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	Commenti a: Il buio dentro gli occhi	</title>
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		<title>
		Di: Sexy		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-47752</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sexy]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2006 13:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hei! luogo che interessante avete fatto, ben cotto![URL]http://www.sexy.sollazzo.org[/URL]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hei! luogo che interessante avete fatto, ben cotto![URL]http://www.sexy.sollazzo.org[/URL]</p>
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		Di: Non_si_dice_il_nome		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14627</link>

		<dc:creator><![CDATA[Non_si_dice_il_nome]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2005 20:50:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Vins, mi sono convinto, col tempo e sbattendo la faccia, che libertà e uguaglianza non esistono per chi ha la pancia vuota e non sa leggere e scrivere e 40 euro non sistemano la coscienza, come non lo fanno 40.000 o 400.000, ma mettono un bambino nella condizione di imparare a leggere e scrivere e crearsi un futuro. Nel frattempo ci si muove per smuovere i grandi sistemi; chi ha mai detto che dopo i 40 euro uno si deve fermare?

Per quanto riguarda i problemi giuridici, beh, soprassediamo che è meglio: potrei scriverci un&#039;enciclopedia e non solo per quelli italiani :-)))

Lo so che parliamo dalla parte di chi ha sempre il piatto pieno, vuotarlo un po&#039; non ci farebbe male e, passami la battutaccia, siamo tutti troppo grassi e mangiamo troppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Vins, mi sono convinto, col tempo e sbattendo la faccia, che libertà e uguaglianza non esistono per chi ha la pancia vuota e non sa leggere e scrivere e 40 euro non sistemano la coscienza, come non lo fanno 40.000 o 400.000, ma mettono un bambino nella condizione di imparare a leggere e scrivere e crearsi un futuro. Nel frattempo ci si muove per smuovere i grandi sistemi; chi ha mai detto che dopo i 40 euro uno si deve fermare?</p>
<p>Per quanto riguarda i problemi giuridici, beh, soprassediamo che è meglio: potrei scriverci un&#8217;enciclopedia e non solo per quelli italiani :-)))</p>
<p>Lo so che parliamo dalla parte di chi ha sempre il piatto pieno, vuotarlo un po&#8217; non ci farebbe male e, passami la battutaccia, siamo tutti troppo grassi e mangiamo troppo.</p>
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		<title>
		Di: daldivano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14621</link>

		<dc:creator><![CDATA[daldivano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2005 16:50:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono tantissime argomentazioni sul piatto ed è giusto che ci siano. Decidere quale sia meglio e prioritaria mi sembra inutile, sono tutte prioritarie. E’ importante confrontarci contemporaneamente con i “massimi sistemi” e con quelli minuti, parcellizzati, personali anche.
Vale la pena di parlare dei diritti umani, delle questioni relative alla cittadinanza (in Italia, al momento, ci sono tantissimi bambini e bambine, ragazzini e ragazzine che pensano in italiano, parlano in italiano, mangiano italiano e giocano italiano: non sono cittadini italiani, per quanto concretamente lo siano).
Vale la pena di discutere della sbarra al confine e dei modi per garantire la possibilità per ogni popolo di autodeterminarsi, e di fornire ai propri uomini e alle proprie donne un lavoro e la prospettiva di una “giusta” vecchiaia (passatemi il termine), di dare ai propri figli la prospettiva di una crescita (penso all’esempio dell’India). Importanti sarebbero anche  le considerazioni sul debito, e sugli interessi accumulati, di questi paesi nei confronti di quelli più ricchi.
Vale la penna di discutere delle politiche del WTO e di quelle delle case farmaceutiche.
Ho brutalmente generalizzato e le cose andrebbero invece approfondite.
Certo è che c’è bisogno di tempo per porre mano a queste questioni. L’adozione a distanza è un compromesso, sì, lo è (come è un compromesso invitare in Italia i bambini di Chernobyl per qualche mese all’anno, altro compromesso), però il tempo passa, i massimi sistemi vogliono volontà politica (in tutti i sensi) e una pratica spesso lunga a venire, nel frattempo questi bambini non vedranno mai i vent’anni. Un saluto daldivano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tantissime argomentazioni sul piatto ed è giusto che ci siano. Decidere quale sia meglio e prioritaria mi sembra inutile, sono tutte prioritarie. E’ importante confrontarci contemporaneamente con i “massimi sistemi” e con quelli minuti, parcellizzati, personali anche.<br />
Vale la pena di parlare dei diritti umani, delle questioni relative alla cittadinanza (in Italia, al momento, ci sono tantissimi bambini e bambine, ragazzini e ragazzine che pensano in italiano, parlano in italiano, mangiano italiano e giocano italiano: non sono cittadini italiani, per quanto concretamente lo siano).<br />
Vale la pena di discutere della sbarra al confine e dei modi per garantire la possibilità per ogni popolo di autodeterminarsi, e di fornire ai propri uomini e alle proprie donne un lavoro e la prospettiva di una “giusta” vecchiaia (passatemi il termine), di dare ai propri figli la prospettiva di una crescita (penso all’esempio dell’India). Importanti sarebbero anche  le considerazioni sul debito, e sugli interessi accumulati, di questi paesi nei confronti di quelli più ricchi.<br />
Vale la penna di discutere delle politiche del WTO e di quelle delle case farmaceutiche.<br />
Ho brutalmente generalizzato e le cose andrebbero invece approfondite.<br />
Certo è che c’è bisogno di tempo per porre mano a queste questioni. L’adozione a distanza è un compromesso, sì, lo è (come è un compromesso invitare in Italia i bambini di Chernobyl per qualche mese all’anno, altro compromesso), però il tempo passa, i massimi sistemi vogliono volontà politica (in tutti i sensi) e una pratica spesso lunga a venire, nel frattempo questi bambini non vedranno mai i vent’anni. Un saluto daldivano</p>
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		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14615</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2005 02:41:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Non_si_dice_il_nome.
1) Sono immigrato io stesso. 
2) Non adotto bambini a distanza perché non credo nell&#039;altruismo bensì nella solidarietà. La libertà e l&#039;uguaglianza (sì lo so, paroloni vacui per alcuni, ingenui per altri) sono per me più importanti del buonismo. Non ho bisogno di mettermi a posto la coscienza con 40 euro...
3) Ho avuto non pochi problemi giuridici per &quot;difendere&quot; migranti, clandestini, asilanti ecc.
4) Parliamo sempre dalla parte di quelli che hanno il piatto pieno di cibo ogni giorno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Non_si_dice_il_nome.<br />
1) Sono immigrato io stesso.<br />
2) Non adotto bambini a distanza perché non credo nell&#8217;altruismo bensì nella solidarietà. La libertà e l&#8217;uguaglianza (sì lo so, paroloni vacui per alcuni, ingenui per altri) sono per me più importanti del buonismo. Non ho bisogno di mettermi a posto la coscienza con 40 euro&#8230;<br />
3) Ho avuto non pochi problemi giuridici per &#8220;difendere&#8221; migranti, clandestini, asilanti ecc.<br />
4) Parliamo sempre dalla parte di quelli che hanno il piatto pieno di cibo ogni giorno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Non_si_dice_il_nome		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14612</link>

		<dc:creator><![CDATA[Non_si_dice_il_nome]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2005 23:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marco, nessun problema per me se la scelta dovesse essere quella di agire con discrezione, però l&#039;idea potrebbe essere buona anche correndo l&#039;inevitabile rischio di passare, come giustamente dici, per dei &#039;lavacri&#039;: se vuol dire realizzare qualcosa di positivo sono anche disposto a fare la figura dello scemo.

La chiusura delle frontiere, con l&#039;attuale situazione, per me è inevitabile: creerebbe più danni che vantaggi. E&#039; un discorso lungo impossibile da tracciare con dei commenti che corrono solo il rischio di essere parziali e interpretabili.
Ho ben chiaro che sia tu che Vins che molti altri, potrebbero avere in corso adozioni a distanza, e probabilmente ho usato l&#039;argomento in modo improprio per rispondere all&#039;affermazione categorica di Vins, ribadita anche da Andrea Inglese, e legata all&#039;inevitabilità dell&#039;apertura delle frontiere che ritengo impraticabile per moltissimi motivi. Tema da discutere.

Per quanto riguarda le strategie politiche e l&#039;importanza delle politiche commerciali degli accordi Gatt/Wto mi trovate d&#039;accordo: troppo potenti queste strutture, con una capacità di interferenza sovranazionale e non elette democraticamente, ma predeterminate. Sai qual è la cosa strana fra i politici e relativa alle normative WTO? Che l&#039;unico politico italiano che ha prospettato l&#039;uscita non solo dell&#039;Italia, ma anche della UE dall&#039;interferenza del WTO (ed è scritto in una relazione ufficiale) è stato, reggiti forte, Tremonti.
Tra le altre cose argomentando pesantemente, non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello  economico le motivazioni che potrebbero portare a una simile scelta nel caso in cui il WTO non riveda alcuni approcci massimalisti e legati soprattutto alla &quot;mercificazione&quot; dei beni primari (acqua tanto per capirci).

Mi fermo, è tardi, vengo da una cena di lavoro di merda e corro il rischio di scrivere stronzate. Saluto e vado a dormire e se dovesse partire l&#039;iniziativa dei &quot;Piccoli Indiani&quot;, in qualunque forma, io ci sono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco, nessun problema per me se la scelta dovesse essere quella di agire con discrezione, però l&#8217;idea potrebbe essere buona anche correndo l&#8217;inevitabile rischio di passare, come giustamente dici, per dei &#8216;lavacri&#8217;: se vuol dire realizzare qualcosa di positivo sono anche disposto a fare la figura dello scemo.</p>
<p>La chiusura delle frontiere, con l&#8217;attuale situazione, per me è inevitabile: creerebbe più danni che vantaggi. E&#8217; un discorso lungo impossibile da tracciare con dei commenti che corrono solo il rischio di essere parziali e interpretabili.<br />
Ho ben chiaro che sia tu che Vins che molti altri, potrebbero avere in corso adozioni a distanza, e probabilmente ho usato l&#8217;argomento in modo improprio per rispondere all&#8217;affermazione categorica di Vins, ribadita anche da Andrea Inglese, e legata all&#8217;inevitabilità dell&#8217;apertura delle frontiere che ritengo impraticabile per moltissimi motivi. Tema da discutere.</p>
<p>Per quanto riguarda le strategie politiche e l&#8217;importanza delle politiche commerciali degli accordi Gatt/Wto mi trovate d&#8217;accordo: troppo potenti queste strutture, con una capacità di interferenza sovranazionale e non elette democraticamente, ma predeterminate. Sai qual è la cosa strana fra i politici e relativa alle normative WTO? Che l&#8217;unico politico italiano che ha prospettato l&#8217;uscita non solo dell&#8217;Italia, ma anche della UE dall&#8217;interferenza del WTO (ed è scritto in una relazione ufficiale) è stato, reggiti forte, Tremonti.<br />
Tra le altre cose argomentando pesantemente, non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello  economico le motivazioni che potrebbero portare a una simile scelta nel caso in cui il WTO non riveda alcuni approcci massimalisti e legati soprattutto alla &#8220;mercificazione&#8221; dei beni primari (acqua tanto per capirci).</p>
<p>Mi fermo, è tardi, vengo da una cena di lavoro di merda e corro il rischio di scrivere stronzate. Saluto e vado a dormire e se dovesse partire l&#8217;iniziativa dei &#8220;Piccoli Indiani&#8221;, in qualunque forma, io ci sono.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14607</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2005 18:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[NSDIN (scusa ma a fare gli underscore mi incasino..;-): anzitutto ti ringrazio per le scuse, comunque non ero offeso, avevo capito l&#039;intenzione che ti muoveva, che li tuo discorso nasceva nobilmente. La tua idea sui Piccoli Indiani potrebbe essere interessante. Anzi, far sporcare le mani all&#039;empireo della letteratura (in realtà: mostrare che le mani sono già da sempre sporche) potrebbe essere un gesto culturale di portata molto rilevante. Io mi spenderei, per questo. Però andrebbe pensata bene, e spiego perché. Ora, a livello individuale l&#039;adozione internazionale è cosa buona (magari io la faccio già, chissà, magari anche Vins la fa, ma direi che questo elemento deve rimanere occultato: per trasferirla sul piano teologico - è solo un&#039;analogia, è chiaro - io vedo le cose distinte come il teologo Barth: fede è una cosa, religione un&#039;altra). Però, a livello di &#039;opinione pubblica&#039; rischia di essere un facile lavacro, nel senso che fa pensare, Ok, facciamo già abbastanza, cosa dovremmo fare di più? Bene, ma quel di più, come già dicevo sopra, e come dice anche Andrea, è necessario. Per cui un&#039;iniziativa del genere dovrebbe essere pensata come un&#039;adozione &#039;militante&#039;, per dir così: non nel senso antico (e dunque, nemmeno militante...), ma connotata come gesto politico che prende senso e valore entro una costellazione ideale e pratica ben precisa. Insomma, parliamone, se interessa anche agli indiani titolari (io non lo sono, un titolare...)
Dopodiché, tu dici, Vorrei che venissero da turisti. A me pare molto più irrealizzabile questo, che non l&#039;idea di aprire le frontiere. In realtà il punto della chiusura delle frontiere è determinante. Poi non è detto che si debbano aprire totalmente e immediatamente - rispetto alle cose come stanno (citazione...) basterebbe anche parzialmente e gradualmente... Ma io credo che la barra vada tenuta sempre alla dirtta dell&#039;apertura delle frontiere, poiché essa deve necessarimanete accompagnarsi a una radicale analoga e contestuale inversione della rotta nelle politiche mondiali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NSDIN (scusa ma a fare gli underscore mi incasino..;-): anzitutto ti ringrazio per le scuse, comunque non ero offeso, avevo capito l&#8217;intenzione che ti muoveva, che li tuo discorso nasceva nobilmente. La tua idea sui Piccoli Indiani potrebbe essere interessante. Anzi, far sporcare le mani all&#8217;empireo della letteratura (in realtà: mostrare che le mani sono già da sempre sporche) potrebbe essere un gesto culturale di portata molto rilevante. Io mi spenderei, per questo. Però andrebbe pensata bene, e spiego perché. Ora, a livello individuale l&#8217;adozione internazionale è cosa buona (magari io la faccio già, chissà, magari anche Vins la fa, ma direi che questo elemento deve rimanere occultato: per trasferirla sul piano teologico &#8211; è solo un&#8217;analogia, è chiaro &#8211; io vedo le cose distinte come il teologo Barth: fede è una cosa, religione un&#8217;altra). Però, a livello di &#8216;opinione pubblica&#8217; rischia di essere un facile lavacro, nel senso che fa pensare, Ok, facciamo già abbastanza, cosa dovremmo fare di più? Bene, ma quel di più, come già dicevo sopra, e come dice anche Andrea, è necessario. Per cui un&#8217;iniziativa del genere dovrebbe essere pensata come un&#8217;adozione &#8216;militante&#8217;, per dir così: non nel senso antico (e dunque, nemmeno militante&#8230;), ma connotata come gesto politico che prende senso e valore entro una costellazione ideale e pratica ben precisa. Insomma, parliamone, se interessa anche agli indiani titolari (io non lo sono, un titolare&#8230;)<br />
Dopodiché, tu dici, Vorrei che venissero da turisti. A me pare molto più irrealizzabile questo, che non l&#8217;idea di aprire le frontiere. In realtà il punto della chiusura delle frontiere è determinante. Poi non è detto che si debbano aprire totalmente e immediatamente &#8211; rispetto alle cose come stanno (citazione&#8230;) basterebbe anche parzialmente e gradualmente&#8230; Ma io credo che la barra vada tenuta sempre alla dirtta dell&#8217;apertura delle frontiere, poiché essa deve necessarimanete accompagnarsi a una radicale analoga e contestuale inversione della rotta nelle politiche mondiali.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14605</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2005 17:25:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a nsdin, su una sua osservazione puntuale: &quot;quanti immigrati ospiti?&quot;: ci sono vari ordini di problemi: 1) l&#039;immensa diseguaglianza tra paesi ricchi e paesi poveri: questa cosa non la si modifica con atti di carità, per grandi e eccezionali che siano; per agire su questa diseguaglianza, bisogna agire a livello di politiche internazionali e nazionali; 
2) i flussi d&#039;immigrazione si costituiscono col tempo e in relazione alle reali offerte che il paese verso cui si emigra presenta: se la grande parte di immigrati, legali e illegali, non venisse assorbita dal mercato del lavoro legale o in nero, non si sarebbe creato il flusso;
3) il nodo politico e civile riguarda le strategie di regolazione di questo flusso; il problema esiste; le soluzioni proposte sono spesso delle non-soluzioni: pantani burocratici, oppure sono soluzioni disumane, che pagheremo e già paghiamo, imabarbarendoci
4) tutte le iniziative personali hanno un loro valore e una loro importanza, adozioni a distanza, volontariato, aiuti diretti, ecc., ma quello che le istituzioni e lo stato possono fare la società civile non puo&#039; farlo; si tratta di soggetti diversi che agiscono su ordini di grandezza diversi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a nsdin, su una sua osservazione puntuale: &#8220;quanti immigrati ospiti?&#8221;: ci sono vari ordini di problemi: 1) l&#8217;immensa diseguaglianza tra paesi ricchi e paesi poveri: questa cosa non la si modifica con atti di carità, per grandi e eccezionali che siano; per agire su questa diseguaglianza, bisogna agire a livello di politiche internazionali e nazionali;<br />
2) i flussi d&#8217;immigrazione si costituiscono col tempo e in relazione alle reali offerte che il paese verso cui si emigra presenta: se la grande parte di immigrati, legali e illegali, non venisse assorbita dal mercato del lavoro legale o in nero, non si sarebbe creato il flusso;<br />
3) il nodo politico e civile riguarda le strategie di regolazione di questo flusso; il problema esiste; le soluzioni proposte sono spesso delle non-soluzioni: pantani burocratici, oppure sono soluzioni disumane, che pagheremo e già paghiamo, imabarbarendoci<br />
4) tutte le iniziative personali hanno un loro valore e una loro importanza, adozioni a distanza, volontariato, aiuti diretti, ecc., ma quello che le istituzioni e lo stato possono fare la società civile non puo&#8217; farlo; si tratta di soggetti diversi che agiscono su ordini di grandezza diversi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Non_si_dice_il_nome		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14603</link>

		<dc:creator><![CDATA[Non_si_dice_il_nome]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2005 15:20:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Vins: la tua idea di aprire i confini e non porre limiti è quanto di più insensato si possa pensare. Con che risultato? Di svuotare le loro terre d&#039;origine e riempire le nostre? Di andare ad alimentare il lavoro nero e i conflitti razziali?

Una domanda Vins: quanti immigrati ospiti a casa tua? E non rispondermi con la solita tiritera del &quot;vivo in un un monolocale di 40mq, guadagno poco, e menate varie&quot;; se ti confronti con persone che vivono, forse, con 10$ al mese SEI RICCHISSIMO e potresti, rinunciando a qualcosa (cinema, libri, la pizza, che ne so), e ospitarne almeno un paio: non spendono come noi :-)

Una piccola precisazione: io non intendo affatto impedire che vengano in Italia o vadano dove gli pare, solo mi piacerebbe (un&#039;utopia, forse) vederli arrivare in Italia per libera scelta non perché portati dalla miseria. Magari come turisti, o studenti, o in cerca di impieghi che non siano solo quelli che nessun italiano vuol più fare.

Un&#039;altra domanda: oltre a sparlare di tutti i politici (nemmeno a me stanno simpatici se è per quello) e fare supposizioni inutili del tipo &quot;cosa succederebbe se...&quot;, mai pensato di cacciare, tutti gli anni, 40 euro e adottarti un bimbo? Con 200 potresti adottare anche la famiglia e avere la soddisfazione di ricevere, ogni tanto, le loro lettere, le loro fotografie, vederlo crescere tranquillo e magari, fra qualche anno, andarlo pure a trovare e farlo venire in Italia da persona LIBERA e non da disperato!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Vins: la tua idea di aprire i confini e non porre limiti è quanto di più insensato si possa pensare. Con che risultato? Di svuotare le loro terre d&#8217;origine e riempire le nostre? Di andare ad alimentare il lavoro nero e i conflitti razziali?</p>
<p>Una domanda Vins: quanti immigrati ospiti a casa tua? E non rispondermi con la solita tiritera del &#8220;vivo in un un monolocale di 40mq, guadagno poco, e menate varie&#8221;; se ti confronti con persone che vivono, forse, con 10$ al mese SEI RICCHISSIMO e potresti, rinunciando a qualcosa (cinema, libri, la pizza, che ne so), e ospitarne almeno un paio: non spendono come noi :-)</p>
<p>Una piccola precisazione: io non intendo affatto impedire che vengano in Italia o vadano dove gli pare, solo mi piacerebbe (un&#8217;utopia, forse) vederli arrivare in Italia per libera scelta non perché portati dalla miseria. Magari come turisti, o studenti, o in cerca di impieghi che non siano solo quelli che nessun italiano vuol più fare.</p>
<p>Un&#8217;altra domanda: oltre a sparlare di tutti i politici (nemmeno a me stanno simpatici se è per quello) e fare supposizioni inutili del tipo &#8220;cosa succederebbe se&#8230;&#8221;, mai pensato di cacciare, tutti gli anni, 40 euro e adottarti un bimbo? Con 200 potresti adottare anche la famiglia e avere la soddisfazione di ricevere, ogni tanto, le loro lettere, le loro fotografie, vederlo crescere tranquillo e magari, fra qualche anno, andarlo pure a trovare e farlo venire in Italia da persona LIBERA e non da disperato!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14601</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2005 14:50:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1424#comment-14601</guid>

					<description><![CDATA[Due giorni fa sentivo alla radio un politico tedesco (Geisler) che diceva: Bisogna risolvere i problemi dell&#039;Africa sul posto (un po&#039; come propone N_s_d_i_n) ed impedire che vengano qui. Mi chiedevo a che diritto? Faceva poi la differenza fra i rifugiati polici e coloro che chiedono il permesso di soggiorno per motivi economici. Pare che la fame non fosse una motivazione abbastanza esaustiva.
&quot;Se apriamo i confini non salta tutta l&#039;economia? è una di quelle domande tipo: Ma se tutti i cinesi avessero l&#039;automobile? O se in Africa consumassero quanta energia consumiamo noi? - tutte domande poste dal nostro punto di vista e osservando la situazione attuale, pensando di poter modificare solo una rotella del sistema e lasciare il rsto così com&#039;è.
La prima soluzione è quella di aprire i confini (invece di sparargli addosso o di lasciarli sanguinare alle reti di protezione, cfr. Marocco), poi vedremo.
Alderano (bravo!) rimane una delle penne più sottili e più competenti quando si parla di cpt.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due giorni fa sentivo alla radio un politico tedesco (Geisler) che diceva: Bisogna risolvere i problemi dell&#8217;Africa sul posto (un po&#8217; come propone N_s_d_i_n) ed impedire che vengano qui. Mi chiedevo a che diritto? Faceva poi la differenza fra i rifugiati polici e coloro che chiedono il permesso di soggiorno per motivi economici. Pare che la fame non fosse una motivazione abbastanza esaustiva.<br />
&#8220;Se apriamo i confini non salta tutta l&#8217;economia? è una di quelle domande tipo: Ma se tutti i cinesi avessero l&#8217;automobile? O se in Africa consumassero quanta energia consumiamo noi? &#8211; tutte domande poste dal nostro punto di vista e osservando la situazione attuale, pensando di poter modificare solo una rotella del sistema e lasciare il rsto così com&#8217;è.<br />
La prima soluzione è quella di aprire i confini (invece di sparargli addosso o di lasciarli sanguinare alle reti di protezione, cfr. Marocco), poi vedremo.<br />
Alderano (bravo!) rimane una delle penne più sottili e più competenti quando si parla di cpt.</p>
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		<title>
		Di: Non_si_dice_il_nome		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/10/25/il-buio-dentro-gli-occhi/#comment-14596</link>

		<dc:creator><![CDATA[Non_si_dice_il_nome]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2005 12:57:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1424#comment-14596</guid>

					<description><![CDATA[@Marco Rovelli, scusami per il commento pesante, ma questi argomenti mi fanno sempre incazzare e a volte mi capita di esagerare.
Non era ovviamente un attacco personale, e se così ho lasciato intendere me ne scuso, ma una considerazione, se vuoi molto viscerale, e che nasce a fronte di esperienze negative che si sono sommate di anno in anno. Concordo sul fatto che si DEBBA parlare di questi temi e parlarne in modo schietto e non mediato e va benissimo che lo faccia tu che scrivi meglio di me e ti sai spiegare molto meglio.
Però, e non prenderla come una considerazione personale che non lo è, tutti quanti facciamo troppo poco (io mi ci metto per primo sia chiaro). Un esempio banale: l&#039;Italia è fra i paesi occidentali quello che ha il minor numero di adozioni a distanza continuative (quelle, per intenderci che durano più di due anni) e una simile scelta è compatibile anche con disponibilità bassissime: bastano 40 euro all&#039;anno. Chi non ha 40 euro all&#039;anno da spendere?

In compenso abbiamo il maggior numero di adozioni internazionali (più o meno lecite) che alla fine creano quasi sempre grandi disagi. Personalmente, e tranne alcuni rari casi, vedo un simile atteggiamento (voglio il bimbo e lo voglio MIO) come una presa di posizione consumistica e di facciata. Ma lasciamoli dove sono quei bimbi e aiutiamoli a farsi una vita nel LORO paese che con quello che si spende (e sarebbe un bell&#039;argomento da approfondire) per un&#039;adozione internazionale di bimbi se ne crescerebbero almeno 10.

Un&#039;iniziativa che Nazione Indiana potrebbe appoggiare, magari inventandosi uno slogan, un logo, che ne so, potrebbe essere quella di far partire le adozioni a distanza di Nazione Indiana e magari, in una pagina collegata, metterci le fotografie dei &quot;Piccoli Indiani&quot; adottati e le loro lettere, le loro storie.
E&#039; tutto quello che arriva, da un&#039;adozione a distanza, ma sarebbe una musata terribile agli immobilisti e un sito come il vostro molto visitato, ben fatto e frequentato da gente conosciuta, potrebbe fare un&#039;ottima pubblicità all&#039;iniziativa.
Magari potrebbe uscirci anche un libro da vendere e riutilizzarne il ricavato per altri &quot;Piccoli Indiani&quot; da adottare a distanza.

Boh, è la prima cosa che mi è passata per la testa.

Per il resto posso dirti, tornando al tuo pezzo, che l&#039;ho molto apprezzato e mi è piaciuto perché non media, ci vai piatto ed è quello che serve: dire ciò che accade chiaramente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco Rovelli, scusami per il commento pesante, ma questi argomenti mi fanno sempre incazzare e a volte mi capita di esagerare.<br />
Non era ovviamente un attacco personale, e se così ho lasciato intendere me ne scuso, ma una considerazione, se vuoi molto viscerale, e che nasce a fronte di esperienze negative che si sono sommate di anno in anno. Concordo sul fatto che si DEBBA parlare di questi temi e parlarne in modo schietto e non mediato e va benissimo che lo faccia tu che scrivi meglio di me e ti sai spiegare molto meglio.<br />
Però, e non prenderla come una considerazione personale che non lo è, tutti quanti facciamo troppo poco (io mi ci metto per primo sia chiaro). Un esempio banale: l&#8217;Italia è fra i paesi occidentali quello che ha il minor numero di adozioni a distanza continuative (quelle, per intenderci che durano più di due anni) e una simile scelta è compatibile anche con disponibilità bassissime: bastano 40 euro all&#8217;anno. Chi non ha 40 euro all&#8217;anno da spendere?</p>
<p>In compenso abbiamo il maggior numero di adozioni internazionali (più o meno lecite) che alla fine creano quasi sempre grandi disagi. Personalmente, e tranne alcuni rari casi, vedo un simile atteggiamento (voglio il bimbo e lo voglio MIO) come una presa di posizione consumistica e di facciata. Ma lasciamoli dove sono quei bimbi e aiutiamoli a farsi una vita nel LORO paese che con quello che si spende (e sarebbe un bell&#8217;argomento da approfondire) per un&#8217;adozione internazionale di bimbi se ne crescerebbero almeno 10.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa che Nazione Indiana potrebbe appoggiare, magari inventandosi uno slogan, un logo, che ne so, potrebbe essere quella di far partire le adozioni a distanza di Nazione Indiana e magari, in una pagina collegata, metterci le fotografie dei &#8220;Piccoli Indiani&#8221; adottati e le loro lettere, le loro storie.<br />
E&#8217; tutto quello che arriva, da un&#8217;adozione a distanza, ma sarebbe una musata terribile agli immobilisti e un sito come il vostro molto visitato, ben fatto e frequentato da gente conosciuta, potrebbe fare un&#8217;ottima pubblicità all&#8217;iniziativa.<br />
Magari potrebbe uscirci anche un libro da vendere e riutilizzarne il ricavato per altri &#8220;Piccoli Indiani&#8221; da adottare a distanza.</p>
<p>Boh, è la prima cosa che mi è passata per la testa.</p>
<p>Per il resto posso dirti, tornando al tuo pezzo, che l&#8217;ho molto apprezzato e mi è piaciuto perché non media, ci vai piatto ed è quello che serve: dire ciò che accade chiaramente.</p>
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