Lo stato di diritto

13 marzo 2004
Pubblicato da

di Sergio Nelli

skullcar.jpgConoscete il CERIT (Centro Riscossione Tributi)? Ne sentirete parlare parecchio negli anni a venire. Si tratta di recupero crediti, un titolo sicuro nella borsa del futuro.
Ammettiamo che uno, come è capitato a me, non abbia pagato le multe per divieto di sosta prese sotto casa in ZTL (zona traffico limitato). Un tempo le pratiche si arenavano nella burocrazia e si finiva, se si finiva, con un pignoramento beni. Ora la razionalizzazione avanza. Se non paghi ti bloccano la macchina con un decreto di fermo. La tua automobile non può nemmeno sostare sul suolo pubblico, pena trasporto in depositeria comunale con esorbitante tassa giornaliera. Se ti beccano in un qualsiasi momento con il fermo diventato operativo, che tu vada a riprendere tuo figlio a scuola, che tu ti rechi al lavoro o in vacanza, che tu torni dalla spesa o dal fare i capelli a tuo padre, ti sequestrano la macchina sotto il naso. Insomma non hai più scampo.

Vai dal giudice di pace e gli dici che tu i soldi per pagare dieci cartelle di multe raddoppiate, che vanno dagli anni 1999 al 2002, non ce li hai. Gli dici che non ti sembrava giusto pagare multe perché non ci sono posti per sostare o perché la sosta a pagamento era ed è troppo cara. Gli dici che siccome nella tua famiglia ci sono due automobili e solo una ha diritto di parcheggio in ZTL, l’altra non sapevi mai dove metterla. Ora hanno corretto il tiro, ed esponendo il lato del libretto di circolazione dov’è stampata la residenza, puoi sostare se non sotto casa almeno in zone limitrofe. Pensi quindi che possa esserci retroattività di questa disposizione correttiva. Il giudice di pace ti risponde che dovevi impugnare prima le contravvenzioni e contestarle, ora non c’è più niente da fare. Nonostante la correzione tu eri vincolato a quel regime in vigore: questa è la legge. Allora tu ripeti le stesse cose una seconda volta. Aggiungi che le multe non l’hanno fatte nemmeno a te personalmente, che la tua macchina ce l’aveva un’altra persona. Mentre pronunci amareggiato e accorato queste ultime parole, raccogli meccanicamente tra le dita due capelli nivei, bianchissimi, di tuo padre, che ti sono restati sulla giacca dopo il taglio, e sfregando i polpastrelli li lasci cadere. Il giudice di pace è scosso, perde lo sguardo. Forse sta inseguendo fantasmi: gli occhi grandi dei cuccioli, la neve, il vecchio cane Argo, Enea e Anchise… Fuori c’è la fila. Anche il giudice si ripete, ma con molta cura: ti dice che al massimo puoi ottenere una deroga, una rateizzazione; ma che, nella sostanza, la legge è legge.
“Anche se non si può tenere la macchina sul suolo pubblico e bisogna farla volare?”
“Sì.”
Io abito a Firenze. Firenze è la città più disgraziata del mondo per gli insegnanti precari e per i cercatori di parcheggio ed io sono entrambe queste cose. Qui partono ogni mese in media 200 procedure ipotecarie su immobili e il (o la) Cerit ha già inviato circa 25mila avvisi di pagamento. Firenze è anche la città più vecchia d’Europa, nel senso dell’età media. Due anni fa, una residenza per anziani è stata chiusa dai Nas per un notevole numero di morti sospette a seguito di coma ipoglicemico in soggetti non diabetici. Ieri una moglie ha accoltellato l’anziano marito paralitico. Avrà avuto le sue buone ragioni. Ma penso che insieme al recupero crediti, nel futuro di questa città ci sia anche lo sterminio degli anziani. Per non parlare dell’invasione delle cacche di cane. A Firenze la visionarietà di autori come Antonio Moresco, che nei suoi Canti del caos ha fatto cantare l’uomo che diventa gigantesco pestando le merde, è puro realismo. Qui ci sono camminatori che a forza di camminare stanno diventando enormi per la stratificazione che si crea sotto le loro suole. Questa, come forse a Milano, è già realtà da tempo. E qualcuno, se si alza dal letto al momento giusto, verso le 5 di mattina, può focalizzare furtivi non vedenti che si muovono solo di notte, fino all’alba, con le loro teste piccole su una statura smisurata, e che ticchettano con il bastoncino minuscolo al terzo o al quarto piano, sulle finestre: un rumore che tu hai scambiato finora per quello di piccioni in amore.
L’etimologia della parola giganti, che Giambattista Vico dava come “figli de’ seppelliti” (cioè figli di una scintilla di religiosità che crea e ricrea l’umano), qui all’Accademia della Crusca, nel reparto novità che ancora non c’è, è già cambiata. Anche per humanitas, è in vista un cambio: dal vichiano humare (seppellire) a humus (miscuglio colloidale ecc. ecc.).
Dunque, il futuro di Firenze: recupero crediti, cacche di cane, grandi opere urbane finanziate dalle multe, strategie di accoglienza per i vecchi.
Lo studioso e divulgatore di genetica Eduardo Boncinelli assicura che la vita umana in questi decenni crescerà a tal punto che ci sarà un numero sempre maggiore di ultracentenari. Li manderanno tutti qui, nel centro, nella Toscana felix. Ci penseremo noi con la nostra nuova filosofia: e mentre gli insegniamo la gioia spinoziana di appartenere al corpo del mondo, se si muovono a sproposito gli faremo in vena un po’ d’insulina o gli metteremo le ganasce e li bloccheremo, e se non tirano fuori i soldi c’è sempre un uomo di diritto, di quelli che devono piacere tanto a Forza Italia, che firma sentenze di fermi, di blocchi, di tagli. E se le rette non saranno puntuali li metteremo tutti alla depositeria comunale.
Nel frattempo, frattanto, io non ho soldi per pagare diverse migliaia di euro in un mese e fermeranno la mia micragnosa Punto e non c’è giudice di pace che tenga, non c’è difesa possibile. Proprio nel momento in cui lo stato, come precario della scuola, mi dovrebbe almeno parecchie migliaia di euro, forse centinaia di migliaia, se trovassi la porta di una magistratura giusta.
Il sindaco di Firenze, Domenici, un uomo colto e intelligente, un DS, non ha tempo per pensare alla mafiosità dei parcheggi, al disagio e alla pena che comporta parcheggiare a uno-due chilometri da casa. Il sindaco di Firenze dovrebbe rivolgersi ai cittadini e dire, come sa, con tutto il galateo che gli riconosciamo: “Cittadini (o almeno Cittadini dei seguenti quartieri ecc. ecc. ) non comprate più un’automobile, finché non avremo parcheggi a sufficienza! Finché ogni strada non avrà un sottostrada o un soprastrada!” Allora potrei, anche se è difficile, votarlo di nuovo. Tra l’altro l’industria nazionale ci pensa da sé a boicottarsi. Avete visto la Stilo? Il posteriore sembra quello di un disco volante del Luna Park. Finché hanno questi progettisti, finché sprecano la Cinquecento e la Seicento, finché coreanizzano persino l’ex italianissima Panda, finché non rigenerano (la vera Cinquecento), e preferiscono la non esistenza delle Marea (per ignorare l’unica, cioè la Multipla, che ora però sarà modificata!), che male possiamo aggiungere noi?
Lo so, Domenici dirà che è il cittadino stesso che deve difendersi dalle automobili e dalle cacche di cane; ed è appunto per questo che il comune multa chi non le raccoglie e non le fa sparire. “Se applicassimo con fermezza anche queste sanzioni, lei mi verrebbe a contestare per la cartella delle multe sui cani”, ci dirà. Ma è questo il punto: dove farle sparire? dove trovare la sosta? Come evitare che governare i nostri meccani e i nostri animali diventi un esercizio di santità? E come trovare interlocutori per le nostre proteste e rivendicazioni se nessuno e responsabile di niente (cioè fa quel che può) e la legge e legge? Che legge è questa: punitiva? vendicativa? Ricompone una razionalità violata? Risarcisce uno spirito offeso?
Lo so, gli italiani si indebitano e invecchiano, le automobili sono troppe per le nostre città, i cani continueranno a fare i loro bisogni. Nemmeno il padreterno, se esistesse, sarebbe risolutivo; ma progettare qualcosa è compito umano: un cestino, un parcheggio libero, una sanatoria.
La mia automobile sarà fermata il 30 marzo. Se non pago almeno la metà del mio debito, dovrò peraltro risolvere il problema filosofico di trovare l’immateriale nella materia (cioè un parcheggio non sul suolo pubblico). La legge è legge.
La mia automobile Fiat, tra le altre cose, ha un solo airbag. Il mio passeggero può tranquillamente morire. Ma io seguo il consiglio di Sirchia e non lo faccio fumare.
Le non utilitarie e le gip hanno dai due ai dieci airbag. Salvare la vita è un optional. L’economia, la tecnica (e la scienza), come insegnava Weber, deeticizzano il mondo; mentre, nel disincanto totale, il carisma la politica, la politica…

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2 Responses to Lo stato di diritto

  1. Massimiliano Governi il 13 marzo 2004 alle 19:25

    pagata la multa, ritorna il rimosso. lo diceva jung.

  2. Gianni Biondillo il 13 marzo 2004 alle 23:22

    Bah.
    Io non ho la macchina (e neppure mia moglie). Ho una figlia e la portavo al nido a 4 fermate di metropolitana da casa( più un tratto a piedi, questo grazie alla politica sociale demenziale del mio sindaco). Faccio un lavoro dove trottare è la norma. Ho avuto cantieri non solo a Milano ma anche in provincia di Lecco, di Trento, di Piacenza. Ho fatto una scelta e non mi lamento (non sono un integralista, magari un giorno, chissà, mi faccio pure la patente).
    Non sono MAI arrivato in ritardo ad un appuntamento. Basta organizzarsi, non ostante la carenza cronica di mezzi pubblici.
    Per dirti Sergio, scusa, ma mi sembra un po’ lamentistico quello che dici, molto italiano. Io la multa, se la macchina è in terza fila e non mi fa passare col passegino, godo quando vedo che la danno.
    Non bisogna fare altri parcheggi, ma cambiare cultura della mobilità.

    (e poi schiacciare una merda porta fortuna, no?)

    saluti e baci, Gianni



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