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	Commenti a: Invito alla lettura di un genocidio recente (Ruanda 1994)	</title>
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		<title>
		Di: Francesca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2006 07:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimenticavo...
A tonymiami vorrei dire che gli interventi che tu definisci &quot;intellettuali&quot; servono nella misura in cui riescono ad aprire la mente di chi non vuole vedere. E credimi che di &quot;polli grassi da spennare&quot; seduti comodamente nelle poltrone delle proprie case calde, a far finta di nulla, ce ne sono fin troppi.
E&#039; purtroppo vero che non si può pensare ad un mondo migliore (certo è utopia) senza passare da un vivo punzecchiamento delle finte coscienze delle persone.
Vedere con i propri occhi...
Riflettici...
Francesca B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo&#8230;<br />
A tonymiami vorrei dire che gli interventi che tu definisci &#8220;intellettuali&#8221; servono nella misura in cui riescono ad aprire la mente di chi non vuole vedere. E credimi che di &#8220;polli grassi da spennare&#8221; seduti comodamente nelle poltrone delle proprie case calde, a far finta di nulla, ce ne sono fin troppi.<br />
E&#8217; purtroppo vero che non si può pensare ad un mondo migliore (certo è utopia) senza passare da un vivo punzecchiamento delle finte coscienze delle persone.<br />
Vedere con i propri occhi&#8230;<br />
Riflettici&#8230;<br />
Francesca B.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Francesca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2006 07:41:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Andrea,
il tuo intervento è toccante e denota un&#039;analisi profonda, di problematiche annose che sembrano ripetersi nelle epoche e nei vari luoghi del mondo; sempre aborriti, sempre condannati, ma poi, immancabilmente, si ripresentano.
Non ci si può dichiarare comunisti senza conoscere i Gulag (hai ragione) e non ci si può dire nazi-fascisti senza conoscere i campi di concentramento dell&#039;est (anche qui avresti avuto ragione).
Purtroppo accade che i giovani ( e non ) si schierino, senza avere coscienza né di sé, né tantomeno della propria storia. Di qua o di là, senza sapere il perchè.
E poi ci stupiamo se un paese civile, come il nostro si professa, si trova ad interrogarsi sulle Brigate Rosse, sui fatti di Genova, o sulla strage di Piazza Fontana.
E questi sono solo gli episodi eclatanti! Quanti orrori si celano sotto la faccia pulita dell&#039;Italia perbene?
Ecco come si arriva ai genocidi, mettendosi il cervello in tasca e partendo spediti verso falsi miti di cui non conosciamo i percorsi. Non ti nascondo che aleggia il terrore che questi fatti possano ripresentarsi dovunque, il qualsiasi tempo. 
Mi piacerebbe che si approfondissero queste tematiche, magari con uno sguardo dall&#039;alto della storia mondiale degli orrori. Chissà che una memoria storica più cosciente possa portare ad un qualche risultato sensibile!
Se puoi contattami, te ne sarei grata.
Francesca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
il tuo intervento è toccante e denota un&#8217;analisi profonda, di problematiche annose che sembrano ripetersi nelle epoche e nei vari luoghi del mondo; sempre aborriti, sempre condannati, ma poi, immancabilmente, si ripresentano.<br />
Non ci si può dichiarare comunisti senza conoscere i Gulag (hai ragione) e non ci si può dire nazi-fascisti senza conoscere i campi di concentramento dell&#8217;est (anche qui avresti avuto ragione).<br />
Purtroppo accade che i giovani ( e non ) si schierino, senza avere coscienza né di sé, né tantomeno della propria storia. Di qua o di là, senza sapere il perchè.<br />
E poi ci stupiamo se un paese civile, come il nostro si professa, si trova ad interrogarsi sulle Brigate Rosse, sui fatti di Genova, o sulla strage di Piazza Fontana.<br />
E questi sono solo gli episodi eclatanti! Quanti orrori si celano sotto la faccia pulita dell&#8217;Italia perbene?<br />
Ecco come si arriva ai genocidi, mettendosi il cervello in tasca e partendo spediti verso falsi miti di cui non conosciamo i percorsi. Non ti nascondo che aleggia il terrore che questi fatti possano ripresentarsi dovunque, il qualsiasi tempo.<br />
Mi piacerebbe che si approfondissero queste tematiche, magari con uno sguardo dall&#8217;alto della storia mondiale degli orrori. Chissà che una memoria storica più cosciente possa portare ad un qualche risultato sensibile!<br />
Se puoi contattami, te ne sarei grata.<br />
Francesca</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: tonymiami		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21531</link>

		<dc:creator><![CDATA[tonymiami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2006 20:41:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io ci provo a seguire le vostre discussioni ma più leggo più aspetto con ansia dalla mia postazione di buon operatore call center che l&#039;esercito dei poveri arrivi a fare pulizia
Vedrete che quando ci passeranno tutti a fil di kalasnikov poco interesserà se eravamo di destra o di sinistra, se ci eravamo interessati o no ai limiti dell&#039;intervento umanitario, soprattutto se avevamo letto Todorov.
Saremo solo dei grassi polli da scannare rei ai loro occhi di averli affamati per decenni, e hai voglia a spiegare che eri di sinistra con tutte queste belle parole che gettate al vento...
io ci provo a capire gli intellettuali
volevo esserlo io stesso
ci provo a fare l&#039;intellettuale
ma non ce la faccio
mi vien voglia di tirarmi una pippa...
vi chiedo scusa continuate pure indisturbati i vostri noiosi bizantinismi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io ci provo a seguire le vostre discussioni ma più leggo più aspetto con ansia dalla mia postazione di buon operatore call center che l&#8217;esercito dei poveri arrivi a fare pulizia<br />
Vedrete che quando ci passeranno tutti a fil di kalasnikov poco interesserà se eravamo di destra o di sinistra, se ci eravamo interessati o no ai limiti dell&#8217;intervento umanitario, soprattutto se avevamo letto Todorov.<br />
Saremo solo dei grassi polli da scannare rei ai loro occhi di averli affamati per decenni, e hai voglia a spiegare che eri di sinistra con tutte queste belle parole che gettate al vento&#8230;<br />
io ci provo a capire gli intellettuali<br />
volevo esserlo io stesso<br />
ci provo a fare l&#8217;intellettuale<br />
ma non ce la faccio<br />
mi vien voglia di tirarmi una pippa&#8230;<br />
vi chiedo scusa continuate pure indisturbati i vostri noiosi bizantinismi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21085</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2006 19:40:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[andrea r.: &quot;per riflettere sulle specificità, sull’identità del genocidio ruandese (cioè davvero sul modo in cui si incastra in questa nostra modernità), questo non basta, è necessaria un’indagine molto più diretta&quot;

Sono d&#039;accordo, anche perché nonosante ogni sforzo di analisi, la comprensione di un genocidio ha sempre qualcosa della razionalizzazione, dell&#039; esorcismo. Insomma, non so se esista già un lavoro come quello che Levi ha compiuto nei &quot;Sommersi e i salvati&quot;, relativo al Rwanda. Ne dubito. Diciamo che il mio contributo non sollecita una comprensione della specificità del genocidio rwandese (obbiettivo troppo ambizioso), ma almeno la comprensione di quanto è accaduto in rwanda come di un genocidio. 

E quindi mi pongo questa semplice domanda. Siamo da anni a contatto con un lavoro di memoria relativo alla Shoa. Un lavoro che ha toccato tutti, raggiunto tutti. E questo sembra in parte un successo, in termini di consapevolezza storica. Ma poi, di nuovo, un genocidio. Evitabile. Con una comunità internazionale codarda. Indifferente. Con un Francia che ha fornito addestramento militare, soldi, armi al regime responsabile del genocidio. Schizofrenia assoluta. Si parla di Shoa, con la massima attenzione possibile. E si dimentica l&#039;ultimo genocidio del XX secolo. O lo si archivia. C&#039;è qualcosa che non va, mi dico. Qualcosa che allora rende sospetta anche questa &quot;apparente&quot; consapevolezza relativa alla Shoa.

E poi il discorso dei diritti umani. Un discorso che è diventato infido e pericoloso come un serpente. Un discorso che è divenuto il cavallo di troia del peggiore imperialismo. Un discorso che come dice in modo chiaroveggente Todorov (che per altro è un moderato) porta in sé una dimensione totalitaria. Detto questo, al discorso dei diritti umani non si puo&#039; semplicemente rinunciare, relegandolo nell&#039;armamentario della pura propaganda imperialista.

Infine, quanto dici sul Tribunale Penale Internazionale. Un discorso certo importante, ma tutto da fare. E da fare criticamente. Esso pero&#039; verte sulla punibilità di persone, e non sulla possibilità di rovesciare regimi. Per questo, a me sembrerebbe qualcosa di positivo. Ma, nei fatti, funzionerà esso solo come tribunale dei vincitori? ecc. ecc.

Sugli stereotipi degli africani. Secondo me circolano in modo molto diffuso, ma in forma aggiornata. Non sveglie al collo e osso nel naso. Ma: non sono capaci di governarsi, non sono capaci di organizzarsi, non sono capaci di lavorare. In un articolo precedente, scritto con Magali, ho citato &quot;Négrologie&quot;, un sofisticato libro di aggiornati stereotipi razzisti. L&#039;autore è un giornalista di Libé, ora a Le Monde. Libro premiato molto e osannato altrettanto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>andrea r.: &#8220;per riflettere sulle specificità, sull’identità del genocidio ruandese (cioè davvero sul modo in cui si incastra in questa nostra modernità), questo non basta, è necessaria un’indagine molto più diretta&#8221;</p>
<p>Sono d&#8217;accordo, anche perché nonosante ogni sforzo di analisi, la comprensione di un genocidio ha sempre qualcosa della razionalizzazione, dell&#8217; esorcismo. Insomma, non so se esista già un lavoro come quello che Levi ha compiuto nei &#8220;Sommersi e i salvati&#8221;, relativo al Rwanda. Ne dubito. Diciamo che il mio contributo non sollecita una comprensione della specificità del genocidio rwandese (obbiettivo troppo ambizioso), ma almeno la comprensione di quanto è accaduto in rwanda come di un genocidio. </p>
<p>E quindi mi pongo questa semplice domanda. Siamo da anni a contatto con un lavoro di memoria relativo alla Shoa. Un lavoro che ha toccato tutti, raggiunto tutti. E questo sembra in parte un successo, in termini di consapevolezza storica. Ma poi, di nuovo, un genocidio. Evitabile. Con una comunità internazionale codarda. Indifferente. Con un Francia che ha fornito addestramento militare, soldi, armi al regime responsabile del genocidio. Schizofrenia assoluta. Si parla di Shoa, con la massima attenzione possibile. E si dimentica l&#8217;ultimo genocidio del XX secolo. O lo si archivia. C&#8217;è qualcosa che non va, mi dico. Qualcosa che allora rende sospetta anche questa &#8220;apparente&#8221; consapevolezza relativa alla Shoa.</p>
<p>E poi il discorso dei diritti umani. Un discorso che è diventato infido e pericoloso come un serpente. Un discorso che è divenuto il cavallo di troia del peggiore imperialismo. Un discorso che come dice in modo chiaroveggente Todorov (che per altro è un moderato) porta in sé una dimensione totalitaria. Detto questo, al discorso dei diritti umani non si puo&#8217; semplicemente rinunciare, relegandolo nell&#8217;armamentario della pura propaganda imperialista.</p>
<p>Infine, quanto dici sul Tribunale Penale Internazionale. Un discorso certo importante, ma tutto da fare. E da fare criticamente. Esso pero&#8217; verte sulla punibilità di persone, e non sulla possibilità di rovesciare regimi. Per questo, a me sembrerebbe qualcosa di positivo. Ma, nei fatti, funzionerà esso solo come tribunale dei vincitori? ecc. ecc.</p>
<p>Sugli stereotipi degli africani. Secondo me circolano in modo molto diffuso, ma in forma aggiornata. Non sveglie al collo e osso nel naso. Ma: non sono capaci di governarsi, non sono capaci di organizzarsi, non sono capaci di lavorare. In un articolo precedente, scritto con Magali, ho citato &#8220;Négrologie&#8221;, un sofisticato libro di aggiornati stereotipi razzisti. L&#8217;autore è un giornalista di Libé, ora a Le Monde. Libro premiato molto e osannato altrettanto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21072</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2006 11:53:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimenticavo: ho citato il TPI perché si tratta certo di un&#039;azione legale a posteriori, ma che mi sembra potrebbe avere un&#039;efficacia preventiva se funzionasse davvero (cosa che, se non erro, attualmente non è, grazie come al solito agli Stati Uniti): a fronte di un tribunale efficiente e temibile, il dittatore X potrebbe pensarci su due volte prima di sterminare a destra e a manca. Il che permetterebbe anche di reimpostare la questione dell&#039;intervento militare, preventivo o no, umanitario o disumano che sia.

Ma sono d&#039;accordo con te: nessuna delle due questioni esclude l&#039;altra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo: ho citato il TPI perché si tratta certo di un&#8217;azione legale a posteriori, ma che mi sembra potrebbe avere un&#8217;efficacia preventiva se funzionasse davvero (cosa che, se non erro, attualmente non è, grazie come al solito agli Stati Uniti): a fronte di un tribunale efficiente e temibile, il dittatore X potrebbe pensarci su due volte prima di sterminare a destra e a manca. Il che permetterebbe anche di reimpostare la questione dell&#8217;intervento militare, preventivo o no, umanitario o disumano che sia.</p>
<p>Ma sono d&#8217;accordo con te: nessuna delle due questioni esclude l&#8217;altra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21071</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2006 11:25:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Inglese. 
Nessuno scetticismo nel mio argomento (che poi argomento non era, ma semplice osservazione a lato). Per prendere alcuni parametri di base del genocidio ruandese e paragonarli a quelli dei precedenti, e per discutere su queste basi sul diritto d&#039;ingerenza, suppongo in effetti che bastino libri e documentari. È la riflessione che tu compi, che ci riguarda tutti eccetera. Tutto come dici tu. 
Ma per riflettere sulle specificità, sull&#039;identità del genocidio ruandese (cioè davvero sul modo in cui si incastra in questa nostra modernità), questo non basta, è necessaria un&#039;indagine molto più diretta (che a sua volta avrà bisogno del contraltare più teorico di pezzi come il tuo). E non sto dicendo che dovresti farla tu, e se no tacere, ma che quando ti avventuri - in meno di una frase, parlo davvero di un dettaglio - nella &quot;modernità&quot; del detto genocidio, questa semplice affermazione non mi basta, perché può significare diecimila cose diverse. Guarda che sto dicendo una cosa di una banalità pazzesca (se poi il tuo obiettivo era solo ricordarci che non si tratta di una banda di selvaggi con l&#039;osso nel naso e la sveglia al collo, be&#039;, sono d&#039;accordo, certo - ma spero non siano molti i lettori di NI che hanno bisogno di questo genere di precisazioni).

Per lo stesso motivo, si può e si deve parlare dello sterminio degli indiani d&#039;America - come dello sterminio da questi commesso nei confronti dei &quot;veri&quot; nativi... la sapevi questa storia? io l&#039;ho letto solo di recente -, anche se noi non c&#039;eravamo. Volevo solo ricordare una regola elementare della riflessione storica (o condotta a partire da basi storiche), ossia la distinzione accurata tra fonti primarie e secondarie. 

E altro che dieci anni, guarda che sono quasi venti ormai, e l&#039;ahimé lo cantiamo in coro ad ogni alba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Inglese.<br />
Nessuno scetticismo nel mio argomento (che poi argomento non era, ma semplice osservazione a lato). Per prendere alcuni parametri di base del genocidio ruandese e paragonarli a quelli dei precedenti, e per discutere su queste basi sul diritto d&#8217;ingerenza, suppongo in effetti che bastino libri e documentari. È la riflessione che tu compi, che ci riguarda tutti eccetera. Tutto come dici tu.<br />
Ma per riflettere sulle specificità, sull&#8217;identità del genocidio ruandese (cioè davvero sul modo in cui si incastra in questa nostra modernità), questo non basta, è necessaria un&#8217;indagine molto più diretta (che a sua volta avrà bisogno del contraltare più teorico di pezzi come il tuo). E non sto dicendo che dovresti farla tu, e se no tacere, ma che quando ti avventuri &#8211; in meno di una frase, parlo davvero di un dettaglio &#8211; nella &#8220;modernità&#8221; del detto genocidio, questa semplice affermazione non mi basta, perché può significare diecimila cose diverse. Guarda che sto dicendo una cosa di una banalità pazzesca (se poi il tuo obiettivo era solo ricordarci che non si tratta di una banda di selvaggi con l&#8217;osso nel naso e la sveglia al collo, be&#8217;, sono d&#8217;accordo, certo &#8211; ma spero non siano molti i lettori di NI che hanno bisogno di questo genere di precisazioni).</p>
<p>Per lo stesso motivo, si può e si deve parlare dello sterminio degli indiani d&#8217;America &#8211; come dello sterminio da questi commesso nei confronti dei &#8220;veri&#8221; nativi&#8230; la sapevi questa storia? io l&#8217;ho letto solo di recente -, anche se noi non c&#8217;eravamo. Volevo solo ricordare una regola elementare della riflessione storica (o condotta a partire da basi storiche), ossia la distinzione accurata tra fonti primarie e secondarie. </p>
<p>E altro che dieci anni, guarda che sono quasi venti ormai, e l&#8217;ahimé lo cantiamo in coro ad ogni alba.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21039</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 16:02:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21039</guid>

					<description><![CDATA[andrea r. : “Su questo punto, come sai, la mia posizione è radicale (e un po’ provocatoria): se davvero ti interessa, stàccati dal computer e vacci a vivere e a studiarlo per dieci anni.” Non capisco bene quale sia il punto che sollevi. Ma sulle conclusioni che tiri, ti rispondo: non stiamo parlando di turismo o cultura. “Se davvero vuoi capire la cultura degli indios dell’amazzonia, vai sul campo...” Ho spiegato perché certi eventi dovrebbero riguardarci, ma non in termini di scelta “personale”. Il Ruanda 1994 riguarda anche te. Se credi di saperne abbastanza sull’ultimo genocidio del XX secolo, bene. Ma stiamo parlando di conoscenze relative a questo evento ACCESSIBILI A TUTTI, anche rimanendo a casa propria (tramite libri, documentari, ecc.). Altrimenti, ogni volta che cerchiamo di comprendere un evento storico, qualcuno potrebbe risponderci, usando il tuo argomento scettico: “Che senso ha parlare dello sterminio delle popolazioni originarie del Nordamerica, visto che non è possibile per noi esserne testimoni?” 

Sul Tribunale Penale Internazionale. Si tratta di due questioni connesse, ma da distinguere in questo discorso. L’ingerenza umanitaria è un principio su cui si basa un’intervento militare, non un’inchiesta processuale. 

Lorenzo :”Quindi si sono mossi eserciti confinanti, immagino si sentissero parte in causa, potenzialmente o concretamente. E, vorrei sapere, quando si sono mossi, presto o tardi? E come si sono mossi? E quali conseguenze politiche ci sono state per il Rwanda e la Cambogia in seguito a questa “ingerenza”? Non credo che questi siano dettagli di cui fregarsene.”

È giustissimo quanto dici. E di certo nel caso del Rwanda le conseguenze dell’invasione del Fronte Patriottico Rwandese che ha fermato il genocidio sono molto pesanti ancora oggi. Tutto cio’ va quindi analizzato ed è stato in parte analizzato. Ma il discorso più urgente per me è un altro. Prima di pensare ad una forza ONU ideale, ossia efficace e giusta, bisognerebbe innazitutto screditare il modo inefficace e ingiusto in cui l’ONU funziona o funzionano i suoi “sostituti”, mandatari, ossia la NATO o gli USA o la Francia. Dobbiamo insomma smontare criticamente il concetto “d’ingerenza umanitaria”. Questo concetto è stato imposto come ovvio per giustificare l’intervento NATO nella ex-jugoslavia e quello USA in Irak. 

Trespolo, ad esempio, mi sembra che ragioni ancora in questi termini. “Oppure è giusto che il governo coreano, in casa sua ovviamente, faccia quello che gli pare e continui ad ammazzare per fame i suoi cittadini?” 
Non è giusto. Ma non è nemmeno giusto, che noi si decida di rovesciare quel regime con una guerra.
”E’ un genocidio? Forse no. Un massacro? Quasi sicuramente sì.” Per Todorov il genocidio è il caso limite, l’unico in cui ha senso applicare il principio dell’ingerenza umanitaria. Quindi è importante determinarlo. Di massacri invece nel mondo ne esistono tanti. Se scatenassimo una guerra per ogni regime massacratore, si moltiplicherebbero esponenzialmente. Il vero punto che ci è difficile accettare è che NOI (i nostri governi occidentali, le istituzioni internazionali controllate dai governo occientali) NON POSSIAMO ESSERE PORTATORI DI BENE. L’unica cosa che possiamo quasi sempre cercare di fare, è evitare di AGGRAVARE IL MALE. Semplifico molto, ma solo cosi forse si puo’ capire cosa davvero c’è in gioco dietro tali questioni.

Fnisco sull’esempio di Trespolo. Esso cerca di mettere sullo stesso piano situazioni non commensurabili. Tu parli di un intervento di un cittadino su di un altro cittadino, alla luce di una stessa legge. L’ingerenza u. parla di intervento di uno stato sovrano su di un altro stato sovrano alla luce di un (presunto) universale diritto, in quanto nel mondo – meno male – non esiste ancora un’UNICA LEGGE totalitaria per tutti.

Purtroppo i vostri interventi meriterebbero davvero non risposte cosi sommarie e di scorcio (che sono comunque già oltre i limiti del commento “leggibile”), ma riflessioni prolungate. E per me, in ogni caso, questo dialogo è stato utile.

A antonio miami: l’unico che conosco da più (ahimé) di dieci anni è raos.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>andrea r. : “Su questo punto, come sai, la mia posizione è radicale (e un po’ provocatoria): se davvero ti interessa, stàccati dal computer e vacci a vivere e a studiarlo per dieci anni.” Non capisco bene quale sia il punto che sollevi. Ma sulle conclusioni che tiri, ti rispondo: non stiamo parlando di turismo o cultura. “Se davvero vuoi capire la cultura degli indios dell’amazzonia, vai sul campo&#8230;” Ho spiegato perché certi eventi dovrebbero riguardarci, ma non in termini di scelta “personale”. Il Ruanda 1994 riguarda anche te. Se credi di saperne abbastanza sull’ultimo genocidio del XX secolo, bene. Ma stiamo parlando di conoscenze relative a questo evento ACCESSIBILI A TUTTI, anche rimanendo a casa propria (tramite libri, documentari, ecc.). Altrimenti, ogni volta che cerchiamo di comprendere un evento storico, qualcuno potrebbe risponderci, usando il tuo argomento scettico: “Che senso ha parlare dello sterminio delle popolazioni originarie del Nordamerica, visto che non è possibile per noi esserne testimoni?” </p>
<p>Sul Tribunale Penale Internazionale. Si tratta di due questioni connesse, ma da distinguere in questo discorso. L’ingerenza umanitaria è un principio su cui si basa un’intervento militare, non un’inchiesta processuale. </p>
<p>Lorenzo :”Quindi si sono mossi eserciti confinanti, immagino si sentissero parte in causa, potenzialmente o concretamente. E, vorrei sapere, quando si sono mossi, presto o tardi? E come si sono mossi? E quali conseguenze politiche ci sono state per il Rwanda e la Cambogia in seguito a questa “ingerenza”? Non credo che questi siano dettagli di cui fregarsene.”</p>
<p>È giustissimo quanto dici. E di certo nel caso del Rwanda le conseguenze dell’invasione del Fronte Patriottico Rwandese che ha fermato il genocidio sono molto pesanti ancora oggi. Tutto cio’ va quindi analizzato ed è stato in parte analizzato. Ma il discorso più urgente per me è un altro. Prima di pensare ad una forza ONU ideale, ossia efficace e giusta, bisognerebbe innazitutto screditare il modo inefficace e ingiusto in cui l’ONU funziona o funzionano i suoi “sostituti”, mandatari, ossia la NATO o gli USA o la Francia. Dobbiamo insomma smontare criticamente il concetto “d’ingerenza umanitaria”. Questo concetto è stato imposto come ovvio per giustificare l’intervento NATO nella ex-jugoslavia e quello USA in Irak. </p>
<p>Trespolo, ad esempio, mi sembra che ragioni ancora in questi termini. “Oppure è giusto che il governo coreano, in casa sua ovviamente, faccia quello che gli pare e continui ad ammazzare per fame i suoi cittadini?”<br />
Non è giusto. Ma non è nemmeno giusto, che noi si decida di rovesciare quel regime con una guerra.<br />
”E’ un genocidio? Forse no. Un massacro? Quasi sicuramente sì.” Per Todorov il genocidio è il caso limite, l’unico in cui ha senso applicare il principio dell’ingerenza umanitaria. Quindi è importante determinarlo. Di massacri invece nel mondo ne esistono tanti. Se scatenassimo una guerra per ogni regime massacratore, si moltiplicherebbero esponenzialmente. Il vero punto che ci è difficile accettare è che NOI (i nostri governi occidentali, le istituzioni internazionali controllate dai governo occientali) NON POSSIAMO ESSERE PORTATORI DI BENE. L’unica cosa che possiamo quasi sempre cercare di fare, è evitare di AGGRAVARE IL MALE. Semplifico molto, ma solo cosi forse si puo’ capire cosa davvero c’è in gioco dietro tali questioni.</p>
<p>Fnisco sull’esempio di Trespolo. Esso cerca di mettere sullo stesso piano situazioni non commensurabili. Tu parli di un intervento di un cittadino su di un altro cittadino, alla luce di una stessa legge. L’ingerenza u. parla di intervento di uno stato sovrano su di un altro stato sovrano alla luce di un (presunto) universale diritto, in quanto nel mondo – meno male – non esiste ancora un’UNICA LEGGE totalitaria per tutti.</p>
<p>Purtroppo i vostri interventi meriterebbero davvero non risposte cosi sommarie e di scorcio (che sono comunque già oltre i limiti del commento “leggibile”), ma riflessioni prolungate. E per me, in ogni caso, questo dialogo è stato utile.</p>
<p>A antonio miami: l’unico che conosco da più (ahimé) di dieci anni è raos.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21037</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 15:51:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21037</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei segnalare alcuni libri tradotti in italiano. 
Due opere narrative: 
Tierno Monenembo, Il grande orfano (Feltrinelli) e A. Waberi, Mietitura di teste. Pagine per il Ruanda (Edizioni del Lavoro); 
e il libro di testimonianze di una sopravvissuta al genocidio:
Yolande Mukagasana, La morte non mi ha voluta (La Meridiana).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalare alcuni libri tradotti in italiano.<br />
Due opere narrative:<br />
Tierno Monenembo, Il grande orfano (Feltrinelli) e A. Waberi, Mietitura di teste. Pagine per il Ruanda (Edizioni del Lavoro);<br />
e il libro di testimonianze di una sopravvissuta al genocidio:<br />
Yolande Mukagasana, La morte non mi ha voluta (La Meridiana).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: tonymiami		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21001</link>

		<dc:creator><![CDATA[tonymiami]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 20:38:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-21001</guid>

					<description><![CDATA[mi sono inventato tutto di sana pianta.
se violete qualche testimonianza vi consiglio un libro carino che si chiama 
&quot;luna park ruanda&quot;
che vendevano qualche hanno fa i vu cumpra&#039;
che a suo modo evidenziava il problema che mi sembra alla base del genocidio ruandese.
Raccontava, infatti, come dopo i sanguinosi fatti del 94 ai sopravvissuti si fosse presentato il problema della conciliazione nazionale.
Gli autori dei massacri non erano stati solo gli appartenenti alle truppe interhahavwe ma anche cittadini qualunque trascinati a loro modo nel delirio di quel mese di inferno, e non solo di fronte a criminali di guerra come ad esempio in bosnia.
Ci si trovava quindi ad avere almeno un assassino in ogni famiglia.
Era un po la cosa che volevo descrivere nel mio racconto inventato.

Comunque, se permettete una critica da parte di un povero un operatore call center con velleità letterarie, mi sembra che un esterno che voglia seguire le vostre discussioni rischi di perdersi nel mare di parole e richiami impliciti
Per quanto tutti dicano che internet e i blog siano un mezzo democratico in cui tutti si possono esprimere mi sembra tanto siano solo l&#039;ennesimo luogo chiuso in cui si confrontano sempre le stesse persone dieci che gia&#039; si conoscono tra loro.
distinti saluti
antonio w. miami]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi sono inventato tutto di sana pianta.<br />
se violete qualche testimonianza vi consiglio un libro carino che si chiama<br />
&#8220;luna park ruanda&#8221;<br />
che vendevano qualche hanno fa i vu cumpra&#8217;<br />
che a suo modo evidenziava il problema che mi sembra alla base del genocidio ruandese.<br />
Raccontava, infatti, come dopo i sanguinosi fatti del 94 ai sopravvissuti si fosse presentato il problema della conciliazione nazionale.<br />
Gli autori dei massacri non erano stati solo gli appartenenti alle truppe interhahavwe ma anche cittadini qualunque trascinati a loro modo nel delirio di quel mese di inferno, e non solo di fronte a criminali di guerra come ad esempio in bosnia.<br />
Ci si trovava quindi ad avere almeno un assassino in ogni famiglia.<br />
Era un po la cosa che volevo descrivere nel mio racconto inventato.</p>
<p>Comunque, se permettete una critica da parte di un povero un operatore call center con velleità letterarie, mi sembra che un esterno che voglia seguire le vostre discussioni rischi di perdersi nel mare di parole e richiami impliciti<br />
Per quanto tutti dicano che internet e i blog siano un mezzo democratico in cui tutti si possono esprimere mi sembra tanto siano solo l&#8217;ennesimo luogo chiuso in cui si confrontano sempre le stesse persone dieci che gia&#8217; si conoscono tra loro.<br />
distinti saluti<br />
antonio w. miami</p>
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		<title>
		Di: Trespolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-20987</link>

		<dc:creator><![CDATA[Trespolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 18:20:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/#comment-20987</guid>

					<description><![CDATA[Lorenzo: il discorso che fai mi può stare anche bene, forse ho sbagliato esempio, allora mettiamola in questi termini: è giusto intervenire e rovesciare regimi come quello Nord Coreano che ha massacrato per fame milioni dei suoi cittadini e continua a farlo? Togli il tema armi nucleari e fai finta che non esista.
Seguendo il ragionamento di Todorov mi pare proprio di sì. Eliminiamo pure i paesi occidentali dalla decisione: chi la prende questa benedetta decisione? Oppure è giusto che il governo coreano, in casa sua ovviamente, faccia quello che gli pare e continui ad ammazzare per fame i suoi cittadini?
E&#039; un genocidio? Forse no. Un massacro? Quasi sicuramente sì. Rientra fra i *discorsi legittimanti*? Non lo so.

In parte hai risposto ai miei dubbi quando scrivi: &quot;Perché mai uno stato dovrebbe intervenire unilateralmente per fermare un genocidio tra etnie che si svolge dall’altra parte del mondo? Proviamo a chiedercelo seriamente. Io non vedo altro motivo se non quello di averne un tornaconto, politico ed economico. Sbaglio? Convincetemi del contrario…
Ma se non sbaglio, bisogna tornare al punto di partenza: costruire una nuova ONU, su altre basi, con un vero esercito multinazionale e, se si trovano coraggiosi disposti a farlo, con un corpo di pace che agisca (ma questo non è il caso del genocidio già in atto) in alcune circostanze promuovendo la difesa popolare nonviolenta.&quot;

E allora che si fa? Si piange per i morti di fame  in Darfur e in Corea del Nord quando passa qualche documentario sbiadito e poi si torna a urlare contro lo sporco occidente colonializzatore e capitalista?

Restringo il cerchio e lo porto a eventi quotidiani: metropolitana di Milano e tipo strano che, nonostante il vagone pieno, cerca di fregarsi la borsetta di una Signora anziana. Che fare? Aspettare che compia il misfatto e denunciarlo poi alla Polizia descrivendolo minuziosamente dopo aver assistito l&#039;anziana Signora che, caduta per terra per lo strattone si è rotta il femore e ha una botta in testa?
Sarò anche un *paesano* vecchio stampo da 85kg e di maniere brusche, ma, dopo averlo invitato verbalmente a lasciare in pace la Signora e aver ricevuto come risposta un vaff... grande come una casa l&#039;ho *accarezzato* col sinistro (sono mancino) e accompagnato, all&#039;apertura della porta, fuori dal vagone a calcioni nel didietro.
Sono un guerrafondaio? Non credo; mica vado in giro a fare a cazzotti e se proprio lo devo fare mi infilo in una vecchia palestra di paese per niente alla moda. Ho seguito i dettami di Todorov? E che ne so, mai uscito a cena col tizio.

Cosa ci ho guadagnato? Nulla mi pare, se non il rischio di pigliarmi magari una coltellata. Lo so, sicuramente non è stato un intervento *urbano* e *politically correct* (in alternativa avrei potuto sicuramente organizzare al momento un discorso sui danni fisici e psicologici che lo hanno portato a un tale agire e tentare di riportarlo sulla retta via), ma la Signora mi pareva contenta.
Dici che la semplificazione non regge? Beh, allora continuiamo a lasciare che la gente muoia di fame in Darfur e in Corea del Nord per evitare che... qualcuno ne abbia un tornaconto.

Ah, dalle mie parti dicono che (italianizzo anche se in dialetto verrebbe molto meglio) &quot;son tutti froci col culo degli altri&quot;; a volte però, bisogna anche decidersi e mettere in mostra il nostro di culo. Non credi? :-)

Buona serata. Trespolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo: il discorso che fai mi può stare anche bene, forse ho sbagliato esempio, allora mettiamola in questi termini: è giusto intervenire e rovesciare regimi come quello Nord Coreano che ha massacrato per fame milioni dei suoi cittadini e continua a farlo? Togli il tema armi nucleari e fai finta che non esista.<br />
Seguendo il ragionamento di Todorov mi pare proprio di sì. Eliminiamo pure i paesi occidentali dalla decisione: chi la prende questa benedetta decisione? Oppure è giusto che il governo coreano, in casa sua ovviamente, faccia quello che gli pare e continui ad ammazzare per fame i suoi cittadini?<br />
E&#8217; un genocidio? Forse no. Un massacro? Quasi sicuramente sì. Rientra fra i *discorsi legittimanti*? Non lo so.</p>
<p>In parte hai risposto ai miei dubbi quando scrivi: &#8220;Perché mai uno stato dovrebbe intervenire unilateralmente per fermare un genocidio tra etnie che si svolge dall’altra parte del mondo? Proviamo a chiedercelo seriamente. Io non vedo altro motivo se non quello di averne un tornaconto, politico ed economico. Sbaglio? Convincetemi del contrario…<br />
Ma se non sbaglio, bisogna tornare al punto di partenza: costruire una nuova ONU, su altre basi, con un vero esercito multinazionale e, se si trovano coraggiosi disposti a farlo, con un corpo di pace che agisca (ma questo non è il caso del genocidio già in atto) in alcune circostanze promuovendo la difesa popolare nonviolenta.&#8221;</p>
<p>E allora che si fa? Si piange per i morti di fame  in Darfur e in Corea del Nord quando passa qualche documentario sbiadito e poi si torna a urlare contro lo sporco occidente colonializzatore e capitalista?</p>
<p>Restringo il cerchio e lo porto a eventi quotidiani: metropolitana di Milano e tipo strano che, nonostante il vagone pieno, cerca di fregarsi la borsetta di una Signora anziana. Che fare? Aspettare che compia il misfatto e denunciarlo poi alla Polizia descrivendolo minuziosamente dopo aver assistito l&#8217;anziana Signora che, caduta per terra per lo strattone si è rotta il femore e ha una botta in testa?<br />
Sarò anche un *paesano* vecchio stampo da 85kg e di maniere brusche, ma, dopo averlo invitato verbalmente a lasciare in pace la Signora e aver ricevuto come risposta un vaff&#8230; grande come una casa l&#8217;ho *accarezzato* col sinistro (sono mancino) e accompagnato, all&#8217;apertura della porta, fuori dal vagone a calcioni nel didietro.<br />
Sono un guerrafondaio? Non credo; mica vado in giro a fare a cazzotti e se proprio lo devo fare mi infilo in una vecchia palestra di paese per niente alla moda. Ho seguito i dettami di Todorov? E che ne so, mai uscito a cena col tizio.</p>
<p>Cosa ci ho guadagnato? Nulla mi pare, se non il rischio di pigliarmi magari una coltellata. Lo so, sicuramente non è stato un intervento *urbano* e *politically correct* (in alternativa avrei potuto sicuramente organizzare al momento un discorso sui danni fisici e psicologici che lo hanno portato a un tale agire e tentare di riportarlo sulla retta via), ma la Signora mi pareva contenta.<br />
Dici che la semplificazione non regge? Beh, allora continuiamo a lasciare che la gente muoia di fame in Darfur e in Corea del Nord per evitare che&#8230; qualcuno ne abbia un tornaconto.</p>
<p>Ah, dalle mie parti dicono che (italianizzo anche se in dialetto verrebbe molto meglio) &#8220;son tutti froci col culo degli altri&#8221;; a volte però, bisogna anche decidersi e mettere in mostra il nostro di culo. Non credi? :-)</p>
<p>Buona serata. Trespolo.</p>
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