altrove letterario o, detto in un altro modo, un&#8217;occasione di dispatrio linguistico, come ogni attività di traduzione è. Proporre in questa rubrica autori mai tradotti o nuove traduzioni non significa celebrare ovviamente la vitalità delle altre letterature a scapito della nostra. Significa sottolineare come la galassia letteratura non conosca, come i migranti odierni, frontiere di stato-nazione, ma solo archi più o meno ampi del desiderio, e potenza dei propri mezzi di &#8220;locomozione&#8221; linguistica.<br />
Ogni volta insomma ci dovrebbero essere almeno due autori in gioco, due lingue e due scritture, che entrano in tensione.<br />
La letteratura vive al di là dei tempi editoriali, delle decisioni opportunistiche di tradurre o meno certi autori; noi traduciamo perché leggiamo, scriviamo e pensiamo. E&#8217; una necessità fisiologica quella del dispatrio.<br />
In conclusione, e prosaicamente, anche in questa rubrica, come è uso in NI, non ci sono preclusioni di genere. Per cui aspettiamo di leggere anche saggi tradotti, pagine di romanzo, ecc.</p>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2628</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[che bella idea!!!!

G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che bella idea!!!!</p>
<p>G.</p>
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		<title>
		Di: Fabrizio Corselli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2629</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Corselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Andrea per l&#039;estesa spiegazione. Seguirò la cosa con grande enfasi ed interesse. Ciao ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Andrea per l&#8217;estesa spiegazione. Seguirò la cosa con grande enfasi ed interesse. Ciao ciao.</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2630</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Versione dilettantesca

il tempo fugge il tempo il tempo è come larva
il tempo è l&#039;inconscio della terra resiste
il tempo è sguardo il tempo è trasparenza
ai morti alla passione alle false prove
durata d&#039;uomo solo durata di donna sola
luci della luce dell&#039;assenza
il patto non è che minuscola schiuma 
veloce poi le onde si separano
il tempo è un raggio rosso il tempo è d’ombra
il tempo è questa scrittura che si accende
sulle pagine sulle lingue del caso
il tempo il tempo è formica il tempo è numero
accosta i riflessi li muove li unisce
azzera l’uomo la donna le infanzie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Versione dilettantesca</p>
<p>il tempo fugge il tempo il tempo è come larva<br />
il tempo è l&#8217;inconscio della terra resiste<br />
il tempo è sguardo il tempo è trasparenza<br />
ai morti alla passione alle false prove<br />
durata d&#8217;uomo solo durata di donna sola<br />
luci della luce dell&#8217;assenza<br />
il patto non è che minuscola schiuma<br />
veloce poi le onde si separano<br />
il tempo è un raggio rosso il tempo è d’ombra<br />
il tempo è questa scrittura che si accende<br />
sulle pagine sulle lingue del caso<br />
il tempo il tempo è formica il tempo è numero<br />
accosta i riflessi li muove li unisce<br />
azzera l’uomo la donna le infanzie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2631</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gentile emma, lei ha colto bene i punti in cui ho deciso di &quot;scartare&quot; dall&#039;originale (la sua versione non mi sembra dilettantesca; anche se non sono d&#039;accordo con la sua interpretazione di &quot;alliance&quot; come &quot;patto&quot;, in questo contesto). e le chiedo: quale voleva essere il respiro della sua? quale il tempo (in senso innanzitutto musicale)? cosa intenderebbe lei per &quot;fedeltà&quot; o &quot;rispetto&quot; al testo di partenza? secondo lei, perché ho scelto, in alcuni punti, di non attenermi alla &quot;lettera&quot;, qualunque cosa cio&#039; voglia dire? non dico questo per difendere la mia versione, ma per chiedere la sua opinione su alcune questioni generali che mi interessano molto. 
e più che il mio italiano, spero poi che le siano piaciute le poesie. cordialmente,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gentile emma, lei ha colto bene i punti in cui ho deciso di &#8220;scartare&#8221; dall&#8217;originale (la sua versione non mi sembra dilettantesca; anche se non sono d&#8217;accordo con la sua interpretazione di &#8220;alliance&#8221; come &#8220;patto&#8221;, in questo contesto). e le chiedo: quale voleva essere il respiro della sua? quale il tempo (in senso innanzitutto musicale)? cosa intenderebbe lei per &#8220;fedeltà&#8221; o &#8220;rispetto&#8221; al testo di partenza? secondo lei, perché ho scelto, in alcuni punti, di non attenermi alla &#8220;lettera&#8221;, qualunque cosa cio&#8217; voglia dire? non dico questo per difendere la mia versione, ma per chiedere la sua opinione su alcune questioni generali che mi interessano molto.<br />
e più che il mio italiano, spero poi che le siano piaciute le poesie. cordialmente,</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lorenzo flabbi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2632</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo flabbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Toc toc, entro in laboratorio, anche rigirando a Raos le domande che fa Emma: 
mi piace &#039;spande&#039; per &#039;étale&#039;. Ci voleva un bisillabo, &#039;spiega&#039; poteva anche essere più bello (gioca in filigrana anche l&#039;eco delle ali del tempo), ma impossibile per la polisemanticità (e il senso primo, hélas, è un altro). 
Mi chiedo invece perché il &#039;di&#039; in &#039;durata d&#039;uomo solo e di donna sola&#039;? Raos fa una tradutio ritmica, cadenzante, e qui è costretto all&#039;ellisse: allora perchè non &#039;durata d&#039;uomo solo e donna sola&#039;, che non tradisce l&#039;onda? (vado più in là: quarto verso: &#039;ai morti alla passione a false prove&#039;: ti sembra troppo?)
Alliance: e se fosse la fede, sineddoche per matrimonio, per patto, sì, ma nuziale? (è una deviazione da &#039;durée d&#039;homme seul durée de femme seule&#039;?)
Mi piace la versione del verso 8, che riscrive e forza, con risultato più denso del francese.
Emma gioca, per ammissione, con le regole della traduzione di servizio, ma al verso 9 stranamente i ruoli si ribaltano: interpreta e sceglie il metro, con gusto (anche se &#039;il tempo è d&#039;ombra&#039; per &quot;le temps est de l&#039;ombre&quot; mi sembra che lasci cadere qualcosa di grosso). Raos, che invece gioca con altre regole, qui fa traduzione interlineare, e forse che quel verso brevissimo affloscia un po&#039; la tensione: &#039;vampa&#039; è molto ricco, ma persino troppo istantaneo e sobrio (sono pure impressioni, più impalpabili della descrizione di un odore che si ricorda a malapena: ma è anche la lingua di questi versi a essere leggera).
Sull&#039;ultimo verso l&#039;opinione che ho può essere più netta; entrambe le versioni mi sembrano più deboli dell&#039;originale, e non riesco a capire quanto ciò sia deliberato: mi pare che senza congiunzione si perda il sospiro prima di &quot;les enfances&quot;, il fiato trattenuto, la resistenza alla pronuncia; quel &#039;les enfances&#039; è appartato, nell&#039;angolo aperto che sta dopo il silenzio, è il rimosso che compare, non senza fatica. Non è &#039;l&#039;uomo e la donna&#039;, è dopo, non con loro, è prima. Sono dimenticate (&#039;chiuse alla deriva&#039;), e dall&#039;oblio riemergono.
Se l&#039;interlineare non piace, contropropongo: &quot;cancella uomo e donna, e poi le infanzie&quot;.
Il bambino sullo scalone, letta così, senza conoscere Roubaud, a me è incomprensibile. Ma questa è un&#039;altra storia. 
Plaudo all&#039;iniziativa e saluto, chiudo. (o &#039;... e poi chiudo&#039;?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Toc toc, entro in laboratorio, anche rigirando a Raos le domande che fa Emma:<br />
mi piace &#8216;spande&#8217; per &#8216;étale&#8217;. Ci voleva un bisillabo, &#8216;spiega&#8217; poteva anche essere più bello (gioca in filigrana anche l&#8217;eco delle ali del tempo), ma impossibile per la polisemanticità (e il senso primo, hélas, è un altro).<br />
Mi chiedo invece perché il &#8216;di&#8217; in &#8216;durata d&#8217;uomo solo e di donna sola&#8217;? Raos fa una tradutio ritmica, cadenzante, e qui è costretto all&#8217;ellisse: allora perchè non &#8216;durata d&#8217;uomo solo e donna sola&#8217;, che non tradisce l&#8217;onda? (vado più in là: quarto verso: &#8216;ai morti alla passione a false prove&#8217;: ti sembra troppo?)<br />
Alliance: e se fosse la fede, sineddoche per matrimonio, per patto, sì, ma nuziale? (è una deviazione da &#8216;durée d&#8217;homme seul durée de femme seule&#8217;?)<br />
Mi piace la versione del verso 8, che riscrive e forza, con risultato più denso del francese.<br />
Emma gioca, per ammissione, con le regole della traduzione di servizio, ma al verso 9 stranamente i ruoli si ribaltano: interpreta e sceglie il metro, con gusto (anche se &#8216;il tempo è d&#8217;ombra&#8217; per &#8220;le temps est de l&#8217;ombre&#8221; mi sembra che lasci cadere qualcosa di grosso). Raos, che invece gioca con altre regole, qui fa traduzione interlineare, e forse che quel verso brevissimo affloscia un po&#8217; la tensione: &#8216;vampa&#8217; è molto ricco, ma persino troppo istantaneo e sobrio (sono pure impressioni, più impalpabili della descrizione di un odore che si ricorda a malapena: ma è anche la lingua di questi versi a essere leggera).<br />
Sull&#8217;ultimo verso l&#8217;opinione che ho può essere più netta; entrambe le versioni mi sembrano più deboli dell&#8217;originale, e non riesco a capire quanto ciò sia deliberato: mi pare che senza congiunzione si perda il sospiro prima di &#8220;les enfances&#8221;, il fiato trattenuto, la resistenza alla pronuncia; quel &#8216;les enfances&#8217; è appartato, nell&#8217;angolo aperto che sta dopo il silenzio, è il rimosso che compare, non senza fatica. Non è &#8216;l&#8217;uomo e la donna&#8217;, è dopo, non con loro, è prima. Sono dimenticate (&#8216;chiuse alla deriva&#8217;), e dall&#8217;oblio riemergono.<br />
Se l&#8217;interlineare non piace, contropropongo: &#8220;cancella uomo e donna, e poi le infanzie&#8221;.<br />
Il bambino sullo scalone, letta così, senza conoscere Roubaud, a me è incomprensibile. Ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
Plaudo all&#8217;iniziativa e saluto, chiudo. (o &#8216;&#8230; e poi chiudo&#8217;?)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lor fla		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2633</link>

		<dc:creator><![CDATA[lor fla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;anche rigirando a Raos le domande che fa a Emma&quot;, of course...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;anche rigirando a Raos le domande che fa a Emma&#8221;, of course&#8230;</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2634</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Andrea Raos, ti assicuro che non ho mai tradotto poesia (né altro, per la verità) e che sono un’assoluta dilettante. Le tue domande dunque mi mettono in imbarazzo, perché non saprei come giustificare sul serio (ed eventualmente difendere) la mia traduzione. 
Il “gioco” per me è stato riprendere una lingua di cui ho vaghe conoscenze scolastiche. Lo stimolo è stato certo il testo poetico, che mi piace moltissimo. Sono andata a cercare qualche notizia su Jacques Roubaud, e mi ha colpito la combinazione matematico/poeta. Questo però mi ha confermato il sospetto che siano possibili letture e interpretazioni molteplici, e che la mia sia una lettura molto banale.
Quando ho “guardato” meglio la tua versione mi sono chiesta le ragioni di certi scostamenti dal testo originale, ma ho pensato - di nuovo - alla complessità e ai diversi livelli di lettura.
La mia versione è in effetti un semplice esercizio, e non ha assolutamente l’intenzione di contestare o di criticare le tue scelte (cosa che peraltro non sarei in grado di fare). 
Io non mi sono posta particolari problemi di fedeltà al testo, ho cercato di seguire un certo ritmo, ma su un piano puramente intuitivo. L’unica cosa che davvero volevo cambiare era “vampa”, che mi ricorda Luzi (forse anche Montale), dunque una poesia che non riesco ad associare a questa.
E quel “vampa” l’ho sostituito con “un raggio rosso”, che comunque mi sembra del tutto incongruo.
Allora, se posso, le domande che fai a me le rivolgo a te (in un certo senso, la mia “versione dilettantesca” è un modo di fare domande). Cos’è la traduzione? Come rendere la musicalità e il respiro poetico? Cosa si intende per fedeltà al testo, soprattutto in poesia?
Anche a me interessano queste cose, ma - lo ripeto - da semplice lettrice.
Un  caro saluto.

P.S.: Giuro, non ho motivazioni particolari per la scelta di “patto” al posto di “lega”. Avrei voluto lasciare “alleanza”... Forse “lega” lo associo a cose che non mi piacciono. Meglio “legame”? &quot;Nodo&quot;?
P.S.: Leggo ora l&#039;intervento di Lorenzo, molto interessante e profondo. Vedo che anche lui ti pone le domande che hai posto a me...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Andrea Raos, ti assicuro che non ho mai tradotto poesia (né altro, per la verità) e che sono un’assoluta dilettante. Le tue domande dunque mi mettono in imbarazzo, perché non saprei come giustificare sul serio (ed eventualmente difendere) la mia traduzione.<br />
Il “gioco” per me è stato riprendere una lingua di cui ho vaghe conoscenze scolastiche. Lo stimolo è stato certo il testo poetico, che mi piace moltissimo. Sono andata a cercare qualche notizia su Jacques Roubaud, e mi ha colpito la combinazione matematico/poeta. Questo però mi ha confermato il sospetto che siano possibili letture e interpretazioni molteplici, e che la mia sia una lettura molto banale.<br />
Quando ho “guardato” meglio la tua versione mi sono chiesta le ragioni di certi scostamenti dal testo originale, ma ho pensato &#8211; di nuovo &#8211; alla complessità e ai diversi livelli di lettura.<br />
La mia versione è in effetti un semplice esercizio, e non ha assolutamente l’intenzione di contestare o di criticare le tue scelte (cosa che peraltro non sarei in grado di fare).<br />
Io non mi sono posta particolari problemi di fedeltà al testo, ho cercato di seguire un certo ritmo, ma su un piano puramente intuitivo. L’unica cosa che davvero volevo cambiare era “vampa”, che mi ricorda Luzi (forse anche Montale), dunque una poesia che non riesco ad associare a questa.<br />
E quel “vampa” l’ho sostituito con “un raggio rosso”, che comunque mi sembra del tutto incongruo.<br />
Allora, se posso, le domande che fai a me le rivolgo a te (in un certo senso, la mia “versione dilettantesca” è un modo di fare domande). Cos’è la traduzione? Come rendere la musicalità e il respiro poetico? Cosa si intende per fedeltà al testo, soprattutto in poesia?<br />
Anche a me interessano queste cose, ma &#8211; lo ripeto &#8211; da semplice lettrice.<br />
Un  caro saluto.</p>
<p>P.S.: Giuro, non ho motivazioni particolari per la scelta di “patto” al posto di “lega”. Avrei voluto lasciare “alleanza”&#8230; Forse “lega” lo associo a cose che non mi piacciono. Meglio “legame”? &#8220;Nodo&#8221;?<br />
P.S.: Leggo ora l&#8217;intervento di Lorenzo, molto interessante e profondo. Vedo che anche lui ti pone le domande che hai posto a me&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/03/06/tre-sonetti/#comment-2635</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=321#comment-2635</guid>

					<description><![CDATA[Beh, &quot;alliance&quot; - se il rimando è alla chimica o a un processo chimico-fisico - potrebbe essere anche &quot;fusione&quot;. Ma avrebbe comunque una sillaba di troppo... E forse sarebbe eccessiva in senso lato...
Sì, credo che “lega” sia la soluzione migliore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, &#8220;alliance&#8221; &#8211; se il rimando è alla chimica o a un processo chimico-fisico &#8211; potrebbe essere anche &#8220;fusione&#8221;. Ma avrebbe comunque una sillaba di troppo&#8230; E forse sarebbe eccessiva in senso lato&#8230;<br />
Sì, credo che “lega” sia la soluzione migliore.</p>
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