Page Blanche à la POESIE

A seguito di analisi, considerazioni, letture e soprattutto incontri, lanciai qualche tempo fa, tra i commenti di Nazione Indiana la proposta seguente: (due punti) visto che le antologie imperversano (nel senso di rendere ancora più perversi i rapporti tra poeti ed editori, critici e poeti, e soprattutto poeti e poeti) propongo ufficialmente l’edizione On Line e su supporto cartaceo di “Page Blanche à la Poesie”. Il progetto è partito sul sito www.lellovoce.it un mesetto fa e vi hanno aderito i poeti che seguono. Con la stessa veste grafica delle pagine Bianche si pubblicheranno in ordine alfabetico e divisi in settore geografico, nome del poeta e un verso, una frase poetica. Prendendo spunto da una conversazione avuta con Massimo Rizzante, in cui provocatoriamente, mi diceva che per essere poeti bisogna aver scritto un verso di autentica poesia (del resto ci ricordiamo sempre e comunque un verso dei grandi poeti, a meno che non lo si ami a tal punto da mandare a memoria intere poesie, come mi è capitato con Esenin e Dino Campana) la strutttura si presenterebbe più o meno così.
Effeffe
ps

@ Maria Valente che chiedeva se l’annuaire fosse aperto a tutti rispondo che per Page Blanche à la Poesie, vale quel che capitò al protagonista di America (Kafka) “All’angolo di una strada Karl vide un manifesto con questa scritta: “Oggi dalle sei di mattina a mezzanotte, all’ippodromo di Clayton, viene assunto personale per il Teatro di Oklahoma! Il grande Teatro di Oklahoma vi chiama! Vi chiama solamente oggi, per una volta sola! Chi perde questa occasione la perde per sempre! Chi pensa al proprio avvenire, è dei nostri. Tutti sono i benvenuti!

Reggio Emilia, Giovanni Spadaccini: siamo stati così violentemente noi stessi da illuderci che saremmo anche rimasti noi stessi.

Laura Cantelmo , Dentro l’arcano è la vita,/respira tra le dita/consunte di una mano.

Milano, Mara Dorkus Scrivere un verso/è il gesto di chi ha sete /aprire un varco/ all’acqua del silenzio che lo cerca.

New York, j. Robert Oppenheimer: è l’ottimista a credere che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista lo sa.

Emma, E’ bello soffrire, / per poi poterne scrivere / tra un tormento e l’altro.”

Franz Krauspenhaar, E’ bello soffrire, per poi poterne scrivere tra un tormento e l’altro.

Roma Gabriele Pepe /grassa siringa mi voglio suonare/

Torino, Matteo De Simone , Non dovresti parlare, uomo, scrivere nemmeno, ma latrare, ragliare. O tacere, come una chiave sul cuscino.
Dormi, davanti a una porta chiusa male. Dall’altra parte tua moglie intrattiene il postino.

Pomarico (MT), Nunzio Festa, per fare bellezza / come una puttana

Sesto San Giovanni – Alessio Luise – Dato che il dire da voce alla bocca dico una canzone. “nel magari che non esistiamo, la verità è scrivere a voce”

Alessandro Mazzà Che differenza fa/quell’attimo fuggente?/Anche l’eternità/è multiplo di niente.

Wovoka, Le “Page Blanche à la Poesie” come copiatura, come ripetizione ennesima dello stesso gesto, la riproduzione come riproduzione anastatica, come campionatura, il ritorno dell’identico che fa il volto di Di Canio

Albalunga – Adam Vaccaro, Un cielo rosso stinge colori inabitabili/ bellissimi sogni scoppiati palloncini/ / Niente è perduto la gola vuole dire/ se niente è stato trovato

Genio propone, Montale Eugenio, Genova. Spesso il male di vivere ho incontrato

Milano, Sergio La Chiusa, Scendiamo a patti per tappare buchi d’aria

Potenza, Giancarlo Tramutoli , Ieri ho visto due cani guardarsi in umanesco.

Massa, Marco Rovelli , Non resta che la vita, il bordo affilato delle cose.

Bartolomeo Di Monaco , Cerco/sotto l’acqua piovana/azzurre/nere barche/che vedo sulle tue/mani./Ti aspetto qui./Camminiamo rovesciati.

Milano – Fabiano Alborghetti “…cosi alternati tra costanza e sottrazione.”

Torino – Alessandra Gallo – Domenica mattina – Mi arriccio su me stessa come burro

Giuseppe Iannozzi , E lo so, che è un po’ difficile starmi dietro: è solo che son sempre pieno di idee, così scrivo e scrivo. Poi non è detto che tutto quello che scrivo sia buono, però… ^____^

Torino, Mauro Agaliati Cosa ho nelle tasche: nebbia

Parigi Torino, Francesco Forlani Sale il bisbiglio e sa di pane e sassi

Francoforte – Venezia, Italo Testa, Un bacillo di benessere il tuo bacio

Milano, Biagio Cepollaro, (ma l’immagine che decide è la caduta) (come voltarsi sul fianco e non lanciarsi le forbici) www.cepollaro.it

Grottaglie (Taranto) Rossano Astremo Tutto si apre, sprofonda nel lutto della vita

Verona, Massimo Rizzante “Chiunque io sia non saprò mai chi mi ha messo a fuoco”

Napoli, Mariano Baino, m’imbuio di limitato

Lecce – Boston. Tiziano Serra . Finiamola di fare bolle da tutte le parti/ noi/ non sappiamo che farcene di un paio di baci sulle guance

Torino, Riccardo Brosio Nell’attesa il tempo si dilata e diventa vento

Milano Francesco Marotta -“scrivere per dire il delirio che spira osando carte”

Verona. Silvia Molesini. distribuite hai le prime e le ultime distanze/ nella dimora medagliata/ del dio nano.

Anonimo , ti mostrerò un destino sul palmo delle mie mani

Paola Musa , Le orbite degli occhi sono coppe da cui bevo a ritroso.

Roma. Marco Giovenale. Sentono il tempo. Sono ferite

Cuneo Scisci, Vecchio e stanco mi coglie la luce del nuovo giorno

Metz,Mario Salis, Pronti per l’imbarco ogni sera questa nave ammirate vola senza vela

Roma, San Pietroburgo, Alexandra Petrova, Ci inoltrammo nella segale alta prima ancora dell’alba.

dabbasso L.A. da RG La vita ci si scioglie nella sera e alibi è la gioia delle semine raccolte quando ieri ancora era.

Ragusa, Adriano Padua, non dirmi una parola anzi ansima

Bari, Francesco Sasso La vita: schiuma d’onda sullo scoglio

Torino – Enrico Remmert – Io mi agito combatto anelo spingo e non mi arrendo.

Napoli, Giancarlo Alfano, “querìamos lllorar / pero es en vano / lo lejos no se hace màs cercano / por ser por siempre”.

Rivoli Ricki Solo. Una finestra. Altre case. Sole. Altre finestre. Chiuse. Chiudo. Muoio.

Collepasso(LE) Irene_Leo , www.bloggers.it/Psiche “Il silenzio è voce, la parola urlo. La memoria infrangibile cristallo.La vita sobria follia…e Amore breve parentesi di sanità mentale”

Roma-Siracusa, Francesco Randazzo (…) temo l’oscurità del morso di squalo, la sconosciuta follia del tempo senza tempo.

Castel San pietro Terme (bo) Matteo Fantuzzi “Il portiere di riserva non esulta come gli altri”

Castellana Grotte (BA) Manila Benedetto : “quando tutto pare ancora / un anelito di cielo / in un centro commerciale di menti”

Cantello (Va) Alessandro Broggi “ogni inezia rimane in testa”

Padova – Nicola Molon “Quanti piccoli cuori sgangherati”

Verona Nevio Gàmbula Valore che si valorizza, valore a me straniero, sei la mia dannazione; ma: questo corpo deve valorizzarsi, vacillando deve – ed è il punto da cui parto (qui è la mia fine) – non me ne vanto e affogo nel calcolo (se valgo vivo), là dove x = c + (v + ^ v) vale la mia dissoluzione, la mia trasformazione in valuta, la mia alienazione definitiva, ma – valente contraddizione! – può anche essere il varo della mia ribellione.PS: la metrica è inessenziale

Roma Francesca Sallusti – Rammenda i miei occhi come un tempo si barattava l’orzo.

Roma Lorenzo Carlucci – “La fatica ti rompe le tasche”

Milano, Giorgio Mascitelli”Non è vero che ci sono più cose tra il cielo e la terra di quante si possano immaginare.Ogni cosa che c’è le scavano fuori con i sondini e le misurano”.

Laura Pugno, “Il tuo nome è tè, fatto con polvere d’oro”.

Brescia, Gherardo Bortolotti, “aggiunte all’elenco dei propri sospetti”

Foggia, Giuseppe Cornacchia , manufatti servizi poi finanza

Ragusa Antonella Pizzo Un tempo eravamo fluidi, filo d’acqua legato a nodo stretto.

Arezzo-Genova Piero Cademartori verso quel verso sovverso e perverso

Torino Alberto Bocca sulle tue labbra passo come vento / che mai diventa sospiro

Trieste Luigi Nacci, Precipiterò dall’ultimo piano del tuo nome

Parigi Milano Andrea Inglese E la tortura esiste. E i fiori di rosmarino esistono.

Londra, Gabriele Albarosa, “In giacca e cravatta, ebbro, piscia sul muro – come fosse invisibile”

Trieste Luigi Nacci quelli che / se trovano per terra un amore / lo riportano al proprietario

Capua – Maria Valente “vita mi ferisce tra le gambe”

Milano, Gabriella Fuschini Le rose che non colsi giacciono nella mente

Treviso o Napoli? Lello Voce “tutto va nel migliore dei modi / nel peggiore dei mondi possibili”

Trieste Christian Sinicco Ci sono attimi come perderti

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

  57 comments for “Page Blanche à la POESIE

  1. Giovanna Salice
    19 dicembre 2005 at 14:52

    E, scusate, chi attribuisce la patente di poeta? potrebbe, dico, chiunque scrivere il proprio “verso” in queste pagine bianche? Io qualcuno ce l’avrei, ad esempio. O bisogna essere già laureati (poeti)?

  2. francesco forlani
    19 dicembre 2005 at 15:04

    Carissima Giovanna
    alla domanda di Maria Valente, sorprendentemente simile alla tua(“possono partecipare pure i non patentati?” ) avevo risposto con la citazione di Kafka. Tutti sono i benvenuti e come ricordavo sul sito di Lello, in molti (io e Andrea Inglese per ex) non abbiamo la patente. benvenuta, allora.
    effeffe

  3. Fabiano
    19 dicembre 2005 at 16:42

    le pages blanches sono ancora in-itinere? dobe è possibile far perveire dati e testi?
    Grazie.
    fabiano alborghetti

  4. Fabiano
    19 dicembre 2005 at 16:42

    mi scuso per gli errori ma ho la tastiera rotta.
    fabiano alborghetti

  5. francesco forlani
    19 dicembre 2005 at 17:19

    basta inserirla nei commenti.
    effeffe

  6. 19 dicembre 2005 at 18:16

    Massa, Marco Rovelli
    Non resta che la vita, il bordo affilato delle cose.

  7. 19 dicembre 2005 at 18:48

    Sprovvisto di patente, provo anch’io:

    Cerco/sotto l’acqua piovana/azzurre/nere barche/che vedo sulle tue/mani./Ti aspetto qui./Camminiamo rovesciati.

    Bart

  8. Fabiano
    19 dicembre 2005 at 20:24

    Milano – Fabiano Alborghetti
    “…cosi alternati tra costanza e sottrazione.”

  9. 19 dicembre 2005 at 21:40

    Ma funziona come la patente a punti?

    Torino – Alessandra Gallo

    – Domenica mattina –
    Mi arriccio su me stessa come burro

  10. Giancarlo Tramutoli
    20 dicembre 2005 at 09:21

    essendo autistico, volentieri partecipo.

    Potenza, Giancarlo Tramutoli
    Ieri ho visto due cani guardarsi in umanesco.

  11. francesco forlani
    20 dicembre 2005 at 09:34

    i versi sono via via inseriti nell’art
    merci à tous et aussi à mon Bart
    effeffe
    ps
    patenti appunti potrebbe essere un gran bel titolo!!

  12. sergio
    20 dicembre 2005 at 09:59

    Saluti a Maestro Forlani!

    Milano, Sergio La Chiusa
    scendiamo a patti per tappare buchi d’aria

  13. Genio
    20 dicembre 2005 at 10:37

    Montale Eugenio, Genova. Spesso il male di vivere ho incontrato

  14. 20 dicembre 2005 at 11:58

    Albalunga – Un cielo rosso stinge colori inabitabili/ bellissimi sogni scoppiati palloncini/ / Niente è perduto la gola vuole dire/ se niente è stato trovato

  15. ale
    20 dicembre 2005 at 13:24

    Ok.

    Che differenza fa
    quell’attimo fuggente?
    Anche l’eternità
    è multiplo di niente.

    Alessandro Mazzà

  16. ale
    20 dicembre 2005 at 13:25

    Pardon.
    Dimenticavo di darvi il www ecc.
    Se v’interessa.
    Qui c’è.

  17. alessio luise
    20 dicembre 2005 at 13:35

    dato che il dire da voce alla bocca dico una canzone

  18. alessio luise
    20 dicembre 2005 at 13:36

    sesto san giovanni – alessio luise – dato che il dire da voce alla bocca dico una canzone

  19. alessio luise
    20 dicembre 2005 at 14:08

    siccome il concavo è anche convesso posto un’alternativa..:

    sesto san giovanni – alessio luise – “nel magari che non esistiamo,
    la verità è scrivere a voce”

  20. 20 dicembre 2005 at 16:05

    per fare bellezza / come una puttana

    da Nunzio Festa, Pomarico (MT)

    p.s. non so se è rimasto sul sito di Lello Voce, se già c’è, mi scuso…

  21. 20 dicembre 2005 at 20:19

    Torino, Matteo De Simone

    non dovresti parlare, uomo, scrivere nemmeno, ma latrare, ragliare. O tacere, come una chiave sul cuscino.
    Dormi, davanti a una porta chiusa male. Dall’altra parte tua moglie intrattiene il postino.

  22. 21 dicembre 2005 at 09:04

    “merci à tous et aussi à mon Bart”

    Grazie, Francesco.

    Bart

  23. Antonio Mandalai
    21 dicembre 2005 at 10:38

    E’ un sollievo vedere che quasi nessuno ha preso sul serio questa stupidaggine dele pagine bianche e del verso riuscito e bla bla bla. Vuol dire che la poesia ancora esiste, ma certamente non qui dentro.

  24. francesco forlani
    21 dicembre 2005 at 10:59

    Dai Mandalai un verso, dai solo un verso, ti prego!!!
    effeffe
    ps
    ci sono tra i più grandi poeti italiani- e non solo – in questo elenco che spero diventi immenso (mille duemila, un milione!!!) tra un pò

    Quasi nessuno?!?! pfui!

  25. ale
    21 dicembre 2005 at 13:35

    Però ragazzi, è sempre molto gratificante sapere che qui a NI fra tante cose un goccino di veleno lo trovi sempre.
    Un porto sicuro, diciamo.
    Qui a NI dove, ogni tanto, in tanti modi, malgrado noi magari, la poesia esiste.
    Pfui dunque anch’io.

  26. Antonio Mandalai
    21 dicembre 2005 at 14:22

    BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE…

  27. fm
    21 dicembre 2005 at 14:27

    Un verso bellissimo, mandalai. Come hai fatto? chi sa quanti anni di studio e di sacrifici… Continua così: lascerai il segno.

  28. Massimo Sacher
    21 dicembre 2005 at 14:31

    E’ bello soffrire, per poi poterne scrivere tra un tormento e l’altro.

  29. emma
    21 dicembre 2005 at 15:18

    “E’ bello soffrire, / per poi poterne scrivere / tra un tormento e l’altro.”

  30. emma
    21 dicembre 2005 at 15:18

    Uhm.

  31. emma
    21 dicembre 2005 at 15:30

    Però metricamente ci sta.

  32. emma
    21 dicembre 2005 at 15:40

    E c’è sempre la possibilità dell’autoironia.

  33. emma
    21 dicembre 2005 at 15:44

    Un lirico antilirico.

  34. emma
    21 dicembre 2005 at 15:52

    O un nipotino malriuscito di Giudici.

  35. franz krauspenhaar
    21 dicembre 2005 at 15:59

    Va bè, è mia. Non sparatemi però!:-)

  36. francesco forlani
    21 dicembre 2005 at 16:09

    Franz e Emma vi ho antologizzati. leggete il post :-)
    effeffe

  37. Laura Cantelmo
    21 dicembre 2005 at 16:34

    Dentro l’arcano è la vita,/respira tra le dita/consunte di una mano.

  38. franz krauspenhaar
    21 dicembre 2005 at 16:37

    Poesia biposto! Ciao Effeffe!

  39. md
    21 dicembre 2005 at 16:43

    Milano, Mara Dorkus

    Scrivere un verso
    è il gesto di chi ha sete –
    aprire un varco
    all’acqua del silenzio che lo cerca.

  40. emma
    21 dicembre 2005 at 16:55

    Naa! :-)

  41. Antonio Mandalai
    21 dicembre 2005 at 18:24

    Qualcuno deve avermi artefatto – non sapevo ci fosse anche questa possibilità da parte del wm in NI, cioè di intervenire in una cosa scritta e di cambiarla a proprio piacimento – non so se è una cosa grave o ridicola o stupida – credo più quest’ultima, però. Comunque, il mio verso era più baritonale, prima che il wm me lo cambiasse, e per la precisione: Muuuuuuuuuuuuu (non Beeeeeeeeee…).

  42. ale
    21 dicembre 2005 at 18:39

    E’ bello quando almeno uno è convinto di divertirsi e non sa quanto si divertono gli altri.
    A vederlo fintodivertito.
    Ad esser se stessi.
    A dire è bello quando almeno uno è convinto di divertirsi e non sa quanto si divertono gli altri.
    A vederlo fintodivertito.
    Ad esser se stessi.

  43. fm
    21 dicembre 2005 at 21:11

    Forza, manda! Prova con il terzo! Hai già due versi in viaggio verso la posterità. Avevi ragione a lamentarti di questo post(o): guarda quanti dilettanti impallidiscono a fronte del tuo genio!
    A proposito, ma sei specializzato in erbivori? Grande, certo, ma converrai di essere un po’ monotono. Una certa varietà è sicuramente nelle tue corde, lo sento: la grandezza non ammette “steccati”.

  44. emma
    21 dicembre 2005 at 21:29

    Antonio manda lai.

    Dal De Mauro on line

    lai
    s.m.pl.
    LE
    1 gemito di dolore, lamento: quivi sospiri, pianti ed alti l. (Dante)
    2 estens., verso animale di tono malinconico: come i gru van cantando lor l. (Dante)

  45. Antonio Mandalai
    22 dicembre 2005 at 09:34

    Oh, Emma! Finalmente qualcuno che mi capisce! Qualcuno che ha orecchio, in questa selva sorda e muta!

  46. emma
    22 dicembre 2005 at 16:05

    Qualcuno che ha orecchio, / in questa selva sorda e muta!

  47. richard
    22 dicembre 2005 at 22:22

    Riccardo Cavalitto, Torino, Lasiami solo ora, non ho voglia di ascoltare

  48. Antonio Mandalai
    23 dicembre 2005 at 13:11

    Emma, scusa, un’altra cosa importante mi sembra questa, prendendo spunto dalle stanghette che metti nei discorsi facendoli diventare “versi”: ma chi lo sa, oggi, che cos’è un verso? Chi ce lo saprebbe spiegare? Ecco un altro non secondario motivo per cui ritengo una stupidaggine questa iniziativa – perché oggi tutto è “versificato” e niente più lo è.

  49. 23 dicembre 2005 at 17:11

    Oasi Tamoil Disseti Benzoina

  50. 23 dicembre 2005 at 17:12

    Oasi Tamoil Disseti Benzoina

  51. emma
    24 dicembre 2005 at 10:30

    @Antonio Mandalai
    Io ho capito che “Page Blanche à la Poesie” vuole mettere in discussione, anche ridendoci un po’ sopra (non mi azzardo a dire “ironia”, dopo le ultime vicende accadute su NI), l’abnorme proliferare di antologie di contemporanei e le conseguenti guerre e polemiche.
    Un elenco telefonico non pretende di individuare un canone, si accontenta dell’ordine alfabetico. Ci fa leggere cose orribili ma anche cose interessanti, ci presenta di tutto un po’.
    In un certo senso risponde perfettamente alle tue domande: “…ma chi lo sa, oggi, che cos’è un verso? Chi ce lo saprebbe spiegare? ecc…”.
    Quanto alle “stanghette”: mi piacciono, e poi diciamo che mi assumo delle responsabilità :-)
    Decido io. Decido che sì: “questo è un verso”.

  52. Antonio Mandalai
    24 dicembre 2005 at 11:56

    Tu dici, Emma? Non so. Io ci vedo appunto, in una operazione del genere, un tentativo di canonizzazione malriuscito e mal pensato (vedi l’intro tutto sommato impostata e seriosa di Forlani). Anche il “cose orribili” e “cose interessanti” sarebbe da capire in cosa consiste. Mah, comunque è un discorso complicato, e non so a quanti interessi realmente.

  53. emma
    24 dicembre 2005 at 12:22

    “Oggi dalle sei di mattina a mezzanotte, all’ippodromo di Clayton, viene assunto personale per il Teatro di Oklahoma! Il grande Teatro di Oklahoma vi chiama! Vi chiama solamente oggi, per una volta sola! Chi perde questa occasione la perde per sempre! Chi pensa al proprio avvenire, è dei nostri. Tutti sono i benvenuti!”

    Leggi il ps dell’introduzione.
    Il senso mi sembra chiaro.

    Sull’“orribile” e sull’“interessante”: in un’operazione di questo tipo è permesso a ciascuno di avere un proprio “canone”.
    Anche se sono convinta che il leggere, il rileggere, il confrontare può avere effetti “educativi”, portando – alla lunga – non dico a giudizi universalistici, ma almeno ad accordi temporanei, magari ad uscire dal proprio “particulare”.

  54. olga
    26 dicembre 2005 at 18:28

    Caserta,Olga Campofreda, se non esistessero gli eroi o i santi saremmo tutti perfetti

  55. 12 gennaio 2006 at 13:32

    Matteo Antonante- L’ECONOMIA REGOLA L’ESISTENZA / LA CACCA E L’AMORE SONO FONTE DI REDDITO/ I SENTIMENTI SI VENDONO AL MERCATO DEL PESCE / E ALLORA FORSE LA NOSTRA BILANCIA RICHIEDE UNA REVISIONE / NUOVE TARATURE/ NUOVE TARATURE/ NON DI PESI MA DI SENSO

  56. 12 gennaio 2006 at 13:36

    Matteo Antonante Ts : GLI AMORI INTERINALI SI PROMETTONO IL PER SEMPRE

  57. 12 dicembre 2006 at 12:41

    Candidatura non-patentata:
    Milano, emmart: “Spicchi di cemento – talvolta, se incrinati – esplodono in zampilli colorati”.

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