La crisi

26 luglio 2005
Pubblicato da

di Franz Krauspenhaar

E’indubbio che Nazione Indiana sta attraversando una crisi. C’è chi parla di coma, chi di limbo. Dall’interno posso affermare con sicurezza che né l’uno né l’altro termine identifica correttamente il momento che stiamo attraversando: perché questa è una crisi congiunturale, inevitabile. Questo è un momento di passaggio, di recupero delle forze, di pensieri e, forse, di ripensamenti. E di studio. E alcuni di noi stanno conoscendosi meglio, nel frattempo, stanno sintonizzandosi meglio e intensivamente l’uno con l’altro. Nulla di più, nulla di meno. E questa crisi è arrivata nel momento peggiore: l’approssimarsi delle vacanze. Tutto questo puo’ però essere a mio avviso salutare: c’è infatti più tempo per riflettere, per capire meglio, per ritemprarsi, per decidere.

Dopo l’abbandono (ampiamente motivato) di quattro dei fondatori di questa bella realtà, persone e intellettuali di indubbio spessore, mentre pochi altri grossi nomi hanno nel frattempo “salutato” il nuovo progetto in progress, alcuni dei cosiddetti superstiti stanno ancora elaborando una specie di lutto. E’ morto qualcosa, qualcos’altro deve ancora nascere. Un senso di vuoto e di smarrimento attanaglia alcuni di noi. E qualcuno, che sta in silenzio, deve capire se Nazione Indiana ha un futuro: qualche Cincinnato c’è, inutile nasconderlo. Ma c’è anche un nocciolo duro di persone (alcuni addirittura fondatori di NI) che hanno forza e credibilità per proseguire. Sulla loro scia, altri hanno dato la loro generosa disponibilità. Si vogliono tentare nuove strade, o provare a incidere maggiormente in ciò che questa iniziativa puo’ diventare ancora di più: un’occasione d’incontro tra persone motivate a computer spento. Comunicare con i lettori – attraverso lo strumento innovativo della discussione pubblica in rete – per poi passare, eventualmente, a discutere fuori, durante le iniziative che si vorranno costruire insieme o semplicemente e spontaneamente davanti a un bicchiere, in una sorta di convivialità utile e sana.

Se ne sono dette tante, ci sono state molte incomprensioni: questo è fatale. Ma anche parecchi chiarimenti ci sono stati; e certi scontri si sono trasformati, grazie alla civiltà e all’intelligenza delle persone coinvolte, in occasioni di comprensione reciproca. Nessuno ha ragione, nessuno ha veramente torto: quel che è successo doveva semplicemente succedere, e ora questo mi è finalmente chiaro, è divenuto per me addirittura lampante.

Qualcosa di nuovo è comunque apparso in questo momento di transizione, di difficoltà, d’incertezza: la presenza di un webmaster, cioè di una persona competente di questioni informatiche, un professionista accreditato, Jan Reister. La sua presenza è a mio parere importante: Reister è stato il traghettatore tecnico, colui che ha trasbordato da una piattaforma informatica a un’altra un insieme cospicuo di contenuti, vale a dire tutto l’archivio di NI, commenti inclusi. Questo trasbordo non ci sarebbe stato se il sito, per problemi strutturali, non fosse in qualche modo collassato da solo proprio nel momento della crisi più acuta, impedendo non solo di commentare, ma anche di postare pezzi nuovi. Addirittura è stato naturale, per molti, pensare che ci fosse sotto qualcosa, questo lo si puo’ capire: ma no, il sito aveva bisogno di una persona competente da tempo, e casualità ha voluto che il collasso avvenisse nel momento della spaccatura.

NI ha una sua memoria storica, centinaia di pezzi pubblicati, un contributo importante nella storia culturale italiana di questi ultimi anni. Un tesoro vero e proprio a disposizione di tutti, una mappa complessa, consultabile facilmente, un pezzo della nostra storia recente. Oltre che traghettatore tecnico Jan è colui che, d’accordo con noi, sta cercando di portare in NI 2.0 un nuovo modo di intendere il web. Il web è comunicazione veloce e ficcante, è qualcosa di profondamente diverso dal cartaceo, soprattutto nella sua espressione più interattiva, il blog. La comunicazione che si ha nello spazio dei commenti non deve ridursi infatti a chiacchiera insulsa o a occasione per insultare impunemente un cosiddetto avversario soltanto perché si ha a disposizione un nickname, vale a dire, in questo caso, un nome di copertura dell’identità. Il web è ancora giovane, ma è venuta l’ora, io penso, di farlo crescere velocemente anche grazie a queste nostre iniziative. Non possiamo infatti chiedere alle chatline di diventare adulte: il web è un contenitore senza fine né inizio, ricettacolo di impunità, di pornografia, a volte di violenza e di truffe, spesso di vuote chiacchiere. Ma è anche sapere, occasione di scambio, strumento di civiltà e di conoscenza. Sta soprattutto a noi, ai cosiddetti intellettuali, dare il buon esempio, per fare del web un’arma pacifica, di tolleranza, di apertura verso l’esterno, sempre di più. Jan ci è utile anche per questo: perché si possono dare molti buoni esempi, ma è indubbio che è facilissimo che una discussione – spesso portata avanti da persone che non si conoscono – possa degenerare in rissa verbalizzata. E dunque, per cercare di arginare, come possibile e nel rispetto di tutti, questa possibilità di deformazione della comunicazione, uno come Jan puo’ essere utile a tutti per ricondurre una discussione entro i binari di un civile scambio di opinioni. Per civile non voglio intendere l’accordo tra le parti, perché è anzi nelle discussioni più accese e appassionate che possiamo spesso trovare il succo, la pietra preziosa che andiamo cercando; è nelle contraddizioni, nelle opinioni divergenti che possiamo operare – ciascuno per suo conto o con altri, a bocce ferme – una sintesi benefica. Ora, non voglio dire che Jan Reister è il guardiano della soglia, e poi ogni redattore ha la possibilità di moderare la colonna dei commenti come meglio crede e, in più, c’è da dire che siamo ancora in fase sperimentale, dobbiamo ancora familiarizzare con quest’opzione: Jan è semplicemente il tecnico che ci sta dando gli strumenti per capire meglio il web, per rendere la nostra comunicazione a distanza più agile e più risolta. Per permetterci di non cadere nelle sabbie mobili dell’incomunicabilità sempre in agguato, soprattutto laddove si agitano gli spettri della provocazione. Ecco, stiamo cercando di capire come usare sempre meglio questo strumento; e se talvolta qualche commento viene messo in “moderation” (e dunque tolto dalla colonna ma non cancellato, perché in WordPress esiste la possibilità di rimettere in circolo il commento messo in un primo tempo da parte) non è perché si voglia essere dei brutali vigilantes internettici, “ragazzi del coro” pistolettanti a megabyte; ma perché, semplicemente, abbiamo pensato (grazie all’esperienza passata) che la provocazione fine a se stessa puo’ fare solo del male alle discussioni, che sono il sale di questo nostro agire sul web. E’ un servizio ulteriore al sito e ai suoi lettori-commentatori, questo, nel rispetto delle opinioni altrui. Non si vuole assolutamente togliere la possibilità di dire quello che si pensa, quindi; ma si vuole agire – nel momento del bisogno- proprio per permettere più facilmente a chi ha da dire la propria di dirlo, senza infingimenti. In tutto questo, l’autore del pezzo postato vorremmo che, nel futuro, si spendesse maggiormente nella colonna dei commenti. Nel blog l’autore di un pezzo è giusto ( ma non obbligatorio, ovviamente) che comunichi con i suoi lettori, che partecipi attivamente alla discussione; anche nel caso che qualcuno, o molti, lo mettano per così dire “sotto processo”, o alle strette, o più facilmente che chiedano a lui delle spiegazioni, dei chiarimenti ulteriori, mettendolo forse in crisi, magari con le spalle al muro. Così vanno le cose al mondo: ed è appunto giusto, a mio giudizio, che l’autore di un articolo, una volta lanciato il sasso, non solo non nasconda la mano ( che poi quella mano è la sua, con tanto di firma) ma che non si sottragga alle curiosità e agli interrogativi dei lettori.

Questo sarebbe un blog come senz’altro puo’ esserlo Nazione Indiana 2.0 : un impegno no profit che va in linea di massima approcciato con la serietà che si usa nei confronti di un lavoro remunerato. E questo lavoro non pagato sarebbe bene che fosse seguito dal suo autore anche a pezzo spedito, per portare quel valore aggiunto che il blog è in grado, assolutamente, di dare.

Concludo dicendo l’ovvietà che del domani non c’è certezza: a settembre vedremo se ci sarà davvero, da parte di molti, una precisa volontà di continuare questa salutare esperienza.

52 Responses to La crisi

  1. vins gallico il 26 luglio 2005 alle 17:50

    Speriamo di sì, che si continui e si riprenda a pieno ritmo (e soprattutto a piena qualità). Infatti in questa fase di riassestamento il livello di NI è calato tanto. Ne ho parlato anche con altri lettori che mi manifestavano le loro perplessità. In bocca al lupo a chi è rimasto. Aspettiamo la fine dell’estate sperando che coincida con la fine della crisi.

  2. b.georg il 26 luglio 2005 alle 17:59

    se volete introdurre una policy dei commenti (cosa del tutto legittima), è buona norma specificarla bene e renderla pubblica attraverso un documento sempre raggiungibile e ben segnalato in home.

    (personalmente adotto la non-policy secondo cui nessun commento deve essere mai cancellato, poiché regola dei blog vuole che il tono e la qualità dei commenti dipenda dal tono e dalla qualità dei post, e quindi, medico cura te stesso. Ma capisco che in un luogo collettivo e cooperativo possa essere utile e anche auspicabile darsi pubblicamente altre regole)

    ora un po’ OT:
    Riguardo al web e al ruolo degli intellettuali – ammesso che sia un termine dotato di un oggetto ben definibile, oggi – se posso dare un’opinione: credo che ambire a un ruolo “educativo” (che non vi attribuisco, anche se il “buon esempio” va in quella direzione) sia un’impostazione un po’ fuorviante. Il web, che peraltro ha già una vasta autoriflessione e infinite pratiche codificate di autogoverno delle relazioni, è proliferazione di minoranze variamente connesse (o non connesse). Occorre quindi, nell’usarlo e per usarlo senza farsi male, mettersi nell’ottica di “divenire minoranza”, cioè disporsi alla relazione “senza direzione”. L’orizzonte generale non è direzionabile, si muove da sé in rapporto alle infinite connessioni interne di cui, al massimo, ci si può curare di rendere migliore l’agio, con accorgimenti e prassi chiare.

    (senza contare che, nel campo delle tecnologie della comunicazione, gli utenti, cioè l’uso connesso al desiderio, scelgono ciò che meglio gli si adatta e così facendo trasformano il corpo della tecnologia e quindi il medium, ciò che non fa lo sguardo riflessivo. Che semmai può, non in antitesi, tentare di portare a nozione di sé quell’uso. Il che non vuol dire che le chat siano più importanti delle discussioni di filosofia, ma che ognuno di noi sta usando delle pratiche che significano almeno quanto il contenuto di ciò che dice, e in esse non fa differenza tra chat, blog o altro)

  3. franz krauspenhaar il 26 luglio 2005 alle 18:06

    b. georg, grazie per il suggerimento dato in testa al tuo commento. In un luogo come Ni bisogna a mio avviso darsi altre regole, penso proprio di si.

  4. Bartolomeo Di Monaco il 26 luglio 2005 alle 21:38

    Do anch’io il mio augurio perché il vostro impegno – encomiabile – abbia successo.

    Hai fatto bene, Franz, a ricordare che qualche volta ci sono commenti che niente hanno a che vedere con una leale e utile discussione. In quei casi, chi interviene confonde un blog-rivista con un newsgroup dove accade spesso che compaiano anonimi il cui scopo è solo quello di provocare e far zizzania.

    L’esperienza del blog-rivista è recente e occorre certamente del tempo prima di trovare da parte nostra una educazione appropriata.

    Però, tocca a ciascuno di noi mettercela tutta sin da questi inizi.

    Se vogliamo usare dei nickname, ad esempio, facciamolo pure, ma non allo scopo di offendere e deridere l’interlocutore. Dobbiamo tutti acquisire, ossia, il rispetto per l’altro e il pensiero che chi scrive qui lo fa in buona fede, senza malizie e secondi fini. In sintesi, si deve dare fiducia all’altro, fino a prova contraria.

    Bart

  5. Rupert Toy Party il 26 luglio 2005 alle 22:08

    Purtroppo in questi giorni stò lottando con un sacco di ex indiani che mi insultano alla posta elettronica e ho ricevuto anche delle minacce. Ma io non la smetterrò mai di conbattere per degli ideali come questi di NI. Questa crisi finirà e tutti gli invidiosi schiatteranno.

  6. jan il 26 luglio 2005 alle 23:30

    Grazie b.georg raccolgo l’ottima proposta in una pagina che chiamerei “netiquette”, con un patto chiaro. Ne approfitto per completare un’altra pagina a cui pensavo da tempo, con una nota legale e con i contatti. probabilmente ne vedete già il link, che sarà attivo domani. Sono graditi i suggerimenti.

  7. Rupert Toy Party il 27 luglio 2005 alle 00:20

    Ragà, siccome che stò leggendo la guerra di troia ogni tanto si parla di fetillo. Sapete dirmi che cos è?

  8. b.georg il 27 luglio 2005 alle 01:13

    già che ci siete, anche un creative commons non ci starebbe male
    trovate le licenze qui:
    http://www.creativecommons.it/Licenze

    (qualche tempo fa, comunque, girava tra i blog un bollino che recitava: “questo blog accetta le prese per il culo”. Lo dico così, perché non eccediate nel legalismo ;-) )

  9. jan il 27 luglio 2005 alle 01:20

    Pensavo proprio alle CC infatti. E se trovi il bollino delle prese per i fondelli…

  10. Wu Ming 1 il 27 luglio 2005 alle 02:07

    Nella Netiquette di N.I. io metterei anche i Berufsverboten.
    Nella Nazione Indiana è vietata la costituzione di un partito comunista ed è proibito postare a chiunque abbia avuto rapporti con l’ex-Repubblica Democratica di Germania, es. chi ha visto in tv Napoli-Lokomotiv Lipsia (1988, per la cronaca, finì 2-0 con gol di Francini e autogol di Scholtz, e più tardi il Napoli vinse la UEFA).
    Guarderei anche alle socialdemocrazie nordiche, alla Svezia. Si potrebbe praticare la castrazione chimica di chi va fuori tema. Krauspenhaar lo tiene fermo, Reister fa l’iniezione.
    E’ poi importante non essere seriosi, quindi, una volta alla settimana, verrà estratto a sorte il nome di chi potrà usare (nell’arco di 24 ore, e con molta parsimonia) la seguente emoticon: :-)
    Sarà un blog di cittadini felici, welfare e tranquillità dalla culla alla tomba.

  11. franz krauspenhaar il 27 luglio 2005 alle 02:26

    Dunque ti stai proponendo per la castrazione chimica… Ci penseremo seriamente, vero Jan?

  12. Franco Melloni il 27 luglio 2005 alle 03:10

    Non dubito che la volontà ci sia. Tutto sta a vedere se riuscirete a tenerlo fermo.

  13. Babsi il 27 luglio 2005 alle 03:19

    Ammiro l’impegno di b.georg nell’offrire consigli (tutti utili, per inciso). Io posso dire che in genere è bene che le mail di tutti siano facilmente reperibili: nel 70% dei casi, poter scrivere personalmente all’autore del post e/o al webmaster per esprimere dissenso, assenso o quant’altro evita chilometri di commenti off topic ;)
    Il “bollino” a cui fa riferimento b.georg (accettare le prese etc etc) è qui:
    http://www.macchianera.net/images/misc/vaselinenetwork.gif

    In bocca al lupo…

  14. Franco Melloni il 27 luglio 2005 alle 03:32

    bello il bollino, ma sarebbe una bugia. qui le prese per il culo non sono ben accette, né lo sono mai state. e se proviamo a cambiare la frase, mantenendo il richiamo visivo alla vaselina e l’inevitabile riferimento alle chiappe? propongo: “QUESTO BLOG HA UN PALO PIANTATO IN…”

  15. ivan il 27 luglio 2005 alle 06:02

    A proposito, vi suggerisco di mettere delle statistiche, nel caso non lo abbiate già fatto. A suo tempo Tiziano mi diede una spiegazione un po’ lambiccata sul perché NI non avesse le statistiche: a me sembra interessante poter seguire almeno i referrers, perché spesso le discussioni che avvengono su un sito web vengono riprese altrove.

  16. Due ex commentatori indiani il 27 luglio 2005 alle 08:05

    [per qualche motivo questo messaggio era rimasto in coda, eccovi pubblicati, ciao – jan]

    No ATTENZIONE signor Jan noi ci chiediamo perchè censura naziional socialisticamente (modello indiano non tedesco di patria sangue-suolo) noi che stiamo registrando la testata per mandare un calcio in diretta e quindi non abbiamo potere nè siamo riconosciuti dalle elits tutte champagne/caviale, MA I WUN MIG CHE LE FANNO UN COMMENTO DISTORSIVO INSULTANTE NO! Lei censura noi nonostante ieri abbiamo proposto alla discussione sulla censura la proposta di apertura totale senza discuterla, mentre i Wu Ming (che hanno creato il Nickname Babette Factory, attaccato da Massimiliano Parente sul domenicale di Crespi, basta capire che è Einaudi di Stile libero invece censorio) che sono POTENTISSIMI la prendono in giro parlando Lokomotiv e emoticon che TUTTI SONO LIBERI DI USARE e lei non li censura con l’AWAY MODERATION! Siamo pronti definitivamente a creare lo tsunami contro Nazione Indiana intorno a questa cosa della censura primo atto, davvero certificato di nascita post-Moresco che la dice tutta, con un VIOLENTISSIMO articolo sul quotidiano VMO in attesa del Tribunale di Cagliari. Può censurarci ma ne creiamo un caso alla Biagi questa volta, perchè i Wu Ming sì e noi no? Come ai tempi del camper creato da Craxi Forlani Andreotti, avevano ragione Moresco e la perturbazione, occhio allo tzunami, avanti così.
    VINCENZO e BASILE (occhio)

  17. b.georg il 27 luglio 2005 alle 08:20

    roberto, ho spiegato che tipo di netiquette dei commenti uso (non cancello nulla perché commenti e post si autoregolano).
    se però qui si pensa di usarne una diversa (forse con gli intenti educativi cui mi sono sottratto sopra, forse per mero istinto di sopravvivenza), è bene che sia pubblica, in modo da chiarire se un commento come il tuo verrà cancellato per arbitrio o perché contraddice la netiquette
    ;-)

    sul welfare dalla culla alla tomba, apprezzo l’humor bolognese anni ’80
    (cui rispondo con un serioso: avercele le socialdemocrazie nordiche)

    l’autoriflessione sui blog, per dire, è un passaggio obbligato per la natura del mezzo (esposizione e relazione); non è obbligato se debba svolgersi come passaggio creativo o normativo, cioè se debba procedere a sciogliere “l’io” o a irrigidirlo, credo dipenda dalla storia e dalla capacità di assorbire le fatiche. Però in un blog collettivo le cose sono molto più faticose e innaturali da questo punto di vista, immagino.

  18. irene il 27 luglio 2005 alle 09:07

    Nazione indiana è morta. Una prece.

  19. andrea raos il 27 luglio 2005 alle 10:18

    se non erro, è la prima volta che wu ming 1 interviene in NI. propongo un minuto di silenzio, intanto che jan prepara il siringone.

  20. andrea raos il 27 luglio 2005 alle 10:18

    dimenticavo :

    :-)

  21. franz krauspenhaar il 27 luglio 2005 alle 10:33

    No, ci ha già regalato le sue perle di saggezza altre volte. E’ venuto qui per spiegarci CHI SIAMO…:-)

  22. franz krauspenhaar il 27 luglio 2005 alle 10:41

    Dimenticavo di ringraziare Babsi per i suoi consigli. :-) (Scusa Babsi, ho messo l’emoticon; si, lo so che è un po’ infantile, si, ma non si sa mai, magari qualcuno, dall’esterno, puo’ fraintendere…)

  23. tashtego il 27 luglio 2005 alle 10:54

    Chi ha conosciuto le parrocchie anni cinquanta – nessuno qui, credo – sa che l’archetipo delle netiquette di oggi, quella che si introdurrà qui, era appeso sulla porta delle sale giochi, e ingialliva con anni di polvere e bestemmie.
    Anche il tono di Franz mi è parso un tantino parrocchiale, nel senso che mi ha ricordato quelle prediche piene di parole, dove per trovarci un concetto, al di là di un generico damose da fa’ e volemose bbene (e siate casti), ci voleva la retìna fitta.
    È evidente qui che la fuoriuscita dei “grossi nomi” (Franz li chiama così) ha creato, non tanto una caduta dei contenuti, che non ci sono mai stati, quanto della qualità, nel senso che l’effetto vetrina di NI, il suo essere ANCHE una specie di passerella per acquisire un po’ di visibilità e riuscire a farsi vedere dai “grossi nomi” è finito, quindi non si posta nulla, o nulla di impegnativo, o lo si fa altrove.
    Ora i “piccoli nomi” non sanno cosa cavolo fare, nel senso che non sanno se vale o no la pena di impegnarsi come – e più – di prima.
    Fermo restando che di contenuti programmatici forse è giusto e logico che non ce ne siano, l’unico modo per “rilanciare” NI è investirci e rischiare, postando cose di qualità, se ce le avete.
    Se no amen.
    E per favore, la netiquette no.

  24. cf05103025 il 27 luglio 2005 alle 11:00

    Io detesto sempre di più il web, e faccio male certamente, perché generalizzo.

    Lo detesto specialmente quando vedo delle bagarres come qua, coteste qui sopra.
    Mi vien da staccare orrendi improperi ma non lo faccio per rispetto del luogo che qualcuno pare voglia trasformare in un cesso pubblico.
    Mi si esaurisce davvero la voglia di scrivere qualcosa quando rivedo sempre la solita robaccia anonima condita di fiele ed invidia.
    Credo che alcuni intervengano qui solo per mostrare livore
    ed astio, disprezzo perchè qui non c’è più Moresco o Benedetti o Scarpa: robe, atteggiamenti da bassa consorteria.

    Ed uno non dovrebbe censurar pulire nettare il suo luogo?
    Il luogo in cui pratica un suo mestiere.
    Tipo, per esemplificare, uno ha un caffè, un osteria, arrivano dei “clienti” che cacano a terra lordano le pareti insultano gli usuali avventori…e non dovrebbe dargli un pugno sul naso o quanto meno buttarli fuori?!
    Eccheccazzo!!

    Richiederei solo alla redazione di discutere e pubblicare i criteri di censura.
    Mario Bianco

  25. andrea barbieri il 27 luglio 2005 alle 11:35

    Non è la prima volta, intervenne uina volta anche nella passata Nazione.
    WM1 è un attaccabrighe antipatico con manie da primo della classe, però ha cose interessanti da dire e sarebbe bello che intervenisse ancora: insomma è un bravo ragazzo. Il progetto WM ha creato qualcosa, che non è tutto il possibile in letteratura e credo non è quello che mi attira di più, però è qualcosa di interessante.
    Dopo il concerto di Ribot di ieri sera a Faenza (con la partecipazione a sorpresa di Vinicio Capossela) sono parecchio irenico.

  26. tashtego il 27 luglio 2005 alle 12:21

    non la vedo tutta questa bagarre, tutto questo “cacare per terra”, mario.
    ma è vero che non ci sono più le mezze stagioni, te lo concedo.

  27. georgia il 27 luglio 2005 alle 12:55

    ora non vorrei essere troppo polemica e per questo venir rispedita nel cpt (“centro di permanenza temporanea” dove vengono rinchiusi, ma solo temporaneamente, coloro che “non si conoscono” e che non hanno il permesso di soggiorno in una qualsiasi nazione, lo specifico perchè non credo che gli autori/attori di questo blog in decomposizione abbiano ben chiaro cosa sia un cpt) ma una cosa devo dirla … sembrate dei piccoli berluskoni :-))))) o per lo meno franz sembra berlusconi (jan sembra fede ….)
    Sì e lo dico banalmente, ma … senza polemica, nè malizia.

    Si narra che in un nazione, come tante, più o meno democratica e dove naturalmente si voleva migliorare e quindi si confliggeva, si litiga, si produceva ecc. … arrivasse lui e … giù a farsi post ad personam, a inveire contro le toghe rosse, a invocare le leggi speciali, le netiquette straordinarie e pure con giudici facenti parte della milizia personale del dux, giù ad assoldare una polizia che e-picchi e faccia le ronde, giù ad assoldare mercenari assunti per fare il web master (i quali poveretti hanno un cuore d’oro, ma ahimè sono alle prime armi, visto che in suddetta nazione, prima, i mercenari, o bodyguard, non esistevano proprio) anzi va detto, ma solo per curiosità, che il body guard di turno prima faceva lo scafista ed inizialmente era stato assunto solo per traghettare e rimettere a posto la biblioteca, ma si sa come vanno ‘ste cose e nel contratto d’ingaggio c’era già scritto che …( non ve lo dico),
    e infatti ‘sti mercenari oggi si aggirano con fucilini a tappi e colpiscono senza prevviso signore distratte che si stanno sitemando il cappello sui capelli arruffati … lo stanno facendo controsole, e così quelli, innervositi, paf sparano e poi, con stivaloni ed elmetto e soffiando sul fucilino ancora fumante di tappo, ti dicono: non ce l’ho con le tue idee, era il tuo cappellino che non mi piaceva, non ce l’ho con te, è che in controluce non ti avevo visto, ti avevo preso per un terrorista (loro, alcuni di loro, sono letteralmente ossessionati da terroristi provocatori!).
    Intanto, nei loro media, brutti ceffi fanno propaganda e postano vere e proprie grida da trivi, dove si raccomanda ai cittadini di non parlare con gli sconosciuti e di controllare bene i confini, di prendere l’impronta del piede ai nuovi arrivati… insomma dicono che è scoccata l’ora di far crescere quel giovinotto scapestrato del Web, di fare un po’ d’ordine nella rete… ao, sarà mica contagioso il nostro presidente? ;-):
    Una delle grida quella del “minculpop” (che poi vorrebbe solo dire che è l’ora di avere minchia e culo pop piuttosto che pulp o viceversa), detta grida recita (giuro che è vero):
    “Sta soprattutto a noi, ai cosiddetti intellettuali[…]”

    Ho letto bene?????????
    Boh, e meno male che per attenuare un po’ l’enormità dell’affermazione il Nostro Unto del C**** ha messo i “cosidetti”…così attenuto, infatti, il termine intellettuali sa così tanto di …koglioni che ci possiamo anche mettere a sorridere sotto il rossetto che ci stavamo dando quando ci hanno sparato.

    Però come ha notato il Melloni, il paragone con la morandi potrebbe anche reggere :-) …infatti amarcord … che la tipa come giustificazione al fatto che metteva in moderazione una intera lista, mi scrisse (in pv) che lo faceva per il mio (nostro) bene :-))))))) perchè era giunta l’ora di cambiare il web … troppo volgare, troppo rissoso (e giù denunce a pioggia:-).
    La cosa buffa (ma credo normalissima) è che più giro (diVAGO) e più mi accorgo che gli unici volgari e rissosi sono proprio quelli che si autopromuovono Grandi Riformatori del Web ;-)
    Scusatemi avevo detto che me ne andavo, ma poi… ho sentito andrea che da dietro lo stipite della porta mi dava di “grullettoncina” e pestava lo strascico del mio post, così è stato che mi sono voltata un’ultima volta indietro e ho guardato attraverso le ciglia, da sotto la tesa del mio cappellino (ormai sforacchiato da jan)…. c’era un gran fumo e nebbia, e la ronda, rideva sguaiatamente e faceva la guardia a gambe larghe, facendo battute su troie e simili e si davano poderose pacche sulle spalle, jan, che ha l cuore d’oro, barcollava un po’ ma… resisteva virilmente.

  28. franz krauspenhaar il 27 luglio 2005 alle 13:06

    Parrocchiale non me l’aveva detto ancora nessuno. Prendo e porto a casa. Pardon, in sacrestia. Però i concetti sono chiari. Ribadisco qui (come ho appena fatto dalla Lipperini): siamo in una fase di sperimentazione. Abbiamo tolto i commenti in moderazione, qua potete sbizzarrirvi come volete, ho deciso di non operare alcuna censura. Vediamo come va. Saluti dal sacrestano…

  29. georgia il 27 luglio 2005 alle 13:12

    :-))))))))
    ma fai proprio come berlusconi?
    prima la fai fuori e dai l’ordine d colpire per moderare e poi ….
    “Mi avete frainteso… è una fase di sperimentazone … è tutto un complotto delle toghe rosse”:-))))
    Va beh meglio così se è vero, anche se sono sicura che alla prima postatura d’Autore la censura di kritica tornerà ;-)

  30. cf05103025 il 27 luglio 2005 alle 13:19

    io la vedo, tashtego, la bagarre
    ovvero ne ho già viste troppe,
    qui e là
    per cui faccio la sommatoria, ingiusta,
    e il troppo mi rompe è noioso scemo di bassa lega
    MarioB.

  31. Franco Melloni il 27 luglio 2005 alle 13:20

    Se non ricordo male, Wu Ming 1 intervenne in modo tranquillissimo, interloquendo con Lodoli e Scarpa, sulla questione dell’autobiografismo in letteratura. Fu letteralmente coperto di improperi, per il semplice fatto che un simile esponente della “letteratura bassa” (uno che VENDE, sommo abominio! Un Restauratore!) avesse osato confrontarsi con veri Scrittori Incompresi. Quella discussione sarà ancora in archivio, immagino, è facile verificare la correttezza del mio resoconto. Il suo post qui sopra a me è parso addirittura lieve e affettuoso, un mettere in guardia dal prendersi troppo sul serio sulla questione delle “regole”. Barbieri, come dice Angelini, è un po’ rancoroso (come quasi tutti, su N.I. 1 o 2 che sia), con lui ha il dente avvelenato dai tempi delle polemiche su Nassiryah, lo so perché l’inverno scorso fece uno sgradevole outing su Lipperatura (anche quel thread sarà ancora in archivio, penso). Fatevelo dire, con questi atteggiamenti non si va da nessuna parte.

  32. franz krauspenhaar il 27 luglio 2005 alle 13:39

    Ma Melloni caro, lo so che siete tanto affettuosi. E lo sono anch’io. Altro che contumelie.
    ;-) (Scambiamoci un emoticon di pace…)

  33. jan il 27 luglio 2005 alle 13:45

    Ivan: c’è un ottimo sevizio di statistiche, attivato (credo da Tiziano) nel novembre 2004, ed è privato. A fine mese (NI2 è andata in produzione l’1/7/2005) vorrei pubblicare un po’ di dati sul traffico storico e aggiornato. Per i referrers penso di usare anche Technorati che invece è un’ottimo servizio pubblico.

  34. ivan il 27 luglio 2005 alle 16:30

    “Ivan: c’è un ottimo sevizio di statistiche, attivato (credo da Tiziano) nel novembre 2004, ed è privato”

    Grazie. Evidentemente Tiziano parlava proprio dei referrers, più che delle statistiche.
    Jan, dai un’occhiata anche a questo:
    http://www.php-stats.com/stats/admin.php?action=details

  35. Mia Hoffmann il 27 luglio 2005 alle 17:01

    Non leggo in questo post la volontà di dirigere le conversazioni a proprio favore, né tantomeno di censurare. Semplicemente, dato il periodo di transazione che NI sta naturalmente vivendo, un voler avvisare gli infangatori di professione che qui non è aria.
    Se sulla facciata di casa mia qualcuno lascia scritto: qui abita una puttana, io scendo e do una mano di bianco; di certo non perdo tempo a chiedermi se, così facendo, andrò in qualche modo a ledere l’altrui libertà di espressione.

  36. Trespolo il 27 luglio 2005 alle 20:52

    La pasta la si giudica quando è cotta, non mentre la si sta cucinando. O sbaglio?

    Buona serata. Trespolo.

  37. andrea barbieri il 27 luglio 2005 alle 21:26

    Melloni, rileggiti il mio post sopra, non è affettuoso nei confronti di WM1: è affettuosissimo. Oltretutto – diciamo per colpa mia – la mia critica a Roberto-WM1 per quella cosa di Nassirya (è scritto giusto?) secondo me è ancora valida. In quella sparata ci vedevo appunto una sparata, niente di degno dell’intelligenza di WM1, e così per il suo linguaggio pararivoluzionario: non mi piaceva e non mi piace. Ma questo non toglie che abbia molta considerazione per lui (non è necessario che la cosa sia reciproca, anche perchè io non faccio testo). Del resto anche nei momenti ultraconcitati di lancio reciproco di insulti non mi è mai scappato di dire che non aveva molto talento, anzi dicevo esattamente il contrario.
    Melloni, pace?

  38. Estrellita il 28 luglio 2005 alle 01:39

    WM1 mi ricorda i tempi di Luther Blisset. E non mi spiace di certo. Gusti.

  39. andrea barbieri il 28 luglio 2005 alle 09:15

    A chi lo dici, “Totò, Peppino e la guerra psichica” per un annetto è stato la mia bibbia.

  40. Franco Melloni il 28 luglio 2005 alle 11:10

    Pace. Però su Nassyriah aveva ragione lui. Incidente sul lavoro. Se facevi il muratore, il rischio era cadere dall’impalcatura. Invece fai il soldato, partecipi all’occupazione di un paese, e ti capita altro.

  41. andrea barbieri il 28 luglio 2005 alle 11:37

    Franco – aggiungo io – partecipavano a una guerra dichiarata senza un fondamento: un’invasione, al di fuori della nostra Costituzione, che ha fomentato il terrorismo internazionale. Ma, chiedendomi se le parole di WM1 rendono questo concetto mi rispondo di no.
    E guarda che sono stato anche al G8 di Genova, ho visto le “forze dell’ordine” invadere la stazione a mezzanotte, circondare i treni fermi perchè non scendessimo mentre i loro colleghi massacravano i ragazzi della Diaz. Così, per farti capire il grado di odio accumulato. Solo che le parole sono pietre e se devono colpire gli stronzi bisogna tirare quelle con la forma giusta.

  42. Lorenzo Galbiati il 28 luglio 2005 alle 12:02

    Leggo solo ora questo bel post di Franz, opportuno, equilibrato, chiarificatore; direi quasi ineccepibile.
    Grazie, ce n’era proprio bisogno.
    Lorenz

  43. franz krauspenhaar il 28 luglio 2005 alle 13:29

    Grazie Lorenz. Ma c’è anche un’altra campana. Ed è giusto farla risuonare. Copioincollo questo intervento (spero che l’autore non se ne abbia a male); anzi, spero sia – eventualmente – occasione di un chiarimento.

    “Il problema non è la moderazione. Anche la Lipperini “modera”: calma gli esagitati, stanga chi insulta etc. Moderare non significa censurare, significa facilitare la discussione, saperla gestire per evitare l’effetto-immondezzaio.
    Il problema è quindi COME moderare. L’idea di “moderazione” in auge su N.I. (fase sperimentale ecc. ecc.) è normativa, è disciplinante, prussiana, è soprattutto noiosetta e altezzosa come quasi tutto ciò che riguarda quel blog. E’ anche livorosetta, va ad antipatie personali. Ad esempio, da giorni cancellano sistematicamente i post di VMO, anche i più innocenti e bonari.”
    Franco Melloni

  44. franz krauspenhaar il 28 luglio 2005 alle 13:31

    Dimenticavo, e me ne scuso: l’intervento di cui sopra è stato fatto ieri, su Lipperatura.

  45. Franco Melloni il 28 luglio 2005 alle 13:35

    Confermo, è l’altra campana, e non aggiunge niente a quel che ho già detto in questo thread (es. quando ho proposto il bollino del palo in culo) e in altri (es. quando ho scritto che qui si fa il dibattito su come fare il dibattito, e si è riaperto un blog per discutere di come riaprire un blog – molto oltre non si è andati). E quanto alla cancellazione dei post di VMO nei giorni scorsi, mi sembra un dato di fatto. Diciamo per qualche giorno avete un po’ perso la testa, forse trascinati dalla tua polemica coi sardi a colpi di “Ispettore Krauspenhaar, il caso Ostuni è tuo” :-)

  46. franz krauspenhaar il 28 luglio 2005 alle 13:43

    Non è che ti scaldi troppo, Melloni? A parte che abbiamo rimesso in circolo (mi pare) quasi tutti i commenti, non credi che sia un po’ ingeneroso darci dei “prussiani”, parlare di “palo nel culo” eccetera? E poi scusa, senza polemica: ma perchè parlare di livore, di altezzosità? Solo per due post pubblicati con la moderazione, in via sperimentale tra l’altro? E poi io prendo e porto a casa le critiche com’è giusto, ma mi pare che tu faccia di tutta l’erba un fascio: io e Jan Reister (che, ricordo, si è tolto ieri sera dalla moderazione dei commenti, con un atto molto saggio, a mio parere) abbiamo fatto – in via sperimentale,lo ripeto -quest’operazione; ma gli altri? Quelli che non hanno ancora postato niente della nuova versione di NI? Sono “prussiani” anche loro?

  47. andrea raos il 28 luglio 2005 alle 14:11

    voglio precisare che i vmo sono stati censurati non da nazione indiana ma da me personalmente, solo nelle colonne da me postate, e senza che cio’ rappresenti in alcun modo la posizione di NI nel suo complesso.

  48. Franco Melloni il 28 luglio 2005 alle 14:57

    @ Raus. La politica di NI è che chiunque possa farsi giustizia da sé? Bella netiquette, non c’è che dire.
    @ l’ispettore: la questione della noia e del sussiego va oltre quella della moderazione. Era già un problema di NI 1.0, blog molto elitario e “cenacolare”, e per ora non mi sembra in via di risoluzione. Tutto qui. E occhio alle faccine, quando ci sono.

  49. andrearaos il 28 luglio 2005 alle 15:18

    una precisazione : oltre a vmo, avevo censurato anche alcuni altri commenti – niente di personale, insomma.

  50. franz krauspenhaar il 28 luglio 2005 alle 16:20

    E’ evidente Franco che hai visto troppe puntate dell’Ispettore Derrick. La cosa è grave: finché lo vediamo io e Reister, Derrick, beh, si puo’ anche capire; ma da te, insomma!

  51. Due ex commentatori indiani il 28 luglio 2005 alle 16:32

    ATTENZIONE Derrick per riprendere Krauspenhaar a proposito dei Nicknames (non solo italotedeschi tra cui Raus che non comprendiamo in questa omofobia incomprensibile, se gli capita un amico omosessuale cosa fa? lo scarta dalle amicizie) è fiction e non si può commentare, siamo seri, immaginiamo per un attimo tutti che commentano una puntata di Derrick nella serie in cui cambia impermeabile e diventa verde (ma non è MAI invidioso!) e tutti gli spettatori a dire che l’aiutante sta meglio con la vecchia giacca di pelle, Karl o giù di lì. Allora si forma una discuscussione INAUDITA tra tutti gli spettatori che non ne possono più delle villette dei colpevoli nel centro amburghese e si mettono in discussione gli autori del progetto Derrick e l’opera d’arte crea tali incertezze sociali che ci si ferma a quella puntata, non si va più avanti. Ecco il fusillis da rendere diritto: cosa fare? A meno degli spettatori e andare avanti in quanto discutano chi se ne frega, meglio la serie non vista da nessuno? No!, tu fermi la serie e chiedi in una libera assemblea democratica sullo stile della nostra linea Voltaire, cosa ne pensa quello e quello, uno per uno e poi vai avanti, chi non ci sta è fuori da solo, inutile censurarlo anche se sei tedesco autore di Derrick con il noto passato di nazismo OVUNQUE nella nazione tedesca. Questa la nostra proposta, comunque avanti così, grazie del saluto a Reister che ha la barba abbiamo visto !!!!
    VINCENZO

  52. riccardo ferrazzi il 28 luglio 2005 alle 16:34

    Mi pare dimostrato che le due posizioni sono inconciliabili. Propongo (anzi, ripropongo) di abbandonare la prassi della “moderazione” e di limitarvi a non dare seguito ai discorsi demenziali, OT, self-advertising, ecc.



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