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	Commenti a: A Gamba Tesa/ Massimo Rizzante	</title>
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		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 10:16:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono finito qua un po&#039; così...un pezzo davvero bello, interessante. Soprattutto, fa riflettere. Grazie.]]></description>
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		Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno ovvero: del conformismo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno ovvero: del conformismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 13:22:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [&#8230;]</p>
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		Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno: Ovvero del conformismo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-21025</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno: Ovvero del conformismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 13:17:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: mag		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 21:42:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gabriella è bello il sito di Georgia, pero&#039; mi piaceva sentire le tue impressioni personali, se ti va&#039; ovviamente.
ciao

Magda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriella è bello il sito di Georgia, pero&#8217; mi piaceva sentire le tue impressioni personali, se ti va&#8217; ovviamente.<br />
ciao</p>
<p>Magda</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 19:29:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il commento di prima è mio, il furlen ha usato il mio pc ed era rimasto il suo nome.
Auguri di pronta guarigione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento di prima è mio, il furlen ha usato il mio pc ed era rimasto il suo nome.<br />
Auguri di pronta guarigione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: furlen		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[furlen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 19:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era giocosa la mia battuta. Mag, se vai sul blog di Georgia c&#039;è un&#039;esauriente rassegna stampa sulla giornata di ieri. Ciao. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era giocosa la mia battuta. Mag, se vai sul blog di Georgia c&#8217;è un&#8217;esauriente rassegna stampa sulla giornata di ieri. Ciao. :-)</p>
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		<title>
		Di: mag		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 08:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Gabriella, scrivici un post sulla manifestazione dai..........che ero ammalata a letto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Gabriella, scrivici un post sulla manifestazione dai&#8230;&#8230;&#8230;.che ero ammalata a letto&#8230;</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 07:44:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*330 Km.* MILANO

*400 Km.* ROMA]]></description>
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<p>*400 Km.* ROMA</p>
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		<title>
		Di: giovanni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 04:54:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condizione necessaria e sufficiente per essere alla manifestazione di Milano è abitare a Milano o nei pressi. E peraltro: l&#039;adesione in ispirito e toto corde non basta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condizione necessaria e sufficiente per essere alla manifestazione di Milano è abitare a Milano o nei pressi. E peraltro: l&#8217;adesione in ispirito e toto corde non basta?</p>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 00:38:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ emma
&quot;manifestazione&quot;   ;-)]]></description>
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&#8220;manifestazione&#8221;   ;-)</p>
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