L’infibulatore #1

16 marzo 2005
Pubblicato da

di Carla Benedetti

DanBrown 1.jpg– E’ uno degli eroi più popolari dell’impero. Indovina di chi parlo!

– Beh, dammi qualche elemento! E’ un investigatore?

– Naturalmente… Però non lo fa di professione. Non è un poliziotto. Il suo è un mestiere un po’ più…

– Un hacker?

– No.

– Un operatore umanitario? Un missionario…

– No

– Un giornalista? Uno che indaga sul mercato delle armi…

– Nemmeno… Fa il professore a Harvard.

– Ah, certo, è Indiana Jones!

– No.

– No?

– No, non è nememno un archeologo. La sua è una disciplina un po’ più sedentaria: niente scavi in paesi esotici, nessuna favolosa Arca perduta. Se si muove è per andare in grandi città europee, con grandi musei. La sua caccia al tesoro si svolge tra dipinti, sculture e altre opere famosissime…

– Ma sì, certo, è Robert Langdom, il personaggio di Dan Brown! Indiana Jones in tweed, come qualcuno lo ha ribattezzato. Anche lui è professore a Harvard, però di semiotica, specializzato in simbologia. Con i dipinti di Leonardo decritta i segreti della storia d’Europa. In Angeli e demoni, il secondo romanzo, pare trovi indizi anche nelle sculture del Bernini…

– E’ vero. L’ho letto. Langdom va a Roma, in Vaticano, durante un Conclave. Si misura col Bernini e altri famosi monumenti della capitale. Anche un manoscritto di Galileo, una poesia di Milton… Però, non è il secondo romanzo con Robert Langdom. E’ il primo. Quando uscì in Usa passò quasi inosservato. Ora, dopo il successo del Codice da Vinci, arriva in italiano anche quello.

– Bernini… Per caso parla anche dell’ Estasi di Santa Teresa?

– Sì.

– Ah, quel monumento lo conosco bene. Ho letto diversi saggi. Non solo di storia dell’arte. Anche alcune pagine di Lacan. Sai, il tema si presta: la freccia di fuoco, l’estasi, la jouissance …

– Ma Langdom ha uno sguardo che va ancora più sotto.

– Più sotto della lettura psicoanalitica, che già va più sotto di quella estetica?

– Sì. Le trapassa entrambe.

– Accidenti! E cosa scopre il semiologo sotto il fallo di fuoco?

– Semplice. Scopre quello a cui nessuno ha mai fatto caso. La direzione della freccia!

– La direzione?

– Sì. La direzione indicata dalla freccia. Su quale settore di Roma punta, nord-est… oppure sud-ovest, non ricordo bene. E’ un indizio per raggiungere la prossima tappa della caccia al tesoro…

– … un indice, direbbe Peirce, un identificatore indicatore direbbe Morris… Comunque la semiosi illimitata!

– Chiamala come vuoi. Però sta di fatto che sotto lo sguardo di Langdom le opere d’arte diventano come dei gusci morti. Le apri, ne cavi fuori gli indizi, come grani dal baccello, poi le butti…E questo non succede solo ai dipinti e alle sculture. Anche alla storia, ai fatti. Tutto viene ridotto a crittografia. Il mondo stesso diventa una foresta dì indizi… un grande rebus da decifrare. La realtà non parla più attraverso la sua evidenza. E’ diventata inerte. E’ come infibulata, richiusa.

– Poi arriva Langdom, il deflagratore-interpretatore!

(1 continua)

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