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	Commenti a: Cara Nazione Indiana	</title>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3129</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=354#comment-3129</guid>

					<description><![CDATA[Ehm, mi scusi, Parente, ma io non ho ricevuto alcun invito a interventire sul &quot;Domenicale&quot;, quindi non mi attribuisca per favore snobismi o altre considerazioni. Non sono intervenuto aul &quot;Domenicale&quot;, né sull&#039;&quot;Espresso&quot; (come la mettiamo lì: non ho risposto perché sono snob? Perché l&#039;&quot;Espresso&quot; non è presente in tutte le edicole?...). 

Ho RISPOSTO a Luperini che diceva che in Italia non c&#039;è nulla. Vorrei sottolineare: ho RISPOSTO. Non mi sono alzato una mattina con l&#039;idea: &quot;adesso faccio una lista della spesa per promuovere me e i miei amici&quot;. Ho RISPOSTO. (E poi: ma cosa vuole promuovere! Ma Lei crede veramente che la gente corra come un solo automa nelle librerie perché io faccio una lista della spesa il lunedì sull&#039;Unità?) 

E poi, non lo vede che appena uno osa in dicare cosa c&#039;è di buono, si alzano le urla di indignazione come la Sua: &quot;autopromozione&quot; pubblicità! mancanza di critica seria!&quot; Ma cosa vuole che faccia una critica seria e circostanziata su un articolo di 4000 battute...! 

Lì si trattata di una RISPOSTA a un intervento. Lì qualcuno diceva che c&#039;era il deserto, e io ho nominato una serie di libri, di autori, di siti, di attività culturali, per negare questa descrizione... Tutto qui! 

Luperini (ultimo di una serie di annullatori dell&#039;esistente) diceva che la generazione dei 50enni, 40enni, 30enni, 20enni non sta dando NIENTE, proprio così: NIENTE. Ho cercato di rispondergli ANCHE  nominando una serie di cose belle che si fanno e si sono fatte in Italia negli ultimi anni. Alcune delle cose che ho nominato sono incompatibili o in contraddizione con le altre? Forse. Ma l&#039;esistente non è una massa coerente. 

Se avessi voluto promuovere amici o simpatizzanti avrei fatto una &quot;lista della spesa&quot; coerente. In più, io non conosco TUTTO quel che di buono si fa in Italia, è ovvio, non è il mio mestiere e ho forze di lettura e studio limitate. Ad altri il compito di integrare quella lista. Ma se quella lista è più lunga e va integrata, allora tanto più ho ragione io e ha torto Luperini: non è vero che c&#039;è il deserto, ma una lista (della spesa o no) ricca e variegata, e pure con elementi contraddittori dentro, che va vagliata criticamente, per chi ha voglia di farlo!

Ma lì c&#039;era uno che diceva: &quot;non esiste NULLA! Gli intellettuali e gli scrittori fanno pena! Se l&#039;Italia è ridotta così è colpa degli scrittori e degli intellettuali che non fanno niente di bello e di buono e non prendono mai posizione!&quot; Che cosa vuoi rispondergli, se non , in prima battuta: &quot;scusa, ma intanto perlomeno hai visto o no questo e quest&#039;altro e quest&#039;altro?&quot; 

Caro Parente, se avrò tempo le risponderò con maggiore puntualità (ma già qui sto scrivendo troppo), ma intanto le dico: 

1) il &quot;Domenicale&quot; fu lanciato nel suo primo numero come allegato a &quot;Panorama&quot;, incellofanato dentro in centinaia di migliaia di copie. Vorrei sapere quali riviste culturali possono contare su una diffusione simile... 

2) La traduzione in cinese citata nel risvolto di copertina di &quot;Kamikaze d&#039;Occidente&quot; C&#039;ENTRA CON LA STORIA  raccontata nel romanzo stesso, è stata nominata SOLO IN QUEL LIBRO come elemento paratestuale che rafforza l&#039;effetto di realtà dell&#039;opera... Per il resto alcune mie opere non sono state tradotte in tedesco proprio perché LO STESSO EDITORE (che pure ne ha tradotte altre, sempre mie) le ha ritenute troppo difficili linguisticamente... Non metta tutto dentro lo stesso calderone, per favore: questo valore della &quot;traducibilità&quot; che Lei ci imputa è proprio gratuito. 

3) Rispondendole a caldo, la mia prima impressione per l&#039;appunto è proprio che Lei butti tutto quanto dentro un calderone. Non si può ragionare così, facendo casino. 

4) &quot;Io non ho paura&quot; è un romanzo bellissimo. Ha toccato una corda vera e cruciale dell&#039;animo e della cultura contemporanea (la COLPA criminale della generazione al potere, la responsabilità dei padri). Può dare fastidio che abbia avuto successo, Si può anche ridurre la discussione su quel libro a una frivola faccenda di stilistica letterata, ma la sostanza della portata fantastica-ideologica-spirituale di quel libro resta. 

5) Sarà pure &quot;minore&quot; quel libro di Busi, ma proprio per questo io lì ho letto un Busi persino più libero da se stesso (il se stesso a volte un poco autocostretto a monumentalizzarsi, mi perdoni questo grande scrittore se mi permetto di esprimere questa frasetta un po&#039; irrelata), e in questo l&#039;ho trovato bellissimo e incisivo. 

6) In quella lista che ho fatto sull&#039;articolo dell&#039;Unità (qui riportato con il titolo &quot;La generazione dei padristi&quot;) non ci sono mica solo i miei amici! Io non ragiono per amici o nemici. E poi che significa &quot;amici&quot;? Di TUTT gli scrittori che mi sono amici vengono prima i loro libri: intendo dire che ho desiderato conoscere e frequentare e diventare semmai amico degli autori di alcun i libri, DOPO aver letto i loro libri, IN SEGUITO alla lettura dei loro libri. Che idea povera e mafiosa dell&#039;amicizia che esprime il Suo intervento, Parente! Io ho tanti amici, eppure in quella lista mancano parecchi libri dei miei &quot;amici&quot;, perché non me la sentirei onestamente di metterceli dentro. Come la mettiamo in quei casi, eh? Il Suo ragionamento crolla. 

7) Lei pensa VERAMENTE che si scriva un libro come &quot;Kamikaze d&#039;Occidente&quot; inseguendo la &quot;vendibilità&quot; come &quot;unico valore&quot;? No, mi dica: lei pensa che la &quot;vendibilità&quot; sia il nostro unico valore? Ma ci saremmo già venduti da un pezzo! A colpi di tre, quattro, cinque, ottocento euro ad articolo! Scriveremmo tutti quanti dei noir, dei gialli, dei polizieschi! 

8) Ripeto, non si può fare di tutto un unico calderone. Bisogna giudicare caso per caso. Io non sono Covacich, non sono Guglielmi, non sono Orengo. Covacich non è Luperini, e viceversa: hanno detto cose diverse. Io in quelll&#039;articolo ho detto MOLTO altro, BEN altro, non ho fatto SOLTANTO una lista della spesa. Quell&#039;articolo era una RISPOSTA. Il mio (e quello di molti altri scrittori e intellettuali) NON SI RIDUCE a quell&#039;articolo. Scrivo (scriviamo) gratis qui e altrove. Perché crocifiggerci a quella &quot;lista della spesa&quot; tenendo volutamente fuori dal discorso tutto il resto di quel che ho detto nel resto dell&#039;articolo? Perché questa enorme falsificazione, quando è evidente che il mio (nostro) lavoro è MOLTO più ampio del compilare liste delle spese? In fin dei conti lei, Parente, interviene qui liberamente, a mia insaputa, a insaputa di tutti i componenti di Nazione Indiana, per libera iniziativa di UNO dei componenti di Nazione Indiana (Michele Rossi, che ha fatto BENISSIMO a pubblicare questo suo intervento). Il sito costa settantadue euro l&#039;anno di ospitalità nel server. Non ci sono padroni o amicizie, qui. Come fa a parlare di &#060;&quot;scalate&quot; ecc. ecc.?

9) Perciò la Sua domanda, la domanda con cui apre il Suo intervento è una sciocchezza: o ci prende per il culo perché è il 1 aprile, oppure Lei ha ritagliato venti righe dalle centinaia di migliaia che andiamo scrivendo e liberamente pubblicando da anni. Per pigrizia? Per miopia? Perché in Italia, per quanto tu ti impegni e faccia e dica e scriva, alla fine quello che conta PEWR GLI ALTRI sono solo le &quot;liste della spesa&quot;? Non è che forse le &quot;liste della spesa&quot; sono un problema SUO, Parente? Glielo chiedo perché a quanto pare, nel Suo intervento, Lei sembra in grado di vedere e leggere e constatare l&#039;esistenza solo di quelle. 

Un caro saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm, mi scusi, Parente, ma io non ho ricevuto alcun invito a interventire sul &#8220;Domenicale&#8221;, quindi non mi attribuisca per favore snobismi o altre considerazioni. Non sono intervenuto aul &#8220;Domenicale&#8221;, né sull'&#8221;Espresso&#8221; (come la mettiamo lì: non ho risposto perché sono snob? Perché l'&#8221;Espresso&#8221; non è presente in tutte le edicole?&#8230;). </p>
<p>Ho RISPOSTO a Luperini che diceva che in Italia non c&#8217;è nulla. Vorrei sottolineare: ho RISPOSTO. Non mi sono alzato una mattina con l&#8217;idea: &#8220;adesso faccio una lista della spesa per promuovere me e i miei amici&#8221;. Ho RISPOSTO. (E poi: ma cosa vuole promuovere! Ma Lei crede veramente che la gente corra come un solo automa nelle librerie perché io faccio una lista della spesa il lunedì sull&#8217;Unità?) </p>
<p>E poi, non lo vede che appena uno osa in dicare cosa c&#8217;è di buono, si alzano le urla di indignazione come la Sua: &#8220;autopromozione&#8221; pubblicità! mancanza di critica seria!&#8221; Ma cosa vuole che faccia una critica seria e circostanziata su un articolo di 4000 battute&#8230;! </p>
<p>Lì si trattata di una RISPOSTA a un intervento. Lì qualcuno diceva che c&#8217;era il deserto, e io ho nominato una serie di libri, di autori, di siti, di attività culturali, per negare questa descrizione&#8230; Tutto qui! </p>
<p>Luperini (ultimo di una serie di annullatori dell&#8217;esistente) diceva che la generazione dei 50enni, 40enni, 30enni, 20enni non sta dando NIENTE, proprio così: NIENTE. Ho cercato di rispondergli ANCHE  nominando una serie di cose belle che si fanno e si sono fatte in Italia negli ultimi anni. Alcune delle cose che ho nominato sono incompatibili o in contraddizione con le altre? Forse. Ma l&#8217;esistente non è una massa coerente. </p>
<p>Se avessi voluto promuovere amici o simpatizzanti avrei fatto una &#8220;lista della spesa&#8221; coerente. In più, io non conosco TUTTO quel che di buono si fa in Italia, è ovvio, non è il mio mestiere e ho forze di lettura e studio limitate. Ad altri il compito di integrare quella lista. Ma se quella lista è più lunga e va integrata, allora tanto più ho ragione io e ha torto Luperini: non è vero che c&#8217;è il deserto, ma una lista (della spesa o no) ricca e variegata, e pure con elementi contraddittori dentro, che va vagliata criticamente, per chi ha voglia di farlo!</p>
<p>Ma lì c&#8217;era uno che diceva: &#8220;non esiste NULLA! Gli intellettuali e gli scrittori fanno pena! Se l&#8217;Italia è ridotta così è colpa degli scrittori e degli intellettuali che non fanno niente di bello e di buono e non prendono mai posizione!&#8221; Che cosa vuoi rispondergli, se non , in prima battuta: &#8220;scusa, ma intanto perlomeno hai visto o no questo e quest&#8217;altro e quest&#8217;altro?&#8221; </p>
<p>Caro Parente, se avrò tempo le risponderò con maggiore puntualità (ma già qui sto scrivendo troppo), ma intanto le dico: </p>
<p>1) il &#8220;Domenicale&#8221; fu lanciato nel suo primo numero come allegato a &#8220;Panorama&#8221;, incellofanato dentro in centinaia di migliaia di copie. Vorrei sapere quali riviste culturali possono contare su una diffusione simile&#8230; </p>
<p>2) La traduzione in cinese citata nel risvolto di copertina di &#8220;Kamikaze d&#8217;Occidente&#8221; C&#8217;ENTRA CON LA STORIA  raccontata nel romanzo stesso, è stata nominata SOLO IN QUEL LIBRO come elemento paratestuale che rafforza l&#8217;effetto di realtà dell&#8217;opera&#8230; Per il resto alcune mie opere non sono state tradotte in tedesco proprio perché LO STESSO EDITORE (che pure ne ha tradotte altre, sempre mie) le ha ritenute troppo difficili linguisticamente&#8230; Non metta tutto dentro lo stesso calderone, per favore: questo valore della &#8220;traducibilità&#8221; che Lei ci imputa è proprio gratuito. </p>
<p>3) Rispondendole a caldo, la mia prima impressione per l&#8217;appunto è proprio che Lei butti tutto quanto dentro un calderone. Non si può ragionare così, facendo casino. </p>
<p>4) &#8220;Io non ho paura&#8221; è un romanzo bellissimo. Ha toccato una corda vera e cruciale dell&#8217;animo e della cultura contemporanea (la COLPA criminale della generazione al potere, la responsabilità dei padri). Può dare fastidio che abbia avuto successo, Si può anche ridurre la discussione su quel libro a una frivola faccenda di stilistica letterata, ma la sostanza della portata fantastica-ideologica-spirituale di quel libro resta. </p>
<p>5) Sarà pure &#8220;minore&#8221; quel libro di Busi, ma proprio per questo io lì ho letto un Busi persino più libero da se stesso (il se stesso a volte un poco autocostretto a monumentalizzarsi, mi perdoni questo grande scrittore se mi permetto di esprimere questa frasetta un po&#8217; irrelata), e in questo l&#8217;ho trovato bellissimo e incisivo. </p>
<p>6) In quella lista che ho fatto sull&#8217;articolo dell&#8217;Unità (qui riportato con il titolo &#8220;La generazione dei padristi&#8221;) non ci sono mica solo i miei amici! Io non ragiono per amici o nemici. E poi che significa &#8220;amici&#8221;? Di TUTT gli scrittori che mi sono amici vengono prima i loro libri: intendo dire che ho desiderato conoscere e frequentare e diventare semmai amico degli autori di alcun i libri, DOPO aver letto i loro libri, IN SEGUITO alla lettura dei loro libri. Che idea povera e mafiosa dell&#8217;amicizia che esprime il Suo intervento, Parente! Io ho tanti amici, eppure in quella lista mancano parecchi libri dei miei &#8220;amici&#8221;, perché non me la sentirei onestamente di metterceli dentro. Come la mettiamo in quei casi, eh? Il Suo ragionamento crolla. </p>
<p>7) Lei pensa VERAMENTE che si scriva un libro come &#8220;Kamikaze d&#8217;Occidente&#8221; inseguendo la &#8220;vendibilità&#8221; come &#8220;unico valore&#8221;? No, mi dica: lei pensa che la &#8220;vendibilità&#8221; sia il nostro unico valore? Ma ci saremmo già venduti da un pezzo! A colpi di tre, quattro, cinque, ottocento euro ad articolo! Scriveremmo tutti quanti dei noir, dei gialli, dei polizieschi! </p>
<p>8) Ripeto, non si può fare di tutto un unico calderone. Bisogna giudicare caso per caso. Io non sono Covacich, non sono Guglielmi, non sono Orengo. Covacich non è Luperini, e viceversa: hanno detto cose diverse. Io in quelll&#8217;articolo ho detto MOLTO altro, BEN altro, non ho fatto SOLTANTO una lista della spesa. Quell&#8217;articolo era una RISPOSTA. Il mio (e quello di molti altri scrittori e intellettuali) NON SI RIDUCE a quell&#8217;articolo. Scrivo (scriviamo) gratis qui e altrove. Perché crocifiggerci a quella &#8220;lista della spesa&#8221; tenendo volutamente fuori dal discorso tutto il resto di quel che ho detto nel resto dell&#8217;articolo? Perché questa enorme falsificazione, quando è evidente che il mio (nostro) lavoro è MOLTO più ampio del compilare liste delle spese? In fin dei conti lei, Parente, interviene qui liberamente, a mia insaputa, a insaputa di tutti i componenti di Nazione Indiana, per libera iniziativa di UNO dei componenti di Nazione Indiana (Michele Rossi, che ha fatto BENISSIMO a pubblicare questo suo intervento). Il sito costa settantadue euro l&#8217;anno di ospitalità nel server. Non ci sono padroni o amicizie, qui. Come fa a parlare di &lt;&#8220;scalate&#8221; ecc. ecc.?</p>
<p>9) Perciò la Sua domanda, la domanda con cui apre il Suo intervento è una sciocchezza: o ci prende per il culo perché è il 1 aprile, oppure Lei ha ritagliato venti righe dalle centinaia di migliaia che andiamo scrivendo e liberamente pubblicando da anni. Per pigrizia? Per miopia? Perché in Italia, per quanto tu ti impegni e faccia e dica e scriva, alla fine quello che conta PEWR GLI ALTRI sono solo le &#8220;liste della spesa&#8221;? Non è che forse le &#8220;liste della spesa&#8221; sono un problema SUO, Parente? Glielo chiedo perché a quanto pare, nel Suo intervento, Lei sembra in grado di vedere e leggere e constatare l&#8217;esistenza solo di quelle. </p>
<p>Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Massimiliano Parente		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3130</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Parente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=354#comment-3130</guid>

					<description><![CDATA[Caro Scarpa,
lei scatta sulla difensiva individualistica aggirando la questione di fondo, per cui mi riesce difficile risponderle nel merito. Le piace stare in superficie, e così sia. Però sa, la vendibilità non è un valore monetario, ma formale, estetico. Lei si chieda piuttosto quanto, nelle sue parole (la sua lista), faccia piovere sul bagnato. Io auspicherei temporali dove ci sono deserti, invece di cucinare un calderone informe, che rende la letteratura depotenziata, senza arte né parte. Su &quot;Io non ho paura&quot; non so che dirle, se le è piaciuto se lo legga e se lo studi e ne parli insieme a tutti gli altri, tutto va bene nella letteratura &quot;ricca e variegata&quot;. Ricca e variegata sì, ma che non si distingua una pagina dall&#039;altra no. Il suo è un pensiero tipicamente postmoderno, letteratura senza grandezza, pensiero debole applicato alle parole. Non si può estirpare un cancro somministrando una medicina che ne genera altri. E poi intendiamoci, se non si offendeno Moresco o Busi nel trovarsi vicino a Ammaniti o Wu Ming mi offendo io per loro. Mi spiace, piuttosto, per il suo editore tedesco (com&#039;è possibile? se hanno tradotto persino Gadda o la Divina Commedia... ma Scarpa, era troppo difficile la sua lingua per il tedesco o troppo difficile il tedesco per la sua lingua?). Tra l&#039;altro Kamikaze d&#039;Occidente non era oggetto del contendere e personalmente, lingua o non lingua, mi è anche piaciuto, sebbene non credo che gliene freghi granché. &quot;Panorama&quot; la invito a comprarlo questa settimana, c&#039;è un bel pezzo di quattro pagine su di voi e c&#039;è anche la sua foto. Anche il Domenicale uscì allegato con Panorama, ma come ricorda i giornalisti scioperarono, e da allora il Domenicale non viene mai nominato, e però nessuno (neppure il Domenicale) se ne lamenta. Grazie comunque per l&#039;ospitalità. Se doveste non farcela a tenere su il sito, visto che tiene a sottolinearmi quanto costa, e nonostante io abbia un&#039;idea &quot;povera e mafiosa&quot; dell&#039;amicizia, come dice lei, me lo faccia sapere, e pur non essendo un suo amico, e pur non avendo una lira, le farò un bonifico di settantadue euro.

Cordialmente,
Massimiliano Parente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Scarpa,<br />
lei scatta sulla difensiva individualistica aggirando la questione di fondo, per cui mi riesce difficile risponderle nel merito. Le piace stare in superficie, e così sia. Però sa, la vendibilità non è un valore monetario, ma formale, estetico. Lei si chieda piuttosto quanto, nelle sue parole (la sua lista), faccia piovere sul bagnato. Io auspicherei temporali dove ci sono deserti, invece di cucinare un calderone informe, che rende la letteratura depotenziata, senza arte né parte. Su &#8220;Io non ho paura&#8221; non so che dirle, se le è piaciuto se lo legga e se lo studi e ne parli insieme a tutti gli altri, tutto va bene nella letteratura &#8220;ricca e variegata&#8221;. Ricca e variegata sì, ma che non si distingua una pagina dall&#8217;altra no. Il suo è un pensiero tipicamente postmoderno, letteratura senza grandezza, pensiero debole applicato alle parole. Non si può estirpare un cancro somministrando una medicina che ne genera altri. E poi intendiamoci, se non si offendeno Moresco o Busi nel trovarsi vicino a Ammaniti o Wu Ming mi offendo io per loro. Mi spiace, piuttosto, per il suo editore tedesco (com&#8217;è possibile? se hanno tradotto persino Gadda o la Divina Commedia&#8230; ma Scarpa, era troppo difficile la sua lingua per il tedesco o troppo difficile il tedesco per la sua lingua?). Tra l&#8217;altro Kamikaze d&#8217;Occidente non era oggetto del contendere e personalmente, lingua o non lingua, mi è anche piaciuto, sebbene non credo che gliene freghi granché. &#8220;Panorama&#8221; la invito a comprarlo questa settimana, c&#8217;è un bel pezzo di quattro pagine su di voi e c&#8217;è anche la sua foto. Anche il Domenicale uscì allegato con Panorama, ma come ricorda i giornalisti scioperarono, e da allora il Domenicale non viene mai nominato, e però nessuno (neppure il Domenicale) se ne lamenta. Grazie comunque per l&#8217;ospitalità. Se doveste non farcela a tenere su il sito, visto che tiene a sottolinearmi quanto costa, e nonostante io abbia un&#8217;idea &#8220;povera e mafiosa&#8221; dell&#8217;amicizia, come dice lei, me lo faccia sapere, e pur non essendo un suo amico, e pur non avendo una lira, le farò un bonifico di settantadue euro.</p>
<p>Cordialmente,<br />
Massimiliano Parente</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3131</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come al solito, quello che cade giù dal pero (io) si domanda: ma di che cosa stano parlando ? (E ha un po&#039; l&#039;impressione di gridare: il re è nudo !).
Non avranno un po&#039; ragione tutti e due ? Uno quando denuncia il sospetto di favoritismi reciproci, l&#039;altro quando ribatte: non faccio che difendermi. 
Vabbe&#039;, lo sappiamo: su un mercato come quello anglo-americano può capitare di pubblicare a spese proprie e vendere centomila copie (vedi Pirsig e la sua Motocicletta), su un mercato asfittico come quello italiano non si vendono libri se non sono avallati da uno o più numi tutelari. Non me ne scandalizzo: credo di aver comprato il novanta per cento dei libri che ho in casa perché vedendoli sul banco della libreria li ho riconosciuti come &quot;raccomandati&quot; da amici o da recensioni che mi avevano colpito. Immagino che capiti anche a voi.  
Se questa è la realtà, mi sembra normale che si formino gruppi di autori e critici che per qualche aspetto si riconoscono e si stimano. Che due o più di questi gruppi entrino in conflitto fra loro mi pare altrettanto normale. Ciò che mi stupisce è che il dibattito tocchi quasi marginalmente i punti specifici (la poetica di un autore o di un movimento) e si concentri invece sulla reciproca delegittimazione. Non è più un dibattito letterario: prende l&#039;antipatico aspetto di un gioco di potere. E ai lettori (a me, perlomeno) questo importa poco, anzi, dà un po&#039; fastidio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito, quello che cade giù dal pero (io) si domanda: ma di che cosa stano parlando ? (E ha un po&#8217; l&#8217;impressione di gridare: il re è nudo !).<br />
Non avranno un po&#8217; ragione tutti e due ? Uno quando denuncia il sospetto di favoritismi reciproci, l&#8217;altro quando ribatte: non faccio che difendermi.<br />
Vabbe&#8217;, lo sappiamo: su un mercato come quello anglo-americano può capitare di pubblicare a spese proprie e vendere centomila copie (vedi Pirsig e la sua Motocicletta), su un mercato asfittico come quello italiano non si vendono libri se non sono avallati da uno o più numi tutelari. Non me ne scandalizzo: credo di aver comprato il novanta per cento dei libri che ho in casa perché vedendoli sul banco della libreria li ho riconosciuti come &#8220;raccomandati&#8221; da amici o da recensioni che mi avevano colpito. Immagino che capiti anche a voi.<br />
Se questa è la realtà, mi sembra normale che si formino gruppi di autori e critici che per qualche aspetto si riconoscono e si stimano. Che due o più di questi gruppi entrino in conflitto fra loro mi pare altrettanto normale. Ciò che mi stupisce è che il dibattito tocchi quasi marginalmente i punti specifici (la poetica di un autore o di un movimento) e si concentri invece sulla reciproca delegittimazione. Non è più un dibattito letterario: prende l&#8217;antipatico aspetto di un gioco di potere. E ai lettori (a me, perlomeno) questo importa poco, anzi, dà un po&#8217; fastidio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3132</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=354#comment-3132</guid>

					<description><![CDATA[Senta, Parente, che le devo dire? Lei mi attribuisce una superficialità in maniera irrelata, per partito preso. Mi vuole offendere? Ce l&#039;ha con me? Mi sta sparando addosso un fracco di insulti e sarcasmo. Che vuole da me?

Io ho scritto interventi, articoli e saggi, da tredici anni a questa parte, su riviste, giornali, libri e siti (e so già che questa precisazione mi costerà un&#039;imputazione di autoincensamento narcisistico indulgente...). 
Se a Lei fa piacere darmi del postmoderno superficiale, faccia pure. 

&quot;Il suo è un pensiero tipicamente postmoderno, letteratura senza grandezza, pensiero debole applicato alle parole.&quot; Guardi, che posso dire su questa sentenziosità da Giudizio Universale? Si rende conto di quel che mi sta dicendo? Di come mi sta ANNULLANDO? Lei ha ricavato dai miei libri, dai miei racconti e romanzi e saggi e poesie e militanza culturale e polemiche e conferenze e interventi questa etichettina giornalistica. Il mio lavoro, per Lei, che pure dichiara di avermi letto, è stato inutile. Pazienza, che cosa vuole che Le dica.

(Lei non sa o finge di non sapere che &quot;Gli Esordi&quot; di Moresco li ho fatti pubblicare io, sebbene non avesssi alcun potere editoriale di far pubblicare nessuno. Ho convinto io, con il mio ruolo minuscolo da redattore, Gabriella D&#039;Ina e Carlo Feltrinelli a pubblicare Moresco. Se Lei oggi può leggere &quot;Gli Esordi&quot; e i &quot;Canti del Caos&quot; e gridare al capolavoro dandomi nel contempo del postmoderno depotenziato, lo deve al 99,9999999 per cento a Moresco che li ha scritti, ma anche allo 0,0000001 per cento a Tiziano Scarpa che si è battuto con tutto se stesso per farli pubblicare, dopo che erano stati rifiutati da tre quarti di editoria italiana, compresa quella che pure gli aveva dato alle stampe i primi libri. 

Lei si rivolge a me, io rispondo, ed ecco che la mia risposta diventa una &quot;autodifesa individualistica&quot;. Ma è LEI che mi ha indirizzato una lettera! Si è rivolto A ME! &quot;Caro Tiziano Scarpa&quot;... lo ha scritto Lei.

Perché non chiede scusa a me e ai lettori di Nazione Indiana di aver fatto una confusione fumosa, di aver detto cose imprecise e di averne ricavato considerazioni (umane, culturali e politiche) insostenibili? Sì, perché Lei ha detto di avere invitato me e tutti quanti a intervenire sul &quot;Domenicale&quot;, mentre NON E&#039; VERO. Io non ho ricevuto nessun invito. E poi, Le ripeto, che significa interpretare un rifiuto in questo modo autovittimista? Ci sono occasioni in cui non si ha voglia o non si ritiiene opportuno o si ha altro da fare, una risposta PUBBLICA non è mai DOVUTA. Ma questo non autorizza a vederci per forza schieramenti, pregiudizi, ecc. Le ho già detto: non sono intervenuto nella polemica dell&#039;&quot;Espresso&quot;. Come la mettiamo, lì? Perché non si mette a iper-interpretare alla stessa maniera anche QUEL non intervento? Gliel&#039;ho già chiesto, ma Lei non risponde.

A &quot;Io non ho paura&quot; ho dedicato conferenze in Usa e in Italia nel 2001 (ben prima che avesse il successo popolare strepitoso successivo), o per meglio dire alcune parti di conferenze, sulla cultura e la letteratura italiana degli ultimi anni, sulla rappresentazione dell&#039;infanzia nella letteratura, eccetera, e ne ho scritto un poco anche su questo sito, a proposito del film di Crialese (e di Salvatores).

Sciopero o non sciopero dei giornalisti, il primo numero del &quot;Domenicale&quot; uscì allegato a &quot;Panorama&quot; in edicola, incellofanato in centinaia di migliaia di copie. Che c&#039;entra menzionare lo sciopero? Evidentemente (interpretazione mia di quello sciopero, del tutto personale) i giornalisti non erano d&#039;accordo di lavorare di fatto per un&#039;altra testata, per lanciare un&#039;altra testata incellofanata lì dentro: una cosa alquanto insolita, in effetti. Ma in tutti i casi, che c&#039;entra tirare in ballo lo sciopero, adesso, in questa nostra discussione? Che c&#039;entra questo solito vittimismo (ricorrente soprattutto nella cosiddetta cultura di destra - dico &quot;cosiddetta&quot; perché anche a me queste categorie lasciano insoddisfatto) di sentirsi boicottati, sempre, da tutti, persino in casa propria, persino quando le cose vanno bene? Il &quot;Domenicale&quot; ebbe un lancio INAUDITO, ENORME, MADORNALE. Venne FISICAMENTE consegnato nelle mani di unn numero enorme di lettori altrimenti intangibili, persino da campagne pubblicitarie a tappeto. Fu MOLTO DI PIU&#039; di una campagna televisiva alle 20.30 per una settimana (chi si sarebbe preso la briga di comprare in edicola una RIVISTA CULTURALE, benché pubblicizzata? Invece così non c&#039;è stato bisogno di nessuna briga, il &quot;Domenicale&quot; agli italiani gliel&#039;ha recapitato in mano &quot;panorama&quot;). Basta. Questo è il dato VERO.

Ripeto, nessuna rivista culturale italiana può giovarsi di un lancio simile. Questo è un dato oggettivo, Parente. Non c&#039;è niente di male. Il &quot;Domenicale&quot; aveva la forza dalla sua parte, l&#039;ha usata. Perfetto. Ma per piacere non facciamo del vittimismo, non presentiamoci come straccioni! Se Lei non ha una lira, mi spiace, se ha bisogno di una minestra e di un bicchiere di vino buono sarò il primo a offrirglieli di cuore, ma per favore basta con queste sciocche recriminazioni: &quot;io sono più libero di te!&quot;, &quot;no, io!&quot;, &quot;io sono più povero!&quot;, &quot;no, io!&quot;, &quot;ma io ce l&#039;ho più piccolo!&quot;, &quot;no, io! ce l&#039;ho invisibile! io, io sì che sono piatto come un bambolotto!&quot;

In ogni caso, sono stufo di parlare di queste cose. Il mio compito e la mia gioia è dare pensiero e fantasia: scrittura. Le polemiche sugli schieramenti mi spossano. Mi sono spiegato a sufficienza nel commento precedente. Se ha voglia di leggerlo davvero, bene, altrimenti, pazienza.

La Sua battuta sull&#039;editore tedesco è di cattivo gusto, ma pazienza anche per quella, la finestrella dei commenti spesso sembra fatta per questo sport di sarcastico tiro al piccione, a volte anche divertente quando è arguto. Ma qui siamo alla battutaccia fine a se stessa. Lei si contraddice franosamente: se noi scrittori veniamo tradotti, ecco che puntiamo alla traducibilità, siamo afasici vacui, venditori di una letteraturina senza nerbo, in una la lingua light e disossata.  Se però non veniamo tradotti, ah be&#039;! E&#039; perché qualcosa non va in quel che abbiamo scritto: ed ecco che scatta la battutina sarcastica... Si metta d&#039;accordo con se stesso, Parente! &quot;Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto, ti tirano le pietre&quot;, cantava Antoine. Facile fare i paragoni con i grandi! Giusto chi si mette sul piedestallo sarcastico delle battute se li può permettere! Se lo faccio io, un paragone con i grandi, mi rinchiudono in manicomio, reparto megalomani. Gadda è un monumento, Dante è un colosso metafisico, e Scarpa non è nessuno: ma questo è OVVIO! In Germania Scarpa è ancora meno! E&#039; evidente che un editore tedesco traduce anche gli appunti sui polsini di Gadda, e di Scarpa valuta quel che è più o meno germanizzabile!

Lo stesso discorso vale per Kafka che vende duecento copie... Tutte fregnacce, Parente. La storia è piena di esempi e controesempi, facilissimi da tirar fuori a giochi fatti, cento o duecento anni dopo. Manganelli diceva che quando sosteneva il valore della letteratura &quot;disimpegnata&quot; o non &quot;letteralmente implicata&quot; politicamente (semplifico il suo pensiero), gli citavano le carestie africane, diceva &quot;mi prendono a bambini morti in faccia&quot;. Altrettanto facile prendere gli autori contemporanei a &quot;scrittori morti in faccia&quot;, Parente!

Ho nominato &quot;Kamikaze d&#039;Occidente&quot; perché nella Sua citazione della traduzione in cinese ho riconosciuto una allusione chiarissima al risvolto di quel libro. Ho ritenuto non casuale il fatto che Lei abbia nominato proprio la lingua cinese come esempio di traduzione e di sfoggio di diffusione nel mondo (come il suo &quot;che bello, che bello!&quot; lasciava intendere. Evidentemente mi sono sbagliato, ho colto un&#039;allusione di troppo.

In che senso faccio &quot;piovere&quot; sul bagnato? Ma è esattamente il contrario! Ammaniti non ha bisogno che io gli aggiunga neanche una goccerella di pioggia! Il suo libro ha già avuto tutto quello che meritava, e senza il mio aiuto o quello dei suoi &quot;amici&quot;. In quale orticello o campo mediatico o mercato avrei fatto piovere? In quello dei lettori dell&#039;&quot;Unità&quot;? Io volevo far piovere NELLA TESTA DESERTA D&#039;INFORMAZIONI DI LUPERINI! Stavo RISPONDENDO a Luperini! Alla sua descrizione di deserto e di tabula rasa! E&#039; chiaro questo o glielo far tradurre in cinese? Io stavo rispondendo a LUPERINI! E a Luperini io ho detto molte altre cose! Ma Lei continua a voler vedere solo la lista della spesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senta, Parente, che le devo dire? Lei mi attribuisce una superficialità in maniera irrelata, per partito preso. Mi vuole offendere? Ce l&#8217;ha con me? Mi sta sparando addosso un fracco di insulti e sarcasmo. Che vuole da me?</p>
<p>Io ho scritto interventi, articoli e saggi, da tredici anni a questa parte, su riviste, giornali, libri e siti (e so già che questa precisazione mi costerà un&#8217;imputazione di autoincensamento narcisistico indulgente&#8230;).<br />
Se a Lei fa piacere darmi del postmoderno superficiale, faccia pure. </p>
<p>&#8220;Il suo è un pensiero tipicamente postmoderno, letteratura senza grandezza, pensiero debole applicato alle parole.&#8221; Guardi, che posso dire su questa sentenziosità da Giudizio Universale? Si rende conto di quel che mi sta dicendo? Di come mi sta ANNULLANDO? Lei ha ricavato dai miei libri, dai miei racconti e romanzi e saggi e poesie e militanza culturale e polemiche e conferenze e interventi questa etichettina giornalistica. Il mio lavoro, per Lei, che pure dichiara di avermi letto, è stato inutile. Pazienza, che cosa vuole che Le dica.</p>
<p>(Lei non sa o finge di non sapere che &#8220;Gli Esordi&#8221; di Moresco li ho fatti pubblicare io, sebbene non avesssi alcun potere editoriale di far pubblicare nessuno. Ho convinto io, con il mio ruolo minuscolo da redattore, Gabriella D&#8217;Ina e Carlo Feltrinelli a pubblicare Moresco. Se Lei oggi può leggere &#8220;Gli Esordi&#8221; e i &#8220;Canti del Caos&#8221; e gridare al capolavoro dandomi nel contempo del postmoderno depotenziato, lo deve al 99,9999999 per cento a Moresco che li ha scritti, ma anche allo 0,0000001 per cento a Tiziano Scarpa che si è battuto con tutto se stesso per farli pubblicare, dopo che erano stati rifiutati da tre quarti di editoria italiana, compresa quella che pure gli aveva dato alle stampe i primi libri. </p>
<p>Lei si rivolge a me, io rispondo, ed ecco che la mia risposta diventa una &#8220;autodifesa individualistica&#8221;. Ma è LEI che mi ha indirizzato una lettera! Si è rivolto A ME! &#8220;Caro Tiziano Scarpa&#8221;&#8230; lo ha scritto Lei.</p>
<p>Perché non chiede scusa a me e ai lettori di Nazione Indiana di aver fatto una confusione fumosa, di aver detto cose imprecise e di averne ricavato considerazioni (umane, culturali e politiche) insostenibili? Sì, perché Lei ha detto di avere invitato me e tutti quanti a intervenire sul &#8220;Domenicale&#8221;, mentre NON E&#8217; VERO. Io non ho ricevuto nessun invito. E poi, Le ripeto, che significa interpretare un rifiuto in questo modo autovittimista? Ci sono occasioni in cui non si ha voglia o non si ritiiene opportuno o si ha altro da fare, una risposta PUBBLICA non è mai DOVUTA. Ma questo non autorizza a vederci per forza schieramenti, pregiudizi, ecc. Le ho già detto: non sono intervenuto nella polemica dell'&#8221;Espresso&#8221;. Come la mettiamo, lì? Perché non si mette a iper-interpretare alla stessa maniera anche QUEL non intervento? Gliel&#8217;ho già chiesto, ma Lei non risponde.</p>
<p>A &#8220;Io non ho paura&#8221; ho dedicato conferenze in Usa e in Italia nel 2001 (ben prima che avesse il successo popolare strepitoso successivo), o per meglio dire alcune parti di conferenze, sulla cultura e la letteratura italiana degli ultimi anni, sulla rappresentazione dell&#8217;infanzia nella letteratura, eccetera, e ne ho scritto un poco anche su questo sito, a proposito del film di Crialese (e di Salvatores).</p>
<p>Sciopero o non sciopero dei giornalisti, il primo numero del &#8220;Domenicale&#8221; uscì allegato a &#8220;Panorama&#8221; in edicola, incellofanato in centinaia di migliaia di copie. Che c&#8217;entra menzionare lo sciopero? Evidentemente (interpretazione mia di quello sciopero, del tutto personale) i giornalisti non erano d&#8217;accordo di lavorare di fatto per un&#8217;altra testata, per lanciare un&#8217;altra testata incellofanata lì dentro: una cosa alquanto insolita, in effetti. Ma in tutti i casi, che c&#8217;entra tirare in ballo lo sciopero, adesso, in questa nostra discussione? Che c&#8217;entra questo solito vittimismo (ricorrente soprattutto nella cosiddetta cultura di destra &#8211; dico &#8220;cosiddetta&#8221; perché anche a me queste categorie lasciano insoddisfatto) di sentirsi boicottati, sempre, da tutti, persino in casa propria, persino quando le cose vanno bene? Il &#8220;Domenicale&#8221; ebbe un lancio INAUDITO, ENORME, MADORNALE. Venne FISICAMENTE consegnato nelle mani di unn numero enorme di lettori altrimenti intangibili, persino da campagne pubblicitarie a tappeto. Fu MOLTO DI PIU&#8217; di una campagna televisiva alle 20.30 per una settimana (chi si sarebbe preso la briga di comprare in edicola una RIVISTA CULTURALE, benché pubblicizzata? Invece così non c&#8217;è stato bisogno di nessuna briga, il &#8220;Domenicale&#8221; agli italiani gliel&#8217;ha recapitato in mano &#8220;panorama&#8221;). Basta. Questo è il dato VERO.</p>
<p>Ripeto, nessuna rivista culturale italiana può giovarsi di un lancio simile. Questo è un dato oggettivo, Parente. Non c&#8217;è niente di male. Il &#8220;Domenicale&#8221; aveva la forza dalla sua parte, l&#8217;ha usata. Perfetto. Ma per piacere non facciamo del vittimismo, non presentiamoci come straccioni! Se Lei non ha una lira, mi spiace, se ha bisogno di una minestra e di un bicchiere di vino buono sarò il primo a offrirglieli di cuore, ma per favore basta con queste sciocche recriminazioni: &#8220;io sono più libero di te!&#8221;, &#8220;no, io!&#8221;, &#8220;io sono più povero!&#8221;, &#8220;no, io!&#8221;, &#8220;ma io ce l&#8217;ho più piccolo!&#8221;, &#8220;no, io! ce l&#8217;ho invisibile! io, io sì che sono piatto come un bambolotto!&#8221;</p>
<p>In ogni caso, sono stufo di parlare di queste cose. Il mio compito e la mia gioia è dare pensiero e fantasia: scrittura. Le polemiche sugli schieramenti mi spossano. Mi sono spiegato a sufficienza nel commento precedente. Se ha voglia di leggerlo davvero, bene, altrimenti, pazienza.</p>
<p>La Sua battuta sull&#8217;editore tedesco è di cattivo gusto, ma pazienza anche per quella, la finestrella dei commenti spesso sembra fatta per questo sport di sarcastico tiro al piccione, a volte anche divertente quando è arguto. Ma qui siamo alla battutaccia fine a se stessa. Lei si contraddice franosamente: se noi scrittori veniamo tradotti, ecco che puntiamo alla traducibilità, siamo afasici vacui, venditori di una letteraturina senza nerbo, in una la lingua light e disossata.  Se però non veniamo tradotti, ah be&#8217;! E&#8217; perché qualcosa non va in quel che abbiamo scritto: ed ecco che scatta la battutina sarcastica&#8230; Si metta d&#8217;accordo con se stesso, Parente! &#8220;Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto, ti tirano le pietre&#8221;, cantava Antoine. Facile fare i paragoni con i grandi! Giusto chi si mette sul piedestallo sarcastico delle battute se li può permettere! Se lo faccio io, un paragone con i grandi, mi rinchiudono in manicomio, reparto megalomani. Gadda è un monumento, Dante è un colosso metafisico, e Scarpa non è nessuno: ma questo è OVVIO! In Germania Scarpa è ancora meno! E&#8217; evidente che un editore tedesco traduce anche gli appunti sui polsini di Gadda, e di Scarpa valuta quel che è più o meno germanizzabile!</p>
<p>Lo stesso discorso vale per Kafka che vende duecento copie&#8230; Tutte fregnacce, Parente. La storia è piena di esempi e controesempi, facilissimi da tirar fuori a giochi fatti, cento o duecento anni dopo. Manganelli diceva che quando sosteneva il valore della letteratura &#8220;disimpegnata&#8221; o non &#8220;letteralmente implicata&#8221; politicamente (semplifico il suo pensiero), gli citavano le carestie africane, diceva &#8220;mi prendono a bambini morti in faccia&#8221;. Altrettanto facile prendere gli autori contemporanei a &#8220;scrittori morti in faccia&#8221;, Parente!</p>
<p>Ho nominato &#8220;Kamikaze d&#8217;Occidente&#8221; perché nella Sua citazione della traduzione in cinese ho riconosciuto una allusione chiarissima al risvolto di quel libro. Ho ritenuto non casuale il fatto che Lei abbia nominato proprio la lingua cinese come esempio di traduzione e di sfoggio di diffusione nel mondo (come il suo &#8220;che bello, che bello!&#8221; lasciava intendere. Evidentemente mi sono sbagliato, ho colto un&#8217;allusione di troppo.</p>
<p>In che senso faccio &#8220;piovere&#8221; sul bagnato? Ma è esattamente il contrario! Ammaniti non ha bisogno che io gli aggiunga neanche una goccerella di pioggia! Il suo libro ha già avuto tutto quello che meritava, e senza il mio aiuto o quello dei suoi &#8220;amici&#8221;. In quale orticello o campo mediatico o mercato avrei fatto piovere? In quello dei lettori dell'&#8221;Unità&#8221;? Io volevo far piovere NELLA TESTA DESERTA D&#8217;INFORMAZIONI DI LUPERINI! Stavo RISPONDENDO a Luperini! Alla sua descrizione di deserto e di tabula rasa! E&#8217; chiaro questo o glielo far tradurre in cinese? Io stavo rispondendo a LUPERINI! E a Luperini io ho detto molte altre cose! Ma Lei continua a voler vedere solo la lista della spesa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3133</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=354#comment-3133</guid>

					<description><![CDATA[Eh no, caro Riccardo, anche tu fai un calderone. 

Le cose sono andate così: Luperini ha scritto sull&#039;Unità: in Italia non c&#039;è nulla, voi non esistete, la storia vi scavalcherà, questa generazione fa schifo. Io ho risposto: un attimo, guarda che ti sbagli, in Italia c&#039;è qualcosa, anzi molto. Ho fatto una lista. Lacunosa: per forza! Non sono onnisciente. Ma anche variegata. Perché la letteratura non è monolitica, ma politeista. Tutto qui. 

Poi arriva Massimiliano Parente, autore di romanzi e collaboratore di una rivista letteraria, che spara insulti e accuse di schieramento e insomma cerca di confondere le acque facendo fare a TUTTI la figura dei pubblicitari di se stessi. Lo so, vi sto annoiando, ma non ci sto. NON CI STO! NON CI STO! NON E&#039; COSI! E&#039; troppo facile liquidare le cose così.

E&#039; Parente che vuole depotenziare la discussione, proprio perché persino le persone equilibrate come te ne escano con questa impressione: &quot;mah. alla fine sono tutti uguali, si autopromuovono tutti, e questo è il movente di un po&#039; tutte le azioni culturali o ritenute tali di tutti quanti...&quot;

Non ci sto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh no, caro Riccardo, anche tu fai un calderone. </p>
<p>Le cose sono andate così: Luperini ha scritto sull&#8217;Unità: in Italia non c&#8217;è nulla, voi non esistete, la storia vi scavalcherà, questa generazione fa schifo. Io ho risposto: un attimo, guarda che ti sbagli, in Italia c&#8217;è qualcosa, anzi molto. Ho fatto una lista. Lacunosa: per forza! Non sono onnisciente. Ma anche variegata. Perché la letteratura non è monolitica, ma politeista. Tutto qui. </p>
<p>Poi arriva Massimiliano Parente, autore di romanzi e collaboratore di una rivista letteraria, che spara insulti e accuse di schieramento e insomma cerca di confondere le acque facendo fare a TUTTI la figura dei pubblicitari di se stessi. Lo so, vi sto annoiando, ma non ci sto. NON CI STO! NON CI STO! NON E&#8217; COSI! E&#8217; troppo facile liquidare le cose così.</p>
<p>E&#8217; Parente che vuole depotenziare la discussione, proprio perché persino le persone equilibrate come te ne escano con questa impressione: &#8220;mah. alla fine sono tutti uguali, si autopromuovono tutti, e questo è il movente di un po&#8217; tutte le azioni culturali o ritenute tali di tutti quanti&#8230;&#8221;</p>
<p>Non ci sto!</p>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3134</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=354#comment-3134</guid>

					<description><![CDATA[Ah, e poi, Parente, risparmi le energie, non si indigni per conto di Busi. Le ricordo che Aldo Busi scrisse una recensione superelogiativa di &quot;Io non ho paura&quot;. Busi ci si sente benissimo in una lista dove c&#039;è Ammaniti. Lo stesso dicasi di Moresco. Non faccia il rappresentante di nessuno, La prego. Non rischi figuracce di ricusazione. E non si erga a Signore e Padrone delle Liste, o Moralizzatore Antilista. Qui le liste si fanno solo in casi disperati, o meglio solo in casi esasperati, per rispondere ai negatori dell&#039;esistente come Luperini. Glielo ripeterò come Totò, ossessivamente: non dirò &quot;votantonio votantonio votantonio!&quot;, ma &quot;eraunarisposta aLuperini era una rispostaaLuperini eraunarispostaaLuperini!&quot;. Non si preoccupi: nella massima parte del tempo noi si scrive: libri, riflessioni, poesie (è INCREDIBILE che Lei non se ne accorga. Lo sta dicendo proprio QUI! Su Nazione Indiana! Che è PIENA dei nostri interventi di approfondimento, sulla letteratura e non solo. Proprio QUI è venuto a rimproverarci di astenerci dalla critica e dall&#039;approfondimento! A pensarci bene non ci si crede, Parente! Ma sto sognando o sono vittima per la prima volta nella mia vita di un Primo di Aprile?). E ogni tanto si perde tempo (ma poco) pure con interventi infelici di persone (spero) leali come Lei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, e poi, Parente, risparmi le energie, non si indigni per conto di Busi. Le ricordo che Aldo Busi scrisse una recensione superelogiativa di &#8220;Io non ho paura&#8221;. Busi ci si sente benissimo in una lista dove c&#8217;è Ammaniti. Lo stesso dicasi di Moresco. Non faccia il rappresentante di nessuno, La prego. Non rischi figuracce di ricusazione. E non si erga a Signore e Padrone delle Liste, o Moralizzatore Antilista. Qui le liste si fanno solo in casi disperati, o meglio solo in casi esasperati, per rispondere ai negatori dell&#8217;esistente come Luperini. Glielo ripeterò come Totò, ossessivamente: non dirò &#8220;votantonio votantonio votantonio!&#8221;, ma &#8220;eraunarisposta aLuperini era una rispostaaLuperini eraunarispostaaLuperini!&#8221;. Non si preoccupi: nella massima parte del tempo noi si scrive: libri, riflessioni, poesie (è INCREDIBILE che Lei non se ne accorga. Lo sta dicendo proprio QUI! Su Nazione Indiana! Che è PIENA dei nostri interventi di approfondimento, sulla letteratura e non solo. Proprio QUI è venuto a rimproverarci di astenerci dalla critica e dall&#8217;approfondimento! A pensarci bene non ci si crede, Parente! Ma sto sognando o sono vittima per la prima volta nella mia vita di un Primo di Aprile?). E ogni tanto si perde tempo (ma poco) pure con interventi infelici di persone (spero) leali come Lei.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3135</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io quando vado al supermarket faccio sempre la lista della spesa. Così evito di sperperare i miei soldi in troiate consumiste e indigeste. Mi sembra un ottimo approccio critico. Guardo il frigo, a casa, ci ragiono, vedo cosa mi manca, di cosa ho bisogno, quali sono i miei desideri. E  faccio la lista. (poi, però, una troiata ci va sempre a finire nel carrello. E&#039; il piacere anarchico dell&#039;esotico, della sperimentazione). Di certo se qualcuno si mettesse ad urlarmi dietro che la lista non la devo portare al supermarket, che non è elegante, che è mafiosa, un pochino mi imbarazzerebbe. E mi farebbe, un pochino, incazzare (un pochino, ovvio, ché le cose serie fanno incazzare, non queste).

Saluti, Gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io quando vado al supermarket faccio sempre la lista della spesa. Così evito di sperperare i miei soldi in troiate consumiste e indigeste. Mi sembra un ottimo approccio critico. Guardo il frigo, a casa, ci ragiono, vedo cosa mi manca, di cosa ho bisogno, quali sono i miei desideri. E  faccio la lista. (poi, però, una troiata ci va sempre a finire nel carrello. E&#8217; il piacere anarchico dell&#8217;esotico, della sperimentazione). Di certo se qualcuno si mettesse ad urlarmi dietro che la lista non la devo portare al supermarket, che non è elegante, che è mafiosa, un pochino mi imbarazzerebbe. E mi farebbe, un pochino, incazzare (un pochino, ovvio, ché le cose serie fanno incazzare, non queste).</p>
<p>Saluti, Gianni</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3136</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=354#comment-3136</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Gianni, e buon primo aprile anche a te! Spero di conoscerti presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Gianni, e buon primo aprile anche a te! Spero di conoscerti presto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Malatesta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3137</link>

		<dc:creator><![CDATA[Malatesta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il discorso su movimenti, gruppi, lobby ecc. è giusto (e l&#039;ho fatto anch&#039;io e a Scarpa), ma il contesto in cui lo colloca Parente - cioè un&#039;aggressione indiscrimanata a Scarpa e NI - è fuorviante. Anche Moresco ha fatto la sua &quot;lista della spesa&quot;, per dirla con Parente. Ma davanti ad accuse così pesanti non c&#039;erano che due modi per difendersi: uno teorico e l&#039;altro pratico. Quello teorico, che in parte è stato praticato, consisteva nell&#039;esporre una critica di idee e concetti, visioni della letteratura, filosofie ecc. Quello pratico nel dire: ci sono questi libri, vatti un po&#039; a vedere se sono &quot;niente&quot;. Per questo ha ragione Scarpa a ripetere il ritornello di Antoine: se parli in generale e in linea teorica, ti ribattono &quot;Astrazioni! ragionamenti! ma dove sono le prove?&quot;; se elenchi le prove, che poi sono libri e autori, ti ribattono: &quot;Ti fai pubblicità! autopromozione!&quot; ecc. Che dovrebbero fare gli accusati? avvalersi della facoltà di non rispondere per poi, magari, sentirsi dire che &quot;chi tace acconsente&quot;?

La vendibilità e traducibilità non mi sembrano i valori che muovono l&#039;opera di uno Scarpa. Capisco che Tiziano è pubblicato da una casa editrice visibile e non è uno sconosciuto, ma non è neanche un Camilleri o un Faletti. Chi ha letto alcuni suoi interventi su letteratura e società (e Parente non li ha letti, o volutamente li ignora), sa che è uno che non guarda la tv, non ci tiene a comparire (nonostante gli inviti e nonostante sappia il ritorno, commerciale ed economico, che gliene deriverebbe), è attento e critico verso molte cose, finanche verso la Gazzetta dello Sport (l&#039;altro giorno ho beccato un suo bellissimo intervento all&#039;indomani dello scoppio della guerra in Iraq). Scarpa allora si difende (individualisticamente, sì, parla per sé, che altro potrebbe fare?) e porta l&#039;esempio di NI che è una rivista mediatica da cui non solo non ricava un soldo, ma che addirittura ha un costo, un peso economico. Sottintende, Scarpa, che anzicché prostituirsi a riviste e giornali organici, cosa che economicamente gli renderebbe di più, preferisce essere libero e pagare di propria tasca questa scelta di libertà: un ulteriore ribattere alle accuse di intenti commerciali ed economici mossagli da Parente. Ma Parente che fa? Scrive: &quot;Se doveste non farcela a tenere su il sito, visto che tiene a sottolinearmi quanto costa, e nonostante io abbia un&#039;idea &quot;povera e mafiosa&quot; dell&#039;amicizia, come dice lei, me lo faccia sapere, e pur non essendo un suo amico, e pur non avendo una lira, le farò un bonifico di settantadue euro.&quot; Qui, naturalmente, siamo all&#039;offesa gratuita, fatta per di più in piena malafede, e - secondo me la cosa più grave - senza aver compreso né sforzarsi di comprendere quello che l&#039;interlocutore voleva dire.

Non sarà che il nostro caro Parente è un po&#039; frustrato dalla mancata partecipazione e quindi riconoscimento alla sua rivista e persona da parte di Scarpa e degli altri autori di NI?]]></description>
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<p>La vendibilità e traducibilità non mi sembrano i valori che muovono l&#8217;opera di uno Scarpa. Capisco che Tiziano è pubblicato da una casa editrice visibile e non è uno sconosciuto, ma non è neanche un Camilleri o un Faletti. Chi ha letto alcuni suoi interventi su letteratura e società (e Parente non li ha letti, o volutamente li ignora), sa che è uno che non guarda la tv, non ci tiene a comparire (nonostante gli inviti e nonostante sappia il ritorno, commerciale ed economico, che gliene deriverebbe), è attento e critico verso molte cose, finanche verso la Gazzetta dello Sport (l&#8217;altro giorno ho beccato un suo bellissimo intervento all&#8217;indomani dello scoppio della guerra in Iraq). Scarpa allora si difende (individualisticamente, sì, parla per sé, che altro potrebbe fare?) e porta l&#8217;esempio di NI che è una rivista mediatica da cui non solo non ricava un soldo, ma che addirittura ha un costo, un peso economico. Sottintende, Scarpa, che anzicché prostituirsi a riviste e giornali organici, cosa che economicamente gli renderebbe di più, preferisce essere libero e pagare di propria tasca questa scelta di libertà: un ulteriore ribattere alle accuse di intenti commerciali ed economici mossagli da Parente. Ma Parente che fa? Scrive: &#8220;Se doveste non farcela a tenere su il sito, visto che tiene a sottolinearmi quanto costa, e nonostante io abbia un&#8217;idea &#8220;povera e mafiosa&#8221; dell&#8217;amicizia, come dice lei, me lo faccia sapere, e pur non essendo un suo amico, e pur non avendo una lira, le farò un bonifico di settantadue euro.&#8221; Qui, naturalmente, siamo all&#8217;offesa gratuita, fatta per di più in piena malafede, e &#8211; secondo me la cosa più grave &#8211; senza aver compreso né sforzarsi di comprendere quello che l&#8217;interlocutore voleva dire.</p>
<p>Non sarà che il nostro caro Parente è un po&#8217; frustrato dalla mancata partecipazione e quindi riconoscimento alla sua rivista e persona da parte di Scarpa e degli altri autori di NI?</p>
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		Di: Malatesta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/04/01/cara-nazione-indiana/#comment-3138</link>

		<dc:creator><![CDATA[Malatesta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.S. Naturalmente, ci tengo a precisare che chi parla è uno che con Scarpa si è finora quasi sempre trovato in disaccordo, ha litigato e ancora adesso litiga - in senso culturale, ovviamente -, cioè non sono un fan sfegatato di Scarpa e di NI. Nessuna presa di posizione aprioristica, quindi, ma solo - credo - un po&#039; di buon senso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. Naturalmente, ci tengo a precisare che chi parla è uno che con Scarpa si è finora quasi sempre trovato in disaccordo, ha litigato e ancora adesso litiga &#8211; in senso culturale, ovviamente -, cioè non sono un fan sfegatato di Scarpa e di NI. Nessuna presa di posizione aprioristica, quindi, ma solo &#8211; credo &#8211; un po&#8217; di buon senso.</p>
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