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	Commenti a: IN MEDIO STAT VIRTUS, appunti becerofilosofici su arte, scienza e architettura.	</title>
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		Di: Markelo Uffenwanken		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5545</link>

		<dc:creator><![CDATA[Markelo Uffenwanken]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rompo gli indugi. Per raccontare alcune mie semplici ma  personali impressioni. Io sono antitecnologico, nel senso che so a malapena avvitare una lampadina. Sono arrivato alla videoscrittura nel 2001 (Odissea nello... ecc.); quando ho mandato i primi email la gente non ci credeva. Insomma, io con la tecnologia ho l&#039; approccio di un bambino davanti a un gioco di prestigio di Tony Binarelli. Mi è capitato di pensare a come funziona la posta elettronica, per esempio. Una cosa scritta da me, magari con un allegato fotografico (porno?...) si rimpicciolisce a tal punto che finisce nella vena aurifera del cavo telefonico o addirittura ottico fino a giungere, come in una macchina del tempo, a una velocità assurda, sul videoschermo per esempio di Biondillo. Anni fa pensavo in questi termini delle automobili. Però avevo 6 anni, più o meno. C&#039;è qualcosa - o tanto - di miracoloso nella scienza e nella sua applicazione quotidiana. Come nell&#039;arte. Il miracolo della creatività che diventa oggetto d&#039;uso e di conoscenza, di crescita. Ed è veramente stupendo poter godere di tutte queste cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rompo gli indugi. Per raccontare alcune mie semplici ma  personali impressioni. Io sono antitecnologico, nel senso che so a malapena avvitare una lampadina. Sono arrivato alla videoscrittura nel 2001 (Odissea nello&#8230; ecc.); quando ho mandato i primi email la gente non ci credeva. Insomma, io con la tecnologia ho l&#8217; approccio di un bambino davanti a un gioco di prestigio di Tony Binarelli. Mi è capitato di pensare a come funziona la posta elettronica, per esempio. Una cosa scritta da me, magari con un allegato fotografico (porno?&#8230;) si rimpicciolisce a tal punto che finisce nella vena aurifera del cavo telefonico o addirittura ottico fino a giungere, come in una macchina del tempo, a una velocità assurda, sul videoschermo per esempio di Biondillo. Anni fa pensavo in questi termini delle automobili. Però avevo 6 anni, più o meno. C&#8217;è qualcosa &#8211; o tanto &#8211; di miracoloso nella scienza e nella sua applicazione quotidiana. Come nell&#8217;arte. Il miracolo della creatività che diventa oggetto d&#8217;uso e di conoscenza, di crescita. Ed è veramente stupendo poter godere di tutte queste cose.</p>
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		<title>
		Di: stagirita		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5546</link>

		<dc:creator><![CDATA[stagirita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Possiamo considerare questo saggio come una ufficiale trasposizione della tematica di Severino in estetica e in architettura ? Il dominio della tecnica sta per espropriarci anche dell&#039;estetica ? Riusciranno i nostri eroi a restaurare l&#039;impero delle virtù (quelle che stant in medio) ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo considerare questo saggio come una ufficiale trasposizione della tematica di Severino in estetica e in architettura ? Il dominio della tecnica sta per espropriarci anche dell&#8217;estetica ? Riusciranno i nostri eroi a restaurare l&#8217;impero delle virtù (quelle che stant in medio) ?</p>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5547</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, no ma quale &quot;trasposizione ufficiale&quot;. Pensa che c&#039;era un sottotitolo che poi, non so perché, è saltato nella pubblicazione: &quot;appunti becerofilosofici, su arte, scienza e architettura&quot;.

g.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, no ma quale &#8220;trasposizione ufficiale&#8221;. Pensa che c&#8217;era un sottotitolo che poi, non so perché, è saltato nella pubblicazione: &#8220;appunti becerofilosofici, su arte, scienza e architettura&#8221;.</p>
<p>g.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5548</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Be&#039; a parte l&#039;apparato spaventoso di note e l&#039;aria accademica che gli dà, è un testo tutto pieno di passione, quindi secondo me è bello.
Comunque ritorno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217; a parte l&#8217;apparato spaventoso di note e l&#8217;aria accademica che gli dà, è un testo tutto pieno di passione, quindi secondo me è bello.<br />
Comunque ritorno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Jacopo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5549</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco il sottotitolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il sottotitolo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gino tasca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5550</link>

		<dc:creator><![CDATA[gino tasca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giovanni,
poi leggo il resto ma già all&#039;inizio per poco non cadevo dalla sedia: la biblioteca come uno dei portati archittetonici della borghesia?????!!!!
Ma, allora, Alessandria è davvero bruciata per niente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giovanni,<br />
poi leggo il resto ma già all&#8217;inizio per poco non cadevo dalla sedia: la biblioteca come uno dei portati archittetonici della borghesia?????!!!!<br />
Ma, allora, Alessandria è davvero bruciata per niente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5551</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dai, Ginetto, non fare il furbo. Hai capito cosa voglio dire. La biblioteca pubblica è una &quot;conquista&quot; della modernità illuminista. Ci sono biblioteche anche nel medioeveo, ovvio. Ma non sono le biblioteche così come le interpretiamo oggi.
Quando dico che il teatro è una tipologia moderna, mica dico che non esistevano teatri prima del&#039;800, ovviamente. Ma parlo del teatro interpretato in chiave sociale, urbana, del &quot;cittadino&quot;. In questo senso cambia anche la tipologia dell&#039;edificio che accoglie quella funzione. 
Non è che non mancassero collezioni di quadri o pinacoteche, prima. Ma erano ad appannaggio di privati o di nobili. Non erano luoghi per la pubblica crescita del &quot;cittadino&quot;. (e non tirarmi fuori esempi illustri, che conosco anch&#039;io, qui si fa un discorso di diffusione capillare sul territorio). 
Poi, e chiudo: mi chiamo Gianni, non Giovanni. E&#039; destino che tutti sbaglino o il mio nome  o il mio cognome.
ciao, attendo le tue riflessioni. 
G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dai, Ginetto, non fare il furbo. Hai capito cosa voglio dire. La biblioteca pubblica è una &#8220;conquista&#8221; della modernità illuminista. Ci sono biblioteche anche nel medioeveo, ovvio. Ma non sono le biblioteche così come le interpretiamo oggi.<br />
Quando dico che il teatro è una tipologia moderna, mica dico che non esistevano teatri prima del&#8217;800, ovviamente. Ma parlo del teatro interpretato in chiave sociale, urbana, del &#8220;cittadino&#8221;. In questo senso cambia anche la tipologia dell&#8217;edificio che accoglie quella funzione.<br />
Non è che non mancassero collezioni di quadri o pinacoteche, prima. Ma erano ad appannaggio di privati o di nobili. Non erano luoghi per la pubblica crescita del &#8220;cittadino&#8221;. (e non tirarmi fuori esempi illustri, che conosco anch&#8217;io, qui si fa un discorso di diffusione capillare sul territorio).<br />
Poi, e chiudo: mi chiamo Gianni, non Giovanni. E&#8217; destino che tutti sbaglino o il mio nome  o il mio cognome.<br />
ciao, attendo le tue riflessioni.<br />
G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gino tasca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5552</link>

		<dc:creator><![CDATA[gino tasca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto a latere.
Donc, partiamo: non mi sembra che la &#8220;civiltà delle buone maniere&#8221; (quale, poi? Quella francese-illuminista o quella bigotta della Venezia compradora e goldoniana?) sia necessariamente e sempre connotata da depotenziamento della vita sensibile. Au contraire: è l&#8217;epoca in cui si fonda &#8211; nel sensismo &#8211; l&#8217;anti-metafisica ed è anche l&#8217;epoca in cui (i signori: perché nulla sappiamo dell&#8217;eros servile: non scrivevano!) si scopava come ricci e in cui appaiono la stella cometa di De Sade e i libri &#8220;porno&#8221; diventano merce da vendersi nei retrobottega. Mi sembra che dietro il velo delle buone maniere si accuisca l&#8217;avidità per tutto quanto è godimento &#8211; c&#8217;è poi la sensiblérie che è il versante sentimental-grotesco della stessa tendenza.
Ma questa è solo una notazione di costume, una bagattella (allarme! Dopo che lo stronzo Céline ha usato la parola &#8220;bagattelle&#8221; &#8220;pour en massacre&#8221;, non si può più usare questa parola senza sentirne la sporcizia), diciamo, allora, una pinzillacchera.
Nel tuo testo ci sono ben altre cose e tutte molto interessanti.
Sembra una zuppa inglese &#8211; troppo di tutto: e, allora, mi limiterò ad alcuni punti.
Ritualità &#8211; anoressia/bulimia &#8211; indifferenza (con una coda su corpo e linguaggio).
Sarebbe poi così outré pensare ad un possibile recupero della ritualità senza diventare dei Ruskin o dei preraffaelliti? E in che forme? I supermercati o i non-luoghi alla Augé (lo cito anche se non l&#8217;ho letto perché fa fico citarlo) come le nostre cattedrali? E&#8217; pensabile una combinazione ritualità-democrazia? Perché ho la netta sensazione che la ritualità sia possibile solo con l&#8217;aristocrazia o il comunismo che dell&#8217;aristocrazia è l&#8217;inveramento&#8217;? Stop: sì, ho detto proprio così: il vero comunismo è il pieno dispiegarsi dell&#8217;aristocrazia liberata, finalmente, dalla pésanteur dell&#8217;economico.
La mia sposa (scusate il tono arcaico-arcadico della parola ma io non riesco proprio a dire &#8220;mia moglie&#8221; &#8211; mi verrebbe una faccia da Peppino de Filippo) è una psicanalista e &#8211; quest&#8217;anno &#8211; terrà un seminario sull&#8217;anoressia e spesso ne parliamo e io mi sono fatto un&#8217;idea che, forse, è proprio macaca ma non se che farci: ho come l&#8217;idea che il modulo anoressico/bulimico stia diventando una sorta di passpartout per capire la nostra &#8220;sensibilità&#8221;. Tu mi dirai: e che c&#8217;entra? C&#8217;entra con il continuo riempirsi/svuotarsi indotto nei piccoli graziosi maialini alla catena fordista che siamo diventati. Un grugnito: film, rete, spot, clip, neon, New York/Bisanzio, insomma. Un altro grugnito: il buio anoressico: non quello, sia chiaro, della noche oscura. Magari! Sarebbe tutto grasso che cola.
Ho come l&#8217;impressione che la fruizione dell&#8217;arte sia diventata una nevrosi. Ecco. L&#8217;ho detta.
Che porta, poi, quasi come conseguenza necessaria, all&#8217;indifferenza se non, addirittura, all&#8217;indifferenziato. Nessuno va più a votare e nessuno sa più godere, scusami questo brutale pseudo-aforisma. 
Ho notato una strana cosa &#8211; e finisco &#8211; nel tuo scritto.
Non parli mai del linguaggio (&#8216;spetta!) se non laddove ne sfiori il campo alludendo alla simbolizzazione. Io credo che molti dei problemi da te posti e posti dall&#8217;estetica tutta, sarebbero
- non dico bypassabili tout court &#8211; ma di certo visti in un altro modo, ricordando sempre e comunque che noi siamo corpi parlanti. E che questo ci dà una splendida occasione per fallire.
Separati da noi stessi dalla lamina crudele dell&#8217; &#8220;io sono&#8221; che non è un concetto metafisico: è una frase. Che rende fasulla la scolastica da te citata: &#8220;niente c&#8217;è nell&#8217;intelletto che non sia prima nel senso&#8221; (però! Lasciamelo dire: che stupefacenti materialisti questi nipotini di San Tommaso). E se io penso &#8220;liocorno&#8221;, visto che l&#8217;ho pensato e c&#8217;è nel mio intelletto, vorrà dire, allora, che ho visto un liocorno per strada? Potrebbero avere ragione loro, però &#8230; Io, infatti, l&#8217;ho visto ieri, in una cattedrale, tra il bancone dei surgelati e la Santa Sindone. O, almeno, l&#8217;hanno visto le mie parole.
Scusa la lunghezza e la stravaganza. E grazie per questo tuo scritto succoso anche se curiosamente privo di nomi e cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto a latere.<br />
Donc, partiamo: non mi sembra che la &#8220;civiltà delle buone maniere&#8221; (quale, poi? Quella francese-illuminista o quella bigotta della Venezia compradora e goldoniana?) sia necessariamente e sempre connotata da depotenziamento della vita sensibile. Au contraire: è l&#8217;epoca in cui si fonda &#8211; nel sensismo &#8211; l&#8217;anti-metafisica ed è anche l&#8217;epoca in cui (i signori: perché nulla sappiamo dell&#8217;eros servile: non scrivevano!) si scopava come ricci e in cui appaiono la stella cometa di De Sade e i libri &#8220;porno&#8221; diventano merce da vendersi nei retrobottega. Mi sembra che dietro il velo delle buone maniere si accuisca l&#8217;avidità per tutto quanto è godimento &#8211; c&#8217;è poi la sensiblérie che è il versante sentimental-grotesco della stessa tendenza.<br />
Ma questa è solo una notazione di costume, una bagattella (allarme! Dopo che lo stronzo Céline ha usato la parola &#8220;bagattelle&#8221; &#8220;pour en massacre&#8221;, non si può più usare questa parola senza sentirne la sporcizia), diciamo, allora, una pinzillacchera.<br />
Nel tuo testo ci sono ben altre cose e tutte molto interessanti.<br />
Sembra una zuppa inglese &#8211; troppo di tutto: e, allora, mi limiterò ad alcuni punti.<br />
Ritualità &#8211; anoressia/bulimia &#8211; indifferenza (con una coda su corpo e linguaggio).<br />
Sarebbe poi così outré pensare ad un possibile recupero della ritualità senza diventare dei Ruskin o dei preraffaelliti? E in che forme? I supermercati o i non-luoghi alla Augé (lo cito anche se non l&#8217;ho letto perché fa fico citarlo) come le nostre cattedrali? E&#8217; pensabile una combinazione ritualità-democrazia? Perché ho la netta sensazione che la ritualità sia possibile solo con l&#8217;aristocrazia o il comunismo che dell&#8217;aristocrazia è l&#8217;inveramento&#8217;? Stop: sì, ho detto proprio così: il vero comunismo è il pieno dispiegarsi dell&#8217;aristocrazia liberata, finalmente, dalla pésanteur dell&#8217;economico.<br />
La mia sposa (scusate il tono arcaico-arcadico della parola ma io non riesco proprio a dire &#8220;mia moglie&#8221; &#8211; mi verrebbe una faccia da Peppino de Filippo) è una psicanalista e &#8211; quest&#8217;anno &#8211; terrà un seminario sull&#8217;anoressia e spesso ne parliamo e io mi sono fatto un&#8217;idea che, forse, è proprio macaca ma non se che farci: ho come l&#8217;idea che il modulo anoressico/bulimico stia diventando una sorta di passpartout per capire la nostra &#8220;sensibilità&#8221;. Tu mi dirai: e che c&#8217;entra? C&#8217;entra con il continuo riempirsi/svuotarsi indotto nei piccoli graziosi maialini alla catena fordista che siamo diventati. Un grugnito: film, rete, spot, clip, neon, New York/Bisanzio, insomma. Un altro grugnito: il buio anoressico: non quello, sia chiaro, della noche oscura. Magari! Sarebbe tutto grasso che cola.<br />
Ho come l&#8217;impressione che la fruizione dell&#8217;arte sia diventata una nevrosi. Ecco. L&#8217;ho detta.<br />
Che porta, poi, quasi come conseguenza necessaria, all&#8217;indifferenza se non, addirittura, all&#8217;indifferenziato. Nessuno va più a votare e nessuno sa più godere, scusami questo brutale pseudo-aforisma.<br />
Ho notato una strana cosa &#8211; e finisco &#8211; nel tuo scritto.<br />
Non parli mai del linguaggio (&#8216;spetta!) se non laddove ne sfiori il campo alludendo alla simbolizzazione. Io credo che molti dei problemi da te posti e posti dall&#8217;estetica tutta, sarebbero<br />
&#8211; non dico bypassabili tout court &#8211; ma di certo visti in un altro modo, ricordando sempre e comunque che noi siamo corpi parlanti. E che questo ci dà una splendida occasione per fallire.<br />
Separati da noi stessi dalla lamina crudele dell&#8217; &#8220;io sono&#8221; che non è un concetto metafisico: è una frase. Che rende fasulla la scolastica da te citata: &#8220;niente c&#8217;è nell&#8217;intelletto che non sia prima nel senso&#8221; (però! Lasciamelo dire: che stupefacenti materialisti questi nipotini di San Tommaso). E se io penso &#8220;liocorno&#8221;, visto che l&#8217;ho pensato e c&#8217;è nel mio intelletto, vorrà dire, allora, che ho visto un liocorno per strada? Potrebbero avere ragione loro, però &#8230; Io, infatti, l&#8217;ho visto ieri, in una cattedrale, tra il bancone dei surgelati e la Santa Sindone. O, almeno, l&#8217;hanno visto le mie parole.<br />
Scusa la lunghezza e la stravaganza. E grazie per questo tuo scritto succoso anche se curiosamente privo di nomi e cose.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gino tasca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5553</link>

		<dc:creator><![CDATA[gino tasca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=567#comment-5553</guid>

					<description><![CDATA[Naturalmente è: &quot;... pour UN massacre&quot; non &quot;... pour en massacre&quot;. Sorry.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente è: &#8220;&#8230; pour UN massacre&#8221; non &#8220;&#8230; pour en massacre&#8221;. Sorry.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/09/12/in-medio-stat-virtus-appunti-becerofilosofici-su-arte-scienza-e-architettura/#comment-5554</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ginetto, me lo lasci un commentino anche a me, sul mio pezzullo su Lins? Mi raccobaudo, abbastanza sintetico...;-)
Ciao.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ginetto, me lo lasci un commentino anche a me, sul mio pezzullo su Lins? Mi raccobaudo, abbastanza sintetico&#8230;;-)<br />
Ciao.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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