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	Commenti a: Il tesoro di Skrunc	</title>
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		<title>
		Di: Mauro Baldrati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20792</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2006 08:16:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gandiano, certo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gandiano, certo.</p>
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		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20780</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 16:31:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mauro, in realtà mi riferivo ad una lievità formale. 

E&#039; fuori dubbio comunque che personalmente ho alcune difficoltà a &lt;em&gt;credere&lt;/em&gt; ad una quotidianità felice del tossico o dello spacciatore o del tossico-spacciatore. Ma questo perché so, per la mia esperienza indiretta ma davvero ravvicinata, e poi come appartenente a questa generazione, che l&#039;eroina ti toglie, prima o poi, tutta la gioia che ti dà. 

Comunque devi essere davvero gandhiano tu: 

&quot;Ringrazio anche Gattominchia - senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”&quot;.
 
:0)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro, in realtà mi riferivo ad una lievità formale. </p>
<p>E&#8217; fuori dubbio comunque che personalmente ho alcune difficoltà a <em>credere</em> ad una quotidianità felice del tossico o dello spacciatore o del tossico-spacciatore. Ma questo perché so, per la mia esperienza indiretta ma davvero ravvicinata, e poi come appartenente a questa generazione, che l&#8217;eroina ti toglie, prima o poi, tutta la gioia che ti dà. </p>
<p>Comunque devi essere davvero gandhiano tu: </p>
<p>&#8220;Ringrazio anche Gattominchia &#8211; senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”&#8221;.</p>
<p>:0)</p>
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		<title>
		Di: Mauro Baldrati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20747</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 09:24:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gemma, io credo che il punto centrale delle tue obiezioni sia in questa frase: “abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve”. Lieve, leggero: è questo che contesti, questa “irresponsabilità” che porta di fatto a una mitizzazione dell’eroina, al “piacere di farsi una pera”. A mio avviso è in atto un “lieve” tiro impreciso, diciamo su un obiettivo che è il riflesso dell’obiettivo vero: è la quotidianità, l’assoluta normalità di questa scena che contesti, non la sua lievità. E’ una scena, un “viaggio”, in cui per gli attori l’azione narrata è la consuetudine, è quasi il senso comune, senza “pugni nello stomaco” né tinte forti che servono per prendere le distanze, oggi, da quell’azione. Si apre una porta su una scena, si guarda, si ascolta, e non si giudica, non si reagisce agli input negativi o aggressivi: si fa un giro e basta. A mio avviso è questo che non accetti. E puoi avere ragione. O torto. Può darsi che dalla sola restituzione dall’interno di un’azione sia contenuta la sua indiretta approvazione. Ma può anche essere il contrario. Riguardo poi alla tua domanda io non so se vent’anni fa lo avrei scritto diverso: forse, più semplicemente, non l’avrei scritto affatto.
Grazie per quest’ultima tornata di commenti. Ringrazio anche Gattominchia - senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gemma, io credo che il punto centrale delle tue obiezioni sia in questa frase: “abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve”. Lieve, leggero: è questo che contesti, questa “irresponsabilità” che porta di fatto a una mitizzazione dell’eroina, al “piacere di farsi una pera”. A mio avviso è in atto un “lieve” tiro impreciso, diciamo su un obiettivo che è il riflesso dell’obiettivo vero: è la quotidianità, l’assoluta normalità di questa scena che contesti, non la sua lievità. E’ una scena, un “viaggio”, in cui per gli attori l’azione narrata è la consuetudine, è quasi il senso comune, senza “pugni nello stomaco” né tinte forti che servono per prendere le distanze, oggi, da quell’azione. Si apre una porta su una scena, si guarda, si ascolta, e non si giudica, non si reagisce agli input negativi o aggressivi: si fa un giro e basta. A mio avviso è questo che non accetti. E puoi avere ragione. O torto. Può darsi che dalla sola restituzione dall’interno di un’azione sia contenuta la sua indiretta approvazione. Ma può anche essere il contrario. Riguardo poi alla tua domanda io non so se vent’anni fa lo avrei scritto diverso: forse, più semplicemente, non l’avrei scritto affatto.<br />
Grazie per quest’ultima tornata di commenti. Ringrazio anche Gattominchia &#8211; senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Maura		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20671</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 21:16:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se qualche membro di nazione indiana volesse pubblicare qui un mio racconto lo farei volentieri, ma non voglio costringere nessuno a farlo. Comunque ho un blog (www.maura.splinder.com) in cui si possono leggere alcune delle cose che scrivo. Ecco, se volessi leggere l&#039;ultimo racconto, &quot;Lampedusa, di cui ho pubblicato le prime due parti (puoi anche scrivermi un&#039;e-mail se vuoi i link), sarei contenta. Ovviamente, puoi scrivere quello che pensi senza censure (anzi, mi è utilissimo).
Il fatto che io abbia criticato Mauro non significa che io pensi di scrivere meglio di lui o creda che lui sia un incapace. Se avessi pensato questo non avrei neanche perso tempo a leggere il suo racconto e a commentarlo. Lui stesso ha detto di considerare molto le critiche, e questo è un segno molto positivo.
Penso solo che il lettore abbia il diritto di dare il proprio parere su quello che legge. Ovviamente rispettando l&#039;autore (io non gli ho detto di andare a pulire i cessi, come hai potuto leggere, perchè quella è un&#039;offesa, non una critica).
Che non tutti abbiano l&#039;istinto è ovvio, la mia era solo una provocazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualche membro di nazione indiana volesse pubblicare qui un mio racconto lo farei volentieri, ma non voglio costringere nessuno a farlo. Comunque ho un blog (www.maura.splinder.com) in cui si possono leggere alcune delle cose che scrivo. Ecco, se volessi leggere l&#8217;ultimo racconto, &#8220;Lampedusa, di cui ho pubblicato le prime due parti (puoi anche scrivermi un&#8217;e-mail se vuoi i link), sarei contenta. Ovviamente, puoi scrivere quello che pensi senza censure (anzi, mi è utilissimo).<br />
Il fatto che io abbia criticato Mauro non significa che io pensi di scrivere meglio di lui o creda che lui sia un incapace. Se avessi pensato questo non avrei neanche perso tempo a leggere il suo racconto e a commentarlo. Lui stesso ha detto di considerare molto le critiche, e questo è un segno molto positivo.<br />
Penso solo che il lettore abbia il diritto di dare il proprio parere su quello che legge. Ovviamente rispettando l&#8217;autore (io non gli ho detto di andare a pulire i cessi, come hai potuto leggere, perchè quella è un&#8217;offesa, non una critica).<br />
Che non tutti abbiano l&#8217;istinto è ovvio, la mia era solo una provocazione&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20670</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 20:21:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[si anch&#039;io vorrei leggerli i suoi racconti. e anche quelli di altri che criticano il modo di scrivere di Mauro, chiaro ed efficace, piacevole...capace di fotografare quel tempo.
Penso esattamente anche io che la scrittura sia lanciare ponti fra le persone, tessere trame...e dicendo scrivere per se stessi intendevo proprio questo, dare a se stesssi la possibilita&#039; di guardarsi dentro, di capire, di allargare la mente... di ricevere e dare agli altri stimoli.
Vorrei dire  a Maura che lo so bene che la scrittura e&#039; anche tecnica, ma non e&#039; vero che tutti abbiamo l&#039;istinto che per me non e&#039; qualcosa di cosi&#039; ovvio; istinto e&#039; scrivere con naturalezza, con...non so come spiegarti, ma come se fosse naturale, come e&#039; naturale respirare o nuotare si si e&#039; pesci. Ma non tutti  hanno questa capacita&#039; cosi come non tutti imparano a nuotare o a recitare o a cantare perche&#039; si e&#039; stonati e anche se andiamo a scuola di canto... di nuoto, di ballo...di tetro...e&#039; inutile...Ti e&#039; mai capitato di ascoltare una persona suonare il piano o il flauto o qualsiasi altro strumento e dire...si ha una buona tecnica, ma non intrpreta la musica, non c&#039;e&#039; cuore nelle sue mani, solo la testa...
Nelle mani di Mauro c&#039;e&#039; cuore. C&#039;e&#039; levita&#039;, leggerezza...
 
Io insegno e normalmente insegno la tecnica del &quot;bravo&quot; scrittore quasi tutti imparano scrivere un testo, ma questo non vuole dire che siano scrittori. Mauro lo e&#039;.

Perche&#039; non mandi qualche tuo racconto, Maura?  Cosi&#039; capiamo meglio...
Comunque si dice...da cui non si puo&#039; prescindere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>si anch&#8217;io vorrei leggerli i suoi racconti. e anche quelli di altri che criticano il modo di scrivere di Mauro, chiaro ed efficace, piacevole&#8230;capace di fotografare quel tempo.<br />
Penso esattamente anche io che la scrittura sia lanciare ponti fra le persone, tessere trame&#8230;e dicendo scrivere per se stessi intendevo proprio questo, dare a se stesssi la possibilita&#8217; di guardarsi dentro, di capire, di allargare la mente&#8230; di ricevere e dare agli altri stimoli.<br />
Vorrei dire  a Maura che lo so bene che la scrittura e&#8217; anche tecnica, ma non e&#8217; vero che tutti abbiamo l&#8217;istinto che per me non e&#8217; qualcosa di cosi&#8217; ovvio; istinto e&#8217; scrivere con naturalezza, con&#8230;non so come spiegarti, ma come se fosse naturale, come e&#8217; naturale respirare o nuotare si si e&#8217; pesci. Ma non tutti  hanno questa capacita&#8217; cosi come non tutti imparano a nuotare o a recitare o a cantare perche&#8217; si e&#8217; stonati e anche se andiamo a scuola di canto&#8230; di nuoto, di ballo&#8230;di tetro&#8230;e&#8217; inutile&#8230;Ti e&#8217; mai capitato di ascoltare una persona suonare il piano o il flauto o qualsiasi altro strumento e dire&#8230;si ha una buona tecnica, ma non intrpreta la musica, non c&#8217;e&#8217; cuore nelle sue mani, solo la testa&#8230;<br />
Nelle mani di Mauro c&#8217;e&#8217; cuore. C&#8217;e&#8217; levita&#8217;, leggerezza&#8230;</p>
<p>Io insegno e normalmente insegno la tecnica del &#8220;bravo&#8221; scrittore quasi tutti imparano scrivere un testo, ma questo non vuole dire che siano scrittori. Mauro lo e&#8217;.</p>
<p>Perche&#8217; non mandi qualche tuo racconto, Maura?  Cosi&#8217; capiamo meglio&#8230;<br />
Comunque si dice&#8230;da cui non si puo&#8217; prescindere&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gemma-Gaetani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20668</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma-Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 19:06:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il racconto è caratterizzato da una scrittura più che congruente, è abbastanza chiaro che tutto è volto a raccontare LA GIOIA di farsi una pera. La prosa è scorrevole e precisa, il risultato dello &quot;spaccato&quot; senza inizio né fine, è più che raggiunto. In più è quasi totalmente ineccepibile dal punto di vista lessicale, a parte la notazione che ribadisco, &quot;pusher&quot; è un&#039;espressione che si è diffusa oggi presso i più. C&#039;è poi un&#039;altra notazione di tipo forse ideologico, mi fa arricciare un po&#039; il naso sentir parlare di &quot;esproprio proletario&quot; della roba, ma ci sta anche quello. Insomma il racconto è riuscito, il mondo che si voleva raccontare, e soprattutto il clima che si respirava all&#039;interno di quel mondo, passa eccome. Ma il punto è un altro. Ma il punto è che oggi abbiamo assistito agli effetti nefasti della diffusione dell&#039;eroina, e forse per questo abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve (per quanto, ripeto, preciso). Questo racconto non mi racconta che, come fa &quot;Heroin&quot;, farsi le pere fa sentire onnipotenti, non mi viene in faccia come un pugno, a dirmelo. Come era invece nelle vignette di Pazienza, dove &quot;vomito e cielo&quot;, come diceva De Angelis, erano lì, nel loro massimo splendore, a dire &quot;che ti venga voglia di noi&quot;. Tutto qui. Tant&#039;è che mi viene da chiedere a Baldrus: se l&#039;avessi scritto venti anni fa, non sarebbe stato diverso, forse? 
(In ogni caso questo non vuol dire che si possa esercitare questo cinismo critico, eppure en passant, che mette in atto chi prende e scrive &quot;peccato che non pulivi i cessi&quot;. Vorrei leggerli i racconti che scrive chi ha scritto quel commento, se ne scrive.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto è caratterizzato da una scrittura più che congruente, è abbastanza chiaro che tutto è volto a raccontare LA GIOIA di farsi una pera. La prosa è scorrevole e precisa, il risultato dello &#8220;spaccato&#8221; senza inizio né fine, è più che raggiunto. In più è quasi totalmente ineccepibile dal punto di vista lessicale, a parte la notazione che ribadisco, &#8220;pusher&#8221; è un&#8217;espressione che si è diffusa oggi presso i più. C&#8217;è poi un&#8217;altra notazione di tipo forse ideologico, mi fa arricciare un po&#8217; il naso sentir parlare di &#8220;esproprio proletario&#8221; della roba, ma ci sta anche quello. Insomma il racconto è riuscito, il mondo che si voleva raccontare, e soprattutto il clima che si respirava all&#8217;interno di quel mondo, passa eccome. Ma il punto è un altro. Ma il punto è che oggi abbiamo assistito agli effetti nefasti della diffusione dell&#8217;eroina, e forse per questo abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve (per quanto, ripeto, preciso). Questo racconto non mi racconta che, come fa &#8220;Heroin&#8221;, farsi le pere fa sentire onnipotenti, non mi viene in faccia come un pugno, a dirmelo. Come era invece nelle vignette di Pazienza, dove &#8220;vomito e cielo&#8221;, come diceva De Angelis, erano lì, nel loro massimo splendore, a dire &#8220;che ti venga voglia di noi&#8221;. Tutto qui. Tant&#8217;è che mi viene da chiedere a Baldrus: se l&#8217;avessi scritto venti anni fa, non sarebbe stato diverso, forse?<br />
(In ogni caso questo non vuol dire che si possa esercitare questo cinismo critico, eppure en passant, che mette in atto chi prende e scrive &#8220;peccato che non pulivi i cessi&#8221;. Vorrei leggerli i racconti che scrive chi ha scritto quel commento, se ne scrive.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda mantecca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20646</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 11:16:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrivere in solitudine è un attività solipsistica che puo&#039; assurgere a funzioni anche terapeutiche, nel senso che la narrazione, che è sempre autonarrazione,  libera e produce autoconsapevolezza del se&#039;.
Ma senza lo stimolo esterno, è molto diverso.
La scrittura in questo senso, non è narcisismo o esibizionismo, ma proprio lanciare ponti di senso tra se&#039; e gli altri...costruire tessuti, ordire relazioni, tramare significati contribuendo alla sedimentazione culturale.
La rete poi in questo senso è maggiormente aggravata dall&#039;interattività e dal sincronismo......fortissimi elementi di stimolazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere in solitudine è un attività solipsistica che puo&#8217; assurgere a funzioni anche terapeutiche, nel senso che la narrazione, che è sempre autonarrazione,  libera e produce autoconsapevolezza del se&#8217;.<br />
Ma senza lo stimolo esterno, è molto diverso.<br />
La scrittura in questo senso, non è narcisismo o esibizionismo, ma proprio lanciare ponti di senso tra se&#8217; e gli altri&#8230;costruire tessuti, ordire relazioni, tramare significati contribuendo alla sedimentazione culturale.<br />
La rete poi in questo senso è maggiormente aggravata dall&#8217;interattività e dal sincronismo&#8230;&#8230;fortissimi elementi di stimolazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maura		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20635</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maura]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 08:14:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20635</guid>

					<description><![CDATA[La scrittura non è solo istinto, è anche tecnica. Se fosse solo istinto, ispirazione, saremmo tutti scrittori, non avremmo difficoltà. Invece c&#039;è una cosa che si chiama tecnica e che non si può prescindere.
Una cosa che non capisco è questa : se uno scrive solo per sè, perchè dovrebbe far leggere ciò che scrive agli altri?
Le critiche che ho fatto non penso siano scolastiche. Dire che si debba sviluppare un racconto non significa parlare come il proprio professore del liceo. Ho detto semplicemente che se uno dà un&#039;informazione, quell&#039;informazione deve essere sviluppata. Queste cose, purtroppo, a scuola non le insegnano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scrittura non è solo istinto, è anche tecnica. Se fosse solo istinto, ispirazione, saremmo tutti scrittori, non avremmo difficoltà. Invece c&#8217;è una cosa che si chiama tecnica e che non si può prescindere.<br />
Una cosa che non capisco è questa : se uno scrive solo per sè, perchè dovrebbe far leggere ciò che scrive agli altri?<br />
Le critiche che ho fatto non penso siano scolastiche. Dire che si debba sviluppare un racconto non significa parlare come il proprio professore del liceo. Ho detto semplicemente che se uno dà un&#8217;informazione, quell&#8217;informazione deve essere sviluppata. Queste cose, purtroppo, a scuola non le insegnano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pierfrancesco Pacoda		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20630</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pierfrancesco Pacoda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 00:42:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20630</guid>

					<description><![CDATA[Avendo vissuto in prima persona l&#039;esperienza di Frigidaire (é sul quel
giornale che ho iniziato a scrivere) il racconto di Baldrati ha avuto la
capacità di trasportarmi, come fosse una sequenza di fotogrammi in
movimento, in quell&#039;universo dominato dal caos (e da grandi intuizioni e
progetti) che sembrava ogni volta sul punto di esplodere. E che invece
produceva &#039;cultura&#039;.
Mi é piaciuta, la scrittura, per quel sapore &#039;documentaristco&#039;, di
narrazione in tempo reale, un racconto aperto, una partenza...per un viaggio
che é affascinante (e poco conosciuto) ad oltre 25 anni dalla sua nascita...
Una notazione sulle espressioni utilizzate...festino...fa molto anni &#039;80,
quelli dell&#039;approccio letterario a tutto...anche alle droghe...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo vissuto in prima persona l&#8217;esperienza di Frigidaire (é sul quel<br />
giornale che ho iniziato a scrivere) il racconto di Baldrati ha avuto la<br />
capacità di trasportarmi, come fosse una sequenza di fotogrammi in<br />
movimento, in quell&#8217;universo dominato dal caos (e da grandi intuizioni e<br />
progetti) che sembrava ogni volta sul punto di esplodere. E che invece<br />
produceva &#8216;cultura&#8217;.<br />
Mi é piaciuta, la scrittura, per quel sapore &#8216;documentaristco&#8217;, di<br />
narrazione in tempo reale, un racconto aperto, una partenza&#8230;per un viaggio<br />
che é affascinante (e poco conosciuto) ad oltre 25 anni dalla sua nascita&#8230;<br />
Una notazione sulle espressioni utilizzate&#8230;festino&#8230;fa molto anni &#8217;80,<br />
quelli dell&#8217;approccio letterario a tutto&#8230;anche alle droghe&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maline		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20626</link>

		<dc:creator><![CDATA[maline]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 22:41:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bene -a me è venuta in mente una canzone. Una canzone molto bella, di uno dei pochi veri  narratori del rock. Il tono è diverso ovviamente, come è diversa l&#039;atmosfera, la storia, il modo di viverla: ma in entrambi (la canzone e il racconto) non trovo alcun compiacimento, anche se , per quanto riguarda la canzone non si può evitare di trovarla... elegiaca (ma è la sua grandezza, lucida e spietata. È semplicemente un è (o era) così. Punto. Il racconto mi è piaciuto perchè riprende un tassello d&#039;epoca e anche perchè potrebbe essere in fondo intercambiabile con altre esperienze (non solo di droga quindi): un piccolo quadretto -o un &quot;idillio&quot;. Bravo Mauro.
Dimenticavo: la canzone è &quot;Heroin&quot;, il narratore Lou Reed.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene -a me è venuta in mente una canzone. Una canzone molto bella, di uno dei pochi veri  narratori del rock. Il tono è diverso ovviamente, come è diversa l&#8217;atmosfera, la storia, il modo di viverla: ma in entrambi (la canzone e il racconto) non trovo alcun compiacimento, anche se , per quanto riguarda la canzone non si può evitare di trovarla&#8230; elegiaca (ma è la sua grandezza, lucida e spietata. È semplicemente un è (o era) così. Punto. Il racconto mi è piaciuto perchè riprende un tassello d&#8217;epoca e anche perchè potrebbe essere in fondo intercambiabile con altre esperienze (non solo di droga quindi): un piccolo quadretto -o un &#8220;idillio&#8221;. Bravo Mauro.<br />
Dimenticavo: la canzone è &#8220;Heroin&#8221;, il narratore Lou Reed.</p>
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