Busi, l’infanzia rubata (e la censura)

di Aldo Busi

23.12.2005 Montichiari
Aldo Busi per l’Unità, s,v,p,: articolo a titolo gratuito; si può pubblicare solo se integralmente e solo se oggi su domani e, ovviamente, senza proditorie prese di distanza a cappello dell’articolo medesimo; se sì, un grazie preventivo per ogni refuso risparmiatomi – ore 17: telefonata con il direttore Padellaro, dal linguaggio curial-bizantino, però, ma, se, mi dispiace, e io “Ma è il racconto di Natale per eccellenza!”: articolo respinto.

Cito da un articolo apparso ieri su un quotidiano nazionale il titolo, “Bimbo di cinque anni violentato – arrestato un giovane a Messina”, e la conclusione, “Si tratta del secondo caso di violenza contro un minore nella stessa zona. Meno di un mese fa una sedicenne di Rometta aveva denunciato di essere stata vittima…” eccetera: come è ancora possibile definire un mero minore una persona di cinque anni e assimilarla, umanamente, sessualmente e giuridicamente, a una di sedici?
Se è vero che tutti i bambini sono minori, non è per niente vero che tutti i minori sono bambini. Una persona di cinque anni è un bambino a tutti gli effetti, in questo caso una vittima totale, non è solo un minore, che, se pure è vittima, non può esserlo che parzialmente, fermo restando che la violenza, sessuale e no, resta tale sia nei confronti di un neonato sia di un ottantenne; l’efferatezza di un crimine sessuale nei confronti di un bambino di cinque anni è irreversibile, incalcolabile, grida vendetta alle viscere della stessa Terra che ci ha fatto scaturire, è violenza sempre e comunque, anche di più se è melliflua e in apparenza non tale, e la pena cui va condannato chi si macchia di un simile delitto deve essere irreversibile, incalcolabile come il danno che ha causato, deve essere una morte da vivo incarcerato fino alla fine dei suoi giorni; certo, si dovrà stabilire di caso in caso chi è bambino e chi bambino non lo è più malgrado la giovanissima età (io stesso sono di frequente testimone, piuttosto impressionato, di racconti in prima persona di fidanzamenti addirittura in casa, specie al Sud, tra ragazze tredicenni e ultraventenni, ragazze semi analafabeta ovviamente del popolino la cui unica prospettiva di sopravvivenza sta nel matrimonio come unico mestiere e specialità cui rassegnarsi il più alla svelta che si può), ma mi sembra che almeno fino ai tredici anni si possa in tutta tranquillità parlare di bambini, il che da un punto di vista di prassi legislativa circa l’approccio sessuale dell’adulto dovrebbe essere un’aggravante del concetto di minore, anche perché il bambino non è in grado di difendersi o di denunciare o di raccogliere credibilità in famiglia e in società e nei tribunali (per questo i pedofili, alla prova dei fatti, la fanno franca purtroppo spesso, specie se ricchi e borghesi, e tali sono riconosciuti solo allorché sono anche assassini conclamati delle vittime delle loro attenzioni).
Ribadisco: assimilare la molestia sessuale verso una persona di cinque anni a quella verso una persona di quindici anni è un obbrobrio sociale e culturale e giuridico, è davvero fare di tutte le erbe un fascio ai danni di quanti bambini, e vittime totali da tutelare totalmente possibilmente prima che lo siano diventate, lo sono davvero (e secondo me “bambino” lo può essere anche una persona diciottenne o trentenne con particolari problemi di regressione all’infanzia, sicché è un pedofilo anche chi approfittasse di costoro, come si legge spesso capiti in cliniche psichiatriche o comunità o sette religiose ecc.). Sono del parere che si dovrebbe equiparare la molestia sessuale verso il bambino all’abuso verso il minore non consenziente (ma la mancanza di consenso sessuale è, ripeto, violenza sempre e comunque e penalmente perseguibile indipendentemente dall’età anagrafica della persona abusata), senza però arrivare alla cattiva fede dei sessuofobi maniacali, cioè sessisti tout court, di considerare molestia sessuale anche la carezza sul capo o il solletico sotto un piedino (che piaccia o no, chi ha scambio sessuale con una persona dai quattordici anni in su consenziente non è pedofilo, non è niente, a parte qualcuno privo di buon gusto, visto che le possibilità che ha di plagiare non sono meno di quelle che ha, specialmente al giorno d’oggi, di essere plagiato). Credo che i minori vadano protetti non dal sesso ma dalla droga e dall’alcol e dal fanatismo satanico/religioso e dal blog imperversante e dai luoghi comuni del linguaggio giornalistico e televisivo in generale, sono felice per loro se fanno sesso tra di loro e con chi gli pare, fosse pure una o un centenario, basta che gli si dia tutte le informazione sulla profilassi dermatologica (fate all’amore come ricci, era già la mia lezione quando facevo il supplente alle superiori trent’anni fa, ma non portate a casa malattie veneree o poco interessanti stati interessanti). Purtroppo, dato un residuo di malafede preventiva nei miei confronti di acerrimo nemico della morale sessuale cattolica (un’ipocrita e scervellata immoralità bella e buona al fine di moltiplicare i peccati – tanto fittizi quanto interessati – e quindi le mediazioni dei preti per esserne mondati), mi sento costretto a mettere le mani in avanti e a sottolineare che la mia indignazione per questo mischiare capre e cavoli non ha lo scopo di portare alcuna acqua ad alcun mio segreto mulino (aprirmi un varco sessuale verso i minori): è risaputa la mia indifferenza sessuale verso persone non coetanee o addirittura se non più anziane di me, sicché, come butta lì sant’Agostino, non c’è neppure alcun merito nel resistere a una tentazione che non si prova (quelle pur rarissime volte che ho scopato dopo i vent’anni con un ventenne e, una sola volta, con un diciassettenne, oh, secoli e secoli fa, si è trattato di fare un fioretto mimando un minuetto del cazzo con una sola preoccupazione in testa: che il supplizio montessoriano finisse al più presto).
È ovvio e scontato e positivo segnale di vitalità che un bambino sia una creatura sessuale e che faccia le sue esperienze per così dire sessuali con i suoi coetanei e che rivolga la sua sensualità all’avanscoperta verso il mondo tutto, adulti compresi, non c’è niente di scandaloso in questo: scandaloso e illegittimo e criminale (cannibalico è la parola giusta) è l’adulto che risponda sessualmente alle legittime richieste-inchieste sessuali del bambino. Il bambino può avere tutte le richieste sessuali che vuole nei confronti di chiunque, l’adulto può dargli solo risposte affettive, meglio se spiritose e che innanzitutto non lo terrorizzino e allo stesso tempo lo facciano sentire compreso e protetto e ben accolto e strenuamente difeso – anche da se stesso, ma questo non ci sarebbe bisogno di dirlo se dietro la facciata di perbenismo di tanti pii e sclerotici ometti tutti d’un pezzo pronti a puntare l’indice per distogliere l’attenzione dalle loro magagne innominabili non si celasse il vampiro pronto ad azzannare e a dissanguare il mondo di ogni fanciullesca, laica, vera speranza.

gianni biondillo

GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee. 

  159 comments for “Busi, l’infanzia rubata (e la censura)

  1. giovanni
    30 dicembre 2005 at 14:42

    Bravo Padellaro a non pubblicare ‘sta sbrodolata. Di recente, Busi pensa di potere o dover scrivere come parla in tivù. Peccato, da giovane prometteva bene.

  2. 30 dicembre 2005 at 14:44

    Busi è il numero uno.
    L’unità non so che numero sia, comunque a tante cifre, anche coi decimali.

  3. mag
    30 dicembre 2005 at 14:47

    No, Busi non è il numero Uno, nemmeno di se’ stesso, per il semplice motivo che permette a valenze isteriche-pulsionali di governare la sua potenziale eccellente intelligenza.
    Logiche compensatorie di cui nessuno puo’ dirsi indenne.

  4. kristian
    30 dicembre 2005 at 15:10

    giovanni mi ha appena convinto ad acquistare la nuova stesura della Vita standard di un venditore provvisorio di collant.

  5. giovanni
    30 dicembre 2005 at 15:17

    Kristian, sapevo che eri un grande: un idolo delle platee e degli spalti gremiti no. Grazie di esistere.

  6. kristian
    30 dicembre 2005 at 15:23

    giuàn, fa’ minga ingann…

  7. 30 dicembre 2005 at 15:29

    conosco poco Busi.

    però una parte delle cose scritte da lui sono fondamentali, invece Padellaro non è affatto fondamentale.

    e non mi piace per niente che sia lui a dirigere l’Unità, se è lui a farlo. realmente.

    una sua ultima intervista, m’ha schifato.

    b!

    a tutte/i

    Nunzio Festa

  8. 30 dicembre 2005 at 15:36

    Sarebbe interessante sapere perché il pezzo è stato rifiutato, dato che contiene così tanto pensiero illuminato e libero, illuminato. E libero. Altro che sbrodolata. Se è un’istanza isterico-pulsionale-privata che gliel’ha fatto scrivere, a me non importa.

  9. 30 dicembre 2005 at 15:45

    hai ragione.

    può interessare davvero poco, da cosa deriva…

    alcuni passaggi sono spesso sottovalutati!

    b!

    Nunzio Festa

  10. 30 dicembre 2005 at 15:46

    io lo metto subito sul mio blog perché se Busi non è il numero uno (de gustibus) è sicuramente nei primi numeri cinque, e perché chi come me è nato negli anni settanta, ricorderà le sue comparizioni televisive (augias e dintorni), dove raccontava la sua infanzia, adolescenza, e maturità, e chi lo ha letto/lo legge, sa che sta avendo ciò che merita, cioè il successo e il consenso, poi a me non importa se il periodo più nero della sua gioventù non sia stato vissuto sotto i riflettori della narrazione, una cosa è certa, quando apre bocca trapela la sua statura morale, poi venga qualcuno a dire che sono frottole e tutto il resto, anche se sono frottole quanto meno c’è uno come Busi che prende posizione, tanto per dirne una, sull’eccellenza dell’educazione e della cultura sull’estrazione sociale….ma….una cosa….sbaglio o questo periodo trans-vacanziero facilita il dialogo pacato?

  11. giovanni
    30 dicembre 2005 at 15:49

    Un quotidiano non è la New York Review of Books né il Conciliatore. Questo pezzo di Busi è di una lunghezza spropositata rispetto al mezzo che lo ospita. Padellaro fa discretamente il direttore e, nel caso di specie, ha scelto bene rifiutando la lungagnata.

  12. 30 dicembre 2005 at 15:53

    Il pezzo è rifiutato perché è il prodotto di un’intelligenza pratica, che resta su casi concreti, che spazza i pensieri consolatori, che è piena di eleganza e amore per la vita. Se Busi avesse un’intelligenza astratta che produce belle cose mentali che rimangono nel loro universo, gli riconoscerebbero un’intelligenza eccellente e gli commissionerebbero tante pagine centrali di grandi quotidiani.
    E poi Busi è un combattente da una vita e già questo farebbe di lui il numero uno.

  13. 30 dicembre 2005 at 15:57

    allora mettiamola così:

    Italo Calvino spedisce una lungagnata a Paolo Mieli, che non la pubblica
    Dino Buzzati spedisce una lungagnata a Vittorio Feltri, che non la pubblica
    Umberto Eco spedisce una lungagnata a Giulio Anselmi, che non la pubblica
    Alberto Arbasino invia una poesia lungagna ad un quotidiano, che non la pubblica

    diciamo che il tema è scottante e che in Italia, sotto il cielo (e la sottana) dei papi, è difficile parlare di certe cose, anche se si è Aldo Busi.
    E’ ipocrita, perchè tutto il 2005 è stato vissuto all’insegna delle spropositate celebrazioni per la morte di Pasolini, Wu Ming 1 scrisse che non andava edulcorato, ecco, questo è un esempio bello e buono di EDU(L)C(OR)AZIONE in vita di un autore, nella fattispecie Aldo Busi

    e allora, blogger che siete d’accordo, Gemma e altri, mettetelo sul vostro blog!

  14. giovanni
    30 dicembre 2005 at 16:08

    E’ noioso sentire chiunque, fosse Calvino o Busi o Martin Lutero, ripetere da anni la stessa solfa, oltretutto in maniera così estesa. Il pezzo di Busi non avrebbe perso di efficacia se ridotto a 40 righe. Ma è dalla lunghezza dei sermoni che uno valuta e apprezza la formazione cattolica di uno scrittore.

  15. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 16:12

    A parte il fatto che ritengo Busi scrittore d’eccellenza, capace di pagine di altissima letteratura, a parte che è uno dei pochi istrioni che non mi irrita, questo pezzo è di una lucidità sconcertante e, dice bene la Gaetani, rappresenta il pensiero libero. E’ ridicolo pensare sia stato rifiutato per la lunghezza!

  16. giovanni
    30 dicembre 2005 at 16:23

    Sarà ridicolo, non è impossibile. Dopo di che, Busi scrive pagine di altissima letteratura. Infatti, purtroppo.

  17. 30 dicembre 2005 at 16:29

    ma’dde-ché-aho! (Lorenzo)

  18. p.p.p.
    30 dicembre 2005 at 17:08

    Non mi interessa, nel breve/medio periodo almeno, indagare le qualità letterarie di Busi scrittore (sono fermo al Seminario adelphiano, che, comunque, concordo con la Fuschini, parecchie pagine di alta letteratura le annovera). Detto questo, l’articolo in questione è uno scritto con gli attributi e i controfiocchi, davvero: come se ne leggono sempre meno, purtroppo, e non solo sull’argomento specifico.

  19. mag
    30 dicembre 2005 at 17:37

    ma dai siamo seri….Busi la massima espressione di letteretura italiana?
    ma che vi siete fumati?Lorenzo e piantala de daie la roba a sti qui.
    io lo leggo volentieri, pero’ mi accorgo che a metà dell’opera, e questa è una sua costante, diventa pesante, acido, morboso, ripetitivo, insomma checca isterica.
    Questo non mi piace perchè appunto offusca la sua parte migliore, ovvero la sensibilità.
    Bella infatti la sua visione delle donne e come insegna a queste la femminilità.
    Pero’ da qui a mitizzarlo, significa che il quadro italiano è scarso veramente.

  20. 30 dicembre 2005 at 17:42

    Accidenti, Mag, “checca isterica”… Ci andiamo giù pesantini! Luogo comunissimo poi quello della checca che è isterica. Mah. Io ho seguito il consiglio di Giorgio Tesen, l’ho messo anche sul mio blog, volevo dire questo, in realtà.

  21. mag
    30 dicembre 2005 at 17:45

    ascolta è uguale identico a mio padre, percio’ posso dirlo.

  22. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 18:19

    Oh accidempoli Mag, non me frega niente se Busi assomiglia a tuo padre o tuo fatello o il nonno in carriola con le mutande viola… la smettiamo con questi stereotipi e pregiudizi sulle checche isteriche? L’isteria vaga dal fenninile al maschile(ultimo studi freudiani)ed è una patologia, perché bisogna usare gli insulti del più becero machismo sempre e comunque? Porca miseria, qui Busi parla di cose serissime come l’abuso sui minori e l’abuso di parole per dare informazione… bisogna sempre finire a tarullucci e vino? Scusa, sono veemente perché l’argomento è importante e non ci sono altri motivi.

  23. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 18:21

    uff, m’è saltata la mosca sui tarallucci.

  24. 30 dicembre 2005 at 18:29

    “è una sua costante, diventa pesante, acido, morboso, ripetitivo, insomma checca isterica”

    Ma bene, brava mag vedo che sei dotata di categorie critiche inoppugnabili!!!!! sarà certo merito di spinoza e leibniz

  25. mamutone
    30 dicembre 2005 at 18:37

    La lunghezza è una straballa: ma lo vedete cosa c’è sui giornali in questo periodo?
    La cosa triste è che l’articolo non è stato pubblicato perché siamo sotto elezioni (più che sotto natale).

    Attenti che se le cose funzionano così, anche nella migliore delle ipotesi del dopo 9 aprile, continueremo ad andarcene in giro con la margherita all’occhiello e nel culo il solito ombrello.

  26. Maligno
    30 dicembre 2005 at 18:41

    una quercia nel culo, mio caro mamut., un quercione. ma gieorgiea è piena di speranza prodiana

  27. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 18:54

    eh caro mamutone, abbiam perso gli occhi, la visione del tutto… ‘ché la censura ormai ce l’han fatta digerire… e come dice il buon Montesano: Magic people! qualcuno pensa che l’ombrello infilato nel culo sia la coda…

  28. 30 dicembre 2005 at 19:02

    io caro maligno non ho alcuna speranza di alcun genere soprattutto da quando so che un 25% per cento sarà voto elettronico, vista la moltiplicazione dei voti fatti negli usa credo che qui avremo addirittura sorprese bulgare (sopratutto nel 25%) ;-).
    Certo i miracoli possono anche succedere ma sono anni che io so che i kattivi come te si alleano sempre e vincono spesso;-) poi, col tempo, prendono le mazzate solenni ma quando succede quelli come me non hanno più la forza di sorridere
    Ad ogni modo dal linguaggio di mag mi sembra che siamo già in piena cultura di destra (fascio-leghista) senza neppure bisogno del voto elettronico;-). Tu devi sentirti perfettamente a tuo agio in questi anni così frizzanti vero?
    A proposito a me busi non piace, ma questo non è un motivo per silenziarlo, offenderlo o per criticarlo con pregiudizi e kategorie para-fasciste che con la letteratura e la convivenza civile non hanno nulla a che vedere, semmai, al massimo, mi posso limitare a non leggerlo, come mio diritto.
    vedo che finite il 2005 in bellezza ;-)

  29. 30 dicembre 2005 at 19:26

    Non voglio intervenire in alcun modo alla fiera dell’insulto o della lode. Solo qualche precisazione. L’Unità, a quanto mi risulta, non ha mai censurato nulla di Busi, al quale è stato permesso sin di insultare vacuamente Gramsci sulle pagine del giornale di Gramsci. A me personalmente, invece, è stato chiesto con insistenza da Liberazione, tre anni fa, di soprassedere alla pubblicazione di un articolo che lo attacava, perché a un collaboratore come Busi….

    Mi pare un po’ azzardato sparare su Padellaro ascoltando solo la campana di Busi che nientemeno chiedeva a un quotidiano nazionale (ma chi sarà? D’Annunzio?) di pubblicare da oggi a domani un articolo di 6500 cartteri, oltrettutto pretendendo che non ci fosse alcun contraddittorio. Chiunque lavori in un quotidiano sa che la richiesta non è facile da soddisfare e per quello che riguarda l’assenza di contraddittorio, piuttosto imbarazzante. In Italia c’è libertà di parola e chiedere a un quotidiano che ti accoglie di non poter eventualmente prendere le distanze mi pare un capriccio imbarazzante.

    Per altro verso in Italia permette ai Minori di avere rapporti anche con 14enni e dai sedici in poi si scopa con chi si vuole e allora il problema qual è?

    Lello Voce

  30. 30 dicembre 2005 at 19:29

    Corrige:

    Per altro verso in Italia la legge permette ai minori di avere rapporti anche con 14enni e dai sedici in poi si scopa con chi si vuole e allora il problema qual è?

  31. mag
    30 dicembre 2005 at 19:34

    De Andrè direbbe”le cagnette a cui aveva sottratto l’osso.”è bello vedere che chi apre la bocca per oralità varie lo fa anche dandogli fiato inutilmente.

    L’articolo è buono, il tema pure, il perchè non sia stato pubblicato non è ben chiaro, non credo si tratti del contenuto, della forma o della lunghezza.
    Il discorso di Busi è piu’ che accettabile e non mostra scabrosità di sorta, semmai puo’ essere occasione di riflettere sulla condizione degli anelli deboli della catena sociale, donne, vecchi e bambini.
    Essendo le prime due ormai politicizzate da tempo, il vero anello debole è l’infanzia.
    Abbiamo paura dei bambini, dell’innocenza e del loro vedere il mondo con meraviglia, che non abbiamo piu’, che ci giunge superflua, vana, patetica.
    In questa ottica cannibale etnicamente autolesiva noi, Conti Ugolini, proviamo insano piacere nel ferire, disperati, la speranza della nostra continuità, la fiducia nel futuro che ogni evoluzione ontogenetica testimonia.
    Infanticidi all’ordine del giorno, coperti da insanità momentanee che, ahimè si rivelano invece una costante fragilità psico-sociale.
    In questo scenario la pedofilia non è che un pezzo del puzzle che s’incastra perfettamente nella risposta pulsionale che Freud ricondurrebbe “aldila’ del principio del piacere” ovvero al mantenimento della dimensione inorganica, statica, immobilistica, ripetitiva, mortale, piu’ forte del principio di piacere.
    Tanathos puo’ piu’ di Eros, e in questo momento transitorio, si fondono in risultati tanto inquietanti.
    L’uccisione del nostro futuro, dell’infanzia, ha simbologia fortissima hic et nunc, e vista da lontano, obiettivamente, dovrebbe avere una qualche funzione nell’economia degli equilibri sociali e storici.
    Ma afflitti da tanta abberrante sarcofagia, non possiamo intraverne, a lungo termine, le finalità.
    Un pedofilo disse interrogato che per lui la pedofilia è ridare bellezza alla propria infanzia. come dargli torto dal suo punto di vista?
    Dobbiamo essere pazzi anche noi per capire cosa passa nella testa di un malato, entrare in simbiosi empatica per penetrare l’origine vera del disagio, e capito, non giustificarlo, ma ricollocarlo nel declino collettivo della nostra cultura.

  32. 30 dicembre 2005 at 19:35

    PS: prima che a qualcuno venga in mente di fare la scoperta: io collaboro all’Unità da ormai 7 anni. A scanso di equivoci e per chiarezza!

  33. mag
    30 dicembre 2005 at 19:37

    sono daccordo con Lello.

  34. 30 dicembre 2005 at 19:39

    finalmente uno che parla normalmente senza insulti e senza lodi (mi riferisco a lello voce), e mi sembra anche giusto sottolineare che nessun direttore di giornale sia obbligato a pubblicare tutto.
    Sì in italia si può scopare dai 14 anni ma tra coetanei (o quasi) consenzienti, se interviene violenza è violenza su un minore (soprattutto se il violentatore è maggiorenne), ma spero che nessuno di voi abbia nulla da ridire anche su questo?

  35. Maligno
    30 dicembre 2005 at 19:58

    GEorgia chi ti insulta? io ti volevo solo dire che di querce in culo ne ho prese tante. si chiamano cpt, cococo, mazzate a napoli (il buon bianco)…….e poi quest’abitudine molto vetero e stalinista di dare sempre del fascista a chi non la pensa come te. come fece la gaetani con montanari. suvvia! e dico anche al buon lello che l’unità è peggiorata da quando se ne è andato colombo ed è arrivato padellaio, che è troppo fedele alla linea, un po’ georgiano, se vogliamo. e sopratutto che nessuno ha capito il motivo di questo tafazziano avvicendamento, se non quello che i ds fanno cagare nella gestione di ogni cosa (pubblica e privata) e che sono, anche loro ,per molti versi, degli stalinisti veri vestiti non troppo alla moda e mascherati da furbetti riformisti. Di busi non me ne fotte un cazzo, lo odio da sempre, mi fa cagare.

  36. 30 dicembre 2005 at 20:00

    L’articolo è assai bello e chiaro, lungo perchè particolareggia giustamente, per me, sia il pensiero che i casi per non lasciare adito a false intepretazioni per chi su Busi si butta a capofitto per farne ogni sorta di linciaggi morali.
    E Busi è uno dei grandi scrittori italiani, direi anche io, uno di quelli che stanno sulle dita di una sola mano.
    MarioB.

  37. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 20:06

    Lello, ciò che dici è condivisibile e sono d’accordo con te sul fatto che si possa rifiutare un pezzo. Per il resto mi sembrava che il problema posto da Busi fosse quello di non assimilare la molestia sessuale verso un bambino/a con quella rivolta a un ragazzo/a di quindici anni e che poi il suo discorso prendesse una deriva diciamo pedagogica. Ora come madre che ha avuto il figlio di dieci anni molestato potre dirti che avrei spaccato la faccia al pedofilo in questione, se lo avessi trovato, ma le leggi e gli scritti pubblici devono tenere una certa distanza dalla pancia e dall’emotività, se no ogni giorno ci sarebbe da linciare qualcuno e “forse” in un paese civile sarebbe il caso di discutere con calma anche degli argomenti più scottanti, come mi disse qualcuno nella ahimé triste discussione sul pezzo di Mozzi tempo fa.
    Un caro saluto.

  38. mag
    30 dicembre 2005 at 20:07

    Come conciliare questo articolo con la data odierna e l’imminenza del nuovo anno?
    La speranza che l’embrionale anno tra poco nascerà ad un infanzia migliore?
    certo che se è come il 2005, che è passato dalla neonatalità direttamente alla decomposizione ……….

  39. mag
    30 dicembre 2005 at 20:09

    anch’io se qualcuno toccasse mia figlia, prima lo sodomizzerei con una cesoia, e poi gli spiegherei il perchè.

  40. 30 dicembre 2005 at 20:17

    ei maligno ma il buon bianco era della quercia?
    Ad ogni modo parte della polizia da un po’ di tempo sembra essere più sotto l’influenza diretta di fini (indagare sulle forniture dei manganelli tonfa)che del titolare di turno del ministero.
    Colombo era, ed è, bravissimo e padellaro è sempre stato il suo vice e fra loro non ci sono mai stati, che io sappia, problemi anzi.
    Da quando padellaro sarebbe uno stalinista?
    E poi maligno io non do di fascista a tutti, ma in questo caso a maligno, Se tu ti firmassi con il nome con cui di solito intervieni forse avrei avuto elementi in più per capire che non lo sei, da quel messaggio lo appari anzi no, ti dirò sembri molto più leghista che fascista, ma per me fa poca differenza, anzi alla fin fine preferisco qualche fascista al ministro castelli, a borghezio, a maroni, e calderoli e pure a bossi:-).
    E pure da fascisti *deformare* volontariamente un nome

  41. 30 dicembre 2005 at 20:24

    Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle.
    Amen.

  42. 30 dicembre 2005 at 20:31

    Maligno, vorrei stancamente precisare che non diedi del fascista a Montanari perché non la pensava come me (anche perché se lui si dichiarava comunista e io pure, avremmo dovuto pensarla allo stesso modo, no?), ma perché scelse una *forma* che non lo differenziava, nella sostanza, dalla violenza fascista che rimproverava a Di Canio.

    Torno a pregare.

    Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle.
    Amen.

  43. 30 dicembre 2005 at 20:36

    E, Maligno, perché non si riapra il discorso, per me non era un’invettiva quella, dal punto di vista letterario.

    Scusate, ma devo proprio tornare a pregare.

    Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a…

  44. 2
    30 dicembre 2005 at 20:50

    A’ lellovoce, col cazzo che a busi dai del pedofilo, come facesti con pasolini, perché busi mica è morto!

  45. rotowash
    30 dicembre 2005 at 21:30

    lello scrivi un microracconto come quello geniale che scrivesti sulla gobba. solo così sapremo veramente come stanno le cose.

  46. 30 dicembre 2005 at 21:32

    Lello, non è la prima volta che un ottimo articolo di Busi viene rifiutato dall’Unità, qualche mese fa ne aveva pubblicato un altro Mozzi su Vibrisse. Visto che tu sei dentro, oltre a difendere qui Padellaro, potresti portare le nostre istanze al direttore, fargli presente che sappiamo e che seguiamo i suoi passi, che non siamo lettori depotenziati, che ci aspettiamo molto di più dall’Unità, in modo che l’Unità diventi quello che dovrebbe essere: il numero uno, come dice il nome.

  47. 30 dicembre 2005 at 22:24

    …”blog imperversante….” busi lo ha citato insieme ai piu soliti droga ed alcol…”blog imperversante”……mumble…mimmble…

  48. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 23:19

    Ops, ho scordato di porre una domanda a Mag.
    De Andrè direbbe”le cagnette a cui aveva sottratto l’osso.”è bello vedere che chi apre la bocca per oralità varie lo fa anche dandogli fiato inutilmente.

    La domanda è: fammi capire, se le cagnette siamo noi(Georgia et moi), l’osso sarebbe Busi? oddio, è un bell’uomo, un po’ stagionato, ma sempre un bell’uomo… cmq è notorio in NI che io sia innamorata di Johnny Depp e poi di Voltolini, quindi niente cagnare inutili, tranquilla! Ricordo che quando il Voltolini mise la mia foto per il nr 100 de Le Scimmie, qualcuno mi diede della pompinara…eh, me la presi un sacco…sai che ti dico? Quasi mi sento omorata dopo aver letto L’etica del pompino del Forlani e la bella poesia della Gaetani. Ah sì, proprio un grande onore. Mi ritiro a pregare pure io
    Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a testate come quelle. Nessuno sta santificando Busi in quanto censurato da Padellaro. Sappiamo bene che la censura non appartiene a… (mi perdonerà la Gaetani se le copio la preghiera)

  49. mag
    30 dicembre 2005 at 23:46

    E’ bello vedere che non si parla di contenuti ma di reazioni sensibili a parole sensibili (checca, pompino, di canio, pedofilia, )…tutta una centrifuga pulsionale trasversale.
    si sta su’ una parola per giorni, su un insulto per settimane, relazione mai, confronto mai.
    Manuel degli Aferhours direbbe che indossiamo il vuoto con classe.

  50. gabriella fuschini
    30 dicembre 2005 at 23:50

    Guarda Mag, che la domanda è seria perché io non avevo ancora letto il tuo commento e non l’ho proprio capito. Osso quale? Se non volessi confrontarmi non avrei posto la domanda.

  51. 30 dicembre 2005 at 23:51

    Il vekkio Busi è un grande, grandissimo personaggio; quando va dalla De Filippi è insuperabile come maestro di letteratura. Parla bene il vekkio Busi, io mi incanto quando lo ascolto, quando s’incazza poi, mi esalto e sono con lui. E come scrittore? Baudelaire diceva: buon parlatore mediocre scrittore! Ma è vero riferito a Old Busi Lee???
    Detto questo ho letto due volte l’articolo e giuro che non sono riuscito a trovare un solo motivo che giustifichi il rifiuto. Paura? Imbarazzo? Ma di che? Di chi? Lunghezza? Macché. Paraculite? Padellaro cagone? Lettori pudici? Divieto di contraddittorio? Ma Old Busi dice solo “a cappello”. No, non ci arrivo, scusate.

  52. mag
    30 dicembre 2005 at 23:54

    Dare della pompinara ad una donna che fa pompini con amore è abuso di potere, sottrazione di onore e dignità, vuol dire in qualche modo sminuirla dargli della serva, cretina, pattumiera, svuotacoglioni, Italspurghi, e roba del genere.
    Ad una pasionaria non la si appella in nessun modo: la si cerca disperatamente, sudando, ansimando e tremando ad ogni suo conosciuto sospettato gesto, ignoto ai piu’.
    se significa lo stile di BOCCADIROSE invece è un complimento.

  53. mag
    30 dicembre 2005 at 23:59

    ma Gabri vai oltre, che ti frega dei preamboli.
    L’osso sottratto è l’animosità con cui ci si fissa sul dettaglio per posizioni magari varie senza collocare gli argomenti su larga scala.
    pregiudizio 1: la censura a Busi
    pregiudizio 2: argomento scottante
    pregiudizio 3:
    etc
    etc
    etc
    poi dopo 3000 inteventi che ho fatto, dovreste ormai conoscere quando sparo nel mucchio a cazzo senza leggere, quando scherzo o quando parlo seriamente.
    o no?

  54. mal
    30 dicembre 2005 at 23:59

    Grazie per le precisazioni cara Gemma. E prega, prega per noi peccatori.

  55. 31 dicembre 2005 at 00:04

    Magda, a volte sei pesante come un macigno… Poi ti contraddici… Poi fai l’ipermoralista: “dare della pompinara a una donna che fa pompini con amore”, ma che vuol dire? Sembra una presa in giro. E poi il seguito: “vuol dire darle della serva, svuotacoglioni”… E che cazzo! (Scusate, ma ci sta tutto!).
    A volte la capacità riflessiva umilia le questioni, invece di approfondirle o nobilitarle.
    Senza astio, ma è ciò che penso.

    Gabriella, certo che puoi copiare tutto, pregare con me anche. :0)

  56. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 00:10

    Sinceramente, si fa un po’ fatica. Non so, a volte è utile rileggere prima di postare, così per evitare insulti gratuiti, magari. Detto questo, l’articolo in questione è una lucida analisi del tema trattato.

  57. 31 dicembre 2005 at 00:12

    Old Busi Lee????

    Signore dacci oggi il nostro italiano quotidiano. Signore fa’ che non leggano Lello Voce e FF che dopo si sentono male. Signore dacci oggi il nostro italiano quotidiano. Signore fa’ che non leggano Lello Voce e FF che dopo si sentono male. Signore dacci oggi il nostro italiano quotidiano. Signore fa’ che non leggano Lello Voce e FF che dopo si sentono male. Signore dacci oggi il nostro italiano quotidiano. Signore fa’ che non leggano Lello Voce e FF che dopo si sentono…

  58. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 00:12

    Ovviamente il precedente è per Mag.

    @Gemma:
    onorata di pregare insieme. :-)

  59. mal
    31 dicembre 2005 at 00:16

    pregate, non fatevi i pompini a vicenda…

  60. mag
    31 dicembre 2005 at 00:16

    pesante nei toni? va beh…li correggero’.
    cmq è la vigilia di capodanno e se conoscete una ragione valida di menarsela con questi discorsi….l’ascolto, diversamente Vi auguro quanto di meglio possiate desiderare.

    Gemma prova a chiedere cosa pensa un uomo quando usa quell’appellativo a modi insulto verso una donna…poi vedrai se è distante da cio’ che ho detto.

  61. 31 dicembre 2005 at 00:22

    Nulla sai di Old B.Lee? Fai bene a recitare le preghiere, sgargiante Gemma…
    E’ un po’ tardi, buona notte.

  62. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 00:30

    @mal:
    tranquillo, un po’ dura tra donne. Cmq buone allucinazioni, ti seguo di post in post, mangiato funghi stasera?

  63. mal
    31 dicembre 2005 at 00:38

    @gabriella: fumato marijuana, come sempre. e basta. sto una pasqua. anch’io ti seguo.

    Ps elvetica (l’erba), e un po’ d’afghano, per farmi la bocca.

  64. Massimiliano Governi
    31 dicembre 2005 at 00:41

    Che fine ha fatto Axl Rose?

  65. 31 dicembre 2005 at 00:50

    Ho riletto il pezzo di Busi, e vado a dormire.
    Saluti a tutti, sperando che vengano postati più pezzi di questo tenore, perché leggendo altri recenti post (come quello del “maestro ff”), si ha l’impressione che Nazione Indiana 2.0 sia una scuola occupata, senza più i professori. Buffo che siano proprio coloro che accusino altri di non saper scrivere a non autocensurare alcune sedicenti scritture critiche mal scritte. O forse no, più che logico. (“Chi parla male pensa male”, diceva Nanni Moretti.)

  66. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 00:58

    E chi può dirlo, Governi? si è redento oppure perduto nelle sue fantasie masturbatorie? starà a fuma’ l’elvetica con mal… :-)

  67. Axl Rose
    31 dicembre 2005 at 01:00

    I want to kiss your mouth, Massimiliano, saying “Ma-ssi-mi-lia-no”, kiss after kiss.

  68. Axl Rose
    31 dicembre 2005 at 01:01

    Mal, gimme this joint, son of a gun!

  69. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 01:02

    Te vist Governi? qui, basta evocare e compaiono… e ti vuole, mannaggia la miseria…

  70. kristian
    31 dicembre 2005 at 01:22

    seeeeeeeeeeeeeeeee…
    ‘son of a gun’ è dei vaselines!

  71. mal
    31 dicembre 2005 at 01:28

    Mi dissocio da axl roses. non lo sopporto. io fumo con bob marley ogni tanto (era svizzero anche lui, se non mi sbaglio)

  72. mal
    31 dicembre 2005 at 01:29

    Con roses, al plurale, alludevo all’opera della fuschini…..

  73. kristian
    31 dicembre 2005 at 01:30

    none.
    quello coll’emmenthal è lee scratch perry.

  74. 31 dicembre 2005 at 01:33

    trovo bellissimo e molto giusto questo pezzo di Busi e spero di avere il tempo di tradurlo e metterlo in inglese sul mio blog. Tra l’altro la notizia da lui riportata mi ricorda un articolo uscito poco tempo fa sul corriere di milano, che titolava, testualmente: ‘bambini in vendita in Piazza trento’.
    Il fatto era, ed è, che in Piazza Trento a Milano da tempo ci sono aitanti marchettari che si offrono a file di automobilisti ronzanti attorno ai loro corpaccioni. Sono ragazzi, brasiliani e di altre nazionalità, per lo più intorno ai vent’anni. Fra di essi, però, ne scappa qualcuno che ha forse diciassette anni e magari sedici anni. Il che non gli impedisce, probabilmente, di metterlo nel didietro ai suoi clienti piuttosto che viceversa.
    In ogni modo, la minore età di alcuni dei marchettari di Piazza Trento è stato elemento sufficiente all’articolista per titolare “bambini in vendita”, il che è davvero una idiozia, un terrorismo approssimativo che non rende giustizia alla reale e folle violenza sui bambini, e d’altro canto fa di tutte le note erbe un noto fascio, onde rendere la prostituzione maschile ‘aberrante’ quanto la pedofilia. Il che, oltre che vero e potente oscurantismo, è soprattutto l’ennesimo esperimento di rimozione della realtà, quella realtà che smuove moltitudini di borghesi sposati maschi milanesi molto perbene alla ricerca di aitanti maschioni da, mi si perdoni, spompinare nelle notti grige e arancioni di questa città.

  75. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 01:39

    @ mal
    meglio marley, concordo, anche se fumare coi morti è un po’ deprimente. Lascia perdere la mia opera imperfetta e in via di rifacimento… ora ascolto Ghezzi che legge Agamben, ‘notte.

  76. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 01:41

    corpodibacco, da milanese sottoscrivo ogni tua riga.

  77. mal
    31 dicembre 2005 at 01:43

    @a gab: tu chiamale , se vuoi, citazioni….

    ps: bob è vivo, e fuma insieme a noi.
    ‘notte

  78. rotowash
    31 dicembre 2005 at 02:05

    secondo me fino a quando il grande lello voce non farà chiarezza con un racconto tipo quello della gobba non riusciremo mai a capire proprio come stanno le cose, cioè potremo fare solo ipotesi.

  79. 31 dicembre 2005 at 02:10

    Gemma, da quello che scrivi sul pezzo di ff mi viene da dire che si vede che il tuo mondo è il fioruccistor.

  80. sdfg
    31 dicembre 2005 at 02:11

    quel racconto era così misterioso che ancora mi domando: chi era il gobbo? cosa voleva dire lello con quel microraccontino?

  81. rotowash
    31 dicembre 2005 at 02:18

    secondo me per capire bene quel racconto dovranno passare molti anni anche perchè molte cose che quel racconto voleva dire ancora non possono essere rivelate o capite

  82. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 02:25

    oh ma siete un tormentone con ‘sta storia del gobbo e del microracconto, la state menando da quel dì… guardatevi Lost in la mancha a fuori orario, va’.
    ps
    bob è vivo, sì.

  83. rotowash
    31 dicembre 2005 at 02:28

    no guarda a quest’ora io vedo solo i sexy love o al limite un proibito sulle private. però veramente da quel giorno del racconto non risesco a non pensarci e più passa il tempo più capisco molte cose sull’italia.

  84. gabriella fuschini
    31 dicembre 2005 at 02:38

    vuoi il telefono di un’amica psicologa che ti può aiutare a risolvere questo terribile problema? o forse basta il pusher di mal… non so, sono molto preoccupata per te rotowash, non vorrei ti s’inceppasse il meccanismo e non riuscissi più a lavare la moquette…

  85. 31 dicembre 2005 at 08:32

    qualcuno poteva entrare nel merito dell’articolo di busi.
    macché.
    voglio dire, qualcuno ci ha pure provato, ma è stato ignorato.
    eppure di materia ce n’è.

  86. 31 dicembre 2005 at 10:43

    Evidentemente, soltanto Busi detiene le capacità letterarie e la storia personale atte ad argomentare “rettamente” su tali spinose questioni. Ma cosa dice, in buona sostanza? Che molestare sessualmente un bambino di cinque anni è cosa ben più grave che molestare sessualmente un ragazzo di sedici. Ci si poteva arrivare anche da soli, se non incalzati da retoriche tendenziose – ma a che pro rimarcarlo con tanto dispiego di stile e storia personale? Forse a rendere l’opinione pubblica più “flessibile” e riflessiva di fronte alla seconda delle eventualità? Boh. Ma c’è dell’altro: ci viene anche insegnato come difenderci, con buona grazia, dalle “legittime richieste-inchieste sessuali del bambino” – un pericolo certo incombente nella vita di ognuno di noi. Va da sé che la malafede moralistica dell’ “uomo comune” non aspetta altro che di scagliarsi ignobilmente sulle sublimi pratiche dell’esteta-scrittore. Pare dunque che la Nazione sia rimasta orfana di un altissimo insegnamento. Per fortuna ci ha pensato quella Indiana. Buon 2006.

  87. Un devoto genuflesso
    31 dicembre 2005 at 11:21

    Ha parlato LUI: ragazzi, contritevi. Ipse dixit.
    Biondillo, cancella tutti i post di questi stupidotti che fanno finta di discutere ma in effetti non capiscono un buso.

  88. christian raimo
    31 dicembre 2005 at 11:43

    busi è il migliore scrittore italiano, credo anch’io. non dovrebbe essere censurato e stop. ma sulla pedofilia ho esitazione. qualche anno fa una sua lettera dello stesso tenore campeggiava sul sito dell’associazione dei pedofili danesi. l’associazione pedofili danesi è leggermente più tollerante di quello che dice busi in questo pezzo. dice, mettiamo, i bambini che hanno esperienze sessuali con adulti quasi sempre sono consenzienti. la discriminante non è quasi più l’età, ma la violenza/non violenza. il punto è che è vero occorre togliere l’oggettivismo di una morale da Stato Etico la possibilità di liquidare la pedofilia come un problema criminale e basta. ma se diamo retta da voltairriani convinti agli altri soggetti messi in gioco, che idea che ci facciamo? tra cinque e sedici anni c’è una differenza comprensibile. tra uno stupro e una carezza sulla testa anche.
    ma se un ragazzino di tredici anni mi dice a me piace fare sesso con un adulto di trenta, io che dico? e se me lo dice un bambino di undici? e uno di otto, di sette?

    mi sono letto molto approfonditamente le testimonianze dell’associazione pedofila danese, che sono qui. http://www.danped.fpc.net/italiano/

    che ne dite di questo punto di vista pedofilo, di questa tabella discriminante?

    Abuso sessuale infantile
    1. Violenze, minacce, inganni, ricatti (psicologici), stupro.
    2. Impossibilità da parte del bambino di mettere fine all’attività sessuale. Il bambino desidera che tale attività cessi, ma l’adulto lo impedisce. Abuso di potere ed altre intimidazioni rendono possibile l’abuso a lungo termine
    3. Il desiderio sessuale dell’adulto è l’unico criterio. Le necessità del bambino, comprese quelle sessuali, vengono ignorate. Il bambino è un oggetto sessuale passivo.
    4. Obbligo di segretezza. Sfruttamento dei sensi di colpa del bambino. Se viene scoperta l’attività sessuale, il bambino prova sensi di colpa anche se non desiderava per nulla tale attività.
    5. L’atmosfera è opprimente: nessuna sensazione di sicurezza ed intimità.
    6. La relazione non è equa. Si fa uso di oppressione, autorità e manipolazione.
    7. L’adulto non è interessato al bambino come persona, ma soltanto come oggetto sessuale saltuario.
    8. Solo un minimo di base comune. Il bambino è isolato dai coetanei e da altri. L’adulto pretende di possedere il bambino.
    9. Mancanza di comunicazione aperta; oppressione di tutte le forme di espressione emotiva.
    10. Negli spazi di vita quotidiana del bambino mancano amore ed attenzione: rischio di fissazione del bambino sulla parte sessuale.
    11. Il bambino mostra ansia ed avversione. Si vede che il bambino cerca aiuto.

    Pedofilia, eventualmente con esperienze sessuali

    1. Spontaneità ed amicizia che si godono assieme.
    2. Il bambino può tirarsi indietro quando vuole. L’adulto rispetta il desiderio del bambino e non lo/la rimprovera per questo.
    3. Interazione a livello personale ed (eventualmente) sessuale. L’attività viene adattata al livello psicosessuale del bambino: l’adulto partecipa alla sessualità del bambino.
    4. Si prova ad essere aperti nella misura in cui la morale e l’ambiente circostante lo permettono. Il benessere di entrambe le parti viene comunicato in maniera verbale e non verbale nel corso dell’amicizia.
    5. L’obiettivo è l’ottenimento del massimo senso di sicurezza.
    6. L’obiettivo è quello di creare una relazione equa, che eventualmente continua e si sviluppa diventando amicizia.
    7. L’adulto esprime interesse per il mondo del bambino. Si provano interessi comuni, anche in occasione di un unico incontro.
    8. C’è posto per la cultura infantile/giovanile e per il contatto con altri. Gli interessi vengono accomunati.
    9. C’è posto per esprimere i sentimenti. Il potere nella relazione è equilibrato: il bambino e l’adulto accomunano il potere.
    10. L’adulto prova un reale interesse per i sentimenti del bambino – anche sessuali – desiderando un’interazione al livello del bambino stesso. L’amicizia è un valido supplemento agli ulteriori aspetti della vita del bambino.
    11. Il sentimento dominante nel bambino è la gioia, anche se di tanto in tanto può sentirsi insicuro per via della morale della società. Ciononostante, il bambino prova ad esprimere sentimenti positivi nei confronti dell’ambiente circostante.

    Ma a questo mondo nulla è completamente bianco o nero: dobbiamo pertanto presupporre l’esistenza di un’ ampia “zona grigia” tra le due opposte situazioni descritte negli 11 punti qui sopra.

  89. 31 dicembre 2005 at 12:14

    Una censura reale sarà applicata -secondo quanto previsto dall’ultima Finanziaria- a partire da domattina 1 gennaio 2006 ai siti esteri di scommesse sportive, notevolmente migliori di quelli italiani e dunque preferiti dai nostri giocatori. Il motivo è che, registrati fuori Italia, quei siti non si assoggettano alla legislazione nostrana in materia di erario e massimali di vincita. Cioè: non pagano concessioni statali e garantiscono tetti di vincita molto più elevati dei corrispettivi italiani. Questo atto protezionistico va contro numerose direttive europee in materia di libera concorrenza e conduce a situazioni di fatto simili a quelle di paesi illiberali: viene impedito a circa un milione di giocatori d’azzardo italiani di cercarsi le migliori condizioni di mercato. In questo settore, come in molti altri, rimaniamo vincolati da lacci e lacciuoli di burocrazia e interessi particolari; incapaci di competere sullo stesso piano, proviamo dunque a chiuderci nella casetta di cartone, mentre fuori -e dentro- fa bufera.

  90. 31 dicembre 2005 at 12:55

    qui, mi sembra che nessuno abbia intenzione di Sparare contro nessuno, penso che si citino persone degne di essere citate e che hanno la forza di rispondere da sole (se si sentono di farlo). dunque, la mia opinione sul Padellaro non è cambiata. e, per di più, non stiamo parlando (occorre ricordare) d’un direttore qualsiasi; ma del direttore dell’Unità. per chi se lo fosse scordato. paragonare l’Unità a Liberazione, anche solamente su piccole questioni, mi sembra ancora fuori luogo. in questo discorso, specialmente.

    b!

  91. 31 dicembre 2005 at 14:18

    Non vorrei esulare dal discorso principale, ma c’è un libro, Molestie morali, che spiega come spesso la molestia non sia soltanto fisica.
    E’ vero sì che un sedicenne non è un bambino, e questa per Busi – per niente tendenziosamente – è soltanto la premessa per considerare, tra mille altre sfaccettature della questione ‘violenza su minore’, che ci sono soggetti ben più adulti considerabili ‘bambini’ per l’incapacità o l’impossibilità di discernere e gestirsi come soggetti adulti di fronte ad un adulto molesto. Mi vengono in mente le somale violentate dai soldati italiani, per dire. Le prostitute, adulte, sì, ma costrette con la molestia morale alla riduzione ad oggetto sessuale su cui altri speculano.
    Il campo delle questioni che questo articolo introduce è vastissimo, e quelle che affronta sono indagate in modo più che lucido.
    Per questo che L’Unità l’abbia rifiutato, a parte le rassicurazioni di Lello Voce, è abbastanza incredibile e che si dia a Busi della checca isterica, per poi ribaltare tutto (al solito) affermando che siamo sensibili alle parole sensibili, è abbastanza paradossale. Personalmente comunque queste premesse o conseguenze paradossali del pezzo in questione non mi interessano, l’ho letto qui, dunque l’ho letto, e questo solo conta.

  92. 31 dicembre 2005 at 14:29

    Andrea Barbieri, non farmi perdere tempo a spiegarti che la tua equazione

    Gemma Gaetani = Fioruccistor

    dato che

    Gemma Gaetani vs. Francesco Forlani

    dato che

    Francesco Forlani e Lello Voce e Andrea Barbieri eccetera = pensiero impegnato

    è una meccanica, pavloviana, formal-contenutistica, considerazione.

    Il pezzo di FF è scritto male. Basato su congetture nemmeno ben analizzate ed esposte. Autocompiacente. Sintomo di una caduta di livello che spesso, e nella sostanza, sta affliggendo NI.

    Ridateci i professori, anche se sono checche isteriche e parlano di pompini. Ridateceli. Quelli che ce li aprano i cervelli, che ce li mettano in crisi, che ci profilino anche mondi diversi dai nostri ma descrivendoli con la precisione teorica e linguistica che ci insegna comunque qualcosa, non i re-censori che vorrebbero indottrinarci, e anche malamente e i loro valletti. All’inizio NI non era così.

  93. 31 dicembre 2005 at 15:01

    Certo, anche Svevo scriveva male, e la teoria della relatività è fatta di congetture.
    E come ricorda oggi Igort, ci fu un tempo in cui El Greco fu portato negli scantinati perché dipingeva caricature. Ci fosse stato Fiorucci mentre lo staccavano, avrebbe almeno fatto una foto per decorare il pacco, nei suoi slippini rossi natalizi.

  94. 31 dicembre 2005 at 15:42

    Barbieri, ma che cazzo dici, veramente? Ma che cazzo di risposta è? Se Montanari fosse stato Céline e Forlani Svevo, avrei stampato i pezzi che avevano scritto, sottolineato le parti salienti, cercato sul dizionario i termini utilizzati che non conoscevo. Io come molti.
    Almeno io le cose che non mi piacciono, le leggo prima di dire che non mi piacciono, le capisco eppure non mi piacciono lo stesso, non vado a parlare a vanvera.
    Guarda, occupati di incensare i tuoi miti, ci guadagni di più, questo è certo.
    E se Forlani ti appare Svevo, sei poco colto, evidentemente. Altro che Fioruccistor.

  95. 31 dicembre 2005 at 15:51

    @il mio “devoto genuflesso”
    la tua ironia non è certo priva di fondamento, ma che vuoi farci? Perseguo come posso alcuni temi di mio (si direbbe esclusivo) interesse. Se ciò, in questo strano gioco di rappresentazioni, va ad addensare sul mio “spettro” delle connotazioni ridicole, non lo trovo un gran problema.

  96. 31 dicembre 2005 at 15:54

    Dal pezzo del “maestro effeffe”:

    Si è in altri termini sacrificato il libro in nome di una teologia del marketing, ovvero dell’identificazione del lettore allo scrittore esattamente come attraverso il medium della marca il consumatore si è sostituito alla merce – i manager editoriali pretendono che il lettore non dica più ” ecco qualcuno che ha trovato le parole per dirlo” ma intimano agli scrittori di fare in modo che gli acquirenti esclamino ” che bello questo l’ho già detto ‘io ”

    Insomma, realtà letterarie – no signor giudice i nomi non li faro’ e poi a che pro?- personaggi che popolano le deserte lande dei nostri paesaggi e soprattutto storie che non sono facili da ingoiare. E men che mai da digerire.

    1) si dice ‘dell’identificazione del lettore CON lo scrittore’;
    2) cosa vuol dire, in italiano, ‘attraverso il medium della marca il consumatore si è sostituito alla merce’ e non in goffo anacolutesco ideologichese?
    3) prima delle virgolette che aprono un discorso diretto, ci vogliono i due punti e la maiuscola a inizio frase (i manager editoriali pretendono che il lettore non dica più: “Ecco qualcuno che ha trovato le parole per dirlo”)
    4) i ‘manager editoriali’ dove esistono, se non nella vostra testa (per parlare dell’apparato teorico su cui si basa questo scritto)? credete davvero che la narrativa italiana sia come il cinema ad hollywood?
    5) tutte le virgole che erano necessarie, dove sono finite? nella bocca di chi eseguiva la fellatio al maestro effeffe?

    Nemmeno alle superiori si scrivono testi così pieni di soli *abbozzi* di concetti, grammatica, regole ortografiche, lingua italiana, paradigmi critici.

  97. bha
    31 dicembre 2005 at 16:08

    «E’ vero sì che un sedicenne non è un bambino, e questa per Busi – per niente tendenziosamente – è soltanto la premessa per considerare, tra mille altre sfaccettature della questione ‘violenza su minore’, CHE ci sono soggetti ben più adulti considerabili ‘bambini’ per l’incapacità o l’impossibilità di discernere e gestirsi come soggetti adulti di fronte ad un adulto molesto.»

    Almeno io le cose che non mi piacciono, le leggo prima di dire che non mi piacciono, le capisco eppure non mi piacciono lo stesso, non VADO A PARLARE a vanvera.»

    Due esempi di ottima prosa italina. Meno male che l’ultimo dell’anno non ci fa mancare la solita razione della maestrina dalla penna ROSA

    ?

  98. mag
    31 dicembre 2005 at 16:31

    per fare interventi importanti bisogna esserne in grado e averne voglia.
    io c’ho provato.

  99. C.R.O.F.
    31 dicembre 2005 at 18:14

    99

  100. C.R.O.F.
    31 dicembre 2005 at 18:14

    100

  101. C.R.O.F.
    31 dicembre 2005 at 18:16

    Gli ultimi due commenti erano a cura del C.R.O.F.
    Comitato per il Raggiungimento degli Obiettivi Futili

  102. 31 dicembre 2005 at 18:21

    bha, chiunque tu sia, una bella penna rosa, togliendo prima il tappo, ponitela nel culo.

    nei commenti scrivo con l’enfasi che mi caratterizza quando parlo, e approfondisco quanto leggo.

    meritate berlusconi perché siete tendenziosi, superficiali, parziali e infami, come berlusconi. non ve ne lamentate.

  103. 31 dicembre 2005 at 18:43

    Ah, si scrive “Bah”, non “Bha”. Se ci posponi anche i tre puntini di sospensione, Bha, è meglio.

    Buon anno, e adieu, a tutti.

  104. p.p.p.
    1 gennaio 2006 at 00:50

    Cara Gemma, è passato appena un anno dalla tua partenza e già si avverte il vuoto insostenibile della tua mancanza. Torna presto.
    I miei migliori auguri. :-)

  105. rotowash
    1 gennaio 2006 at 03:27

    raga’, ci siamo visti l’anno scorso!!!

  106. 1 gennaio 2006 at 04:27

    p.p.p.,
    auguroni kiss,
    come un SMS di stanotte, ma non a me, festeggiando l’avvento del nuovo anno. :0)

  107. 1 gennaio 2006 at 16:47

    Cara Gemma, compera un paio di occhiali di Fiorucci così riuscirai a mettere a fuoco le parole: io non ho detto in nessun luogo che Forlani è Svevo, quello che tentavo di farti capire è che alla base della tua critica c’è qualcosa che non può essere preso come base sensata per una critica: scrivere male e fare congetture non è in nessun modo equivalente a scrivere cose che non sono interessanti e verosimili o addirittura vere.
    Inoltre, penso che il giudizio “scrive male” sia rischiosissimo, perché è facile scambiare un proprio errore di prospettiva per un errore di colui che disegna – scrivendo – un oggetto.
    E ancora, a me il pezzo di Forlani è piaciuto per motivi che ora non ho voglia di scrivere.
    Dopo tutto l’impegno che ho speso per te, per cercare di travasare qualche idea da me a te, ti trovo a darmi dell’incensatore, del servo sciocco. Così va la vita.

  108. Gino Fiorucci
    1 gennaio 2006 at 17:13

    E’ stato uno stupendo party di capodanno al nostro store. C’erano Gemma, Lapo e tanti altri amici. Buon anno a tutti

  109. gabriella fuschini
    1 gennaio 2006 at 17:57

    Ma va? un party allo store? Barbieri, ci siamo persi l’evento dell’anno! ;-)
    Buon anno a tutti e un buon anno con besos a p. e mal.

  110. mag
    1 gennaio 2006 at 18:07

    Da quando ho pensato di setacciare N.Y. in 4 giorni, non potevo che avere la brillante idea di percorrere tutta Roma in una notte, questa notte.
    Bella piazza della Repubblica a modi tecnoparty psichedelic-rock e anche la vivacità della gente estesa in maniera cosi vistosa.(150.000 cantanti e festanti sono sicuramente uno spettacolo)
    Mi è pure sembrato di vedere un somigliante a Lello Voce sull’ intercity Mi-Roma….. visioni prebotti forse.

  111. 1 gennaio 2006 at 18:15

    Gabry ci abbiamo bisogno di lezioni di mondanità, io poi sono un vero campagnolo, mi sento una specie di Al Bano che non canta, figurati se a me mi vogliono a Milano al fioruccistor…

  112. gabriella fuschini
    1 gennaio 2006 at 18:20

    Andrea figurati me, che da qualche anno varco la soglia dell’anno nuovo menando botte sul tatami… buon anno!

  113. mag
    1 gennaio 2006 at 18:38

    ho sbagliato post, scusate :-)

  114. p.
    1 gennaio 2006 at 19:03

    I migliori auguri e besos anche a te, Gabriella. Magno cum gaudio.

    Mag, centocinquantamila cantanti in Piazza della Repubblica è uno sgùb che manco peldicarota fischiardi…Ma Lello in intercity (?) Milano-Roma è almeno un triple sgùb!!! Cos’era, in pellegrinaggio? Si fa prima ad andare da Milano a Santiago de Compostela a piedi. E se fosse vero? Qui gatta ci cova: non saranno per caso “prove tecniche di conversione”?

  115. Mal a.k.a. G.Fiorucci
    1 gennaio 2006 at 19:48

    auguri gabriella, auguri p. auguri a tutti

  116. mag
    1 gennaio 2006 at 20:20

    No, è che ho la fissazione dei blitz, in tutti i sensi, anche geografici, poi tenendo pure famiglia, devo rubare il tempo a mia figlia.
    Fa’ pure rima.
    Sarà che da grande voglio fare il viandantes penitentes? cammino come Frankenstein: mi sono fatta Termini, Trastevere, Navona, Campo dei fiori, piazza della Repubblica, Piazza San Pietro e Termini, tutta una festa a tappe.
    Ma i taxxxisti romani sono dei personaggi troppo trash: stanotte alle 4 per andare da Termini a Trastevere volevano 60 euro, questo perchè mi hanno scambiato per una straniera, quando hanno capito che sono italiana, mi hanno detto che c’era tutto bloccato e non potevano accompagnarmi.
    Ho fatto fatica a capire il senso che credo sia questo: “non freghiamo i nostri concittadini, ma non perdiamo tempo con loro, perchè stanotte dobbiamo guadagnare con il turista”
    se i quotidiani vogliono e mi pagano scrivo il pezzo su Roma capodanno.
    titolo:
    NESSUN DORMA.
    ah, ma sai che alle 4 di mattina c’erano milioni di automobili che sembrava d’essere in piazza san Bambila alle 8?
    poi fa caldo, clima incredible.
    per i piu’ ferventi, tutta notte veglia della pace in Vaticano.
    Fermo una signora:
    “cos’è questo?
    “Ma che non lo conosce è il ministero degli….ndo stanno tutti i poliziotti!”
    “ah dove c’è Pisanu?”
    “si proprio quello er Viminale”
    “ma tanto lui non comanna, nemmeno er papa commanna, qui commanda soro berlusconi”
    “ma insomma noi su’ non lo vogliamo, qui non lo volete, e dove dobbiamo mandarlo?”
    “ma che annasse a mori’ ammazzato… li mortacci….adesso me devi scusa’ figlia mia che me so ‘mbriacata e parlo sboccata”
    “e chi ci mettiamo al governo allora?”
    ” ma io ce metterei mi fratello, che quello c’è stava già ai tempi de Berlinguer”.
    ” ah uno giovane…..”
    e via di questo passo……

  117. mag
    1 gennaio 2006 at 20:25

    errata corrige: Eurostar non Intercity.

  118. rotowash
    1 gennaio 2006 at 23:06

    vi prego se vedete lello voce ditegli di scrivere un microracconto come quello della gobba, non ce la faccio più a non leggerlo.

  119. 1 gennaio 2006 at 23:29

    “Eurostar non Intercity”.
    noblesse oblige.

  120. gabriella fuschini
    1 gennaio 2006 at 23:32

    buon anno rotowash!
    ps
    perché ti ostini a non ascoltare i miei consigli? e perché non vai sul sito di Lello a far gentile richiesta?

  121. mag
    1 gennaio 2006 at 23:36

    Tash, certo, se no come facevo a fare tutto in 24 ore…

  122. p.
    2 gennaio 2006 at 00:47

    Gabriella, se tu seguissi con più attenzione la carriera del Rotowash in questo nobile palazzo delle professioni, ti accorgeresti che: a) il Roto non pulisce più la moquette, ma già da tempo è passato con un certo successo ad altri arredi; b) qualunque sia il contenuto delle sostanze smerciate dal pusher di Mal, ebbene gli fanno un baffo: il Roto fuma esclusivamente se stesso, ad ogni intervento: ogni parola, ogni virgola è un trip (con annesse componenti erotiche) dal quale emerge sempre più a stento.

  123. gabriella fuschini
    2 gennaio 2006 at 01:04

    p.
    perbacco, hai ragione: la pedagogista che è in me crede nella possibilità del recupero anche a lungo termine e questo bilancia il desiderio irrefrenabile di trascinarlo sul tatami e sbattacchiarlo fino al raggiungimento del vuoto mentale, meta agognata dai cultori di pratiche marziali…ora dato che non posso scegliere la seconda opzione(siamo nel virtuale ahimé o per fortuna), mi ostino sulla prima via. Mi stanco in fretta, però. :-)

  124. kristian
    2 gennaio 2006 at 01:29

    cazzo gabriella, cintura nera di karate come la sidney rome amata da christian le bartz o come la yoshimi cantata dai flaming lips… mi-ti-ca!

  125. gabriella fuschini
    2 gennaio 2006 at 01:45

    cintura nera di aikido.

  126. gabriella fuschini
    2 gennaio 2006 at 02:07

    grazie in ogni caso del complimento. Non so se sono mitica, sicuramente cattiva. Sul tatami.

  127. Il pusher di mal
    2 gennaio 2006 at 02:15

    Ragazzi per favore basta con la pubblicità. Nel mio mestiere la riservatezza è un aspetto fondamentale.

    @ rotowash: smettila con gli psicofarmaci. Fanno male, più delle sigarette. Chiama un collega o vai ad amsterdam in gita.

  128. Ele Vox, agente segreto donna
    2 gennaio 2006 at 09:02

    Mossa sbagliata, pusher di mal. Grazie alla localizzazione del tuo IP, tra poco potrai essere acciuffato.

  129. Le sirene della Ele Vox (agente segreto donna) Car, dirette alla velocità della luce, insieme al resto della Ele Vox Car, a casa del pusher di Mal, pocanzi localizzata!
    2 gennaio 2006 at 09:08

    uà-uàà

    uà-uàà

    uà-uàà

    uà-uàà

  130. La televisione in casa Montag
    2 gennaio 2006 at 09:43

    “Il pusher di Mal non è mai esistito, è questa l’assoluta verità. Tornate tutti alle vostre faccende”…

  131. Mal
    2 gennaio 2006 at 17:17

    Prendetevi tutto, ma non il mio pusher. Io fumo e basta. A me non piacciono le pillole che vendono in farmacia, quelle colorate che hanno reso rotowash schiavo delle sue stesse ossessioni.

  132. 2 gennaio 2006 at 18:14

    Liberàtelo! Liberàtelo! (Il pusher di Mal, n.d.B.)

  133. Subsonica&Elioelestorietese
    2 gennaio 2006 at 18:19

    Liberi tutti! Liberi tutti!
    Free Mandela e tutti quanti!
    (il pusher di Mal e il cugino di Elio)

  134. Checco de Gregori
    2 gennaio 2006 at 18:27

    Stanno ammazzando il pusher di Mal, ma il pusher di Mal è vivoooooooooooooo-oooo…

  135. Il monocigliuto in un assolo
    2 gennaio 2006 at 18:29

    E free ppùre il pusher di Maaaaaaallllllllllllll!

  136. Riccardo Cocciante for freedom
    2 gennaio 2006 at 18:35

    Quando arrestano il pusher di Mal (così com’è finito il pusher di Mal)
    senza una ragione né un motivo, senza niente
    ti senti un nodo nella gola,
    ti senti un buco nello stomaco
    ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente
    e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti
    e non ti basta bere da ubriacarti
    e non ti basta ormai più niente
    e in fondo pensi, ci sarà un motivo
    e cerchi a tutti i costi una ragione
    eppure non c’è mai una ragione
    perché il pusher di Mal debba finire in galeraaaaaaaaa
    e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome
    e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita
    e vorresti cambiare il mondo
    ma sai perfettamente
    che non ti servirebbe a niente
    perché c’è lui, perché c’è lui
    perché c’è lui, perché c’è lui
    perché c’è lui nelle tue ossa
    perché c’è lui nella tua mente
    perché c’è lui nella tua vita
    e non potresti più mandarlo via,
    nemmeno se cambiassi faccia
    nemmeno se cambiassi nome
    nemmeno se cambiassi aria
    nemmeno se cambiassi vita
    nemmeno se cambiasse il mondo
    però, se potessi ragionarci sopra
    saprei perfettamente che domani sarà diverso
    il pusher di Mal non sarà più il pusher di Mal
    io non sarò lo stesso uomo
    magari l’avrò già dimenticato
    magari se potessi ragionarci sopra
    e se potessi ragionarci sopra
    ma non posso, perché…

    QUANDO ARREEEEEEEEEEEEEEEEEESTANO IL PUSHER DI MAL…

  137. Lou Reed a sorpresa per una BREVISSIMA apparizione
    2 gennaio 2006 at 19:19

    Mal is waiting for his man
    twentysix EUROS in his hands…

  138. masini in doleance loop
    2 gennaio 2006 at 19:24

    perché ti fai, disperato ragazzo miaaaaalll!

  139. C.S.M.M.
    2 gennaio 2006 at 19:39

    C.S.M.M. – Comitato per lo Sdoganamento di Marco Masini

    Raccòlgonsi adesioni hic et nunc.

  140. gabriella fuschini
    2 gennaio 2006 at 21:39

    My god, o il pusher di mal è ancora in circolazione oppure il virus del 2006 sta attaccando matrix: pillola rossa o pillola blu?

  141. 3 gennaio 2006 at 08:28

    che magnifica ironia. mi sento un cretino a non scompisciarmi dalle risate.
    e Busi dice che siamo invasi dai blog, tra l’altro.
    e parla di libero arbitrio e di differenze che vengono invece appianate dalla morale sudata dei preti e dei fedeli di ogni fede.
    e questo imbarazzo a commentare qui, che una volta somigliava al pudore e adesso solo al timore di essere tacciato come moralista.
    che il pompino, ma anche la lingua sulla passera, ci accompagni in questo 2006

  142. 3 gennaio 2006 at 11:50

    Quello che mi pare particolarmente giusto e intelligente dell’articolo di Busi è il terzo punto: un adulto deve prendersi la ‘responsabilità’ di dire no. Un adulto davanti a delle probabili richieste dell’infanzia deve decidere. Un adulto non può e non deve pensare di essere pari al bambino. Il bambino può essere trascinato dal suo entusiasmo. L’adulto deve sapere frenare l’entusiasmo. Se no, che cacchio è adulto a fare?

    In quanto al rifiuto di Padellaro: trovo che le provocazioni di Busi siano sempre intelligenti. Trovo che Busi usi la provocazione per dire sempre cose molto sensate. Mi dispiace che Padellaro (intelligente, ma forse un po’ stanco? esaurito?) si faccia spaventare.

    Per me Busi è un po’ l’antipasolini. Ha una vita integerrima nonostante la non pretosità (da prete) del linguaggio. Non ha clan (non lo dico in senso offensivo per Pasolini. Busi non ha le Laurebetti, nè i Fabimauri). E’ molto spesso spiritoso. Non fa mai cattiva letteratura della sua vita. Mi piace molto quando balla.

    Non la mette mai giù troppo dura, non è mai apocalittico. Ma questo fa sì che non venga mai preso sul serio. Non so se consigliargli di ridere di meno o di fregarsene di più.

  143. x
    3 gennaio 2006 at 16:14

    @c.p.d.: Del 69 non si era ancora parlato. Meglio tardi che mai, grazie davvero per aver aggiunto l’ennesimo spunto a questo felice, stimolante nonchè sorprendente dibattito.

  144. mag
    3 gennaio 2006 at 20:26

    Vorrei conciliare i miei precedenti interventi in un commento che li raccordi.
    Nel dettaglio dell’articolo, nulla da obiettare, sia per il tema trattato che la modalità nell’affrontarlo.
    Non è un piu’ argomento tabu’, dato anzi che i media quotidianamente ci propinano immagini nefaste che alzano la nostra tollerenza all’orrore.
    Quindi va riconosciuta a Busi la sensibilità e l’attenzione che qui come altrove usa nel relazionarsi con i suoi lettori.
    Mi sembra pero’ eccessivo posizionarlo oltre questa soglia, collocandolo tra i migliori intellettuali italiani o posizioni simili.
    La diffoltà sul web, anche mia, è spesso quella di mantenere equilibri gradevoli a tutti, e non lasciarsi prendere dalle dinamiche di emotività che l’interattività non filtrata apporta.

    ps.Se esistono presenze e commentatori non graditi alla redazione, basta esprimerlo magari argomentandolo, piuttosto che lanciare insulti anonimi e renderli visibili poi attraverso competenze informatiche.
    le uniche forse di chi utilizza questa estrema ratio.

    Magda

  145. mag
    3 gennaio 2006 at 20:47

    Preciso inoltre che essendo stata violata in maniera vigliacca ed evidente nei confronti della sottoscritta la netiquette di N.I. https://www.nazioneindiana.com/netiquette/ in un commento insultante che ho posto all’attenzione del webmaster, chiedo se è il caso che si spenda tempo ed energie psicofisiche nel contribuire, limitatamente alle proprie competenze e attitudini, ai dibattiti in corso, data l’ostilità riservata ai nuovi arrivati.

  146. gabriella fuschini
    3 gennaio 2006 at 21:08

    Mag, cosa succede? di che parli?

  147. mag
    3 gennaio 2006 at 21:12

    Niente, di uno stronzo, che ha preso un Thread di mesi fa’ e l’ha commentato insultandomi pesantemente con un nick anonimo ovviamente.
    Mi sono accorta solo oggi cercando nei miei interventi un riferimento.
    Sarà contento il deficente di avermi demotivato.

    Ciao

    Magda

  148. gabriella fuschini
    3 gennaio 2006 at 21:37

    Ma lascia perdere, soprattutto se è un thread di mesi fa…quando ero dentro NI passavo le serate a ripulire dagli spamm e dai commenti idioti, sai quanti insulti ho cancellato? chiedevo le finestre dei commenti a post vecchi di mesi. Che ti frega? la vita è qui ed ora. :-)
    ciao

  149. gabriella fuschini
    3 gennaio 2006 at 21:37

    Chiudevo

  150. mag
    3 gennaio 2006 at 23:29

    ma come faccio a cancellarlo?

  151. gabriella fuschini
    4 gennaio 2006 at 00:23

    Tu non puoi, puoi chiedere a Jan o a qualcuno di NI di farlo.

  152. mag
    4 gennaio 2006 at 20:23

    @jan allora cancelliamo o lo uso come boomerang?

  153. gabriella fuschini
    4 gennaio 2006 at 21:36

    @ Magda

    Da Nota legale:
    Nazione Indiana non ha una redazione. Per comunicazioni ai singoli autori scrivere al’email nazioneindiana@gmail.com inserendo nel campo Oggetto il nome e cognome dell’autore dell’articolo a cui ci si riferisce. L’autore dell’articolo è indicato subito sotto il titolo, al termine della riga “Posted in … on … by …”

    Magda, non puoi pretendere che tutti leggano tutto! Scrivi una mail, spiega il problema e a quale post ti riferisci, mica si può scorrere tutto l’archivio per trovare l’insulto no?
    Mi prendo la briga di dirti ‘sta cosa ché mi sembri l’attrice svagata che uscendo nuda sul palcoscenico si stupisce se le urlano : a bella gnocca! Non ti arrabbiare con me adesso, mi dispiace sul serio che tu sia in ambasce!
    ciao

  154. mag
    5 gennaio 2006 at 00:00

    si ho scritto a Jan, ma dev’essere preso o in vacanza.
    cmq ti ringrazio, anche perchè, prima mi offendo e me la prendo, poi diffondo, ma alla fine m’incazzo parecchio e faccio polveroni generali.
    quindi meglio contenere subito.

    Ciao

    Magda

  155. gabriella fuschini
    5 gennaio 2006 at 00:23

    Très bien.

  156. gianni biondillo
    5 gennaio 2006 at 12:52

    Mag, Jan è fuori Milano. Torna fra qualche giorno. Se potessi ti aiuterei io, ma non so di cosa stai parlando, esattamente.

  157. mag
    5 gennaio 2006 at 16:27

    Ok, la tua mail?

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