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	Commenti a: Vomitorium (6)	</title>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9022</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vabbè, per questa volta ti lascio stare e non ti rompo il giocattolino. Ma solo perché sono buono.
Ehi, Barbieri, vieni qua, è tutto tuo. Te lo lascio. Prepara il turibolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbè, per questa volta ti lascio stare e non ti rompo il giocattolino. Ma solo perché sono buono.<br />
Ehi, Barbieri, vieni qua, è tutto tuo. Te lo lascio. Prepara il turibolo.</p>
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		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9023</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottima sintesi, Gianni. Per quanto mi riguarda, non trovo detestabili le tassonomie per il loro livello di astrazione; in fondo ogni ragionamento necessita di generalizzazioni. Non mi piacciono solo le classificazioni che nascondono una 
&quot;classifica&quot;, una gerarchia più o meno esplicita. Sono poi d&#039;accordo con te sul fatto che i c.d. scrittori anomali godano del privilegio del &quot;paracadute&quot;, che li pone al riparo dalle rovinose conseguenze di un eventuale insuccesso; e che invece gli &quot;scrittori veri&quot; rischino di più, si mettano più in gioco; però alla fine il destino di entrambi è fallimentare, e negarlo suona un po&#039; patetico. Il discorso di Franz non mi convince perché mi sembra autoassolutorio (&quot;fallito è solo chi si sente tale&quot;). Io penso che chi, come noi, si occupa di libri, in modo professionale o dilettantistico, sia un perdente. Dedica tempo ed energie ad una passione che, nella stragrande maggioranza dei casi, sarà priva di sbocchi, qualcosa che gli procurerà inevitabilmente frustrazioni e angoscia. Chi ama la cultura in questo paese non può non essere consapevole di appartenere a una comunità statisticamente irrilevante, pressoché anonima e ininfluente; gente che sa rendere sanguinoso ogni minimo screzio. Persone che non guadagnano un cazzo e contano ancora meno, la cui unica speranza consiste nel confidare che il tempo o i posteri sapranno rendere giustizia di un talento tutto da dimostrare. Franz faceva riferimento ai
&quot;sottopagati&quot;, ma c&#039;è di peggio: esiste anche un&#039;enorme schiera di &quot;volontari&quot;, quelli che non percepiscono neppure un compenso simbolico. Per tacere della categoria dei ghost writer di cui parlava Lagioia, cioè di quelli che sono sì retribuiti, però gli viene sottratta la paternità dei loro scritti, gli si impedisce di avere un nome, di esistere. Insomma, un panorama talmente desolante da autorizzare il disprezzo o la commiserazione della gente comune, dei non lettori, che ci considerano &quot;a ragione&quot; dei falliti, persone vocate, predestinate all&#039;insuccesso. L&#039;unica cosa che contesto è che il fallito non sappia stare al mondo, non sappia vivere. L&#039;insuccesso è la più alta e nobile espressione umana; ogni società - parafrasando Mérot - ha il dovere di avere dei falliti, il fallito è il principio che la legittima. E poi, come diceva il Manga, c&#039;è qualcosa di volgare, di odioso, di prevaricante nell&#039; &quot;aver ragione&quot;. &quot;Ha ragione&quot; chi vince il campionato, chi governa, chi sa stare al mondo. Ma vivere non significa aver ragione, significa avere torto (ho ragione?).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima sintesi, Gianni. Per quanto mi riguarda, non trovo detestabili le tassonomie per il loro livello di astrazione; in fondo ogni ragionamento necessita di generalizzazioni. Non mi piacciono solo le classificazioni che nascondono una<br />
&#8220;classifica&#8221;, una gerarchia più o meno esplicita. Sono poi d&#8217;accordo con te sul fatto che i c.d. scrittori anomali godano del privilegio del &#8220;paracadute&#8221;, che li pone al riparo dalle rovinose conseguenze di un eventuale insuccesso; e che invece gli &#8220;scrittori veri&#8221; rischino di più, si mettano più in gioco; però alla fine il destino di entrambi è fallimentare, e negarlo suona un po&#8217; patetico. Il discorso di Franz non mi convince perché mi sembra autoassolutorio (&#8220;fallito è solo chi si sente tale&#8221;). Io penso che chi, come noi, si occupa di libri, in modo professionale o dilettantistico, sia un perdente. Dedica tempo ed energie ad una passione che, nella stragrande maggioranza dei casi, sarà priva di sbocchi, qualcosa che gli procurerà inevitabilmente frustrazioni e angoscia. Chi ama la cultura in questo paese non può non essere consapevole di appartenere a una comunità statisticamente irrilevante, pressoché anonima e ininfluente; gente che sa rendere sanguinoso ogni minimo screzio. Persone che non guadagnano un cazzo e contano ancora meno, la cui unica speranza consiste nel confidare che il tempo o i posteri sapranno rendere giustizia di un talento tutto da dimostrare. Franz faceva riferimento ai<br />
&#8220;sottopagati&#8221;, ma c&#8217;è di peggio: esiste anche un&#8217;enorme schiera di &#8220;volontari&#8221;, quelli che non percepiscono neppure un compenso simbolico. Per tacere della categoria dei ghost writer di cui parlava Lagioia, cioè di quelli che sono sì retribuiti, però gli viene sottratta la paternità dei loro scritti, gli si impedisce di avere un nome, di esistere. Insomma, un panorama talmente desolante da autorizzare il disprezzo o la commiserazione della gente comune, dei non lettori, che ci considerano &#8220;a ragione&#8221; dei falliti, persone vocate, predestinate all&#8217;insuccesso. L&#8217;unica cosa che contesto è che il fallito non sappia stare al mondo, non sappia vivere. L&#8217;insuccesso è la più alta e nobile espressione umana; ogni società &#8211; parafrasando Mérot &#8211; ha il dovere di avere dei falliti, il fallito è il principio che la legittima. E poi, come diceva il Manga, c&#8217;è qualcosa di volgare, di odioso, di prevaricante nell&#8217; &#8220;aver ragione&#8221;. &#8220;Ha ragione&#8221; chi vince il campionato, chi governa, chi sa stare al mondo. Ma vivere non significa aver ragione, significa avere torto (ho ragione?).</p>
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		<title>
		Di: giovanni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9024</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di Lagioia, Chico Buarque aveva scritto un romanzo che parlava fra l&#039;altro di un ghost writer. E&#039; uscito parecchi anni fa in Brasile, Feltrinelli lo ha tradotto quest&#039;anno (è Budapest, ovviamente). Molto meno apodittico del Lagioia, pieno di musicalità naturale - e non c&#039;entra niente il fatto che Chico suoni e canti -più ricco, molto più ricco di sfumature.
Per chi si occupa di cultura in Italia, la vita è dura più o meno come per chi si occupa di brokeraggio o promozione finanziaria, direi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di Lagioia, Chico Buarque aveva scritto un romanzo che parlava fra l&#8217;altro di un ghost writer. E&#8217; uscito parecchi anni fa in Brasile, Feltrinelli lo ha tradotto quest&#8217;anno (è Budapest, ovviamente). Molto meno apodittico del Lagioia, pieno di musicalità naturale &#8211; e non c&#8217;entra niente il fatto che Chico suoni e canti -più ricco, molto più ricco di sfumature.<br />
Per chi si occupa di cultura in Italia, la vita è dura più o meno come per chi si occupa di brokeraggio o promozione finanziaria, direi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9025</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;intervistatore all&#039;intervistato: &quot;Ecco il nocciolo di uranio, eccolo! Garufi, mi sei stato utilissimo.&quot;
L&#039;intervistato all&#039;intervistatore (e vicino di tavolo): &quot;Ottima sintesi, Gianni!&quot;. 
Ma noi non sapremo mai se tra i libri che più Garufi ama leggere, ovvero quelli in cui meno si riconosce e che suscitano in lui la stessa sensazione di ribrezzo [sic!] ed estraneità di  quando  ascolta la propria stessa voce registrata o si contempla estasiato nella webcam, ci siano davvero  anche i libri di Biondillo:-/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervistatore all&#8217;intervistato: &#8220;Ecco il nocciolo di uranio, eccolo! Garufi, mi sei stato utilissimo.&#8221;<br />
L&#8217;intervistato all&#8217;intervistatore (e vicino di tavolo): &#8220;Ottima sintesi, Gianni!&#8221;.<br />
Ma noi non sapremo mai se tra i libri che più Garufi ama leggere, ovvero quelli in cui meno si riconosce e che suscitano in lui la stessa sensazione di ribrezzo [sic!] ed estraneità di  quando  ascolta la propria stessa voce registrata o si contempla estasiato nella webcam, ci siano davvero  anche i libri di Biondillo:-/</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giovanni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9026</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Biondillo, comunque, vende parecchio (seconda edizione, già? Di più ancora?), quindi fattùra ed è meritevole per ciò di ogni lode.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Biondillo, comunque, vende parecchio (seconda edizione, già? Di più ancora?), quindi fattùra ed è meritevole per ciò di ogni lode.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Choukhadarian, ma tu pensi sempre al denaro, c&#039;hai proprio gli &#039;Euro&#039; negli occhi! Non era questo il punto. Il punto era sviscerare a fondo il problema di come possa la letteratura/editoria far irruzione nella vita di un tranquillo architetto di Quarto Oggiaro, o anche, se si preferisce, di come un tranquillo architetto di Quarto Oggiaro possa fare irruzione nella letteratura/editoria. 
A che pro QUANTIFICARE i danni?:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Choukhadarian, ma tu pensi sempre al denaro, c&#8217;hai proprio gli &#8216;Euro&#8217; negli occhi! Non era questo il punto. Il punto era sviscerare a fondo il problema di come possa la letteratura/editoria far irruzione nella vita di un tranquillo architetto di Quarto Oggiaro, o anche, se si preferisce, di come un tranquillo architetto di Quarto Oggiaro possa fare irruzione nella letteratura/editoria.<br />
A che pro QUANTIFICARE i danni?:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9028</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Off Topic 
Angelini, renditi utile, dimmi se alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna possono partecipare anche i non addetti ai lavori e se sì quando?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Off Topic<br />
Angelini, renditi utile, dimmi se alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna possono partecipare anche i non addetti ai lavori e se sì quando?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9029</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No. Se sono insegnanti, invece, sì, presentando un documento da cui la qualifica risulti. La fiera è dal 14 al 17. Se mi mandi il tuo indirizzo privato email ti informerò di altre possibili vie:-/
La cosa più curiosa è che non sono ammessi i ragazzi, nemmeno se sono figli di autori o di editori. Cossa te par?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No. Se sono insegnanti, invece, sì, presentando un documento da cui la qualifica risulti. La fiera è dal 14 al 17. Se mi mandi il tuo indirizzo privato email ti informerò di altre possibili vie:-/<br />
La cosa più curiosa è che non sono ammessi i ragazzi, nemmeno se sono figli di autori o di editori. Cossa te par?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giovanni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9030</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Lucio/HCA, non sono io che penso soltanto i soldi: è che vivo ancora in questo mondo qui, dove, a parte i soldi, ci resta forse il campionato di calcio (che, non essendo io il Piperno, non è di mio interesse).
Sulla questione dell&#039;architetto di Quarto Oggiaro che si trova la letteratura-editoria in casa, mi pare ci siano bibliografie sterminate; e a me interessano i testi, non gli architetti, come peraltro sai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lucio/HCA, non sono io che penso soltanto i soldi: è che vivo ancora in questo mondo qui, dove, a parte i soldi, ci resta forse il campionato di calcio (che, non essendo io il Piperno, non è di mio interesse).<br />
Sulla questione dell&#8217;architetto di Quarto Oggiaro che si trova la letteratura-editoria in casa, mi pare ci siano bibliografie sterminate; e a me interessano i testi, non gli architetti, come peraltro sai.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/11/vomitorium-6/#comment-9031</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sergio, forse hai ragione tu. In effetti mi assolvevo, in quell&#039;intervento. Ma dunque, se siamo tutti dei perdenti o dei falliti comunque vada, chi sono i vincenti?
Perchè se è vero che ci sono i perdenti, ci devono anche essere dei vincenti. Se esiste una partita, qualcuno la deve pur vincere. O non vince nessuno? A un certo punto scrivi: &quot;Insomma, un panorama talmente desolante da autorizzare il disprezzo o la commiserazione della gente comune, dei non lettori, che ci considerano &quot;a ragione&quot; dei falliti, persone vocate, predestinate all&#039;insuccesso&quot;. Io non sono così sicuro che sia così. E poi anche noi siamo gente comune, stiamo dentro il mondo, non fuori. E&#039; un po&#039; come se gli scrittori, gli intellettuali in genere vivessero una vita &quot;altra&quot;, nella quale i non scrittori, i ragionevoli ragionieri, diciamo così, ci indicano a dito quando passiamo per la strada con i nostri scartafacci in mano e la testa puntata alle nuvole, sussurrando al vicino: &quot;Guarda, quello scrive, recensisce, non c&#039;ha una lira, deve rinunciare al Porsche Carrera 4, ai Caraibi e al puttanone: che coglione, eh?&quot;. Sarà proprio così per tutti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio, forse hai ragione tu. In effetti mi assolvevo, in quell&#8217;intervento. Ma dunque, se siamo tutti dei perdenti o dei falliti comunque vada, chi sono i vincenti?<br />
Perchè se è vero che ci sono i perdenti, ci devono anche essere dei vincenti. Se esiste una partita, qualcuno la deve pur vincere. O non vince nessuno? A un certo punto scrivi: &#8220;Insomma, un panorama talmente desolante da autorizzare il disprezzo o la commiserazione della gente comune, dei non lettori, che ci considerano &#8220;a ragione&#8221; dei falliti, persone vocate, predestinate all&#8217;insuccesso&#8221;. Io non sono così sicuro che sia così. E poi anche noi siamo gente comune, stiamo dentro il mondo, non fuori. E&#8217; un po&#8217; come se gli scrittori, gli intellettuali in genere vivessero una vita &#8220;altra&#8221;, nella quale i non scrittori, i ragionevoli ragionieri, diciamo così, ci indicano a dito quando passiamo per la strada con i nostri scartafacci in mano e la testa puntata alle nuvole, sussurrando al vicino: &#8220;Guarda, quello scrive, recensisce, non c&#8217;ha una lira, deve rinunciare al Porsche Carrera 4, ai Caraibi e al puttanone: che coglione, eh?&#8221;. Sarà proprio così per tutti?</p>
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