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	Commenti a: Il dramma della vita	</title>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18150</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2005 15:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domanda impossibile Wovoka, lo so. 
Tuttavia la tua risposta mi è utile.
Del furore continuo a non condividere i “modi”, ne capisco un po’ di più le ragioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda impossibile Wovoka, lo so.<br />
Tuttavia la tua risposta mi è utile.<br />
Del furore continuo a non condividere i “modi”, ne capisco un po’ di più le ragioni.</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18101</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2005 08:37:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo si tratti di una domanda impossibile, che dipende da troppi presupposti non esplicitati. E&#039; un po&#039; come chiedere che percentuale di fuffa ci sia nella religione cattolica. 

Se sei un fruitore &quot;ingenuo&quot;, che tende a credere alle narrative che si situano appena al di sotto degli slogan pubblicitari, che crede, per esempio, che gli artisti contemporanei potrebbero, se lo volessero, &quot;dipingere come un Raffaello&quot;, ma che rinunciano eroicamente a questa facile possibilità di far soldi per intraprendere strade più autentiche ed ingrate ma che comunque (siccome alla fine c&#039;è, la Provvidenza) possono condurli ugualmente alla Gloria, allora potrei dirti: 100% - esattamente come ad un fedele ingenuo della fede cattolica che mi incalzasse dovrei rispondergli che, beh, secondo me, no: le sue pratiche, per quanto possano avere risvolti ammirevoli, non lo porteranno in alcun paradiso di angioletti, come non troveranno alcun paradiso ad attenderli i kamikaze di ogni sorta. 

Soltanto che l&#039;arte, proprio come le fedi religiose, ammette molteplici strati di complessità, di consapevolezze parziali, in cui verità e menzogna si intrecciano in maniere che sgomentano (proprio come all&#039;interno di noi stessi). Dunque ad ogni livello questa percentuale di fuffa potrebbe oscillare senza senso alcuno, fino a dimostrarsi una &quot;misura&quot; del tutto inadeguata. 

Ma non voglio evadere troppo, allora ti dico, senza alcuna pretesa d&#039;autorità perché qui espongo soltante le &quot;evidenze&quot; legate al mio percorso personale, cioé al mio corpo (per ricollegarci a tutto questo discorso) e quindi ritengo giusto sottolinearne l&#039;arbitrarietà e presentarle con una certa umiltà non simulata, che mi ritrovo abbastanza bene nelle posizioni del critico americano Donald Kuspit [ http://www.artnet.com/magazine/features/kuspit.asp - NB: ne apprezzo le posizioni teoriche, le critiche sui singoli artisti non mi interessano molto] il quale - detta proprio in due parole - riesce a &quot;credere&quot; all&#039;autenticità di fondo del modernismo, ma non alle nozze mistiche con il denaro che si sono consumate con il postmodernismo. Ma ripeto, detta in due parole DEVE suonare come una cazzata. Il modernismo fornisce una molteplicità di lezioni, assai diverse da quelle che possiamo trarre dai vecchi maestri, il postmodernismo ne fornisce certamente di altre, forse ancora più sottili, ancora più abissali, ma che distano infinitamente dall&#039;approccio ingenuo che viene proposto alle masse, che si configura quindi come un&#039;autentica, assolutamente paradigmatica e quindi degna della massima attenzione, FRODE. 

Oltre a questo bisogna considerare che l&#039;arte è fatta da una miriade di singoli artisti che si distribuiscono a diversi livelli e adottano diversi procedimenti (tradizionalista, modernista, avanguardista, postmodernista) e dunque ci si può trovare di tutto (per tacere degli altri &quot;agenti&quot; in causa). Non credo però assolutamente alla favola che se uno è bravo, ha &quot;talento&quot;, troverà la sua strada: ci sono artisti notevolissimi, già morti e sepolti e destinati semplicemente all&#039;oblio, mentre osserviamo la danza macabra di quei pagliacci che sarebbero poi &quot;i Grandi&quot; della scena internazionale: Hirst, Cattelan e via dicendo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo si tratti di una domanda impossibile, che dipende da troppi presupposti non esplicitati. E&#8217; un po&#8217; come chiedere che percentuale di fuffa ci sia nella religione cattolica. </p>
<p>Se sei un fruitore &#8220;ingenuo&#8221;, che tende a credere alle narrative che si situano appena al di sotto degli slogan pubblicitari, che crede, per esempio, che gli artisti contemporanei potrebbero, se lo volessero, &#8220;dipingere come un Raffaello&#8221;, ma che rinunciano eroicamente a questa facile possibilità di far soldi per intraprendere strade più autentiche ed ingrate ma che comunque (siccome alla fine c&#8217;è, la Provvidenza) possono condurli ugualmente alla Gloria, allora potrei dirti: 100% &#8211; esattamente come ad un fedele ingenuo della fede cattolica che mi incalzasse dovrei rispondergli che, beh, secondo me, no: le sue pratiche, per quanto possano avere risvolti ammirevoli, non lo porteranno in alcun paradiso di angioletti, come non troveranno alcun paradiso ad attenderli i kamikaze di ogni sorta. </p>
<p>Soltanto che l&#8217;arte, proprio come le fedi religiose, ammette molteplici strati di complessità, di consapevolezze parziali, in cui verità e menzogna si intrecciano in maniere che sgomentano (proprio come all&#8217;interno di noi stessi). Dunque ad ogni livello questa percentuale di fuffa potrebbe oscillare senza senso alcuno, fino a dimostrarsi una &#8220;misura&#8221; del tutto inadeguata. </p>
<p>Ma non voglio evadere troppo, allora ti dico, senza alcuna pretesa d&#8217;autorità perché qui espongo soltante le &#8220;evidenze&#8221; legate al mio percorso personale, cioé al mio corpo (per ricollegarci a tutto questo discorso) e quindi ritengo giusto sottolinearne l&#8217;arbitrarietà e presentarle con una certa umiltà non simulata, che mi ritrovo abbastanza bene nelle posizioni del critico americano Donald Kuspit [ <a href="http://www.artnet.com/magazine/features/kuspit.asp" rel="nofollow ugc">http://www.artnet.com/magazine/features/kuspit.asp</a> &#8211; NB: ne apprezzo le posizioni teoriche, le critiche sui singoli artisti non mi interessano molto] il quale &#8211; detta proprio in due parole &#8211; riesce a &#8220;credere&#8221; all&#8217;autenticità di fondo del modernismo, ma non alle nozze mistiche con il denaro che si sono consumate con il postmodernismo. Ma ripeto, detta in due parole DEVE suonare come una cazzata. Il modernismo fornisce una molteplicità di lezioni, assai diverse da quelle che possiamo trarre dai vecchi maestri, il postmodernismo ne fornisce certamente di altre, forse ancora più sottili, ancora più abissali, ma che distano infinitamente dall&#8217;approccio ingenuo che viene proposto alle masse, che si configura quindi come un&#8217;autentica, assolutamente paradigmatica e quindi degna della massima attenzione, FRODE. </p>
<p>Oltre a questo bisogna considerare che l&#8217;arte è fatta da una miriade di singoli artisti che si distribuiscono a diversi livelli e adottano diversi procedimenti (tradizionalista, modernista, avanguardista, postmodernista) e dunque ci si può trovare di tutto (per tacere degli altri &#8220;agenti&#8221; in causa). Non credo però assolutamente alla favola che se uno è bravo, ha &#8220;talento&#8221;, troverà la sua strada: ci sono artisti notevolissimi, già morti e sepolti e destinati semplicemente all&#8217;oblio, mentre osserviamo la danza macabra di quei pagliacci che sarebbero poi &#8220;i Grandi&#8221; della scena internazionale: Hirst, Cattelan e via dicendo.</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18092</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 21:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Wovoka, non ti chiedo un approfondimento, magari solo i brevi cenni sull’universo. 
Meglio ancora una risposta banale, secca.
Se non ti va di dire un sì o un no, dimmi allora in che percentuale l’arte dei contemporanei è fatta di fuffa.
È parte essenziale del discorso che si è svolto qui, mi sembra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wovoka, non ti chiedo un approfondimento, magari solo i brevi cenni sull’universo.<br />
Meglio ancora una risposta banale, secca.<br />
Se non ti va di dire un sì o un no, dimmi allora in che percentuale l’arte dei contemporanei è fatta di fuffa.<br />
È parte essenziale del discorso che si è svolto qui, mi sembra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18086</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 19:46:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#062; Dunque l’arte contemporanea è tutta da buttare? 

Beh, qui si aprirebbe un discorso potenzialmente infinito, dato che l&#039;arte contemporanea è al centro dei miei interessi. Se desideri qualche riferimento o approfondimento in proposito scrivimi a wovoka@hotmail.it

Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; Dunque l’arte contemporanea è tutta da buttare? </p>
<p>Beh, qui si aprirebbe un discorso potenzialmente infinito, dato che l&#8217;arte contemporanea è al centro dei miei interessi. Se desideri qualche riferimento o approfondimento in proposito scrivimi a <a href="mailto:wovoka@hotmail.it">wovoka@hotmail.it</a></p>
<p>Ciao</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18085</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 19:07:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non voglio conciliare alcunché. Cerco di capire.
Immagino che il mercato e i piccoli / grandi potentati (critici e altro) c’entrino qualcosa.
Ma chiedo: al di là dei casi più o meno clamorosi costruiti ad arte (è il caso di dirlo) da critica e mercato, non si salva niente, proprio niente? Non esiste alcuna possibilità di individuare valori (artistici) in qualche misura condivisi o condivisibili?
È tutto frutto di lotte di potere / di spettacolo, guerre per bande, rapporti di forza e - in ultima analisi - CASO?
Dunque l’arte contemporanea è tutta da buttare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio conciliare alcunché. Cerco di capire.<br />
Immagino che il mercato e i piccoli / grandi potentati (critici e altro) c’entrino qualcosa.<br />
Ma chiedo: al di là dei casi più o meno clamorosi costruiti ad arte (è il caso di dirlo) da critica e mercato, non si salva niente, proprio niente? Non esiste alcuna possibilità di individuare valori (artistici) in qualche misura condivisi o condivisibili?<br />
È tutto frutto di lotte di potere / di spettacolo, guerre per bande, rapporti di forza e &#8211; in ultima analisi &#8211; CASO?<br />
Dunque l’arte contemporanea è tutta da buttare?</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18084</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 17:54:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#062; Non esiste alcuna possibilità di condividere - in buona fede e senza feticci - un giudizio sulla “luna”?

Non lo so. Ma ho come l&#039;impressione che tu stia cercando di sanare la dissonanza cognitiva che forse le mie parole ti hanno fatto intravedere (oppure che semplicemente vedi operare in me) attraverso qualche formula generale conciliatoria, magari attraverso le vecchie opposizioni tra ragione e sentimento, scienze della natura e scienze dello spirito, explaining e understanding. Io preferisco lasciare la questione aperta, la piaga sanguinare.
Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; Non esiste alcuna possibilità di condividere &#8211; in buona fede e senza feticci &#8211; un giudizio sulla “luna”?</p>
<p>Non lo so. Ma ho come l&#8217;impressione che tu stia cercando di sanare la dissonanza cognitiva che forse le mie parole ti hanno fatto intravedere (oppure che semplicemente vedi operare in me) attraverso qualche formula generale conciliatoria, magari attraverso le vecchie opposizioni tra ragione e sentimento, scienze della natura e scienze dello spirito, explaining e understanding. Io preferisco lasciare la questione aperta, la piaga sanguinare.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18083</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 16:37:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si, mi accorgo che quella frase può significare un &quot;tirarsi fuori&quot;, un credersi migliori, esenti, puri, liberi. Assolutamente no. Dici benissimo:
 
&quot;è anche una rinuncia difensiva, o una scelta tattica (o strategica)&quot;
-----------------------------------------------------------------------------

sottoscrivo pienamente.
Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, mi accorgo che quella frase può significare un &#8220;tirarsi fuori&#8221;, un credersi migliori, esenti, puri, liberi. Assolutamente no. Dici benissimo:</p>
<p>&#8220;è anche una rinuncia difensiva, o una scelta tattica (o strategica)&#8221;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>sottoscrivo pienamente.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18078</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 15:39:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;…io sono “artista” sui generis che non mira a “quei” risarcimenti: per avere l’arte ho ritenuto opportuno rinunciarvi - farla risprofondare nel “simbolo privato&quot;, ed è questa libertà che mi ha reso il gioco nuovamente divertente.”

Ci si potrebbe chiedere se il ritrarsi nel “simbolo privato” è per davvero approdo alla libertà, se non è anche una rinuncia difensiva, o una scelta tattica (o strategica).
Più in generale chiedo (sempre che abbia capito il discorso): chi lascia il “privato” e si avventura all’“esterno” è qualcuno che in un modo o nell’altro è disposto all’”imbroglio”, o a venire a patti con l’“imbroglio”?
Non esiste alcuna possibilità di condividere - in buona fede e senza feticci - un giudizio sulla “luna”?
L’unica cosa che rimane è l’esame “scientifico” del dito, lo smascheramento dell’imbroglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;…io sono “artista” sui generis che non mira a “quei” risarcimenti: per avere l’arte ho ritenuto opportuno rinunciarvi &#8211; farla risprofondare nel “simbolo privato&#8221;, ed è questa libertà che mi ha reso il gioco nuovamente divertente.”</p>
<p>Ci si potrebbe chiedere se il ritrarsi nel “simbolo privato” è per davvero approdo alla libertà, se non è anche una rinuncia difensiva, o una scelta tattica (o strategica).<br />
Più in generale chiedo (sempre che abbia capito il discorso): chi lascia il “privato” e si avventura all’“esterno” è qualcuno che in un modo o nell’altro è disposto all’”imbroglio”, o a venire a patti con l’“imbroglio”?<br />
Non esiste alcuna possibilità di condividere &#8211; in buona fede e senza feticci &#8211; un giudizio sulla “luna”?<br />
L’unica cosa che rimane è l’esame “scientifico” del dito, lo smascheramento dell’imbroglio?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18069</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 12:29:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1565#comment-18069</guid>

					<description><![CDATA[Ah beh, in teoria la stessa, ma io sono &quot;artista&quot; sui generis che non mira a &quot;quei&quot; risarcimenti: per avere l&#039;arte ho ritenuto opportuno rinunciarvi - farla risprofondare nel &quot;simbolo privato&quot;, ed è questa libertà che mi ha reso il gioco nuovamente divertente. Volevo aggiungere una riflessione:

La menzogna è tesa e circospetta perché continuamente insidiata dalla realtà dei fatti. Ha quindi bisogno di ieraticità e di dogmi, di rituali immutabili, di distanze incolmabili, di differenze essenziali, di palcoscenici sopraelevati. Non può permettersi uno sguardo rilassato che vaghi curioso: va guardata la luna, non il dito che te la indica!!! Infatti cerca immediatamente di chiamare idiota chiunque si permetta di smontare le sue costruzioni &quot;a senso unico&quot;: &quot;ah, se fai così la garanzia decade. Non tornare dopo qui a piangere, sai?&quot;. 
Eppure, basta un singolo fatto a smentirla. Uno qualsiasi, se inteso &quot;fenomenologicamente&quot;. Riprendiamo queste parole di Novarina:

“Essendo deciso a fare 2587 disegni in due giorni, ogni tanto scendevo nella sala in basso per disegnare, rapidissimamente, cinquanta fogli trovati sul tavolo, per poi tornare a esecuzioni più accurate nella sala espositiva dell’azione disegno. L’ultimo fu Adamo, apparso verso le quattro del mattino. Successivamente quei disegni, incorniciati, sono stati esposti in varie gallerie, a Parigi e in Francia.”

Ora, cosa c&#039;è di più stupefacente?

LA LUNA: cioè l&#039;assurda performance di uno &quot;stupidotto&quot; (in senso metafisico, cioè al cospetto della Morte, di quell&#039;Alfa e Omega che conosceremo tutti / inversamente, nel senso &quot;umano&quot;, sociale, adattativo, &quot;animale&quot;, è certamente uomo di grande astuzia e abilità, che ha saputo muoversi bene nel complicato paesaggio &quot;dei possibili&quot; culturali - ora, sta proprio in questo scarto, secondo me, l&#039;essenza del &quot;trickster&quot;). Se uno è pittore, basta sentire &quot;2587 disegni in due giorni&quot; per classificare il &quot;collega&quot; senza bisogno di esaminarne l&#039;opera, io comunque quei disegni li ho guardati.

oppure

IL DITO: cioè la strutturazione di credenze e disposizioni (meccanismi a molla) che fa sì che un simile prodotto - buono al più per uno scherzo, o una performance delirante - venga raccolto, incorniciato, feticizzato, e fatto girare per tutta la Francia? 

Per me certamente il dito. Per gli orgogliosissimi detentori di quei particolarissimi (e dunque &quot;distintitivi&quot;) meccanismi a molla, evidentemente, la luna. 

Quando ci renderemo conto che ciascuno di noi ha i propri meccanismi a molla (disposizioni estetiche) e quanto sia futile affannarsi per fare prevalere i propri? Sarà magari anche divertente ma è anche futile, esattamente come &quot;tifare&quot; per una squadra di calcio. Ma i tifosi almeno non aspirano all&#039;universalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah beh, in teoria la stessa, ma io sono &#8220;artista&#8221; sui generis che non mira a &#8220;quei&#8221; risarcimenti: per avere l&#8217;arte ho ritenuto opportuno rinunciarvi &#8211; farla risprofondare nel &#8220;simbolo privato&#8221;, ed è questa libertà che mi ha reso il gioco nuovamente divertente. Volevo aggiungere una riflessione:</p>
<p>La menzogna è tesa e circospetta perché continuamente insidiata dalla realtà dei fatti. Ha quindi bisogno di ieraticità e di dogmi, di rituali immutabili, di distanze incolmabili, di differenze essenziali, di palcoscenici sopraelevati. Non può permettersi uno sguardo rilassato che vaghi curioso: va guardata la luna, non il dito che te la indica!!! Infatti cerca immediatamente di chiamare idiota chiunque si permetta di smontare le sue costruzioni &#8220;a senso unico&#8221;: &#8220;ah, se fai così la garanzia decade. Non tornare dopo qui a piangere, sai?&#8221;.<br />
Eppure, basta un singolo fatto a smentirla. Uno qualsiasi, se inteso &#8220;fenomenologicamente&#8221;. Riprendiamo queste parole di Novarina:</p>
<p>“Essendo deciso a fare 2587 disegni in due giorni, ogni tanto scendevo nella sala in basso per disegnare, rapidissimamente, cinquanta fogli trovati sul tavolo, per poi tornare a esecuzioni più accurate nella sala espositiva dell’azione disegno. L’ultimo fu Adamo, apparso verso le quattro del mattino. Successivamente quei disegni, incorniciati, sono stati esposti in varie gallerie, a Parigi e in Francia.”</p>
<p>Ora, cosa c&#8217;è di più stupefacente?</p>
<p>LA LUNA: cioè l&#8217;assurda performance di uno &#8220;stupidotto&#8221; (in senso metafisico, cioè al cospetto della Morte, di quell&#8217;Alfa e Omega che conosceremo tutti / inversamente, nel senso &#8220;umano&#8221;, sociale, adattativo, &#8220;animale&#8221;, è certamente uomo di grande astuzia e abilità, che ha saputo muoversi bene nel complicato paesaggio &#8220;dei possibili&#8221; culturali &#8211; ora, sta proprio in questo scarto, secondo me, l&#8217;essenza del &#8220;trickster&#8221;). Se uno è pittore, basta sentire &#8220;2587 disegni in due giorni&#8221; per classificare il &#8220;collega&#8221; senza bisogno di esaminarne l&#8217;opera, io comunque quei disegni li ho guardati.</p>
<p>oppure</p>
<p>IL DITO: cioè la strutturazione di credenze e disposizioni (meccanismi a molla) che fa sì che un simile prodotto &#8211; buono al più per uno scherzo, o una performance delirante &#8211; venga raccolto, incorniciato, feticizzato, e fatto girare per tutta la Francia? </p>
<p>Per me certamente il dito. Per gli orgogliosissimi detentori di quei particolarissimi (e dunque &#8220;distintitivi&#8221;) meccanismi a molla, evidentemente, la luna. </p>
<p>Quando ci renderemo conto che ciascuno di noi ha i propri meccanismi a molla (disposizioni estetiche) e quanto sia futile affannarsi per fare prevalere i propri? Sarà magari anche divertente ma è anche futile, esattamente come &#8220;tifare&#8221; per una squadra di calcio. Ma i tifosi almeno non aspirano all&#8217;universalità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/12/13/il-dramma-della-vita/#comment-18064</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 11:24:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In che cosa il &quot;risarcimento&quot; a cui mira l’“artista” è diverso da quello a cui aspira il “poeta”?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In che cosa il &#8220;risarcimento&#8221; a cui mira l’“artista” è diverso da quello a cui aspira il “poeta”?</p>
]]></content:encoded>
		
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