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	Commenti a: L’intervista impossibile	</title>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti, Franz, all&#039;inizio mi dicevo: &quot;sono le tre meno un quarto di notte e tu hai una nevralgia che ti tiene gli occhi sbarrati. E&#039; per questo che non stai capendo un bel favone di quello che leggi&quot;.
Poi, coll&#039;andare della lettura mi sono detto: &quot;Eh no! Questo è proprio lui. Queste sono le parole di Ghezzi. Le riconosco. Non ci ho mai capito una minchia fritta!&quot;

g.

p.s. Almeno, all&#039;epoca, se mi veniva una nevralgia notturna sapevo cosa vedere in TV. Fosse solo per questo lo ringrazio anch&#039;io Ghezzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, Franz, all&#8217;inizio mi dicevo: &#8220;sono le tre meno un quarto di notte e tu hai una nevralgia che ti tiene gli occhi sbarrati. E&#8217; per questo che non stai capendo un bel favone di quello che leggi&#8221;.<br />
Poi, coll&#8217;andare della lettura mi sono detto: &#8220;Eh no! Questo è proprio lui. Queste sono le parole di Ghezzi. Le riconosco. Non ci ho mai capito una minchia fritta!&#8221;</p>
<p>g.</p>
<p>p.s. Almeno, all&#8217;epoca, se mi veniva una nevralgia notturna sapevo cosa vedere in TV. Fosse solo per questo lo ringrazio anch&#8217;io Ghezzi.</p>
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		Di: riccardo ferrazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oltre all&#039;abilità diabolica del nostro Franz (che contrappunta un testo quasi demenziale senza indebolirlo, anzi !), c&#039;è da domandarsi fino a che punto Franz si sia limitato a prendere in giro i critici cinematografici. Ho l&#039;impressione che dietro a Ghezzi ci sia in filigrana buona parte dell&#039;intellettualume italiota, intento a sparare cazzate labirintiche e a spacciarle per pensieri profondissimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre all&#8217;abilità diabolica del nostro Franz (che contrappunta un testo quasi demenziale senza indebolirlo, anzi !), c&#8217;è da domandarsi fino a che punto Franz si sia limitato a prendere in giro i critici cinematografici. Ho l&#8217;impressione che dietro a Ghezzi ci sia in filigrana buona parte dell&#8217;intellettualume italiota, intento a sparare cazzate labirintiche e a spacciarle per pensieri profondissimi.</p>
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		<title>
		Di: Nick Names		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4754</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nick Names]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Poi hai rimediato alla lacuna prendendo visione di &quot;Images&quot;? Certo che sì, vero?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poi hai rimediato alla lacuna prendendo visione di &#8220;Images&#8221;? Certo che sì, vero?</p>
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		Di: donato		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[donato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io quella notte di fuori orario la ricordo benissimo... fu una notte con film eccezionali 
-Un bacio e una pistola di Robert Aldrich ( no &quot;alla pistola&quot;!!!)
-Il lungo addio di Bob Altman, film che da solo, per me, vale tutta la filmografia di Kubrick
-Odio implacabile di Jacques Tournier, film meglio conosciuto come le catene della colpa
-Il bacio dell&#039;assassino, primo vero e misconosciuto capolavoro di Stanley Kubrick 

... questo simpatico e cattivo omaggio di Franz Krauspenhaar, nonostante venga fatto con tutte le buone intenzioni del mondo, lo trovo fuoriluogo...

i monologhi introduttivi di Ghezzi, che forse per mia assuefazione non trovo nient&#039;affatto strani e anche comprensibilissimi, sono quanto di più interessante si possa ascoltare sia in fatto di cinema e senz&#039;ombra di dubbio l&#039;unica cosa sensata che passa in televione...

Enrico Ghezzi è il nostro Henry Langlois. con lui tutto un paese ha avuto l&#039;opportunità di vedere e conoscere il Cinema... bello, brutto, hollywoodiano, underground, thailandese, africano, iraniano... noir, fantascienza, muto...
 tutto il cinema non visto, o semplicemente (s)visto o poco conosciuto... 

ha dato, e dà, un esempio encomiabile... roba che se fosse stato francese, inglese, dell&#039;america latina o statunitense oggi ne sentiremmo parlare come di un personaggio mitico e importantissimo per lo sviluppo culturale d&#039;un paese... a mio avviso fa più una puntata di Fuori Orario di Ghezzi che dieci anni di centro sperimentale, ma lasciamo stare, questi sono pareri personali e altre storie.

 fuori orario, proprio dopo quest&#039;ultime elezioni che sanciscono la completa distruzione antropologica e l&#039;apocalisse culturale d&#039;un paese(e mentre lo scrivo mi rendo conto che sto citando il vecchio caro Ernesto De Martino della Fine del mondo), mi appare come l&#039;unico campo di resistenza nell&#039;immenso nulla che genera mostri(politici, consumistici, culturali) che è la televisione... 

proprio in questi giorni sono tangibili e alla mano i guasti provocati dall&#039;accelerazione massima dell&#039;estetica del consumo... non basta rubare, depredare, sfasciare un paese o dei paesi per risponderne in qualche modo... no, tutto questo non basta perchè una classe politica e economica possa essere messa seriamente in discussione... niente da fare, è sempre lì intoccabile forte dell&#039;obbedienza al principio d&#039;autorità...

  con anni di televisione commerciale, consumistica, di facile digeribilità e di velocissima metabolizzazione, il tubo catodico ha praticamente disintegrato ogni forma d&#039;inconscio... i risultati ci sono davanti... 

Ghezzi con i suoi monologhi è un esempio di ciò che è deontologicamente accettabile per uno spettatore... un monologo in presa diretta senza stacchi di sorta col vezzo del fuori sincrono, è l&#039;unica occasione nello scatolone televisivo di vedere come deve essere un rapporto con le immagini che abbia la &quot;cura&quot;(in senso foucaltiano) dello spettatore...

Ghezzi è una persona che conosce benissimo le immagini e le loro correlazioni e il suo &quot;fuori orario&quot; si pone come campo di resistenza proprio perchè non usa i mezzi dell&#039;estetica del consumo e della televisione del mondo usa e getta... 
l&#039;assoluta assenza di pubblicità, il montaggio discreto all&#039;interno di un frame testuale sono cose che dovrebbero essere alla base di un intera ri-regolamentazione del mezzo televisivo...

l&#039;estetica del consumo ha prodotto, e sta producendo, tanti e tali danni che neanche tra vent&#039;anni potranno essere risanati e che purtroppo un solo Ghezzi, un solo blob e un solo fuori orario non riescono ad arginare... perciò prima di divertirsi con tutta la simpatia e la bonarietà del caso su un Ghezzi, perchè non ne mettiamo prima in risalto i pregi e cerchiamo di sostenerne il ruolo in un periodo di attacchi e boicottaggi... 

e vabbè, scusate tutta l&#039;acredine e il già sentito dire in fatto di televisione-politica-economia e roba del genere ma a mio avviso l&#039;italia avrebbe bisogno di cento, mille, diecimila Ghezzi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io quella notte di fuori orario la ricordo benissimo&#8230; fu una notte con film eccezionali<br />
-Un bacio e una pistola di Robert Aldrich ( no &#8220;alla pistola&#8221;!!!)<br />
-Il lungo addio di Bob Altman, film che da solo, per me, vale tutta la filmografia di Kubrick<br />
-Odio implacabile di Jacques Tournier, film meglio conosciuto come le catene della colpa<br />
-Il bacio dell&#8217;assassino, primo vero e misconosciuto capolavoro di Stanley Kubrick </p>
<p>&#8230; questo simpatico e cattivo omaggio di Franz Krauspenhaar, nonostante venga fatto con tutte le buone intenzioni del mondo, lo trovo fuoriluogo&#8230;</p>
<p>i monologhi introduttivi di Ghezzi, che forse per mia assuefazione non trovo nient&#8217;affatto strani e anche comprensibilissimi, sono quanto di più interessante si possa ascoltare sia in fatto di cinema e senz&#8217;ombra di dubbio l&#8217;unica cosa sensata che passa in televione&#8230;</p>
<p>Enrico Ghezzi è il nostro Henry Langlois. con lui tutto un paese ha avuto l&#8217;opportunità di vedere e conoscere il Cinema&#8230; bello, brutto, hollywoodiano, underground, thailandese, africano, iraniano&#8230; noir, fantascienza, muto&#8230;<br />
 tutto il cinema non visto, o semplicemente (s)visto o poco conosciuto&#8230; </p>
<p>ha dato, e dà, un esempio encomiabile&#8230; roba che se fosse stato francese, inglese, dell&#8217;america latina o statunitense oggi ne sentiremmo parlare come di un personaggio mitico e importantissimo per lo sviluppo culturale d&#8217;un paese&#8230; a mio avviso fa più una puntata di Fuori Orario di Ghezzi che dieci anni di centro sperimentale, ma lasciamo stare, questi sono pareri personali e altre storie.</p>
<p> fuori orario, proprio dopo quest&#8217;ultime elezioni che sanciscono la completa distruzione antropologica e l&#8217;apocalisse culturale d&#8217;un paese(e mentre lo scrivo mi rendo conto che sto citando il vecchio caro Ernesto De Martino della Fine del mondo), mi appare come l&#8217;unico campo di resistenza nell&#8217;immenso nulla che genera mostri(politici, consumistici, culturali) che è la televisione&#8230; </p>
<p>proprio in questi giorni sono tangibili e alla mano i guasti provocati dall&#8217;accelerazione massima dell&#8217;estetica del consumo&#8230; non basta rubare, depredare, sfasciare un paese o dei paesi per risponderne in qualche modo&#8230; no, tutto questo non basta perchè una classe politica e economica possa essere messa seriamente in discussione&#8230; niente da fare, è sempre lì intoccabile forte dell&#8217;obbedienza al principio d&#8217;autorità&#8230;</p>
<p>  con anni di televisione commerciale, consumistica, di facile digeribilità e di velocissima metabolizzazione, il tubo catodico ha praticamente disintegrato ogni forma d&#8217;inconscio&#8230; i risultati ci sono davanti&#8230; </p>
<p>Ghezzi con i suoi monologhi è un esempio di ciò che è deontologicamente accettabile per uno spettatore&#8230; un monologo in presa diretta senza stacchi di sorta col vezzo del fuori sincrono, è l&#8217;unica occasione nello scatolone televisivo di vedere come deve essere un rapporto con le immagini che abbia la &#8220;cura&#8221;(in senso foucaltiano) dello spettatore&#8230;</p>
<p>Ghezzi è una persona che conosce benissimo le immagini e le loro correlazioni e il suo &#8220;fuori orario&#8221; si pone come campo di resistenza proprio perchè non usa i mezzi dell&#8217;estetica del consumo e della televisione del mondo usa e getta&#8230;<br />
l&#8217;assoluta assenza di pubblicità, il montaggio discreto all&#8217;interno di un frame testuale sono cose che dovrebbero essere alla base di un intera ri-regolamentazione del mezzo televisivo&#8230;</p>
<p>l&#8217;estetica del consumo ha prodotto, e sta producendo, tanti e tali danni che neanche tra vent&#8217;anni potranno essere risanati e che purtroppo un solo Ghezzi, un solo blob e un solo fuori orario non riescono ad arginare&#8230; perciò prima di divertirsi con tutta la simpatia e la bonarietà del caso su un Ghezzi, perchè non ne mettiamo prima in risalto i pregi e cerchiamo di sostenerne il ruolo in un periodo di attacchi e boicottaggi&#8230; </p>
<p>e vabbè, scusate tutta l&#8217;acredine e il già sentito dire in fatto di televisione-politica-economia e roba del genere ma a mio avviso l&#8217;italia avrebbe bisogno di cento, mille, diecimila Ghezzi&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Pepito Sbazzeguti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4756</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pepito Sbazzeguti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho avuto di recente una conversazione circa la critica. Niente paura, non sono in grado e non voglio addentrarmi nell&#039;argomento, ma sono sollecitata a chiedere che cosa distingua la Critica dall&#039;intelletualume italiota. Spiegatelo a chi, come me, si limita ad un mi piace/non mi piace.


P.S. Ho corretto il nick. Altrimenti l&#039;anagramma non torna (e infatti non tornava). Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto di recente una conversazione circa la critica. Niente paura, non sono in grado e non voglio addentrarmi nell&#8217;argomento, ma sono sollecitata a chiedere che cosa distingua la Critica dall&#8217;intelletualume italiota. Spiegatelo a chi, come me, si limita ad un mi piace/non mi piace.</p>
<p>P.S. Ho corretto il nick. Altrimenti l&#8217;anagramma non torna (e infatti non tornava). Grazie.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4757</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; vero, grande Ghezzi, però ogni tanto anche lui sbagliava. Lui nell&#039;intervista mi ha proprio detto &quot;Un bacio alla pistola&quot; e non &quot;Un bacio e una pistola&quot;, giuro!...(Ho sentito e risentito la cassetta un sacco di volte, veramente).
E non è l&#039;unico errore che ha fatto, il Ghezzi: parla di questo film come tratto da Hammett. Invece è tratto da Mickey Spillane (detective Mike Hammer), lo sappiamo benissimo!... Strano che non se ne sia accorto anche lei!...
Il lungo addio di Altman vale da solo tutta la filmografia di Kubrick?... Mah. Sicuro di sentirsi bene?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, grande Ghezzi, però ogni tanto anche lui sbagliava. Lui nell&#8217;intervista mi ha proprio detto &#8220;Un bacio alla pistola&#8221; e non &#8220;Un bacio e una pistola&#8221;, giuro!&#8230;(Ho sentito e risentito la cassetta un sacco di volte, veramente).<br />
E non è l&#8217;unico errore che ha fatto, il Ghezzi: parla di questo film come tratto da Hammett. Invece è tratto da Mickey Spillane (detective Mike Hammer), lo sappiamo benissimo!&#8230; Strano che non se ne sia accorto anche lei!&#8230;<br />
Il lungo addio di Altman vale da solo tutta la filmografia di Kubrick?&#8230; Mah. Sicuro di sentirsi bene?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4758</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vedo che mi si accusa di essere labirintico e quindi mi affretto a fare la penitenza. Il mio commentino sarcastico era l&#039;espressione di un pio desiderio. Questo: sarà mai possibile leggere o ascoltare un giorno un intervento critico che si limiti ad analizzare un&#039;opera in modo chiaro e comprensibile ? Succederà mai che un critico scriva per dire (motivatamente) bene o male di un&#039;opera e non solo per mostrare al colto e all&#039;inclita quanto è profondo e contorto e citazionista il suo (del critico) pensiero ? Tutto qui. E&#039; scandaloso ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo che mi si accusa di essere labirintico e quindi mi affretto a fare la penitenza. Il mio commentino sarcastico era l&#8217;espressione di un pio desiderio. Questo: sarà mai possibile leggere o ascoltare un giorno un intervento critico che si limiti ad analizzare un&#8217;opera in modo chiaro e comprensibile ? Succederà mai che un critico scriva per dire (motivatamente) bene o male di un&#8217;opera e non solo per mostrare al colto e all&#8217;inclita quanto è profondo e contorto e citazionista il suo (del critico) pensiero ? Tutto qui. E&#8217; scandaloso ?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: houellebecq		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4759</link>

		<dc:creator><![CDATA[houellebecq]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ghezzi è un coglione, Krauspenhaar tutt&#039;altro. Bel pezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ghezzi è un coglione, Krauspenhaar tutt&#8217;altro. Bel pezzo.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Roberto Saviano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4760</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Saviano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo pezzo di Krauspenhaar dimostra che la massa grigia degli intelettuali del bel paese continua a funzionare. Il pezzo di Krauspenhaar è un frammento di letteratura teoretica...tra dadaismo e hegelismo. Ottimo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo pezzo di Krauspenhaar dimostra che la massa grigia degli intelettuali del bel paese continua a funzionare. Il pezzo di Krauspenhaar è un frammento di letteratura teoretica&#8230;tra dadaismo e hegelismo. Ottimo!</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/06/16/l%e2%80%99intervista-impossibile/#comment-4761</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perché la gratitudine che dobbiamo al Ghezzi proiezionista dovrebbe impedirci di dire che spara cazzate? 
Va detto che alcune sue definizioni sono geniali, che è un eroe dell’ossimoro, che certe affermazioni strampalate fanno comunque riflettere. Proprio per questo motivo acquistai a suo tempo “Paura e desiderio” (seicentocinquanta pagine con appendice di trenta o quaranta pagine di un grigio sempre più scuro che finisce, nelle ultime, col nero). 
Pensavo, come altri, che a impedirmi la piena comprensione del suo sicuro genio fossero gli orari, l’impossibilità di seguirlo con continuità, il fastidio del fuori sincrono, o l’emissione vocale sorda, schiva, a sprazzi. Bene, ora sì che comprenderò, nero su bianco, la sua filosofia di base, il senso preciso di quelle affermazioni sconcertanti.
Non mi ero perso niente. Vi invito a leggere quel libro. Solo scorrendo di seguito quegli articoli si comprende che in quel suo filosofese iperuranico dice sempre (dal 1974 al 2001) due o tre cose. Solo quelle, in qualsiasi occasione. Ci sono centinaia di pezzi critici in quel librone ma potrebbero anche essere migliaia: non ha nessunissima importanza di cosa si stia esattamente parlando. A volte, anzi (questo è un gioco che ti suggerisco, Franz) si potrebbero spostare i commenti su altri film e scoprire che sono molto più calzanti così. Quando uno è fatto (anche solo di celluloide) in qualsiasi film vede unicamente le sue personali ossessioni. E può dire tutto di qualsiasi cosa, a caso.  
All’inizio Grezzi (è il correttore automatico che vuole impedirmi di scrivere giusto, stavolta lo lascio) presentava insieme a un critico ben rasato e molto anglosassone (Vieri Razzini, se non sbaglio il nome) e finché c’era questa alternanza di senso e non senso la cosa funzionava. Poi le lenti sporche dell’Apodittico hanno invaso lo schermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché la gratitudine che dobbiamo al Ghezzi proiezionista dovrebbe impedirci di dire che spara cazzate?<br />
Va detto che alcune sue definizioni sono geniali, che è un eroe dell’ossimoro, che certe affermazioni strampalate fanno comunque riflettere. Proprio per questo motivo acquistai a suo tempo “Paura e desiderio” (seicentocinquanta pagine con appendice di trenta o quaranta pagine di un grigio sempre più scuro che finisce, nelle ultime, col nero).<br />
Pensavo, come altri, che a impedirmi la piena comprensione del suo sicuro genio fossero gli orari, l’impossibilità di seguirlo con continuità, il fastidio del fuori sincrono, o l’emissione vocale sorda, schiva, a sprazzi. Bene, ora sì che comprenderò, nero su bianco, la sua filosofia di base, il senso preciso di quelle affermazioni sconcertanti.<br />
Non mi ero perso niente. Vi invito a leggere quel libro. Solo scorrendo di seguito quegli articoli si comprende che in quel suo filosofese iperuranico dice sempre (dal 1974 al 2001) due o tre cose. Solo quelle, in qualsiasi occasione. Ci sono centinaia di pezzi critici in quel librone ma potrebbero anche essere migliaia: non ha nessunissima importanza di cosa si stia esattamente parlando. A volte, anzi (questo è un gioco che ti suggerisco, Franz) si potrebbero spostare i commenti su altri film e scoprire che sono molto più calzanti così. Quando uno è fatto (anche solo di celluloide) in qualsiasi film vede unicamente le sue personali ossessioni. E può dire tutto di qualsiasi cosa, a caso.<br />
All’inizio Grezzi (è il correttore automatico che vuole impedirmi di scrivere giusto, stavolta lo lascio) presentava insieme a un critico ben rasato e molto anglosassone (Vieri Razzini, se non sbaglio il nome) e finché c’era questa alternanza di senso e non senso la cosa funzionava. Poi le lenti sporche dell’Apodittico hanno invaso lo schermo.</p>
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