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	Commenti a: Compagni di scuola/Compagni (per niente)	</title>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-22295</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2006 23:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scherza coi santi ma lascia stare i fanti.

Questa è la logica (studiata a tavolino?) che sta dietro a tutta questa finta crociata nel nome della libertà di pensiero. Tutto studiato ad arte per sviare le migliori menti (soprattutto progressiste) dal vero nodo della questione. E cioè che una nazione sovrana del mondo arabo è stata illegalmente occupata in nome e per conto degli Stati Uniti d&#039;America. Ci sono stati per questo bombardamenti - che peraltro andavano avanti dalla prima guerra del golfo del 1991 - e che hanno provocato centinaia di migliaia di morti. Le motivazioni di questa guerra si sono dimostrate false e pretestuose. E ora un tribunale processa Saddam Hussein. Ma chi processerà George W. Bush e Tony Blair per i crimini di guerra perpetrati in tutti questi anni? L&#039;occidente è anche questo per i musulmani che hanno incendiato le ambasciate per le vignette. In nome di quale libertà pensiamo di avere ragione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scherza coi santi ma lascia stare i fanti.</p>
<p>Questa è la logica (studiata a tavolino?) che sta dietro a tutta questa finta crociata nel nome della libertà di pensiero. Tutto studiato ad arte per sviare le migliori menti (soprattutto progressiste) dal vero nodo della questione. E cioè che una nazione sovrana del mondo arabo è stata illegalmente occupata in nome e per conto degli Stati Uniti d&#8217;America. Ci sono stati per questo bombardamenti &#8211; che peraltro andavano avanti dalla prima guerra del golfo del 1991 &#8211; e che hanno provocato centinaia di migliaia di morti. Le motivazioni di questa guerra si sono dimostrate false e pretestuose. E ora un tribunale processa Saddam Hussein. Ma chi processerà George W. Bush e Tony Blair per i crimini di guerra perpetrati in tutti questi anni? L&#8217;occidente è anche questo per i musulmani che hanno incendiato le ambasciate per le vignette. In nome di quale libertà pensiamo di avere ragione?</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21930</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 16:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[yara ho torto su cosa?
mica l&#039;ho capito 
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>yara ho torto su cosa?<br />
mica l&#8217;ho capito<br />
geo</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: yara		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21928</link>

		<dc:creator><![CDATA[yara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 15:10:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riso è quando si ride con l&#039;altro, irrisione quando si ride dell&#039;altro. L&#039;irridente pensa di aver ragione, esattamente come pensa di aver ragione l&#039;irriso. Siccome è il participio presente (irridente) a compiere l&#039;azione, mentre il participio passato (irriso) la subisce, la domanda obbligata è: perché la compie? Io vedo solo una risposta: per pungere, provocare l&#039;altro. Se infatti volesse convincerlo della propria ragione, sceglierebbe altre vie. 
L&#039;irrisione viene bene con chi è suscettibile: se si sa che è suscettibile, l&#039;irrisione diventa strategica. Peccato che questa strategia della tensione, avviata da destri danesi, sia ora alimentata da sinistri italioti (ma anche Evangelisti non scherza, con la controirrisione).

grazie a Georgia per l&#039;indicazione su Berardinelli: ma ha torto marcio! (secondo me)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riso è quando si ride con l&#8217;altro, irrisione quando si ride dell&#8217;altro. L&#8217;irridente pensa di aver ragione, esattamente come pensa di aver ragione l&#8217;irriso. Siccome è il participio presente (irridente) a compiere l&#8217;azione, mentre il participio passato (irriso) la subisce, la domanda obbligata è: perché la compie? Io vedo solo una risposta: per pungere, provocare l&#8217;altro. Se infatti volesse convincerlo della propria ragione, sceglierebbe altre vie.<br />
L&#8217;irrisione viene bene con chi è suscettibile: se si sa che è suscettibile, l&#8217;irrisione diventa strategica. Peccato che questa strategia della tensione, avviata da destri danesi, sia ora alimentata da sinistri italioti (ma anche Evangelisti non scherza, con la controirrisione).</p>
<p>grazie a Georgia per l&#8217;indicazione su Berardinelli: ma ha torto marcio! (secondo me)</p>
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		<title>
		Di: s.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21925</link>

		<dc:creator><![CDATA[s.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 14:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria, forse questo articolo ti può aiutare a capire che la letteratura non è tutto e che ci sono &#039;caricature&#039; che alcune popolazioni (quelle che restano) si ricordano ancora e ...non ridono (vedi ebrei sopravvissuti). Guardare alla realtà e analizzarla, qualche volta, non farebbe male, anzichè limitarsi a quelle due o tre chiavi di volta che vanno per la maggiore.
dal manifesto di ieri

Al diavolo 
GABRIELE POLO
«Una risata li seppellirà» era uno slogan ingenuo quanto radicale, una presa di distanza dai potenti di casa propria per ribadire l&#039;autonomia estrema di chi rifiutava di annullare differenze sociali e di classe in un indistinto «bene comune». Era uno sberleffo rivolto al proprio mondo, non all&#039;altro; satireggiava su se stessi e scomponeva presunte unità nazionali (o comunitarie), non le rinsaldava. Oggi non si riesce più a ridere, ma sarebbe bello risbattere quello slogan in faccia agli integralismi che - in Occidente come in Oriente - si offrono come collante di identità «nazionali» da affermare o superiorità morali da ribadire, avere il coraggio di ricondurre la fede a un fatto privato (per chi ci tiene) e ridire che le religioni sono un imbroglio, utile solo a chi ne tira le fila, a confermare guide o a crearne di nuove. Ovunque. Ma è difficile, dal pulpito di chi è parte del mondo ricco, dire ai musulmani in rivolta per delle stupide vignette: «Vi state sbagliando, vi stanno imbrogliando». Difficile perché la predica verrebbe dalle nostre tiepide e sicure case, da un mondo che la propria democrazia (peraltro in crisi) la fa pagare agli altri; e quella predica precipiterebbe su case fredde e insicure, su sistemi politici creati ad arte per separarli da noi a conferma dei nostri privilegi. Con quali argomenti possiamo convincere gli altri mondi quando abbiamo rimosso le differenze che esistono nel nostro? Quando ci siamo mostrati come comunità compattate dalla paura dell&#039;altro (sui privilegi di cui ci chiedevano conto) e lo abbiamo bombardato per un po&#039; di petrolio o chiuso in ghetti metropolitani per tenere sotto controllo lo sfruttamento che ne facciamo? Dando così ai nostri «poveri» un nemico da cui difendersi. E quando in nome del mercato abbiamo deciso che fosse la scala dei consumi a stabilire il valore degli individui del pianeta?

Quel meccanismo di identificazione religiosa che oggi bolliamo come barbarie lo conosciamo bene, sta scritto nella nostra storia, lo abbiamo praticato a lungo, seminando sangue e terrore per secoli in Europa e altrove. Dovremmo possedere tutti gli anticorpi per debellarlo, ma ci stupiamo che altri lo usino perché le ricette illuministiche - frutto di tragiche lezioni - le abbiamo scartate assieme all&#039;idea di un mondo diverso, esportando fuori da noi il conflitto che ci agitava. Così la libertà (di stampa, di parola, d&#039;azione) è diventata un privilegio per pochi; e gli altri l&#039;hanno vissuta come una violenza, un corredo «ideologico» delle guerre e delle mercificazioni. Non più un valore, ma solo uno strumento ostile. Per ridarle un senso universale dovremmo rivedere tutto: dalle politiche internazionali alla xenofobia di quartiere. Solo così potremmo dire a chi difende Maometto bruciando ambasciate - morendo o uccidendo - che la contesa non è sulla sorte dell&#039;anima ma su quella del corpo. E offrire a noi e a loro una sponda per mandare al diavolo un imam, un rabbino o un vescovo quando pretendono di dettare la legge degli uomini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria, forse questo articolo ti può aiutare a capire che la letteratura non è tutto e che ci sono &#8216;caricature&#8217; che alcune popolazioni (quelle che restano) si ricordano ancora e &#8230;non ridono (vedi ebrei sopravvissuti). Guardare alla realtà e analizzarla, qualche volta, non farebbe male, anzichè limitarsi a quelle due o tre chiavi di volta che vanno per la maggiore.<br />
dal manifesto di ieri</p>
<p>Al diavolo<br />
GABRIELE POLO<br />
«Una risata li seppellirà» era uno slogan ingenuo quanto radicale, una presa di distanza dai potenti di casa propria per ribadire l&#8217;autonomia estrema di chi rifiutava di annullare differenze sociali e di classe in un indistinto «bene comune». Era uno sberleffo rivolto al proprio mondo, non all&#8217;altro; satireggiava su se stessi e scomponeva presunte unità nazionali (o comunitarie), non le rinsaldava. Oggi non si riesce più a ridere, ma sarebbe bello risbattere quello slogan in faccia agli integralismi che &#8211; in Occidente come in Oriente &#8211; si offrono come collante di identità «nazionali» da affermare o superiorità morali da ribadire, avere il coraggio di ricondurre la fede a un fatto privato (per chi ci tiene) e ridire che le religioni sono un imbroglio, utile solo a chi ne tira le fila, a confermare guide o a crearne di nuove. Ovunque. Ma è difficile, dal pulpito di chi è parte del mondo ricco, dire ai musulmani in rivolta per delle stupide vignette: «Vi state sbagliando, vi stanno imbrogliando». Difficile perché la predica verrebbe dalle nostre tiepide e sicure case, da un mondo che la propria democrazia (peraltro in crisi) la fa pagare agli altri; e quella predica precipiterebbe su case fredde e insicure, su sistemi politici creati ad arte per separarli da noi a conferma dei nostri privilegi. Con quali argomenti possiamo convincere gli altri mondi quando abbiamo rimosso le differenze che esistono nel nostro? Quando ci siamo mostrati come comunità compattate dalla paura dell&#8217;altro (sui privilegi di cui ci chiedevano conto) e lo abbiamo bombardato per un po&#8217; di petrolio o chiuso in ghetti metropolitani per tenere sotto controllo lo sfruttamento che ne facciamo? Dando così ai nostri «poveri» un nemico da cui difendersi. E quando in nome del mercato abbiamo deciso che fosse la scala dei consumi a stabilire il valore degli individui del pianeta?</p>
<p>Quel meccanismo di identificazione religiosa che oggi bolliamo come barbarie lo conosciamo bene, sta scritto nella nostra storia, lo abbiamo praticato a lungo, seminando sangue e terrore per secoli in Europa e altrove. Dovremmo possedere tutti gli anticorpi per debellarlo, ma ci stupiamo che altri lo usino perché le ricette illuministiche &#8211; frutto di tragiche lezioni &#8211; le abbiamo scartate assieme all&#8217;idea di un mondo diverso, esportando fuori da noi il conflitto che ci agitava. Così la libertà (di stampa, di parola, d&#8217;azione) è diventata un privilegio per pochi; e gli altri l&#8217;hanno vissuta come una violenza, un corredo «ideologico» delle guerre e delle mercificazioni. Non più un valore, ma solo uno strumento ostile. Per ridarle un senso universale dovremmo rivedere tutto: dalle politiche internazionali alla xenofobia di quartiere. Solo così potremmo dire a chi difende Maometto bruciando ambasciate &#8211; morendo o uccidendo &#8211; che la contesa non è sulla sorte dell&#8217;anima ma su quella del corpo. E offrire a noi e a loro una sponda per mandare al diavolo un imam, un rabbino o un vescovo quando pretendono di dettare la legge degli uomini.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21922</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 14:06:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Maria, torno a ripetere, che non c&#039;è nessuna &quot;strumentalizzazione&quot;, ma solo un&#039;interpretazione di un fatto preciso e delle reazioni che ne sono conseguite. A me interessano entrambe, le questioni. 
Il mio non è un attacco agli intellettuali (Sofri,  Ferrara, Fofi,  Mughini...) ma un appello. Un articolo come quello di Alfonzo Berardinelli mi incoraggia a continuare. Continuando quanto più possibile a essere me stesso, se cosi&#039; si può dire.

effeffe
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Maria, torno a ripetere, che non c&#8217;è nessuna &#8220;strumentalizzazione&#8221;, ma solo un&#8217;interpretazione di un fatto preciso e delle reazioni che ne sono conseguite. A me interessano entrambe, le questioni.<br />
Il mio non è un attacco agli intellettuali (Sofri,  Ferrara, Fofi,  Mughini&#8230;) ma un appello. Un articolo come quello di Alfonzo Berardinelli mi incoraggia a continuare. Continuando quanto più possibile a essere me stesso, se cosi&#8217; si può dire.</p>
<p>effeffe<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21918</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 13:00:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari Indiani, solitamente sono una vostra attenta e silenziosa lettrice, ma stavolta non posso proprio esimermi dal dire la mia. Penso non sia affatto giusto strumentalizzare la battaglia delle vignette, per farne un processo a Sofri, o alla sinistra 68ina e non, complottismo, dietrologia e quant&#039;altro. Non è la libertà del caterpillar che si vuole difendere a ogni costo, per esaltare  il gioco del monopoli o del capitale in questo accumular macerie, e issarvi la bandiera di una presunta &quot;civiltà&quot; a croce danese in nome della liberté contro la barbarie, ovvero deridere il povero buon selvaggio. Perchè dire che la satire è un gioco sporco del forte sul debole? Scusate, ma chi sarebbe il debole? Non è l&#039;Islam un impero immenso al cui confronto il Vaticano fa veramente &quot;ridere&quot;? Sono semmai gli imperialisti islamici a fare il gioco sporco e quello del terrore, servendosi dei bisogni veri, umani della massa (dei fedeli), che  non soddisferanno e non tuteleranno mai, perchè hanno bisogno di quella fame e quella sete per crescere e prosperare? E allora perchè prendersela tanto per delle stupide vignette? Perchè stavolta abbiamo fatto centro. Perchè c&#039;è una sola cosa che fa paura al terrore, ed è il riso...
 &quot; Il riso distoglie, per alcuni istanti, il villano dalla paura. Ma la legge s&#039;impone attraverso la paura, il cui nome vero è timor di Dio. E da questo libro potrebbe venire la scintilla luciferina che appiccherebbe al mondo intero un nuovo incendio. E il riso si disegnerebbe come l&#039;arte nuova, ignota persino a Prometeo, per annullare la paura.(...) Ma se qualcuno un giorno, agitando le parole del Filosofo, portasse l&#039;arte del riso a condizione di arma sottile, se alla retorica della convinzione si sostituisse la retorica dell&#039;irrisione, se alla topica e paziente e salvifica costruzione delle immagini della redenzione si sostituisse la topica dell&#039;impaziente decostruzione e dello stravolgimento di tutte le immagini più sante e venerabili - oh quel giorno anche tu e tutta la tua sapienza, guglielmo, ne sareste stravolti! &quot;

&quot;Perchè? Mi batterei, la mia arguzia contro l&#039;arguzia altrui. sarebbe un mondo migliore di quello in cui il fuoco e il ferro rovente di Bernardo Gui umiliano il fuoco e il ferro di Dolcino.&quot;(...)


&quot; Non ci fa paura il rigore del donatista, la follia suicida del circoncellione, la lussuria del bogomilo, l&#039;orgogliosa purezza dell&#039;albigese, il bisogno di sangue del flagellante, la vertigine del male del fratello del libero spirito : li conosciamo tutti e conosciamo la radice dei loro peccati che è la radice stessa della nostra santità. Non ci fanno paura e soprattutto sappiamo come distruggerli, meglio, come lasciare che si distruggano da soli (...). Ma se un giorno - e non più come eccezione plebea, ma come ascesi del dotto, consegnata alla testimonianza indistruttibile della scrittura - si facesse accettabil, e apparisse nobile, e liberale, e non più meccanica, l&#039;arte dell&#039;irrisione, se un giorno qualcuno potesse dire ( ed essere ascoltato) : io rido dell&#039;Incarnazione... Allora non avremmo armi per arrestare quella bestemmia(...)

&quot; Il diavolo è l&#039;arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo (...) Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre (...) Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti : Costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora io vi dico, che nell&#039;infinita vertigine dei possibili, Dio vi consente anche d&#039;immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità non sia che un merlo goffo&quot; 
(...)

&quot; Sei peggio del diavolo, minorita (...) sei un giullare, sei come il tuo Francesco&quot;
( a Forlani, con affetto, perchè si ricordi sempre di essere...nient&#039;altro che se stesso).

Non un sopruso dell&#039; Occidente laico all&#039;Oriente, ma una mano che si tende, una speranza accesa che diventi contagiosa come il riso.
nota : citazioni tratte da &quot;il nome della rosa&quot; di Umberto Eco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Indiani, solitamente sono una vostra attenta e silenziosa lettrice, ma stavolta non posso proprio esimermi dal dire la mia. Penso non sia affatto giusto strumentalizzare la battaglia delle vignette, per farne un processo a Sofri, o alla sinistra 68ina e non, complottismo, dietrologia e quant&#8217;altro. Non è la libertà del caterpillar che si vuole difendere a ogni costo, per esaltare  il gioco del monopoli o del capitale in questo accumular macerie, e issarvi la bandiera di una presunta &#8220;civiltà&#8221; a croce danese in nome della liberté contro la barbarie, ovvero deridere il povero buon selvaggio. Perchè dire che la satire è un gioco sporco del forte sul debole? Scusate, ma chi sarebbe il debole? Non è l&#8217;Islam un impero immenso al cui confronto il Vaticano fa veramente &#8220;ridere&#8221;? Sono semmai gli imperialisti islamici a fare il gioco sporco e quello del terrore, servendosi dei bisogni veri, umani della massa (dei fedeli), che  non soddisferanno e non tuteleranno mai, perchè hanno bisogno di quella fame e quella sete per crescere e prosperare? E allora perchè prendersela tanto per delle stupide vignette? Perchè stavolta abbiamo fatto centro. Perchè c&#8217;è una sola cosa che fa paura al terrore, ed è il riso&#8230;<br />
 &#8221; Il riso distoglie, per alcuni istanti, il villano dalla paura. Ma la legge s&#8217;impone attraverso la paura, il cui nome vero è timor di Dio. E da questo libro potrebbe venire la scintilla luciferina che appiccherebbe al mondo intero un nuovo incendio. E il riso si disegnerebbe come l&#8217;arte nuova, ignota persino a Prometeo, per annullare la paura.(&#8230;) Ma se qualcuno un giorno, agitando le parole del Filosofo, portasse l&#8217;arte del riso a condizione di arma sottile, se alla retorica della convinzione si sostituisse la retorica dell&#8217;irrisione, se alla topica e paziente e salvifica costruzione delle immagini della redenzione si sostituisse la topica dell&#8217;impaziente decostruzione e dello stravolgimento di tutte le immagini più sante e venerabili &#8211; oh quel giorno anche tu e tutta la tua sapienza, guglielmo, ne sareste stravolti! &#8221;</p>
<p>&#8220;Perchè? Mi batterei, la mia arguzia contro l&#8217;arguzia altrui. sarebbe un mondo migliore di quello in cui il fuoco e il ferro rovente di Bernardo Gui umiliano il fuoco e il ferro di Dolcino.&#8221;(&#8230;)</p>
<p>&#8221; Non ci fa paura il rigore del donatista, la follia suicida del circoncellione, la lussuria del bogomilo, l&#8217;orgogliosa purezza dell&#8217;albigese, il bisogno di sangue del flagellante, la vertigine del male del fratello del libero spirito : li conosciamo tutti e conosciamo la radice dei loro peccati che è la radice stessa della nostra santità. Non ci fanno paura e soprattutto sappiamo come distruggerli, meglio, come lasciare che si distruggano da soli (&#8230;). Ma se un giorno &#8211; e non più come eccezione plebea, ma come ascesi del dotto, consegnata alla testimonianza indistruttibile della scrittura &#8211; si facesse accettabil, e apparisse nobile, e liberale, e non più meccanica, l&#8217;arte dell&#8217;irrisione, se un giorno qualcuno potesse dire ( ed essere ascoltato) : io rido dell&#8217;Incarnazione&#8230; Allora non avremmo armi per arrestare quella bestemmia(&#8230;)</p>
<p>&#8221; Il diavolo è l&#8217;arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo (&#8230;) Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre (&#8230;) Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti : Costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora io vi dico, che nell&#8217;infinita vertigine dei possibili, Dio vi consente anche d&#8217;immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità non sia che un merlo goffo&#8221;<br />
(&#8230;)</p>
<p>&#8221; Sei peggio del diavolo, minorita (&#8230;) sei un giullare, sei come il tuo Francesco&#8221;<br />
( a Forlani, con affetto, perchè si ricordi sempre di essere&#8230;nient&#8217;altro che se stesso).</p>
<p>Non un sopruso dell&#8217; Occidente laico all&#8217;Oriente, ma una mano che si tende, una speranza accesa che diventi contagiosa come il riso.<br />
nota : citazioni tratte da &#8220;il nome della rosa&#8221; di Umberto Eco.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21910</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 12:08:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;b&gt;Per Yara &lt;/b&gt;che chiede come poter leggere l&#039;articolo di berardinelli

Ho postato ora nel mio blog &lt;a href=&quot;http://georgiamada.splinder.com/post/7106552#more-7106552&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ambedue gli articoli&lt;/a&gt; con un accenno di scuse per i lanzichenecchi cerebrali.
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Per Yara </b>che chiede come poter leggere l&#8217;articolo di berardinelli</p>
<p>Ho postato ora nel mio blog <a href="http://georgiamada.splinder.com/post/7106552#more-7106552" rel="nofollow">ambedue gli articoli</a> con un accenno di scuse per i lanzichenecchi cerebrali.<br />
geo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21906</link>

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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 11:04:46 +0000</pubDate>
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		Di: tashtego		</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 10:44:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ca**o, la meta-mag adesso non ci voleva.]]></description>
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		Di: mag		</title>
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					<description><![CDATA[tu tash e non solo tu subisci l&#039;influenza della meta-mag]]></description>
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