<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Bacheca di febbraio 2006	</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Mar 2006 16:10:17 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>
		Di: enrico de lea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23950</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico de lea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 16:10:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23950</guid>

					<description><![CDATA[Sul mio blog  ho pubblicato &quot;sequela del padre&quot; - un gruppo di miei versi: se vi andasse, potreste darci una sbirciata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul mio blog  ho pubblicato &#8220;sequela del padre&#8221; &#8211; un gruppo di miei versi: se vi andasse, potreste darci una sbirciata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alex		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23683</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alex]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2006 11:20:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23683</guid>

					<description><![CDATA[Strano che non abbiate trovato un mio recapito sul blog... è in bella mostra in basso sulla colonna sinistra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano che non abbiate trovato un mio recapito sul blog&#8230; è in bella mostra in basso sulla colonna sinistra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bruno		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23509</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 16:53:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23509</guid>

					<description><![CDATA[Salve!
Vi segnalo il mio sito, dove ho pubblicato una sorta di &quot;romanzo
breve&quot; che prende un po&#039; in giro Berlusconi, la politica e i Media in generale.
La lettura è ovviamente gratuita...
Visitatelo! 
E fatemi sapere...
L&#039;URL è il seguente:
 
http://digilander.libero.it/egginardo71
 
Per dare un&#039;idea di cosa si tratti, allego sotto un breve riassunto.
----
 
L&#039;opera e&#039; impostata su un taglio pseudo-fantascientifico che ricalca
un po&#039; le orme dello sceneggiato televisivo Star Trek; tuttavia l&#039;uso
della fantascienza e&#039; puramente strumentale poiché in realtà mira a
fare una critica satirica, un po&#039; trasgressiva e comunque surreale
alla politica in generale e al premier attualmente in carica in
particolare.
Lo schema adottato è quanto mai semplice e intuitivo: inverte i nomi
dei protagonisti (&quot;OIVLIS DA EROCRA&quot; equivale a &quot;SILVIO DA ARCORE&quot;
letto al contrario) e, sulla falsariga delle missioni di Star Trek,
intervalla le lettere che il nostro protagonista scrive alla moglie
con le famose annotazioni del capitano Kirk (nel romanzo:&quot;Krik&quot;) sul
&quot;diario di bordo&quot;.
 
Come succede spesso nelle puntate della saga tv del vero Star Trek,
anche ai nostri eroi capita un guasto meccanico all&#039;astronave, che li
costringe a una sosta forzata sul pianeta Terra. Giacché la Flotta
Stellare ha tra i principali compiti quello di combattere l&#039;ideologia
comunista (atsinumoc, nel romanzo) in tutto l&#039;universo, in attesa dei
soccorsi il capitano assegna ai &quot;suoi due ragazzi&quot; una missione di
riempimento finalizzata appunto ad annientare i comunisti terrestri.
Il nostro buon Oivlis sceglie allora l&#039;Italia come campo di azione e
s&#039;immedesima in un cantante e barzellettiere &quot;da crociera&quot; - che tra
l&#039;altro è un suo omonimo, sia pure al contrario - e lo porterà fino ai
vertici della politica. Contrasterà con impegno i comunisti dello
Stivale, però a un certo punto si scoprirà che dietro il suo
accanimento nel combatterli e lo strano, deleterio comportamento
tenuto nel guidare il Paese c&#039;è un piano segreto stabilito in combutta
con Xarm il barbuto (riferito a Karl Marx), che mira a portare fino
agli estremi le contraddizioni intrinseche delle società
capitalistiche per farle crollare sulle loro stesse fondamenta, ovvero
per dimostrarne al popolo l&#039;inconsistenza e provocare in loro un moto
di ribellione che coinvolga anche, e soprattutto, le società fittizie
rappresentate dai mass media.
Un Berlusconi che lavora sotto sotto per il comunismo universale,
insomma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve!<br />
Vi segnalo il mio sito, dove ho pubblicato una sorta di &#8220;romanzo<br />
breve&#8221; che prende un po&#8217; in giro Berlusconi, la politica e i Media in generale.<br />
La lettura è ovviamente gratuita&#8230;<br />
Visitatelo!<br />
E fatemi sapere&#8230;<br />
L&#8217;URL è il seguente:</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/egginardo71" rel="nofollow ugc">http://digilander.libero.it/egginardo71</a></p>
<p>Per dare un&#8217;idea di cosa si tratti, allego sotto un breve riassunto.<br />
&#8212;-</p>
<p>L&#8217;opera e&#8217; impostata su un taglio pseudo-fantascientifico che ricalca<br />
un po&#8217; le orme dello sceneggiato televisivo Star Trek; tuttavia l&#8217;uso<br />
della fantascienza e&#8217; puramente strumentale poiché in realtà mira a<br />
fare una critica satirica, un po&#8217; trasgressiva e comunque surreale<br />
alla politica in generale e al premier attualmente in carica in<br />
particolare.<br />
Lo schema adottato è quanto mai semplice e intuitivo: inverte i nomi<br />
dei protagonisti (&#8220;OIVLIS DA EROCRA&#8221; equivale a &#8220;SILVIO DA ARCORE&#8221;<br />
letto al contrario) e, sulla falsariga delle missioni di Star Trek,<br />
intervalla le lettere che il nostro protagonista scrive alla moglie<br />
con le famose annotazioni del capitano Kirk (nel romanzo:&#8221;Krik&#8221;) sul<br />
&#8220;diario di bordo&#8221;.</p>
<p>Come succede spesso nelle puntate della saga tv del vero Star Trek,<br />
anche ai nostri eroi capita un guasto meccanico all&#8217;astronave, che li<br />
costringe a una sosta forzata sul pianeta Terra. Giacché la Flotta<br />
Stellare ha tra i principali compiti quello di combattere l&#8217;ideologia<br />
comunista (atsinumoc, nel romanzo) in tutto l&#8217;universo, in attesa dei<br />
soccorsi il capitano assegna ai &#8220;suoi due ragazzi&#8221; una missione di<br />
riempimento finalizzata appunto ad annientare i comunisti terrestri.<br />
Il nostro buon Oivlis sceglie allora l&#8217;Italia come campo di azione e<br />
s&#8217;immedesima in un cantante e barzellettiere &#8220;da crociera&#8221; &#8211; che tra<br />
l&#8217;altro è un suo omonimo, sia pure al contrario &#8211; e lo porterà fino ai<br />
vertici della politica. Contrasterà con impegno i comunisti dello<br />
Stivale, però a un certo punto si scoprirà che dietro il suo<br />
accanimento nel combatterli e lo strano, deleterio comportamento<br />
tenuto nel guidare il Paese c&#8217;è un piano segreto stabilito in combutta<br />
con Xarm il barbuto (riferito a Karl Marx), che mira a portare fino<br />
agli estremi le contraddizioni intrinseche delle società<br />
capitalistiche per farle crollare sulle loro stesse fondamenta, ovvero<br />
per dimostrarne al popolo l&#8217;inconsistenza e provocare in loro un moto<br />
di ribellione che coinvolga anche, e soprattutto, le società fittizie<br />
rappresentate dai mass media.<br />
Un Berlusconi che lavora sotto sotto per il comunismo universale,<br />
insomma&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23328</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 14:35:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23328</guid>

					<description><![CDATA[D’accordo col mio medico di fiducia, smetto di prendere la parola su Nazione Indiana. Non ritengo sacra l’attività del commentatore: per &quot;incontrare&quot; il testo non è fondamentale lo scambio di battute con l’autore, né con altri interpreti (il mio medico dice che commentare è solo la crosta del lavoro intellettuale). Oltretutto non nascondo – è scritto anche nella letterina che copio incollo – di ritenere la rete un luogo formidabile per opportunisti che ricreano qui le stesse logiche che stanno fuori: re, baroni e cortigiani. A chi non vuole adeguarsi, per sopportare il senso di insensatezza dei suoi sforzi da commentatore dalla triste figura, non resta che recitare mentalmente un detto di Tramutoli: &quot;il mondo e fatto a scale: c&#039;è chi scende e c&#039;è chi cade.&quot;
Dicevo, copio incollo la mail che ho già inviato al bravissimo  Adriano per scusarmi e aggiungere qualche parola al pasticcio che avevo combinato nel colonnino dei commenti al suo pezzo.

Caro Adriano, cercavo la tua mail principalmente per scusarmi, infatti rileggendo il colonnino dei commenti a freddo, a parte i primi post, i miei  interventi sono granitici e arrabbiati in maniera assolutamente ingiustificata. Il problema non è tanto che ho occupato un po’ di banda con parole oltre le righe, ma che non si è capito nulla di quello che volevo dire, e addirittura ti ho appiccicato un’etichetta di pressapochismo davvero folle. Insomma, le tue parole sono ottime, partecipate, coraggiose. Nell’articolo dici le cose a chiare lettere. L’unica perplessità viene dall’intervista, dove l’intervistata sostiene: “la rete ha mostrato più volte e con coraggio la nudità del re, dei baroni e di certi cortigiani”. Non prendi posizione su questa opinione, la riporti oggettivamente (è naturale, chiedi a qualcuno che ne sa di più). Bisognerebbe capire la misura di quel “mostrare”: sicuramente dalla rete sono arrivate in questi anni delle piccole rivoluzioni su qualche tema, o almeno dei tentativi. Non ho idea dei numeri dietro alle iniziative in rete. So che il blog di Beppe Grillo fa ascolti stellari. Però, per esempio, un’iniziativa come la campagna di controinformazione sul caso Cesare Battisti, promossa da Evangelisti, ha raggiunto l’opinione pubblica o è rimasta confinata fra i relativamente pochi frequentatori di “Carmillaonline”? Ovviamente non vale mostrare la nudità del re a un piccolo club se poi finisce lì. 
Sarà una mia suggestione ma - parlo generalizzando, conosco bene le eccezioni - mi pare che iniziative che portano la rete alla scoperta di qualche filo di verità non siano tante e non raggiungano tante persone: mi pare che nella grande rappresentazione della realtà che la rete fornisce il re sia vestito firmato, i baroni in poltrona e i cortigiani accanto. Oppure, quando non è così, è soltanto perché la rete produce i suoi re, baroni e cortigiani che aspirano a scalzare quelli ufficiali. 
Ma noi siamo partiti da un caso concreto, la querela a Anna Setari. Io trovo straordinaria una sua idea pura e efficace: la libertà di espressione oggi esiste, ma se noi non la esercitiamo con una responsabilità piena, rischiamo domani di non averla più. E’ un’idea fondamentale, ma in rete non la trovo così seguita. Autoreferenzialità, sberleffi anonimi, comportamenti ossequiosi, critiche tanto larvate da essere impercettibili e inutili, espulsione evidente o &quot;morbida&quot; delle voci critiche chiare, intellettuali con un occhio al reale e uno alla vetrina, non sono esercizio di libertà! 
Anche la risposta della rete, la dimostrazione di solidarietà, è qualcosa di bello ma non sufficiente. La reazione giusta a mio parere è produrre pensieri intorno a quell’idea di Anna, così lontana dalla nostra pratica quotidiana in rete e fuori. 
Queste sono le cose molto semplici che penso. 
Ciao, 
Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D’accordo col mio medico di fiducia, smetto di prendere la parola su Nazione Indiana. Non ritengo sacra l’attività del commentatore: per &#8220;incontrare&#8221; il testo non è fondamentale lo scambio di battute con l’autore, né con altri interpreti (il mio medico dice che commentare è solo la crosta del lavoro intellettuale). Oltretutto non nascondo – è scritto anche nella letterina che copio incollo – di ritenere la rete un luogo formidabile per opportunisti che ricreano qui le stesse logiche che stanno fuori: re, baroni e cortigiani. A chi non vuole adeguarsi, per sopportare il senso di insensatezza dei suoi sforzi da commentatore dalla triste figura, non resta che recitare mentalmente un detto di Tramutoli: &#8220;il mondo e fatto a scale: c&#8217;è chi scende e c&#8217;è chi cade.&#8221;<br />
Dicevo, copio incollo la mail che ho già inviato al bravissimo  Adriano per scusarmi e aggiungere qualche parola al pasticcio che avevo combinato nel colonnino dei commenti al suo pezzo.</p>
<p>Caro Adriano, cercavo la tua mail principalmente per scusarmi, infatti rileggendo il colonnino dei commenti a freddo, a parte i primi post, i miei  interventi sono granitici e arrabbiati in maniera assolutamente ingiustificata. Il problema non è tanto che ho occupato un po’ di banda con parole oltre le righe, ma che non si è capito nulla di quello che volevo dire, e addirittura ti ho appiccicato un’etichetta di pressapochismo davvero folle. Insomma, le tue parole sono ottime, partecipate, coraggiose. Nell’articolo dici le cose a chiare lettere. L’unica perplessità viene dall’intervista, dove l’intervistata sostiene: “la rete ha mostrato più volte e con coraggio la nudità del re, dei baroni e di certi cortigiani”. Non prendi posizione su questa opinione, la riporti oggettivamente (è naturale, chiedi a qualcuno che ne sa di più). Bisognerebbe capire la misura di quel “mostrare”: sicuramente dalla rete sono arrivate in questi anni delle piccole rivoluzioni su qualche tema, o almeno dei tentativi. Non ho idea dei numeri dietro alle iniziative in rete. So che il blog di Beppe Grillo fa ascolti stellari. Però, per esempio, un’iniziativa come la campagna di controinformazione sul caso Cesare Battisti, promossa da Evangelisti, ha raggiunto l’opinione pubblica o è rimasta confinata fra i relativamente pochi frequentatori di “Carmillaonline”? Ovviamente non vale mostrare la nudità del re a un piccolo club se poi finisce lì.<br />
Sarà una mia suggestione ma &#8211; parlo generalizzando, conosco bene le eccezioni &#8211; mi pare che iniziative che portano la rete alla scoperta di qualche filo di verità non siano tante e non raggiungano tante persone: mi pare che nella grande rappresentazione della realtà che la rete fornisce il re sia vestito firmato, i baroni in poltrona e i cortigiani accanto. Oppure, quando non è così, è soltanto perché la rete produce i suoi re, baroni e cortigiani che aspirano a scalzare quelli ufficiali.<br />
Ma noi siamo partiti da un caso concreto, la querela a Anna Setari. Io trovo straordinaria una sua idea pura e efficace: la libertà di espressione oggi esiste, ma se noi non la esercitiamo con una responsabilità piena, rischiamo domani di non averla più. E’ un’idea fondamentale, ma in rete non la trovo così seguita. Autoreferenzialità, sberleffi anonimi, comportamenti ossequiosi, critiche tanto larvate da essere impercettibili e inutili, espulsione evidente o &#8220;morbida&#8221; delle voci critiche chiare, intellettuali con un occhio al reale e uno alla vetrina, non sono esercizio di libertà!<br />
Anche la risposta della rete, la dimostrazione di solidarietà, è qualcosa di bello ma non sufficiente. La reazione giusta a mio parere è produrre pensieri intorno a quell’idea di Anna, così lontana dalla nostra pratica quotidiana in rete e fuori.<br />
Queste sono le cose molto semplici che penso.<br />
Ciao,<br />
Andrea</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23320</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 12:33:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23320</guid>

					<description><![CDATA[Mi permetto di segnalare due libri interessanti e &quot;scomodi&quot; usciti per la Gaffi editore:

parente di nessuno di Massimiliano Parente
Botte agli amici di Andrea Carraro

entrambi sulla narrativa italiana degli ultimi anni, con alcune memorabili stroncature.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di segnalare due libri interessanti e &#8220;scomodi&#8221; usciti per la Gaffi editore:</p>
<p>parente di nessuno di Massimiliano Parente<br />
Botte agli amici di Andrea Carraro</p>
<p>entrambi sulla narrativa italiana degli ultimi anni, con alcune memorabili stroncature.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Enrico De Lea		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23125</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico De Lea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2006 08:55:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23125</guid>

					<description><![CDATA[(voyage)


La sposa, nell’idillio provenzale,
crebbe il muffito, eccitazione 
del battente azzurro.
pastelli sbavarono oltre cornici,
allo sguardo le bestie
insaccarono il lume delle corti.
Dall’antifinestra della movenza
sfocò, corse le spore, il gesto tratteggiato…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(voyage)</p>
<p>La sposa, nell’idillio provenzale,<br />
crebbe il muffito, eccitazione<br />
del battente azzurro.<br />
pastelli sbavarono oltre cornici,<br />
allo sguardo le bestie<br />
insaccarono il lume delle corti.<br />
Dall’antifinestra della movenza<br />
sfocò, corse le spore, il gesto tratteggiato…</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23091</link>

		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 13:29:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23091</guid>

					<description><![CDATA[Ho visto alcuni spezzoni del concerto di Vinicio Caposella, sembra qualcosa di veramente speciale e borderline, con rappresentazioni di musica, teatralità, abilità circensi, figure mitologiche e archetipe.
Qualcuno l&#039;ha visto e puo&#039; commentare?

grazie

magda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto alcuni spezzoni del concerto di Vinicio Caposella, sembra qualcosa di veramente speciale e borderline, con rappresentazioni di musica, teatralità, abilità circensi, figure mitologiche e archetipe.<br />
Qualcuno l&#8217;ha visto e puo&#8217; commentare?</p>
<p>grazie</p>
<p>magda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tzani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23086</link>

		<dc:creator><![CDATA[tzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 12:10:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23086</guid>

					<description><![CDATA[segnalo la morte del grande poeta albanese Frederik Rreshpja (1940?-2006). la sua poesia è stata ancora più struggente della sua vita. 
         sull&#039;web si possono trovare sue poesie tradotte in inglese da Robert Elsie, o in tedesco da Hans Joachim Lanksch.
 
         allego quelle tradotte da me, qui, perché non sto riuscendo ad aprire un tema apparte, su di lui! chi pottesse aiutarmi è pregato di farlo, in modo che queste poesie siano lette da più appassionati possibili. 


Frederik  Rreshpja 


Vignetta

Un ermo salice, coperto d’inverno
Si rattrista il vento sulla roccia
Non ci sono più foglie verdi. Stanno cadendo
I sogni dei boschi uno ad uno

Fuggono gli uccelli dallo spogliarsi dei tronchi:
Addio, o boschi dei Balcani!
Solo un cespuglio azzurreggia ancora
L’ultima violetta del canto dell’usignolo

Che venga un autunno senza migrazione d’uccelli!
Che venga un Dio, a prender in mano le stagioni!




Per sempre 

O aria della sera avvolgimi, è ora che io muoia di nuovo.
Quando si chiuderanno i miei occhi, non ci sarà più mare
E le barche delle lacrime saranno bloccate sul lido.
Vado e lascio chiusa ogni pioggia. 
Ma tornerò ancora ad ogni stagione che vorrò.
Sono stato la tristezza del mondo.
O aria della sera avvolgimi, è ora che io muoia di nuovo. 



Ritorno al luogo natio

Eccomi di nuovo tornato nella Scutari dei re
Eretta pietra su pietra
Sulle nude spalle
Di una donna
Dai fratelli traditori.  
Sui rami della pioggia cantano gli uccelli
Sotto il grande albero del mezzodì
Foglie gialle cadono sulla mia anima. 
Poi, 
io le lancio verso il cielo per fare un autunno
ma tu non ci sei più…
ora
sei negli albori delle stagioni
per ciò non ti concerne più il gioco dell’aria e del sole
che s’innalza sulle nubi come su un tavolo pagano.
Appaiono
Nel vespro le rose tessute di sole
Ahi ora persino le rose mi ricordano i camion con i ragazzi uccisi
Com’erano belli e giovani mio Dio!
Arrivederci ragazzi su un pianeta senza dittatura!
Nell’aria 
Appaiono i patriarchi della poesia albanese
Bogdani, Fishta, Mjeda e Migjeni
I miei padri vagano per l’aria perché hanno i sepolcri franti. 
Ora
Anche il marmo della mia voce è franto
Ora
Che è scesa la sera la statua della notte bussa sulla vecchia finestra 
Di vetri franti. 



Ave, madre mia!

Sto sotto la pioggia. Questa è l’unica cosa che voglio.
Che è questo? Chiedono le stille della pioggia sulla mia fronte
Così ho sentito la voce della pioggia
Un giorno d’estate vicino alla vecchia quercia
Alla porta lasciata aperta per gli uccelli.

Ahi, quand’ero giovane e bello credevo
Che tutte le piogge del mondo cadevano per me 
Ma ora che tanti anni sono passati
So che non fa nessun senso che piova
Ecco andata anche mia madre sotto una pioggia di marmo
Dall’archeologia degli dei che cadevano

Ave, madre mia!
Solo in te ho creduto
Altro Dio non ebbi mai. Amen!



Torso 

Vieni fuori dal regno della pietra!
È da così tanto tempo che busso sui marmi.
Mille anni e duemila.

Ci siamo baciati tra vecchie iliadi
Quando gli omeri suonavano la lira
O luna della pioggia, cieca maestosa!
Fai un Iliade per me
Quando sarà caduta anche l’ultima Ilion…

Sta chiuso nella pietra il mio cuore
Mille anni e duemila. 


La morte di Lora

Te ne stai nel vespro come se ti fossero caduti i tempi addosso, 
pronta per l’eternità.
Non mi parli. Hai dato la parola alla morte, lo capisco.
Ma tu a questo mondo venuta sei per me, non per i cieli.
Siamo sempre stati insieme, fin da giovani, 
e ora m’hai lasciato!
Mi fanno tristezza le stagioni. Tu lo sapevi
E dal mondo mi separa una via di miglia solitarie
Abbiamo detto cose che non saranno mai capite.   
Abbiamo camminato per i secoli, davanti alle piramidi,
i nostri nomi erano scolpiti
anche quando non avevamo la roccia.
Ma queste cose non saranno mai capite.
Come i vangeli.
Siamo stati belli entrambi, ma tu ora
Sei ancora più bella, con un po’ di morte sugli occhi. 


Tradotte da Astrit Tzani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>segnalo la morte del grande poeta albanese Frederik Rreshpja (1940?-2006). la sua poesia è stata ancora più struggente della sua vita.<br />
         sull&#8217;web si possono trovare sue poesie tradotte in inglese da Robert Elsie, o in tedesco da Hans Joachim Lanksch.</p>
<p>         allego quelle tradotte da me, qui, perché non sto riuscendo ad aprire un tema apparte, su di lui! chi pottesse aiutarmi è pregato di farlo, in modo che queste poesie siano lette da più appassionati possibili. </p>
<p>Frederik  Rreshpja </p>
<p>Vignetta</p>
<p>Un ermo salice, coperto d’inverno<br />
Si rattrista il vento sulla roccia<br />
Non ci sono più foglie verdi. Stanno cadendo<br />
I sogni dei boschi uno ad uno</p>
<p>Fuggono gli uccelli dallo spogliarsi dei tronchi:<br />
Addio, o boschi dei Balcani!<br />
Solo un cespuglio azzurreggia ancora<br />
L’ultima violetta del canto dell’usignolo</p>
<p>Che venga un autunno senza migrazione d’uccelli!<br />
Che venga un Dio, a prender in mano le stagioni!</p>
<p>Per sempre </p>
<p>O aria della sera avvolgimi, è ora che io muoia di nuovo.<br />
Quando si chiuderanno i miei occhi, non ci sarà più mare<br />
E le barche delle lacrime saranno bloccate sul lido.<br />
Vado e lascio chiusa ogni pioggia.<br />
Ma tornerò ancora ad ogni stagione che vorrò.<br />
Sono stato la tristezza del mondo.<br />
O aria della sera avvolgimi, è ora che io muoia di nuovo. </p>
<p>Ritorno al luogo natio</p>
<p>Eccomi di nuovo tornato nella Scutari dei re<br />
Eretta pietra su pietra<br />
Sulle nude spalle<br />
Di una donna<br />
Dai fratelli traditori.<br />
Sui rami della pioggia cantano gli uccelli<br />
Sotto il grande albero del mezzodì<br />
Foglie gialle cadono sulla mia anima.<br />
Poi,<br />
io le lancio verso il cielo per fare un autunno<br />
ma tu non ci sei più…<br />
ora<br />
sei negli albori delle stagioni<br />
per ciò non ti concerne più il gioco dell’aria e del sole<br />
che s’innalza sulle nubi come su un tavolo pagano.<br />
Appaiono<br />
Nel vespro le rose tessute di sole<br />
Ahi ora persino le rose mi ricordano i camion con i ragazzi uccisi<br />
Com’erano belli e giovani mio Dio!<br />
Arrivederci ragazzi su un pianeta senza dittatura!<br />
Nell’aria<br />
Appaiono i patriarchi della poesia albanese<br />
Bogdani, Fishta, Mjeda e Migjeni<br />
I miei padri vagano per l’aria perché hanno i sepolcri franti.<br />
Ora<br />
Anche il marmo della mia voce è franto<br />
Ora<br />
Che è scesa la sera la statua della notte bussa sulla vecchia finestra<br />
Di vetri franti. </p>
<p>Ave, madre mia!</p>
<p>Sto sotto la pioggia. Questa è l’unica cosa che voglio.<br />
Che è questo? Chiedono le stille della pioggia sulla mia fronte<br />
Così ho sentito la voce della pioggia<br />
Un giorno d’estate vicino alla vecchia quercia<br />
Alla porta lasciata aperta per gli uccelli.</p>
<p>Ahi, quand’ero giovane e bello credevo<br />
Che tutte le piogge del mondo cadevano per me<br />
Ma ora che tanti anni sono passati<br />
So che non fa nessun senso che piova<br />
Ecco andata anche mia madre sotto una pioggia di marmo<br />
Dall’archeologia degli dei che cadevano</p>
<p>Ave, madre mia!<br />
Solo in te ho creduto<br />
Altro Dio non ebbi mai. Amen!</p>
<p>Torso </p>
<p>Vieni fuori dal regno della pietra!<br />
È da così tanto tempo che busso sui marmi.<br />
Mille anni e duemila.</p>
<p>Ci siamo baciati tra vecchie iliadi<br />
Quando gli omeri suonavano la lira<br />
O luna della pioggia, cieca maestosa!<br />
Fai un Iliade per me<br />
Quando sarà caduta anche l’ultima Ilion…</p>
<p>Sta chiuso nella pietra il mio cuore<br />
Mille anni e duemila. </p>
<p>La morte di Lora</p>
<p>Te ne stai nel vespro come se ti fossero caduti i tempi addosso,<br />
pronta per l’eternità.<br />
Non mi parli. Hai dato la parola alla morte, lo capisco.<br />
Ma tu a questo mondo venuta sei per me, non per i cieli.<br />
Siamo sempre stati insieme, fin da giovani,<br />
e ora m’hai lasciato!<br />
Mi fanno tristezza le stagioni. Tu lo sapevi<br />
E dal mondo mi separa una via di miglia solitarie<br />
Abbiamo detto cose che non saranno mai capite.<br />
Abbiamo camminato per i secoli, davanti alle piramidi,<br />
i nostri nomi erano scolpiti<br />
anche quando non avevamo la roccia.<br />
Ma queste cose non saranno mai capite.<br />
Come i vangeli.<br />
Siamo stati belli entrambi, ma tu ora<br />
Sei ancora più bella, con un po’ di morte sugli occhi. </p>
<p>Tradotte da Astrit Tzani</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Canzian		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23084</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Canzian]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 11:29:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-23084</guid>

					<description><![CDATA[Riporto qui la mia proposta, fatta nel thread &quot;Il discrimine&quot;.

Perché Nazione Indiana non promuove una “consultazione” (non so come altrimenti chiamarla) e invita gli autori che, detestandone e avversandone l’azionista di maggioranza, si ritrovano comunque a pubblicare con Einaudi, Mondadori, Piemme, Sperling &#038; Kupfer etc.?
Finora si sono espressi solo i Wu Ming. In sostanza, loro dicono che vale la pena resistere dentro le strutture (parlano nello specifico di Einaudi, parlando anche della storia e dell’identità di quella casa editrice), cercando di costruire o almeno rendere possibile il post-Berlusconi. Altre prese di posizione non ne ho viste.
Stavo dicendo: perché Nazione Indiana non invita a scrivere un’analisi della situazione e una spiegazione del loro progetto culturale (li cito alla rinfusa scorrendo il catalogo Einaudi in pdf) Marco Paolini, Moni Ovadia, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Dario Fo, Paul Ginsborg, Vittorio Foa, Marco Revelli, Rossana Rossanda, Paolo Flores D’Arcais, Carlo Lucarelli, Alberto Asor Rosa, Sebastiano Vassalli, Niccolò Ammaniti, Sergio Luzzatto, Giorgio Boatti, Ivano Fossati, Enzo Jannacci, Andrea Bajani, Mario Rigoni Stern, Giuseppe Vacca, Antonio Pascale, Sandrone Dazieri, José Saramago, Marco Lodoli, Mario Perniola, Francesco Guccini, Loredana Lipperini, Vincenzo Cerami, Carlo Formenti…?
Non ne verrebbe fuori una fantastica inchiesta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui la mia proposta, fatta nel thread &#8220;Il discrimine&#8221;.</p>
<p>Perché Nazione Indiana non promuove una “consultazione” (non so come altrimenti chiamarla) e invita gli autori che, detestandone e avversandone l’azionista di maggioranza, si ritrovano comunque a pubblicare con Einaudi, Mondadori, Piemme, Sperling &amp; Kupfer etc.?<br />
Finora si sono espressi solo i Wu Ming. In sostanza, loro dicono che vale la pena resistere dentro le strutture (parlano nello specifico di Einaudi, parlando anche della storia e dell’identità di quella casa editrice), cercando di costruire o almeno rendere possibile il post-Berlusconi. Altre prese di posizione non ne ho viste.<br />
Stavo dicendo: perché Nazione Indiana non invita a scrivere un’analisi della situazione e una spiegazione del loro progetto culturale (li cito alla rinfusa scorrendo il catalogo Einaudi in pdf) Marco Paolini, Moni Ovadia, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Dario Fo, Paul Ginsborg, Vittorio Foa, Marco Revelli, Rossana Rossanda, Paolo Flores D’Arcais, Carlo Lucarelli, Alberto Asor Rosa, Sebastiano Vassalli, Niccolò Ammaniti, Sergio Luzzatto, Giorgio Boatti, Ivano Fossati, Enzo Jannacci, Andrea Bajani, Mario Rigoni Stern, Giuseppe Vacca, Antonio Pascale, Sandrone Dazieri, José Saramago, Marco Lodoli, Mario Perniola, Francesco Guccini, Loredana Lipperini, Vincenzo Cerami, Carlo Formenti…?<br />
Non ne verrebbe fuori una fantastica inchiesta?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fabio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-22948</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2006 01:52:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/bacheca-di-febbraio-2006/#comment-22948</guid>

					<description><![CDATA[segnalo l&#039;iniziativa &quot;8 bastano. horror milanese, storie di 8 anni da dimenticare&quot;: concorso per horror stories ambientte nella milano degli ultimi 8 anni. le migliori usciranno in volume e sul settimanale &quot;diario&quot;.

dettagli su www.8bastano.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>segnalo l&#8217;iniziativa &#8220;8 bastano. horror milanese, storie di 8 anni da dimenticare&#8221;: concorso per horror stories ambientte nella milano degli ultimi 8 anni. le migliori usciranno in volume e sul settimanale &#8220;diario&#8221;.</p>
<p>dettagli su <a href="http://www.8bastano.org" rel="nofollow ugc">http://www.8bastano.org</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-05-05 19:44:33 by W3 Total Cache
-->