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	Commenti a: Vomitorium (1)	</title>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[4) Poi ci sono gli scrittori della domenica. A proposito, che giorno è oggi?:-/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>4) Poi ci sono gli scrittori della domenica. A proposito, che giorno è oggi?:-/</p>
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		Di: lorenzo_galbiati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo_galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GRANDIOSI!!!
Siete davvero ano(r)mali!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRANDIOSI!!!<br />
Siete davvero ano(r)mali!!!</p>
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		Di: elio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Conoscete Pierre Bourdieu? Io lo sto studiando da poco tempo (quindi vi risparmio il mio entusiasmo da neofita) però mi sembra che sui vostri temi abbia delle cose molto interessanti da dire. Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscete Pierre Bourdieu? Io lo sto studiando da poco tempo (quindi vi risparmio il mio entusiasmo da neofita) però mi sembra che sui vostri temi abbia delle cose molto interessanti da dire. Saluti.</p>
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		Di: Elio Paoloni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I biologi: Antonio Pascale, Marco Vespa.
I giudici: due famosi li conoscete ma ci sono anche Elisabetta Liguori e Stella Magni (forse non sono propriamente giudici ma nel Tribunale lavorano).
Vediamo chi trova lo scrittore con il mestiere più &quot;anomalo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I biologi: Antonio Pascale, Marco Vespa.<br />
I giudici: due famosi li conoscete ma ci sono anche Elisabetta Liguori e Stella Magni (forse non sono propriamente giudici ma nel Tribunale lavorano).<br />
Vediamo chi trova lo scrittore con il mestiere più &#8220;anomalo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Marco Lodoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/03/vomitorium-1/#comment-8496</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Lodoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so perché, ma il ragionamento di Biondillo me ne ricorda uno di quel capoccione di mio padre, che suonava più o meno così: il mondo è tutto interessante, però non c&#039;è dubbio che l&#039;Occidente è un passo avanti al resto del pianeta. Nell&#039;Occidente, però, bisogna preferire l&#039;Europa, perché gli americani sono un po&#039; scemi. L&#039;Europa è piena di nazioni meravigliose, perà diciamocelo francamente, come l&#039;Italia non ce n&#039;è. In Italia, se devo essere sincero, non vivrei né al nord né al sud: quelli del nord sono fissati coi soldi, quelli del sud stanno sotto il tallone della mafia: il centro dell&#039;italia è la zona migliore. Il centro, d&#039;accordo, però non Firenze, città museo, non Perugia, troppo piccola, non Siena, avvelenata dal folclore: Roma è in realtà l&#039;unico posto dove si può vivere bene. Intendiamoci, non tutta Roma: i quartieri nord sono pieni di ricchi cafoni, quelli a sud sono troppo popolari e caotici: il quartiere perfetto è il quartiere Trieste. Oddio, anche il quariere Trieste è pieno di gentaccia e di confusione. Alcune strade però sono più tranquille, via del Giuba ad esempio, dove viviamo noi. Non la parte dove c&#039;è l&#039;alimentari, però, la parte di qua, che è più assolata. Il numero undici è un bel palazzo, ma il nove, il nostro, ha il garage e anche il portiere. E&#039; meglio, dai. Il terzo piano è il più vivibile, perché l&#039;ascensore a volte si guasta e arrivare ai piani più alti diventa una fatica.  I piani bassi lasciamoli perdere, si sente il traffico. Terzo piano, via del Giuba, quatiere Trieste, Roma. Ecco il posto perfetto, il resto non vale granché.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so perché, ma il ragionamento di Biondillo me ne ricorda uno di quel capoccione di mio padre, che suonava più o meno così: il mondo è tutto interessante, però non c&#8217;è dubbio che l&#8217;Occidente è un passo avanti al resto del pianeta. Nell&#8217;Occidente, però, bisogna preferire l&#8217;Europa, perché gli americani sono un po&#8217; scemi. L&#8217;Europa è piena di nazioni meravigliose, perà diciamocelo francamente, come l&#8217;Italia non ce n&#8217;è. In Italia, se devo essere sincero, non vivrei né al nord né al sud: quelli del nord sono fissati coi soldi, quelli del sud stanno sotto il tallone della mafia: il centro dell&#8217;italia è la zona migliore. Il centro, d&#8217;accordo, però non Firenze, città museo, non Perugia, troppo piccola, non Siena, avvelenata dal folclore: Roma è in realtà l&#8217;unico posto dove si può vivere bene. Intendiamoci, non tutta Roma: i quartieri nord sono pieni di ricchi cafoni, quelli a sud sono troppo popolari e caotici: il quartiere perfetto è il quartiere Trieste. Oddio, anche il quariere Trieste è pieno di gentaccia e di confusione. Alcune strade però sono più tranquille, via del Giuba ad esempio, dove viviamo noi. Non la parte dove c&#8217;è l&#8217;alimentari, però, la parte di qua, che è più assolata. Il numero undici è un bel palazzo, ma il nove, il nostro, ha il garage e anche il portiere. E&#8217; meglio, dai. Il terzo piano è il più vivibile, perché l&#8217;ascensore a volte si guasta e arrivare ai piani più alti diventa una fatica.  I piani bassi lasciamoli perdere, si sente il traffico. Terzo piano, via del Giuba, quatiere Trieste, Roma. Ecco il posto perfetto, il resto non vale granché.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/03/vomitorium-1/#comment-8497</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sinceramente, Lodoli, non so perché ti abbia fatto venire in mente questo ragionamento.
Tuo padre aveva, a quanto pare le idee chiarissime, io sto cercando di chiarirmele. 
Il mio è un discorso &quot;in fieri&quot;, non è detto che non cambi idea strada facendo. E&#039; una cosa che faccio spesso, appena qualcuno mi dà i giusti stimoli per rivedere le mie posizioni di partenza. Non sono tetragono in quello che penso, né cerco di dimostrare alcunché. 
Tu, tra l&#039;altro, sei, nella mia semplicistica generalizzazione, un esempio perfetto di &quot;vero scrittore&quot;. Non ho mica detto che siano la feccia dell&#039;umanità! Tutt&#039;altro, ne conosco alcuni di enorme valore umano e artistico. Appartenere a una delle mie suddette categorie  non salva o danna automaticamente nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente, Lodoli, non so perché ti abbia fatto venire in mente questo ragionamento.<br />
Tuo padre aveva, a quanto pare le idee chiarissime, io sto cercando di chiarirmele.<br />
Il mio è un discorso &#8220;in fieri&#8221;, non è detto che non cambi idea strada facendo. E&#8217; una cosa che faccio spesso, appena qualcuno mi dà i giusti stimoli per rivedere le mie posizioni di partenza. Non sono tetragono in quello che penso, né cerco di dimostrare alcunché.<br />
Tu, tra l&#8217;altro, sei, nella mia semplicistica generalizzazione, un esempio perfetto di &#8220;vero scrittore&#8221;. Non ho mica detto che siano la feccia dell&#8217;umanità! Tutt&#8217;altro, ne conosco alcuni di enorme valore umano e artistico. Appartenere a una delle mie suddette categorie  non salva o danna automaticamente nessuno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/03/vomitorium-1/#comment-8498</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1058#comment-8498</guid>

					<description><![CDATA[Molto divertente, Lodoli. Mi hai fatto tornare in mente la mia PIANEROTTOLANIA (I had a dream...), scritta al tempo in cui ero assai allarmato per l&#039;invenzione della Padania.
È ancora in rete [cerca &#039;pianerottolania&#039; in &#039;Google/groups&#039;]

Copio-incollo:

I had a dream... ho fatto un sogno: la Padania. Com&#039;era bella e verde e
vivibile la mia Padania! Ma il sogno, un po&#039; alla volta, si è ingarbugliato.
Troppa gente, troppe diversità. C&#039;erano quelle brutte famigliacce della
Padania meridionale, per esempio. E allora, sul sogno precedente, si è
innestato un nuovo sogno: la secessione della Padania del Nord dalla Padania
del Sud.
Com&#039;era bella, adesso, la nuova Padania, la mia Padania del Nord! Tanto più
bella e verde e vivibile della precedente...
Ma il sogno si è ingarbugliato di nuovo. Troppa gente. Troppe diversità.
C&#039;erano quegli zoticoni del meridione della Padania del Nord, per esempio. E
allora un nuovo sogno si è innestato sul precedente. Staccare il Nord della
Padania del Nord dal nuovo Sud... Quanto più bella e verde e vivibile della
precedente appariva adesso la mia Padania del Nord-Nord!
Ma non era finita.
Ogni volta sull&#039;ultimo sogno si innestava un nuovo sogno. Da un lato, è
vero, la mia Padania del Nord-Nord-Nord-Nord-Nord... continuava a
rimpicciolire, PERDENDO SEMPRE NUOVI MERIDIONI, dall&#039;altro diventava sempre
più bella e verde e vivibile... finché, verso il mattino, l&#039;ultimo sogno, il
più puro di tutti, non mi ha dischiuso

              PIANEROTTOLANIA

Ah, com&#039;era bello e verde il mio pianerottolo... !

Epperò c&#039;era quell&#039;odiosa famigliaccia della porta accanto... &quot;

Ciao. Lucio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto divertente, Lodoli. Mi hai fatto tornare in mente la mia PIANEROTTOLANIA (I had a dream&#8230;), scritta al tempo in cui ero assai allarmato per l&#8217;invenzione della Padania.<br />
È ancora in rete [cerca &#8216;pianerottolania&#8217; in &#8216;Google/groups&#8217;]</p>
<p>Copio-incollo:</p>
<p>I had a dream&#8230; ho fatto un sogno: la Padania. Com&#8217;era bella e verde e<br />
vivibile la mia Padania! Ma il sogno, un po&#8217; alla volta, si è ingarbugliato.<br />
Troppa gente, troppe diversità. C&#8217;erano quelle brutte famigliacce della<br />
Padania meridionale, per esempio. E allora, sul sogno precedente, si è<br />
innestato un nuovo sogno: la secessione della Padania del Nord dalla Padania<br />
del Sud.<br />
Com&#8217;era bella, adesso, la nuova Padania, la mia Padania del Nord! Tanto più<br />
bella e verde e vivibile della precedente&#8230;<br />
Ma il sogno si è ingarbugliato di nuovo. Troppa gente. Troppe diversità.<br />
C&#8217;erano quegli zoticoni del meridione della Padania del Nord, per esempio. E<br />
allora un nuovo sogno si è innestato sul precedente. Staccare il Nord della<br />
Padania del Nord dal nuovo Sud&#8230; Quanto più bella e verde e vivibile della<br />
precedente appariva adesso la mia Padania del Nord-Nord!<br />
Ma non era finita.<br />
Ogni volta sull&#8217;ultimo sogno si innestava un nuovo sogno. Da un lato, è<br />
vero, la mia Padania del Nord-Nord-Nord-Nord-Nord&#8230; continuava a<br />
rimpicciolire, PERDENDO SEMPRE NUOVI MERIDIONI, dall&#8217;altro diventava sempre<br />
più bella e verde e vivibile&#8230; finché, verso il mattino, l&#8217;ultimo sogno, il<br />
più puro di tutti, non mi ha dischiuso</p>
<p>              PIANEROTTOLANIA</p>
<p>Ah, com&#8217;era bello e verde il mio pianerottolo&#8230; !</p>
<p>Epperò c&#8217;era quell&#8217;odiosa famigliaccia della porta accanto&#8230; &#8221;</p>
<p>Ciao. Lucio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/03/vomitorium-1/#comment-8499</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1058#comment-8499</guid>

					<description><![CDATA[Sinceramente, Biondillo: davvero non capisci perché il tuo discorso abbia fatto venire in mente a Lodoli quell&#039;aneddoto? Basta rileggere la tua tassonomia e notare come ad ogni categoria - tranne che alla tua, quella degli anomali - si associno dei difetti che inficiano o vanificano gli indiscutibili pregi. Restando sulla metafora spaziale o geografica, a me viene sempre in mente l&#039;esempio della mappa. A New York, molti anni fa, vidi un atlante del mondo (di quelli appesi a parete) diverso da quelli a cui ero abituato. Al centro, anziché avere l&#039;Europa, c&#039;era il continente americano. Quando tornai a casa e ne parlai con alcuni amici i più mi dissero che quello era sbagliato e il giusto era il nostro. Perché fa riferimento al meridiano di Greenwich, perché non spezza il continente asiatico e via discorrendo. La verità elementare è che la superficie di una sfera non ha un centro. Lo si può stabilire per convenzione prendendo riferimenti arbitrari, come chi si appella a Greenwich; ma in generale la maggior parte delle persone situa questo centro dove lui vive, e vede e ragiona solo in base a quelle prospettive di senso. Ecco, io credo che la vexata e polverosissima quaestio dell&#039;ombelicalismo in letteratura stia tutta qui, nell&#039;incapacità di sentire la marginalità della propria condizione esistenziale; che è forse l&#039;unica cosa che accomuna tutti. Ed è un paradosso affascinante, perché suggerisce che solo chi sia consapevole della propria perifericità sia poi in grado di parlare a tutti, di rendere universale e riconoscibile la sua personalissima esperienza di vita. Meneghello diceva che il punto di partenza è sempre autobiografico, sia che si scrivano noir, saghe spaziali o diari, ma non dev&#039;esserlo il punto di arrivo; perché qualunque frammento di fantasia o di esperienza personale, per ordinaria che sia, contiene in sé gli elementi costitutivi della realtà a cui appartiene, quasi lo schema essenziale, i semi del proprio significato, una specie di DNA del reale. Compito di ogni autentico scrittore è quello di estrarre, svolgere e convertire in simbolo e paradigma questo DNA. Càpita allora che libri come &quot;I cani del nulla&quot; di Trevi, che ribadisce nel sottotitolo &quot;Una storia vera&quot; il proprio autobiografismo, o &quot;Corpo&quot; di Scarpa, che pare la circumnavigazione di se stesso e che inizia con la perlustrazione del proprio ombelico, risultino meno solipsistici ed autoreferenziali di un romanzo storico scritto da un inglese e ambientato nella Ciociaria dell&#039;ottocento.
E non è questione di &quot;crederci&quot;, perché ci credono tutti in ciò che scrivono; e nemmeno dell&#039; &quot;urgenza&quot; o della &quot;necessità&quot;, perché a tutti &quot;scappa&quot; di dire le proprie stronzate.
E&#039; solo questione di talento, un dono che si riceve e che si deve saper restituire, qualcosa in grado anche di privarti della titolarità dei tuoi enunciati, facendoti dire ciò che non sapevi o non volevi dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente, Biondillo: davvero non capisci perché il tuo discorso abbia fatto venire in mente a Lodoli quell&#8217;aneddoto? Basta rileggere la tua tassonomia e notare come ad ogni categoria &#8211; tranne che alla tua, quella degli anomali &#8211; si associno dei difetti che inficiano o vanificano gli indiscutibili pregi. Restando sulla metafora spaziale o geografica, a me viene sempre in mente l&#8217;esempio della mappa. A New York, molti anni fa, vidi un atlante del mondo (di quelli appesi a parete) diverso da quelli a cui ero abituato. Al centro, anziché avere l&#8217;Europa, c&#8217;era il continente americano. Quando tornai a casa e ne parlai con alcuni amici i più mi dissero che quello era sbagliato e il giusto era il nostro. Perché fa riferimento al meridiano di Greenwich, perché non spezza il continente asiatico e via discorrendo. La verità elementare è che la superficie di una sfera non ha un centro. Lo si può stabilire per convenzione prendendo riferimenti arbitrari, come chi si appella a Greenwich; ma in generale la maggior parte delle persone situa questo centro dove lui vive, e vede e ragiona solo in base a quelle prospettive di senso. Ecco, io credo che la vexata e polverosissima quaestio dell&#8217;ombelicalismo in letteratura stia tutta qui, nell&#8217;incapacità di sentire la marginalità della propria condizione esistenziale; che è forse l&#8217;unica cosa che accomuna tutti. Ed è un paradosso affascinante, perché suggerisce che solo chi sia consapevole della propria perifericità sia poi in grado di parlare a tutti, di rendere universale e riconoscibile la sua personalissima esperienza di vita. Meneghello diceva che il punto di partenza è sempre autobiografico, sia che si scrivano noir, saghe spaziali o diari, ma non dev&#8217;esserlo il punto di arrivo; perché qualunque frammento di fantasia o di esperienza personale, per ordinaria che sia, contiene in sé gli elementi costitutivi della realtà a cui appartiene, quasi lo schema essenziale, i semi del proprio significato, una specie di DNA del reale. Compito di ogni autentico scrittore è quello di estrarre, svolgere e convertire in simbolo e paradigma questo DNA. Càpita allora che libri come &#8220;I cani del nulla&#8221; di Trevi, che ribadisce nel sottotitolo &#8220;Una storia vera&#8221; il proprio autobiografismo, o &#8220;Corpo&#8221; di Scarpa, che pare la circumnavigazione di se stesso e che inizia con la perlustrazione del proprio ombelico, risultino meno solipsistici ed autoreferenziali di un romanzo storico scritto da un inglese e ambientato nella Ciociaria dell&#8217;ottocento.<br />
E non è questione di &#8220;crederci&#8221;, perché ci credono tutti in ciò che scrivono; e nemmeno dell&#8217; &#8220;urgenza&#8221; o della &#8220;necessità&#8221;, perché a tutti &#8220;scappa&#8221; di dire le proprie stronzate.<br />
E&#8217; solo questione di talento, un dono che si riceve e che si deve saper restituire, qualcosa in grado anche di privarti della titolarità dei tuoi enunciati, facendoti dire ciò che non sapevi o non volevi dire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Oscar Wilde		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/03/vomitorium-1/#comment-8500</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oscar Wilde]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ma basta parlare di me, parliamo di voi: cosa pensate di me?&quot; Oscar Wilde]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ma basta parlare di me, parliamo di voi: cosa pensate di me?&#8221; Oscar Wilde</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimiliano Governi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/03/vomitorium-1/#comment-8501</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Governi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io sono talmente anomalo che nemmeno sapevo il significato di &quot;iperurani&quot;: l&#039;ho cercato su Google...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono talmente anomalo che nemmeno sapevo il significato di &#8220;iperurani&#8221;: l&#8217;ho cercato su Google&#8230;</p>
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			</item>
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