Poesia da fare

9 giugno 2005
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È on line Poesia da fare, rivista mensile in pdf
www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm

Numero Uno, giugno, 2005

Dall’Editoriale di Biagio Cepollaro

L’attenzione richiede una drastica riduzione di ciò che si osserva. C’è, è vero, l’attenzione rilassata, o il rilassamento vigile, ma nell’accezione che qui si vuol usare, attenzione è fare davvero caso a ciò che si sta facendo, oppure se non si sta facendo nulla, davvero non fare nulla.
L’attenzione rivolta ad un testo poetico non necessariamente coincide con lo studio di esso: alla fine si sarà attenti al metodo, alla tradizione critica, alle strutture linguistiche, alla ricezione documentata –tutte cose utili e buone-, ma si rischierà di distrarsi dal testo.

L’attenzione, si potrebbe dire, è prendere sul serio un testo poetico. E’ sentirsi tirati dentro alcune sue questioni, fosse anche l’impossibilità di stabilire qualsiasi contatto. Il piacere del testo non è la cosa più importante: uno sta sulla sua soglia tirando il fiato, nell’attesa che qualcosa accada, la cosa che può accadere è scoprire un senso del testo, e ciò che importa di più, un senso per il nostro stare lì alla sua ricerca.

L’attenzione si porta con sé un desiderio di libertà: mi sento libero di fronte a qualcosa che mi tira dentro e che mi prende sul serio.
Che la poesia sia poco letta è più che ovvio in un tempo che ha fatto della distrazione una struttura ormai neurologicamente rinforzata: da scelte culturali e tecnologiche a mutazioni della specie, come per il cristianesimo potremmo dire che siamo tutti distratti, così come siamo tutti cristiani.
Siamo distratti e ci dispiace di esserlo, perché sentiamo che perdiamo molte cose, e solo per la necessità di stare a galla, per ricominciare, cioè, a tralasciare.

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Testi
Francesco Forlani, Marco Giovenale, Davide Morelli.

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Letture
Su L’Indomestico di Andrea Inglese
(Biagio Cepolllaro)

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Immagine
Muro1, 2004

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