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	Commenti a: Questionario poetico (scacciapensieri)	</title>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/05/questionario-poetico-scacciapensieri/#comment-6549</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me anche queste domande riportate sembrano viziate all&#039;origine da preconcetti. 
Leopardi: la sua grandezza è quella del filosofo. Per una valutazione e critica di questa affermazione rimanderei ai due saggi che vi ha dedicato Emanuele Severino: Il Nulla e la Poesia e Cosa Arcana e Stupenda. E leggerei anche il saggio che vi ha dedicato Toni Negri per le edizioni Mimesis.
Leopardi è insieme a Nietzsche e a Giovanni Gentile il filosofo che meglio interpreta l&#039;irruzione del divenire nella vita moderna.
Alla domanda numero 6, sulla memoria, ritengo al contrario di Andrea Inglese che bisogna imparare a memoria quanto più si può e di tutto! La memoria non è prestazione, né esibizione, è ben altro, molto altro ed è importantissima per molteplici ragioni che andrebbero analizzate a una  a una e in dettaglio. A partire da ciò che ne hanno detto e dimostrato nell&#039;uso nel nostro passato storico, fino a ciò che oggi emerge a partire dalle neuroscienze, psicoanalisi, psicologia sperimentale.   Osservazioni in merito vengono espresse anche in Errata di George Steiner.
In quanto alla domanda numero 8 sul dominio dell&#039;astratto e la presunta lotta per la sopravvivenza della concretezza penso si continui con i fraintendimenti! Basta guardare ai linguaggi di programmazione, dove il dominio dell&#039;astrazione raggiunge altissimi livelli e produce cose molto concrete. E non c&#039;è nessuna attenuazione del sensibile! per fortuna!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me anche queste domande riportate sembrano viziate all&#8217;origine da preconcetti.<br />
Leopardi: la sua grandezza è quella del filosofo. Per una valutazione e critica di questa affermazione rimanderei ai due saggi che vi ha dedicato Emanuele Severino: Il Nulla e la Poesia e Cosa Arcana e Stupenda. E leggerei anche il saggio che vi ha dedicato Toni Negri per le edizioni Mimesis.<br />
Leopardi è insieme a Nietzsche e a Giovanni Gentile il filosofo che meglio interpreta l&#8217;irruzione del divenire nella vita moderna.<br />
Alla domanda numero 6, sulla memoria, ritengo al contrario di Andrea Inglese che bisogna imparare a memoria quanto più si può e di tutto! La memoria non è prestazione, né esibizione, è ben altro, molto altro ed è importantissima per molteplici ragioni che andrebbero analizzate a una  a una e in dettaglio. A partire da ciò che ne hanno detto e dimostrato nell&#8217;uso nel nostro passato storico, fino a ciò che oggi emerge a partire dalle neuroscienze, psicoanalisi, psicologia sperimentale.   Osservazioni in merito vengono espresse anche in Errata di George Steiner.<br />
In quanto alla domanda numero 8 sul dominio dell&#8217;astratto e la presunta lotta per la sopravvivenza della concretezza penso si continui con i fraintendimenti! Basta guardare ai linguaggi di programmazione, dove il dominio dell&#8217;astrazione raggiunge altissimi livelli e produce cose molto concrete. E non c&#8217;è nessuna attenuazione del sensibile! per fortuna!</p>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/05/questionario-poetico-scacciapensieri/#comment-6550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eppure, Luminamenti, sulla risposta 4 credo ci sia molto da riflettere. Leopardi è stato, è anni che lo diciamo, grande filosofo. Ciò non toglie nulla al suo essere ancora poeta tutto da leggere, soprattutto in Europa (manca il giusto approfondimento e il suo chiaro valore, mi pare, nel resto nel continente).
C&#039;è come una inevitabilità al significato quando si scrive poesie, anche solo perché si usano parole e non, sic e simpliciter, suoni (in quel caso si farebbe altro, musica). Quindi una sorta di inevitabilità alla &quot;esposizione di senso&quot;.
Sulla memoria (io che ho una memoria ignobile) ti sono vicino. Se, soprattutto la si intende come la vedeva Proust, più che Bergson.
Bravo Andrea. Sarei curioso, come una scimmia voltoliniana, di conoscere le altre tre domande-risposte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure, Luminamenti, sulla risposta 4 credo ci sia molto da riflettere. Leopardi è stato, è anni che lo diciamo, grande filosofo. Ciò non toglie nulla al suo essere ancora poeta tutto da leggere, soprattutto in Europa (manca il giusto approfondimento e il suo chiaro valore, mi pare, nel resto nel continente).<br />
C&#8217;è come una inevitabilità al significato quando si scrive poesie, anche solo perché si usano parole e non, sic e simpliciter, suoni (in quel caso si farebbe altro, musica). Quindi una sorta di inevitabilità alla &#8220;esposizione di senso&#8221;.<br />
Sulla memoria (io che ho una memoria ignobile) ti sono vicino. Se, soprattutto la si intende come la vedeva Proust, più che Bergson.<br />
Bravo Andrea. Sarei curioso, come una scimmia voltoliniana, di conoscere le altre tre domande-risposte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/05/questionario-poetico-scacciapensieri/#comment-6551</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un OT di straforo ma mica tanto viste le pluricitate valigie di tulse, all&#039;enciclopedico (e bellissimo) sito del progetto di greenaway: www.tulselupernetwork.com/basis.html
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un OT di straforo ma mica tanto viste le pluricitate valigie di tulse, all&#8217;enciclopedico (e bellissimo) sito del progetto di greenaway: <a href="http://www.tulselupernetwork.com/basis.html" rel="nofollow ugc">http://www.tulselupernetwork.com/basis.html</a></p>
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