Le scimmie… (19)

6 novembre 2004
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di Dario Voltolini

ha socchiuso gli occhi per un momento
non ha capito niente
e guardava i clienti con la faccia strafottente
ma loro avevano solo fatto una battuta
per rompere il ghiaccio
città che non si conosce
prima volta che si va
primo contatto con i locali
proprio lui
l’uomo dell’hotel
e sulla parete della hall
un foglio di giornale d’epoca
e un titolo in quella lingua
che sembrava apposta fatto per un gioco di parole
solo che l’uomo dell’hotel non l’ha gradito
per niente
tutte le nostre capitali Gibuti Bemporad Tahalassa
tutte le nostre capitali invase da cartacce e bottiglie di plastica e scatoloni
Marszak Ganimede Castrovillari poi scendendo per la litoranea
Antofagasta Sermidis Cavolamore tutte le nostre capitali
morali economiche sociali Arkadji Macao Santonazzaro
invase da fax e birre in lattina tutte le capitali fonetiche e mondiali
dei regionalismi nazionali Gardelja Tamoosa Lepanto Mentone
lungo i muri delle società finanziarie dopo le ore del sabato pomeriggio
costeggiando il lago e passando in quegli scavi di sottopassaggi
nei muri di pietra dove hanno aperto un locale Fermiz Antenore Angostura
capitali sonore e mentali capitali razionali di derivazione familiare
capitali delle strisce pedonali capitali industriali marginali con le ville
del direttore di stabilimento annesse all’impianto produttivo
con i fregi alla facciata e le cariatidi che sorreggono il terrazzino
Ardegna Civitavilla Foxen nelle nebbie carbonifere sui ponti
sopra i fiordi sui pontili ai bordi della baia sulla base aviomilitare
di raccordo le nostre capitali congiunturali laterali improvvisate
con le mani alzate con le saracinesche ammaccate e ridipinte
Maghen Topoara Terzania alla svolta autostradale sotto i cavi
della funicolare Hopoort Yvonne Santanamera Cruellio Vaughan
Sabatina Vez Fidelis Hook Nepetha Fluenta Rivanova le nostre capitali
siderali e pragmatiche dove le banche aprono e chiudono sportelli in faccia
ai clienti in coda dove i depositi aumentano in seguito ai flussi di capitali
immaginari e motomondiali nelle bettole per la strada verso la rocca
sui tavolini incisi dai temperini e le luci smorte sul legno scuro
e le tendine familiari al paralume verde con la bottiglia con la candela
con il liquore fatto in casa e gli appetizer maison da sgranocchiare
mentre il maestrale sbatte e risciacqua gli sterminati stracci contro la scogliera
sbatte e risciacqua contro la scogliera della rocca verso sera
sotto la mole del fortilizio dall’intonaco giallo
con le garitte appena da poco stuccate
con la lastra di plexiglas di protezione da casa circondariale
da carcere militare svettante in cielo poggiato sul plinto di basalto
alla radice della scogliera delle nostre capitali Goyarrama Conturbia Pao
nei rovesci di pioggia che ci incasinano la strada dopo cena
e ubriachi sbattiamo conto il muro con i gomiti le spalle i fianchi
anche la luce del lampione scende obliqua e ciondolante
per la raffica di vento umido e salmastro nelle capitali
fatte con l’inchiostro Allen Plieskaja Ventopadre Mürgren

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