Dentro una scatola

5 gennaio 2006
Pubblicato da

di Mondo Marcio

(Ricevo da Massimiliano Governi e molto volentieri pubblico questo rap. F.K.)

Yeah Uomo….c’è qualcosa che non va uomo…NON C’E’ NESSUNO!
Rito:
Perchè vedi un po’ di anni fa/vedevo mamma e papà/dentro una scatola/dietro due psichiatri ed ero solo un bambino…un bambino!!/e dicono capita/ma non spararti frà/sfogliami l’anima/e vedrai che c’ero cosi vicino….cosi vicino!!!

Fanculo te, Fanculo te, Fanculo questo posto/non mi è ancora chiaro il motivo per cui sono qua/insieme a tutti questi stronzi che non conosco/ho sentito qualcuno parlare di insanità:mentale/forse qualcuno vorrà fare male/a un frà ma quale peccato ho commesso per meritare/di stare qua ad aspettare come un animale in cattività mi fa male/la stamina sale/carica il peso nella mia testa/bro tutta questa gente che entra resta/la prendo per non invitati alla mia non festa/qualcosa che non voglio e che la mia anima detesta/ma appena guardo il nome sul foglio risponde al mio/prossimo step:mio Dio!/volete sapere di come hanno ucciso mio zio/di come pà/faceva stare male mà/di come mà/beveva quando stava fuori città/il mio cervello va/giù e giù/ho risposto alle vostre domande per ore ormai non ce la faccio più/datemi un paio di minuti prima di trasalire/fatemi rinsavire no bro fatemi uscire!!/

Rito:
Perchè vedi un po’ di anni fa/vedevo mamma e papà/dentro una scatola/dietro due psichiatri ed ero solo un bambino…un bambino!!/e dicono capita/ma non spararti frà/sfogliami l’anima/e vedrai che c’ero cosi vicino….cosi vicino!!!

Che sia l’ospedale o la galera/non rivedrai i tuoi genitori stasera/perciò chiudi gli occhi e pensa a com’era/mamma in cucina che prepara qualcosa di caldo/ma ora ho un compagno di cella che non sta stare calmo/si piscia addosso/solo perchè mamma non c’è/e sai che se le guardie arrivano puliranno anche te/la brutta vita,quella che non vivi senza spacciare/frà io ho dato quattro anni all’assistenza sociale/sarò preciso/io sono un caso aperto da quattro anni/e una corte di quattro stronzi non mi ha ancora pagato i danni/un marcio è psycho come papà/ora mi faccio di là/giro coi frà/vendo in città!!!

Rito:
Perchè vedi un po’ di anni fa/vedevo mamma e papà/dentro una scatola/dietro due psichiatri ed ero solo un bambino…un bambino!!/e dicono capita/ma non spararti frà/sfogliami l’anima/e vedrai che c’ero cosi vicino….cosi vicino!!!

Dicono un Marcio è forte/un marcio che non demorde/immagini valide per quando sei alle corde/è tragico che un ragazzino cosi innocente/può arrivare a viaggiare con l’omicidio in mente/uomo ho fatto terapia non è finito niente anzi mi ha peggiorato/però è servito a quella gente/io grido per il mio incubo preferito da sempre/uno psichiatra ti ha detto che c’è riuscito?mente!!/lo sa/perchè non và bene,in questa cazzo di società/mettono un sedicenne in catene lasciano un Bubbà/libero di fare PA-PA!!/sulla sua famiglia mentre i ragazzini chiedono papà,perchè perchè,papà e scappano nei ripostigli/vedi gli errori dei genitori ricadono sui figli/a volte mi chiedo che sarebbe stato/se quel giorno di dicembre si fosse fermato!!

Rito:
Perchè vedi un po’ di anni fa/vedevo mamma e papà/dentro una scatola/dietro due psichiatri ed ero solo un bambino…un bambino!!/e dicono capita/ma non spararti frà/sfogliami l’anima/e vedrai che c’ero cosi vicino….cosi vicino!!!oh….si uomo!!!……

(Nella foto: il rapper milanese diciannovenne Mondo Marcio)

122 Responses to Dentro una scatola

  1. Michele Monina il 5 gennaio 2006 alle 12:48

    A parere di chi scrive Mondo Marcio è la voce più interessante nel panorama hip hop italiano. Di più, Mondo Marcio è una delle voci più interessanti (e per voci, sia chiaro, si intende anche penne e macchine) del panorama musicale italiano. Di più, Mondo Marcio è una delle voci più interessanti, punto e basta. Ho visto il futuro del rap…
    saluti, Michele

  2. andrea barbieri il 5 gennaio 2006 alle 13:22

    Mi pare presto per gridare/con certezza che è un portento/ma il ragazzo ci ha talento/e la Nazione mi stupisce/ricevendo inconsueta/una cultura non desueta/yeah

  3. kristian il 5 gennaio 2006 alle 13:23

    grandissimo Franz!
    non c’è più religione: Nazione Indiana che mi imbocca il rap teso!

    ‘fanculo ‘fanculo ‘fanculo questo posto!
    ( in questo momento sto ascoltando la canzone qui: http://www.teamworld.it/mondomarcio/ecard/ )

  4. Gemma Gaetani il 5 gennaio 2006 alle 13:24

    “Il pop in cerca di un nuovo Dylan”, titola Gino Castaldo un pezzo su Repubblica di oggi.

  5. kristian il 5 gennaio 2006 alle 13:45

    michele se il 27 sei al rollingstone per lo showcase, ce la fai la recensione in rete?

  6. andrea barbieri il 5 gennaio 2006 alle 14:06

    Quello del “nuovo Dylan” è un mantra secolare ormai, ci sono passati tutti, ma l’unico davvero rimasto è Bruce :-)

  7. Trespolo il 5 gennaio 2006 alle 14:37

    Staremo a vedere, una volta raggiunto il successo e raggranellati 4 soldini, cosa farà e come deciderà di investirli e investirsi. Chiudo gli occhi, tolgo l’immagine da arrabbiato, la berretta calcata in testa, il tatuaggio, ci aggiungo gli incassi delle vendite (che arriveranno) e scopro l’ennesimo futuro arricchito col quale litigare al ristorante.
    Scusate la botta di cinismo, ma non riesco a vedere altro e non mi pare emerga nulla di nuovo dalle parole di questa canzone. Ovviamente spero di sbagliarmi.

    Buona giornata. Trespolo.

  8. kristian il 5 gennaio 2006 alle 15:07

    trespolo, è come se io dicessi che la rivoluzione cubana è stata inutile perché poi fidelcastro più che da statista si è comportato da mafioso.

  9. mal il 5 gennaio 2006 alle 17:46

    Promettente, ma niente a che vedere ancora con l’hip hop italiano di alto livello ( se parliamo di testi i migliori sono di kaos, dj gruff, gopher, assalti frontali tra gli “indipendenti” e di frankie hi nrg e caparezza tra i “commerciali”)

  10. ovvio il 5 gennaio 2006 alle 18:21

    scendi dal trespolo.

  11. rifiuto totale il 5 gennaio 2006 alle 20:01

    i ragionieri coi pallottolieri
    i gufi velenosi sopra ai trespoli:
    la nausea, avrebbe detto Sartre.

  12. Gemma Gaetani il 5 gennaio 2006 alle 20:12

    “dimmi se è facile amare
    quando non hai famiglia dalla terza elementare”

  13. Gemma Gaetani il 5 gennaio 2006 alle 20:13

    “questi psichiatri vogliono internarmi
    non vogliono aiutarmi, guardano la
    mia scheda perchè non sanno come chiamarmi”

  14. Michele Monina il 5 gennaio 2006 alle 20:34

    Il 27 ci sarò, e recensirò con piacere. Presto per gridare al miracolo non direi, perché del giovane in questione mi occupai già tre anni or sono (quando era davvero giovanissimo), e lo seguo da un sacco di tempo. Dylan non c’entra un piffero, ma questa è una questione che riguarda Castaldo, del resto sul Corriere della sera lo hanno paragonato a Luca Carboni…
    Anche se virtuali, sono disposto a scommetere soldoni sul successo del ragazzo…
    M

  15. mal il 5 gennaio 2006 alle 22:38

    @m.m.: successo in che senso? parli di vendite o d’altro?

  16. andrea barbieri il 5 gennaio 2006 alle 23:15

    Monina va di grancassa e ci scassa con sta storia che Mondo Marcio ci fracassa/ ma noi non siamo fessi non ci meni l’uccello con la storia del nuovo menestrello/ forse è solo un pipistrello/ tanti dischi vogliamo udire che ci servono per capire se il ragazzo si fa il mazzo/ Monina gransborone il critico fanfarlo vai a farlo nella città del torrone/ yeah :-)

  17. andrea il 6 gennaio 2006 alle 11:31

    Il nuovo Dylan è Sufjan Stevens… anzi, molto meglio…
    andrea

  18. funiculì funiculà il 6 gennaio 2006 alle 12:10

    Vi sbagliate di grosso, il nuovo Dylan è Ciccio Formaggio! Lo ha portato la befana. Ma perchè, quando in giro c’è solo piattume e plasticume musicale, o si incensa la prima pallida promessa o si ricorre al solito giochino della scoperta del nuovo chissà chi? Non sarebbe meglio denunciare il panorama omologante nel quale siamo immersi e andare, magari, alla scoperta di qualcosa di veramente nuovo, di più vicino alle radici, senza gridare al miracolo alla prima pirlata?
    Così, tanto per dire.

  19. andrea barbieri il 6 gennaio 2006 alle 14:51

    “La malavita” dei Baustelle è un gran bel disco. Non è tutto piattume.

  20. Franco Melloni il 6 gennaio 2006 alle 19:07

    UNA cosa, UNA, su cui sono d’accordo con Barbieri: i Baustelle!
    Incredibile.

  21. Michele Monina il 6 gennaio 2006 alle 19:27

    @mal, il successo è successo. Senza se e senza ma, nel senso che se hai successo, di norma, diventi famoso, e se fai anche i dischi, li vendi (poi si può dissertare che c’è chi è famoso ma i dischi non li vende, tipo Morgan, per dire, ma io intendo il successo a tutto tondo, quello canonico).
    @andrea barbieri, il rap non è proprio il tuo forte. Se vuoi sentire le canzoni di Mondo Marcio, e se hai il braccino corto e non vuoi comprare i suoi lavori, puoi trovarteli in rete, ha già pubblicato un album e un mixtape. Il critico, temo, non è che uno lo va a fare, o lo è o non lo è. Capisco che dopo le mille pippe fatte dette e lette sulla critica letteraria mi accingo a camminare su un terreno minato, ma a casa mia uno è un critico musicale professionista (così come un critico letterario, ma anche uno scrittore, o un cantante), cioé riconosciuto come tale, se c’è qualcuno che lo paga per farlo. Quindi, ho tema, sono un critico musicale. Sborone, ma questo lo aggiungo io gratuitamente, per il mio diletto.
    comunque ci si vede il 27 al Rolling Stone, io sono quello col gessato grigio e il sigaro in bocca,
    saluti

  22. gianni biondillo il 6 gennaio 2006 alle 19:50

    ma si paga il 27?

  23. Michele Monina il 6 gennaio 2006 alle 20:42

    Gianni, se indossi anche tu un gessato grigio e infili un sigaro in bocca, entri gratuitamente. Basta che dici che sei amico di Irv Gotti…

  24. andrea barbieri il 6 gennaio 2006 alle 21:01

    Michele Monina, che tu usi la grancassa per parlare di Mondo Marcio si capisce leggendo i tuoi post qui, mentre che io abbia il braccino corto è una cosa che non si può capire leggendo i miei post qui. Ne deduco che in questo caso hai fatto il passo più lungo della gamba, e sospetto che tu lo faccia anche da critico musicale.
    Ti aspetto per Lou Reed, il 4 marzo al Pala De André di Ravenna. O più avanti, alla Sagra musicale malatestiana di Rimini, se ascolti anche classica.
    Sono quello col cappottino nero, di cui vado tanto fiero, yeah

  25. andrea barbieri il 6 gennaio 2006 alle 21:06

    Saga, non sagra. In fondo ci vengono orchestre coi controcazzi :-)

  26. ovvio il 6 gennaio 2006 alle 21:35

    funiculì funicolà è raimo, si capisce perché scrive contorto.

  27. funiculì funiculà il 6 gennaio 2006 alle 22:36

    Ovvio, ma ti sembra contorta quella sintassi? Ma che cazzo leggi di solito, il manuale di nonnapapera?

    @ Biondillo

    Sentita sulla metropolitana, linea rossa, nei pressi di Lampugnano:
    – “Pagàno il ventisette?”
    – “No, Lotto”.

  28. ovvio il 6 gennaio 2006 alle 23:02

    mi sembra contorto raimo.

  29. gabriella fuschini il 6 gennaio 2006 alle 23:15

    epperò mondo marcio è bravo! ecchecavolo!

  30. Franco Melloni il 6 gennaio 2006 alle 23:25

    Barbieri: Monina ha scritto “SE hai il braccino corto”, cioè: nell’eventualità tu abbia il braccino corto. Non ha scritto che ce l’hai. Piantala di sentirti accerchiato, il complotto contro di te NON C’E’.
    Che c’è di male, poi, ad avere il braccino corto? Non sono certo tempi in cui si spendono volentieri €20 a scatola chiusa.

  31. andrea barbieri il 7 gennaio 2006 alle 11:42

    Melloni, io dico cose o faccio ipotesi in base a quello che leggo, Monina invece le spara alla cazzo. Da qui faccio l’ulteriore ipotesi che le spari anche come critico musicale.
    Stammi bene bolognese.

  32. Franco Melloni il 7 gennaio 2006 alle 15:08

    Monina parlava genericamente, diceva “tu” ma l’ipotesi riguardava chiunque: nell’eventualità che si abbia il braccino corto, i pezzi sono disponibili on line. Il tuo tono aggressivo cade a vuoto. Relax. Peace and love, come direbbe Biondillo.

  33. Franco Melloni il 7 gennaio 2006 alle 15:09

    Sì, sì, ho capito, my comment is awaiting moderation. Chissà che paura, di quel che potrei scrivere… Come se qui non ci fossero continuamente flame. Bah. Tenetevelo, ‘sto bel cordone sanitario.

  34. Michele Monina il 7 gennaio 2006 alle 18:29

    Barbieri, non ti conosco. Ho usato una ipotetica, rivolta a qualsiasi lettore, per altro, visto che, lo ripeto, di musica il buon Mondo Marcio ne ha già prodotta e pubblicata. Non so se per emulare il tono del Mondo Marcio, o se perché è proprio il tuo tono abituale, usi linguaggi offensivi, dandomi del critico paccone e dello spara cazzate. Verrebbe da chiederti perché, ma forse è il magico mondo dei blog, non saprei dire. Visto che però tiri in ballo Lou Reed, e tanto per non smentire la mia aura di cazzonaggine (stando almeno alla tua visione del mio mondo), ti consiglio caldamente la lettura dei suoi testi, usciti anni fa per Strade Blu di Mondadori. Ottima traduzione, l’ho fatta io…

  35. Michele Monina il 7 gennaio 2006 alle 18:32

    PS
    Se anche io fossi un rapper (come direbbe Mina, e sottolineo se…), a questo punto io e Barbieri saremmo in beef o dissing che dir si voglia, o più comprensibilmente in polemica. Di soliti i dissing si svolgono dentro i rispettivi album, e in alcuni casi, tipo Tupac Shakur e Notorius B.I.G., finiscono dentro le tombe. A te la scelta delle armi…

  36. funiculì funiculà il 7 gennaio 2006 alle 19:16

    HuàuH!!! Un duello in diretta. E chi vorrà mai perderlo: sono già seduto sugli spalti: birra, frittata di cipolle e…tutto il resto!

    p.s.

    Non sono schierato con nessuno dei due, aspetto l’esito.
    Monina ha fatto un gran bel lavoro coll’evervelvet; Andrea B. è uno di quelli che, in generale, spara meno cazzate quando interviene (ed è un pregio enorme). Impossibile parteggiare: i meriti si equivalgono. Che vinca il peggiore.

  37. andrea barbieri il 7 gennaio 2006 alle 23:24

    Michele Monina nemmeno io ti conosco. Per il libro che mi consigli, è già nella mia libreria dalla prima edizione, ma i testi preferisco leggerli in lingua originale a costo di capire poco. Di quel libro, che ho comprato solo per un’impennata di amore per Lou Reed, mi vengono in mente: la grafica più idiota che mai mi sia capitato di vedere (la lettura dei testi originali in alcuni casi è resa difficilissima); il fatto che le traduzioni siano tutte stipate in fondo al libro e non a fronte, come in tutti i libri di questo mondo; la pecetta in terza di copertina perché qualcuno aveva scritto una cazzata.
    Quel libro è il classico esempio di come il mondo editoriale-musicale mette in commercio sottoprodotti per gente che ha un’impennata – decisamente acritica – d’amore per Lou Reed.
    Diciamo che di sicuro se me lo rubano non lo ricompro.
    Quindi se pensavi di fare bella figura con me è meglio che scegli un’altra carta.

  38. funiculì funiculà il 7 gennaio 2006 alle 23:35

    Andrew, my dear, hai segnato un bel punto a tuo favore, e una parte di me gongola. Però attento, che adesso arriva la replica.
    Una piccola (mia) precisazione: il libro, come “oggetto”, fa cagare, ma le versioni del Monina, ti assicuro, sono veramente belle. Non credo, poi, che il libro, in quella forma dico, sia volontà del suddetto. Almeno non credo, viste le manacce in cui è finito il glorioso struzzo.

    p.s.

    Io ho comprato la prima banana nell’anno in cui l’hanno “coltivata”. E da allora non ho mai smesso di mangiarle. Sono un “impennato acritico”?

  39. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 00:10

    Non perdiamo la strada, Lou Reed non c’entra niente. Il problema è un’altro: la rete dà la possibilità a un lettore di rispondere direttamente a un mediatore che usa la grancassa per parlare di qualcosa. A me sta benissimo che a Monina piaccia Mondo Marcio, figuriamoci. Però il lavoro del mediatore è un altro, è quello di “portare”* a me, a noi, Mondo Marcio. E per farlo occorre che non usi slogan gridati, tentativi abortiti di produzione di carisma proprio e aura altrui. Se Monina è capace, produca pensiero, altrimenti – mi immedesimo in un suo consulente di immagine – è meglio che taccia, no?

    *non vendere, ma “portare” a noi

  40. Gemma Gaetani il 8 gennaio 2006 alle 03:49

    La raccolta dei testi di Lou Reed e dei Velvet Underground (Pass thru fire) in realtà è un libro, che direbbe qualcosa anche a chi non avesse mai ascoltato una nota con su la voce di Lou Reed, perché Lou Reed è in realtà uno scrittore, un poeta, la grafica è congruente col tema delle canzoni, spesso, oltre ad essere ad essere stata concepita non soltanto come mero medium di testi musicali (ergo Times New Roman 12 giustificato interlinea uno), l’adesivo che copriva l’errore (in realtà non è un errore, Lou Reed non voleva che ci fosse il suo vero nome) rende il libro una sorta di Gronchi rosa. Infine, la traduzione è ottima.

  41. Gemma Gaetani il 8 gennaio 2006 alle 03:58

    La cattivo-critica non professionista contemporanea (mi) butta giù.

  42. Gemma Gaetani il 8 gennaio 2006 alle 04:02

    Cioè, mi fa così incazzare (la cattivo-critica non professionista contemporanea) che sbaglio anche a scrivere, infatti ho scritto due volte “ad essere”.

  43. funiculì funiculà il 8 gennaio 2006 alle 09:24

    Monina, eddài, rispondi, se no il Barb vince lo scontro per abbandono dell’avversario. Dài, che di argomenti ne hai, da vendere, ops, da “portare” a noi. Orsù, caro, animo!

    p.s.

    Non è che gemmagaetani sei tu, sotto poetiche spoglie?

  44. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 10:47

    Gemma la frase “concepita non soltanto come mero medium di testi musicali” l’hai ricalcata da una circolare ministeriale? :-)

    In questo momento sto ascoltando “Songs of Innocence and of Experience” di William Bolcom. Ringrazio pubblicamente la Naxos per non essersi fatta trascinare dall’idea che per un poeta è necessaria una grafica eccentrica: riesco a leggere le poesie di Blake senza dover girare in continuazione il libro tra le mani!
    Postilla.
    Grafica eccentrica non significa grafica geniale. Esistono soluzioni grafiche geniali, Bruno Munari ne ha partorite tante, Dave McKean tante altre, ma, purtroppo, qui siamo in balia dell’eccentricità senza ombra di gusto.
    Se per caso l’edizione italiana ricalca quella americana, se per caso è stato il vecchio Lou a fare sì con la testa, lo deve aver fatto da sbronzo o mentre discuteva con la sua donna. Lo amiamo anche per questo.

  45. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 10:53

    Ah, dimenticavo, mi dissocio dall’ennesimo troll che non ha un cazzo da fare: funiculì funiculà.

  46. funiculì funiculà il 8 gennaio 2006 alle 11:21

    @ A.B.

    Anche tu mi sembri uno che non ha un cazzo da fare: non si spiega altrimenti perché rispondi a uno che non ha un cazzo da fare.
    Sei per caso un troll?

  47. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 11:34

    Vedi funiculì, io non sono una mente, però se metti insieme i miei post ci trovi un filo di pensiero che li unisce. Forse è esile, forse a volte si ingarbuglia un po’, però c’è. E’ il mio miserando contributo alla civiltà, con dentro qualche elemento di utopia, addirittura di ottimismo sulla possibilità di migliorare le cose. Il fatto che io non entri con nick sempre diversi serve a rendere meno esile quel filo di pensiero.
    Forse tu sei una mente più di me, però – pare – non stendi nessun filo.

  48. mag il 8 gennaio 2006 alle 12:17

    beato te Andrea che c’hai il pensiero unito……

  49. gEMMA gAETANI il 8 gennaio 2006 alle 12:41

    Andrea, l’altra mattina su un canale di Sky guardavo, in stato catatonico, e incredula, uno special su un gruppo americano ridicolo. A un certo punto hanno intervistato anche il loro stilista, un giovane mentecatto che indossava un passamontagna e diceva che il look che proponeva, anzi, il *concetto di look* che proponeva era radicato su questi due punti fondamentali (sic): ferite da arma da fuoco e nastro adesivo (sic). Il mentecatto realizzava magliette sforbiciate e decorate con pezzi di scotch e secondo il mentecatto tutto questo era simbolico. Rappresentativo di qualcosa. Come sostenere che si può intravedere l’universo nel buco di un culo, e non in senso metaforico. Insomma sembrava una parodia (il gruppo, il look del gruppo, lo stilista del gruppo, il “pensiero” sciorinato dai membri del gruppo e dallo stilista, tutto), ma purtroppo non lo era. Secondo me è questa l’eccentricità dietro la quale si nasconde il puro nulla: mentale, artistico e forse anche umano. Una bidimensionalità fine a se stessa, assoluta.
    Il filo di pensiero che unisce tutti i tuoi post mi sembra essere un radicale e integralista pessimismo critico e fruitivo: tutto quello che non ti piace, cioè, ti sembra connotato da intenzioni commerciali. Non è molto grave, ma questo pregiudica la stessa fruizione delle cose e la possibilità di rintracciarne il senso reale. Pensaci. Monina, santo Dio, non sarà mica un cretino. O vogliamo sostenere (dopo che abbiamo sostenuto che il pompino ci fa schifo, che Pazienza era un artista maledetto, che Mondo Marcio è un futuro “venduto”) che pure Monina è uno che ci vuole “vendere” qualcosa? Insomma, io ho smesso di pensare queste cose a diciotto anni, quando i miei amici non ascoltavano più gli Almamegretta perché erano diventati, sostenevano, dei discotecari. Quando ho capito, come dissi tempo fa su queste colonne, che le cose sono *un momentino più complesse* di come ci appaiono.
    Sai cosa cantava Federico Fiumani? (Lo saprai certamente, ma lo scrivo lo stesso). “Chissà se poi gli eroi vivono solo d’aria / o se è la madre che / gli rammenda i calzini”. Gli eroi puri e assoluti come le merde pure e assolute, semplicemente, non esistono, e se esistono, sono rarità.

  50. funiculì funiculà il 8 gennaio 2006 alle 12:43

    Andrea, e se io ti volessi bene proprio per quello che hai appena scritto?

  51. Ettore Garofalo il 8 gennaio 2006 alle 14:30

    ‘a cerebbraliiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

  52. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 14:36

    E allora riprendi la tua identità, scrivi sotto la minaccia che ti possano trovare incoerente, usa le parole non dico per una requisitoria ma per fare “immaginare” uno scenario diverso, martella, fracassa le palle di chi ha molte più competenze linguistiche e strumenti interpretativi di te per ribadire la possibilità di questo scenario diverso. Se no qui cosa ci stiamo a fare?

  53. Elio (non Pagliarani, non Fiorucci, Elio delle Storie Tese) il 8 gennaio 2006 alle 14:52

    Il nostro canto ha come titolo Siamo i cerebrali con i blue jeans

    Noi siamo i cerebrali
    con i blue jeans
    noi siamo i cerebrali
    sì sì sì sì sì
    noi citiamo Deleuze
    noi citiamo Roland Barthes
    e non vogliamo andare in guerra

    Noi siamo i cerebrali
    con i blue jeans
    tutti belli stracciati
    perché portiamo sempre quelli

    E li porterem per sempre e puzzeranno un po’
    ma noi non ci preoccuperemo
    perché noi vogliam la libertà
    e siamo preoccupati
    dalle guerre non dai nostri jeans
    noi portiamo sempre quelli
    e sono quasi come un segno
    per condannare gli ignoranti
    che han rovinato questo mondo
    che ci era stato dato da Dio

    Noi siamo i cerebrali
    con i blue jeans
    tutti belli stretti
    però larghi in fondo
    cosi’ possiamo sburrare
    e ci viene l’orchite
    e non possiamo far l’amore

    E noi vogliam la libertà
    Sì noi vogliam la libertà per l’umanità
    non solo per noi stessi
    ma anche per gli altri
    noi vogliamo molta pace pace pace pace pace pace pace
    pa non vogliamo più la guerra
    vogliamo fare i nostri dibattiti sì sì sì sì
    forza dai non cerebrali dai unitevi a noi
    l’uomo nasce libero e senza molte pretese
    lui vuol solo far l’amore
    basta però che sia per ore ore

    Noi vogliam la libertà
    e ve l’abbiamo detto sempre
    In coro sempre noi canteremo
    la nostra cerebralità

  54. Elio (non Pagliarani, non Fiorucci, Elio delle Storie Tese) esegue un assolo finale improvvisato and il 8 gennaio 2006 alle 15:01

    EttoreGarofalonoinonsiamodiversidateeeeeeeeeee
    checiprendiingirooooooo
    pensandochelanostracerebralitààààààààààààààà
    noncifacciaapprezzareMondoMarcioooooooooooo
    noiinveceapprezziamoMondoMarcioooooooooooo
    perchédenunciailmarciumedelmondochecierastatodatodaDiooooooooooo
    chepoicomesapevaGuccinièmortostecchitooooooooooooooo
    mentreleggiamoSartrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
    locolleghiamoaMondoMarciooooooooooooo
    EttoreGarofaloquestaèun’offertadipaceateeeeeeeeeeeeeeeee
    paceeamoresottol’unionedellaculturaaaaaaaaaaaaa
    dovesiamotuttiugualiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    comealcospettodiDioooooooooooooooooo

  55. funiculì funiculà il 8 gennaio 2006 alle 15:13

    Andrea, cambierebbe qualcosa se mi firmassi, così come mi chiamo, Gennaro Esposito? Non ti sembrerebbe un nickname anche questo? Il problema, coerenza e incoerenza comprese, era già stato risolto, dal mio punto di vista, in quello che hai scritto nel primo intervento, che condivido in pieno (indipendentemente dal fatto che, tranne al cune cose degli Assalti Frontali, il rap italico -derivativo e sostanzialmente privo di radici e di vero pathos urbano metropolitano – possa farmi cagare, così come in effetti mi succede: aspettiamo adesso una caterva di insulti). Cercavo di ironizzare contro il malvezzo, tipicamente italiota, riscontrabile in tutti i campi, nessuno escluso, di gridare al miracolo: malvezzo nel quale è incorso, con tutto il rispetto per le sue scelte, anche Monina, sovente critico brillante, molto esperto, leggibilissimo, che sa essere anche ironico. Se lui vede in un ragazzino di diciotto anni, e, parlando solo di quello che ho letto, in una lirica da quinta liceo con due svisatine vagamente trasgressive (!) il futuro del rap italiano, beh, affari suoi, continuo a preferirlo quando scrive ben altro. Poi, dici, “se no qui cosa ci stiamo a fare”? D’accordo, c’ero proprio per questo: mi dispiaceva, ad esempio, soprattutto se fatto da una persona intelligente, il parallelo Mondo Marcio/Lou Reed, che trovavo e trovo ridicolo. Il velvet è parte, come tu ben sai, della cultura, non solo musicale, degli ultimi cinquanta anni, cultura nella quale, nel bene e nel male, ha lasciato un solco profondo; il giovanotto, invece, ha appena inciso un disco, valido per gli appassionati e gli esperti, non dico di no, ma poi basta, tutto finisce lì: adesso i lettori di NI, anche i non interessati, sanno che questo ragazzo esiste e fa rap. Auguri. Fine delle trasmissioni. Pace. Era questo il senso, forse.

  56. gabriella fuschini il 8 gennaio 2006 alle 15:44

    @ Andrea
    ti sembra possibile che a milano il cocerto di lou reed sia al teatro nazionale e costi 20 euro in più che a ravenna? quasi quasi vengo il week end dai parenti, che poi forse il pala de andré è luogo migliore per un concerto. Non c’entra nulla con la discussione, lo so.

  57. Mal il 8 gennaio 2006 alle 17:42

    Funiculì, oltre ad assalti frontali(autori di ottimi testi ma un po’ indietro a livello tecnico) qualcosa di buono, di ottimo c’è. Forse non conosci la scena hip hop italiana a dovere, come credo anche monina. Mondo marcio è ancora un pischello ma si sta facendo le ossa ed ha dimostrato ottime capacità anche nel freestyle e nelle battle. Quindi promette bene. Ma voi conoscete Kaos, dj gruff, la famiglia, 13 bastardi, tanto per fare alcuni nomi e non tutti. Forse non hanno avuto “successo”, ma bisogna averli ascoltalti molto prima di poter parlare di hip hop italiano, anche di mondo marcio.

  58. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 17:43

    Rieccomi, non volevo fare il prezioso, ma sono indaffarato in un trasloco (se siete dalle parti di Milano, e come Andrea Barbieri non avete un cazzo da fare fatemi un fischio…). Ora, per quel che riguarda il libro di Lou Reed, non posso che confermare quanto già detto da GG. La grafica del libro è stata curata (e imposta al tutte le versioni straniere) dallo stesso Lou Reed. Il motivo per cui i testi sono relegati in fondo al libro, e non compaiono i nomi dei traduttori (io e Nina Canizzaro) è proprio perché Lou voleva un oggetto che fosse il più possibile controllabile da se medesimo. Anche le traduzioni sono state controllate. Di più, prima di accettare che fossimo noi due a tradurle siamo stati messi sotto esame, come due scolaretti. Questo per chiudere il discorso Lou Reed.
    Per quel che riguarda il resto, be’, non so che altro aggiungere. Io scrivo, di musica e non, da un po’ di anni. Scrivo e lascio tracce dietro di me. Vuoi sapere se io sia o meno un critico paccone, vatti a leggere le cose che ho scritto, invece di sparare commenti a vanvera. Se non ti interessa quello che scrivo, non interagire con me, non te l’ho chiesto io. Se non ti interessa sapere cosa scrivo e vuoi lo stesso dire quello che ti pare su di me, fai pure. Come diceva Socrate (qui mi prendo libertà narrativa…), quando non ci sono potete pure ammazzarmi. Non volevo vendere proprio niente ( e se invece di sparare cazzate a vuoto ti fossi un minimo documentato sapresti che, per quello che ho fatto nel corso degli ultimi anni, se un prodotto l’ho venduto è stato proprio quello del critico che non si vende…), seguo da un po’ di anni Mondo Marcio e volevo condividere un’esperienza con i lettori di NI. Come ho detto sono sotto trasloco e non ho modo di argomentare quanto vorrei, almeno non sempre (adesso sono in una giusta pausa). Un po’ prima dell’uscita dell’album di MM uscirà un mio pezzo su di lui scritto per il Diario, lì argomento un po’ di più. It’s my job…
    Funiculì, non condivido la tua opinione rispetto all’hip hop italiano. Sentiti le basi che produce Mondo Marcio e paragonale a quelle degli Assalti, poi ne riparliamo. Hip hop non è solo rime, ma anche basi, penso.
    Mi scuso per essermi dilungato, e per la scarsa qualità stilistica del mio intervento. Sono stanco.

    Saluti, Michele

  59. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 17:49

    @ Mal, scusa, ma un minimo la scena la conosco. MI pento già prima di scriverlo, perché fa tanto vecchio trombone (ma l’anagrafe è l’anagrafe…), ma io ero a Bologna nei tempi in cui muovevano i propri primi passi quelli dell’Isola Posse. Motivo per cui non ero a Roma mentre le muovevano l’Onda Rosse Posse, ma li seguivo a distanza. E da allora non ho più smesso. La fortuna ha voluto che questa passione diventasse poi la mia professione, ma questa è un’altra storia (la mia). Se ho gridato al miracolo per Mondo Marcio (riconoscetemi almeno il fatto che non lo abbia mai fatto in precedenza né per altri dischi, né per altri libri…), è perché in base a quella che è la mia esperienza, la mia cultura, e anche un po’ di intuito, Mondo Marcio sia destinato a dire grandi cose. Penso che alcune grandi cose le abbia già dette, ecco perché consigliavo di andarsi ad ascoltare le vecchie (si fa per dire) cose. Non volevo fare la storia dell’hip hop italiano, ma solo condividere una cosa bella che avevo ascoltato.
    M

  60. Mal il 8 gennaio 2006 alle 18:01

    Io sono contento che grazie a te, governi o krausp. si parli di hip hop su nazione indiana, di mondo marcio in particolare. Con i cenni “storici” rispondevo a funic. che indicava gli assalti come unico esempio di buon rap italiano. Se poi la scena la conosci (un minimo o bene?) vuol dire che la mia impressione era sbagliata. Converrai però con me che mm è ancora lontano dai risultati eccellenti (sia nei testi che nella tecnica) di, per fare un solo esempio, dj gruff, che, oltre a rapper di elevata qualità è dj tra i migliori della scena è produttore dall’abilita senza pari. Converrai? (io a bologna sono arrivato appena due o tre anni dopo, ai tempi dei “sangue misto”, vera pietra miliare del rap made in bo assieme a isolaposse).

  61. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 18:23

    Purtroppamente non convengo. I tempi son cambiati, credo. E anche il modo di fare hip hop. MM è un ragazzo, e ha delle carte ottime, sia in studio (a casa) che live (in freestyle). Si scrive rime e basi e si produce da solo. Gruff è assai bravo, ma non credo tenga il passo coi tempi. Parere mio. Per quel che riguarda la conoscenza della scena, be’, lì gigioneggiavo. Credo di conoscerla bene, ma dopo Andrea Barbieri dice che suono la grancassa…

  62. Mal il 8 gennaio 2006 alle 19:01

    Purtroppamente, allora, anche se non vuoi, dai l’impressione di critico-sponsor.

  63. gEMMA gAETANI il 8 gennaio 2006 alle 19:02

    Michele Monina: stima. E stima pure per Mondo Marcio, al di là delle rime e della sapienza tecnica, per i CONTENUTI di questi suoi rap. Altro che chiacchiere e chiacchiericcio.

  64. gabriella fuschini il 8 gennaio 2006 alle 19:15

    Solamente per il fatto che Monina sia il traduttore di Survivor di Palahniuk ha tutta la mia stima e devozione… mi risulta essere pure conoscitore del mondo musicale italiano e da anni. Mi piacerebbe sapere dove posso leggere cose di musica scritte da te, grazie.

  65. gEMMA gAETANI il 8 gennaio 2006 alle 19:26

    Gabriella, scusa, ma non lo sai che Palahniuk è un altro che ai veri intellettuali fa schifo? L’incipit di Soffocare non è un capolavoro, no, è frutto di una strategia di marketing che ci impone questa dittatura berlusconiana. Lo sanno tutti gli intellettuali veri, Gabriella! E poi lo pubblica Mondadori: insomma, non bestemmiare, Gabriella, citando Chuck qui! Oppure stai cercando di fare pubblicità alla Mondadori?

    (Esercizio di stile sul sarcasmo, per chi non capisse…)

  66. Franco Melloni il 8 gennaio 2006 alle 19:40

    Monina, non credere che Barbieri ce l’abbia con te. E’ il suo modo di stare in rete: una volta che punta qualcuno, si sente in dovere di concludere sul suo conto tutto e – soprattutto – il contrario di tutto, e va avanti per mesi e mesi, anche anni. Mal gliene incolse alla povera Lipperini, quando Barbieri decise di concludere sul suo conto che era il Male Assoluto. Da quel momento, si è appigliato a ogni singola riga scritta da lei. Se la Lipperini scrive che, in una disputa con Nilde Jotti e Togliatti, un giovane Gianni Rodari difese il fumetto, Barbieri (perla ritrovata oggi), ecco Barbieri che s’impunta sull’espressione “difendere il fumetto”, dicendo che non va bene, che non ha senso, che è una cazzata, e da lì si vede quant’è cogliona la Lipperini. Tu hai detto che consideri Mondo Marcio il futuro del rap italiano, ed ecco che sei uno scoreggione, un mentecatto, un vile mercante. Tranquillo, fa così con tutti, e va ancora bene. Di me ha scritto che spammavo sul blog di Georgia e su quello di Iannozzi, cosa assolutamente non vera, ma stai sicuro che la ripeterà per mesi. Te l’ho detto, è il suo modo di stare in rete. Prendere o lasciare.

  67. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 19:46

    Pubblicità per me stesso (citazione del collega scrittore e giornalista Norman Mailer. Anche io faccio esercizio di stile sul sarcasmo, ndr): scrivo di musica su Rolling Stone e Rockstar. In passato, soprattutto, ho scritto per Tutto Musica (del nemico Mondadori), ma poi ha chiuso. Da questo mese collaboro anche con Diario. E poi ho pubblicato anche un libro sull’america springsteeniana uscito sempre per i nemici mondadoriani con annesso un dvd girato da Cristina Donà, e una biografia di Vasco Rossi (titolo Vasco chi?) uscito per i buoni del Saggiatore. Palahniuk è Palahniuk, checché ne dica Iannozzi. Una delle mie più grandi soddisfazioni giornalistiche è stata di fargli conoscere (di persona, non musicalmente) Trent Reznor dei Nine Inch Nails…
    Mal, mi spiace se do l’impressione di essere un critico-sponsor, sono assai inviso alle case discografiche, anche se amico di alcuni artisti, e se devo dire che un disco non mi piace non ho mai guardato in faccia a nessuno, ma anche questa è un’altra storia. Pensa solo che una piccola etichetta hip hop italiana (non la cito per non fare pubblicità…) mi ha chiesto di incidere un album, prodotto dal rapper proprietario della suddetta piccola etichetta hip hop italiana, un album di dissing, in cui dico tutto quello che solitamente scrivo, cioé parole che spesso provocano polemiche tra me e gli artisti medesimi…
    Fine della pubblicità per me stesso.
    saluti
    M

  68. gianni biondillo il 8 gennaio 2006 alle 20:02

    Michele, lo sai, quando vuoi postare qualcosa su NI (scegli tu l’argomento) basta fare un fischio. Ma scordati che ti aiuti nel trasloco!

    Gemma, qui a casa mia Chuck è citabilissimo.
    ;-)

  69. gabriella fuschini il 8 gennaio 2006 alle 20:04

    Ecchemifrega di cosa pensa chichessia? vorrà dire che non sono una vera intellettuale. Per inciso ho tutti i libri di Palahniuk, che trovo geniale e visionario. Punto. E cosa c’entra il nano con la letteratura americana avant pop? E poi anche Parazzoli lavora in Mondadori ed è un grande scrittore. Riconoscere la monocultura del bestseller non vuol mica dire non leggere più. :-)
    Ultima bestemmia: mi diverte pure leggere Palahniuk, a differenza di altri libri ammorbanti.

  70. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 20:07

    Gabriella, ti piace Palahniuk e pure Parazzoli (mio maestro e guru), in questi giorni di trasloco difendimi tu nei miei dissing con Andrea Barbieri…
    Gianni, come si dice in questi casi: non fare il furbo, so dove abiti…
    M

  71. gabriella fuschini il 8 gennaio 2006 alle 20:12

    Ti difendo quando trovo giusto, ché il Barbieri è ‘nu bravo guaglione anche se a volte si scalda un po’ troppo, come tutti noi del resto. :-)

  72. mag il 8 gennaio 2006 alle 20:52

    parlate di Chuck, quello Chuck ce conosco anche io?

  73. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 20:55

    La cosa che ha scritto Melloni su di me, giudicata col metro della rispondenza alla realtà, equivale alla nota frase “finché Pelè gioca in porta la nazionale non vincerà lo scudetto”.
    Non gli chiedo nemmeno di rileggere la cosa che ho scritto sul fumetto affiché possa afferrare qualcosa, sarebbe fatica sprecata.
    Sopportiamo.

    @ Funiculì, alias Gennaro: ti giuro due cose 1. spero che tu intervenga ancora, pace anche a te; 2. non volevo fare nessun parallelo tra Reed e Mondo Marcio: citavo quel concerto solo per invitare Monina come lui aveva invitato me.

    @Gabri, dimmi se vieni giù.

    @ Monina, che dire…, quanti caratteri avrai scritto in questo colonnino 10.000? 20.000?
    Quanti di questi segnini neri si coagulano in un pensiero (un vero pensiero, non un lancio pubblicitario) su Mondo Marcio? :-)

  74. gabriella fuschini il 8 gennaio 2006 alle 21:16

    Cosa succede ai commenti? ne sono saltati fuori due che prima non c’erano(quello di Melloni e quello dopo di Monina), e non dite che sono paranoica perché giuro che sono saltati fuori ora. Melloni e Barbieri, non potete smettere di parlarvi? così evitiamo questa imbarazzante diatriba che si legge su tutti i blog… non c’è possibilità di dialogo fra voi, ormai è evidente.
    @ Andrea:
    Sinceramente, non mi sembra un lancio pubblicitario, ma una difesa appassionata.
    ti faccio sapere, ho la tua mail da Dario. :-)

  75. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 21:26

    Barbieri, scusa, ma consigliarti di andare ad ascoltare gli album già pubblicati (un album e un mixtape) da Mondo Marcio prima di dire che il ragazzo ha ancora molto da dimostrare ti sembra un lancio pubblicitario? Se è così oltre che uno con poca dimestichezza col rap, sei uno che non ha un futuro nel mondo del marketing. Fidati di un ganassa… COme ho detto sopra, di Mondo Marcio ho già scritto, più volte, in passato, se vuoi pensieri valli a cercare lì. Per cortesia, dimmi invece dove andare a cercare i tuoi, di pensieri. Detto così, con la superficialitià che un commento consente, sembri solo uno che cerca di farsi notare (non so da chi, né perché). E, sempre detto, di corsa, non vorrei diventare realmente un tuo nuovo beef, tipo Lucio Angelini o Franco Melloni.

  76. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 21:34

    @ Franco Melloni, non avevo letto il tuo precedente intervento (in effetti è uscito di colpo, come dice Gabriella). Ora capisco un po’ di più chi è Andrea Barbieri. Sleggiucchiando un po’ in giro per la rete avevo avuto solo l’impressione che fosse uno che cercava la polemica fine a se stessa (con te, appunto, e con Lucio Angelini, quelle che mi ricordavo a memoria). Mi spiace solo che io, come nemico pubblico, sono un po’ latitante. Mi tocca passare dal rap di Mondo Marcio alla radiofonia di successo di Radio Deejay: Andrea Barbieri, prova a prendermi…

  77. gabriella fuschini il 8 gennaio 2006 alle 21:43

    Beh Michele, non è che Angelini sia uno stinco di santo eh? e qui parlo per esperienza personale. Ora per favore non demonizziamo il Barbieri, non mi sembra il caso. :-)
    peace and love

  78. Franco Melloni il 8 gennaio 2006 alle 21:44

    “Escono di colpo” perché i miei interventi rimangono “in moderazione”. Sono l’unico? Mi sa di sì. Barbieri lo nega con tutte le sue forze, ma i miei commenti vanno “in quarantena” e vengono pubblicati solo quando lo consente la benevolenza del controllore.

  79. Michele Monina il 8 gennaio 2006 alle 21:50

    Gabriella, sono stato tutto il giorno (e anche i giorni precedenti) sommerso da scatoloni, casse, sacchi, idraulici, parquettisti, muratori, etc etc, un po’ di polemica mi serve giusto per non concentrarmi sul dolore ai muscoli… Una delle firme più presenti sui litblog che mi critica (perché la critica era lì, nascosta tra le righe) perché ho scritto 20-30000 caratteri di commento… Per quel che riguarda Angelini, poi, lo conosco di nome. So che si occupa di libri per ragazzi, e che, come me, è di origini marchigiane. Non lo citavo per prendere le sue difese, non credo ne abbia bisogno. Era x fare un esempio…

  80. funiculì funiculà il 8 gennaio 2006 alle 22:09

    Monina, a me non piace il rap italiano (in genere), ma ti ho letto spesso e volentieri e quello che penso delle tue qualità di critico musicale e di traduttore l’ho espresso precedentemente. Allo stesso tempo, seguendo da parecchio questo luogo ameno (?!?), ho sempre letto, spesso con estremo interesse, fossi o meno d’accordo con le sue tesi, gli interventi di Andrea Barbieri che, ti assicuro, non conosco personalmente ma che sento di stimare, come stimo tante persone pensanti che da queste parti transitano più o meno frequentemente. A questo punto, proprio perché siete degli esseri dotati di intelligenza (il che significa essere consapevoli di quando è il caso di fermarsi) permettimi/permettetemi: non si tratta più di uno scambio dialettico, ma di qualcosa d’altro che non condivido. Se mi fornite materiale per capirne di più dell’hip hop (una delle ragioni per cui ero intervenuto), bene: in caso contrario sono costretto a salutarvi qui.
    Va bene anche un chissenefrega, farebbe parte del gioco e lo accetterei.

  81. emanuele il 8 gennaio 2006 alle 22:16

    ciao sn il figlio di gabriella …per quanto io possa essere considerato un pischello(ho 16 anni) faccio freestyle da due anni per strada e ascolto musica rap e hip hop da circa 4 anni e a mio parere mondo marcio nn scrive semplici testi musicali ma scrive ,scusate il termine azzardato,poesie musicali e anche le basi sn notevoli (un esempio sono le basi di dangerous con bassi maestro e club dogo e abbi fede cantata da fabri fibra).
    Sono d’accordo con Monina sul fatto che Mondo Marcio abbia molto talento e sul fatto che abbia un grande futuro ma stiamo a vedere se sfrutterà questo dono nella maniera giusta.
    Monina conosci joe cassano e inoki? cosa ne pensi?

    ps: a giugno per gli appassionati ci sarà un raduno hip hop il giorno e l’ora ve lo farò sapere, l’ingresso è gratuito, saranno presenti dj gruff kaos e tutti quelli della vecchia scuola.
    ciao mc’s lele ; )

  82. andrea barbieri il 8 gennaio 2006 alle 23:08

    Michele Monina, come sai tengo molto al pensiero nella scrittura, per me la scrittura vera è pensiero. Quindi se vuoi leggere qualcosa di mio, leggimi nel pensiero.
    E poi, vedi come Emanuele non usa la grancassa:
    “Sono d’accordo con Monina sul fatto che Mondo Marcio abbia molto talento e sul fatto che abbia un grande futuro ma stiamo a vedere se sfrutterà questo dono nella maniera giusta.”
    Ti faccio una proposta, io ascolto mondo marcio (lo avrei fatto comunque) e tu posti su Nazione Indiana un tuo articolo già uscito su di lui.

    A Melloni ho scritto in privato un papiro gigante, il cui cuore pulsante è il fumetto. Sono certo che si arriverà, grazie a questo cuore pulsante, alla comunicazione.

    Gennaro, adesso devi intervenire sempre eh! :-)

  83. gianni biondillo il 8 gennaio 2006 alle 23:26

    e ora baciamoci!

  84. funiculì funiculà il 8 gennaio 2006 alle 23:45

    I’ so’ pront’, uagliù: sul’ ‘o tiemp’ ‘e m’ luvà ‘o russètt’, ‘a parrùcc’, ‘e zizze ‘e gomm’ e ‘a coscia ‘e lignàmm. Biondì, si’ nu f’tènt: arò si’ stat’ fin’ a mmò? :-)

  85. circumvesuviana il 8 gennaio 2006 alle 23:57

    Traduzione a uso e consumo dei nordici:

    “Io sono pronto, ragazzi: datemi il tempo di togliermi il rossetto, la parrucca, le tette di gomma e la protesi di legno a una gamba. Biondillo, sei un fetente: dove sei stato fino ad ora?

    Chiosa al testo:

    Gennà, si’ ‘na zoccola: e fatt’ f’rnì ‘o burdèll’ propr’ ment’ m’ stèv’ spassènn’. Ma va’ ‘fancùl’ !

  86. andrea barbieri il 9 gennaio 2006 alle 00:10

    Che ruolo ha Biondillo in tutto questo?
    Ce l’ha. Ed è questo, Gianni posterà un bellissimo testo suo o di un suo stimato conoscente su qualche compositore o composizione di musica colta contemporanea (ho evitato “classica contemporanea” che faceva davvero ridere) argomento di cui sono sempre più curioso.
    Il testo sarà meditabondo e lieve insieme.
    Ringraziamo tutti Gianni per questa sua iniziativa.

  87. mag il 9 gennaio 2006 alle 00:20

    sarebbe bello postare in audio allora.
    Con le nuove scoperte che la tecnologia ci mette a disposizione….

  88. gabriella fuschini il 9 gennaio 2006 alle 09:38

    @ Michele
    Emanuele esiste e non è uno spamm come sanno alcuni amici di NI, gli devi una risposta… azz sembra di stare nel libro Cuore, abbiate pazienza, giuro che smetto immediatamente i panni dell’italica mamma! :-)

  89. La verità che fa male (si sa) il 9 gennaio 2006 alle 10:37

    E’ che qualcuno qui di un antidistimico, A-L-M-E-N-O, 1 cp/die per mesi tre, A-L-M-E-N-O, avrebbe ben bisogno.

  90. andrea barbieri il 9 gennaio 2006 alle 10:51

    Mi sento di consigliare un libro a “La verità che…”, si tratta di “Van Gogh il suicidato della società” di Artaud. In soldoni è un libro su come si dà del matto a chi non è matto per salvarsi la pellaccia. Poi è anche un libro fondamentale sull’arte figurativa. Adelphi, 13 euri.

  91. andrea raos il 9 gennaio 2006 alle 12:28

    Sulla musica colta (e non solo) contemporanea, in NI si trovano due saggi di Massimiliano Viel (dovevano essercene altri, e forse ci saranno un giorno). Non fatevi spaventare dal titolo: “Appunti sulla percezione auditiva”, meritano davvero la lettura.

  92. andrea raos il 9 gennaio 2006 alle 12:29

    non “percezione” ma “distinzione”, scusate.

  93. La verità che fa male (si sa) il 9 gennaio 2006 alle 12:42

    Mi sento di consigliarti un po’ di modestia, e di riflettere sulle critiche, e di leggere le risposte delle persone che perdono tempo a risponderti, se non vuoi proprio assumere l’antidistimico di cui avresti certamente bisogno, io a te, Barbieri.

  94. Massimiliano Governi il 9 gennaio 2006 alle 13:02

    Vi parlate addosso e non ascoltate. Infilateve ‘na canotta e metteteve a rappare.
    Un saluto a Emanuele.

  95. andrea barbieri il 9 gennaio 2006 alle 13:50

    @ La verità…, se – come direbbe Monina – hai il braccino corto , il libro te lo presto io. Dove te lo mando?

  96. Michele Monina il 9 gennaio 2006 alle 18:58

    Scusate il ritardo… come ho già detto (scritto) ieri sono sotto trasloco (l’invito ai volontari è sempre valido…), e non posso che collegarmi per qualche minuto (ora) la sera, finché non mi abbiocco su una sedia (il divano è già a casa nuova). Per questo sono poco presente e anche poco lucido (oggi soprattuttto). Mc’s Lele, conosco entrambi. Visto che che devo esprimere idee, e non fare spot o anti-spot, rimando il discorso a fra qualche giorno, con un pezzo articolato sull’hip hop italiano. Gianni Biondillo si è offerto di postarlo per me, e accetto volentieri. Abbiate solo la pazienza (parlo a chi è interessato all’argomento, o meglio all’argomento trattato da me) di aspettare qualche giorno, il tempo di sistemarmi a casa nuova. I miei cd sono infatti imballati, e anche i miei vinili (mancano i libri, ahimé), e lo è anche il mio pc, motivo per cui scrivo con quello di mia moglie. Per cui, Andrea Barbieri, anche il pezzo già edito su Mondo Marcio (ne ho scritto tre volte su Tutto Musica) deve aspettare alcuni giorni. Per quello nuovo, lo ripeto, uscirà nelle prossime settimane sul Diario. Solo una notazione riguardo l’uso o presunto tale di grancassa da parte mia e la mancanza di uso della grancassa da parte di Lele (ma sii benevolo con me, nonostante la panzetta e l’età che avanza sto passando le giornate a fare su e giù per le scale con scatoloni e casse…). Se mi sono lasciato andare a entusismanti dichiarazioni di stima e previsioni di successo, non è perché sono uno sponsorizzatore di Mondo Marcio o sono a libro paga della Virgin. Come ho detto, occuparmi di musica “leggera” è il mio mestiere, lo faccio da anni e vengo pagato per questo. Quindi lanciarmi in previsioni, anche azzardate, fa parte del gioco. Non a caso ho scherzato su un altro articolo, di Landau, in cui il nostro prevedeva il successo proprio di Springsteen, da te citato a proposito di Dylan. Ho visto il futuro del rap… Lele è un giovane Mc, che conosce Mondo Marcio e attende di vedere gli sviluppi della sua storia. Io e lui siamo in posizioni differenti, perché abbiamo ruoli differenti. Per dire, quasi tutti gli appartenenti alla scena hip hop italiana stanno aspettando di capire cosa accadrà a MM perché già di vocifera (o meglio si sa per certo) che tutte le altre major si muoveranno alla ricerca del loro Mondo Marcio, se il nostro avrà riscontri di vendite. C’è davvero grande attesa. Perché è davvero la prima volta che una major ha pescato nell’underground italiano hip hop. Nel caso di Frankie, infatti, si trattava si di rapper, ma completamente slegato dalla scena. Idem per Jovanotti, neanche considerato un rapper dai rapper. Gli Articolo 31, lasciamo perdere. I Gemelli DiVersi, peggio che peggio. E via discorrendo. Invece stavolta si tratta davvero di un ragazzino che si è fatto largo nei locali di Milano, dove dopo il successo del film 8 Mile si facevano rap battle, fino ad arrivare a stringere un contratto con una major. Insomma, staremo a vedere, ma io mi sento di scommetterci. Se va male ci ho messo la faccia, mi prenderò le mie responsabilità.
    A presto, quindi. E i miei scatoloni vi aspettano…

  97. emanuele il 9 gennaio 2006 alle 19:34

    Grazie della risposta….aspetto il tuo articolo e speriamo di vedere un Mondo Marcio uscire a testa alta da questa sfida che gli si prospetta: diventare un grandissimo simbolo del rap italiano oppure montarsi la testa e finire per bruciarsi il proprio talento … vai mondo tifiamo per te … ciao Michele auguri per i tuoi scatoloni…eheh, dai che la panzetta la tiri giù! ;) ciao a NI e a tutti quelli che mi hanno ascoltato.
    lele

  98. gianni biondillo il 9 gennaio 2006 alle 19:36

    … e una segnalazione sulla musica “colta” contemporanea era già stata fatta su NI, nel 2004, dal sottoscritto, qui: https://www.nazioneindiana.com/2004/10/21/carlo-boccadoro-e-i-sentieri-selvaggi/

  99. andrea barbieri il 9 gennaio 2006 alle 20:50

    Michele, dài, lo so che non sei uno sponsorizzatore. E’ solo che di qua, dalla parte del lettore, piace sentire i racconti su quello che fanno i musicisti, insomma anche la recensione di un disco è una specie di racconto su quello che capita ascoltando il disco. Certo anche questo scenario di sfide tra major è una storia interessante.

    Gianni, l’ho letto e riletto, c’ha due anni quel pezzo. Dai produci! :-)

  100. Michele Monina il 9 gennaio 2006 alle 20:56

    Vi racconterei con piacere tutta la verità sui giri che hanno le major, ma non vorrei che mi trovaste fermo a un semaforo a bordo di una cadillac, sparato in fronte, proprio come Tupac Shakur…
    Ora vado a dormire, steso in terra… M

  101. mag il 9 gennaio 2006 alle 20:59

    Qualcuno ha visto l’ultima performance di Sakamoto a Milano?
    vorrei sapere se sono scappata solo io o anche altri.

    Magda

  102. Mal il 9 gennaio 2006 alle 21:16

    Monina aspetto il tuo pezzo articolato sull’hip hop italiano, contento che tu abbia deciso di scriverlo per NI e spero che il dibattito che se ne svilupperà non sia solo tra barbieri e melloni. Inoltre ti esprimo la massimà solidarietà per il trasloco. Un’esperienza devastante fisicamente e psicologicamente che ho vissuto da poco in prima persona.

    Preciso per barbieri visto che ognuno dice la sua: per me tu non sei un troll, solo uno che spesso motivatamente, ogni tanto meno, rompe i coglioni, nel senso positivo del termine. Qualche volta vieni frainteso e qualche volta fraintendi, credo e spero in buona fede.

  103. andrea barbieri il 10 gennaio 2006 alle 03:41

    Che rompo i coglioni è la parola giusta. Io mi autodefinisco uno “scasseur” dei lit blog. A volte ho preso dei granchi allucinanti, però mica tante volte eh.
    I più attenti avranno notato che sono in calo, non faccio più paura come una volta: esco dagli angoli bui col coltello in mano e la vittima sorride, mi offre le caramelle. Michele addirittura, andando ben oltre le mie aspettative, scrive un intero pezzo sulla scena hip hop, cosa che mi riempie di gioia conoscendo solo Assalti frontali e Frankie.
    E’ tutta colpa del fumetto, delle stampe giapponesi, dell’universo parallelo delle immagini. Mi sembra che ci sia così tanto da capire e anche da fare. C’ho già una gamba dentro e sento tirare.

  104. tashtego il 10 gennaio 2006 alle 04:06

    dico la mia, così, a cazzo e senza aver letto tutti gli interventi e manco tutto il testo del rapper in questione.
    odio il rap americano (ho persino preso il libro di Foster Wallace e l’ho leggiucchiato per smettere di odiarlo, ma niente da fare), cioè mi ferisce le orecchie e non ne capisco i testi.
    se capissi i testi forse mi darebbe meno fastidio.
    il rap italiano non vale la pena di odiarlo, perché è risibile fenomeno, come tanti, tantissimi, di provinciale importazione di cose americane che fondamentalmente qui non si capiscono, ma – o forse proprio per questo – arrapano lo stesso molto.
    aggiungo che l’italiano, come tutti sanno, è lingua strutturalmente inadatta all’espressione di forte ritmo, “sincopata” si disceva una volta (“un ritmo sincopato”): e però c’è sempre l’esempio manzoniano de Il 5 maggio.

  105. Franz Krauspenhaar il 10 gennaio 2006 alle 04:46

    L’hip hop è musica, non è solo testi. E’ quello che è stato il be-bop negli anni 50, una vera e propria rivoluzione. Se ascolti Eminem (un grandissimo, c’è poco da fare, come 50 Cent, come The Game ecc.) magari capisci il 10 %, ma alla fin fine non importa; è lo “swing” che conta più di tutto. Alcuni rapper nostrani (parere strettamente personale) vanno per accumulazione, insomma (prendo ad esempio i Club Dogo) “ne sparano troppe” (parlo di quantità di parole) e alla fine è difficile seguire; per non parlare del fatto che, dal punto di vista musicale, sono abbastanza monocordi. Ho ascoltato Mondo Marcio per la prima volta, e brevemente, pochi giorni fa (presto uno speciale su MTV, a proposito): mi sembra davvero uno che ha qualcosa da dire, anche musicalmente parlando. Un altro davvero in gamba secondo me è Esa, insomma, un altro che ha lo “swing”.

  106. andrea barbieri il 10 gennaio 2006 alle 05:54

    OT
    Per Franco Melloni, non riesco a rispondere alla tua mail, cioè non me la invia!
    Riprovo questa sera.
    ciao

  107. bart il 11 gennaio 2006 alle 18:24

    Fa un certo effetto sentirlo alla radio,la cosa certa e che non sarà mai troppo commerciale,altrimenti non avrebbe scritto 3 vaff………dispiace all’inizio del suo testo,anche se dispiace che lo censurano avvolte.Una domanda per michele monina, è vero che anche fabri fibra a firmato per una major?è stata una stronzata paragonarlo a carboni.

  108. bart il 11 gennaio 2006 alle 18:26

    fa un certo effetto sentirlo alla radio,la cosa certa e che non sarà mai troppo commerciale,altrimenti non avrebbe scritto 3 vaffanculo all inizio del suo testo,anche se dispiace che lo censurino avvolte.
    che stronzata paragonarlo a carboni.

  109. Michele Monina il 11 gennaio 2006 alle 21:46

    Bart, Fabri Fibra non ha ancora firmato con una major, ma solo per questioni contrattuali pregresse (storia complicata, difficile da spiegare in poche righe). Sono comunque convinto che a questo punto (Mondo Marcio è quinto nella classifica di TRL di MTV, a solo tre giorni dalla messa in onda in anteprima del video) tutti stiano davvero in attesa di capire cosa succederà. Se, come penso e auspico, Mondo avrà il successo che merita (lo ripeto), credo che Fabri e altri firmeranno tranquillamente con major. Mi risulta che la stessa casa discografica interessata a Fabri, stia dietro anche a Club Dogo e Cor Veleno, anche se io, fossi un discografico, guarderei con interesse a uno come Jesto…
    a presto, Michele

  110. francesca il 17 gennaio 2006 alle 10:13

    ciao… sono Francesca, volevo sapere ma tu sei quel ragazzo del bertarelli.. no perchè sei uguale

  111. Mordechai il 23 gennaio 2006 alle 22:46

    fa cagare mondo marcio,è una cazzo di offesa al mondo dell’hip hop italiano e a tutta la sua tradizione!cercati un altro mestiere,siamo in italia..è lontano x te l’american dream!ah e poi.SCANDISCI LE PAROLE QUANDO REPPI,cazzo non si capisce niente!toyazzo di merda

  112. funiculì funiculà il 24 gennaio 2006 alle 00:22

    Che figo che sei, Mordechai! Che padronanza della sintassi e della lingua!!E come reppi bene!!! Meriti proprio di incidere per una mègior: così diventi il reppista più famoso del tuo condom inio.

  113. sonnyfromny il 7 febbraio 2006 alle 11:01

    il disco di questo novello repper è fatto bene ma l’hip hop italiano esisteva già da tempo con gente con le palle come BASSI MAESTRO nel giro da un secolo. Uomo non diventare come piotta e i gemelli convessi!

  114. Mariano Colantoni il 14 febbraio 2006 alle 09:52

    E’ incredibile, su NI si parla di mondo marcio per arrabbattarsi il mondo della cultura “alternativa e giovane”.
    Non avete mai speso una riga su ASSALTI FRONTALI.
    Luca Mascini è un VERO poeta. Il vero poeta della città italiana.

    “che cosa credi, puntiamo al cielo per rimanere in piedi…”

    Onda Rossa Posse 1990

    MarianOne

  115. pablo il 21 febbraio 2006 alle 23:39

    Mondo marcio è stato innegabilmente bravo a farsi produrre da una mègior….ma non bisogna andare tanto in là per scoprire gente che fa rap molto meglio e da molto piu tempo. Bassi è il primo, per non parlare dei Dogo che stanno Emergendo autoproducendosi…per cui caro Funiculi Funicola prima di prendere posizioni da incompetente ed attaccare chi ha espresso la sua posizione in merito, cerca di comonciare a fare distinzione tra america e ITALIA…dopodichè potrai dare fiato alla bocca!

  116. pablo il 21 febbraio 2006 alle 23:42

    ops…comInciare!|

  117. Neto il 25 febbraio 2006 alle 19:18

    Ho già scritto a un altro blog x svelare l’identità del Marcio…
    Allora io sono del forum del Marcio e lo seguo da quando ha fatto MONDO MARCIO(2004)x 1 etichetta indipendente;
    Lui ha avuto un’infanzia difficile(spacciava e lui e sua madre furono lasciati soli dal padre quando lui era giovanissimo);poi conobbe il rap americano e lo reinterpretò a suo modo,poi fu scoperto da Bassi Maestro(uno dei + importanti rapper underground italiani) e firmò per un etichetta indipendente(la VIBRARECORDS che a sotto contratto molti bravi rapper italiani poco famosi=underground) fece 1 cd(MONDO MARCIO)con essa e motli demo,poi firmò per la Virgi e tutto il resto,come si suoldire , è storia…
    PS il sito è del forum del Marcio visitatelo(siamo in più di 1000 utenti

  118. Neto il 25 febbraio 2006 alle 19:22

    Mordechai tu non sai niente di rap italiano(conosci Bassi,Turi,Inoki,Rido,DjZeta,Amir & Mr Phil,Mistaman,Joe Cassano(R.I.P)?)
    lu inon imita nessuno parla solo della sua ( brutta) vita

  119. simona il 15 marzo 2006 alle 20:41

    cosa vuol dire questo testo?

  120. GIULY il 25 marzo 2006 alle 21:10

    Marcio ti adorooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ANKE COME PERSONA DATO K TI CONOSCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! GRQAZIE DI ESISTERE!!!!!!! SMACK SMACK!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    GIULY

  121. nameless il 2 aprile 2006 alle 19:34

    tristezza…ma cosa ci fa mondomarcio in un sito come questo?!
    D’accordo con chi parla degli Assalti Frontali… quello è fare rap!

  122. mrdat il 3 agosto 2006 alle 11:49

    io mm lo rispetto,ma a testi e beat i dogo sono il meglio di adesso..



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