Autobiografica

10 febbraio 2006
Pubblicato da

Giancarlo Tramutoli

di Giancarlo Tramutoli

Ho cercato il mio ego in un pagliaio

ho infilato una cruna d’ago nel culo di un cammello

che è schizzato a razzo bello-bello

senza dire una parola (del resto

non era mai andato a scuola).
Ho fatto 70 volte 7 ed è uscito 490

ho indossato un saio in un pollaio

e nell’aia ho ballato un hully-gully.

Sono partito per un lungo viaggio

e mi sono sentito saggio

dopo averne letto uno

che era una barba.
Ho fatto i fatti

ho letto i letti

sono stato vano su un divano

ho poltrito in poltrona

sono stato Salomè in un canapè

sono morto d’inedia su una sedia.
Sono nato in una nazione

sono stato Stato

anche se non so più chi sono

non sono sano

come il pesce iperteso dell’alba

sono malato come l’ospite al terzo giorno

come lo zio ozioso

nel giorno del giudizio dei nipoti.
Ho volato come un uccello su una passera

anche se non ci ho mai capito una mazza

di genetica

ho vanificato spesso possibili amori

rendendo inutile la fica

sono rimasto fedele alla causa

anche se non ho mai saputo quale fosse

il fine.

Come mezzo uso 2 cavalli pur non sapendo

ballare il charleston sugli zoccoli.
Ho camminato sull’acqua nel giorno

del Pediluvio Universale

sono stato prima nell’ingresso dell’andrologo

e poi nel retrobottega del podologo

che mi ha detto:

il passato è passato e il ragù è il ragù!
Mi sento più idiota di ieri

e meno di domani come una gallina oggi

come un cane da mane a sera come un porco

comodo con un coltello sulla giugulare

mentre lontano va e viene l’onda del mare.
Maledico questa vita

avendo una pessima pronuncia

sono un afasico di provincia

balbetto pure a letto

e per essere tra mutoli

parlo fin troppo!

(Nella foto: Giancarlo Tramutoli davanti a un suo quadro recente, intitolato “Pensieri di guerra”.)

48 Responses to Autobiografica

  1. IL GOLPISTA il 10 febbraio 2006 alle 15:27

    ma che ci fa uno così libero e non inquinato su Nazione Indiana? E’ chiaro che questo post è un errore o una trappola. Ci cado.

  2. yara il 10 febbraio 2006 alle 15:35

    Bello! e si ride anche di gusto. Io avrei scritto di me, facendomi più ridere ancora :

    sono rimasta fedele alla causa
    anche se non ho mai saputo quale fosse
    l’effetto.

  3. Morgan Palmas il 10 febbraio 2006 alle 15:41

    Noia alla enne, enne alla noia.

    Morgan

  4. enrico de lea il 10 febbraio 2006 alle 16:31

    certo non è l’AmeliaRosselli od Emilio Villa…

  5. maline il 10 febbraio 2006 alle 16:37

    Bello che ci sia chi ridona alla poesia il divertimento.

  6. Nunzio Festa il 10 febbraio 2006 alle 19:28

    il vero poeta giocoso della Basilicata!

    b!

    Nunzio Festa

  7. ale il 10 febbraio 2006 alle 20:40

    Giancarlo Tramutoli (dimmi: piano o sdrucciolo?), me lo segno questo nome. Apprezzato molt(issim)o. Scrittura viva. Un lungo tempo ho scritto anch’io così.
    Grazie Franz.
    (Accoglierei la variante Yara.)
    Giancarlo,
    …,
    segue proposta d’amicizia e corrispondenza.
    (Ma sono un maschio fin troppo etero, non ti preoccupare.)

  8. antonio sparzani il 11 febbraio 2006 alle 00:24

    Ma sul serio si ride a queste battute … per essere tra mutoli …?
    Divertente?
    ma che noia mortale. Forse una filastrocca per piccolini. Mah!
    Antonello

  9. ale il 11 febbraio 2006 alle 12:40

    Chi ha detto si ride? Chi ha detto battute? E che siamo, a mediaset? che si deve far ridere per forza e che si sa solo far ridere? e che tutta l’Italia fatta a pezzi dalla tv e dalla finta politica pensa che si deve solo e per forza ridere? e che la poesia non può essere giocosa? O, peggio, che per reazione di alcuni si dev’essere per forza seri? peggio. E poi sai cos’è, tecnicamente, una filastrocca? (Non è certo questa.)

  10. fm il 11 febbraio 2006 alle 14:47

    Hai perfettamente ragione, Ale: “scrittura viva”.
    Il resto è solo l’impressione superficiale di chi (forse) non ha letto.

    Bravo Tram.

  11. maline il 11 febbraio 2006 alle 22:52

    @ale

    molto puntuale la differenza che hai sottolineata tra “divertente” e “si ride”. Così come differente è il riso -e il sorriso che la poesia ha provocato in me.

  12. Giancarlo Tramutoli il 12 febbraio 2006 alle 10:53

    @Ale
    accento piano, credo: Tramùtoli.
    Se scrivevo causa- effetto (e non fine), non mi partiva il nesso e quindi neanche il mezzo, sottostante. E sì che spesso la Due Cavalli, dovevo farla partire a strappo in discesa nei giorni di gelo. Per la corrispondenza: gtramuto@tiscali.it. Ciao

  13. Giancarlo Tramutoli il 12 febbraio 2006 alle 10:57

    PS.
    Invece è sdrucciolo, no? Così dice lo Zingarelli.
    :-)

  14. yara il 12 febbraio 2006 alle 11:11

    “Bello! e si ride anche di gusto” avevo commentato. “anche” significa che come valore aggiunto la poesia a me ha dato un “riso-di-gusto”. Maline mette i puntini sulle ine e afferma che l’effetto in lei è il sorriso. Benissimo, concordo anche, ma sbaglia se sottintende un giudizio di valore, per cui il riso sarebbe peggio del sorriso: forse confonde con la ghignata, la risata-crassa. Io ad es., con Cervantes o Rabelais o Queneau ho riso di gusto, e non mi pento.
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Tramutoli (dell’effetto che può provocare questa sua poesia), che già è stato gentilissimo a farci entrare nel suo laboratorio (spiegandoci perché ha messo “fine” e non “effetto”).

  15. Giancarlo Tramutoli il 12 febbraio 2006 alle 12:53

    @yara
    spero che provochi un effetto piacevole. Questa è una cosa scritta nel lontano 1995 (sta ne I canti di Onan), e mi pare fu scritta di getto, come quasi sempre faccio, giocando molto sulle libere associazioni, calembour per smontare frasi fatte, una certa musicalità e ritmo, un po’ di immagini e se possibile qualche spiazzamento di senso. In effetti è un po’ un compendio di quello che cerco di mettere insieme in una poesia. Humour, autoironia, musicalità, visioni, non sense.

  16. ale il 12 febbraio 2006 alle 13:47

    Sì, e io abito abbastanza in questi intenti, quando scrivo. Ma anche “quando” vivo. Poi, è chiaro, gli esiti possono essere diversi (appunto, ancora una volta, detto non certo come “giudizio di merito”); e magari pure “non divertenti”.
    Yara, tu metti sempre ma sempre i puntini sulle i, sei la Principessa dei Puntini (ti piace?), te lo dico con simpatia (e ammirazione, io son più pigro assai), te lo vedo fare dappertutto e del resto dirò anche, spessissimo, molto bene.
    Ma Maline, mi sembra, parlava più per sé, dai, che contro di te (cioè, s’intende, contro la tua affermazione sul riso). Poi veramente diceva anche bene. Anzi se proprio si vuole diceva come me un po’ “contro” Antonello, che mi spiace non sia più riapparso.
    Giancarlo, sì, sdrucciolo; ti scrivo (ma non di/per questo).

  17. maline il 12 febbraio 2006 alle 13:58

    @ yara

    Per carità, evviva il riso (che, in quanto di origini lombarde preferisco spesso alla pasta ;-)) -che oltretutto è tra le cose che ci differenzia dagli animali.
    La differenza che sottolineavo riguardava solo le sensazioni provate leggendo la poesia dello sdrucciolo Tramùtoli (o tramútoli?). E non aveva ed ha a che vedere con giudizi di valore.
    Anch’io amo ridere a volte sganasciandomi -e fai bene a parlare di Rabelais: mi ha provocato quell’effetto. Come il capitolo delle pecore del Don Quijote. O Quenau. O il troppo lasciato in seconda linea Flann O’Brian che mi ha fatto persino venire (dal riso!) le lacrime agli occhi (detto per inciso: non avevo fumato nulla).
    Il riso (quale?entrambi!) fa bene alla salute.

    e a proposito del nick…maline è femminile quanto lo era il nom de plume di Ferdinand Destouches ;-))

  18. yara il 12 febbraio 2006 alle 15:56

    @3 maschietti/acci Ale/Malì/Tremù

    distendersì un po’ è un gran bene. Poi io con internet tappo i miei buchi (non sapevo il nome vero di Céline), colgo indicazioni preziose (quell’O Brian, controllato su google, lo leggerò di sicuro), vedo cose che non vedrei altrimenti: I canti di Onan si troverà in libreria? (non sarà mica Onan il barbaro, quel segaiolo di Schwarzenegger!).
    A me sembra più di essere la Colf dei Puntini, quella che li lucida come si lucidano i soprammobili. Un po’ perché insegno, ma penso dipende più dal rapporto che ho con l’italiano: è la mia lingua madre, ho fatto scuole italiane, ma ho vissuto in Brasile fino a 18 anni, e mi risulta ancora una lingua leggermente esterna. Qui poi nei blog i puntini, se non li lucidi, te li tolgono. In 2 settimane di frequentazione (non è che ci si intossica?), mi sono presa della stalinista, cattocomunista, mortifera, minculpoppista ecc. E siccome in rete si è meno timidi, m’impunto, o impuntinisco.
    Grazie della compagnia, e speriamo che Tramutoli posti ancora.

  19. ale il 12 febbraio 2006 alle 18:01

    Oh sì sì, è vero, confermo. Seguo.
    Anch’io, se anche tu segui, mi son preso qua e là del qualunquista e dell’incoerente e del “destro” (!!!!!) o del cattoqualcosa (io nonappartenente assoluto, figurati, non dico neanche “anarchico”) e mi han detto che è molto di sinistra esser intolleranti al dissenso (io penso che sia molto di sinistra esser di sinistra comunque e dunque non esser così) e mi han detto dimmi un po’ cosa sarebbe la sinistra non marxista (!!!!!) e mi han detto che l’arte ha un contenuto evidentemente aggiungo io non artistico (io penso che il contenuto dell’arte sia la sua forma e che l’opera ci parli in primo luogo dei suoi stessi procedimenti di “formazione”)…
    Insomma “per esser coerente” dirò: mi han detto tutte cose che han tutti il sacro diritto di pensare.
    Ma Principessa dei Puntini non è un’offesa: anzi per me è una cosa carina e comunque voleva esserlo. Ciao Profa, siam pure colleghi allora.

  20. ale il 12 febbraio 2006 alle 18:05

    (…)
    (In Brasile? Ai tempi di Alberto Camerini o di Ronaldo?)
    (Due personaggi a me cari. Non per chieder l’età a una signora, che non si fa.)

  21. yara il 12 febbraio 2006 alle 20:26

    Camerini non sapevo chi è. Ho guardato su Wikipedia e ho scoperto che è un mio concittadino, ma di età sono un po’ più verso Ronaldo. E metto i puntini: sono contraria all’uso confidenziale dei blog. Mettersi a chattare è l’anticamera degli scivoloni nel delirio, politico, teorico, estetico.
    Ovviamente questo non lo dico rispetto a Ale, ci mancherebbe!

  22. ale il 13 febbraio 2006 alle 00:15

    Oh beh sarei contrario anch’io, ma è anche a volte divertente insultarsi col sorriso e malgrado le apparenze alleggerire così i discorsi, e sempre a volte può far bene, se aiuta a non prendersi troppo sul serio, come si dice.
    (Che poi forse vuol più dire: se aiuta a prender tutti un po’ più sul serio e non solo se stessi.)
    Poi se vieni così tanto su NI un po’ lo pensi anche tu?

    (Ah, scusa il ritardo, guardavo skysport, porcadiquellap non dico altro, Franz sa cosa dico.)

    Beh insomma sei giovane giovane allora e sei stata ancora molto più lì che qui.
    Io non ti dirò che di età sto più verso Camerini: a metà strada, diciamo?
    Ma qui si entra nell’uso confidenziale ecc ecc.

  23. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 08:31

    @Yara
    I canti di Onan, sono del 1999 pubblicati con la Ermes ed. di Potenza. (via Consolini, 13 – 0971469346). Lo hanno ristampato, ma in libreria è impossibile che lo trovi. Se non lo trovi, dovrei averne ancora due copie io.
    Fammi sapere dove mandartelo. Ciao

  24. yara il 13 febbraio 2006 alle 09:57

    @Tramù
    ieri ti ho chiamato “gentilissimo”, così ora sono a corto di aggettivi: GRAZIE! Ti scriverò al più presto via e-mail.

    @Alé (con l’accento, perché vedo che sei un tifoso)
    come Colf dei Puntini, cerco sempre di lucidarli tutti, i miei cioè e non solo quelli degli altri. Perciò ti chiedo scusa: la mia ultima risposta si riferiva solo a *(…) (In Brasile? Ai tempi di Alberto Camerini o di Ronaldo?)* perché proprio non avevo visto il tuo commento immediatamente precedente – e sì che i tuoi puntini sospensivi, che al momento non ho capito, avrebbero dovuto spingermi a risalire (ah, questi benedetti puntini!). Ora rimedio:
    anche tu a offese ricevute sei messo benino
    Princ. dei P. l’ho presa subito come una cosa carina, non un’offesa: ho corretto in Colf perché mi corrisponde di più, e temo che se va avanti così, senza posto fisso e con poche traduzioni, lo diventerò davvero, ma non dei puntini…
    Infine, metto i puntini a te: avevo scritto *di età sono un po’ più verso Ronaldo*, perché su wikipedia ho letto Camerini 1951 e Ronaldo 1976. Per essere a metà, bisogna esser nate-i nel 1963/4. Io sono un po’ più verso R.: diciamo che ho partecipato al ’68 e non partecipo ancora al club degli anta, di cui tu sei un neo-iscritto (sono contro le confidenze, ma vado matta per i quiz).

    @3maschietti
    Mi piacerebbe che rispondeste alla domanda che vi avevo fatto sui blog: *ci si intossica?* Temo che mi sto intossicando, siete a conoscenza di antidoti? Mi ha colpito un articolo sugli horikimori = rannicchiati in se stessi, ragazzi-e giapponesi che stanno sempre sul pc perdendo via via i legami col reale…

  25. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 10:22

    @
    Credo che sia un po’ come per i campari soda & gin. Ogni tanto bisogna staccare… :-)

  26. aledeca il 13 febbraio 2006 alle 10:26

    Subisco felicemente l’influsso del Tram.

    Adoro l’influenza Tramviaria ;)

  27. maline il 13 febbraio 2006 alle 10:44

    @ yara

    Si, si può divenire dipendenti. Intossicarsi. Meglio staccare ogni tanto e… prendere un campari soda & gin. O un buon libro -dimenticandosi i “dibbattiti” ;-))

  28. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 10:44

    Aledeca,
    in effetti in certi tram si sta stipati come polli d’allevamento…
    e quando vuole scendere, il pollo, preme il pulsante che fa CIP.

  29. aledeca il 13 febbraio 2006 alle 11:12

    In teatro,
    ho cercato l’Ugo in un Pagliai
    remoto ammasso di covoni in cui mi rotolai
    con la bruna del lago di Como
    covo nazista di l’ariani.
    L’ho salutata col braccio teso
    non le dissi piacere ma per farle piacere
    le feci il passo dell’oca
    e lei, la voce chioccia, mi disse
    vado pazza per l’oca di lago e tu hai fegato.
    Dammelo e facciamoci il patè
    col purè, un po’ a te e un Po a me,
    come dicono a Comacchio
    i comaschi cacciator d’anguille
    inseguendo quei fieri serpentelli,
    capitoni coraggiosi, tra i cliviscidi
    e i calli ai piedi del grande
    fiume dall’acque fumè.

    No, non parli troppo, Tram,
    ma scvioli sui binari d’una simpatia
    per alcuni chiara allegria,
    per altri oscura e grezza,
    e purtuttavia
    allegrezza ;)

  30. yara il 13 febbraio 2006 alle 11:22

    Tramutoli ci si capisce
    Tramitili ci si cozza
    Tramiliti ci si spara
    Tramatili ci s’intesse
    Tramestoli ci si scodella

    scusa tramutoli se ti ho imitato con questi tramitoli/mezzucci!

    I vostri consigli mi preoccupano. Sono preoccupata
    per voi, che vi mancano i martini per fare i negroni
    per me, che mi sto intossicando di blog&wine CONTEMPORANEAMENTE
    Ma Maline M’ha Mandato Messagindebotte: un libro = il libro = O’ Brian!
    buona giornata

  31. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 11:25

    Cavolo, Aledeca, tu torei con le parole
    e quando caricano fai un balzo di lato
    e alzi il drappo rosso facendo: Alè!

  32. mag il 13 febbraio 2006 alle 11:38

    non ho capito tu Gianca nel quadro che parte fai…l’uccello, il pesce, l’elicottero, il corpo estraneo o il pelo superfluo?
    ciao Kikko…con affetto

  33. yara il 13 febbraio 2006 alle 11:40

    Siete dei MOSTRI!

    Adesso mi è venuto in mente un altro possibile rimedio contro l’inblogghizzazione, per me almeno. Io sono arrivata qui a NI da Ubicue.splinder.com, che è un blog per modo di dire: lì ognuno invia i commenti più strampalati, tipo i vostri. Ad es. adesso stanno riscrivendo l’enciclica del papone. Sono tutti praticamente anonimi, e costruiscono insieme una specie di castello in aria, che per di più minaccia sempre di cadere. La mente è DB, un ricercatore di filosofia con cui mi ero laureata (per quello so che c’è il blog). Anch’io ogni tanto invio un commento. Ma non c’è democrazia: ogni settimana ripuliscono il blog da quelle che chiamano scorie, senza appello (a me su una decina me ne hanno eliminati 2). Insomma, potrei ritirarmi da dove sono venuta, senza abbandonare completamente la blogsfera: lì ridevo e non m’intossicavo, anzi!

  34. ale il 13 febbraio 2006 alle 12:01

    Ci s’intossica, per fortuna sì. E’ l’aria pura a volte a far male!

    No, niente ancora club degli anta, solo imprecisione mia in matematica. Veramente anzi non sapevo la data di nascita di Alberto, è un mio amico e pensavo meno!, anche se milanista. (Anche se milanista è un mio amico, non Anche se milanista pensavo meno.) Sì, ma manca poco, poco!

    Tramùtoli=Mi adopero in maniera da trasformare, far cambiare essenza, convertire di senso o d’uso, oggetti (complementi) di genere maschile e numero plurale non meglio definiti.

    Aledeca è un grande, fidatevi, è super-abile e non so se superabile, almeno in questo genere (anche se lui poi i generi li coltiva tutti pur non avendo figlie femmine).

  35. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 12:10

    @Kikko
    ovviamente… il pelo superfluo.
    (Super-Fluo. pare l’edizione nuova e arricchita di un romanzo della Santacroce).

  36. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 12:13

    Aledeca come la stella più veloce dei pesci:
    il Tonno Star, insuperabile!
    (Quando esce, lascia sulla porta il cartello: Tonno subito).

  37. mag il 13 febbraio 2006 alle 12:14

    Allora non mi depilero’ per un po’ in onore tuo.

  38. ale il 13 febbraio 2006 alle 12:30

    EgrazieYaraperUbiCuelìsonpazzidavvero.

  39. Marco il 13 febbraio 2006 alle 12:31

    Bello! Ho riso di gusto… “ho cercato il mio ego in un pagliaio”… forte… :-)

  40. aledeca il 13 febbraio 2006 alle 16:37

    Eccomi tonnato,
    come il vitello svitato,
    alias ton-tello vi-nato,
    variante alcolica della ricetta
    l’ultima di nonna papera
    che poveretta
    stirò le zampe all’aria
    lungo un’arteria viaria
    per un’avaria
    da influenza aviaria ;)

  41. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 17:03

    Nessuno più mangerà polli nel mondo.
    Diventeremo tutti “apolidi”.

  42. ale il 13 febbraio 2006 alle 19:39

    Pare inoltre che l’influenza possa provocare difficoltà articolari agli arti superiori, che impediscono di effettuare manovre troppo elaborate alla guida di automobili: in pratica, il morbo di Parkingson.

  43. Giancarlo Tramutoli il 13 febbraio 2006 alle 22:10

    Il reuccio della canzone, Claudio Villa, mentre parcheggiava a Trastevere cantando a squarcia gola. ( il ParKingSong)

  44. yara il 13 febbraio 2006 alle 23:06

    Tramù, visto che mi farai il piacere immenso di mandarmi l’Onan, nello stesso pacco non potresti infilare anche la per me introvabile antologia dei poeti di Cuaderni Spiacentini, “Parkingsoniana”, curata per “Vecchi Argomenti” da A.B. e C.D?

    grazie

  45. maline il 14 febbraio 2006 alle 00:33

    @ yara

    scusa yara ma in un post precedente parlavi di un (o del) libro di O’Brian. Ha trovato già qualche cosa? E quale (se posso essere indiscreto)?
    Nel caso io non avessi capito bene… beh, avrò capito malino…

  46. yara il 14 febbraio 2006 alle 19:22

    @malinoski
    “L’ardua vita” di O’ Brian va bene? L’ho già ordinato!

  47. maline il 14 febbraio 2006 alle 21:00

    @ yara

    Si. E sopratutto “Il terzo poliziotto”. Attenta però! Se ti piacciono finisce che leggi le Opere complete ;-))

  48. Giancarlo Tramutoli il 15 febbraio 2006 alle 08:31

    Di Flann ‘O Brien consiglio: Una pinta d’inchiostro irlandese.



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