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	Commenti a: Dio doveva essere fiorentino (2 di 2)	</title>
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		<title>
		Di: missy		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[missy]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo averti letto, e avendo rivisto tutto esattamente come deve essere, non vedo l&#039;ora di lasciare la sicilia e rientrare nella mia bella, caldissima casa nella campagna di san casciano in v.p. Ogni volta che torno lì mi sembra di entrare dentro un quadro del &#039;500. Eppure, anche quelle colline così &quot;naturali&quot; e &quot;incantate&quot; sono frutto di una potentissima antropacizzazione del paesaggio. Solo che è fatta bene. 
Bel post. Missy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo averti letto, e avendo rivisto tutto esattamente come deve essere, non vedo l&#8217;ora di lasciare la sicilia e rientrare nella mia bella, caldissima casa nella campagna di san casciano in v.p. Ogni volta che torno lì mi sembra di entrare dentro un quadro del &#8216;500. Eppure, anche quelle colline così &#8220;naturali&#8221; e &#8220;incantate&#8221; sono frutto di una potentissima antropacizzazione del paesaggio. Solo che è fatta bene.<br />
Bel post. Missy</p>
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		<title>
		Di: antonello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie Gianni! Grazie; apprezzo molto e andrò a toccare con mano quanto prima. Certo che quel che dice Dante di Firenze...
Antonello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Gianni! Grazie; apprezzo molto e andrò a toccare con mano quanto prima. Certo che quel che dice Dante di Firenze&#8230;<br />
Antonello</p>
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		<title>
		Di: Roberto Saviano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Saviano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che delicatezza, ed anche un rigore da paesologo. Un canto appassionato. Mi hai coinvolto sin nei succhi gastrici Gianni. Io amo la Toscana, la sogno come luogo in cui rifugiarmi se un giorno riuscirò a fuggire d auqest&#039;inferno. Bel pezzo e toccante anche la dedica. Ottimo Gianni!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che delicatezza, ed anche un rigore da paesologo. Un canto appassionato. Mi hai coinvolto sin nei succhi gastrici Gianni. Io amo la Toscana, la sogno come luogo in cui rifugiarmi se un giorno riuscirò a fuggire d auqest&#8217;inferno. Bel pezzo e toccante anche la dedica. Ottimo Gianni!!!</p>
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		Di: gabriella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Encantada!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Encantada!</p>
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		Di: sergio garufi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Per anni ho creduto ciecamente alla interpretazione ufficiale di Firenze. Firenze è una città bella, bellissima, meravigliosa; è un capolavoro, una cooperativa di capolavori, un museo abitato, l&#039;ottava meraviglia, una città esclamativa, una città da urlare, da svenire, un riassunto di storia dell&#039;arte[...]E&#039; strano come come capiti di prendere alla lettera le sciocchezze della più trita propaganda turistica. Come abbia faticato a capire che una città come Firenze non poteva essere giudicabile come bella e nemmeno come un capolavoro: perché queste erano le due parole proibitive, in queste si riassumeva il divieto di scoprire Firenze[...]Se una città è bella ci dev&#039;essere del marcio. Io non ci vado. Una città è un reticolo di luoghi, percorsi, soste, angoli, include edifici ed essenze di edifici; include tutte le possibili città che sorgono davanti ai nostri occhi, a seconda dell&#039;itinerario che percorriamo[...]La città si propone come luogo simbolico, magico, come pagina da interpretare, come tessuto di significati, di allusioni, di fantasie; una città è un luogo occulto, nella quale un muro logorato dalla muffa, un edificio decrepito, una sterminata piazza non pavimentata, trafitta da pozzanghere e ciuffi di dura erba, propongono una storia segreta, una favola in cui l&#039;orrore e lo splendore ostinatamente coabitano[...]Percorrete i quartieri più fitti di una città orientale. Non ditemi che sono &quot;tipici&quot;. Questi agglomerati di luoghi evidentemente precari sono proposizioni, immagini significanti, sono soprattutto ipotesi sul mondo, microcosmi. Nessuno oserebbe definirli &quot;belli&quot;; non intendo dire che sono &quot;brutti&quot;, che è lo stesso discorso; direi che guardarli come luoghi di sosta estetica, parcheggi della nostra anima di gusto colto e raffinato, significa non guardare nulla. E qui si tocca con mano qualcosa che accade spesso di sospettare: vale a dire, che la così detta estetica sia un&#039;astuzia laica per non venire a contatto con la materia mitica e violenta, il luogo dionisiaco, che abita un oggetto[...]Se l&#039;aggettivo &quot;bella&quot; per Firenze è pertinente, può voler dire che Firenze è una città totalmente identificabile con la propria vocazione estetica, un luogo che si consuma nella propria &quot;bellezza&quot;; oppure può voler dire che l&#039;interpretazione estetica è stata imposta su di un luogo estremamente significante, affinché quel luogo stesse fermo, non inquietasse, non fosse materia d&#039;altro che di colto svagamento, fosse, come s&#039;è detto, un luogo esclamativo; insomma, Firenze bella è una città esorcizzata; non fa male, non conosce demoni, non significa nulla, non allude, non è un&#039;allegoria del mondo[...]&quot;Capolavoro&quot;. Ecco una parola che per anni mi ha tenuto lontano da Firenze, giacché detesto il concetto di capolavoro, e a Firenze pare che tutto sia o finisca per diventare &quot;capolavoro&quot;. La parola capolavoro ha qualcosa di odioso, di prevaricante.
Se un&#039;opera mi viene presentata come capolavoro si suppone che io non muoverò obiezioni, cadrò in uno stato stuporoso, dirò &quot;oh!&quot;, &quot;ah!&quot;[...]Il capolavoro non si discute: merita solo il culto della personalità. E&#039; tirannico, limita la libertà di stampa e di parola. Pensate alla Gioconda e alla quantità di sciocchezze che si sono scritte, anche in ottima prosa, su quel &quot;capolavoro&quot;[...]Se Firenze è una città capolavoro, non mi interessa. L&#039;istinto mi porta a cercare i luoghi minori, gli oggetti controversi, i mondi periferici, le forme distratte o schive. Non voglio l&#039;immagine esatta, ma l&#039;immagine che partecipa dell&#039;errore.&quot;

G. Manganelli, &quot;La favola pitagorica, pag.35]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per anni ho creduto ciecamente alla interpretazione ufficiale di Firenze. Firenze è una città bella, bellissima, meravigliosa; è un capolavoro, una cooperativa di capolavori, un museo abitato, l&#8217;ottava meraviglia, una città esclamativa, una città da urlare, da svenire, un riassunto di storia dell&#8217;arte[&#8230;]E&#8217; strano come come capiti di prendere alla lettera le sciocchezze della più trita propaganda turistica. Come abbia faticato a capire che una città come Firenze non poteva essere giudicabile come bella e nemmeno come un capolavoro: perché queste erano le due parole proibitive, in queste si riassumeva il divieto di scoprire Firenze[&#8230;]Se una città è bella ci dev&#8217;essere del marcio. Io non ci vado. Una città è un reticolo di luoghi, percorsi, soste, angoli, include edifici ed essenze di edifici; include tutte le possibili città che sorgono davanti ai nostri occhi, a seconda dell&#8217;itinerario che percorriamo[&#8230;]La città si propone come luogo simbolico, magico, come pagina da interpretare, come tessuto di significati, di allusioni, di fantasie; una città è un luogo occulto, nella quale un muro logorato dalla muffa, un edificio decrepito, una sterminata piazza non pavimentata, trafitta da pozzanghere e ciuffi di dura erba, propongono una storia segreta, una favola in cui l&#8217;orrore e lo splendore ostinatamente coabitano[&#8230;]Percorrete i quartieri più fitti di una città orientale. Non ditemi che sono &#8220;tipici&#8221;. Questi agglomerati di luoghi evidentemente precari sono proposizioni, immagini significanti, sono soprattutto ipotesi sul mondo, microcosmi. Nessuno oserebbe definirli &#8220;belli&#8221;; non intendo dire che sono &#8220;brutti&#8221;, che è lo stesso discorso; direi che guardarli come luoghi di sosta estetica, parcheggi della nostra anima di gusto colto e raffinato, significa non guardare nulla. E qui si tocca con mano qualcosa che accade spesso di sospettare: vale a dire, che la così detta estetica sia un&#8217;astuzia laica per non venire a contatto con la materia mitica e violenta, il luogo dionisiaco, che abita un oggetto[&#8230;]Se l&#8217;aggettivo &#8220;bella&#8221; per Firenze è pertinente, può voler dire che Firenze è una città totalmente identificabile con la propria vocazione estetica, un luogo che si consuma nella propria &#8220;bellezza&#8221;; oppure può voler dire che l&#8217;interpretazione estetica è stata imposta su di un luogo estremamente significante, affinché quel luogo stesse fermo, non inquietasse, non fosse materia d&#8217;altro che di colto svagamento, fosse, come s&#8217;è detto, un luogo esclamativo; insomma, Firenze bella è una città esorcizzata; non fa male, non conosce demoni, non significa nulla, non allude, non è un&#8217;allegoria del mondo[&#8230;]&#8221;Capolavoro&#8221;. Ecco una parola che per anni mi ha tenuto lontano da Firenze, giacché detesto il concetto di capolavoro, e a Firenze pare che tutto sia o finisca per diventare &#8220;capolavoro&#8221;. La parola capolavoro ha qualcosa di odioso, di prevaricante.<br />
Se un&#8217;opera mi viene presentata come capolavoro si suppone che io non muoverò obiezioni, cadrò in uno stato stuporoso, dirò &#8220;oh!&#8221;, &#8220;ah!&#8221;[&#8230;]Il capolavoro non si discute: merita solo il culto della personalità. E&#8217; tirannico, limita la libertà di stampa e di parola. Pensate alla Gioconda e alla quantità di sciocchezze che si sono scritte, anche in ottima prosa, su quel &#8220;capolavoro&#8221;[&#8230;]Se Firenze è una città capolavoro, non mi interessa. L&#8217;istinto mi porta a cercare i luoghi minori, gli oggetti controversi, i mondi periferici, le forme distratte o schive. Non voglio l&#8217;immagine esatta, ma l&#8217;immagine che partecipa dell&#8217;errore.&#8221;</p>
<p>G. Manganelli, &#8220;La favola pitagorica, pag.35</p>
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		<title>
		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/03/04/dio-doveva-essere-fiorentino-2-di-2/#comment-7794</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Manganelli ti lascia senza aggettivi ma in tutti noi (noi normali, che dobbiamo rubare occasioni, tempo e soldi) c&#039;è un giapponese nascosto. Ho fatto un viaggio, di recente, è l&#039;ho visto venir fuori. Gli ho concesso tutte le attenuanti (non c&#039;era stato neanche il decreto &quot;pianta una panchina&quot; in quel posto lì) e gli ho promesso che lo lascerò affacciare ancora, lui e la sua Nikon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manganelli ti lascia senza aggettivi ma in tutti noi (noi normali, che dobbiamo rubare occasioni, tempo e soldi) c&#8217;è un giapponese nascosto. Ho fatto un viaggio, di recente, è l&#8217;ho visto venir fuori. Gli ho concesso tutte le attenuanti (non c&#8217;era stato neanche il decreto &#8220;pianta una panchina&#8221; in quel posto lì) e gli ho promesso che lo lascerò affacciare ancora, lui e la sua Nikon.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/03/04/dio-doveva-essere-fiorentino-2-di-2/#comment-7795</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Firenze città niente affatto rinascimentale ci viene ben raccontata nel fondamentale &quot;L&#039;antirinascimento&quot; di Eugenio Battisti.

E da quello che nascondono le viscere delle facciate impeccabili del rinascimento toscano Giovanni Michelucci ha avuto rivelazioni importanti dopo la guerra, che hanno mutato il suo stesso approccio al progetto urbano.

Ma dentro di noi, come dice Elio vive un piccolo giapponese. E&#039; inutile negarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze città niente affatto rinascimentale ci viene ben raccontata nel fondamentale &#8220;L&#8217;antirinascimento&#8221; di Eugenio Battisti.</p>
<p>E da quello che nascondono le viscere delle facciate impeccabili del rinascimento toscano Giovanni Michelucci ha avuto rivelazioni importanti dopo la guerra, che hanno mutato il suo stesso approccio al progetto urbano.</p>
<p>Ma dentro di noi, come dice Elio vive un piccolo giapponese. E&#8217; inutile negarlo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Lars		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/03/04/dio-doveva-essere-fiorentino-2-di-2/#comment-7796</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lars]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; bene che qualcuno lo dica. Sopravvalutatissimo Biondillo! L&#039;ho detto io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; bene che qualcuno lo dica. Sopravvalutatissimo Biondillo! L&#8217;ho detto io.</p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/03/04/dio-doveva-essere-fiorentino-2-di-2/#comment-7797</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai fatto bene a dirlo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai fatto bene a dirlo!</p>
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		<title>
		Di: dado		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dado]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Far parte del club dei sopravvalutati è stupendo...
GIANNI hai tutte le fortune. :-)

Avete presente l&#039;accademia dei sopravvalutati in &quot;manhattan&quot; di Woody Allen?  quando Diane Keaton ci mette: Mahler, Scott Fitzgerald,  Van Gogh e Ingmar Berman e Ike sbotta:&quot; e perchè Mozart? mettiamoci anche lui visto che siete a buttarne via..&quot;

Proprio Woody Allen in un intervista spiegava quella scena: In &quot;Manhattan&quot; Diane Keaton rappresenta proprio il falso pensiero intellettuale, tutto ciò che vi è di affettato e di nevrotico nell&#039;intellighenzia newyorkese. Pontifica innocentemente. Costrui­sce con il suo amante una sorta di pantheon degli artisti sopravvalutati. In effetti in una certa cerchia di persone fa estremamente &quot;in&quot; dire che Proust o Mahler sono troppo stimati. Si compila una lista di geni, dei migliori film e ci si prende la licenza di classificare i vari artisti e di decidere il grado d&#039;importanza di persone che sono nettamente migliori di loro.&quot;

[logicamente tutto il discorso va riportato in scala 1:100]


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Far parte del club dei sopravvalutati è stupendo&#8230;<br />
GIANNI hai tutte le fortune. :-)</p>
<p>Avete presente l&#8217;accademia dei sopravvalutati in &#8220;manhattan&#8221; di Woody Allen?  quando Diane Keaton ci mette: Mahler, Scott Fitzgerald,  Van Gogh e Ingmar Berman e Ike sbotta:&#8221; e perchè Mozart? mettiamoci anche lui visto che siete a buttarne via..&#8221;</p>
<p>Proprio Woody Allen in un intervista spiegava quella scena: In &#8220;Manhattan&#8221; Diane Keaton rappresenta proprio il falso pensiero intellettuale, tutto ciò che vi è di affettato e di nevrotico nell&#8217;intellighenzia newyorkese. Pontifica innocentemente. Costrui­sce con il suo amante una sorta di pantheon degli artisti sopravvalutati. In effetti in una certa cerchia di persone fa estremamente &#8220;in&#8221; dire che Proust o Mahler sono troppo stimati. Si compila una lista di geni, dei migliori film e ci si prende la licenza di classificare i vari artisti e di decidere il grado d&#8217;importanza di persone che sono nettamente migliori di loro.&#8221;</p>
<p>[logicamente tutto il discorso va riportato in scala 1:100]</p>
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