Poesia da fare (il blog)

12 giugno 2004
Pubblicato da

biagPepp1.jpg
Il blog Poesia da fare è curato da circa un anno dal poeta Biagio Cepollaro secondo i modi della rivista letteraria rigorosa, con periodicità mensile. L’obiettivo del Blog è dare la possibilità ai poeti più giovani di mostrare il loro lavoro e di interagire con i lettori della Rete. Il coagulo di questo flusso è costituito dai Quaderni di Poesia da fare, due all’anno, in formato pdf. Sono accessibili i primi due Quaderni del 2003, mentre è in preparazione il primo del 2004. Fin qui il blog ha raccolto una ventina di autori, tra poeti e narratori, tra i più significativi del panorama letterario italiano di questi anni. Per citarne qualcuno: Rosaria Lo Russo, Florinda Fusco, Marco Giovenale, Massimo Sannelli, Andrea Raos, Andrea Inglese, Pino Tripodi, Giorgio Mascitelli, Massimo Rizzante, Francesca Genti, Francesca Tini-Brunozzi, Fabrizio Lombardo, Anna Lamberti-Bocconi, Gianluca Gigliozzi.

“La Rete è per Cepollaro il punto di mediazione tra un allontanarsi completo dall’aspetto pubblico del far versi e la necessità di essere comunque presente, «comunicante». Ne viene fuori un intrigante profilo da blogger-stilita, o, come preferisce dire lui, «non collaborazionista», risultato di una dura disciplina alla capacità di scomparire dalla scena, senza assentarsi dal reale, il quale è autore di una serie di riflessioni brucianti, tanto sulla forma poetica (imperdibili quelle sul «realismo»), quanto sul costume letterarioLello Voce(da l’Unità, 1-5-04)

Tag:

17 Responses to Poesia da fare (il blog)

  1. Marco Motta il 14 giugno 2004 alle 03:08

    Ancora uno spot! Andrea Inglese che non si firma visibilmente ma che si cita tra i poeti più significativi di questi ultimi anni. Probabilmente lo è, ma come al solito non sono queste le modalità per dirlo. Eppoi: la recensione di un blog che ne è soltanto il commercial. Ma cosa sta succedendo qui? Un fedele e appasionatissimo lettore di NI.

  2. Marco Motta il 14 giugno 2004 alle 03:09

    Scusatemi “l’appasionatissimo” con la sola esse.

  3. andrea inglese il 15 giugno 2004 alle 00:52

    1) mea culpa per il messaggio ambiguo, il pezzo riportato qui sopra (vasicomunicanti…) è una nota scritta dallo stesso Cepollaro, cosi’ puramente informativa che non ho creduto di dover mettere la sua firma;
    2) non mi sono cancellato dall’elenco dei partecipanti al blog e non mi sento in colpa per essere stato definito “significativo”
    3)non capisco la seguente frase:”Eppoi: la recensione di un blog che ne è soltanto il commercial.” Che significa in italiano?
    4) ma ti è piaciuto o no il blog di Cepollaro?
    5) infine: non c’è più religione le stagioni non sono più dov’erano una volta nazioneindiana ha calato le braghe ormai è tutto un magna magna un arraffa arraffa un unamanolaval’altra un abborracciamento una cricca di consorterie mafiose uno schifo…

  4. Marco Motta il 15 giugno 2004 alle 06:54

    -Spero proprio che tu non ti senta in colpa per essere stato definito “significativo”, né tanto meno dovresti farlo se fossi tu stesso a definirti così: la parzialità non è un difetto. Eppure il problema di ogni discorso dipende sempre, prima di tutto, dal contesto.

    -La frase “Eppoi: la recensione di un blog che ne è soltanto il commercial” è una esclamativa che vuol dire: l’ennesima pubblicità spacciata per recensione che gira su NI. La mia era un’affermazione tra il preoccupato e l’annoiato.

    -E ancora: se il tuo punto 5) è una frase seria, allora mi sembra alla stregua delle più abili mosse oratorie, dal delitto Matteotti in poi. Mah: credo sarebbe carino che facciate qualcosa per quanto al punto cinque; per voi e per i lettori.
    Ricordo una cosa che disse la mia professoressa del ginnasio e della quale cosa, alla tenera età di 13 anni, fui molto colpito. Disse: “il peggior storico è quello che finge di stare da una parte e invece parteggia per tutt’altra”. A tutt’oggi sono piuttosto convinto che questo giudizio sia applicabile a parecchie altri mestieri; e che esso imponga, in ogni caso, una simile conclusione.

  5. gabriella fuschini il 15 giugno 2004 alle 13:42

    A me più che l’ennesima pubblicità spacciata per recensione, sembra l’informazione che esiste un blog di poesia. Scusa Marco, pubblicità di cosa? Per ogni visitatore il blog riceve dei soldi? A me il blog di Cepollaro è piaciuto molto e dopo “la pubblicità” di Andrea vado a visitarlo regolarmente.
    A proposito di pubblicità, oggi a Milano alle 17.00 al teatro Olmetto c’è una vera e propria maratona di poesia organizzata dalla rivista La mosca e da Archivi del ‘900.
    Saluti

  6. andrea inglese il 15 giugno 2004 alle 13:53

    6.vasicomunicanti è pubblicità? si, nel senso di rendere pubblico in un luogo cio’ che si fa in un altro luogo. E’ uno degli intenti di NI. Non l’avevi capito? Davvero mi sforzo di comprendere il senso di quanto scrivi, ma mi sfugge l’oggetto del contendere. 7. Se dicessi che ne pensi del blog di Cepollaro, magari sarebbe più semplice sapere di che parliamo. 8. altrimenti mi sento trascinare nel buco del: è tutto un recensire, fare marketing, pubbliche delazioni, spacciar gadgets, vendere fischi per fiaschi, giocare sottobanco, incrementare logo, manipolare menti, tutto una recensione di scambio, un do ut dash,ecc. ecc. (ps sono contento che tu sia contento che io non mi senta in colpa)

  7. Gianni Biondillo il 15 giugno 2004 alle 17:12

    Vi conosco a voi, brutti mafiosi, che vi siete fatti i miliardi a furia di scrivere poesie, mentre c’è gente che si spezza la schiena alla borsa valori a vendere azioni di società che producono mine antiuomo e nessuno li nomina, neppure un articolo a pagina 25, neppure una segnalazione in un blog. Vergogna!
    E’ proprio vero: non esistono più le mezze stagioni. E pensare che qui, dove sono io, una volta era tutta campagna…

    G.

  8. Graziano il 15 giugno 2004 alle 17:28

    Scusate se dico la mia.
    Biagio Cepollaro fa un quaderno di poesia in cui presenta giovani poeti emergenti (chi più chi meno) che nell’editoria italiana hanno poca o nulla visibilità. Dal punto di vista culturale, Biagio Cepollaro fa un’opera meritevole. Dal punto di vista politico, Biagio Cepollaro, rifiutando la “collaborazione” col sistema editoriale italiano, mette questo quaderno di poesia in internet e in copyleft, facendo cosa altrettanto meritevole. Il presupposto per la funzionalità e l’esistenza di questo quaderno, che è quanto di più “anticapitalistico” e “antieditorialistico”, è che esso “giri”, cioè entri nel circolo del passaparola, passamano, vasicomunicanti, tamtam ecc. del web.
    Aggiungo che non solo ad Andrea Inglese non entra un euro da questa pubblicità, ma non entra un euro neanche a Cepollaro, che compie un lavoro di ricerca ed editing dei testi del tutto gratuito e appassionato. E non è poco. Chi promuove il libro di un amico non ci guadagna nulla ma, sostengono i maligni, fa comunque guadagnare l’amico. Ma questa volta, caro Marco, non ci guadagna proprio nessuno. Qui ci guadagna solo la cultura.
    Aggiungo una nota personale: volendo leggermi un saggio di Cepollaro, presente sul suo blog in un documento pdf di oltre centocinquanta pagine, gli ho inviato un’email per chiedergli se poteva spedirmi il suo libro in formato word, così avrei potuto rimpicciolirne il carattere e impostare più larghi i margini di pagina, sì da risparmiare fogli e inchiostro. Non speravo molto in una risposta. Eppure, neanche 12 ore dopo, ricevo un’email di Cepollaro con allegato il file word del suo libro. Ora: trovatemi un altro poeta o scrittore che abbia un simile rapporto con la sua opera e coi suoi lettori. Che, per quanto possa non campare dei diritti d’autore del suo lavoro letterario, arrivi a considerarlo “non pagabile” e gratuito al punto di spedirlo in file word al suo pubblico.
    Dunque, la mia richiesta di lettore di NI è: “Caro Andrea, ti prego di informarmi su NI di ogni uscita del ‘quaderno di poesia’ e di ogni altra simile iniziativa, sia tenuta o no da persona che conosci. Ogni tuo colpevole ritardo e/o trascuratezza in tal senso, ti sarà debitamente sottratta in termini di stima”.

    Ps Ah, tanto per intenderci: io sono quello che litigava con Scarpa e la Carla perché faceva presente il rischio corporativo di NI, che con Scarpa e Montanari prova un gran gusto a scazzottarsi ecc.
    Pps Andrea, urge tua riflessione su tema “copy left”.

  9. andrea inglese il 15 giugno 2004 alle 18:27

    va bene Gianni, va bene Graziano, certo, i poeti non guadagnano, non arraffano, non speculano, non giocano in borsa, non ciucciano dividendi, non mettono a capitale, ma donano, donano, donano. Ma madonnabruna, anche voi lettori ci marciate mica male! Per non parlare dei poeti amici (impossibile pretendere che comprino mezzo libro: tutto gli deve arrivare a sbafo e con dedica…). Va bene blog pdf no copyleft, ma qualche cazzo di libro, di plaquette, ve la potreste pure comprare. Cosi, tanto per dimostrare che davvero la poesia ha un valore d’uso.
    (Bene a parte questo scoppio di venalità, ringrazio graziano per aver chiarito qualche punto importante sulla pratica “pubblicitaria” interna alla poesia, e gianni perché “là dove c’era l’erba verde ora c’è…” ecc.)

  10. andrea raos il 15 giugno 2004 alle 19:15

    andrea inglese, tu sei ingeneroso con i poeti amici: l’ultima volta che mi hai regalato un tuo libro, non ti ho nemmeno costretto a invitarmi a cena…
    invece mi sconcerta che né tu né biondillo né graziano citiate l’intreccio malsano tra affari e politica, il culto diffuso dell’omertà accademica, il bubbone inesploso della salerno-reggio calabria. ma insomma: da che parte state?

  11. Graziano il 15 giugno 2004 alle 21:53

    Ma no, Andrea, io i libri li compro tutti. Adoro il supporto-libro, la forma, l’odore, con tutti gli altri vezzi e malvezzi dei bibliofili. Penso agli altri (ok ok: sono populista) e poi, ripeto, faccio sempre un discorso di cultura, di mentalità. Se oggi ci troviamo davanti alla monetizzazione di tutto ciò che è cultura, dai monumenti storici al prestito in biblioteca, è perché si porta agli estremi una certa mentalità… Comunque, il punto è un altro: parlare di pubblicità per un quaderno no profit di poeti emergenti… insomma… non ha proprio senso. La poesia sul web deve girare girare girare, vorticosamente, dev’essere una cosa endemica, un contagio, perché se Scarpa se la prende coi giallisti perché il giallo tira di più, allora i poeti dovrebbero prendersela coi romanzieri perché… ok ok

    Ps Andrea, presto ti arriverà a casa un bolletino preimpostato di euro 10, a me indirizzato, per la restituzione dell’importo da me corrispostoti nell’acquisto di Inventari e Bilico. Ho arrotondato per eccesso, ma che vuoi farci, qualcosa dovrà pur entrarmi in tasca, no?

  12. Graziano il 15 giugno 2004 alle 21:55

    Cazzo, non ho arrotondato per eccesso: ok, 11 euro + spese di spedizione.

  13. gabriella il 15 giugno 2004 alle 22:29

    Eddài Andrea, anch’io ho comprato Bilico e non una, bensì due copie(una l’ho regalata). :-)

  14. andrea inglese il 16 giugno 2004 alle 00:35

    a questo punto ringrazio mario motta che, denunciando inesistenti progetti pubblicitari a favore di Biagio Cepollaro, mi ha permesso di farmi una vergognosa pubblicità, con la complicità dei misericordiosi graziano e gabriella; ora i conti tornano tutti (in euro sonanti), tranne quelli con raos, nei cui confronti ho un debito in termini di stecche di sigarette scroccategli negli ultimi dodici anni, ma un credito in termini di malattie cardiovascolari, che gli ho fraternamente dimezzato…

  15. a. i. il 16 giugno 2004 alle 00:37

    Marco Motta, non Mario Motta (sono pure ingrato…)

  16. Gianni Biondillo il 16 giugno 2004 alle 02:32

    Ah ha, Andrea, hai visto che tenevo raggione, eh? T’hai fatto li sordi colle poesie! Mo’ minimo minimo mi paghi da bbere. Sciampagne!

  17. a. i. il 16 giugno 2004 alle 06:31

    Spuma, chinotto o gassosino? (Nota l’ora che non è di risveglio, ma di crollo…)



indiani