La mia rivoluzione mancata

di Franco Arminio

ogni tanto mi chiedo
come sarebbe la mia vita
se ti potessi abbracciare.
la tua bocca le tue mani
sono la mia rivoluzione mancata.
veramente non capisco
perché il tuo corpo con me
è così retrivo e reazionario.
non capisco neppure le poesie
che ho scritto e tutta la bellezza
che ho tentato per convincerti
che ti volevo.
da stamattina mi sento strettissimo
nella mia prigione
scrivo e respiro a vuoto
perché la carne vuole la carne
e io qui faccio il fantasma
mentre nel buio di dicembre
e dentro la mia pelle
si ripete l’amoroso crimine
della tua assenza.

  69 comments for “La mia rivoluzione mancata

  1. mag
    10 dicembre 2005 at 06:13

    :-)
    prova con “Ethica de More geometrico demonstrata”

  2. 10 dicembre 2005 at 14:55

    la carica di tensione d’Armio mi fa vibrare la pelle.

    esprimere il desiderio è un’esperienza grandiosa, lo faccio anche io e vorrei che lo facessimo più tutti quanti.

    b!

  3. mag
    10 dicembre 2005 at 18:33

    devo esprimere desiderio?

  4. giovanni
    11 dicembre 2005 at 09:31

    E perché no? Fidenti si attende.

  5. mag
    11 dicembre 2005 at 11:25

    invece per non compomettermi troppo m’immedesimo nella ipotetica Musa Arminiana:

    Da meteora non ambisco ad essere il tuo sole.
    perchè devi “rivoluzionare” la tua vita attono a me?
    Volevo parlarti dei miei affanni esistenziali e tu affannosamente respiri sul mio collo satellitando con fiato troppo corto.
    Guarda le mie parole, ascolta il sapore della mia voce….ma non alzare ad altare la tua sacra pulsione.
    Raccontami fiabe, cantami poesie e rose d’amore…mi basta assisterti dalla mia sicura distanza.
    Distante da te, calamità emozionale, richiesta pregnante di attenzione, che a me svagata, giunge come pressione.
    Allontana il tuo respiro greve gravidante…… forse saranno le mie parole a inseguirlo per costruire armonici sussurri amorosi.

  6. 11 dicembre 2005 at 12:40

    bel gioco, Mag. ma resta un gioco… il tuo!

    b!

    Nunzio Festa

  7. arminio
    11 dicembre 2005 at 12:43

    scriverò un pezzo sulle donne dal corpo reazionario. a me piacciono quelle che sanno coniugare spinoza e le seghe sotto il tavolo. proverò a spiegarmi….

  8. mag
    11 dicembre 2005 at 15:37

    sopra il tavolo va bene lo stesso?
    il mio è di vetro trasparente cosi Spinoza da sotto spia.

    @e tu fanne un altro e anNunzia una Festa.

  9. arminio
    11 dicembre 2005 at 16:35

    a me incuriosisce molto il sesso che accade immediatamente e ciò che non accade immediatmaente è male diceva kierkegaard

  10. mag
    11 dicembre 2005 at 18:49

    il sesso che accade immediatamente è ancora piu’ delirante se imprevisto, e se nascente da alchimie neuronali inedite.
    nel neuronale c’è tutto: parola, percezione, epidermide, ormoni,neurotrasmettitori….tutto….
    mi sono fatta spiegare l’orgasmo da un neurologo, sono rimasta allibita dalla quantità di modificazioni fisiologiche coinvolte.

    Altro che banale raptus erotico!

  11. 12 dicembre 2005 at 00:11

    Gulp! direi : l’amoroso crimine. DOPPIO gulp…

  12. snaporaz
    12 dicembre 2005 at 08:51

    “la carica di tensione d’Armio mi fa vibrare la pelle.
    esprimere il desiderio è un’esperienza grandiosa, lo faccio anche io e vorrei che lo facessimo più tutti quanti.”

    è vero! è vero!
    che vibrino, le nostre pelli!
    che si compiano grandiose le esperienze del desiderio!
    che sia arminio il faro della nostra notte!
    ecc!

  13. mag
    12 dicembre 2005 at 14:04

    Tramutoli, dai intervieni che mi fai ridere.

  14. arminio
    12 dicembre 2005 at 14:50

    ogni volta che qualcuno prova a esprimere ammirazione viene preso in giro. i disincantati, i disincarnati si divertono così.

  15. 12 dicembre 2005 at 16:13

    Questi qui sono cinici, Arminio, inzalluniti e secchi e aridi come vecchi presciutti, affumicati dalla vita, che non credono più a niente: di sicuro nelle loro vene riarse di antico pennicam non gira più uno straccio di ormone, che è uno: come pretendi che ti capiscano? che partecipino?
    Non dar retta, qui il tuo anelito è sprecato.

  16. mag
    12 dicembre 2005 at 17:06

    non so, non me ne intendo piu’ di naturalezza…sopratutto dopo “l’invasione” sulla mia pelle dei mercenari-testosteronici di stato.

    http://www.xs4all.nl/~welschen/Archief/rame.html

    in queste corcostanze serve molto di piu’ sviluppare autonomia da qualsiasi forma di dipendenza.
    anche dall’amore fisico.
    a mali estremi….

    ma se volete scherzare ancora sugli effetti non conoscendo le cause…fate pure.

  17. gibril
    12 dicembre 2005 at 20:35

    Mag,
    non riesco a decidermi se preferirti nella versione festiva o in quella feriale. In ogni caso sei adorabile. Insostituibile. :-)
    p.s.
    Anche Arminio lo è. E lo sa. Ma questo era scontato. :-)

  18. arminio
    12 dicembre 2005 at 21:26

    curioso leggere mag, gibril, e compagnia senza sapere che faccia che mestiere, che gambe che figli che mutande… certe volte mi bastano le parole, certe volte vorrei sapere chi viagga su questo treno in corsa, se viaggiamo noi persone o solo i nostra bagagli….

  19. gibril
    12 dicembre 2005 at 21:44

    Franco, io credo che se uno sposta un poco i bagagli, scopre (o intuisce: a volte è anche più importante e proficuo del disvelamento più totale) il volto, il sentire, i lineamenti più veri dei suoi interlocutori: immagino, ma credo di non essere lontano dal vero, che messi in un angolo (anche momentaneamente) certi addobbi (natalizi?), mag ti apparirebbe per quello che veramente è (e lo ha ampiamente dimostrato, coi suoi numerosi interventi su NI): una gran bella persona (in tutti i sensi).
    Un abbraccio

  20. gibril
    12 dicembre 2005 at 21:49

    E’ inutile dirti, Franco, tanto lo sai, che non sono l’agente di Mag: solo uno capace di ascoltarla, anche e soprattutto quando sembra, diciamo così, prendere un po’ le distanze. E’ allora che vuole far passare “qualcosa”, ed è allora che mi concentro di più. E quello che passa, molto spesso mi piace: in ogni caso mi stimola, tiene sveglie le mie sinapsi.
    Un riabbraccio.

  21. mag
    12 dicembre 2005 at 22:40

    Gibril….sai che ho corde molto sottili, invisibili e le fai vibrare in ultrasuoni.
    Anche io temo di essere autrice delle situazioni paradossali in cui mi vado a cacciare sfinendomi.
    Nel carattere c’è il destino.
    Non mi sarebbe capitato nulla se io non fossi curiosa, e se non avessi la mania di disvelare il nascosto marcio cosmo delle umane meschinità, comprese quelle di stato, alla pubblica critica, non solo in senso poetico o letterario, ma anche in senso giuridico.
    Sono apparentemente normale….nella media nazionale dai tratti somatici nordici e dalle forme mediterranee.
    Ancora qualche camionista per strada mi appella come in fondo a noi donne piace.
    formazione:imprenditoriale, pubbliche relazioni, comunicazione, copy-writer, formatore, hobbies legati all’attivismo sociale nelle file dei movimenti.
    Cultura universitaria, non laureata in Architettura e Filosofia.
    (all’attivo circa 50 esami di varie facoltà ma non comulabili.)
    Intuito autonomo dall’intelligenza, vive di vita propria producendo a volte colpi di genio, altri profondi dolori.
    sono per alcuni un life-coach, per altri definibili come Entità o Eminenze grigie come l’arco- pensiero forte da cui vengono gettati loro, le freccie presenzialiste.
    Nel quotidiano faccio la mamma, casalinga, attivista, e sabato alla festa della scuola, Emma, cantero’ anche una canzoncina con le altre mamme: Blowing in the wind di Bob Dylan ma in italiano cosi la capiscono tutti.(premio Montale 2001)

  22. non precluxiòn
    12 dicembre 2005 at 22:58

    clap, clap, clap! 6 1 mito, Mag!

  23. mag
    13 dicembre 2005 at 07:53

    non ci tengo al plauso, giuro, anche perchè non mi paga nessuno per “impegnarmi”.
    cmq grazie per la solidarietà che è quello a cui tengo veramente.

  24. arminio
    13 dicembre 2005 at 14:38

    mag mi incuriosisci molto. mi piacerebbe vedere il tuo corpo. inutile che faccia vedere il mio in quanto io dentro il mio corpo non ci sono

  25. emma
    13 dicembre 2005 at 14:40

    “…sabato alla festa della scuola, Emma, cantero’ anche una canzoncina con le altre mamme: Blowing in the wind di Bob Dylan ma in italiano cosi la capiscono tutti.(premio Montale 2001)..”

    Bellissimo Mag :-)

    http://www.homolaicus.com/arte/dylan/page4.htm

  26. 13 dicembre 2005 at 15:52

    puoi, per favore, spiegarmi quest’ultimo passaggio, Mag?

    che la mia lentezza meridiana, a volte, si presenta in forma d’ingenuità.

    b!

    Nunzio Festa.

    p.s. annunziato e salvato

  27. mag.
    13 dicembre 2005 at 16:46

    quale passaggio Nunzio? la solidarietà?

  28. mag.
    13 dicembre 2005 at 16:47

    ma Arminio nemmeno io dentro al mio…pero’ talvolta mi urla addosso e lo devo assecondare.

  29. 13 dicembre 2005 at 18:19

    no, quello relativo alla canzone.
    però ora ci sono. ho dato una sbirciata al tuo sito, Mag.

    b!

    Nunzio Festa

  30. 13 dicembre 2005 at 18:21

    mi intrometto anche in un’altra questione.

    fai bene ad assecondare.

    b!

    Nunzio Festa

  31. mag
    13 dicembre 2005 at 20:09

    si pero’ ho sempre paura che sia qualcuno “pilotato” appositamente per crearmi disagio…..vedi…questo succede a chi è stato “monitorato” dallo stato….nessuna intimità, nessun desiderio.
    come dire chi si è scottato con l’acqua fredda poi tema anche la calda.
    non voglio offrire nessuno strumento di pressione

  32. 13 dicembre 2005 at 20:57

    non sono del tutto d’accordo, in questo caso.
    perché penso che, noi Monitorati abbiamo desideri. intimità.
    abbiamo pure la capacità di bere acqua fredda oppure acqua calda, a seconda dei gusti e delle occasioni.
    questo penso.

    b!

    Nunzio Festa

    p.s. gli strumenti di pressione ci circondano, ma non ci appartengono del tutto. e noi non interamente non apparteniamo a loro.

  33. ambitziòn
    13 dicembre 2005 at 23:25

    I corpi
    queste ombre troppo lunghe dei nostri ricordi
    e blog.

    Così l’antico poeta e così pur’io, nell’ora che trista s’annera, anelando all’unione in ispirito e materia con Mag, Arminio e Nunzio Festa, se possibile tutti quanti insieme, in un tutt’uno magmatico e gioioso (l’anelito esprime un rigoroso ordine di preferenza, come ovvio)

  34. mag
    14 dicembre 2005 at 00:31

    grazie.
    pero’ quando ti trovi amanti storici che applicano procedure “diverse”, amici e parenti che ti vedono con altri occhi, orientati da divise a persuaderti, senza riuscirci, a cambiare il tuo modo di essere e vivere…quando vedi che tuoi amici voltagabbana fanno carriera in virtu della loro infedeltà verso di te e aderenza alla loro convenienza, pensi che L’Italia non sia un paese civile e che le massonerie tra i servizi d’ordine siano un must.
    cmq cerchero’ di mettermi in ascolto verso forme di energie “pulite”…

  35. francesco forlani
    14 dicembre 2005 at 09:35

    Mag sei elettrica!!!
    effeffe
    ps
    Arminio necessario. Proposta a tutti i presenti (e gli assenti) e se ognuno di noi adottasse una poesia di Arminio? Nel senso letterario, un testo a fronte di accompagnamento (anche se i pensieri di Franco viaggiano bene anche da soli)

  36. mag
    14 dicembre 2005 at 11:27

    va bene, io ne adotterei una meno spermatica.
    meno idraulica diciamo.
    piu’ platonica….:-)

  37. arminio
    14 dicembre 2005 at 11:35

    caro francesco
    qualcuno penserà che ti ho pagato….
    io sono come un contadino che ha i campi pieni di balle di fieno e nessun commerciante se le viene a comprare. intanto piove e il fieno marcisce.

  38. propositziòn
    14 dicembre 2005 at 13:50

    Esuberantissimo Fòrl’n’s, io, per me, tenderei ad adottarmi la Mag(da?). Se ti va bene che ti tieni la poesia quotidiana dell’ottimo Arminio, direi che mancano le firme in calce e poi il contratto c’è, valido e legittimo. Fàmmi sapere, please.

  39. 14 dicembre 2005 at 14:46

    sono disponibile per adozioni.

    b!

    Nunzio Festa

  40. 14 dicembre 2005 at 14:52

    SOSPENSIONE DESIDEROSA

    panni stesi vie strette
    e baci
    tutte qui sono
    le mie radici

    alzo in fretta
    la sua gonna corta
    ho su me
    alcool che mi trasporta

    vengo
    vado
    verso la cantilena
    che mi culla
    trastulla

    un battito di parole
    sale
    mi sfiora il corpo

    e guardo il corpo
    mio che
    vuole

    Nunzio Festa
    (questa, invece, è una mia inedita)

  41. francesco forlani
    14 dicembre 2005 at 15:43

    propositziòn ‘ndecente
    :-)
    effeffe
    ps
    un’opera leggera – un pamphlet

  42. kon triziòn
    14 dicembre 2005 at 15:57

    Or m’en vàtz con Hira
    de gràn Milan françinho
    nunça plu m’atìra
    rìr e ‘l bel visinho
    de alta dòmpna y fort
    que dìtz souvent la mort.
    Magd’agg’ coròna
    ke cor no l’abbandòna

    GLOSSA:
    Ottava rimata ababaaccdd, di significato incerto. Hira è forse una semidivinità connessa al culto dell’acrimonia, ma non è chiara l’attinenza con Milàn (sicuramente Milano) né per quali motivi a Milano possa associarsi la Francia. Mag è vezzeggiativo di Magda, personalità coeva all’autore.

  43. mag
    15 dicembre 2005 at 09:25

    mag da calusco d’adda.(dove c’è il ponte di ferro di s.michele)
    (anche leonardo veniva da un paesino del casso……)
    Nunzio, mi piace il tuo modo molto immaginifico, visionario e psichedelico di desiderare.

  44. mag
    15 dicembre 2005 at 09:27

    ecco è un modo aereo…..

  45. 15 dicembre 2005 at 10:35

    grazie.
    a me piace che me lo riconosca.

    b!

    Nunzio Festa

  46. giovanni
    15 dicembre 2005 at 10:37

    Sòr Magda de Mantecca
    que sta’ en borgo Calusco
    traita qual bistècca
    ‘l trobadòr corrusco.
    Tristeza nao finitz
    ni vers torn’ a la bòca
    a Dieus, Amor dispàritz
    avant que yo la tòca

    GLOSSA

    Ottava in trimetri rimati ababcdcd. Il poeta coevo lamenta l’indifferenza della dedicataria, di cui chiarisce probabilmente le origini ovvero almeno la residenza e/o il domicilio fiscale. Piuttosto scabrosa per i tempi l’allusione erotica al v.8.

  47. francesco forlani
    15 dicembre 2005 at 11:20

    Nunzio Festa
    già il nome è una poesia
    effeffe
    ps
    mi piace quello che vedi

  48. 15 dicembre 2005 at 12:35

    grazie effeeffe.

    t’invito a dare una sbirciata a http://www.liberalia.it

    è un’idea meridiana, ma vorrei sapere da Altri quanto riesce a esserlo.

    b!

    Nunzio Festa

  49. mag
    15 dicembre 2005 at 17:00

    DESIDERIO
    sovrano di barbari pulsioni nordiche
    dalle lunghe barbe e alabarde
    fu’ immolato dalla sacralità papale di Carlo Magno all’altare dell’amore cristiano agapico.
    ma riesumato dagli Indiani, suoi simili per tribalità, ritrova la sua effige in EROS suo germano.

  50. zamora
    15 dicembre 2005 at 17:24

    Oh, hermosa conjunción de sangre y flor,
    botón secreto que en la luz perfuma
    el nacimiento de la luz creciendo
    de entre los muslos de la bella echada.
    Ruda moneda o sol que exhala el día
    naciendo de ese cuerpo dolorido,
    presto al amor cuando el cenit empuje
    al adversario que agresivo avanza.
    Misterio entonces del ocaso ardiente
    cuando como en caricia el rayo ingrese
    en la sima voraz y se haga noche :
    noche perfecta de los dos amantes.

    GLOSSA

    Versi di poeta iberico, noto per aver ricevuto, presso che in articulo mortis, un premio Nobel. La citazione è dall’ultima lassa di un suo malnoto componimento, dal titolo esplicito di: El sexo. La implicit reader e dedicataria è presumibilmente contraria a espressioni tanto dirette di sensi e carnalità.

  51. mag
    15 dicembre 2005 at 19:32

    Monica Vitti sola in casa con un estraneo a Londra:

    Lui: ” baby, why are you lookin’ me so strong?”
    Lei: ” Cooommmmeeee, sono ore che te ne stai solo con una femmina caliente del zud e non ti venne nessun pensiero?”
    Lui:” and what have to do?”
    Lei”ma l’ommo se è ommo,se sta solo con una femmina la deve desiderare, guardare se non è ommo”
    Quindi Lui, le salta addosso.
    Lei si mette ad urlare come una pazza intorno al tavolo
    Lui:” perchè urli??!!! you say me to make sax with you!!!!!”
    Lei:”CETTTO, PECCHE’ IL VERO OMMO HA DA PROVACCI, MA LA VERA FEMMINA HA DA RESISTERE!

  52. mag
    15 dicembre 2005 at 19:33

    sex…no sax.-…..lapsus

  53. zamora
    15 dicembre 2005 at 20:01

    Che lapsus incantevole, peraltro (e senza tirare in mezzo il solito Freud, che pure direbbe la sua, figùr’t)

  54. mag
    16 dicembre 2005 at 00:46

    spero non ti riferisca al saxare simile al trombare.
    in realtà questo lapsus ha la ragione nel fatto che la musica mi eccita molto.

  55. giovanni
    16 dicembre 2005 at 09:54

    Che il sax possa esser simile a una tromba lo lascio dire a chi non eventualmente non distingua un bequadro da un passo carrabile. Il lapsus era incantevole per altri motivi, forse non così evidenti – a me sì, peraltro. Music is my special friend, dicea quel désso, che poi però è morto pure lui.

  56. mag
    16 dicembre 2005 at 12:46

    grazie Jo.
    very gentleman
    Are you English or Sicilian?
    :-)

    spesso sottovaluto la sensibilità maschile e la finezza dei sentimenti.
    Forse ci fa comodo credervi dei rudi per non prenderci la responsabilità di ascoltarvi e rispondere alle vostre dolcezze mancate a cui noi troppo spesso, distratte e prevenute, non rispondiamo.

    Faccio un Auto dA Fè

  57. giovanni
    16 dicembre 2005 at 13:21

    Neither the one nor the other, neither a gentleman nor an officer, for that matter.
    Non so che vi faccia comodo, non credo vi si possa accomunare in una seconda persona plurale, sono peraltro abbastanza sicuro che gli endecasillabi sciolti (e ogni tanto ipometri, più di rado ipermetri) della Gaetani stiano alla poesia di oggi come io sto all’ibridazione della Rosa Mystica in Australia o nel Sud-Est asiatico.

  58. mag
    16 dicembre 2005 at 16:29

    sono concorde con te e non capisco questa adulazione sterile se non funzionale al marketing, io la vivrei come un’onta…come un’offesa, come un riconoscimento di handicap, come la festa dell’8 marzo, la giornata dei disabili, come lo zuccherino al cavallo, come una punizione insomma.

    io parlavo della mia sindrome del riccio schopenhauer.

  59. 16 dicembre 2005 at 16:49

    penso che gli endecasillabi di G.G. abbiano doti e che, al di là delle adulazioni, sia una maniera coraggiosa di agitare il verso omologato. e anche i versi tendenti a un arcaica ricerca d’un certo passato stilistico, giustamente rinnegato.

    b!

    Nunzio Festa

  60. giovanni
    16 dicembre 2005 at 17:11

    Quale sarebbe il “passato stilistico, giustamente rinnegato”? Si sta scherzando, ovviamente. Qui c’è tanto di quel Burchiello da leggere, ancora.
    Nessuno nega doti agli endecasillabi postati di Gemma Gaetani. Ogni endecasillabo, per il solo fatto di esistere, è una dote in sé. Ma quelli di Gaetani non sono originali, non dispongono di voce propria, non sembrano in cerca di niente che non sia una buona promozione di se medesimi e della loro autrice.
    Mag, non so che sia il riccio Schopenhauer.

  61. mag
    16 dicembre 2005 at 17:54

    il filosofo dice di soffrire come il riccio, che se sta da solo ha freddo, ma se si unisce agli altri, pungendo e pungendosi, si fa male.

  62. mag
    16 dicembre 2005 at 17:56

    un po’ come la rana e lo scorpione.
    quindi l’aspetto inevitabile della propria natura.
    Temo esista un nucleo immodificabile del nostro modo di essere.

  63. mag
    16 dicembre 2005 at 18:14

    Giovanni, io non ho una conoscenza stilistico-letteraria per poter addure le tue considerazioni.
    Faccio lo stesso tipo di analisi nel quotidiano per percepire la falsità o l’autenticità caratteriale delle persone e forse i due percorsi, il mio e il tuo, hanno una qualche affinità semiologica.

  64. giovanni
    16 dicembre 2005 at 18:53

    L’età e gli affanni mi insegnarono la diffidenza pre e postgiudiziale nei riguardi dell’aggettivo: semiologico. Però è possibile che tu non abbia torto. Magari, ti spiegassi, capirei di preciso cosa intendi (non garantisco niente, però)

  65. mag
    16 dicembre 2005 at 23:55

    Non so tu da cosa deduci la non autenticità da uno stile letterario, immagino dalla conoscenza delle fonti autentiche e degli stilemi originari.
    supponiamo che i versi siano segni e che i gesti, le parole, i comportamenti umani altrettanto.
    Io intuisco la falsità di un comportamento, oltre che dall’imitare modi noti, o dal scimmiottare stili trend, dal fatto che l’autenticità delle espressioni, tutte le espressioni, ha un ‘armonia intriseca ed una incrociabilità piuttosto facile, cioè parola, sguardo gesto, voce, movimento sono convergenti ad una idea, che solitamente è anche l’anima della persona, tutto questo unito, nel caso della autenticità appunto, forma un campo olistico, ovvero un campo in cui il tutto comportamentale è molto piu’ della somma quantitativa delle singole parti.
    L’autenticità sprigiona un’ energia inequivocabile che la copia umana o il falso umano non puo’ avere.
    la forza della propria natura allo stato nascente, non mediata , non pensata, non filtrata dall’inganno che è sempre la fasificazione.
    Ecco, la falsificazione è strumento molto improntante, molto vistoso ed è elemento primo di giudizio, anzi diventa il parametro interpretativo per il resto.
    A volte la cultura è inganno, è mediazione perversa che occlude la conoscenza della fonte autentica.

  66. giovanni
    17 dicembre 2005 at 05:49

    Magda, perdona, ma ho apito pochissimo di quel che dici nel commento sopra. Salvo questo: a volte la cultura è un inganno, mediazione che etc.
    Non sono d’accordo. Meglio essere almeno un po’ colti che del tutto o in parte incolti.

  67. mag
    17 dicembre 2005 at 06:43

    si, certo, mi riferivo allo stato di cultura contrapposta allo stato di natura dentro il quale qualsiasi interpretazione è piu’ facile.
    la cultura, sempre dal punto di vista ermeneutico, è un filtro, una barriera che spesso falsifica la vera realtà della persona, nazione, etnia, che la esprime.
    La nostra occidentale è cosi.
    Ma non tutte lo sono, esistono culture che invece enfatizzano i dati naturali delle etnie e li fissano in abitudini consolidate.
    ma torno all’rgomento: facciamo il contrario, dimmi tu come ti accorgi della inautenticità di un testo e del suo scarso valore.

  68. giovanni
    17 dicembre 2005 at 11:35

    Non sono certo che rilevi se un testo è autentico o no – salvo che s’intenda l’aggettivo nella sua accezione giuridica (p.es. interpretazione autentica). Mi fido di più dei testi attorno ai quali, se non proprio dentro ai quali, si agita un po’ di vita. Di recente, e fermandosi alla prosa italiana: Franchini, Orengo, Zangrando, Avoledo, Bianchi (don Luisito), Vorpsi, Argentina. La vita dentro eslasho attorno a un testo è comunque un dato di fatto: non comporta di per sé nessun beneamato giudizio di valore e anche meno di merito.

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