Io penso che (pensieri molto robotici)

23 dicembre 2005
Pubblicato da

di Franz Krauspenhaar

All’implementazione di noi robot autoevolutivi si accede
con nuove applicazioni autoassemblanti
di riprogettazione delle cellule staminali del boia.

A Lione lo sanno, mangiano lumache robotiche
e, negli scafandri della società del malessere, topi grigi con la nuca
a mezzaluna.

I porci gozzovigliano sul dna delle scimmie planetarie vedi uomo
in ambiente fluido, su transistor unificanti e termovivibili
mangiando ghiande autoricaricanti per mezzo di mandibole self-repair
assemblate a circuiti elettronici multicellulari.

Mia zia mangia uova sode termodistanziate dal piatto
mia zia morirà, mia zia è brava, ottima persona
solo gli androidi le piacevano da giovane
ora morto il marito (non) lo piange nemmeno morta
la stilla di una lacrima sottile come compensato millimetrato
non le sfiora le guance scavate nemmeno in sogno.

Il dna artificiale di mio figlio, figlio di una robotica evolutiva e nipote
di un vecchio IBM cassintegrato
è provvisto di neuroni sapienziali che distinguono tra i 22.000 logos
attualmente a disposizione nel mercato dei logos.

Nell’evoluzione programmativa di mio figlio un posto preponderante
lo ha il classico sistema binario, nel quale vanno distanziate le rotaie
per mezzo di un hardware sintetico costruito in ambiente fluido.

Per mezzo di chips and fisherman’s friends affetti da mononucleosi
del trigemino bigamico bignamico
l’on-off di separata sede si installa da un deja vu sincronico
sulla corteccia decerebrale di mio figlio
il quale è cresciuto con il senso dell’umorismo di una rapa cruda
grazie alle amorevoli cure della mia ex moglie
la quale è stata il prodotto di due sensori a flangie combinatorie
di sistemi biologici
ad alta temperatura, una donna sostanzialmente rigida su posizioni missionarie
ma attenta anche di schiena alla natura animale
dell’uomo di Cro-Magnon
mentre questa infilava una zolletta di zucchero nel caffè dell’Uomo
dopo che l’Uomo aveva infilato il suo trapano portatile
nell’apposito foro a tessuto elastico.

I dna migliori sono quelli che si propongono di dimostrare il contrario
di quello che affermano.

I sistemi artificiali di sinterizzazione del pensiero
non servono ad altro che ad accrescere la fame nel mondo
a detrimento della sete di vendetta
la quale si vede costretta ad abbassare le sue pretese
nei confronti della vita delle persone.

Si calcola che 1, 25 miliardi di maschi e 1, 24 miliardi di femmine
di età compresa tra i 2 e i 102 anni
abbiano avuto almeno 1123,3 volte nell’intera loro vita
voglia di sterminare il resto del genere umano.

La biodinamica rende pazzi e le informazioni ricevute ci rendono paranoici
i neuroni si salvano buttandosi dal ponte della nave da un’altezza
di 14.000 trilioni di anni luce
considerando il sistema biochimico
e l’entropia del mandrino ad alesaggio corsa in carta kraft.

Io penso che l’elettronica sapienziale post atomica
in pieno Zeitgeist da fine del mondo
porterà grandi benefici
all’umanità svariata e spezzettata dal caso.

Io penso che
due
più
due
non
fa
tre
ma
due.
O forse (ma devo controllare)
UAAAAAAAUNOOOOOOOOooooo…
(tilt)

7 Responses to Io penso che (pensieri molto robotici)

  1. acab il 23 dicembre 2005 alle 14:53

    Esc..esc.. Ctrl-Alt-Del .. Ctrl-Alt-Del ..shutdown .. halt .. No way!!Bad VHDL code!!It has to change OP. Defenitely it needs linux!

  2. francesco marotta il 23 dicembre 2005 alle 17:44

    Profetica. Bellissima nel suo agghiacciante bianco e nero carico di premonizioni e di anticipazioni. Una fotografia dal futuro prossimo venturo, virata con tutto l’impasto materico, ferroso, metallico ricavato dalle macerie dei tanti simboli asfittici e privi di linfa che popolano il presente. Una boccata di ossigeno che spazza via, senza volerlo forse (e questo è un altro merito), tanta poesia/scrittura masturbatorio-consolatoria. Questa fa male sul serio. Grazie, Franz.

  3. Franz Krauspenhaar il 23 dicembre 2005 alle 17:51

    Grazie mille a te. Speriamo ci sia una “deviazione di tendenza” (inversione credo sarà impossibile) senza dover passare attraverso un vero e proprio medioevo prossimo venturo.

  4. cf05103025 il 23 dicembre 2005 alle 19:27

    Sai Franz che ti dico,
    mi è piaciuta assai,
    anzi io la metterei in musica ché ha un ritmo singolare che si sente cioè si vede dall’impaginazione,
    bravo tu, bravo,
    può essere davvero un canto profetico/robotico
    giocato sull’amarezza di questa vita che trase e nesci tanto lesta.

    Mario Bianco

  5. wovoka il 23 dicembre 2005 alle 20:57

    Intrigante (pre-)visione, Franz. L’accenno al medioevo prossimo venturo mi ha inoltre ricordato un artista visuale che apprezzo molto, Alessandro Bavari. Questa è la sua “ascesa verso il nuovo medioevo”:

    http://www.alessandrobavari.com/gallery2/14.htm

    (peccato non abbia messo in rete versioni un po’ più ricche di dettaglio).

  6. F.K. il 24 dicembre 2005 alle 19:54

    Grazie per la segnalazione, Wovoka. A occhio (e come se no?-), trovo questo artista “micidiale”.

  7. mitralika il 26 dicembre 2005 alle 15:52

    “La biodinamica rende pazzi e le informazioni ricevute ci rendono paranoici”

    C’è un tizio amico mio che potrebbe ribattere di ballare “Una rotonda sul mare” con la biodinamica e rimanere lucido fino a tarda notte..
    yaea yeaaa….



indiani