Dio, Robot

29 gennaio 2005
Pubblicato da

di Sergio Baratto

“È il metallo che sogna!”
(Valerio Evangelisti, Metallo urlante)

talon.jpg2002. Gaak

Nella primavera del 2002, il Magna Science Adventure Park, una struttura ludico-scientifica dello Yorkshire inglese, aveva avviato su un gruppo di robot un esperimento per verificare la possibilità di uno “sviluppo co-evolutivo della macchina vivente”. L’esperimento in questione si chiamava “La sopravvivenza del più forte”.
Un giorno – era giugno – Noel Sharkey, un docente di robotica dell’Università di Sheffield che partecipava all’esperimento, parcheggiò temporaneamente la propria creatura in un recinto e andò a farsi un giro in una pausa tra un test e l’altro. In tutto, quindici minuti.

k1?°dura nel recinto si chiamava Gaak, era un cosiddetto “robot predatore”. Durante l’esperimento, Gaak veniva costretto, per continuare a funzionare, ad azzannare un “robot preda” e a succhiarne l’energia. Obiettivo, la selezione dei microchip dei predatori più capaci e la creazione di una macchina dotata di un cervello complesso ed evoluto.
Gaak misurava sessanta centimetri. Tanto bastava: strisciò lungo il recinto, trovò un dislivello, saltò oltre, infilò di corsa l’uscita e si diresse verso l’ingresso dell’autostrada M1.
Era stanco di addentare i suoi simili? Provò pietà per sé stesso e per le proprie vittime? Probabilmente non lo sapremo mai. Un automobilista diretto verso il parcheggio del Magna Park lo sorprese e lo fece arrestare.
Quando i giornalisti domandarono a Sharkey cosa potesse essere successo al “cervello” di Gaak, questi rispose che non ne aveva idea.
“Se si mostra loro una luce, i robot predatori possono cadere vittime di allucinazioni e convincersi di avere di fronte un robot preda. Forse – Si disse poi – Gaak ha visto la luce. Ed è sfuggito al controllo.”

2005. Talon

Stanchi di veder schiattare i vostri figliuoli in divisa? Trovate inammissibile per un paese moderno e progredito che i suoi soldati possano morire? Vorreste maggior sicurezza per loro sul posto di lavoro? Non preoccupatevi: la scienza vi viene in aiuto. Un po’ di pazienza e tra qualche anno anche gli elicotteri Mangusta vi sembreranno preistoria. L’esercito degli Stati Uniti è lieto di presentarvi il soldato robot “Talon”. 36 chili di metallo senza patemi morali, Talon è dotato di fucile M240 o M249, dispositivi “distruttori” e lanciarazzi, può centrare una monetina a trecento metri di distanza, non dorme, non scorreggia, non è processabile, non tiene famiglia e se viene sgozzato se ne frega. Di più: teleguidato a distanza con un joystick, permetterà nello stesso tempo ai vostri ragazzi al fronte di restarsene al sicuro e di attaccare il nemico divertendosi come con la playstation.
Il lancio del prodotto è previsto per il marzo-aprile 2005. In Iraq.
Unico neo, il costo: 200.000 dollari per ogni esemplare. Ma si sa: la salute vale più di ogni altra cosa.

“Intuitive – easiest robot to operate; joystick controls”. Naturalmente Talon non è progettato per agire di propria iniziativa: secondo le rassicuranti parole del portavoce della ditta produttrice, la Foster-Miller (di proprietà della Qinetiq, una joint venture tra il Ministero della Difesa britannico e il famigerato Carlyle Group di George Bush Sr, John Major e svariati membri della famiglia Bin Laden…), “Guidare, osservare e sparare sono azioni che vengono sempre compiute sotto controllo umano. I ricercatori adorano l’autonomia, ma gli utenti preferiscono mantenere il controllo.”

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“2+2=5”
(G.V., pluriripetente, gran picchiatore, mio compagno di banco alle medie)

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