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	Commenti a: Il canto del popolo ebraico massacrato	</title>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-21125</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 16:11:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Helena ha un origine tedesca, un cognome polacco, una famiglia ebraica, un marito terrone, vive in Brianza e lavora a Milano.
Per farla breve è l&#039;Europa fatta persona! ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Helena ha un origine tedesca, un cognome polacco, una famiglia ebraica, un marito terrone, vive in Brianza e lavora a Milano.<br />
Per farla breve è l&#8217;Europa fatta persona! ;-)</p>
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		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-21120</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 14:26:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vincenzo non lo so neanche io...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo non lo so neanche io&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: davide racca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-21083</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide racca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2006 18:10:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie helena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie helena</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Vincenzo Vitondi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-21051</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Vitondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 23:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Azz...?) Helena sei tedesca o di Secondigliano?
ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Azz&#8230;?) Helena sei tedesca o di Secondigliano?<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-21048</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 21:19:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per l&#039;assistenza tecnica (agli idioti informatici come me) e poetica.Manco farlo apposta il Katzenelson l&#039;ho tirato fuori nell&#039;ambito di un seminariosulla traduzione di Celan che sto facendo a Napoli. Avevo già in programma di mettere su (azz..mi sento un dj!) un po&#039; di poesie di Celan in varie versioni, ma poi mi piaceva di più presentare questo testo molto più sconosciuto, immediato e spurio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per l&#8217;assistenza tecnica (agli idioti informatici come me) e poetica.Manco farlo apposta il Katzenelson l&#8217;ho tirato fuori nell&#8217;ambito di un seminariosulla traduzione di Celan che sto facendo a Napoli. Avevo già in programma di mettere su (azz..mi sento un dj!) un po&#8217; di poesie di Celan in varie versioni, ma poi mi piaceva di più presentare questo testo molto più sconosciuto, immediato e spurio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-20981</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 17:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fuga di morte 

Nero latte dell&#039;alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo di notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell&#039;aria là non si giace stretti
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all&#039;imbrunire in Germania i tuoi capelli d&#039;oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza

Nero latte dell&#039;alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all&#039;imbrunire in Germania i tuoi capelli d&#039;oro Margarete
I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell&#039;aria là non si giace stretti

Lui grida vangate più a fondo il terreno e voi e voi cantate e suonate
impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza

Nero latte dell&#039;alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d&#039;oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti
Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell&#039;aria
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti

Nero latte dell&#039;alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e la mattina e beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d&#039;oro Margarete
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell&#039;aria
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d&#039;oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith

 

(da Poesie - Paul Celan, Mondadori, Milano, 1976)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fuga di morte </p>
<p>Nero latte dell&#8217;alba lo beviamo la sera<br />
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo di notte<br />
beviamo e beviamo<br />
scaviamo una tomba nell&#8217;aria là non si giace stretti<br />
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive<br />
che scrive all&#8217;imbrunire in Germania i tuoi capelli d&#8217;oro Margarete<br />
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini<br />
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra<br />
ci comanda ora suonate alla danza</p>
<p>Nero latte dell&#8217;alba ti beviamo la notte<br />
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera<br />
beviamo e beviamo<br />
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive<br />
che scrive all&#8217;imbrunire in Germania i tuoi capelli d&#8217;oro Margarete<br />
I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell&#8217;aria là non si giace stretti</p>
<p>Lui grida vangate più a fondo il terreno e voi e voi cantate e suonate<br />
impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri<br />
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza</p>
<p>Nero latte dell&#8217;alba ti beviamo la notte<br />
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera<br />
beviamo e beviamo<br />
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d&#8217;oro Margarete<br />
i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti<br />
Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco<br />
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell&#8217;aria<br />
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti</p>
<p>Nero latte dell&#8217;alba ti beviamo la notte<br />
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco<br />
ti beviamo la sera e la mattina e beviamo e beviamo<br />
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro<br />
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso<br />
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d&#8217;oro Margarete<br />
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell&#8217;aria<br />
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco</p>
<p>i tuoi capelli d&#8217;oro Margarete<br />
i tuoi capelli di cenere Sulamith</p>
<p>(da Poesie &#8211; Paul Celan, Mondadori, Milano, 1976)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-20976</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 16:32:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il link a “Unità di Crisi” non funziona.
Funziona da qui:
http://www.unitadicrisi.org/archives/memoria_27_gennaio_ricordare_ricordare_ricordare_ric.php#more

Qualche altra “informazione” di base:
http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=156]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il link a “Unità di Crisi” non funziona.<br />
Funziona da qui:<br />
<a href="http://www.unitadicrisi.org/archives/memoria_27_gennaio_ricordare_ricordare_ricordare_ric.php#more" rel="nofollow ugc">http://www.unitadicrisi.org/archives/memoria_27_gennaio_ricordare_ricordare_ricordare_ric.php#more</a></p>
<p>Qualche altra “informazione” di base:<br />
<a href="http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=156" rel="nofollow ugc">http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=156</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: raffaele ibba		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/01/27/il-canto-del-popolo-ebraico-massacrato/#comment-20964</link>

		<dc:creator><![CDATA[raffaele ibba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 14:21:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Frammento 
di Miklòs Rodnoti, scritta il 19 maggio 1944, durante la sua detenzione in campi di concentramento nazisti
(da Poesie, Bulzoni editore, traduzione di Bruna dell’Agnese e Anna Weisz-Rado, Roma 1999)


Io vissi sulla terra in un’età in cui l’uomo era
a tal punto degradato che uccideva per il suo piacere
non soltanto perché gli era stato comandato.
A corromperlo fu la fede nelle menzogne,
un delirante autoinganno la regola di vita.

Vissi su questa terra in un’età che premiava
i vili informatori di polizie, i cui eroi erano
ladri assassini e spie, e i pochi che tacevano, 
o che, semplicemente, rifiutavano l’applauso
erano odiati come fossero appestati.

Vissi sulla terra in un’età, in cui chi avrebbe
voluto protestare doveva nascondersi,
doveva mordersi i pugni, per la vergogna.
Impazzita la gente sogghignava per i loro orribili
destini, ebbri di sangue e lordura.

Vissi su questa terra in un’età
in cui la madre era una maledizione,
le donne incinte erano felici di abortire
perché i vivi invidiavano i morti destinati
a imputridire; sulla tavola schiumava la coppa del veleno  …

…….

Vissi in questa terra in un&#039;età
nella quale taceva anche il poeta;
attendeva, sperando che un’antica
tremenda voce nuovamente si levasse;
nessun altro sarebbe mai potuto erompere
in maledizioni adatte a un tale orrore,
se non l’autore di terribili parole,
Isaia, il profeta.


Todtnauberg
di Paul Celan, 
1967, dopo una sua visita ad Heiddegger ed alla sua casa di Todtnauberg.
(da P. Celan, Poesie, a cura di Giuseppe Bevilacqua, traduzioni di Giuseppe Belvilacqua, I meridiani, Mondatori, Milano 1998)


Arnica, eufrasia, il
sorso dalla fonte con sopra
il dado stellato,

nella 
malga,

la riga nel libro
- quali nomi accolse
prima del mio? -,
la riga in quel libro
inscritta,
d’una speranza, oggi,
dentro il cuore
per la parola
ventura
di un uomo di pensiero

umidi prati silvestri, non spianati,
orchidee selvatiche, sparsamente,

più tardi, in viaggio, parole crude,
senza veli,

chi guida, l’uomo,
che anche lui ascolta,
percorsi a
mezzo, i viottoli
di tronchi sulla torbiera gonfia,

umidore,
forte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frammento<br />
di Miklòs Rodnoti, scritta il 19 maggio 1944, durante la sua detenzione in campi di concentramento nazisti<br />
(da Poesie, Bulzoni editore, traduzione di Bruna dell’Agnese e Anna Weisz-Rado, Roma 1999)</p>
<p>Io vissi sulla terra in un’età in cui l’uomo era<br />
a tal punto degradato che uccideva per il suo piacere<br />
non soltanto perché gli era stato comandato.<br />
A corromperlo fu la fede nelle menzogne,<br />
un delirante autoinganno la regola di vita.</p>
<p>Vissi su questa terra in un’età che premiava<br />
i vili informatori di polizie, i cui eroi erano<br />
ladri assassini e spie, e i pochi che tacevano,<br />
o che, semplicemente, rifiutavano l’applauso<br />
erano odiati come fossero appestati.</p>
<p>Vissi sulla terra in un’età, in cui chi avrebbe<br />
voluto protestare doveva nascondersi,<br />
doveva mordersi i pugni, per la vergogna.<br />
Impazzita la gente sogghignava per i loro orribili<br />
destini, ebbri di sangue e lordura.</p>
<p>Vissi su questa terra in un’età<br />
in cui la madre era una maledizione,<br />
le donne incinte erano felici di abortire<br />
perché i vivi invidiavano i morti destinati<br />
a imputridire; sulla tavola schiumava la coppa del veleno  …</p>
<p>…….</p>
<p>Vissi in questa terra in un&#8217;età<br />
nella quale taceva anche il poeta;<br />
attendeva, sperando che un’antica<br />
tremenda voce nuovamente si levasse;<br />
nessun altro sarebbe mai potuto erompere<br />
in maledizioni adatte a un tale orrore,<br />
se non l’autore di terribili parole,<br />
Isaia, il profeta.</p>
<p>Todtnauberg<br />
di Paul Celan,<br />
1967, dopo una sua visita ad Heiddegger ed alla sua casa di Todtnauberg.<br />
(da P. Celan, Poesie, a cura di Giuseppe Bevilacqua, traduzioni di Giuseppe Belvilacqua, I meridiani, Mondatori, Milano 1998)</p>
<p>Arnica, eufrasia, il<br />
sorso dalla fonte con sopra<br />
il dado stellato,</p>
<p>nella<br />
malga,</p>
<p>la riga nel libro<br />
&#8211; quali nomi accolse<br />
prima del mio? -,<br />
la riga in quel libro<br />
inscritta,<br />
d’una speranza, oggi,<br />
dentro il cuore<br />
per la parola<br />
ventura<br />
di un uomo di pensiero</p>
<p>umidi prati silvestri, non spianati,<br />
orchidee selvatiche, sparsamente,</p>
<p>più tardi, in viaggio, parole crude,<br />
senza veli,</p>
<p>chi guida, l’uomo,<br />
che anche lui ascolta,<br />
percorsi a<br />
mezzo, i viottoli<br />
di tronchi sulla torbiera gonfia,</p>
<p>umidore,<br />
forte.</p>
]]></content:encoded>
		
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