Bacheca di marzo 2006

1 marzo 2006
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44 Responses to Bacheca di marzo 2006

  1. Vincenzo il 3 marzo 2006 alle 10:36

    UN LIBRO AL BAR – III E IV APPUNTAMENTO
    Il progetto “Un libro al bar” curato dalla biblioteca di Remanzacco (UD), continuerà il suo percorso mercoledì 8 marzo alle 20:45 presso la trattoria Centrale di Remanzacco. In una serata dedicata alla storia del gruppo musicale Mitili FLK, Stefano Montello, autore dei testi del gruppo musicale, parlerà del suo libro “La solitudine del mitilo”, con anticipazioni riguardo i suoi progetti più recenti; ovviamente, in compagnia della sua chitarra.
    il 22 marzo sempre alla stessa ora Mary Barbara Tolusso sarà ospite del bar Pascot, per una serata intitolata “Cattive maniere: la lirica antilirica di Mary Barbara Tolusso”.

  2. Guido Giovanardi il 3 marzo 2006 alle 16:12

    Salve! Volevo informarvi – immagino ci sia qualche interessato da queste parti – che la casa editrice Punctum sta aprendo una collana di narrativa. Trovate il comunicato sul sito http://www.punctumpress.com Per maggiori dettagli scrivete all’indirizzo info@punctumpress.com o alla mia mail: guido.giovanardi@fastwebnet.it.

    Un saluto,
    g.

  3. Luigi Lusenti il 5 marzo 2006 alle 12:11

    Circolo Carlo Rosselli di Milano
    in collaborazione con Circolo De Amicis, Circolo La Riforma, Associazione Italia-Spagna, Associazione Aprile, Meritiamo Milano Migliore

    Giovedì 9 marzo 2006, ore 21,
    presso il Circolo De Amicis, Via De Amicis 17, Milano

    Presentazione del libro-intervista

    Zapatero: il Socialismo dei Cittadini
    di Marco Calamai e Aldo Garzia, editore Feltrinelli

    introduce: Mario Artali, presidente Circolo De Amicis

    intervengono:
    Aldo Garzia , direttore di Aprile on line
    Felice Besostri , presidente Circolo La Riforma
    Alfonso Botti, Università di Urbino
    Nerio Nesi, presidente Associazione Italia-Spagna

    coordinano il dibattito:
    Francesco Somaini, presidente Circolo C. Rosselli
    Alessandro Pollio Salimbeni, coordinatore Ass.ne Aprile

    Hanno confermato la partecipazione al dibattito:
    Fulvio Acquati, Marilena Adamo, Pietro Adamo, Vittorio Angiolini, Luciano Belli Paci, David Bidussa, Daniele Bonifati, Marco Campione, Donatella Capirchio, Flavio Cassinari, Davide Corritore, Paolo Costa, Tommaso Di Buono, Raimondo Elli, Jole Garuti, Gustavo Ghidini, Jasmine La Morgia, Giuseppe Landonio, Giuseppe La Scala, Luigi Lusenti, Aurelio Mancuso, Francesco Maria Mariotti, Walter Marossi, Ettore Martinelli, Savino Natalicchio, Pino Polistena, Alessia Potecchi, Aldo Radice, Matteo Rollier, Francesca Romani, Vincenzo Saponara, Giovanni Scirocco, Paola Strada, Pietro Torresan, Ermanno Tritto, Marco Volante

  4. stefano zangrando il 7 marzo 2006 alle 22:07

    Una proposta visiva pratica e teorica:

    http://bildbach.net

    è il sito di Verena Bayer, una fotografa austriaca, secondo me molto brava, residente a Berlino.

    (In inglese e tedesco)

  5. temperanza il 7 marzo 2006 alle 23:33

    @Ale & interessati sul kitsch di J.D.Salinger

    Bella bocca e occhi miei verdi.
    Torino, Einaudi, 1962

    “Quando il telefono suonò, l’uomo coi capelli grigi chiese alla ragazza, con una sfumatura di deferenza, se per qualche ragione preferiva che noin rispondesse. La ragazza lo udì come da lontano,e girò la faccia verso di lui, un occhio – quello dalla parte della luce– strettamente chiuso, l’altro sgranato, tondo, sia pure senza candore, e di un azzurro così intenso da sembrare quasi viola. L’uomo coi capelli grigi le disse di decidersi, e lei si rizzò sull’avambraccio destro con quel minimo di prontezza necessaria perché il movimento non apparisse una svogliata concessione. Si tirò indietro i capelli dalla fronte con la sinistra e disse: – Dio mio. Non so. Tu cosa dici? – L’uomo coi capelli grigi disse che per conto suo la cosa non aveva poi molta importanza, per lui era lo stesso, infilò la mano sinistra sotto il braccio su cui si reggeva la ragazza, sopra il gomito, e fece scivolare le dita più in alto, aprendosi una strada tra le calde superfici del braccio e della parete toracica. Allungò la destra a prendere il telefono. Per arrivarci, dovette alzarsi a sedere, e così facendo sfiorò con la testa un angolo del paralume. Per un attimo, la luce venne a cadere in pieno sui suoi capelli grigi, anzi, in gran parte bianchi, inondandoli, sia pure, forse, con qualche esagerazione, di un alone che “donava ” molto. (Sembra Liala, ma continuo) benché fossero momentaneamente scompigliati, si vedeva che erano tagliati di fresco; o meglio, sfumati di fresco. Sul collo e alle tempie erano stati ridotti alla lunghezza normale, ma sui due lati e alla sommità della testa erano stati lasciati parecchio più linghi di quanto si usi, e avevano, per la verità, un’aria lievemente “artistica”. -Pronto? – disse nel microfono con voce sonora. La ragazza rimase puntellata sull’avanbraccio, con gli occhi fissi su di lui. I suoi occhi, non tanto attenti o pensosi, quanto soltanto aperti, riflettevano soprattutto la loro stessa grandezza e colore.
    Una voce d’uomo _ atona e tuttavia vibrante in qualche modo di una rude, quasi oscena urgenza _ giunse dall’altra estremità del filo: _ Sei tu Lee? Ti ho svegliato?
    L’uomo coi capelli grigi lanciò una rapida occhiata verso sinistra, alla ragazza. – Chi è? – chiese. – Sei tu Arthur?
    _ Sì. T’ho svegliato?
    – No, no. ero a letto che leggevo. Qualcosa che non va?
    –Davvero non t’ho svegliato? Dimmi la verità.
    – No, no… assolutamente, – disse l’uomo coi capelli grigi. – Anzi, per dire le cose come stanno, non c’è più una notte .
    – Volevo solo chiederti, lee, non hai mica notato quando Joanie è andata via? Non hai mica notato se è andata via con gli Ellenbogens, per caso?
    L’uomo coi capelli grigi guardò di nuovo verso sinistra, ma questa volta in alto, non verso la ragazza, che ora lo stava osservando come uno di quei giovani poliziotti irlandesi dagli occhi color cielo. – No, Arthur, – disse, con gli occhi fissi nell’angolo lontano, in penombra, della stanza, là dove il muro incontrava il soffitto. – Non è venuta via con te?”

    …….. eccetera eccetera eccetera

  6. temperanza il 7 marzo 2006 alle 23:46

    lunghi, non linghi
    avambraccio, non avanbraccio
    e forse altro ancora che non ho visto,
    per tutto questo mi scuso

  7. mag il 8 marzo 2006 alle 07:29

    vorrei sapere qualcosa delle metamorfosi della Fura del Baus a Milano.
    http://www.lafura.com

  8. gianni biondillo il 8 marzo 2006 alle 16:22

    Segnalo il pezzo “not seen on tv” su http://www.roquentin.net
    Direi sia importante vederlo e discuterne.

  9. Ivan il 8 marzo 2006 alle 16:49

    Grazie Gianni. Qualcuno mi segnala prontamente che potrebbe trattarsi di una vecchia bufala, almeno per quanto riguarda le immagini, tranello in cui può esser caduta anche Susan Nathan. Nell’eventualità mi scuso, ma giacché Susan Nathan ha scritto un libro sull’argomento (più o meno) credo sia utile sentire la sua opinione (nel frattempo chiedo anche ai ragazzi di Electronic Intifada, che ne dovrebbero sapere di più)

  10. Ivan il 8 marzo 2006 alle 19:32

    Update>b>: le immagini sono vecchie, che siano una bufala non è mai stato dimostrato, ma sostenuto da attivissimo e da qualche altro (anche su basi assurde). Via Electronic Intifada, dove ricordano benissimo le immagini e la polemica che ne seguì, hanno sempre considerato le immagini “veritiere”.

    Come siano ricapitate nella mani di Susan Nathan non lo so, ma lo chiederò a Susan Nathan, ovviamente.

    Grazie, di nuovo,
    Ivan

  11. Ivan il 8 marzo 2006 alle 19:32

    scusate il grassetto, ho sbagliato a inserire un tag

  12. claudio il 9 marzo 2006 alle 17:18

    Da qualche tempo è on-line un manifesto promosso da Marcello Pera e da altri rappresentanti (politici e culturali) dell’attuale governo, che in nome della civiltà occidentale si ergono a difensori di determinati valori e principi.
    Al momento ha ricevuto più di 6.000 adesioni.
    Credo sia utile un confronto con posizioni di questa natura.

    http://www.perloccidente.it

    L’Occidente è in crisi. Attaccato dall’esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall’interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un’aggressione diretta alla nostra civiltà e all’umanità intera.
    L’Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell’antiamericanismo una bandiera.
    Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l’uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione degli immigrati.
    Come ha detto Benedetto XVI, oggi “l’Occidente non ama più se stesso”. Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.

    *
    All’interno del sito alcuni brevi enunciati spiegano le ragioni del loro impegno. Lo slogan di riferimento è il seguente:

    Per l’occidente forza di civiltà.
    L’Occidente è vita. L’Occidente è civiltà. L’Occidente è libertà.

  13. Ivan il 9 marzo 2006 alle 22:51

    Claudio, penso che tu abbia ragione.

    In ogni caso, ho chiesto un parere sulle immagini a Thomas Olson (Palestine Media Watch); lo riporto testualmente (poi lo ripubblicherò, ovviamente)

    The most interesting part of this controversy is that there is really nothing controversial here at all. Israel has maintained for the last three decades that what it calls “targeted liquidation” (and what everyone calls assassination or extra-judicial killing) is a legitimate practice. It is in fact the only democratic country in the world to make this claim, and it has been routinely executing Palestinians since at least the 1970s. While in some cases Israel proudly takes “credit” for its death squad operations, in many cases it denies them, putting forward “official” explanations which are often quite incredible. In the first four years of the current Intifada, Israeli death squads assassinated hundreds of Palestinians, and in the course of their execution, killed and injured many hundreds more. 273 individuals during this period were assassinated, and another 99 were killed in circumstances which appear likely to be assassinations. During the course of these 372 killings, an additional 197 innocent bystanders were killed, and 575 others were hospitalized with injuries. These calculations do not include another 93 attempted and failed assassinations, which nevertheless resulted in the deaths of 65 bystanders and the hospitalization of another 316. In total, over the course of a mere 1,500 days, the upper range of this spectrum of definite and possible executions shows 465 death squad operations, leaving 634 dead and 891 hospitalized. On average, for every one “target” executed, an additional three Palestinian civilians were killed or wounded.

    The indiscriminate nature of these death squad operations, which often consist of aerial bombings, has been condemned by the United Nations and virtually every human rights organization on earth, as has the very idea of “extrajudicial killings.” Israel has attempted to justify them as a response to indiscriminate attacks by “suicide bombers”. However I think careful examination of the timing and targets of these political executions overwhelmingly suggests that their main and intended function has been precisely to encourage suicide bombing. During the same 1,500 day period described above, there were a total of 135 suicide bombings; these killed at least 501 Israelis and wounded thousands.

    In this context, the apparent execution of Mohamed Saleh is neither shocking nor controversial. Although I obviously am incapable of making any definitive statement of the accuracy of these images, it should be kept in mind that the original images were certainly subjected to rigorous review before they were released internationally by one of the world’s foremost news agencies, Agence-France Presse (AFP). I don’t see any compelling reason to question the account they appear to describe, especially since AFP staff also collected the testimony of 10 eyewitnesses who said they observed the individual being shot in the back of the head at point blank range while face down on the ground, a half hour after being subdued, bound and stripped.

    The timing of this incident is also revealing. Saleh’s killing took place at a moment of acute political panic in Israel: only a few days earlier, the entire Arab League had made an unprecedented offer of full normalization of relations with Israel in exchange for a full withdrawal from all lands occupied in 1967. Rather than be dragged into discussion of a generous offer which threatened Israel’s schemes for the West Bank, Israel’s response was to change the subject : it unleashed a wave of unusually brutal and provocative assassinations and promptly launched one of the most gratuitously destructive military operations in its history – “Operation Defensive Shield.” (For more information on Operation Defnsive Shield, see:

    http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=3411&CategoryId=4

    electronicintifada.net/bytopic/200.shtml

    Of far more interest to me than this particular killing is the persistence and omnipresence of this reflexive strategy in which Zionist propagandists simply lie – often in the most shamelessly absurd ways – to conceal the crimes of Israel. Any time Israel looks bad in the media, a host of pundits arise to concoct, invent, and contrive “controversy” where in fact there is none at all. A classic example of this is the horrific killing of Mohammed Al-Durah in the first days of the Intifada – televised images of which electrified the entire world and continue to haunt the minds of many in the Islamic world.

    news.bbc.co.uk/hi/arabic/news/newsid_951000/951469.stm

    Years after the fact, Al-Durrah’s killing has become a bizarre focus of Zionist attention, and a google search of his name will now take you to hundreds if not thousands of Zionist denunciations of this incident as a deliberately staged fake killing.

    This endless rehashing and quibbling denial of past Israeli crimes serves two ends: Firstly, it promotes the idea that the problem is not the crime itself, but the discussion or characterization of Israel crimes as such, as if to speak of such things is a de facto anti-semitism. More seriously, it renders Israel’s daily violence against Palestinians invisible and academic, effectively concealing the profound and extremely urgent distress of Palestinians behind a screen of endless bickering over trivia

    Thomas Olson

    http://www.pmwatch.org/pmw/index.asp

  14. lucianone freud il 11 marzo 2006 alle 12:46

    chiedo agli indiani de parlare tra i tanti argomenti che tratteno pure della terza età con riferimento ai pensionati, discorso che per via dell’età mia (74) mi sta a cuore.
    magari pure a altri lettori.
    grazie.

  15. andrea il 12 marzo 2006 alle 13:06

    sì. Come ogni cosa, come ogni persona, NazioneIndiana è cambiata col tempo. Oggi la versione 2.0 è più – diciamo così – “ordinata”: nei contenuti, nella grafica.
    E difficilmente, prima, NI avrebbe censurato un commento non offensivo, non volgare, soprattutto non incongruo al post di riferimento.
    Mi chiedo se la censura del mio precedente commento a questo post rappresenta la normale prassi del nuovo corso di NI.
    In caso contrario, vorrei cortesemente sapere perché sono stato censurato.
    Non voglio fare polemiche.
    Voglio solo capire. E regolarmi di conseguenza.

  16. andrea il 12 marzo 2006 alle 13:07

    (il post cui mi riferisco è “Quattro poesie di Stéphane Bouquet”)

  17. jan il 12 marzo 2006 alle 20:35

    https://www.nazioneindiana.com/netiquette/
    Accade inoltre quando il commento è irrilevante rispetto alla discussione in corso.

  18. stefano zangrando il 12 marzo 2006 alle 20:39

    I visitatori di NI che vivono intorno a Bergamo sono invitati a questo incontro:

    Luigi Grazioli presenta IL LIBRO DI EGON (Greco & Greco) di S.Z.
    Venerdì 17 marzo, ore 18:30
    Libreria Fabula
    via Torquato Tasso 52 , Bergamo

  19. andrea il 13 marzo 2006 alle 00:55

    Se un commento fosse solo irrilevante, non ci sarebbe bisogno di cancellarlo.
    No, credo che quel commento, oltre che pertinente alla discussione in corso su quel post, fosse più semplicemente sgradito a colui che lo ha censurato.
    Tutto qua.

  20. enrico de lea il 13 marzo 2006 alle 12:37

    (domanda)

    Se l’aria della sera ci portasse
    il sapore salato dal capo sul mare, aleggiando
    sugli uliveti dei padri, riusciremmo forse,
    noi aggrappati ad una forza del rito,
    a dirci ancora felici di una pace antica,
    di un quieto movimento dell’occhio?

  21. Ambretta Scarpetta il 13 marzo 2006 alle 20:56

    Audiolibro italiano gratis in iTunes Music Store
    Tre talenti straordinari: le parole di G.L. Tannamori, la voce narrante di Ludovica Modugno, la Linea di Osvaldo Cavandoli, per il podcast di animulae – le toscane profumano di limoni, primo romanzo italiano pubblicato a puntate su iTunes Music Store: un evento culturale nuovo che offre liberamente su internet un’opera di letteratura d’avanguardia.
    L’audiolibro pubblicato integralmente è disponibile gratuitamente per tutti gli utenti di iTunes Music Store.

    Sito ufficiale:
    http://www.animulae.it

    Podcast in iTunes Music Store:
    http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewPodcast?id=111531267

  22. lucianone freud il 14 marzo 2006 alle 13:43

    chiedo agli indiani di parlare qualche volta anche dei disoccupati e dei figli che non sene vogliono andare di casa. il problema mi sta a cuore perchè io ho 74 anni compiuti a maggio e sono pensionato da 14, c’ho mia moglie annamaria a carico e pure mio figlio rinaldo di anni 39, che ha fatto il servizio d’ordine lazio nell’era cragnotti e ora sta tutto il giorno a guardare la tv, de filippi, augias, annunziata, matrix, ghezzi, fino alle ore piccole. poi si alza verso mezzogiorno e si vede la clerici e attacca così tuti i giorni. la domenica domenica in tutto il pomeriggio.manco scopa, disce che le ragazze sono tutte burine e interessate, vogliono tutte il calciatore e l’imprenditore e il chirurgo plastico (mi sa che ste cose le ha imparate guardando verissimo su canale 5) insomma lui le donne le vede tutte uguli a l’arcuri o hilari blasi, invece per dire c’è pure victoria cabbello,gli ho detto io, e lui giustamente m’ha detto (che l’aveva saputo a la vita in diretta o a italia sul due, quella trasmissione teribbile che vede lui tutti i pomeriggi come una condanna a morte) che la cabbello sta con quello, come si chiama, lo scultore strano, quello che mette i finti regazzini sull’albero a milano che senbreno impiccati, non mi ricordo il nome, e allora io a rinaldo gli ho dovuto dire che pure la cabbello è interessata sennò mica andava con lo scultore cattellan, ecco il nome, cattellan, insomma niente più din don din don amore cento campane dicheno de si, come cantava alla buon’ora il nostro lando fiorini al puff, che quando ero più giovane e stavo ancora al ministero andavo con annamaria spesso a vederlo. insomma, rinaldo ha fatto le medie e un anno e mezzo di geometri, sa fare tutto con le mano come ho segnalato ala dottoressa scarparo su vibbrisse, volendo fa lavoretti d’idraulica e puo’ pure fare il fattorino, infatti sul curiculum c’è scritto che nel 89 ha fatto per tre mesi il fattorino all’acotral.
    scusate e buon lavoro a tutti gli indiani che mi tengono tanta compagnia.

  23. lucianone freud il 14 marzo 2006 alle 14:43

    scusate segnalo pure che oggi ho aperto il mio blog, se ci andate a fare una visitina mi farete contento, lì spiego tutto, anche le motivazioni. grazie
    http://lucianofreud.splinder.com

  24. Carlo il 17 marzo 2006 alle 08:00

    Ciao, gli studenti della Sorbona si stanno facendo sentire, a quanto pare. Una musica che tanti di noi hanno già sentito. Mi fa venire in mente la canzone del maggio di De Andrè
    Le barricate sono l’ultimo territorio rimasto, per chi è giovane e non vuole più aspettare? Spero di no, sarà banale, ma la politica non dà più risposte. E con questo non mi sogno certo di incitare alla violenza, vi segnalo soltanto una canzone di Ivano Fossati. Ascoltatela (possibilmente con la musica, se qualcuno vuole il file lo posso allegare). Dice molto di più che tanti commenti perbenisti e pelosi

    ciao

    Carlo Grande

    Terra dove andare (I. Fossati)

    Lui si guarda intorno e non ha già
    più terra dove andare
    lui si guarda intorno e non ha già
    più terra dove andare
    e a diciott’anni un lavoro non lo cerca più
    a diciott’anni un lavoro che gli serve a fare
    se si guarda intorno e non ha già
    più terra dove andare
    se si guarda intorno e non ha già
    più terra dove andare.
    Così suo padre gli fa cenno d’aspettare
    e il sindacato gli fa segno di firmare
    lui si guarda il cielo, il cielo è un Comitato Centrale.
    Per certe donne è una questione di stile
    ah, che disgrazia le questioni di stile
    lui si gurda intorno e non c’è un’ombra
    nella quale sparire
    lui si gurda intorno e non c’è un’ombra
    nella quale scomparire, eh no.
    Lui si guarda intorno e non ha già
    più terra dove andare
    lui si guarda i piedi e non ha scarpe adatte per
    continuare a ballare
    lui se guarda il cielo non ha santi a cui telefonare
    lui se guarda il cielo, il cielo gli fa segno di andare.

  25. db il 19 marzo 2006 alle 17:46

    ho intravisto l’altra sera la quarta parte di un’intervista di Sparzani a Tina. ora non c’è più. siccome ritengo il tutto molto bello e importante, chiedo se al momento di postare la quarta parte non possiate metterci anche le altre tre, che sono brevi

  26. francesco forlani il 20 marzo 2006 alle 12:24

    concordo
    effeffe

  27. Addio Alle Arti il 21 marzo 2006 alle 10:07

    Chiedo di conoscere la ragione della censura a due commenti (di tale Ernesto Cilindri) e al mio che a lui rispondevo con una battuta (mi cito testualmente: “Signor Cilindri, spero vivamente per lei che il corpo che a lei piace sia il corpo di una poetessa che parla da solo e non di una poetessa che parla di corpo”). Credo che perderete non solo un fresco commentatore, io, ma un lettore (sempre io). Prometto (a me) che le Vostre pagine, se non mi spiegherete (e chiedete anche scusa e anche in fretta), non le aprirò più. Auguri anticipati per la Vostra Arte e la Vostra Letteratura (mi scappa da ridere, scusatemi, e questo – mi spiace per Voi – non lo potete proprio censurare; ripeto dunque: mi scappa da ridere). Cordialmente ecc. ecc.

  28. gianni biondillo il 21 marzo 2006 alle 16:19

    Non so di quale censura parli, ero fuori Milano, ma fammi capire, Addio alle Arti: se non ti censuriamo tu diventi un fresco commentatore delle nostre pagine che leggi (interessato, se addirittura le commenti). Se invece ti censuriamo le stesse pagine di letteratura ti fanno ridere? WOW!

  29. francesco il 21 marzo 2006 alle 23:59

    Ho finito di scrivere un noir. L’ho inviato a diverse case editrici e ad un agente letterario. Nell’attesa di qualche risposta, mi sono rituffato su Dostoevskij. L’autore che -con Kafka e pochi altri- mi allontana dall’idea che io possa scrivere e farmi leggere, ma la cui grandezza mi ha fatto innamorare della letteratura. Rivolgo due domande agli scrittori che animano questo stupendo blog (sono un vostro affezionato lettore): 1) avete anche voi autori che vi hanno “innamorato per negazione” -impotenza creativa di fronte alle loro pagine e coincidente necessità di scrivere? 2) Prosaicissimo: ci sarebbe qualcuno disposto a leggere qualche capitolo del mio romanzo per darmi un parere?
    Auguri per il vostro “giorno natalizio”
    Francesco

  30. francesco forlani il 22 marzo 2006 alle 08:42

    Addio Alle Arti,
    ti sfido a duello (sono un ex allievo della Nunziatella, scuola di Pisacane per intenderci) a te l’arma (l’arte)
    Fioretto o Sciabola?
    effeffe
    ps
    al Bois de Vincennes, naturalmente. I miei testimoni (Franz e Blondil)
    I suoi?

  31. Franz Krauspenhaar il 22 marzo 2006 alle 19:40

    Segnalo la “ripartenza” del blog Uffenwanken (tra i link qui su NI) dopo sette mesi di sospensione. http://www.markelo.net (alla voce “Categories” – “Blog”).
    Grazie dell’attenzione.

  32. Addio Alle Arti il 23 marzo 2006 alle 15:29

    Signor Biondillo, se lei non sa di quale censura io parli, visto che appunto parlo di commenti cancellati, e visto che lei era pure fuori Milano, che parla a fare (per metà o un quarto)?

  33. Addio Alle Arti il 23 marzo 2006 alle 15:32

    Signor Forlani,
    un duello con lei? Con uno così bravo a fare harakiri? (si fa e si disfa, Forlani, tutto da solo!) Naaa… Mi annoierei ancora. E poi, coincidenza: io pure chiamerei come testimoni “Franz e Blondil”.

  34. francesco forlani il 23 marzo 2006 alle 16:31

    Carissimo Addio Alle Arti oltre che noioso è anche irritante. Spero proprio di non incontrarla mai ma qualora la cosa dovesse succedere la prego, continui a mantenere l’anonimato tanto si sa cosa questo comporti, in certi casi.
    Adieu
    effeffe

  35. Addio Alle Arti il 23 marzo 2006 alle 18:35

    Anonimato (qua l’aspettavo: che noia!) o no, Signor Forlani, è lei che avrebbe voluto incontrare me in duello, dopo avermi definito come una persona che dice cazzate, e dopo avere incitato il Signor Raos suo compagno di merendine Kinder a rispondermi a tono, di modo che io, naturalmente, potessi finalmente rendermi conto di quanto fossero imbecilli le mie affermazioni (parole sue, in parte cancellate, perché lei non è mai troppo sicuro di ciò che pensa, dice e fa, mi pare).

    È lei, Forlani, che dichiara e conferma continuamente di essere – pur con tutta la sua aria sufficiente – troppo “insufficiente” per poter venire a dire a me che dico cazzate. Morale: lei pensi alle sue, di cazzate, che io penso alle mie. Addio? Addio: se la rivedrò, riderò di sicuro. Cordialmente suo ecc. ecc.

  36. francesco forlani il 24 marzo 2006 alle 08:46

    oh finalmente una cosa sensata. Riderne insieme!!
    effeffe

  37. Addio Alle Arti il 24 marzo 2006 alle 11:36

    Eh?

  38. LaGiardiniera il 24 marzo 2006 alle 11:59

    Segnalo:
    Campagna “Adotta il voto di un immigrato!”
    Fra poche settimane i cittadini italiani saranno chiamati a votare il nuovo governo. Circa 3 milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia non lo potranno invece fare, nonostante rappresentino il 9% della forza lavoro, paghino tasse e contributi e/o investano soldi in Italia contribuendo alla crescita di questo paese. Per la Destra essi si materializzano solo quando fanno la fila per tre giorni davanti agli uffici postali. Di conseguenza, non è loro permesso esprimere un’opinione non solo sull’operato del governo del paese dove si dipanano le loro vite, dove investono i loro soldi, dove sognano un futuro, ma non potranno nemmeno rispondere, con lo strumento del voto, a chi li offende quotidianamente e gratuitamente. I cittadini italiani però lo possono fare. Per se stessi, innanzitutto. Ma anche per i loro vicini di casa o per i loro colleghi di lavoro stranieri che vivono nello stesso paese, svolgono gli stessi lavori, pagano le stesse tasse, aiutano i propri familiari nei paesi di origine mentre subiscono ogni tipo di insulto e di angheria, ogni tipo di ricatto e di sfruttamento garantito e perpetuato da leggi che i cittadini italiani stessi possono cambiare. La possibilità di ritrovarsi per altri cinque anni alla mercé della Lega e delle svariate espressioni neofasciste che sono confluite ultimamente nella coalizione della Destra, mi riempie di orrore per le nostre esistenze, i nostri investimenti materiali e affettivi e il nostro stesso diritto alla vita in questo paese. Ma quello che mi preoccupa ancora di più è vedere alcuni cittadini italiani – di sinistra o vicini ai suoi ideali – esternare la loro volontà di astenersi dal voto mentre intere popolazioni vengono bombardate dalle Destre proprio con la scusa di regalare loro questo diritto. L’astensione è una prospettiva orribile per chi deve subire una miriade di provvedimenti e di esternazioni a dir poco umilianti senza possibilità di cambiare le cose in meglio per sé stesso e per tutti. Ritengo che le idee espresse nel programma dell’Unione in materia di immigrazione siano un balsamo capace di lenire ferite che rischiano di incancrenirsi irrimediabilmente. Quindi, cari amici italiani, se non volete votare per voi stessi, fatelo almeno per noi. Se non avete a cuore i vostri interessi, abbiate pietà almeno delle nostre esistenze, della nostra dignità umana calpestata ogni santo giorno. Adottate i nostri voti e quelli dei nostri figli. Andate a votare, per il bene dell’Italia.
    Sherif El Sebaie, Il Manifesto, P.12
    Dal blog Salam(e)lik

  39. francesco forlani il 24 marzo 2006 alle 14:36

    bellissima iniziativa
    (vista sul blog di Georgia)
    effeffe
    ps
    chi mi adotta?

  40. francesco il 24 marzo 2006 alle 20:18

    Per il signor Forlani.
    Può dare qualche altro dettaglio sul romanzo che sta scrivendo… non per niente… ma c’è che mi sono laureato su Pavese e quel suo sesto capitolo mi ha ricordato i bei tempi universitari :-)
    Francesco

  41. francesco forlani il 27 marzo 2006 alle 08:02

    Solo un pò di pazienza. E’ una storia d’amore.
    effeffe
    ps
    comunque la mia mail è francesco.forlani@wanadoo.fr, se vuoi possiamo parlarne.

  42. Mr. AlliS il 27 marzo 2006 alle 18:59

    Da Aprile su Radio Alzo Zero

    attualità e politica col Filtro Letterario

    società e costume col Filtro letterario

    musica e cinema col Filtro Letterario

    ecologia e filosofia col Filtro Letterario

    …ad Aprile parte Filtro Letterario…

    Ogni settimana, mezz’ora di accurati filtraggi in compagnia del Gruppo Opìfice

  43. Anonima Scrittori il 29 marzo 2006 alle 00:46

    Anonima Scrittori – in forma anonima

    Progetto Modica Quantità

    Pillole di narrativa da assumere con cadenza bimestrale.
    Non c’è controindicazione: tutti possono partecipare.
    Unico limite: la lunghezza massima: 2500 battute, spazi inclusi, titolo escluso. Su questo non si transige. Ogni autore può mandare un solo racconto.

    QUARTA SOMMINISTRAZIONE: PILLOLE ROSSE
    Racconti di massimo 2500 battute (spazi inclusi, titolo escluso) che parlino di SESSO da inviare entro la mezzanotte del 30 aprile 2006 alla casella raccontiATanonimascrittori.it (specificare in oggetto “pillole rosse”)

    Attenzione: non è un concorso: come al solito non si vince niente se non la soddisfazione di essere pubblicati sul sito http://www.anonimascrittori.it , magari anche in forma cartacea, di fregiarsi del titolo di anonimo Scrittore e di partecipare ai nostri reading. E vi pare poco?

    Qualsiasi richiesta di informazione può essere inviata a infoATanonimascrittori.it
    o sul nostro forum http://www.anonimascrittori.it/forum

    Inoltre ricordate che ad Aprile (il mese più crudele)
    Anonima Scrittori raddoppia:
    IL 15 APRILE 2006 scade il termine per l’invio dei racconti del Progetto (R)esistenza

    (R)esistenza – manuale di storie contemporanee.

    Narrazioni di massimo diciottomila battute per opere ambientate a partire dal
    1946 in poi che raccontino episodi di resistenza umana e/o sociale in ogni
    settore della vita quotidiana.

    I lavori dovranno essere inviati all’indirizzo resistenza@anonimascrittori.it
    entro il 15 Aprile2006. Una giuria valuterà i racconti pervenuti e premierà i 5
    lavori ritenuti migliori, che verranno presentati in una iniziativa pubblica il
    25 Aprile, anniversario della Liberazione.

    ANONIMA SCRITTORI prende a pretesto una ricorrenza simbolo per la Repubblica
    Italiana per dare forma e corpo a quelle storie (quelle con la esse minuscola) che domani diventeranno la Storia d’Italia.

    A tutti i partecipanti verrà garantita la pubblicazione online del racconto (in
    formato PDF) sul sito http://www.anonimascrittori.it.

    A tutti i partecipanti verrà regalato l’adesivo simbolo della nuova (R)esistenza
    italiana.



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