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	Commenti a: A Gamba Tesa/ Massimo Rizzante	</title>
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		<title>
		Di: emma		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2006 20:57:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Magari si rischiano la pedanteria e il moralismo.
Ma sembra il caso di precisare che la “Grande Età della Giovinezza (dai 18 ai 75 anni)” è al momento una possibilità (o un’aspirazione) riservata a una parte dell’umanità, non è un modello globalizzato universale accessibile a tutti.
Contano ancora parecchio la latitudine, il paese, il gruppo sociale, la famiglia in cui si nasce.
C’è una parte di umanità che ha un’infanzia tendenzialmente infinita e una parte che non ha alcuna infanzia. Per cui la frase “Mi rendo conto sempre di più che comprendere qualcuno significa comprendere la sua età” (Kundera) raggiunge la sua “verità” solo dopo aver definito le coordinate spazio-temporali e sociali del “qualcuno” che si vuole “comprendere”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magari si rischiano la pedanteria e il moralismo.<br />
Ma sembra il caso di precisare che la “Grande Età della Giovinezza (dai 18 ai 75 anni)” è al momento una possibilità (o un’aspirazione) riservata a una parte dell’umanità, non è un modello globalizzato universale accessibile a tutti.<br />
Contano ancora parecchio la latitudine, il paese, il gruppo sociale, la famiglia in cui si nasce.<br />
C’è una parte di umanità che ha un’infanzia tendenzialmente infinita e una parte che non ha alcuna infanzia. Per cui la frase “Mi rendo conto sempre di più che comprendere qualcuno significa comprendere la sua età” (Kundera) raggiunge la sua “verità” solo dopo aver definito le coordinate spazio-temporali e sociali del “qualcuno” che si vuole “comprendere”.</p>
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		<title>
		Di: aledeca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aledeca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2006 11:10:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Auguroni, Biondi&#039;! Quasi coetanei (per me, tra qualche mese, sono 39) ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Auguroni, Biondi&#8217;! Quasi coetanei (per me, tra qualche mese, sono 39) ;)</p>
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		<title>
		Di: matteo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/a-gamba-tesa-massimo-rizzante-2/#comment-20766</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 12:20:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo è molto bello e molto acuto, specie per quel che riguarda l&#039;idea di giovinezza nel mercato editoriale. Sono invece meno d&#039;accordo su quel che Rizzante dice in chiusura. Paradossalmente in questa gabbia di giovinezza in cui gli adulti non sanno più insegnare ai nuovi arrivati, le scuole di scrittura rappresentano la possibilità di nuove scuole, in senso greco e in senso filosofico, punti di produzione di sapere dove dai maestri è possibile imparare non dalla loro capacità di spiegare ciò che altri hanno saputo in passato, ma dal loro quotidiano praticare il mestiere, cosa che purtroppo nelle università italiane non avviene. Proprio perché il punto più interessante dell&#039;articolo mi è sembrata quell&#039;osservazione sull&#039;editoria, aggiungerei che nella grande Età dell&#039;oblio sono certi libri &quot;per giovani&quot; in senso lato (non per ragazzi) ad aver prodotto &quot;artisti di genio di tutte le età [...] come puledri clonati, tutti uguali...&quot;, sono quelle letterature avvilite dal marketing e da una grottesca logica industriale all&#039;americana che non fa che dimostrare la miope scioccaggine dei nostri grandi imprenditori della cultura. Come dire, in due parole, che Baricco ha fatto involontariamente più danni ai nuovi scrittori con i suoi libri e non con la sua scuola. Ma anche gente come Aldo Nove, e chi lavora in editoria lo sa bene. Tutta gente che continua a faticare molto nella corsa verso l&#039;età adulta.
Per ridere mi viene in mente una vignetta ossimorica che forse qualcuno capace potrebbe disegnare. Ci vedo un po&#039; di quaranta sessantenni tutti bardati per una giovanissima gara di sci, tutti in corsa in una olimpica gara di sci che dovrebbe condurli al traguardo dell&#039;età adulta. Ahimé, però, tutti quanti si sfasceranno ben prima dell&#039;arrivo.
Banalissimamente, in questa giovinezza, reale o astratta che sia, c&#039;è un saco di vecchiaia. Sia donne che uomini. Che ne so, quanto era già vecchia Isabella Santacroce sin dalle sue prime righe? Quanta vecchiaia (di quella che si sfascia sulla neve) si portava già addosso Enrico Brizzi a 19 anni?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo è molto bello e molto acuto, specie per quel che riguarda l&#8217;idea di giovinezza nel mercato editoriale. Sono invece meno d&#8217;accordo su quel che Rizzante dice in chiusura. Paradossalmente in questa gabbia di giovinezza in cui gli adulti non sanno più insegnare ai nuovi arrivati, le scuole di scrittura rappresentano la possibilità di nuove scuole, in senso greco e in senso filosofico, punti di produzione di sapere dove dai maestri è possibile imparare non dalla loro capacità di spiegare ciò che altri hanno saputo in passato, ma dal loro quotidiano praticare il mestiere, cosa che purtroppo nelle università italiane non avviene. Proprio perché il punto più interessante dell&#8217;articolo mi è sembrata quell&#8217;osservazione sull&#8217;editoria, aggiungerei che nella grande Età dell&#8217;oblio sono certi libri &#8220;per giovani&#8221; in senso lato (non per ragazzi) ad aver prodotto &#8220;artisti di genio di tutte le età [&#8230;] come puledri clonati, tutti uguali&#8230;&#8221;, sono quelle letterature avvilite dal marketing e da una grottesca logica industriale all&#8217;americana che non fa che dimostrare la miope scioccaggine dei nostri grandi imprenditori della cultura. Come dire, in due parole, che Baricco ha fatto involontariamente più danni ai nuovi scrittori con i suoi libri e non con la sua scuola. Ma anche gente come Aldo Nove, e chi lavora in editoria lo sa bene. Tutta gente che continua a faticare molto nella corsa verso l&#8217;età adulta.<br />
Per ridere mi viene in mente una vignetta ossimorica che forse qualcuno capace potrebbe disegnare. Ci vedo un po&#8217; di quaranta sessantenni tutti bardati per una giovanissima gara di sci, tutti in corsa in una olimpica gara di sci che dovrebbe condurli al traguardo dell&#8217;età adulta. Ahimé, però, tutti quanti si sfasceranno ben prima dell&#8217;arrivo.<br />
Banalissimamente, in questa giovinezza, reale o astratta che sia, c&#8217;è un saco di vecchiaia. Sia donne che uomini. Che ne so, quanto era già vecchia Isabella Santacroce sin dalle sue prime righe? Quanta vecchiaia (di quella che si sfascia sulla neve) si portava già addosso Enrico Brizzi a 19 anni?</p>
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		<title>
		Di: Baldrus		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/a-gamba-tesa-massimo-rizzante-2/#comment-20765</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 12:01:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me questo testo fa venire in mente una questione che, a mio avviso, rappresenta un’altra faccia della medaglia. Nell’”arte di curare la città”, cioè l’Urbanistica, vi sono due concezioni che si fronteggiano: una, diciamo classica, o arcaica, che sostiene una continuità nella pianificazione, cioè le città vanno riqualificate tenendo sempre presente che esiste un centro storico, dei quartieri, una periferia. L’impianto originario va quindi salvaguardato e migliorato. L’altra concezione, cosiddetta più  moderna, invece si basa sul fatto che non esiste più un vero centro, né una periferia da riqualificare in quanto tale, ma la città esplode, scoppia, il centro si frantuma e la periferia diventa centro decentrato, tutto si confonde in una teoria del caos che può anche essere creativo. Mi sembra che le considerazioni sull’età siano molto simili, e l’adesione al secondo modulo mi sembra chiaro. Io però non ho le idee altrettanto definite. Non riesco a fare mia la frase: “Ogni possibilità di imitazione e di variazione si fonda su un altro credo, che è poi una forma di gratitudine: che fra coloro che mi hanno preceduto ci sia qualcuno in grado di farmi scoprire dei vocaboli dell’esistenza sconosciuti, o almeno di trasmettermi insegnamenti . Cosa quest’ultima diventata ormai obsoleta”. Sarò vekkio. Sarò arcaico. Anzi, senz’altro è così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me questo testo fa venire in mente una questione che, a mio avviso, rappresenta un’altra faccia della medaglia. Nell’”arte di curare la città”, cioè l’Urbanistica, vi sono due concezioni che si fronteggiano: una, diciamo classica, o arcaica, che sostiene una continuità nella pianificazione, cioè le città vanno riqualificate tenendo sempre presente che esiste un centro storico, dei quartieri, una periferia. L’impianto originario va quindi salvaguardato e migliorato. L’altra concezione, cosiddetta più  moderna, invece si basa sul fatto che non esiste più un vero centro, né una periferia da riqualificare in quanto tale, ma la città esplode, scoppia, il centro si frantuma e la periferia diventa centro decentrato, tutto si confonde in una teoria del caos che può anche essere creativo. Mi sembra che le considerazioni sull’età siano molto simili, e l’adesione al secondo modulo mi sembra chiaro. Io però non ho le idee altrettanto definite. Non riesco a fare mia la frase: “Ogni possibilità di imitazione e di variazione si fonda su un altro credo, che è poi una forma di gratitudine: che fra coloro che mi hanno preceduto ci sia qualcuno in grado di farmi scoprire dei vocaboli dell’esistenza sconosciuti, o almeno di trasmettermi insegnamenti . Cosa quest’ultima diventata ormai obsoleta”. Sarò vekkio. Sarò arcaico. Anzi, senz’altro è così.</p>
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		<title>
		Di: Trespolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/a-gamba-tesa-massimo-rizzante-2/#comment-20755</link>

		<dc:creator><![CDATA[Trespolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 10:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Urca, Gianni, ma... allora son più vecchio io! Ach... dov&#039;è &#039;sto Leisure World? :-)

Buona giornata. Trespolo.

PS: quella degli sport estremi praticati dagli ultrasessantenni mi lascia perplesso, non è che dietro c&#039;è l&#039;INPS come sponsor dell&#039;iniziativa?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Urca, Gianni, ma&#8230; allora son più vecchio io! Ach&#8230; dov&#8217;è &#8216;sto Leisure World? :-)</p>
<p>Buona giornata. Trespolo.</p>
<p>PS: quella degli sport estremi praticati dagli ultrasessantenni mi lascia perplesso, non è che dietro c&#8217;è l&#8217;INPS come sponsor dell&#8217;iniziativa?&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Guido		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/a-gamba-tesa-massimo-rizzante-2/#comment-20754</link>

		<dc:creator><![CDATA[Guido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 10:57:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bell&#039;articolo! Cos&#039;è, però, che rendeva adulti, prima? E prima di cosa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217;articolo! Cos&#8217;è, però, che rendeva adulti, prima? E prima di cosa?</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/a-gamba-tesa-massimo-rizzante-2/#comment-20749</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 09:49:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Compio 40 anni settimana prossima e fosse per me andrei già in pensione, altro che eterna giovinezza! ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Compio 40 anni settimana prossima e fosse per me andrei già in pensione, altro che eterna giovinezza! ;-)</p>
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