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	Commenti a: Della distruzione delle città in tempo di pace	</title>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2005 14:05:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Negli immaginari collettivi europei, come agli occhi degli studiosi di molte discipline, il secolo ventesimo, dominato da un’aspettativa che si stempera in timore, appare collocato tra due estremi: l’attesa angosciosa di una crescita indefinita e smisurata della città e il timore della sua scomparsa, della sua dissoluzione o trasformazione in forme di insediamento delle quali diviene difficile divinare, il senso e il destino”.
Bernardo Secchi, La città del ventesimo secolo, Roma, Laterza 2005, pag. 5.

Cito solo questo breve brano di un libro in argomento che ho appena iniziato a leggere e che si annuncia molto bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Negli immaginari collettivi europei, come agli occhi degli studiosi di molte discipline, il secolo ventesimo, dominato da un’aspettativa che si stempera in timore, appare collocato tra due estremi: l’attesa angosciosa di una crescita indefinita e smisurata della città e il timore della sua scomparsa, della sua dissoluzione o trasformazione in forme di insediamento delle quali diviene difficile divinare, il senso e il destino”.<br />
Bernardo Secchi, La città del ventesimo secolo, Roma, Laterza 2005, pag. 5.</p>
<p>Cito solo questo breve brano di un libro in argomento che ho appena iniziato a leggere e che si annuncia molto bello.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12605</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 14:28:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I nickname potrebbero essere autocensura e anche il contrario.
I nickname potrebbero essere una difesa e anche il contrario.
Su NI 1.0 si è discusso a lungo di tutto questo, ma senza grandi risultati pratici.
Se si guarda a ciò che succede su altri blog – limitandosi a quelli, diciamo così, letterari o “culturali” – si vede che i nomi&#038;cognomi sono usati soprattutto dagli addetti ai lavori, o dagli aspiranti tali, o giù di lì. E che i nick sono la regola: a volte “seri”, a volte frivoli, a volte trolleggianti (ma QUASI MAI incontenibili come il “nostro”, questo è bene ribadirlo…). 
Naturalmente i nick possono appartenere a chiunque, ad altri addetti ai lavori, a perfetti sconosciuti, a gente che nella vita non si occupa affatto di letteratura e però magari legge, a gente che ha tempo da perdere, a gente che non ha tempo da perdere ma lo perde lo stesso…
Che dire? “Questa è la rete?” Buona? Cattiva? Libera? Prigioniera? Funzionale allo stato presente delle cose?…
Poi capita di leggere un commento come quello del nick Wovoka, e l’attenzione si ferma sulle parole, non su chi le ha scritte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I nickname potrebbero essere autocensura e anche il contrario.<br />
I nickname potrebbero essere una difesa e anche il contrario.<br />
Su NI 1.0 si è discusso a lungo di tutto questo, ma senza grandi risultati pratici.<br />
Se si guarda a ciò che succede su altri blog – limitandosi a quelli, diciamo così, letterari o “culturali” – si vede che i nomi&amp;cognomi sono usati soprattutto dagli addetti ai lavori, o dagli aspiranti tali, o giù di lì. E che i nick sono la regola: a volte “seri”, a volte frivoli, a volte trolleggianti (ma QUASI MAI incontenibili come il “nostro”, questo è bene ribadirlo…).<br />
Naturalmente i nick possono appartenere a chiunque, ad altri addetti ai lavori, a perfetti sconosciuti, a gente che nella vita non si occupa affatto di letteratura e però magari legge, a gente che ha tempo da perdere, a gente che non ha tempo da perdere ma lo perde lo stesso…<br />
Che dire? “Questa è la rete?” Buona? Cattiva? Libera? Prigioniera? Funzionale allo stato presente delle cose?…<br />
Poi capita di leggere un commento come quello del nick Wovoka, e l’attenzione si ferma sulle parole, non su chi le ha scritte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12599</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 11:16:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ah dimenticavo di sottolineare la cosa (che farà molto piacere a francesco forlani alias effeffe) che la giardiniera non sembra amare i nick ma sempre lascia per intero la traccia del suo nascere: ecco il suo nome messo per intero, oggi per la prima volta, forse per non creare problemi esistenziali all&#039;ottimo francesco;-). 

Giardiniera y Habanera y Sera y Montòn y Demòn y Caballo y Paco Pena y Estradiciòn y Etcetera y Etcetera 

Certo che se tutti ci firmiamo con simile dovizia di particolari francesco finirà per apprezzare i nick.
La cosa buffa è che effeffe si è lamentato con Tashtego per l&#039;uso infingardo del nick mentre Tashtego aveva non solo svariate volte detto il suo nome ma anche postato in NI con nome e nick affiancati ;-)
Questo a dimostrazione che (come dice il troll che a volte, nonostante sia grullo, ci azzecca) nessuno legge mai nessuno altro che se stesso ;-)
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ah dimenticavo di sottolineare la cosa (che farà molto piacere a francesco forlani alias effeffe) che la giardiniera non sembra amare i nick ma sempre lascia per intero la traccia del suo nascere: ecco il suo nome messo per intero, oggi per la prima volta, forse per non creare problemi esistenziali all&#8217;ottimo francesco;-). </p>
<p>Giardiniera y Habanera y Sera y Montòn y Demòn y Caballo y Paco Pena y Estradiciòn y Etcetera y Etcetera </p>
<p>Certo che se tutti ci firmiamo con simile dovizia di particolari francesco finirà per apprezzare i nick.<br />
La cosa buffa è che effeffe si è lamentato con Tashtego per l&#8217;uso infingardo del nick mentre Tashtego aveva non solo svariate volte detto il suo nome ma anche postato in NI con nome e nick affiancati ;-)<br />
Questo a dimostrazione che (come dice il troll che a volte, nonostante sia grullo, ci azzecca) nessuno legge mai nessuno altro che se stesso ;-)<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12597</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 11:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[QUANDO I NOMI VERI SEMBRANO FINTI ;-)

Per abituarsi al mio nome, senza traumi, si consiglia, a quelli troppo im-postati la visione di un film (mi dicono sia bello)
&quot;Gli amici di georgia&quot; di Arthur Penn, mi è stato consigliato dal blog della giardiniera: Santa subito,
http://santasubito.splinder.com/
E&#039; un blog di ordinaria disperazione, improvvisato da poco, ma interessante, e l&#039;unico dove è possibile leggere le critiche della famosa  Gatina De Apuana dell&#039;Università degli studi di Colonnata (tutto lardo che cola).
E&#039; possibile leggere la sua magistrale postfazione alla poesia di roberto amato (per ora poeta sconosciuto) La continuità del dolore.
http://santasubito.splinder.com/post/5632894#comment

Scherzi a parte le ragazze del blog sembrano (a me sembrano)  intelligenti e divertenti e non pensiate che lo dico perchè le conosco (ne ho appreso l&#039;esistenza solo qui in NI) ma, per lo meno loro, mi hanno sempre chiamato gEorgia (forse per via del film) e non è poco.

Dalla rete notizie sul film Gli amici di Georgia
&quot;Scritto da Steve Tesich, Oscar per la sceneggiatura di All American Boys (1979), che s&#039;è ispirato alla propria biografia, è l&#039;itinerario esistenziale dell&#039;adolescente Danilo (Wasson), figlio di immigrati iugoslavi nel Midwest, attraverso quattordici anni (1956-69), itinerario che s&#039;intreccia con le vicende dei suoi amici David, Tom e Georgia. E uno dei migliori film di A. Penn, e il più sottovalutato, per il sagace equilibrio tra dramma e commedia, nostalgia e riflessione critica, fine delle illusioni e crisi dei valori di tutta una generazione, e per la sapienza con cui sa iscrivere i processi storici nella vita dei personaggi. Ultimo film dell&#039;operatore francese Ghislain Cloquet già con Penn in Mickey One (1964)&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>QUANDO I NOMI VERI SEMBRANO FINTI ;-)</p>
<p>Per abituarsi al mio nome, senza traumi, si consiglia, a quelli troppo im-postati la visione di un film (mi dicono sia bello)<br />
&#8220;Gli amici di georgia&#8221; di Arthur Penn, mi è stato consigliato dal blog della giardiniera: Santa subito,<br />
<a href="http://santasubito.splinder.com/" rel="nofollow ugc">http://santasubito.splinder.com/</a><br />
E&#8217; un blog di ordinaria disperazione, improvvisato da poco, ma interessante, e l&#8217;unico dove è possibile leggere le critiche della famosa  Gatina De Apuana dell&#8217;Università degli studi di Colonnata (tutto lardo che cola).<br />
E&#8217; possibile leggere la sua magistrale postfazione alla poesia di roberto amato (per ora poeta sconosciuto) La continuità del dolore.<br />
<a href="http://santasubito.splinder.com/post/5632894#comment" rel="nofollow ugc">http://santasubito.splinder.com/post/5632894#comment</a></p>
<p>Scherzi a parte le ragazze del blog sembrano (a me sembrano)  intelligenti e divertenti e non pensiate che lo dico perchè le conosco (ne ho appreso l&#8217;esistenza solo qui in NI) ma, per lo meno loro, mi hanno sempre chiamato gEorgia (forse per via del film) e non è poco.</p>
<p>Dalla rete notizie sul film Gli amici di Georgia<br />
&#8220;Scritto da Steve Tesich, Oscar per la sceneggiatura di All American Boys (1979), che s&#8217;è ispirato alla propria biografia, è l&#8217;itinerario esistenziale dell&#8217;adolescente Danilo (Wasson), figlio di immigrati iugoslavi nel Midwest, attraverso quattordici anni (1956-69), itinerario che s&#8217;intreccia con le vicende dei suoi amici David, Tom e Georgia. E uno dei migliori film di A. Penn, e il più sottovalutato, per il sagace equilibrio tra dramma e commedia, nostalgia e riflessione critica, fine delle illusioni e crisi dei valori di tutta una generazione, e per la sapienza con cui sa iscrivere i processi storici nella vita dei personaggi. Ultimo film dell&#8217;operatore francese Ghislain Cloquet già con Penn in Mickey One (1964)&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12593</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 09:47:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[zangrando, devi sapere che inglese è tutto sudato perché lui usa ancora l&#039;antiquato DESPAMMATOR. 
io invece ho scoperto NITROLL nuova formula, che lascia anche un gradevole profumo di limone. inglé, provalo anche tu! (funziona anche con le vocali dei nick)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>zangrando, devi sapere che inglese è tutto sudato perché lui usa ancora l&#8217;antiquato DESPAMMATOR.<br />
io invece ho scoperto NITROLL nuova formula, che lascia anche un gradevole profumo di limone. inglé, provalo anche tu! (funziona anche con le vocali dei nick)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12592</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 09:44:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[geeeeeeorgia, tutto merito di alex broggi, mi ha fornito un intero archivio fotografico 
(zisko, ti ho scritto...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>geeeeeeorgia, tutto merito di alex broggi, mi ha fornito un intero archivio fotografico<br />
(zisko, ti ho scritto&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12591</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 08:44:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@georgia


Billet pour un nouveau décor
par Jean-François Lyotard 
 
 

 

On peut mettre des noms sur toutes ces blessures. Ils parsèment le champ de notre inconscient comme autant d&#039;empêchements secrets à la tranquille perpétuation du &quot;projet moderne&quot;. Sous prétexte de sauvegarder ce dernier, les hommes et les femmes de ma génération ont en Allemagne, depuis quarante ans, imposé à leurs enfants le silence sur l&#039; &quot;intermède nazi&quot;. Cet interdit opposé à l&#039;anamnèse vaut comme un symbole pour tout l&#039;Occident. Peut-il y avoir progrès sans anamnèse ? L&#039;anamnèse conduit, à travers une douloureuse élaboration, à élaborer le deuil des attachements, des affections de toutes sortes, amours et terreurs, qui sont associés à ces noms. J&#039;ai admiré que l&#039;autorité fédérale fasse creuser dans l&#039;utopique gazon du Mail à Washington la sombre tranchée éclairée aux bougies qui a nom &quot;Monument aux morts du Vietnam&quot;. Pour l&#039;instant nous n&#039;en sommes qu&#039;à une mélancolie vague, &quot;fin de siècle&quot;, inexplicable apparemment.

ps
se c&#039;è bisogno della traduzione a più tardi
ppss
e se i nickname non fossero altro che una sorta di autocensura?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@georgia</p>
<p>Billet pour un nouveau décor<br />
par Jean-François Lyotard </p>
<p>On peut mettre des noms sur toutes ces blessures. Ils parsèment le champ de notre inconscient comme autant d&#8217;empêchements secrets à la tranquille perpétuation du &#8220;projet moderne&#8221;. Sous prétexte de sauvegarder ce dernier, les hommes et les femmes de ma génération ont en Allemagne, depuis quarante ans, imposé à leurs enfants le silence sur l&#8217; &#8220;intermède nazi&#8221;. Cet interdit opposé à l&#8217;anamnèse vaut comme un symbole pour tout l&#8217;Occident. Peut-il y avoir progrès sans anamnèse ? L&#8217;anamnèse conduit, à travers une douloureuse élaboration, à élaborer le deuil des attachements, des affections de toutes sortes, amours et terreurs, qui sont associés à ces noms. J&#8217;ai admiré que l&#8217;autorité fédérale fasse creuser dans l&#8217;utopique gazon du Mail à Washington la sombre tranchée éclairée aux bougies qui a nom &#8220;Monument aux morts du Vietnam&#8221;. Pour l&#8217;instant nous n&#8217;en sommes qu&#8217;à une mélancolie vague, &#8220;fin de siècle&#8221;, inexplicable apparemment.</p>
<p>ps<br />
se c&#8217;è bisogno della traduzione a più tardi<br />
ppss<br />
e se i nickname non fossero altro che una sorta di autocensura?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12590</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 08:21:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[belli e interessanti ambedue i commenti, sia quello di effeffe (L’insegnamento dell’ignoranza) che quello seguente di wovoca.
Quello che non capisco però è come mai allo s.n.o.b (=sine nobilitate) effeffe, in questi luoghi virtuali e e-collettivi, interessi tanto come uno nasca.
Ora che sa che Tashtego si chiama francesco cosa cambia per lui?
Molto, evidentemente!
Visto che è diventato improvvisamente gentilissimo ;-).
Certo però un po&#039; lo/li capisco ... perchè ... se sono così impostati e programmati da trovare grosse difficoltà a chiamarmi georgia (con la e) figuriamoci riuscire anche solo a pensare a un &quot;Tashtego&quot;;-)
georgia
P.S
Un grazie ad andrea inglese che trova immagini veramente molto interessanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>belli e interessanti ambedue i commenti, sia quello di effeffe (L’insegnamento dell’ignoranza) che quello seguente di wovoca.<br />
Quello che non capisco però è come mai allo s.n.o.b (=sine nobilitate) effeffe, in questi luoghi virtuali e e-collettivi, interessi tanto come uno nasca.<br />
Ora che sa che Tashtego si chiama francesco cosa cambia per lui?<br />
Molto, evidentemente!<br />
Visto che è diventato improvvisamente gentilissimo ;-).<br />
Certo però un po&#8217; lo/li capisco &#8230; perchè &#8230; se sono così impostati e programmati da trovare grosse difficoltà a chiamarmi georgia (con la e) figuriamoci riuscire anche solo a pensare a un &#8220;Tashtego&#8221;;-)<br />
georgia<br />
P.S<br />
Un grazie ad andrea inglese che trova immagini veramente molto interessanti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12589</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 07:45:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@wowoka

perchè le tue parole mi sono andate dritte al cuore?
forse perchè le ho sentite respirare?
e allora pure il nome non appariva vuoto?
forse perchè nel grigio di un cielo che non è più mio
- a Torino si teme che s&#039;ingrossi il cielo 
e i fiumi come rondini facciano ritorno?
sarà per via di spleen o di qualcosa d&#039;altro ?
che &quot;spesso il male&quot; ridiventi sempre?
o il troppo vino della veglia la troppa sete?
Sarà - ma la dolcezza non è disarmata ?- 
soltanto il desiderio di consorteria
- anche di poeti di periferia, di una Recanati qualsiasi-
a fare che i passi siano pesanti come di anfibi?
Forse perchè ci siamo ritrovati, e senza mai trovarsi?

francesco forlani

ps

Troll è scemo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@wowoka</p>
<p>perchè le tue parole mi sono andate dritte al cuore?<br />
forse perchè le ho sentite respirare?<br />
e allora pure il nome non appariva vuoto?<br />
forse perchè nel grigio di un cielo che non è più mio<br />
&#8211; a Torino si teme che s&#8217;ingrossi il cielo<br />
e i fiumi come rondini facciano ritorno?<br />
sarà per via di spleen o di qualcosa d&#8217;altro ?<br />
che &#8220;spesso il male&#8221; ridiventi sempre?<br />
o il troppo vino della veglia la troppa sete?<br />
Sarà &#8211; ma la dolcezza non è disarmata ?-<br />
soltanto il desiderio di consorteria<br />
&#8211; anche di poeti di periferia, di una Recanati qualsiasi-<br />
a fare che i passi siano pesanti come di anfibi?<br />
Forse perchè ci siamo ritrovati, e senza mai trovarsi?</p>
<p>francesco forlani</p>
<p>ps</p>
<p>Troll è scemo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/09/08/della-distruzione-delle-citta-in-tempo-di-pace/#comment-12588</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2005 07:07:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#062;Non mi interessano luoghi così privi di significato - l’altra sera, confesso, un pò innervosito per l’imbecillità di tashtego, che non è la stupidità sana di certe menti lucide, mi sono detto, ma poi, Francè, ma ti rendi conto un pò della cosa? tu ti incazzi per via di Tashtego, a seguito di quanto replicato da Rut Rut, mentre Temperanza, parlando con georgia, con la e, è forse d’accordo con wowoka. Non siamo nemmeno nelle migliori pagine di Moresco, qui, ma in una vacuità totale che risulta veramente offensiva verso il genere umano. 

Affascinante. Effeffe vede il Nulla in un povero gioco di frammenti testuali, emessi in tempi differenti, nelle condizioni più incontrollabili e debolmente accoppiate, da gente che non si conosce se non appunto attraverso questi poveri frammenti. Vassalli vedeva il Nulla nella sagoma del monte Rosa. Ognuno pensa che vedere il Nulla sia ancora una qualità &quot;distintiva&quot;, mentre è l&#039;unica lezione davvero universale della modernità. All&#039;immagine allucinante (e lacaniana) di quei frammenti di significante che si puntano a vicenda senza riuscire a determinare alcun significato, Effeffe oppone l&#039;immagine pittorica e concreta di un gruppo di amici che alla sera, in una calda tana di Parigi, si declamano poesie. Ovviamente non c&#039;è paragone quanto a ricchezza dei &quot;flussi che si intersecano&quot;: conoscenza negli anni, complicità, nozioni condivise, tutto il linguaggio del corpo a disposizione, euforia del vino e cibi prelibati .... oh quanto colore da una parte, e quanto squallore dall&#039;altra. Eppure, basta questo per mettersi al riparo dal Nulla? Da questo Nulla che &quot;non è nient&#039;altro che&quot; uno scientifico ed onestissimo &quot;non è nient&#039;altro che&quot; applicato iterativamente a tutto fino a che, raggiunto l&#039;agognato vuoto, non può più essere applicato se non a se stesso, chiudendo il folle cerchio. Io direi proprio di no, ma si tratta certo di un &quot;tessuto&quot; più compatto quindi ci vorrebbe più pazienza. Si potrebbe incominciare a sorridere sulle pose, sull&#039;ingenua adesione ai miti letterari, al mito di Parigi, al mito dell&#039;intellettuale. Si potrebbe incominciare a mettere in evidenza le evidenti cecità selettive, legate alle appartenenze di campo, le ignoranze consapevolmente scelte e quindi colpevoli, le tante reazioni interiorizzate e divenute meccaniche quanto la salivazione dei cani di Pavlov. Insomma i limiti umani che tutti ben conosciamo, ma che ci ingegniamo a proiettare e concentrare sugli altri, nella nostra ansia di salvezza esclusiva, un poco miserabile. Tutti sappiamo che si tratterebbe soltanto di un gioco di pazienza, e che la follia dei troll alla fine resterebbe sola e trionfante sul campo di battaglia, e che il monte Rosa se ne starà ancora lì, sostanzialmente immutato tra diecimila anni, quando tutte le serate di Parigi saranno altrettanto reali delle serate di Samarcanda, e quando saremo tutti uniti e finalmente solidali nel Nulla, Ruttomen compresi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;Non mi interessano luoghi così privi di significato &#8211; l’altra sera, confesso, un pò innervosito per l’imbecillità di tashtego, che non è la stupidità sana di certe menti lucide, mi sono detto, ma poi, Francè, ma ti rendi conto un pò della cosa? tu ti incazzi per via di Tashtego, a seguito di quanto replicato da Rut Rut, mentre Temperanza, parlando con georgia, con la e, è forse d’accordo con wowoka. Non siamo nemmeno nelle migliori pagine di Moresco, qui, ma in una vacuità totale che risulta veramente offensiva verso il genere umano. </p>
<p>Affascinante. Effeffe vede il Nulla in un povero gioco di frammenti testuali, emessi in tempi differenti, nelle condizioni più incontrollabili e debolmente accoppiate, da gente che non si conosce se non appunto attraverso questi poveri frammenti. Vassalli vedeva il Nulla nella sagoma del monte Rosa. Ognuno pensa che vedere il Nulla sia ancora una qualità &#8220;distintiva&#8221;, mentre è l&#8217;unica lezione davvero universale della modernità. All&#8217;immagine allucinante (e lacaniana) di quei frammenti di significante che si puntano a vicenda senza riuscire a determinare alcun significato, Effeffe oppone l&#8217;immagine pittorica e concreta di un gruppo di amici che alla sera, in una calda tana di Parigi, si declamano poesie. Ovviamente non c&#8217;è paragone quanto a ricchezza dei &#8220;flussi che si intersecano&#8221;: conoscenza negli anni, complicità, nozioni condivise, tutto il linguaggio del corpo a disposizione, euforia del vino e cibi prelibati &#8230;. oh quanto colore da una parte, e quanto squallore dall&#8217;altra. Eppure, basta questo per mettersi al riparo dal Nulla? Da questo Nulla che &#8220;non è nient&#8217;altro che&#8221; uno scientifico ed onestissimo &#8220;non è nient&#8217;altro che&#8221; applicato iterativamente a tutto fino a che, raggiunto l&#8217;agognato vuoto, non può più essere applicato se non a se stesso, chiudendo il folle cerchio. Io direi proprio di no, ma si tratta certo di un &#8220;tessuto&#8221; più compatto quindi ci vorrebbe più pazienza. Si potrebbe incominciare a sorridere sulle pose, sull&#8217;ingenua adesione ai miti letterari, al mito di Parigi, al mito dell&#8217;intellettuale. Si potrebbe incominciare a mettere in evidenza le evidenti cecità selettive, legate alle appartenenze di campo, le ignoranze consapevolmente scelte e quindi colpevoli, le tante reazioni interiorizzate e divenute meccaniche quanto la salivazione dei cani di Pavlov. Insomma i limiti umani che tutti ben conosciamo, ma che ci ingegniamo a proiettare e concentrare sugli altri, nella nostra ansia di salvezza esclusiva, un poco miserabile. Tutti sappiamo che si tratterebbe soltanto di un gioco di pazienza, e che la follia dei troll alla fine resterebbe sola e trionfante sul campo di battaglia, e che il monte Rosa se ne starà ancora lì, sostanzialmente immutato tra diecimila anni, quando tutte le serate di Parigi saranno altrettanto reali delle serate di Samarcanda, e quando saremo tutti uniti e finalmente solidali nel Nulla, Ruttomen compresi.</p>
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