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	Commenti a: Di Gilles Deleuze/ V.O. (version originale)	</title>
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		Di: magda		</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 15:39:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[speriamo non siano troppi

emmemme]]></description>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 15:13:46 +0000</pubDate>
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		Di: magda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 15:04:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma io allora di chi  mi sono innamorata? di Gilles o di Francesco?
sono un po&#039; confusa:-)
o dovrei amare Gilles nel corpo di un Deleuziano?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma io allora di chi  mi sono innamorata? di Gilles o di Francesco?<br />
sono un po&#8217; confusa:-)<br />
o dovrei amare Gilles nel corpo di un Deleuziano?</p>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 15:01:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Minchia che culo mi sono fatto!!!
effeffe
ps
Però Gilles Deleuze è proprio grande. Ho appena passato la traduzione fresca fresca e coi vostri commenti ad un architetto venuto nei nostri uffici  veramente deleuziano, Italo Rota di cui si scrive su internet :

 &quot;Nei suoi progetti &quot;[...] attinge con forte consapevolezza alla cultura del montaggio [...]. Per essere puntuali dovremmo ricordare che per l&#039;arte del montaggio &#039;tutti i materiali sono buoni&#039;.[...] è un gioco sottile, apparentemente alchemico, un gioco di accostamenti e di costruzioni paratattiche, che pur mirando ad un&#039;idea di sintesi non mira alla ricomposizione. [...] atto continuo di montaggio e di demontaggio, ripresa e immersione archeologica, [da dove] affiorano allusioni, flussi, visioni [...]. [Mario Lupano]&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Minchia che culo mi sono fatto!!!<br />
effeffe<br />
ps<br />
Però Gilles Deleuze è proprio grande. Ho appena passato la traduzione fresca fresca e coi vostri commenti ad un architetto venuto nei nostri uffici  veramente deleuziano, Italo Rota di cui si scrive su internet :</p>
<p> &#8220;Nei suoi progetti &#8220;[&#8230;] attinge con forte consapevolezza alla cultura del montaggio [&#8230;]. Per essere puntuali dovremmo ricordare che per l&#8217;arte del montaggio &#8216;tutti i materiali sono buoni&#8217;.[&#8230;] è un gioco sottile, apparentemente alchemico, un gioco di accostamenti e di costruzioni paratattiche, che pur mirando ad un&#8217;idea di sintesi non mira alla ricomposizione. [&#8230;] atto continuo di montaggio e di demontaggio, ripresa e immersione archeologica, [da dove] affiorano allusioni, flussi, visioni [&#8230;]. [Mario Lupano]&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/11/14/di-gilles-deleuze-vo-version-originale/#comment-15982</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 14:46:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Incontrare col proprio lavoro il lavoro dei musicisti, dei pittori o degli scienziati è la sola combinazione attuale che non si riferisca nè alle vecchie scuole nè a un  néo-marketing. Sono tali punti singolari che costituiscono i focolai di creazione, delle funzioni creatrici indipendenti dalla funzione autore, distaccate dalla funzione autore. Il che non vale soltanto per gli incroci di campi differenti, è ogni campo, ogni pezzo di campo, per quanto piccolo esso sia, ad essere fatto di tali incroci.  
I filosofi devono venire da ogni dove: non nel senso che la filosofia dipenderebbe da una saggezza popolare un pò ovunque, ma nel senso per cui ogni incontro ne produce,  allo stesso tempo che definisce un nuovo uso, una nuova posizione di connessione - musicisti selvaggi e radio pirata. (nel senso di radio libere, proibite all&#039;epoca in Francia ndt)

Ebbene ogni volta che le funzioni creatrici disertano in tal modo la funzione- autore, la si vede rifugiarsi in un nuovo conformimo di  « promozione ». E&#039; una serie di battaglie più o meno visibili: il cinema, la radio, l televisione sono la possibilità delle funzioni creatrici che hanno destituito l&#039; Autore;  ma la funzione-autore si ricostituisce al riparo offerto dagli usi conformisti di questi media. Le grandi società di produzione si rimettono a favorire un  « cinema d’autore » ; Jean-Luc Godard trova allora il modo di far passare la creazione nella televisione; ma la potente organizzazione della televisione ha essa stesa delle funzioni-autore grazie a cui impedisce la creazione. 

Quando la letteratura, la musica, ecc, conquistano i nuovi campi della creazione, la funzione autor si ricostituisce nel giornalismo che soffocherà le proprie funzioni creatrici e quelle della letteratura.  

E cosi&#039; ritorniamo ai  nouveaux philosophes : hanno ricostituito una stanza soffocante, asfissiante, liddove si respirava un pò d&#039;aria.  E&#039; la negazione di ogni politica e  sperimentazione. Insomma, quello che gli rimprovero, è di fare un lavoro meschino; e che un tale lavoro si inserisce in un nuovo tipo di rapporto stampa-libro perfettamente reazionario: nuovo si, ma conformista nel senso più profondo    del termine. Anche se sparissero  domani, la loro impresa di Marketing sarebbe ricominciata. In effetti rappresenta la sottomissione di tutto il pensiero ai media: allo stesso tempo, offre a questi media il minimo di cauzione e tranquillità intellettuale per soffocare i tentativi di creazione che li farebbero muovere da soli. Tanti dibattiti cretini alla televisione, tanti piccoli film narcisisti d&#039;autore - per quanta meno creazione possibile alla televisione e altrove. 

Vorrei proporre una  charte degli intellettuali , nella loro situazione attuale rispetto ai media, tenuto conto dei nuovi rapporti di forza: rifiutare, far valere delle esigenze, divenire produttori, piuttosto che autori che non hanno niente di più dell&#039;insolenza dei domestici o delle esplosioni dei buffoni di corte.  Beckett, Godard hanno saputo tirarsene fuori e creare due modi differenti: ci sono molte possibilità , nel cinema, nell&#039;audiovisivo, nella musica, nelle scienze, nei libri... Ma i nouveaux philosophes, sono veramente l&#039;infezione che si sforza di impedire tutto questo. Niente di vivo passa dalle loro parti,  ma essi avranno compiuto la loro funzione se conserveranno a sufficienza la scena per mortificare qualcosa.

5 juin 1977.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontrare col proprio lavoro il lavoro dei musicisti, dei pittori o degli scienziati è la sola combinazione attuale che non si riferisca nè alle vecchie scuole nè a un  néo-marketing. Sono tali punti singolari che costituiscono i focolai di creazione, delle funzioni creatrici indipendenti dalla funzione autore, distaccate dalla funzione autore. Il che non vale soltanto per gli incroci di campi differenti, è ogni campo, ogni pezzo di campo, per quanto piccolo esso sia, ad essere fatto di tali incroci.<br />
I filosofi devono venire da ogni dove: non nel senso che la filosofia dipenderebbe da una saggezza popolare un pò ovunque, ma nel senso per cui ogni incontro ne produce,  allo stesso tempo che definisce un nuovo uso, una nuova posizione di connessione &#8211; musicisti selvaggi e radio pirata. (nel senso di radio libere, proibite all&#8217;epoca in Francia ndt)</p>
<p>Ebbene ogni volta che le funzioni creatrici disertano in tal modo la funzione- autore, la si vede rifugiarsi in un nuovo conformimo di  « promozione ». E&#8217; una serie di battaglie più o meno visibili: il cinema, la radio, l televisione sono la possibilità delle funzioni creatrici che hanno destituito l&#8217; Autore;  ma la funzione-autore si ricostituisce al riparo offerto dagli usi conformisti di questi media. Le grandi società di produzione si rimettono a favorire un  « cinema d’autore » ; Jean-Luc Godard trova allora il modo di far passare la creazione nella televisione; ma la potente organizzazione della televisione ha essa stesa delle funzioni-autore grazie a cui impedisce la creazione. </p>
<p>Quando la letteratura, la musica, ecc, conquistano i nuovi campi della creazione, la funzione autor si ricostituisce nel giornalismo che soffocherà le proprie funzioni creatrici e quelle della letteratura.  </p>
<p>E cosi&#8217; ritorniamo ai  nouveaux philosophes : hanno ricostituito una stanza soffocante, asfissiante, liddove si respirava un pò d&#8217;aria.  E&#8217; la negazione di ogni politica e  sperimentazione. Insomma, quello che gli rimprovero, è di fare un lavoro meschino; e che un tale lavoro si inserisce in un nuovo tipo di rapporto stampa-libro perfettamente reazionario: nuovo si, ma conformista nel senso più profondo    del termine. Anche se sparissero  domani, la loro impresa di Marketing sarebbe ricominciata. In effetti rappresenta la sottomissione di tutto il pensiero ai media: allo stesso tempo, offre a questi media il minimo di cauzione e tranquillità intellettuale per soffocare i tentativi di creazione che li farebbero muovere da soli. Tanti dibattiti cretini alla televisione, tanti piccoli film narcisisti d&#8217;autore &#8211; per quanta meno creazione possibile alla televisione e altrove. </p>
<p>Vorrei proporre una  charte degli intellettuali , nella loro situazione attuale rispetto ai media, tenuto conto dei nuovi rapporti di forza: rifiutare, far valere delle esigenze, divenire produttori, piuttosto che autori che non hanno niente di più dell&#8217;insolenza dei domestici o delle esplosioni dei buffoni di corte.  Beckett, Godard hanno saputo tirarsene fuori e creare due modi differenti: ci sono molte possibilità , nel cinema, nell&#8217;audiovisivo, nella musica, nelle scienze, nei libri&#8230; Ma i nouveaux philosophes, sono veramente l&#8217;infezione che si sforza di impedire tutto questo. Niente di vivo passa dalle loro parti,  ma essi avranno compiuto la loro funzione se conserveranno a sufficienza la scena per mortificare qualcosa.</p>
<p>5 juin 1977.</p>
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		<title>
		Di: magda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/11/14/di-gilles-deleuze-vo-version-originale/#comment-15979</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 14:38:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va beh allora riesumiamolo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va beh allora riesumiamolo!</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/11/14/di-gilles-deleuze-vo-version-originale/#comment-15978</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 14:33:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritengo, Magda, che ff stia continuando la traduzione dell&#039;intervista a Deleuze, quindi non prendertela con lui :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo, Magda, che ff stia continuando la traduzione dell&#8217;intervista a Deleuze, quindi non prendertela con lui :-)</p>
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		<title>
		Di: magda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/11/14/di-gilles-deleuze-vo-version-originale/#comment-15970</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 14:14:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma perchè LA rivoluzione deve essere dichiarata impossibile uniformemente e d’ogni tempo. ecco perchè tutti i concetti che cominciavano a funzionare in maniere differenziata, (i poteri, le resistenze , i desideri, perfino la plebe) sono di nuovo globalizzati, riuniti nella pallida unità di potere, della legge, dello Stato, ecc. Ecco perchè anche il Soggetto pensante riviene sulla scena, perchè la sola possibilità di rivoluzione , per i nouveaux philosophes, è l’atto puro del pensatore che la pensa impossibile:
posso amarti per procura?

In quanto ai talenti e alle competenze: certo l&#039;assuefazione ad un campo d&#039;indagine produce impoverimento e mancanza di idee su quell&#039;ambito di appartenenza, per questo è fondamentale mantenere sempre lo sguardo altrove, la dispersione professionale è una grande risorsa ideativa e formativa.
per dirigere un&#039;azienda io prenderei per esempio un umanista non un ingegnere che non ha per nulla la mente allenata all&#039;OLISMO.

quello che dici tu ci riconduce a Thomas Khun, all&#039;anomalia e la grande potenza della casualità nelle innovazioni scientifiche.

l&#039;interconnesione disciplinare è il grande nuovo orizzonte operativo, per tutti.
dai tieni una conferenza su questo che ti vengo a sentire.
Titolo: breck even point

perchè la rivoluzione DEVE essere possibile,(cazzo)!

lasciamo perdere come i politici utilizzano i contenuti filosofici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma perchè LA rivoluzione deve essere dichiarata impossibile uniformemente e d’ogni tempo. ecco perchè tutti i concetti che cominciavano a funzionare in maniere differenziata, (i poteri, le resistenze , i desideri, perfino la plebe) sono di nuovo globalizzati, riuniti nella pallida unità di potere, della legge, dello Stato, ecc. Ecco perchè anche il Soggetto pensante riviene sulla scena, perchè la sola possibilità di rivoluzione , per i nouveaux philosophes, è l’atto puro del pensatore che la pensa impossibile:<br />
posso amarti per procura?</p>
<p>In quanto ai talenti e alle competenze: certo l&#8217;assuefazione ad un campo d&#8217;indagine produce impoverimento e mancanza di idee su quell&#8217;ambito di appartenenza, per questo è fondamentale mantenere sempre lo sguardo altrove, la dispersione professionale è una grande risorsa ideativa e formativa.<br />
per dirigere un&#8217;azienda io prenderei per esempio un umanista non un ingegnere che non ha per nulla la mente allenata all&#8217;OLISMO.</p>
<p>quello che dici tu ci riconduce a Thomas Khun, all&#8217;anomalia e la grande potenza della casualità nelle innovazioni scientifiche.</p>
<p>l&#8217;interconnesione disciplinare è il grande nuovo orizzonte operativo, per tutti.<br />
dai tieni una conferenza su questo che ti vengo a sentire.<br />
Titolo: breck even point</p>
<p>perchè la rivoluzione DEVE essere possibile,(cazzo)!</p>
<p>lasciamo perdere come i politici utilizzano i contenuti filosofici.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/11/14/di-gilles-deleuze-vo-version-originale/#comment-15966</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 13:41:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quanto marketing quando
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto marketing quando<br />
effeffe</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/11/14/di-gilles-deleuze-vo-version-originale/#comment-15965</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2005 13:40:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che trovo disgustoso è molto semplice:  les nouveaux philosophes fanno una martirologia, il Goulag e le vittime della storia. Vivono di cadaveri. Hanno scoperto la funzione-testimone, che fa tutt&#039;uno con quella di autore o di pensatore (si veda il numero di Playboy : i testimoni siamo noi…). Ma non ci sarebbero mai state vittime se le stesse l&#039;avessero pensata allo stesso loro modo, o parlato come loro.  Bisognava che le vittime la pensassero e vivessero in tutt&#039;altro modo per offrire materia a quelli che piangono in loro nome, e che pensano in nome loro, e danno  lezioni in loro nome.. 
Coloro che mettono a rischio la propria vita la pensano generalmente in termini di vita, e non di morte, di amarezza e di vanità morbosa. 

I resistenti sono piuttosto dei goderecci. Non i è mai messo in prigione qualcuno a causa della sua impotenza o pessimismo, tutt&#039;altro. Dal punto di vista dei nouveaux philosophes, le vittime si sono fatte imbrogliare perchè non avevano ancora capito quello che  les nouveaux philosophes hanno capito.  Se facessi parte di un&#039;associazione farei causa ai  nouveaux philosophes, per il troppo disprezzo verso gli abitanti dei Goulag. 

- Quanto denunci il marketing lo fai perchè militi per una concezione del libro e delle scuole  alla vecchia maniera ? 

No, no, no. Non esiste da nessuna parte la necessità d&#039;una tale scelta: o marketing o vecchissima maniera.  Una tale scelta non è vera. Ciò che succede di vivo attualmente sfugge a una tale alternativa. Osservate come lavorino i musicisti, come lavori la gente nel campo scientifico, come cerchino di lavorare certi pittori , o come i geografi organizzino il loro lavoro ( cf. la revue Hérodote).

Il primo tratto distintivo sono gli incontri. Per niente attraverso  colloqui o dibattiti, ma lavorando in un campo, si incontrano persone che lavorano in tutt&#039;altro campo, come se la soluzione venisse sempre da altrove.  Non si tratta di comparare o di analogie intellettuali, ma di vere e proprie intersezioni, d&#039;incrociarsi di linee. Per esempio ( questo esempio è importante visto che i  nouveaux philosophes parlano molto di storia della filosofia ), André Robinet  rinnova  la storia della filosofia, con i computer ; incontrerà per forza Xenakis.  Che dei matematici possano far evolvere o modificare un problema di tutt&#039;altra natura non significa che il problema riceverà una soluzione matematica ma che comporta una sequenza matematica che si coniuga con altre sequenze. E&#039; ignobile il modo in  cui  les nouveaux philosophes trattano la scienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che trovo disgustoso è molto semplice:  les nouveaux philosophes fanno una martirologia, il Goulag e le vittime della storia. Vivono di cadaveri. Hanno scoperto la funzione-testimone, che fa tutt&#8217;uno con quella di autore o di pensatore (si veda il numero di Playboy : i testimoni siamo noi…). Ma non ci sarebbero mai state vittime se le stesse l&#8217;avessero pensata allo stesso loro modo, o parlato come loro.  Bisognava che le vittime la pensassero e vivessero in tutt&#8217;altro modo per offrire materia a quelli che piangono in loro nome, e che pensano in nome loro, e danno  lezioni in loro nome..<br />
Coloro che mettono a rischio la propria vita la pensano generalmente in termini di vita, e non di morte, di amarezza e di vanità morbosa. </p>
<p>I resistenti sono piuttosto dei goderecci. Non i è mai messo in prigione qualcuno a causa della sua impotenza o pessimismo, tutt&#8217;altro. Dal punto di vista dei nouveaux philosophes, le vittime si sono fatte imbrogliare perchè non avevano ancora capito quello che  les nouveaux philosophes hanno capito.  Se facessi parte di un&#8217;associazione farei causa ai  nouveaux philosophes, per il troppo disprezzo verso gli abitanti dei Goulag. </p>
<p>&#8211; Quanto denunci il marketing lo fai perchè militi per una concezione del libro e delle scuole  alla vecchia maniera ? </p>
<p>No, no, no. Non esiste da nessuna parte la necessità d&#8217;una tale scelta: o marketing o vecchissima maniera.  Una tale scelta non è vera. Ciò che succede di vivo attualmente sfugge a una tale alternativa. Osservate come lavorino i musicisti, come lavori la gente nel campo scientifico, come cerchino di lavorare certi pittori , o come i geografi organizzino il loro lavoro ( cf. la revue Hérodote).</p>
<p>Il primo tratto distintivo sono gli incontri. Per niente attraverso  colloqui o dibattiti, ma lavorando in un campo, si incontrano persone che lavorano in tutt&#8217;altro campo, come se la soluzione venisse sempre da altrove.  Non si tratta di comparare o di analogie intellettuali, ma di vere e proprie intersezioni, d&#8217;incrociarsi di linee. Per esempio ( questo esempio è importante visto che i  nouveaux philosophes parlano molto di storia della filosofia ), André Robinet  rinnova  la storia della filosofia, con i computer ; incontrerà per forza Xenakis.  Che dei matematici possano far evolvere o modificare un problema di tutt&#8217;altra natura non significa che il problema riceverà una soluzione matematica ma che comporta una sequenza matematica che si coniuga con altre sequenze. E&#8217; ignobile il modo in  cui  les nouveaux philosophes trattano la scienza.</p>
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