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	Commenti a: Un giro di pareri: Bagnoli, Parazzoli, Janeczek e ancora Moresco su la restaurazione.	</title>
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		<title>
		Di: Lucio  Angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucio  Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PICCOLE CASE EDITRICI CRESCONO

Una nuova
casa editrice
non farebbe
che pompare
vieppiù
il soufflé
della giovane
editoria
bisognoso
piuttosto
di uno
sfiatatoio
Anche l&#039;amico
più caro
e inoffensivo
(in apparenza)
può ormai
un giorno
farci sobbalzare
mentre magari
stiamo prendendo
un caffè
confessandoci
(proprio adesso
che i libri
sono sempre
più inflazionati
e vivono
- se vivono -
soltanto
lo spazio
di un mattino):
ho fondato
una nuova
casa editrice»
o (peggio ancora)
&quot;una casa
editrice
alternativa&quot;.
Ma che cosa
credono
di fare?
Un gesto
carico
di segreta
sacralità,
che attesti
la loro presenza
nel mondo?
Credono
- fondando una casa
editrice -
di esistere di più
o di esistere
veramente?
In realtà
chi fonda case
editrici
- ammonisce
Karl Kraus -
lo fa soltanto
perché
non trova
la forza
di non farlo:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PICCOLE CASE EDITRICI CRESCONO</p>
<p>Una nuova<br />
casa editrice<br />
non farebbe<br />
che pompare<br />
vieppiù<br />
il soufflé<br />
della giovane<br />
editoria<br />
bisognoso<br />
piuttosto<br />
di uno<br />
sfiatatoio<br />
Anche l&#8217;amico<br />
più caro<br />
e inoffensivo<br />
(in apparenza)<br />
può ormai<br />
un giorno<br />
farci sobbalzare<br />
mentre magari<br />
stiamo prendendo<br />
un caffè<br />
confessandoci<br />
(proprio adesso<br />
che i libri<br />
sono sempre<br />
più inflazionati<br />
e vivono<br />
&#8211; se vivono &#8211;<br />
soltanto<br />
lo spazio<br />
di un mattino):<br />
ho fondato<br />
una nuova<br />
casa editrice»<br />
o (peggio ancora)<br />
&#8220;una casa<br />
editrice<br />
alternativa&#8221;.<br />
Ma che cosa<br />
credono<br />
di fare?<br />
Un gesto<br />
carico<br />
di segreta<br />
sacralità,<br />
che attesti<br />
la loro presenza<br />
nel mondo?<br />
Credono<br />
&#8211; fondando una casa<br />
editrice &#8211;<br />
di esistere di più<br />
o di esistere<br />
veramente?<br />
In realtà<br />
chi fonda case<br />
editrici<br />
&#8211; ammonisce<br />
Karl Kraus &#8211;<br />
lo fa soltanto<br />
perché<br />
non trova<br />
la forza<br />
di non farlo:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro Mazzetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/30/un-giro-di-pareri-bagnoli-parazzoli-janeczek-e-ancora-moresco-su-la-restaurazione/#comment-9636</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Mazzetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[senza il riferimento a karl kraus sarebbe stato solo l&#039;ultimo respiro di un moribondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>senza il riferimento a karl kraus sarebbe stato solo l&#8217;ultimo respiro di un moribondo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà citavo Frassinelli come esempio problematico. Dopo esser stata storicamente una casa editrice importante, F. si trova ora nella parte del &quot;imprint&quot; più letterario di Sperling &amp; Kupfer. Ma non è questo il punto. Il fatto sconcertante è vedere quali e quanti libri buoni, anzi autori importanti pubblicano (due premi Nobel: Toni Morrisson e Elfriede Jelinek; scrittori considerati fra i massimi nei loro rispettivi paesi come l&#039;australiano David Malouf, l&#039;inglese David Mitchell, Ljudmilla Ulickaja, Nurredin Farah, Meir Shalev a altri ancora), ma che cio nonostante il catalogo Frassinelli non viene percepito come catalogo importante, anzi in assoluto come catalogo.
La cosa presenta due facce: da un lato questi libri CI SONO e quando dell&#039;uno o l&#039;altro viene segnalata l&#039;esistenza -&quot;Repubblica&quot; sabato dedicava un paginone a &quot;Legami&quot; del somalo Nurredin Farah- possono uscire dal mucchio e raggiungere i loro lettori. Dall&#039;altro è un incubo intitolato &quot;sognavo che facevo editoria di progetto e nessuno se ne accorgeva&quot;.
Se Adelphi pubblica &quot;La lettera d&#039;amore&quot; o &quot;Il più grande uomo scimmia del Pleistocene&quot;, se Feltrinelli promuove via campagna pubblicitaria Saatchi&amp;Saatchi &quot;La Mennullara&quot; e si butta su Moccia e simili, nessuno pensa che non si tratta più di una casa editrice letteraria. Frassinelli è il caso opposto: un editore che, se una vaga immagine ce l&#039;ha, resta identificato con la produzione commerciale.
Solo per dire che per fare in maniera soddisfacente un&#039;editoria di progetto, non basta pubblicare buoni libri e buoni autori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà citavo Frassinelli come esempio problematico. Dopo esser stata storicamente una casa editrice importante, F. si trova ora nella parte del &#8220;imprint&#8221; più letterario di Sperling &#038; Kupfer. Ma non è questo il punto. Il fatto sconcertante è vedere quali e quanti libri buoni, anzi autori importanti pubblicano (due premi Nobel: Toni Morrisson e Elfriede Jelinek; scrittori considerati fra i massimi nei loro rispettivi paesi come l&#8217;australiano David Malouf, l&#8217;inglese David Mitchell, Ljudmilla Ulickaja, Nurredin Farah, Meir Shalev a altri ancora), ma che cio nonostante il catalogo Frassinelli non viene percepito come catalogo importante, anzi in assoluto come catalogo.<br />
La cosa presenta due facce: da un lato questi libri CI SONO e quando dell&#8217;uno o l&#8217;altro viene segnalata l&#8217;esistenza -&#8220;Repubblica&#8221; sabato dedicava un paginone a &#8220;Legami&#8221; del somalo Nurredin Farah- possono uscire dal mucchio e raggiungere i loro lettori. Dall&#8217;altro è un incubo intitolato &#8220;sognavo che facevo editoria di progetto e nessuno se ne accorgeva&#8221;.<br />
Se Adelphi pubblica &#8220;La lettera d&#8217;amore&#8221; o &#8220;Il più grande uomo scimmia del Pleistocene&#8221;, se Feltrinelli promuove via campagna pubblicitaria Saatchi&#038;Saatchi &#8220;La Mennullara&#8221; e si butta su Moccia e simili, nessuno pensa che non si tratta più di una casa editrice letteraria. Frassinelli è il caso opposto: un editore che, se una vaga immagine ce l&#8217;ha, resta identificato con la produzione commerciale.<br />
Solo per dire che per fare in maniera soddisfacente un&#8217;editoria di progetto, non basta pubblicare buoni libri e buoni autori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fake di Angelini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/04/30/un-giro-di-pareri-bagnoli-parazzoli-janeczek-e-ancora-moresco-su-la-restaurazione/#comment-9638</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fake di Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Frassinelli (= per Busi, = collana Classici Classici) ho tradotto &quot;L&#039;angelo della tempesta (Villette)&quot; di Charlotte Brontë, ma anche &quot;Morte di un re del tango&quot; di Charyn, a esemplificare il suo bene e il suo male:-/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Frassinelli (= per Busi, = collana Classici Classici) ho tradotto &#8220;L&#8217;angelo della tempesta (Villette)&#8221; di Charlotte Brontë, ma anche &#8220;Morte di un re del tango&#8221; di Charyn, a esemplificare il suo bene e il suo male:-/</p>
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