Le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia (ripres)

15 novembre 2004
Pubblicato da

di Dario Voltolini

zingarata.jpg

[Ma poi mi sono detto: “E perché mai interrompere qui? E perché mai non contraddire una cosa detta?” E allora ricomincio, e vado finché mi va. Andrò più lentamente, così da non intasare Nazione Indiana. D.V.]

come è naturale
antica come l’arte di fare la pasta di sale
l’amarezza allora mi prende e mi fa dire
ma come?
a me?
e io che
(io che cosa
poi
a ben vedere?
sull’intera balconata
ho messo gerani contro le zanzare
tutti diamo la colpa all’acqua
che ristagna
la stagione è calda
nelle grondaie e nei pluviali si intasano i rifiuti
le mani non riescono a levarli via
sporche pozze imputridiscono
fermentano le uova nel finto borgiattino)
ricordo tutt’a un tratto un aroma casereccio
e un gruppetto di ragazze
è finita la scuola
vanno via
le stanze rimangono vuote
per tutta la stagione calda
e la luce scende piano
piano dai tetti
nei vicoli
per la finestra
nel calmo letto
la luce è cambiata
molti sono partiti
chi cammina scalzo sente la pietra
del vicolo
che si è fatta fredda
più dura ma più liscia
verso la sabbia
è liscia per il vento anche
oltre che per l’usura
venticello
viene su dall’acqua
per il barbiere è l’ora di chiusura
il bar continua per molte altre ore
se molti dei parametri passano giusti
chi cammina sulla pietra si ferma un poco
e tocca il muro di qua
e il muro di là
poi dice
(cosa dice? vorrebbe dire chissà che cosa
se ne va quasi completamente muto) qualcosa come un suono
inarticolato
uno starnuto
un ah
borbotta
poi cammina col tallone che poggia dritto
sulla pietra

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22 Responses to Le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia (ripres)

  1. dario il 16 novembre 2004 alle 00:00

    Scusa, Cita. Mi è preso di nuovo il raptus.

  2. gabriella il 16 novembre 2004 alle 00:16

    Bene! Non sono Cita, ma ormai la mutazione è in atto e quindi vorrei ricordarti la mia richiesta: please la prossima volta sforzati di metterci una foto di Depp, che ti costa? ;-)

  3. Lucio Angelini il 16 novembre 2004 alle 07:24

    Attento che ti segnalo a quelli di bynoi.com come TROLL:-/

  4. Gianni Biondillo il 16 novembre 2004 alle 09:50

    Dario, tu, tu… lasciamo perdere…

  5. Franz Krauspenhaar il 16 novembre 2004 alle 12:42

    Gabriella, guarda che Tognazzi in questo contesto è appropriato. Pensa anche a “La donna scimmia” di Marco Ferreri, con lui e la Girardot. Sono contento che Voltolini abbia ripreso, alla faccia dei suoi detrattori. E’ un’operazione quasi folle che mi piace molto. Mi appare come una provocazione soffusa. Io ho letto per ora solo poche cose di questo esperimento, ma stamperò l’intero lavoro in un unico file, come suggerito dall’autore, per leggerlo.

  6. Lucio Angelini il 16 novembre 2004 alle 12:56

    Scusa, Franz: se l’autore è disposto a inviartelo tutto intero in allegato e.mail, a che pro tutto questo gran lavoro di copia-incolla?
    Non trovi che sia roba da scimmie?
    La realtà è che a Voltolini piace un sacco trolleggiare…
    (a volte un po’ anche a me, lo confesso).

  7. andrea barbieri il 16 novembre 2004 alle 13:22

    Sì sì, ma sono trollate di spessore diverso. E insisto, questo è un testo importante, ma scusate chi scrive cose così oggi in Italia?

  8. Franz Krauspenhaar il 16 novembre 2004 alle 13:23

    Lucio, devo fare ancora seria pratica col copiaincolla, sono tecnologicamente sottoavanzato, questa è un’occasione da non predere. E poi lo dici anche tu, che ti piace trolleggiare, insomma fare il matto. Quindi siamo tutti d’accordo; ed evviva!

  9. me' coglioni il 16 novembre 2004 alle 13:32

    A Voltolì, tu si propio ‘na malafemmena! nun te basta mai! dopo averceli sfrantumati ora ce li voi pure strizzà! fino all’ultima goccia… e vabbuono ma almeno facce godè!

  10. Lucio Angelini il 16 novembre 2004 alle 13:38

    Per Barbieri:
    trollate di spessore diverso? Sempre ad offendere!
    Non ricordi la mia delicata composizione:

    LO SCIMUNITO

    Benché l’inverno
    fosse finito
    girava ancora
    munito di sci

    Per Franz:
    ‘trolleggiare’ non significa esattamente ‘fare il matto’. Si avvicina di più alla frase di Dario stesso ‘mi piace rompe i cojoni’:-)

  11. andrea barbieri il 16 novembre 2004 alle 15:21

    Per Lucio, mah, tra i miei idoli ci sono i libri di Munari e la Grammatica della fantasia, sono abbastanza esigente insomma.

  12. Franz Krauspenhaar il 16 novembre 2004 alle 15:37

    Si, Lucio, hai ragione: ti piace rompere i coglioni.;-)

  13. G.A. il 16 novembre 2004 alle 16:26

    Per la centesima scimmia siete tutti invitati da benito al bosco -www.benitoalbosco.com- nella ridente Velletri (castelli romani).
    Il ristorante è stato ideato da Ugo Tognazzi.
    Sono gradite le prenotazioni.
    Sic transit gloria mundi.

    G.A.

    P.S. Il vino consumato dallo imbriaco, esso vino col bevitore si vendica (Leonardo da Vinci)

  14. Gianni Biondillo il 16 novembre 2004 alle 16:57

    Chi paga?

  15. G.A. il 16 novembre 2004 alle 17:15

    Siamo a Roma…

  16. gianni biondillo il 16 novembre 2004 alle 17:29

    Be’, io sarò a Roma lunedì… se c’è posto ci facciamo una bevuta assieme, no?

  17. G.A. il 16 novembre 2004 alle 17:48

    mmmm…ho letto che sei stato al Trottoire con Pinketts ma hai bevuto solo una pinta di birra

  18. gianni biondillo il 16 novembre 2004 alle 19:21

    e ci credo! Le altre se l’è bevute TUTTE lui!

  19. dario il 16 novembre 2004 alle 19:33

    Quello che firma “me’ coglioni” lo trovo simpaticissimo. Lucio, spiega bene cos’è un TROLL.
    Andrea, tu chiedi chi oggi in Italia scrive cose così. Posso risponderti questo “Speriamo nessun altro. Sai che rottura di maroni!, sennò!”

  20. Lucio Angelini il 16 novembre 2004 alle 21:09

    Per Dario. Premesso che ormai, in rete, si dà del troll a chiunque (persino a me, figurati!), posso copia-incollarti una definizione presa da internet stessa:

    “La pesca con il cucchiaino (trolling) è una cosa che qualsiasi pescatore
    conosce — si lancia la lenza e si trascina lentamente aspettando che un
    pesce ingoi l’esca e rimanga preso all’amo.
    Questo tipo di pesca ha una lunga tradizione anche su Usenet, e i novellini
    possono scoprirlo a loro spese, di solito con un certo sgomento (per il
    piacere di quelli, generalmente più smaliziati, che li hanno “pescati”).

    A10.1.1 COME SI ABBOCCA

    Il metodo usuale di pesca su Usenet consiste nello spedire un messaggio
    ridicolo in un newsgroup e sedersi ad aspettare che i novellini (e anche
    qualche veterano) lo facciano a pezzi. Qualche esempio banale può essere
    spedire un messaggio che invita i lettori di un newsgroup su Star Trek a
    mettersi a vivere “sul serio”, oppure inviarne uno dal titolo “101 Uses for
    a Dead Cat” (101 cose che si possono fare con un gatto morto) nel newsgroup
    rec.pets.cats. Se il pescatore è fortunato, ci saranno delle reazioni alla
    sua esca per i “flame” (fiammate, v. glossario), talvolta così violente da
    sommergere l’intero newsgroup in una guerra di flame tale da annullare tutte
    le altre discussioni.

    I pescatori più esperti, tuttavia, sono di solito più subdoli. Spesso,
    cominciano con messaggi apparentemente innocui. Giorno dopo giorno, però, i
    loro messaggi diventano più stridenti. Quando qualcuno comincia a
    controbattere, il gioco è iniziato. Talvolta, i pescatori si concentrano su
    una persona in particolare, sapendo che morderà con convinzione l’esca
    proposta (di solito, quindi, si tratta di persone che hanno già dimostrato
    un comportamento degno di biasimo). (da Guida a Internet della Electronic
    Frontier Foundation
    Edizione italiana a cura di Liber Liber)

    P.S.

    Dariuccio, hai notato in quanti hanno abboccato alla tua “esca” di carne di scimmia?

  21. dario il 16 novembre 2004 alle 23:42

    Bazzico internet da molti anni e ne imparo sempre una nuova. Come dal commercialista. In ogni caso, io come troll faccio schifo, mentre come pescione non scherzo per niente. Tutto sta a vedere se il pescatore tira su il pesce o il pesce tira giù il pescatore.

  22. Lucio Angelini il 17 novembre 2004 alle 08:35

    Amore, attento a Giulio Mozzi. Elio Paoloni l’ha appena definito “pescatore vissuto e sagace”.
    In genere agisce sotto i cieli d’Italia:-)



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