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	Commenti a: La restaurazione	</title>
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		Di: letturalenta &#187; Archivio Blog &#187; Nota a margine della marginalità		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-16788</link>

		<dc:creator><![CDATA[letturalenta &#187; Archivio Blog &#187; Nota a margine della marginalità]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2005 22:18:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Tra denunce infocate e alquanto reboanti dello stato di crisi e ragionevoli proposte di soluzione al problema, la diatriba si sviluppa da qualche tempo,&#160;equamente ripartita fra libri,&#160;riviste, rotocalchi&#160;e blog letterari. Impossiile per noi fondisti della lettura anche solo tentare di tener saldo fra le dita il filo di cotanta discussione. Meglio cogliere al volo un frammento del discorso, una scheggia tematica, una parola riassuntiva, e su quella imbastire una fugace nota a margine. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Tra denunce infocate e alquanto reboanti dello stato di crisi e ragionevoli proposte di soluzione al problema, la diatriba si sviluppa da qualche tempo,&nbsp;equamente ripartita fra libri,&nbsp;riviste, rotocalchi&nbsp;e blog letterari. Impossiile per noi fondisti della lettura anche solo tentare di tener saldo fra le dita il filo di cotanta discussione. Meglio cogliere al volo un frammento del discorso, una scheggia tematica, una parola riassuntiva, e su quella imbastire una fugace nota a margine. [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8957</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo che succede anche adesso, ma non più di sempre o meno di sempre. Direi, anzi, che Internet  abbia moltiplicato le possibilità di far udire le voci fuori dal coro. 
Ho lottato ***duramente***, malgrado il 2005 sia l&#039;anno di Andersen, per far pubblicare in italiano il suo &quot;Kun en Spillemand&quot; (alla lettera  &quot;Solo un musicista ambulante&quot;, semplificato in italiano, per volontà dell&#039;editore, in &quot;Il violinista&quot;), un romanzo che ruota appunto intorno all’eterno, angosciosissimo problema del Genio Incompreso e di come eventualmente evitarne lo Spreco. Tutti conoscono la frase di Andersen: “Non importa tanto nascere in un recinto d’anatre, quanto uscire da un uovo di cigno”. E tuttavia “Solo un violinista ambulante” tende a dimostrare che nemmeno questo è sufficiente. Bisogna che il brutto pulcino, ancorché nato in un recinto d’anatre, sappia poi spostarsi nel milieu giusto, o abbia la fortuna di incontrare qualcuno che l’apprezzi e lo valorizzi, perché possa davvero diventare un magnifico cigno.
Tutte cose che Antonio Moresco conosce molto bene, anche se non tutti concordono sul tipo d&#039;uovo da cui è nato:-)
&quot;Ma soprattutto&quot;, aggiunge Andersen, “bisogna che Dio lo voglia!”, altrimenti non ci sarà sforzo umano che possa impedire al piú talentuoso degli uomini di rimanere un semplice musicista di strada. Va da sé che, al posto della parola Dio, Andrea Inglese e tutti gli gnostici in generale possono tranquillamente sostituire &quot;la società&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che succede anche adesso, ma non più di sempre o meno di sempre. Direi, anzi, che Internet  abbia moltiplicato le possibilità di far udire le voci fuori dal coro.<br />
Ho lottato ***duramente***, malgrado il 2005 sia l&#8217;anno di Andersen, per far pubblicare in italiano il suo &#8220;Kun en Spillemand&#8221; (alla lettera  &#8220;Solo un musicista ambulante&#8221;, semplificato in italiano, per volontà dell&#8217;editore, in &#8220;Il violinista&#8221;), un romanzo che ruota appunto intorno all’eterno, angosciosissimo problema del Genio Incompreso e di come eventualmente evitarne lo Spreco. Tutti conoscono la frase di Andersen: “Non importa tanto nascere in un recinto d’anatre, quanto uscire da un uovo di cigno”. E tuttavia “Solo un violinista ambulante” tende a dimostrare che nemmeno questo è sufficiente. Bisogna che il brutto pulcino, ancorché nato in un recinto d’anatre, sappia poi spostarsi nel milieu giusto, o abbia la fortuna di incontrare qualcuno che l’apprezzi e lo valorizzi, perché possa davvero diventare un magnifico cigno.<br />
Tutte cose che Antonio Moresco conosce molto bene, anche se non tutti concordono sul tipo d&#8217;uovo da cui è nato:-)<br />
&#8220;Ma soprattutto&#8221;, aggiunge Andersen, “bisogna che Dio lo voglia!”, altrimenti non ci sarà sforzo umano che possa impedire al piú talentuoso degli uomini di rimanere un semplice musicista di strada. Va da sé che, al posto della parola Dio, Andrea Inglese e tutti gli gnostici in generale possono tranquillamente sostituire &#8220;la società&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Mario  Bianco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8958</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario  Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, è vero quello che dice Moresco:
&quot;Viviamo in un periodo di pesante restaurazione.&quot;

Però il guaio grosso, il fatto tragicomico, più unico che raro, più italiano che mai è che abbiamo una restaurazione senza aver mai avuto uno straccio di rivoluzione.
I segni sono magnificamente evidenti da tempo e sono maturati dal 1989 quando crollò il muro e con esso nella testa di alcuni, forse molti,  marxisti fantasisti crollò pure il pensiero che farsi i soldi con la politica fosse un male, che far politica per svolgere un servizio fosse una cazzata universale da lasciare qualche ingenuo cattolico e che in fin dei conti certi bei politiconi di mestiere  avevano visto giusto da tanti anni.
Il tutto si installa su di un substrato/terreno di cultura sempre qui presente e fecondo di cinismo, scetticismo e mancanza di senso civico o comunitario.

&quot;Macchè, dai, siamo pragmatici...macchè welfare state, dai, ognuno si deve tirare su le brache, cazzo, i soldi contano,e anche le scarpe di Ferragamo da 700 euro altro che le ceneri di Gramsci.

Macchè, dai ,con &#039;sti scrittori infantilisti da due soldi, con la testa sempre nel sacco coi loro problemini delle ricerca letteraria, con il loro Pasolini e Gadda del cavolo, ma chi li vuole più! 
Qui se non si vende, si va a picco, la &quot;gente&quot; è cogliona, vuole barzellette...sai che ti dico:
 ha ragione il Berlusca quando dice che l&#039;italiano medio è uno che le medie non le ha nemmeno finite, e per lui ci diamo il &quot;prodotto&quot;, per lui ci confezioniamo una bella polpetta colorata.
Macchè &quot;letteratura&quot;! 
Parliamo di &quot;scrittura&quot;, orcoboia, la letteratura è quella roba là dei professorini del cazzo, lasciamola a loro, qui ci vuole un prodotto corrente, niente linguaggi di nicchia, roba da sfornare e poi via, poi un altra roba e via se no si muore. 
Siamo in un epoca postmoderna no?! 
Tutto corre rapidissimamente.
Se non ci adeguiamo, moriamo per strada.&quot;

Così è (in parte) 
se vi pare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, è vero quello che dice Moresco:<br />
&#8220;Viviamo in un periodo di pesante restaurazione.&#8221;</p>
<p>Però il guaio grosso, il fatto tragicomico, più unico che raro, più italiano che mai è che abbiamo una restaurazione senza aver mai avuto uno straccio di rivoluzione.<br />
I segni sono magnificamente evidenti da tempo e sono maturati dal 1989 quando crollò il muro e con esso nella testa di alcuni, forse molti,  marxisti fantasisti crollò pure il pensiero che farsi i soldi con la politica fosse un male, che far politica per svolgere un servizio fosse una cazzata universale da lasciare qualche ingenuo cattolico e che in fin dei conti certi bei politiconi di mestiere  avevano visto giusto da tanti anni.<br />
Il tutto si installa su di un substrato/terreno di cultura sempre qui presente e fecondo di cinismo, scetticismo e mancanza di senso civico o comunitario.</p>
<p>&#8220;Macchè, dai, siamo pragmatici&#8230;macchè welfare state, dai, ognuno si deve tirare su le brache, cazzo, i soldi contano,e anche le scarpe di Ferragamo da 700 euro altro che le ceneri di Gramsci.</p>
<p>Macchè, dai ,con &#8216;sti scrittori infantilisti da due soldi, con la testa sempre nel sacco coi loro problemini delle ricerca letteraria, con il loro Pasolini e Gadda del cavolo, ma chi li vuole più!<br />
Qui se non si vende, si va a picco, la &#8220;gente&#8221; è cogliona, vuole barzellette&#8230;sai che ti dico:<br />
 ha ragione il Berlusca quando dice che l&#8217;italiano medio è uno che le medie non le ha nemmeno finite, e per lui ci diamo il &#8220;prodotto&#8221;, per lui ci confezioniamo una bella polpetta colorata.<br />
Macchè &#8220;letteratura&#8221;!<br />
Parliamo di &#8220;scrittura&#8221;, orcoboia, la letteratura è quella roba là dei professorini del cazzo, lasciamola a loro, qui ci vuole un prodotto corrente, niente linguaggi di nicchia, roba da sfornare e poi via, poi un altra roba e via se no si muore.<br />
Siamo in un epoca postmoderna no?!<br />
Tutto corre rapidissimamente.<br />
Se non ci adeguiamo, moriamo per strada.&#8221;</p>
<p>Così è (in parte)<br />
se vi pare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lello Voce		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8959</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lello Voce]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per una volta tanto ( e ne sono felice) concordo con quanto scrive Moresco, più o meno  parola per parola. Per non appesantire i commenti mi limito a rimandare chi fosse interessato alla mia opinione (con cui probabilmente, in parte almeno, credo che Moresco non sarà d&#039;accordo) al seguente link
http://www.lellovoce.it/article.php3?id_article=320 e a segnalre l&#039;intervento di Caliceti su Queer che certo la maggior parte di voi conosceranno, che pure batte territori paralleli. Il pezzo del cali è ora qui, su Lipperatura
http://www.kataweb.it/kwblog/page/CLIP/commento?anchor=20050375095220]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una volta tanto ( e ne sono felice) concordo con quanto scrive Moresco, più o meno  parola per parola. Per non appesantire i commenti mi limito a rimandare chi fosse interessato alla mia opinione (con cui probabilmente, in parte almeno, credo che Moresco non sarà d&#8217;accordo) al seguente link<br />
<a href="http://www.lellovoce.it/article.php3?id_article=320" rel="nofollow ugc">http://www.lellovoce.it/article.php3?id_article=320</a> e a segnalre l&#8217;intervento di Caliceti su Queer che certo la maggior parte di voi conosceranno, che pure batte territori paralleli. Il pezzo del cali è ora qui, su Lipperatura<br />
<a href="http://www.kataweb.it/kwblog/page/CLIP/commento?anchor=20050375095220" rel="nofollow ugc">http://www.kataweb.it/kwblog/page/CLIP/commento?anchor=20050375095220</a></p>
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		<item>
		<title>
		Di: lorenzo_galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8960</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo_galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia sensazione è che il periodo di restaurazione politico-sociale-culturale sia iniziato dopo la morte di Moro, si sia sviluppato al suo massimo con la politica del Caf, abbia avuto un&#039;opposizione effimera in seguito agli scandali giudiziari e sia ricominciato, con maggiore velocità, con la &quot;scesa in campo&quot; di Berlusconi da una parte e con la politica riformista (e masochista) capeggiata da D&#039;Alema dall&#039;altra. 
Fin dalla fine degli anni Settanta, infatti, mi pare di poter dire che la letteratura non abbia più perseguito scopi di analisi e di denuncia sociale, per lo meno per quanto riguarda i grandi temi politici italiani. Quanti libri ci sono, ad esempio, che parlano del terrorismo (ossia di un fenomeno che in Italia ha assunto un peso enorme nella società civile)? Io conosco solo l&#039;apprezzabile tentativo compiuto da Ferdinando Camon con Occidente, del 1975.
Dagli anni Ottanta in poi non mi pare che molto sia cambiato... ma attendo opinioni da chi è più informato e/o coinvolto di me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia sensazione è che il periodo di restaurazione politico-sociale-culturale sia iniziato dopo la morte di Moro, si sia sviluppato al suo massimo con la politica del Caf, abbia avuto un&#8217;opposizione effimera in seguito agli scandali giudiziari e sia ricominciato, con maggiore velocità, con la &#8220;scesa in campo&#8221; di Berlusconi da una parte e con la politica riformista (e masochista) capeggiata da D&#8217;Alema dall&#8217;altra.<br />
Fin dalla fine degli anni Settanta, infatti, mi pare di poter dire che la letteratura non abbia più perseguito scopi di analisi e di denuncia sociale, per lo meno per quanto riguarda i grandi temi politici italiani. Quanti libri ci sono, ad esempio, che parlano del terrorismo (ossia di un fenomeno che in Italia ha assunto un peso enorme nella società civile)? Io conosco solo l&#8217;apprezzabile tentativo compiuto da Ferdinando Camon con Occidente, del 1975.<br />
Dagli anni Ottanta in poi non mi pare che molto sia cambiato&#8230; ma attendo opinioni da chi è più informato e/o coinvolto di me.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: r.f.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8961</link>

		<dc:creator><![CDATA[r.f.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho detto come la penso nel post &quot;Carmina non dant panem&quot;. Condivido le conclusioni di Moresco nel senso che, secondo me, dobbiamo scrivere quello che ci preme dentro senza preoccuparci di infilare una scopata ogni ottanta pagine, un lieto fine e altre bellurie che, secondo gli editor, dovrebbero servire a vendere. 
Ma dobbiamo anche accettare il rischio. Chi non fa del tiro a segno, ma vuole sparare alla selvaggina più rara, non può pretendere niente, neanche di fare centro, figuriamoci di essere pubblicati, vendere, essere contesi dal bel mondo, trovarsi le veline nel letto. 
Nessuno è tenuto a pensarla come me, naturalmente, ma ad ogni rifiuto editoriale penso che il mondo esisteva anche prima di Dante e, tanto quanto, tirava avanti lo stesso. Figuriamoci se non può fare a meno di quel che scrivo io ! Sarà modestia (o miseria) mentale, scaramanzia o quant&#039;altro: io la penso davvero così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho detto come la penso nel post &#8220;Carmina non dant panem&#8221;. Condivido le conclusioni di Moresco nel senso che, secondo me, dobbiamo scrivere quello che ci preme dentro senza preoccuparci di infilare una scopata ogni ottanta pagine, un lieto fine e altre bellurie che, secondo gli editor, dovrebbero servire a vendere.<br />
Ma dobbiamo anche accettare il rischio. Chi non fa del tiro a segno, ma vuole sparare alla selvaggina più rara, non può pretendere niente, neanche di fare centro, figuriamoci di essere pubblicati, vendere, essere contesi dal bel mondo, trovarsi le veline nel letto.<br />
Nessuno è tenuto a pensarla come me, naturalmente, ma ad ogni rifiuto editoriale penso che il mondo esisteva anche prima di Dante e, tanto quanto, tirava avanti lo stesso. Figuriamoci se non può fare a meno di quel che scrivo io ! Sarà modestia (o miseria) mentale, scaramanzia o quant&#8217;altro: io la penso davvero così.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: aldorete		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8962</link>

		<dc:creator><![CDATA[aldorete]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; nato FANTAPOESIA. 
Primo Blog di indiscrezioni, voci, lazzi, scazzi, incazzi dedicato al variegato mondo dei personaggi più importanti della nostra poesia. 

www.fantapoesia.splinder.com
Buona lettura a tutti. 

Ciao da Aldo Rete]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato FANTAPOESIA.<br />
Primo Blog di indiscrezioni, voci, lazzi, scazzi, incazzi dedicato al variegato mondo dei personaggi più importanti della nostra poesia. </p>
<p><a href="http://www.fantapoesia.splinder.com" rel="nofollow ugc">http://www.fantapoesia.splinder.com</a><br />
Buona lettura a tutti. </p>
<p>Ciao da Aldo Rete</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8963</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;analisi di Moresco è senz&#039;altro puntuale e difficilmente smentibile nelle sue idee forti. Tuttavia, resto ancorato a un concetto, un pò problematico, che è quello dell&quot;impegno&quot;. Io non so più cosa sia, e so che in molti su questo blog si arrabbieranno per quello che rischio di dire -magari senza neppure esserne troppo convinto - cioè che di fronte alla tragedia dell&#039;omologazione, della violentemente imposta compatibilità tra Industria (Capitale finanziario) e Consumatore (Capitale umano), molte delle risposte degli scrittori delle nuove generazioni sono finite in nulla.
Spari a salve.
Il discorso sarebbe lungo e non credo di essere in grado di sostenerlo, cerco di riassumerlo in poche righe e con un libro soltanto: &quot;Le mosche del capitale&quot; di Paolo Volponi.
Secondo me, è l&#039;ultimo tentativo di smascherare e contrastare il Grande Inganno, la tragedia dell&#039;Uomo schiacciato sotto la sua stessa accumulazione di oggetti e simboli egoistici, narcisistici.
E il narcisismo, la risposta individuale, lamentosa, autoreferenziale, insomma diciamola tutta, ombelicale è il tratto distintivo di molta letteratura anche di chi frequenta questo blog e di alcuni scrittori di riferimento per esso.
Forse tutto questo sta già cambiando - e non voglio dimenticare &quot;lettere a nessuno&quot; di Moresco, per carità - ma, anche se vi sembrerò sciocco o ingenuo, la linea che va da Vittorini, appunto, a Volponi (e con quale differenza tra la fede ottimistica del primo e il senso dell&#039;orrore del secondo!) è la meno battuta del secondo Dopoguerra in Italia. 
L&#039;unica spiegazione che mi so dare, ma non vorrei davvero fare slogan &quot;facili&quot;, è che Vittorini, Volponi, Giudici, anche Fortini se non ricordo male, e molti altri, e Sereni! - uomini che hanno avuto Potere, molto potere editoriale e/o culturale senza lasciare che questo li avvelenasse - in fabbrica ci andavano. Andavano a LAVORARE nelle aziende, si sporcavano le mani insomma.
Bisogna tornare là dove improvvisamente negli anni &#039;80 abbiamo smesso di lavorare.
Ma forse, io che non ho neppure 30 anni, scrivo tutto questo per sentirmi rispondere quel che ancora non so, o non ho capito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;analisi di Moresco è senz&#8217;altro puntuale e difficilmente smentibile nelle sue idee forti. Tuttavia, resto ancorato a un concetto, un pò problematico, che è quello dell&#8221;impegno&#8221;. Io non so più cosa sia, e so che in molti su questo blog si arrabbieranno per quello che rischio di dire -magari senza neppure esserne troppo convinto &#8211; cioè che di fronte alla tragedia dell&#8217;omologazione, della violentemente imposta compatibilità tra Industria (Capitale finanziario) e Consumatore (Capitale umano), molte delle risposte degli scrittori delle nuove generazioni sono finite in nulla.<br />
Spari a salve.<br />
Il discorso sarebbe lungo e non credo di essere in grado di sostenerlo, cerco di riassumerlo in poche righe e con un libro soltanto: &#8220;Le mosche del capitale&#8221; di Paolo Volponi.<br />
Secondo me, è l&#8217;ultimo tentativo di smascherare e contrastare il Grande Inganno, la tragedia dell&#8217;Uomo schiacciato sotto la sua stessa accumulazione di oggetti e simboli egoistici, narcisistici.<br />
E il narcisismo, la risposta individuale, lamentosa, autoreferenziale, insomma diciamola tutta, ombelicale è il tratto distintivo di molta letteratura anche di chi frequenta questo blog e di alcuni scrittori di riferimento per esso.<br />
Forse tutto questo sta già cambiando &#8211; e non voglio dimenticare &#8220;lettere a nessuno&#8221; di Moresco, per carità &#8211; ma, anche se vi sembrerò sciocco o ingenuo, la linea che va da Vittorini, appunto, a Volponi (e con quale differenza tra la fede ottimistica del primo e il senso dell&#8217;orrore del secondo!) è la meno battuta del secondo Dopoguerra in Italia.<br />
L&#8217;unica spiegazione che mi so dare, ma non vorrei davvero fare slogan &#8220;facili&#8221;, è che Vittorini, Volponi, Giudici, anche Fortini se non ricordo male, e molti altri, e Sereni! &#8211; uomini che hanno avuto Potere, molto potere editoriale e/o culturale senza lasciare che questo li avvelenasse &#8211; in fabbrica ci andavano. Andavano a LAVORARE nelle aziende, si sporcavano le mani insomma.<br />
Bisogna tornare là dove improvvisamente negli anni &#8217;80 abbiamo smesso di lavorare.<br />
Ma forse, io che non ho neppure 30 anni, scrivo tutto questo per sentirmi rispondere quel che ancora non so, o non ho capito.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Smarco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8964</link>

		<dc:creator><![CDATA[Smarco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, ma che cazzo ne sai tu di dove sono passate o non sono passate le vite delle persone? Ma parla per te! Quello che ha &quot;smesso di lavorare&quot; sei tu. Parla per te, please.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, ma che cazzo ne sai tu di dove sono passate o non sono passate le vite delle persone? Ma parla per te! Quello che ha &#8220;smesso di lavorare&#8221; sei tu. Parla per te, please.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dado		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/09/la-restaurazione/#comment-8965</link>

		<dc:creator><![CDATA[dado]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ineccepibile.
e grazie di cuore per aver anche parlato di librai, che infatti sono stati scavalcati, in quanto non funzionali, per completare la restaurazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ineccepibile.<br />
e grazie di cuore per aver anche parlato di librai, che infatti sono stati scavalcati, in quanto non funzionali, per completare la restaurazione.</p>
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