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	Commenti a: Da &#8220;La caduta occidentale&#8221;	</title>
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		Di: r.f.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6674</link>

		<dc:creator><![CDATA[r.f.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, non è che adesso esageriamo ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, non è che adesso esageriamo ?</p>
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		Di: Alfonso Berardinelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6675</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alfonso Berardinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti si esagera. Ma mi sembra in relazione alla complessione sintagmatica, alla forza di correlazione dell&#039;immagine (vedi Rifaterre), e non al senso eterodosso, eteromorfo, eteroflesso del postmoderno, non in relazione al principio di casualità, di incastro casuale dell&#039;immaginario, di ecolalia tipica della maggior parte dei poeti contemporanei. Difficile tenere questo ritmo serrato. Mi sembra che Zizzi ci riesca benissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti si esagera. Ma mi sembra in relazione alla complessione sintagmatica, alla forza di correlazione dell&#8217;immagine (vedi Rifaterre), e non al senso eterodosso, eteromorfo, eteroflesso del postmoderno, non in relazione al principio di casualità, di incastro casuale dell&#8217;immaginario, di ecolalia tipica della maggior parte dei poeti contemporanei. Difficile tenere questo ritmo serrato. Mi sembra che Zizzi ci riesca benissimo.</p>
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		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6676</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Benvenuto, Michelangelo.

Scusa, Riccardo, esagerare in che senso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuto, Michelangelo.</p>
<p>Scusa, Riccardo, esagerare in che senso?</p>
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		<title>
		Di: aladar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6677</link>

		<dc:creator><![CDATA[aladar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elogio! Finalmente riappari a noi vecchi alabardieri di un mai troppo rimpianto forum transuranico...... come va? Procede bene la storia con Sofia, vedo.... ti ricordi Serenella? Il pallino lo ripassiamo a te, volentieri, magari si ricrea per un po&#039; la vecchia ganga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elogio! Finalmente riappari a noi vecchi alabardieri di un mai troppo rimpianto forum transuranico&#8230;&#8230; come va? Procede bene la storia con Sofia, vedo&#8230;. ti ricordi Serenella? Il pallino lo ripassiamo a te, volentieri, magari si ricrea per un po&#8217; la vecchia ganga.</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6678</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente ho capito chi era il nick &quot;Elogio dell&#039;eccedenza&quot; del forum Società delle menti che mi aveva chiamato pene vegetale. Vabe&#039; me l&#039;ero cercata, il mio nick era assolutamente demenziale: &quot;Carburo Fiore Verde&quot; (non ricordo come mi fosse venuto) e poi non ero mai d&#039;accordo con Zizzi, aggressivissimo su quel forum già aggressivo di suo (nella cartella preferiti l&#039;avevo chiamato &quot;Gli esaltati di Clarence&quot;). La discussione in cui mi dava del pene vegetale era su Matteo Galiazzo che secondo me era (ora ha smesso di scrivere) tra i migliori talenti in Italia. Zizzi postava a ripetizione post cattivissimi e in fondo divertenti per demolire Galiazzo e chi lo sosteneva. Intervenne alla fine anche Galiazzo stesso e poi Dalia Oggero. Era una discussione abbastanza bella, Matteo spiegava perché voleva smettere di scrivere. Elogio  sparava bordate demenziali, la Oggero diceva che non conosceva Elogio ma che comunque era molto intelligente, io dicevo che Elogio sapeva scrivere ma che questo non significa essere intelligenti o che comunque se quella era intelligenza chiudeva invece di aprire. L&#039;intervento più bello fu di Matteo Galiazzo che raccontò come realizzare cose con le mani, costruire (programmi informatici), gli dava più soddisfazione della scrittura. Non era un giudizio assoluto, era una cosa che valeva per lui. Be&#039; comunque nessuno trovò quel discorso interessante, eppure da allora Matteo ha veramente smesso di scrivere.
Tutto questo non lo dico per sputtanare Elogio, che mi era simpatico, era un discolone divertente, ma più che altro per confrontare le cose che scriveva allora con queste poesie. Cavolo, ma la sua vena polemico-sarcastica dov&#039;è finita? Sarà stato faticoso chiuderla nell&#039;armadio per scrivere delle cose così leccate. Insomma Elogio/Zizzi perché questo ritorno all&#039;ordine?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente ho capito chi era il nick &#8220;Elogio dell&#8217;eccedenza&#8221; del forum Società delle menti che mi aveva chiamato pene vegetale. Vabe&#8217; me l&#8217;ero cercata, il mio nick era assolutamente demenziale: &#8220;Carburo Fiore Verde&#8221; (non ricordo come mi fosse venuto) e poi non ero mai d&#8217;accordo con Zizzi, aggressivissimo su quel forum già aggressivo di suo (nella cartella preferiti l&#8217;avevo chiamato &#8220;Gli esaltati di Clarence&#8221;). La discussione in cui mi dava del pene vegetale era su Matteo Galiazzo che secondo me era (ora ha smesso di scrivere) tra i migliori talenti in Italia. Zizzi postava a ripetizione post cattivissimi e in fondo divertenti per demolire Galiazzo e chi lo sosteneva. Intervenne alla fine anche Galiazzo stesso e poi Dalia Oggero. Era una discussione abbastanza bella, Matteo spiegava perché voleva smettere di scrivere. Elogio  sparava bordate demenziali, la Oggero diceva che non conosceva Elogio ma che comunque era molto intelligente, io dicevo che Elogio sapeva scrivere ma che questo non significa essere intelligenti o che comunque se quella era intelligenza chiudeva invece di aprire. L&#8217;intervento più bello fu di Matteo Galiazzo che raccontò come realizzare cose con le mani, costruire (programmi informatici), gli dava più soddisfazione della scrittura. Non era un giudizio assoluto, era una cosa che valeva per lui. Be&#8217; comunque nessuno trovò quel discorso interessante, eppure da allora Matteo ha veramente smesso di scrivere.<br />
Tutto questo non lo dico per sputtanare Elogio, che mi era simpatico, era un discolone divertente, ma più che altro per confrontare le cose che scriveva allora con queste poesie. Cavolo, ma la sua vena polemico-sarcastica dov&#8217;è finita? Sarà stato faticoso chiuderla nell&#8217;armadio per scrivere delle cose così leccate. Insomma Elogio/Zizzi perché questo ritorno all&#8217;ordine?</p>
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		Di: aladar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6679</link>

		<dc:creator><![CDATA[aladar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehi, carburo floro verde, ma non eri anche hormiguero ugoloso?? :-))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehi, carburo floro verde, ma non eri anche hormiguero ugoloso?? :-))</p>
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		Di: Nicoletta P.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6680</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta P.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una poesia che trovo...come dire....stimolante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una poesia che trovo&#8230;come dire&#8230;.stimolante.</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6681</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, ma poi avevo cambiato nick. Elogio scrisse un post lunghissimo in cui massacrava uno per uno tutti quelli di Maltese. Drago per esempio era diventato Draghignazzo e gli capitavano le peggiori cose, io ero un benzinaio-pene vegetale, ecc. ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, ma poi avevo cambiato nick. Elogio scrisse un post lunghissimo in cui massacrava uno per uno tutti quelli di Maltese. Drago per esempio era diventato Draghignazzo e gli capitavano le peggiori cose, io ero un benzinaio-pene vegetale, ecc. ecc.</p>
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		Di: Carlo Botulino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6682</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Botulino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma non è che Zizzi, così verboso, assomigli a Cortellessa, anche d&#039;aspetto??!!
Ammorbante, peeesaaaante!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non è che Zizzi, così verboso, assomigli a Cortellessa, anche d&#8217;aspetto??!!<br />
Ammorbante, peeesaaaante!!!</p>
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		Di: Graziano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6683</link>

		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo poema &#039;in fieri&#039;, di cui un altro stralcio è apparso sull&#039;ultimo numero di Nuovi argomenti, è una riflessione estetico-letteraria che Zizzi ha iniziato a intrecciare dal 2001, anno del crollo delle torri e dell&#039;uscita di &#039;Scrivere sul fronte occidentale&#039;, un libro collettivo di cui Michelangelo non ha apprezzato tutto (anzi solo alcune e poche cose, a suo dire) ma che con ogni probabilità ha fornito una prima idea germinale al futuro lavoro. All&#039;indomani dell&#039;uscita di &#039;Occidente per principianti&#039; di Lagioia, stimatissimo da Zizzi, e di altre scritture &#039;occidentaliste&#039; (il Kamikaze di Scarpa, ad esempio), il poema si pone nel solco dell’elaborazione etico-letteraria di fine secolo, calamitata dallo scenario internazionale dominato dal (vero o presunto?) scontro tra civiltà.

Quanto a stile, nessun ritorno all&#039;ordine, caro Andrea. Lo Zizzi polemista è tutt&#039;altra cosa dallo Zizzi poeta, è una specie di realtà schizofrenica, quanto a modi e maniere naturalmente (altra cosa sono i contenuti), e ti auguro di non averci mai a che fare direttamente, visti i precedenti con Wu Ming 1 e 2, al limite della rissa, con Christian Raimo e, recentemente, il che francamente mi è anche un po&#039; dispiaciuto, date le cattive maniere del ‘carnefice’ e il fondo pacifico della &#039;vittima&#039;, con Livio Romano. Quanto allo stile, dicevo, nessun ritorno all’ordine. Siamo nel solco delle precedenti opere di Zizzi, soprattutto ‘La casa cantoniera’, arricchite di una più matura riflessione letteraria e dalla influenze del romanzo moderno (Moresco su tutti, se pensiamo alla densità materica, di una materia degradata, di cui si nutrono questi versi). Con Zizzi, insomma, siamo in pieno barocco. Due nomi su tutti: Vittorio Bodini (l&#039;ultimo, soprattutto, quello ‘industriale’) e Dylan Thomas (e su Bodini, Zizzi ha preparato la sua tesi di laurea, su Thomas ha scritto alcuni articoli) . Le immagini rampollano, dunque, una sull&#039;altra, per geminazione spontanea, attrazione visiva o fonica, in un crescendo vertiginoso, in estenuanti gorghi visivi e canori, in catene e festoni analogici di gusto, potremmo dire, quasi marinettiano. Pure, ma è questione di gusti, in alcuni punti l’intreccio è troppo spesso, lo gnommero (direbbe Gadda) infittisce, e allora mi sembra che lo Zizzi migliore lo si incontri nei passi più pacifici, lineari, dove sembra attingere a pozzi di ispirazione più pura e libera da certo gioco e arzigogolo un po’ intellettualistico (“Immaginate ora altro: che vivete invece, / magari, magari, /
adesso qui, nel buio buono, con le famiglia in festa, a pic nic oltre porta, / con la radio accanto, i monitor delle iniziazioni, / le vostre spese a supermercati, / le discese dalle stazioni sciistiche. // O che morite immaginate – che è simile”, “E quel sangue? Tutto quel sangue? / Così tanto musicale nelle cicale delle tue vene”, “New York ora sei meno fittizia / città desolata che sole immagini / da nebulose stornate abitavano / gremendo come aquiloni del vuoto / d’oppio di vetrate vetrate vetrate / trucco zen”, “Così che la caduta dell’Occidente / mi pare ora una sorta di lapsus, / un respiro breve, / una figura della retorica.”).

Dato lo stile e l’argomentare del commento, poi, non mi stupirebbe se colui che si firma Alfonso Berardinelli, fosse lo stesso Michelangelo, istriotico come non mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo poema &#8216;in fieri&#8217;, di cui un altro stralcio è apparso sull&#8217;ultimo numero di Nuovi argomenti, è una riflessione estetico-letteraria che Zizzi ha iniziato a intrecciare dal 2001, anno del crollo delle torri e dell&#8217;uscita di &#8216;Scrivere sul fronte occidentale&#8217;, un libro collettivo di cui Michelangelo non ha apprezzato tutto (anzi solo alcune e poche cose, a suo dire) ma che con ogni probabilità ha fornito una prima idea germinale al futuro lavoro. All&#8217;indomani dell&#8217;uscita di &#8216;Occidente per principianti&#8217; di Lagioia, stimatissimo da Zizzi, e di altre scritture &#8216;occidentaliste&#8217; (il Kamikaze di Scarpa, ad esempio), il poema si pone nel solco dell’elaborazione etico-letteraria di fine secolo, calamitata dallo scenario internazionale dominato dal (vero o presunto?) scontro tra civiltà.</p>
<p>Quanto a stile, nessun ritorno all&#8217;ordine, caro Andrea. Lo Zizzi polemista è tutt&#8217;altra cosa dallo Zizzi poeta, è una specie di realtà schizofrenica, quanto a modi e maniere naturalmente (altra cosa sono i contenuti), e ti auguro di non averci mai a che fare direttamente, visti i precedenti con Wu Ming 1 e 2, al limite della rissa, con Christian Raimo e, recentemente, il che francamente mi è anche un po&#8217; dispiaciuto, date le cattive maniere del ‘carnefice’ e il fondo pacifico della &#8216;vittima&#8217;, con Livio Romano. Quanto allo stile, dicevo, nessun ritorno all’ordine. Siamo nel solco delle precedenti opere di Zizzi, soprattutto ‘La casa cantoniera’, arricchite di una più matura riflessione letteraria e dalla influenze del romanzo moderno (Moresco su tutti, se pensiamo alla densità materica, di una materia degradata, di cui si nutrono questi versi). Con Zizzi, insomma, siamo in pieno barocco. Due nomi su tutti: Vittorio Bodini (l&#8217;ultimo, soprattutto, quello ‘industriale’) e Dylan Thomas (e su Bodini, Zizzi ha preparato la sua tesi di laurea, su Thomas ha scritto alcuni articoli) . Le immagini rampollano, dunque, una sull&#8217;altra, per geminazione spontanea, attrazione visiva o fonica, in un crescendo vertiginoso, in estenuanti gorghi visivi e canori, in catene e festoni analogici di gusto, potremmo dire, quasi marinettiano. Pure, ma è questione di gusti, in alcuni punti l’intreccio è troppo spesso, lo gnommero (direbbe Gadda) infittisce, e allora mi sembra che lo Zizzi migliore lo si incontri nei passi più pacifici, lineari, dove sembra attingere a pozzi di ispirazione più pura e libera da certo gioco e arzigogolo un po’ intellettualistico (“Immaginate ora altro: che vivete invece, / magari, magari, /<br />
adesso qui, nel buio buono, con le famiglia in festa, a pic nic oltre porta, / con la radio accanto, i monitor delle iniziazioni, / le vostre spese a supermercati, / le discese dalle stazioni sciistiche. // O che morite immaginate – che è simile”, “E quel sangue? Tutto quel sangue? / Così tanto musicale nelle cicale delle tue vene”, “New York ora sei meno fittizia / città desolata che sole immagini / da nebulose stornate abitavano / gremendo come aquiloni del vuoto / d’oppio di vetrate vetrate vetrate / trucco zen”, “Così che la caduta dell’Occidente / mi pare ora una sorta di lapsus, / un respiro breve, / una figura della retorica.”).</p>
<p>Dato lo stile e l’argomentare del commento, poi, non mi stupirebbe se colui che si firma Alfonso Berardinelli, fosse lo stesso Michelangelo, istriotico come non mai.</p>
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