Il dito di Dio

9 febbraio 2005
Pubblicato da

di Sergio Nelli

Madonna.jpg“Le prove scientifiche del miracolo”, ha scritto qualche tempo fa Missori sul “Corriere della sera” riferendosi alle perizie condotte dai religiosi sulle lacrimazioni di sangue della Madonnina di Civitavecchia. “L’insieme del Dossier è impressionante. Gente di responsabilità, persone autorevolissime nei rispettivi campi e, dunque, abituati a misurare le parole, non esitano a esporsi e ad arrendersi alla realtà. Tutto, dicono unanimi, fa pensare che in quell’angolo di terra alle porte di Roma si sia verificato un evento che non ha spiegazione umana e che rinvia al mistero del Soprannaturale”.
C’è stata un’eco forte anche in televisione. Otto e mezzo, Porta a porta, ecc. ecc. hanno dedicato spazi a quel dossier della Commissione Teologica che imponeva un indiscutibile rinvio al soprannaturale.

L’ha buttata sul comico Benni con Le risate della Madonnina (“La Repubblica”, 1 febbraio 2005) configurando anche per la sinistra uno scenario di apparizioni,: nani di giardini operai che sudano, l’edonismo che si prende la sua rivincita con un miracolo a Firenze sul casto David di Donatello, e via dicendo. Il comico, si sa, gioca una carambola spettacolare
“Non dal dubbio del mistero ma della certezza del partito”, ha annotato Benni en passant, insinuando ancora: “la Madonnina piange perché è contro il referendum sugli embrioni”.
Aggiungo un’altra immagine inquietante: “i cristiani di Bush”, che vedo ammantati di tenebre, farsi avanti prepotentemente, irrompere nel corpo della storia, come larve di mosca affamate di… di…

Poteva essere altrimenti in questo clima? Poteva rinunciare Vespa a strusciarsi le mani, impegnato in un paradigma indiziario ibrido? Con la possibilità di mettere sempre in campo una banda appropriata: Sherlock Holmes in veste di prelato, il piccolo chimico ancora in catechesi, Giambattista Vico redivivus, il mariologo, il divinatore postmesopotamico…Voltaire (per equilibrare il dibattito) o addirittura Diderot (naturalmente entrato nelle file dei DS o di Rifondazione)… verso i quali, buoni ultimi, aveva già lanciato il suo originalissimo anatema il giornalista Socci dalle pagine del “Giornale” in Divine lacrime di donna, tacciando di superbia tutti “i soloni di un vecchio laicismo” in difesa del vero nuovo, cioè del “razionalismo cristiano” di Buttiglione!

In realtà, siccome si trascura così (con queste immagini, con queste fantasie, con la satira) lo sfondo filosofico, che tanto preme a quell’intrepido credente nella Rivelazione e nel Dio Persona qual è il giornalista Socci (“la scienza contemporanea – ha scritto nel suo succitato pezzo kantiano – non porta affatto… verso le vecchie ideologie laiciste, ma verso l’eterna giovinezza di Dio come dimostra la recentissima conversione di Anthony Flew, l’erede di Bertrand Russel, colui che per decenni è stato il maggior simbolo dell’ateismo filosofico”) cerco di ridire una cosa vecchissima ma sempre vera.

Provare che non ci sono cause immediatamente reperibili perché una Madonnina sanguini, non prova nulla. Che cosa dovrebbe provare? Prova soltanto che ci sono i credenti, prova solo la fede, una certa fede, una volontà di credere e un immenso bisogno psicologico.
Le 14 lacrimazioni di sangue della Madonnina di Medjugorje, verificatesi tra il febbraio e il marzo 1995 in un giardino privato di Civitavecchia, anche se si esclude l’inganno e la frode, non provano alcunché.

Ci sono mille cose inspiegabili che non sono miracoli. E solo in un contesto di fede, come quello evocato dal De Fiores (e da Socci), si può parlare del dito di Dio. Solo, se si vuole, per rafforzare la fede nel proprio credere.
Per il resto, né di fronte ai muri che lacrimano, né davanti alle Madonne sanguinanti, né, tanto meno, davanti a catastrofi “naturali” come quella del Sud Est asiatico siamo in alcun modo legittimati a parlare di indizi, di segni della provvidenza, di prove del soprannaturale.

Anzi, proprio quando, davanti a fatti terribili, si cerca di accreditare la certezza che quella Intelligenza Superiore “non è rimasta lontana dall’uomo, non l’ha abbandonato … ed è presente nella storia”, bisogna davvero, per non incorrere in peccato, esprimersi sottovoce. Altro che il “razionalismo di Buttiglione”!

Un disarmato teologo, per esempio, di cui non ho memorizzato il nome, chiamato a esprimersi ad un TG sullo tsunami, tra un immagine e l’altra del disastro, dopo che era passato in video il filosofo Giacomo Marramao (il solito spirito bipartizan, che non abbandona mai i palinsesti, crollasse il mondo) l’ha purtroppo fatto; ne ha evocato la cifra. Naturalmente non ha fornito alcuna lettura, non ne poteva produrre neppure una dose ultramicroscopica, altrimenti saremmo tutti qui a parlare di lui. Ha fatto invece un generico riferimento alla mancanza di spiritualità nel mondo di oggi, forse colpito, come tanti, dal paradiso vacanziero e consumistico delle Maldive trasformato in inferno.
Ha espresso cioè dunque nient’altro che un refrain moralistico, che in quel contesto risultava spiritualmente poverissimo e persino imperdonabile: per l’uomo, per le vittime, per tutti noi che abbiamo invece l’idea di una drammaticità insanabile.

Il credente e il non credente, intendo dire, si possono sentire vicini, anche molto vicini, nell’interrogazione. Se invece se ne fa una questione di appartenenze, di bandiere, di identità sgomitanti e rancorose, se si mette nel piatto il peggio ben oltre l’ignoranza e l’ingenuità, ben oltre le madonne le guerre lo tsunami il male il dolore, allora la situazione diventa insostenibile, bisogna tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi.
Povere madonnine. Poveri corpi galleggianti, sformati, donne vecchi bambini animali, veramente morti, morti davvero.

9 Responses to Il dito di Dio

  1. Mario Bianco il 9 febbraio 2005 alle 19:38

    Io trovo che i fenomeni di questo genere vengano, sempre e soltanto,( in Italia ) visti da due di vista: il miracolista o il negazionista.
    Nient’altro: o c’è il miracolo, consolazione degli afflitti e gongolamento del clero o è una boiata pazzesca, un trucco.

    Ammesso che qualche rara volta( mettiamo un 1%) non vi sia trucco, mai dico mai che venga interpellato qualche esperto in parapsicologia
    (e sono pochi), qualcuno che abbia studiato in maniera circostanziata e scientifica i fenomeni paranormali simili.
    Per me potrebbe benissimo piangere la madonna qui di sotto casa, sudare san Francesco in parrocchia, fare i salti Gesù bambino, ciò non mi stupirebbe, e non penserei proprio all’intervento di potenze celesti o azzurrine, ma mi domanderei cosa davvero è successo, oltre ad un eventuale falso.
    Mi domanderei, cercherei cause psicologiche nei circonvicini umani che hanno causato tali fenomeni fisici.
    La parapsicologia, un tempo detta metapsichica e assai viziata(allora) dallo spiritismo, esiste
    tuttora, ma negletta e non finanziata se ne sta nell’ultimo dei cantucci.

  2. andrea inglese il 9 febbraio 2005 alle 22:37

    Cazzo! Mi avete innescato nuovamente un allegro furore ateo, di ateismo terso e adamantino, senza para né infra né sotto psicologia, né gessi che piangono, né lenzuoloni alonati, né monodei, ma solo stati mutevoli di coscienza, gradazioni dell’allucinato lampeggiare… Un ateismo di purissima monolitica fattura. (Salvo in trincea, sia ben chiaro, o sul volo a basso costo che precipita. In quel caso, giocare su più tavoli: adorarli tutti, a turno, e con trasporto esclusivo.)
    (Mario Bianco vorresti finanziare la parapsicologia? Se la mettiamo nell’otto per mille, ci sto anch’io, accanto alle Chiese Avventiste del Settimo Giorno.)

  3. Mario Bianco il 9 febbraio 2005 alle 23:11

    Andrea, Andrea,
    metterla così fa ridere proprio,
    anche perchè io non son religioso per nulla,
    e l’Avventismo del cavolo non c’entra un accidente.
    Anzi ti ricordo che il sig.Freud Sigmund disse alla fine della vita che, a quel punto, avrebbe voluto iniziare ad interessarsi dei problemi parapsicogici.
    Fai di tutta l’erba un fascio così siam tutti felici e contenti e ridiamo, ridiamo….

  4. andrea inglese il 9 febbraio 2005 alle 23:46

    Mario mi è capitato di leggere vari libri nella vita. Di antropologia, di psicoanalisi, di psicologia sociale, di sociologia interazionista, di storia delle religioni, di divulgazione scientifica. Non ho mai letto un libro di parapsicologia. E’ la parapsicologia una scienza dura? una scienza della natura? o è una scienza umana? E se non è una scienza che cos’è? Il nome mi sembra imparentarla con le discipline scientifiche sviluppatesi nel XIX secolo, eppure nelle università non viene insegnata (per lo più). Come mai?
    La parapsicologia mi fa venire in mente le persone che dicono: “Eppure c’è un’energia che ci attraversa, ecc. ecc.” Detto questo io e la mia donna viviamo fenomeni di telepatia quasi ogni giorno. E con cio’? Forse è perché ci vogliamo bene e viviamo assieme da un bel po’ di tempo. O dovrei forse fabbricarmi ad hoc una teoria della trasmissione del pensiero per spiegare questo fenomeno?
    Insomma, sono davvero meravigliato di questa tua perorazione pro-parapsicologia. A questo punto, e senza ironia, ti chiedo: segnalami un testo, un autore, un dipartimento di ricerca di riferimento, cosi’ che io possa prendere più sul serio la cosa.

  5. luminamenti il 10 febbraio 2005 alle 00:50

    L’ateismo che mi piace è quello empio di Sgalambro, che pone il problema di una teologia del male (di Dio). La mistica buddista è rigorosamente atea (Marco Vannini non è però d’accordo con me). Ma sempre di mistica si tratta anche senza Dio! C’è una fenomenologia documentata del miracolo. Ma questa fenomenologia indica solo che è accaduto qualcosa che al momento risulta inspiegabile e non è in grado di asserire una relazione di causa ed effetto tra l’evento miracoloso e l’intervento di una presunta entità. Sono quindi d’accordo con Giulio Giorello e mi allarmo appena vedo la faccia di Socci. Sulla neurofisiologia dell’estasi mistica in Italia abbiamo un esperto serio e rigoroso come Margnelli (Natura e struttura di alcuni stati di coscienza, Poletto Editore). Ho letto per anni il Giornale dei Misteri ma la parapsicologia mi sembra sia affollata da troppi fenomeni, poco documentati.

  6. gabriella il 10 febbraio 2005 alle 01:21

    Grazie Lumina, mi chiedevo giusto un paio di giorni fa in una discussione sul blog di Franz, che fine avesse fatto Margnelli che avevo seguito con interesse quindici anni fa quando lavoravo a Riza psicosomatica.

  7. Mario Bianco il 10 febbraio 2005 alle 08:29

    Quello del paranormale è un terreno minato, complesso, pieno di fenomeni poco spiegabili, per ora, zeppo pure di falsificazioni, versioni strampalate e storture.
    Un tempo lessi molti libri di parapsicologia, in Italia ve n’erano alcuni buoni, la maggior parte invece paccottiglia medianica, spiritista.
    Poi detti via, regalai tutti questi testi. Ricordo che esisteva un Centro studi in Bologna retto dal Dr.Cassoli e da Inardi che intraprese numerose ricerche, con spirito scientifico, su casi di poltergeist, premonizione, guaritori.

  8. manlio il 10 febbraio 2005 alle 10:57

    Io credo a Dio. Lo giuro sulla mia empietà.

  9. domenico il 10 febbraio 2005 alle 13:08

    Anch’io non vedo cosa centri il paranormale. Mi sembra importante invece il tono del pezzo,il richiamo a una serietà filosofica e a uno sgorgo emotivo che i massmedia e alcuni dei loro occupanti rendono davvero difficili.



indiani