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	Commenti a: Colazione al Fiorucci Store (Milano)	</title>
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		<title>
		Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Colazione al Fiorucci Store (Milano)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-14628</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Colazione al Fiorucci Store (Milano)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2005 07:23:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Il 9 ottobre 2004 ero lì che scorrevo la colonnina dei pezzi sul sito di Nazione Indiana per vedere se c’era qualcosa di interessante e l’occhio mi è caduto su una poesia intitolata Colazione al Fiorucci Store (Milano). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il 9 ottobre 2004 ero lì che scorrevo la colonnina dei pezzi sul sito di Nazione Indiana per vedere se c’era qualcosa di interessante e l’occhio mi è caduto su una poesia intitolata Colazione al Fiorucci Store (Milano). [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: sparajurij		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5948</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparajurij]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quando il linguaggio di una nazione si atrofizza, la nazione (indiana)decade.
postando le poesie di gemma gaetani non succede.
non commentandole succede.

altre possibilità le trovate:

http://www.sparajurij.com/tapes/situazioni/lab_gemma.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quando il linguaggio di una nazione si atrofizza, la nazione (indiana)decade.<br />
postando le poesie di gemma gaetani non succede.<br />
non commentandole succede.</p>
<p>altre possibilità le trovate:</p>
<p><a href="http://www.sparajurij.com/tapes/situazioni/lab_gemma.htm" rel="nofollow ugc">http://www.sparajurij.com/tapes/situazioni/lab_gemma.htm</a></p>
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		<title>
		Di: fabrizio venerandi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5949</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabrizio venerandi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il non commento nasce anche dal meccanismo fondamentalmente scomodo di inserire (e leggere) commenti su nazione indiana. la poesia in questione mi ha dato molto da pensare, perché riesce a centrare un obiettivo  verso il quale  il laboratorio bib(h)icante da qualche anno a questa parte sta lavorando, ovvero una poesia &#039;pop&#039; vista dal di fuori, senza trasfert dell&#039;io narrante o cose del genere. i meccanismi poetici sono molto intelligenti e talvolta francamente divertenti (l&#039;idea della citazione dotta di tiziano ferro). gli unici dubbi che ho sono due, uno di natura semplicemente meccanica (le rime a fine verso), e l&#039;altro di natura più personale. ovvero, quello del pubblico e della godibilità del pezzo. una volta capito il gioco, il meccanismo, che è necessario capire per godere del pezzo, ecco che il pezzo stesso ha finito la sua carica. cioé, semplicemente, da lettore leggerei un libro di poesie &#039;pop&#039; di questo tipo? il gioco non sarebbe troppo scoperto tanto da sembrare un prodotto preparato a tavolino? io temo che -come alcuni videogiochi- questa lirica sia furba e affascinante, ma poco longeva nelle partite successive.
Oh, poi sono solo impressioni, eh.

f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il non commento nasce anche dal meccanismo fondamentalmente scomodo di inserire (e leggere) commenti su nazione indiana. la poesia in questione mi ha dato molto da pensare, perché riesce a centrare un obiettivo  verso il quale  il laboratorio bib(h)icante da qualche anno a questa parte sta lavorando, ovvero una poesia &#8216;pop&#8217; vista dal di fuori, senza trasfert dell&#8217;io narrante o cose del genere. i meccanismi poetici sono molto intelligenti e talvolta francamente divertenti (l&#8217;idea della citazione dotta di tiziano ferro). gli unici dubbi che ho sono due, uno di natura semplicemente meccanica (le rime a fine verso), e l&#8217;altro di natura più personale. ovvero, quello del pubblico e della godibilità del pezzo. una volta capito il gioco, il meccanismo, che è necessario capire per godere del pezzo, ecco che il pezzo stesso ha finito la sua carica. cioé, semplicemente, da lettore leggerei un libro di poesie &#8216;pop&#8217; di questo tipo? il gioco non sarebbe troppo scoperto tanto da sembrare un prodotto preparato a tavolino? io temo che -come alcuni videogiochi- questa lirica sia furba e affascinante, ma poco longeva nelle partite successive.<br />
Oh, poi sono solo impressioni, eh.</p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giggirriva		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5950</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giggirriva]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gemma, sai dare emozioni.il resto è chiacchiera.
ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gemma, sai dare emozioni.il resto è chiacchiera.<br />
ciao.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5951</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il senso dell&#039;operazione era attualizzare, italianizzare, &quot;trashizzare&quot; in maniera compartecipata e non snob, il film &quot;Colazione da Tiffany&quot;, utilizzando riferimenti a una realtà che oltreché contemporanea e riconoscibile e che necessariamente doveva essere &quot;pop&quot; e &quot;umile&quot;, è anche mia (Milano, i riferimenti musicali e &quot;culturali&quot;, una Holly poetica, invece di quella filmica, la cui alterità e fragilità sono più il &quot;sapere&quot;, in ogni senso, morale e culturale, che non il &quot;dolore&quot;. E che infine non viene, diversamente dal film, &quot;salvata&quot; da nessuno. Lo scioglimento di tutto il percorso è nei versi degli Eiffel 65, &quot;last night a dj saved my life / singing: &quot;Ah-Ah-Ah Staying alive&quot; e in quelli ipersemplici ma lapidari di Tiziano Ferro). La strutturazione in capitoli era necessaria a tenere il tempo del racconto, come gli inserti musicali, che in una versione sonora dello scritto rendono molto di più. La scelta dei sonetti (e quindi delle rime!), con la variante carducciana del terzo, è dovuto al fatto che io scrivo quasi solo in metrica tradizionale.
Nelle mie intenzioni, e anche nella realizzazione, c&#039;è molta emotività ed emozione, drammaticità, seppure ironica, non tanto uno studio a tavolino di una confezione che colpisse.
Grazie della lettura e degli spunti di riflessione, grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il senso dell&#8217;operazione era attualizzare, italianizzare, &#8220;trashizzare&#8221; in maniera compartecipata e non snob, il film &#8220;Colazione da Tiffany&#8221;, utilizzando riferimenti a una realtà che oltreché contemporanea e riconoscibile e che necessariamente doveva essere &#8220;pop&#8221; e &#8220;umile&#8221;, è anche mia (Milano, i riferimenti musicali e &#8220;culturali&#8221;, una Holly poetica, invece di quella filmica, la cui alterità e fragilità sono più il &#8220;sapere&#8221;, in ogni senso, morale e culturale, che non il &#8220;dolore&#8221;. E che infine non viene, diversamente dal film, &#8220;salvata&#8221; da nessuno. Lo scioglimento di tutto il percorso è nei versi degli Eiffel 65, &#8220;last night a dj saved my life / singing: &#8220;Ah-Ah-Ah Staying alive&#8221; e in quelli ipersemplici ma lapidari di Tiziano Ferro). La strutturazione in capitoli era necessaria a tenere il tempo del racconto, come gli inserti musicali, che in una versione sonora dello scritto rendono molto di più. La scelta dei sonetti (e quindi delle rime!), con la variante carducciana del terzo, è dovuto al fatto che io scrivo quasi solo in metrica tradizionale.<br />
Nelle mie intenzioni, e anche nella realizzazione, c&#8217;è molta emotività ed emozione, drammaticità, seppure ironica, non tanto uno studio a tavolino di una confezione che colpisse.<br />
Grazie della lettura e degli spunti di riflessione, grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fabrizio venerandi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5952</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabrizio venerandi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[probabilmente il fatto che io non abbia mai visto colazione da tiffany ha inciso nella mia incomprensione. ecco, invece la drammaticità intesa come partecipazione dell&#039;autrice non la riesco a leggere: piuttosto l&#039;avevo interpretata come una parodizzazione. 
grazie per la risposta, un saluto.


f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>probabilmente il fatto che io non abbia mai visto colazione da tiffany ha inciso nella mia incomprensione. ecco, invece la drammaticità intesa come partecipazione dell&#8217;autrice non la riesco a leggere: piuttosto l&#8217;avevo interpretata come una parodizzazione.<br />
grazie per la risposta, un saluto.</p>
<p>f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5953</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intendevo drammaticità della protagonista, del film come dei miei versi. E&#039; un personaggio drammatico, disperato. Che cerca nei posti sbagliati e dalle persone sbagliate una cosa sbagliata: essere altro da sé, attraverso un uomo che la &quot;salvi&quot; dalla condanna e dal disadattamento che subisce nell&#039;essere (stata) se stessa. Nel film la protagonista è bellissima e ha sofferto infinitamente nella sua infanzia, motivo per cui crede che la riappacificazione, col mondo e con se stessa, possa avvenire sposando un uomo ricco che la protegga per sempre. In realtà, poiché ciò che lascia trapelare di sé è solo la sua bellezza, è completamente esposta all&#039;uso e al riuso di questi uomini che, quando lei ne avrà bisogno, non ci saranno. (Il film finisce che l&#039;unico che c&#039;è, è un poveraccio come lei, che però la ama davvero. E anche lei ama lui. E via con l&#039;happy end. Nella mia &quot;versione&quot; volevo che lei si &quot;salvasse&quot; da sola, come cantano appunto gli Eiffel 65.) Attualizzarla significava anche trasportare queste differenze diametrali su un piano più contemporaneo, quindi lei diventa una povera ma colta che cerca in discoteca (e non nel mondo del cinema, come nel film) un &quot;candidato&quot; per il suo - errato - progetto. Che è ricco, ma incolto. E, come nel film, questo è quello che in qualche modo sembra garantirle la promessa dell&#039;emancipazione da quello che è, in realtà irrimediabilmente, intimamente. Il palleggio continuo tra elementi culturali di lei ed elementi oggettuali di lui, è parodistico sì, ma anche oggettivo e necessario. Nel film ancora, lei sostiene che Tiffany, la gioielleria di New York, è l&#039;unico luogo al mondo dove niente di brutto può succedere. Ho pensato che il Fiorucci Store di Milano non potesse essere che l&#039;unico referente attuale.
Non voglio spiegare (quando si deve spiegare vuol dire che lo scritto non funziona, come le barzellette!), volevo solo mettere a disposizione le intenzioni dell&#039;autrice appunto.
Non c&#039;è incomprensione, anzi, grazie ancora per gli spunti di riflessione che mi hai dato.
(Il film rimane comunque insuperabile, solo omaggiabile!).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intendevo drammaticità della protagonista, del film come dei miei versi. E&#8217; un personaggio drammatico, disperato. Che cerca nei posti sbagliati e dalle persone sbagliate una cosa sbagliata: essere altro da sé, attraverso un uomo che la &#8220;salvi&#8221; dalla condanna e dal disadattamento che subisce nell&#8217;essere (stata) se stessa. Nel film la protagonista è bellissima e ha sofferto infinitamente nella sua infanzia, motivo per cui crede che la riappacificazione, col mondo e con se stessa, possa avvenire sposando un uomo ricco che la protegga per sempre. In realtà, poiché ciò che lascia trapelare di sé è solo la sua bellezza, è completamente esposta all&#8217;uso e al riuso di questi uomini che, quando lei ne avrà bisogno, non ci saranno. (Il film finisce che l&#8217;unico che c&#8217;è, è un poveraccio come lei, che però la ama davvero. E anche lei ama lui. E via con l&#8217;happy end. Nella mia &#8220;versione&#8221; volevo che lei si &#8220;salvasse&#8221; da sola, come cantano appunto gli Eiffel 65.) Attualizzarla significava anche trasportare queste differenze diametrali su un piano più contemporaneo, quindi lei diventa una povera ma colta che cerca in discoteca (e non nel mondo del cinema, come nel film) un &#8220;candidato&#8221; per il suo &#8211; errato &#8211; progetto. Che è ricco, ma incolto. E, come nel film, questo è quello che in qualche modo sembra garantirle la promessa dell&#8217;emancipazione da quello che è, in realtà irrimediabilmente, intimamente. Il palleggio continuo tra elementi culturali di lei ed elementi oggettuali di lui, è parodistico sì, ma anche oggettivo e necessario. Nel film ancora, lei sostiene che Tiffany, la gioielleria di New York, è l&#8217;unico luogo al mondo dove niente di brutto può succedere. Ho pensato che il Fiorucci Store di Milano non potesse essere che l&#8217;unico referente attuale.<br />
Non voglio spiegare (quando si deve spiegare vuol dire che lo scritto non funziona, come le barzellette!), volevo solo mettere a disposizione le intenzioni dell&#8217;autrice appunto.<br />
Non c&#8217;è incomprensione, anzi, grazie ancora per gli spunti di riflessione che mi hai dato.<br />
(Il film rimane comunque insuperabile, solo omaggiabile!).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/10/06/colazione-al-fiorucci-store-milano/#comment-5954</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, la cosa funziona anche senza spiegazione. Fidati.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, la cosa funziona anche senza spiegazione. Fidati.</p>
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			</item>
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