Primum vivere

17 marzo 2006
Pubblicato da

di Lorenzo Galbiati e Anna Setari Cari Indiani, abbiamo aperto un blog collettivo, www.primumvivere.splinder.com, per pubblicare e diffondere messaggi, scritti di nostro pugno o scaricati da internet, che, in vista delle prossime elezioni, vogliano invitare le persone a votare per i partiti che sostengono la candidatura di Prodi a presidente del consiglio. A questo proposito intendiamo evidenziare gli atti gravemente dannosi per il Paese e per le sue istituzioni democratiche commessi negli ultimi cinque anni dal governo Berlusconi, e alcuni importanti punti positivi presenti nel programma dell’Unione sottoscritto da tutti i partiti del Centrosinistra. Sentiamo di impegnarci in questa campagna elettorale per nostro dovere civile di persone convinte che, in questo momento storico, schierarsi per Prodi e contro Berlusconi sia innanzi tutto schierarsi per la democrazia e contro l’imbarbarimento della politica. Primum vivere, come abbiamo scritto nel Manifesto del blog, che riportiamo qui sotto. Chiunque condivida il Manifesto e i nostri propositi è invitato a seguire il blog e a contattarci, se desidera parteciparvi attivamente. Manifesto Sul primo numero di Micromega del 2006 c’è un editoriale che, nel celebrare il ventesimo anniversario della fondazione della rivista, invita all’impegno civile tutti coloro che si riconoscono in una Sinistra che non ha scordato le sue Ragioni, e che intende riproporle alla sinistra dei partiti e degli apparati come armi per vincere la sfida elettorale e far rinascere la democrazia in Italia. Abbiamo fatto nostro questo appello, lo abbiamo adattato al nostro comune sentire, volere, pensare. Siamo una comunità di inguaribili dissidenti la cui bussola di valori è la coerenza del laicismo, l’intransigenza per la legalità e per i diritti di chi è Altro, la radicalità del pensiero politico e il primato democratico del dissenso su ogni sirena di pensiero unico, a partire da quello che ha portato a una globalizzazione sempre meno civile e sempre più infestata da crociati di Dio e di Mammona. Siamo persone che intendono coltivare – ciascuno a suo modo – l’impazienza della ragione, della libertà, della giustizia, dell’eguaglianza.  Abbiamo sofferto il disagio per una sinistra “ufficiale” che quei valori – quelle Ragioni – sempre più spesso ha disatteso, contraddetto, e talvolta irriso. La conseguenza drammatica di questo disimpegno sul piano dei valori è stata l’incapacità di opporsi alla sciagurata avanzata del berlusconismo, che ha portato in pochi anni allo stravolgimento della Costituzione, al completo monopolio dell’informazione televisiva, all’affossamento delle libertà di tutti per mantenere i privilegi di pochi, alla delegittimazione della magistratura, alla recessione economica accompagnata dalla demolizione di quel residuo di equità che ancora traspare nelle sopravviventi istituzioni del welfare, e insomma ha ridotto a un cumulo di macerie la vita politica, democratica, economica e sociale del paese. Al punto in cui ci troviamo, liberare l’Italia da questo “Regime” è una priorità di carattere vitale.  Primum vivere. Nessuna ripresa democratica è possibile se non si interrompe questa grave involuzione sociale dovuta all’offesa delle regole minime della democrazia, allo sfascio della cosa pubblica in nome di interessi privati e di malaffare che non esitano a servirsi dell’appoggio della destra eversiva e di persone imputate per collusione con la mafia. Per questo motivo il nostro impegno sarà di far vincere le prossime elezioni a questa Sinistra, a questo Centro-sinistra, pur con tutte le loro inadeguatezze. Per liberare il paese dalla sventura e dalla vergogna di farsi ancora una volta laboratorio mondiale di un nuovo esperimento liberticida – dopo quello funesto e ineguagliabile del ventennio fascista. Questo nostro impegno tuttavia fin da oggi (e più che mai da domani, se come speriamo ci saremo liberati) vuole essere inderogabilmente intrecciato al rilancio di “Giustizia e Libertà”, dei valori di una Sinistra libertaria sempre più necessaria e con la quale si incontra, non a caso, quella Destra liberale e civile (fortemente minoritaria, fatta da pochi individui) che non confonde libertà e privilegio. Di questo incontro gobettiano, politico e filosofico, oggi c’è più che mai bisogno per fare in modo che il 9 e il 10 aprile l’Italia si liberi dal Regime e rinasca dalle sue macerie. Promotori: Lorenzo Galbiati e Anna Setari Partecipano al blog: Luisa Bellanova M. B. Mario Bianco Claudia Firino Vladimiro Forlese Mia Hoffmann Maddalena Mapelli Simona Niccolai Marco Rovelli

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128 Responses to Primum vivere

  1. Aldo Biscardi il 17 marzo 2006 alle 10:25

    “Per la rinascita d’Italia”? come il piano rinascita della p2? :-O

  2. bd il 17 marzo 2006 alle 10:53

    Indiani e dissidenti.. mi sembra una bella accoppiata.

  3. prodi il 17 marzo 2006 alle 11:42

    HIC PRHODUS, HIC VOTA! O miei prodi votate voi stessi, cioè me, votate-votate-me, affinché io possa, domani stesso, permettere l’utilizzo delle nostre basi militari per bombardare il piccolo paese qui di fianco, così cattivo e poco democratico; anzi no, rettifico: ordinerò ai nostri aerei così democratici, e con potenza di fuoco invidiata anche dalla CIA, di bombardare direttamente lo stesso paesello di cui sopra, affinché non si dica ch’io sono coniglio e non sappia cogliere il consiglio di Mamma America, no, no, no – e chi non vota per me peste lo colga! E poi prometto che continuerò quanto già cominciai nell’altro mio governo, il Prodi Primo, e cioè altra flessibilità in nome della libertà del mercato – e anche del supermercato, e in nome di Dio e anche del pensionato, certo: che però nessuno intenda delle pensioni, questo men che mai! E poi la mia faccia sarà pur tenera, però guardate che sotto le mutande c’ho un bastone così, come mostrammo io e i miei prodi difensori già nelle giornate di Napoli, anticipo pepato di quel che poi il Berluska II fece a Genova, che però sia chiaro che nostro è il merito, visto che noi siamo stati gli organizzatori di quella farsa orgasmatica dei Gi-ottini riuniti. Ecco, vorrei anche ricordare agli indecisi che fui io e proprio io – che non sono dio ma un po’ gli somiglio – che sono io, dicevo, che la notte di San Silvestro del 1997 tagliai il welfare di ben 4 mmrd, e scusate se è poco, cominciando quello sperpero di risorse pubbliche da donare alle industrie per favorire la concorrenza-enza-enza. E sono sempre io che invoco a pie’ sospinto il FMI e la BM e la PS e anche i CC (non sia mai che i lavoratori scioperino). Sì, prometto rigore fiscale, anche se il fallo è fuori area. Questo il mio slogan: YOU DO HYSTORY WEN YOU DO BUSINESS. E poi basta con ‘ste fregnacce sulla Costituzione! Io già di mio me ne fregai, e certo l’Art 1, quello sulla Guerra, è stato il mio consocio D’Alemix a fregarlo, però su mio consiglio, e io in parlamento approvai anche il federalismo e approvai i regali alla Confindustria e alle scuole papaline, cosa che nemmeno mai nessun governo democristiano fece, io invece sì, perché io avevo dalla mia i sindacati e i partiti di sinistra che mica scioperavano contro di me, cioè contro di loro stessi, no, figuriamoci!, in fondo l’Ulivo, che oggi si chiama Unione, è questo nuovo patto per attuare i programmi dei conservatori con la faccia pulita dei progressisti, e il lavoro interinale guardate che l’ho inventato io e anche i centri di permanenza temporanea per stranieri, che poi sono dei lager dove ci finisce gente che nemmeno ha commesso reato, ma è meglio così, ve lo garantisco, dovete fidarvi di me-che-sono-stato-in-Europa e che quindi conosco il mondo meglio di voi diffidenti, e guardate poi che la riforma della Moratti è scritta ricopiando in brutta copia quanto già il mio fido ministro Berlinguer-uer-uer (pat-pat sulla spalla) fece a sua volta in materia, per non dire di quante proposte del centro-sinistra, e in particolare di Tiziano (detto Treu-treno-che-sbatte), sono state fatte proprie dal centro-destra, che davvero sono bravi solo a copiare i nostri compiti, tipo i patti territoriali per il sud (taglio del 30% degli stipendi di quei lavoratori che stanno al sole, dove, è risaputo, la voglia di lavorare è minore), o tipo la flessibilità oraria (lavori anche la domenica e ti pagano di meno), che però, attenti, non è la riduzione dell’orario di lavoro, quella era una promessa elettorale per tenere a cuccia i rifondaroli, che oggi sono diventati così … ubbidienti, no, la flessibilità è un must, e poi per restare in Europa agevoleremo di nuovo la Fiat, come già si fece in quel primo nostro esperimento di governo-di-destra-governato-dalla-sinistra … Ah, dimenticavo la privatizzazione in perdita delle aziende pubbliche, le cui basi le gettai quando ero GranCapoInTesta dell’IRI, dove divenni famoso per la svendita della Cirio e dell’Alfa Romeo e di altre cosucce del genere. Insomma, caro amico, l’Itaglya si deve destare: basta col Cavaliere Nero di Arcore, W W W (vuol dire “viva” tre volte) Mortadella e la sua armata di destra-asinistra! Se Dio vorrà (e lo vorrà, ci ho parlato ieri), alla fine delle elezioni regalerò ai letterati tanta letteratura dei nostri scrittori preferiti, Baricco è il più bravo: tanti frammenti da copiare in copyleft, con l’unica preghiera di menzionare la fonte: Prodi De Lupis, detto Scrittore di Nuovo Regime per Grazia Divina …

  4. accidioso il 17 marzo 2006 alle 12:17

    Certo che se per trovare argomenti contro berlusconi dovete riesumare la P2, significa che ne avete davvero pochi, di argomenti.

  5. Bladrus il 17 marzo 2006 alle 12:32

    prodi, tutto quello che dici è vero, ahimè. Ma sei intenzionato a non cambiare nulla di nulla? Andrai al gov in continuità col passato? Però c’è Rifonda che ti marca stretto, non credo che potrai precarizzare ulteriormente e fare troppi pacchi regalo ai kapitalisti, cerca di non farti fare le scarpe da d’alemix come al solito, riga dritto, non fartela sotto e vedrai che qualcosa di buono combiniamo. Questa è la tua (e forse nostra) ultima possibilità.

  6. missy il 17 marzo 2006 alle 12:43

    quando ho guardato il debole duello, ho avuto un solo pensiero: certo che tra un piccolo dux e un prete, siamo messi bene.
    E dobbiamo pure sperare che vinca il secondo…

  7. lorenzo galbiati il 17 marzo 2006 alle 13:16

    Da quanto leggo nel messaggio firmato “prodi” deduco che questo blog è letto anche da accaniti lettori de Il Giornale, se non dai suoi stessi collaboratori. L’anonimato e il tono propagandistico infamante non meritano una risposta diretta.
    Si può comunque discutere sui contenuti del msg, che peraltro affrontano molti temi sfiorandoli appena e riempiendoli di cifre non contestualizzate, come insegna il berlusconi (perdente) in formato duello televisivo.
    Comiciano col dire che la Cirio non è stata svenduta.
    Che la Sinistra nella ex jugoslavia ha partecipato a una guerra (discutibile) con l’appoggio della Nato e di gran parte dell’opinione pubblica occidentale; che era contraria a mandare le truppe italiane ad occupare l’Iraq aggredito dagli USA in nome di una guerra preventiva che è di fatto il suo opposto, poiché gli USA fanno la guerra proprio a quegli stati che non sono in grado di preventivare alcuna azione di guerra contro di loro.
    Si potrebbe andare avanti a lungo, ricordando che la riforma Moratti è molto diversa da quella Berlinguer; che ha eliminato lo studio dell’evoluzione dell’uomo dai programmi di terza media per motivi filosofico-religiosi ecc.
    Ma quando un breve scritto distorce la realtà a suo piacimento mi chiedo se ne vale la pena.
    Come dice giustamente Prodi, occorre prima dimostrare di essere seri, poi si può anche discutere delle molte mancanze dei precedenti governi di Centrosinistra, che cmq restano un pallido ricordo rispetto alle vergogne del governo Berlsuconi.

  8. mauro il 17 marzo 2006 alle 13:19

    per il resto dev’essere proprio internet, che ti induce a farlo. L’idiota, intendo. Perché altrimenti spiegami tu il motivo per cui un mezzo che più degli altri ti garantisce libertà di espressione trabocca di grafomani mediocri, per la maggior parte mitomani, che sembrano non riuscire a tenere a freno l’impulso di farsi una pisciatina sul tronco dell’albero. Ma mica perché gli scappa: perché si può. Un po’ come quelli che nei supermercati mangiano cubetti di mortadella scadente solo perché sono gratis. E magari poi rifanno anche la fila. Per questo dico che non è tutta colpa tua. Se i quotidiani pubblicassero, una per una, tutte le lettere arrivate in redazione, ti troveremmo anche lì, tronfio, sulla tua cassettina di legno, intento a sparare la tua irrinunciabile cazzata. Lì ti scremano (e se fai caso alla qualità di quelle pubblicate, pensa quale può essere il livello di quelle che scartano); qui, invece, sai che puoi. Qui, per dire, non accetti nemmeno che qualcuno ti faccia notare che nel commentare un pezzo sei andato fuori tema. Chi è questo che si permette di incanalare in un alveo di conformismo la mia creatività e minaccia la mia libertà di espressione? Nemmeno te la fossi conquistata, quella libertà. Tipo usandola per qualcosa di utile. E mica dico rielaborare la teoria della relatività, no: sarebbe sufficiente, di tanto in tanto, dimostrare che non sei stato dotato di pollici opponibili giusto perché ne avanzavano. E invece viene fuori che sei un dio tra quelli che fanno a gara a scrivere “Primo!” quando un post è stato appena pubblicato. poi c’è la questione dell’anonimato. Perché, già, quelli come te, che sulla rete si fanno chiamare “Dragonfly” o “Frodo”, non ce li hanno mai messi nome, cognome e la faccia, quella volta in cui i professori chiesero di chi era la colpa – ed era tua, ovviamente -, altrimenti avrebbero dato un compito in classe a tutti. E nemmeno quella volta che ti fermasti al semaforo, di notte, e nel marciapiede accanto stavano riempiendo di botte uno. E quando è arrivata la volante tu non c’eri già più. Se ti avesse beccato in tempo, avresti detto che non avevi visto bene, che no, non avresti testimoniato e nome e cognome, no, grazie, preferivi di no. E neppure quando quel pallone gonfiato del tuo capo ha licenziato il tuo collega e tutti, pure tu, sapevano che non c’entrava niente, nemmeno allora ci mettesti il nome, il cognome e la faccia per dire che non era giusto. Sulla rete, puoi. C’è una giornalista che scrive pezzi geniali e ironici e con proprietà di linguaggio, e tu, nel rispondere alle sue obiezioni, non trovi altra alternativa che dirle “Sei un cesso”. C’è una ragazza che, grazie alle cose che ha scritto, ha pubblicato un libro ed è approdata in televisione, e tu, nel giudicarla in pubblico, non trovi niente di più sensato che sostenere che “i testi di quando faceva ridere glieli scriveva l’ex fidanzato comico”. E infine c’è una ragazza di 19 anni che alterna scrittura trash a racconti persino soavi, e per te, lo Sherlock Holmes del protocollo IP, “è troppo giovane, non può averlo scritto lei / non esiste, è un fake / è un commercialista di Milano quarantacinquenne che si spaccia per ragazzina”. Scrivi bene di qualcuno? “Te la vuoi far dare”. Critichi qualcuno? “Non gliel’ha data”. Qualcun altro tiene a farci sapere che ti apprezza? “Te la vuole dare”. E’ una vita molto triste, la tua, nella quale anche una semplice carineria fatta in modo disinteressato ha un corrispondente in natura misurato in trombate. Siete, tu e i tuoi amici del branco, un tritacarne di buone intenzioni. E allora succede questo: che Tu Amico BLOGGER puoi per lo meno staccarne la spina, fino a fine settimana. Niente più commenti, per un po’. Come ai bambini idioti si tolgono i giocattoli preferiti. Prendi tutto il tempo in più che questa situazione ti concede e prova a usarlo meglio: invece di scrivere una mail a Sabelli e una a Sofri, invece di commentare due o tre post su Macchianera, o sul Daveblog a dare delle stronze alle carampane, fai un respiro lungo lungo, inspira, espira, disintossicati. Poi spegni il monitor ed esci, gira, vedi gente, fai cose: impara a reinserirti in un contesto sociale sano, in un luogo in cui se conoscessero il nickname che usi in rete ti prenderebbero per il culo. Altro che Armstrong: il giorno in cui ti verrà in mente una risposta che (tu e solo tu, questo sia chiaro) reputerai arguta, sferzante, ironica, rivoluzionaria, e rinuncerai a scriverla, ecco, quello sarà un grande passo avanti per l’umanità. E se per caso stai morendo dalla voglia di contestare che non hai mai sentito pronunciare questa frase al ciclista, beh, per oggi fa niente: magari il grande passo lo facciamo domani….. oggi piangiamo ;-)

  9. mauro il 17 marzo 2006 alle 13:22

    (OPS..la parte introduttiva)…..Io non credo che sia tutta colpa tua, caro ..Blogger Un po’, sì, sia chiaro…..

  10. prodi II il 17 marzo 2006 alle 14:04

    No, ti prego, Lorenzo, non intervenire in mia difesa, che fai peggio. Certo che le malefatte del mio primo governo, rispetto a quelle del governo Berluska II, sono “un pallido ricordo”. Il problema è che non è né cambiata la situazione internazionale (anzi è peggiorata), né è cambiato il personale politico di cui si compone il mio schieramento. Guardaci; siamo gli stessi di sei anni fa. Anche il nostro programma è lo stesso; certo, meglio tarato sull’attuale contingenza, non siamo mica scemi. Però, te lo garantisco, saremo più eleganti, saremo magari più attenti alle ricadute internazionali del nostro fare, ma nella sostanza non potremmo fare a meno di seguire lo stesso percorso anti-popolare del Cavaliere Nero di Arcore. E sai perché? Perché IO NON SONO MIO. Io sono agito da un principio determinante che guida i miei atti, lo stesso principio che ha ormai decretato l’assoluta impresentabilità del Piccolo Duce. Io vincerò le prossime elezioni, è certo. E le vincerò proprio perché faccio più comodo io e un governo di centro-sinistra, ai fini di concorrere efficacemente nei mercati, che non questa marmaglia di smandrappati di nero vestiti. La democrazia è una grande farsa o, se preferisci, uno spettacolo di marionette. Ci si diverte, come i bambini, pur sapendo che in realtà chi muove i fili non mostra mai il suo vero volto. E se per caso, un giorno, il popolo sarà talmente irresponsabile da mandare a casa, insieme ai Signori di Arcore, anche noi-che-siamo-di-sinistra-centrata-sulla-destra, allora stai tranquillo che un golpe o una strage o qualche carro armato rimetteranno le cose in ordine. Il denaro deve valorizzarsi, e scorra pure il sangue … Piccola nota di scenario geo-politico: noi, a differenza del centro-destra, saremo più europeisti; sai cosa vuol dire? Che nella competizione globale punteremo ad agganciare le nostre industrie al carro trainante tedesco-francese, cercando di staccarci il più possibile da quello USA. Questa sarà la sola grande differenza. Però attento: ciò aprira ulteriori spazi di conflitto nel mondo; sai com’è: se tu tiri la coperta dalla tua parte, io ti dò una botta in testa …

    PS: ti prego, almeno, applica un po’ di intelligenza e evita il solito ritornello stupido sul blog letto da redattori de Il Giornale. Anche perché, così facendo, dimostri di non conoscere molto bene la situazione politica in Italy. Se così fosse, avresti colto che i contenuti del precedente mio post sono condivisi, tanto per fare un esempio, dai Cobas della scuola o da altri soggetti sociali che poco hanno da spartire con le destre (destre, tra l’altro, sdoganate e “protette” dal centro-sinistra, dalla Bicamerale in avanti), i quali hanno proposto documenti approfonditi mostrando come l’impianto della riforma Moratti segue passo per passo (non del tutto, certo, ci mancherebbe) quello della Riforma Berlinguer; che la legge Bossi-Fini è di poco diversa (certo peggiorativa) di quella Turco-Napolitano, etc. etc (salute!). Dunque, almeno, evita ogni morettismo, veramente di cattivo gusto; abbiamo molti che ci criticano, alla nostra sinistra, e sono molti che pensano che noi, neppure impegnandoci, riusciremo mai a dire-fare-baciare come dovrebbe la vera sinistra (saremo forse, noi, molto “sinistri”?) …

    PS II: soltanto l’affermazione che la sinistra ha partecipato alla guerra contro la ex Jugoslavia perché appoggiata “dalla NATO e da gran parte dell’opinione pubblica occidentale” mi invoglierebbe ad astenermi dal votare me stesso. Prosit.

    PS III: il tono del mio precedente post non è “propagandistico” o “infamante”; è scritto nel classico modo del motteggio, che è modo spontaneo di irridere un personaggio famoso facendogli il verso, al fine di smascherarlo. Come a dire: io mi sono sfottuto da solo; senza insulti, però. Prosit secondo

  11. Trespolo il 17 marzo 2006 alle 14:18

    @Lorenzo: si può essere o meno d’accordo, ma, se affermi che la Cirio (quella che divenne di Cragnotti per capirci) non fu svenduta, dovresti prima almeno informarti. E’ vero: non fu svenduta, ma regalata. Cragnotti acquistò dall’IRI i 3 marchi (Cirio, De Rica, Bertolli) per circa 300 miliardi delle vecchie lirette con una vera e propria partita di giro e ricavando, con la sola cessione del marchio Bertolli alla Unilever, circa una decina di miliardi in più rispetto all’acquisto di TUTTI e TRE i marchi. Addirittura pare, e da qualche parte nelle varie inchieste l’ipotesi dovrebbe essere presente, che Cragnotti avesse concordato la vendita del marchio Bertolli a Unilever prima ancora di aver definito l’acquisto dall’IRI.
    Insomma: i tre marchi non furono ceduti a Cragnotti da mio nonno – pace all’anima sua – ma da Prodi che all’epoca era il padre padrone dell’IRI.
    Per il resto ognuno è liberissimo di pensarla come vuole, ma almeno i numeri non trasformiamoli in opinioni :-)

    Buona giornata. Trespolo.

    PS: se non ricordo male i documenti relativi agli importi di acquisto e vendita furono ritrovati presso una fiduciaria di Lugano, con sede in Corso Italia se non ricordo male, e la visita dei nostri Magistrati alla sede della fiduciaria fu anche trasmessa negli italici telegiornale.

  12. Trespolo il 17 marzo 2006 alle 14:25

    @Lorenzo: non ricordo il nome della fiduciaria di Lugano, dovrei controllare alcuni documenti prima e ora non li ho sottomano, ma, sempre se la vecchiaia non mi tradisce – sai com’è problemi di memoria – mi pare che quella fiduciaria (che poi non era una fiduciaria, ma un vero e proprio groviglio di società tutte nella stessa sede, pure quella che comperava e vendeva i giocatori della Lazio per capirci) avesse un nome che iniziava per Pro.. con l’aggiunta di Consulting.
    Capiamoci, non sto tendando di far capire che la fiduciaria fosse di proprietà di Prodi (lui non ha mai avuto società fiduciarie in svizzera, si sa che non farebbe mai una cosa simile), volevo solo rimarcare come, a volte, le parole facciano strani scherzi e creino strane assonanze.
    Decisamente meglio i numeri :-)

    Buona giornata. Trespolo.

    PS: per il resto ognuno è ovviamente libero di pensarla come vuole e sostenere l’idea che preferisce, magari non mentendo sui dati di fatto, che mi pare corretto. O no?

  13. anna setari il 17 marzo 2006 alle 14:53

    Penso che possa essere un commento ad alcuni dei commenti qui apparsi un post scritto la settimana scorsa per Primumvivere e perciò lo copio qui di seguito:

    Tutti coloro che si preoccupano in questi giorni di insistere sulle deficienze del centrosinistra, sulle sue contraddizioni interne, sul programma che non risponde a tutte le aspettative, su i poteri forti e le occulte presenze; tutti quelli che irridono Eco per il suo appello con la motivazione (in verità, alquanto bizzarra) che però “continua a stare col culo sulla sua sedia”, oppure, come oggi Panebianco sul Corriere, dicendo che “drammatizza” per una specie di “odio” largamente infondato che gli intellettuali italiani (Panebianco non nasconde verso di loro una buona dose di disprezzo) nutrono per Berlusconi, e “confonde” la democrazia, che è il metodo dell’alternanza, con i suoi propri valori di parte; tutti questi che sembrano così serenamente sicuri che in Italia non si stia con queste elezioni giocando una partita molto seria e grave; tutti questi che criticano chi sottolinea le anomalie e le tendenze autoritarie innegabili di questo governo, e fingono di dimenticare che quando la CdL all’opposizione chiamava costantemente “regime” il governo Prodi e poi D’Alema, nessuna voce equilibrata ed equidistante si è mai levata a sottolineare tale eccessiva “drammatizzazione”; tutti questi sembrano avere molto a cuore la trasparenza, la correttezza, la moralità e la competenza in fatto di economia e di politica.
    Non si può che compiacersene.
    Non fosse poi che questa squisita coscienza democratica e morale porta alcuni di loro a sostenere, indirettamente con uno sdegnoso non-voto, o direttamente, col voto, un personaggio, che non è che sia di Destra, perché non gliene importa nulla di nulla tranne che dei propri personali affari, ma che ha usato il potere principalmente per questo: per curare le proprie faccende personali a scapito di tutti i cittadini; e a sostenere una coalizione (questa sì, di destra, e di brutta destra, con venature razziste, con nostalgie autoritarie, con la precisa volontà revisionista di riabilitare il fascismo, di equiparare i bravi “ragazzi” di Salò ai partigiani e via dicendo) che, benché scombinata e grossolana, si è tenuta su attraverso un sistema di reciproci ricatti, ha approvato le leggi del padrone senza fiatare, ne ha aggiunte altre di dannose (vedi anche, fra le molte altre, questa ultima elettorale), e le ha inoltre anche scritte male; che ha fatto politica antieuropea in favore di un filoamericanismo senza nessuna contropartita per il Paese (al di fuori delle pacche sulle spalle del nostro divertente presidente del Consiglio); che ha osato mettere le mani, che erano spesso anche mani di persone condannate per gravi reati, oltre che spesso irridenti al bene comune, su una bella e degnissima Carta Costituzionale, per sconquassarla e introdurvi norme di indirizzo autoritario; che ha cercato di convincere il Paese che il suo nemico principale e la causa d’ogni nefandezza, in un paese in cui regioni intere sono abbandonate alle mani della malavita organizzata, fosse la Magistratura (argomento che penso trovi il pieno consenso di Riina e dei suoi); che in economia, pur davanti al rischio annunciato del disastro, non ha voluto o saputo progettare nulla che contrastasse la nostra veloce discesa; che ha voluto far credere agli italiani che la loro crescente difficoltà economica derivasse dall’euro (che invece li ha salvati da disastri stile Argentina che altrimenti forse avrebeb difficilmente evitato) anziché dalla propria incapacità e non-volontà di intervenire contro l’aumento ingiustificato delle tariffe e dei prezzi; che ha infine contribuito attivamente e quasi entusiastivcamente al degrado generale della vita pubblica del nostro paese.

    Questi signori della CdL hanno come programma, l’hanno detto loro, la continuazione di quanto hanno cominciato a fare.
    E non dovremmo credere, noi democratici, al di là delle nostre posizioni ideologiche di sinistra o di centro o persino di destra liberale e democratica, di essere di fronte a un rischio gravissimo per il Paese?

  14. maline il 17 marzo 2006 alle 15:16

    Mah… certo che di voglia di farsi male ce n’è tanta… Siamo sempre al tanto peggio tanto meglio… Prodi non convince? E allora Viva Berlusconi! Viva il Grande Clown alla guida del Paese. O tutto o niente -dicono i bambini, posseduti dagli effetti dell’erba-voglio più che dalle capacità di riflettere… Ho il sospetto che alcuni a “sinistra” vedano di buon occhio una sconfitta -essere vittima è in fondo sempre bello, nobile; ci si può lamentare, si può dare la colpa ad altri e si può dire che si era sbagliato tutto… Nel “Partigiano Johnny” emerge tutta la differenza tra le brigate Garibaldi e le formazioni azzurre e Fenoglio non è mai tenero con i “rossi”: eppure dice ad un certo punto che il primo che avesse insultato un garibaldino avrebbe avuto a che fare con lui: si rendeva conto che entrambi avevano un obiettivo. Un obiettivo comune. Una priorità. Esistono differenze che non si possono e non si devono tacere. Prodi non convincerà, lo criticheremo fino in fondo, va bene: ma Berlusconi lo vogliamo togliere di mezzo o no? O ci dobbiamo comportare specularmente come coloro che votano Berlusconi non perchè non credano che sia un truffatore, ma proprio perchè pensano che lo sia? (E vogliamo ancora al governo -unici in Europa- un partito razzista quale la Lega?)
    Ognono vedrà le cose alla propria maniera -ci mancherebbe. Se si pensa che Prodi sia inadatto, non lo si voti. Mi prendo la libertà però di dare per 5 anni del coglione a chiunque avendo direttamente o indirettamente favorito una rielezione di Berlusconi se ne lamenterà poi.

  15. giulio il 17 marzo 2006 alle 15:45

    Sapete, care Anna e Maline, cosa c’è alla base della vostra posizione? Un assoluto NON RISPETTO per l’altrui pensiero e per le sue scelte. In democrazia votare equivale a scegliere un candidato e il suo programma. Si può anche scegliere di votare il meno peggio, così come si può scegliere di non votare (fino a prova contraria, nessuna legge impone l’obbligo di farlo). Se accetti le regole della democrazia, è tuo dovere rispettare ogni scelta, anche quella per te più fastidiosa. Tutte le argomentazioni che tentano di colpevolizzare il non-voto, indicandolo come atteggiamento che fa il gioco del centro-destra, sono argomentazioni fortemente irrispettose della stessa democrazia che vorrebbero difendere. Dovreste, prima di pontificare, imparare ad essere più umili e accettare l’Altro anche quando vi dice in faccia che, in fondo, Prodi e Berlusconi sono due facce della stessa medaglia. Ho il sospetto, invero più che un sospetto, che voi non siate in grado di contestare quanti, da sinistra, sono preoccupati del fatto che Prodi & C., una volta al governo, non attueranno questi grandi cambiamenti che ora prospettano. E poi, tanto per farlare chiaro, se il vostro ragionamento fosse giusto, voi, domani, di fronte a scelte guerrafondaie (o di ulteriore flessibilità del lavoro) di Prodi, dovreste stare zitte … Ma essendo il vostro ragionamento sbagliato, spero di vedervi in piazza con me …

    Giulio

  16. maline il 17 marzo 2006 alle 16:02

    @giulio

    conosco questo modo ragionare da tempo. Dietro la facciata del voler essere democratico c’è solo il lassez faire. Il pensare che l’importante è che venga lasciata la libertà di poter coltivare il proprio orticello (ma solo il proprio).
    Io rispetto le altrui opinioni, ma vedi -ho vissuto per più di trenta anni in un regime democristiano (sono arrivato a rimpangerlo!!!). Ho sentito per anni i mugugni della gente, il loro lamentarsi, i loro gridare “sono tutti ladri!”. In vita mia non ho mai, ripeto, mai conosciuto uno che mi abbia detto: ho votato DC. Puntualmente alle elezioni vinceva la DC.
    Se tu leggi bene ciò che ho scritto, e ti chiedo -naturalmente rispettosamente- di farlo, io non ho insultato coloro che la pensano diversamente. Se uno è convinto che Berlusconi sia il bene, prego, si accomodi. Il mio discorso era ed è rivolto a coloro che pur dicendo di essere contro Berlusconi, di fatto lo favoriscono (e sono, naturalmente in nome della democrazia e della libertà di pensiero e parola e azione, padroni di farlo) e passate le elezioni se ne lamenteranno. È un film già visto. Vedi, nella vita ci sono dei momenti nei quali fare i democratici ed i liberali a parole ed a oltranza non porta a nulla. Ogni tanto nella vita occorrono scelte, occorre scegliere. E a volte le scelte devono fare a meno dei balletti in tutù ed in punta di piedi. E te lo dice uno che vorrebbe vedere più tutù e balletti che il viso del Grande Imbonitore sututti i canali.

  17. francesco forlani il 17 marzo 2006 alle 16:27

    Perchè tutto questo solo ora a una manciata di ore dalle elezioni?
    sans polemique
    effeffe
    ps
    e se ripensassimo alla politica come qualcosa di diverso dagli yogurth (a scadenza limitata)?

  18. maline il 17 marzo 2006 alle 16:31

    @ ff

    il problema è proprio questo caro ff. Troppi si svegliano solo quando il frigorifero è pieno sino all’orlo di yoghurt prossimi alla scadenza.

  19. Scrive Giulio Mozzi “[…] si può scegliere di non votare (fino a prova contraria, nessuna legge impone l’obbligo di farlo).”

    Costituzione
    della
    Repubblica Italiana

    TITOLO IV
    RAPPORTI POLITICI

    Art. 48.
    Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
    Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
    La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
    Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

  20. francesco forlani il 17 marzo 2006 alle 17:04

    caro non direi. parafrasando i LB d’antan , valgo molto ma costo pochissimo. Una questio (mancavo dall’Italia da un bel pò) Se votassi Emma Bonino, il mio voto dove andrebbe?
    effeffe

  21. anna setari il 17 marzo 2006 alle 17:05

    Non si tratta di “colpevolizzare” il non voto.
    Semplicemente si tratta di chiarire che il non-voto non è un modo per “cavarsi fuori” e mantenersi privo di responsabilità rispetto al risultato determinato da quegli ingenui che invece votano.
    Il non-voto contribuisce al risultato finale del voto.
    Se “questo e quello” sono considerati “pari” (che somiglia un po’ al vecchio “Franza o Spagna purché se magna”) si può ovviamente non votare in piena coerenza.
    Il fatto è che non sono pari, secondo alcuni di noi.
    Un po’ come il fascismo, a suo tempo, pur se visto da sinistra, non era e non si dimostrò “pari” a un qualsiasi regime capitalistico (Inghilterra, per esempio)

  22. Addio Alle Arti il 17 marzo 2006 alle 17:21

    A me chi non vota dispiace ancora di più di chi vota dalla parte sbagliata convinto (almeno) di essere nel giusto.

  23. marco rovelli il 17 marzo 2006 alle 17:34

    Io voterò. So bene tutte le continuità tra destra e centrosinistra. So anche che le discontinuità prossime saranno poche e flebili. Ma occorrono priorità: e in questo momento la massima priorità è cacciare Berlusconi e questa destra forzaitaliota e nazialleata. Poi però in piazza bisogna esserci, questo va da sé, il governo Prodi non sarà un governo amico.

  24. tashtego il 17 marzo 2006 alle 17:44

    primum fare fuori, politicamente, berlusconi.
    se c’è chi ancora non capisce questa necessità, inutile starci a parlare.
    poi all’interno della coalizione si potrà scegliere magari la rosa nel pugno, che è un gruppo penoso come gli altri, ma almeno è laico.
    solo dopo essere riusciti a buttarlo fuori, silvio dico, potremo ricominciare a discutere, anche violentemente.
    ma la situazione è tale che oggi l’unica forma di identificazione politica dotata di un minimo di senso è quella primaria: pro o contro berluscon e i suoi.
    il resto sono chiacchiere (e distintivo?).

  25. marco rovelli il 17 marzo 2006 alle 17:58

    rosanelpugno? i radicali che ritengono la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionalie hanno appoggiato Tudjman e Bush? quelli che pensano che il mercato del lavoro debba essere liberalizzato sempre di più in nome del sacro dogma del liberismo?

  26. Writer il 17 marzo 2006 alle 18:04

    Tashtego “ma la situazione è tale che oggi l’unica forma di identificazione politica dotata di un minimo di senso è quella primaria: pro o contro berluscon e i suoi.”

    Condizione necessaria, ma non sufficiente.
    Necessaria perché se dovesse rivincere berlusconi, questo paese diventerebbe un cumulo di macerie cosparse di sale.
    Non sufficiente perché, in politica, le aggregazioni “contro”, senza un progetto politico per il paese, hanno un ciclo di vita breve ed effimero.

  27. lorenzo galbiati il 17 marzo 2006 alle 18:35

    @trespolo
    è evidente che abbiamo informazioni diverse e – tempo permettendo – possiamo anche confrontarle in privato. apprezzo la chiarezza delle cifre, ma credo conti piu’ il contesto. apprezzo anche la chiarezza dei tuoi commenti ma, come sai, ho polenizzato altrove con te perché spesso non capisco dove tu voglia andare a parare, o forse lo capisco e mi sembra francamente fuori luogo.

    @a chi non vota
    be’, chi non vota si merita berlusconi. punto.

    @tashtego
    finalmente! finalmente un commento in sintonia con il nostro Manifesto. e lo dice uno decisamente poco entusiata della Rosa nel Pugno. Voglio dire, non si può costruire una politica sulla laicità. Non basta. Non è il Vaticano il principale problema dell’Italia, dell’Europa, del mondo.
    Mi unisco a quanto scritto da rovelli: parliamo di un gruppo ultraliberista e filoamericano. Sarà una bella scommessa vedere se saranno in grado di fare gli inevitabili compromessi quando saranno al governo. Da parte mia cmq mi auguro che sappiano prendersi sulle spalle le loro responsabilità. io credo possano riuscirsci. lo stesso discorso vale per le ali estreme di RC e dell’Udeur (estreme verso destra). al limite, mi auguro che l’Unione vinca con un margine tale da saper fare a meno di un certo numero di parlamentari…
    e cmq si farà battaglia, da dentro, da dissidenti.

  28. angelo cic il 17 marzo 2006 alle 18:55

    ma che ipocriti!
    “…intendiamo evidenziare gli atti gravemente dannosi per il Paese e per le sue istituzioni democratiche di cinque anni del governo Berlusconi…”
    Limitiamoci a questo:fallimento bicamerale presieduta da D’Alema,variazione art V della Costituzione con appena due voti di maggioranza(quando lo spirito della costituzione di cui vi sciacquate la bocca ha sempre avuto per prassi istituzionale il coinvolgimento dell’intero prlamento) e la chicca finale il coraggio di spodestare Prodi eletto dagli italiani con macchinazioni di partito,risultato:gestione antidemocratica quasi golpista delle istituzioni (e pare desiderate fortemente il bis),ingovernabilità assoluta,credibilità zero interna e internazionale ecc ecc.
    Purtroppo per voi dico che non è berlusconi il vostro problema perchè lo conoscete benissimo come boiardo democristiano che ne ha combinato di cotte e di crude da vero demopcristiano;come dicono gli imprenditori della confindustria ci vuole un governo di centrosinistra per fare una politica di destra la più seria ,s’intende tra le righe,perchè l’italia continui ad avere speranze e sviluppo.Prodi continuerà il programma di berlusconi e dovete starvi zitti perchè siete quelli che siete,ha già detto che ci toccheranno fare sacrifici e continueranno a inventarsi altre irap.contenti voi contenti …soltanto voi ma smettetela di parlare di regime e coglionate varie,non siete seri.

  29. marco rovelli il 17 marzo 2006 alle 19:17

    Chiedo: è possibile che un tizio dal mezzo cognome venga qui a insultare impunemente? Se vuole sfogarsi, ci sono parecchi posti su internet per farlo. Non mi pare che NI si possa prestare a questo ruolo.

  30. angelo ciciriello il 17 marzo 2006 alle 19:41

    chiedo sommessamente scusa del termine usato ma è che a volte non si riesce a trovare termine migliore.Il tono può sembrare lievemente sù rispetto ad una pacata discussione ammetto anche questo anche se non sposta di una virgola la questione:di blog e di appelli ne ho visti tanti in giro,quasi tutti dello stesso tono da diluvio universale.l’indistinto assoluto senza non dico uno straccio di analisi(le si facevano a sfinimento nei gruppi extraparlamentari e tutte sbagliate)ma almeno abbiate la compiacenza di guardare i fatti,la storia di ognuno e la storia degli ultimi tempi non solo quella travagliata.Diamo un appiglio reale alla discussione
    grazie.

  31. lorenzo galbiati il 17 marzo 2006 alle 19:48

    @ff
    non so se ti riferivi a “noi”, ma la critica sul “perché adesso e non prima” lascia sempre l’amaro in bocca. ognuno fa quel che può e dovrebbe essere giudicato su quello che fa, non su quello che non fa. inoltre sia io che anna setari abbiamo un blog personale in cui il nostro impegno è visibile da tempo.

  32. tashtego il 17 marzo 2006 alle 20:04

    sono un comunista interiore, cioè uno che ha ridotto le sue convinzioni dentro il recinto del sé.
    questo perché il loro fallimento storico è fattuale ed evidente, perché non credo in nessuna possibile ri-fondazione e perché il comunismo reale, cioè applicato nel corpo della società umana, è quello che conosciamo e non altri.
    tuttavia, non ostante la desolazione, non cedo di fronte dell’offensiva ideologica liberista, perché il fallimento dell’ipotesi comunista non ha di certo cancellato capitalismo, imperialismo, sfruttamento e dominanza.
    non mi interessa polemizzare sulle condizioni dell’oggi, su quello che è o non è la coalizione di centro sinistra, sul fatto che prodi sia “l’altra faccia della medaglia” e altre cazzate del genere.
    l’unica cosa che conta, in questo momento, in Italia, è la permanenza o meno nelle più alte cariche dello stato di un gruppo di potere para criminale, razzista, anti-democratico e privo di qualsiasi nozione del bene comune, dello stesso stato.
    obbiettivo di minima e tuttavia fondamentale.
    non siamo stati noi a decidere questo terreno, altri l’hanno fatto per noi, altri ci hanno trascinato a questo, altri ci hanno spinto a dover stare assieme non ostanti le estraneità reciproche: facciamogliela vedere, buttiamoli fuori.
    poi si vedrà.

  33. angelo ciciriello il 17 marzo 2006 alle 20:29

    sei simpatico tashtego,duro e puro alla john wayne(parlando di indiani…)vedi a cuba c’è un giornalista che sta morendo letteralmente di fame(non alla pannella alla matriciana)perchè il regime comunista di castro non gli permette di usare internet.Nessuna voce libera in occidente,nei blogg progressisti come questo registra un appello,una anima sensibile degna della parola libertà.Tu dici sporco liberismo quando senza questa idea non ci sarebbe stato sviluppo,libertà,emancipazione e che il tuo comunismo sia ormai interiore non ci toglie l’idea che solo ancora in italia esistono,e vogliono governare nonostante la storia.diversi partiti comunisti,anche democratici quelli che nelle regioni rosse fanno vedere e vivere solo un colore.Sulle -bande criminali-al potere devo sommessamente ricordarti che sono stati liberamente eletti dal popolo italiano ma per voi questo non conta.Non siete solo dei nostalgici come volete far credere,no,questa si intolleranza che spalmate a piè sospinto e non depone a favore di uno sviluppo civile e veramente democratico nei prossimi anni.Il popolo ha ragione solo quando vota e ragiona come te.Nell’intolleranza non c’è ragione,rispetto,non c’è la storia e se permetti vorrei dire sommessamente NO al -tuo sole dell’avvenire-.

  34. maline il 17 marzo 2006 alle 20:58

    tashtego, pur con un linguaggio crudo (quanno ce vo’ ce vo’…) mette il dito nella piaga.
    Come si può stare a disquisire elegantemente di democrazia e di opinioni e rispetto degli altri, mentre abbiamo un Presidente del Consiglio che bolla come “comunisti” (quelli che -ricordate?- mangiano i bambini e sono trinariciuti) tout court tutti coloro che non sono d’accordo con lui? Gli anti-TAV sono comunisti, la magistratura è comunista… chissà, forse anche la Juventus è comunista…
    Mi chiedo come sia possibile non vedere le gravi storture nel convivere democratico e civile che Berlusconi ha introdotto. Non sono d’accordo col suo punto di vista politico ma, purtroppo, non è questo il punto. Berlusconi è un problema per il Paese di ordine in prima linea culturale e civile. In nessun altro Paese europeo un cambio di governo ha significato una messa in gioco e in pericolo del convivere civile, della Costituzione. L’alternanza di governi è un cambio di politica non un tentare di piegare le strutture dello Stato a proprio uso e consumo. In ogni paese democratico che si rispetti l’opposizione e coloro che pensano diversamente, vengono attaccati sì, ma rispettati -non insultati oi demonizzati. Non si possono usare mezzi termini con uno che vuole spaccare il Paese, dividerlo tra buoni (i leccac…, pardon, gli yes-men) e cattivi (tutti gli altri, i “comunisti” -ach… che noia!). Sul posto di lavoro nessuno chiede al vicino di scrivania o di banco nell’officina di che partito è: ognuno deve contribuire alla buona riuscita del compito da assolvere, nell’interesse di tutti. Il compito della sinistra deve essere in questo momento quello di ricucire le fratture, non in nome del volemose bbene di stampo cattolico, ma del voler progredire nel nome della tolleranza, dello scambio, dell’accettazione, della diversificazione -sì agli scontri, ai litigi ma in una cornice democratica. Ai Berlusconi, che sparano col mitra, non si risponde porgendo l’altra guancia, ma mandandoli, politicamente, via a calci in culo. Anche questa è a volte democrazia. Non è il programma del centro sinistra a convincermi, bensì la convinzione che altri 5 anni di Berlusconi faranno dell’Italia un Paese sconfitto e distrutto proprio, ripeto sino alla noia, sul piano democratico e civile.
    Poi si vedrà: purtroppo a questo siamo arrivati, al poi si vedrà.

    PS. Odio questo genere di linguaggio, ma, ripeto, non è possibile stare a fare balletti in un momento nel quale sono in gioco i prossimi decenni dell’Italia.

  35. tashtego il 17 marzo 2006 alle 21:05

    @ciriciello
    non parlo dei fondamentali della politica con uno che, come te, da segno proprio di non conoscerli.
    non mi interessa quello che pensi o non pensi.
    che il comunismo sia un fallimento lo dico io per primo qui sopra.
    dunque le stronzatine su quanto è cattivo fidel castro me le puoi risparmiare: perché fidel castro no e pinochet sì?
    della falsa coscienza di quelli come te, sono asfaltate le strade.
    la tua è la stessa rozzezza che sento nelle litanie quotidiane dei leccaculi di silvio.
    sul resto dico solo che hitler andò al potere in seguito ad un regolare voto democratico.
    aggiungo che la democrazia non si può ridurre alle sole regole: non è un meccanismo automatico.
    se non è un sentire condiviso, un obbiettivo da conquistare tutti i giorni, prima o poi ti si rivolta contro.
    ha bisogno di cure e attenzioni.
    ma che te lo dico a fare?
    fine delle comunicazioni.

  36. maline il 17 marzo 2006 alle 21:16

    @ angelo ciciriello

    perchè parli di Cuba se non ne sai nulla?

    (non sto sostenendo sia uno stato democratico, ma vedi di conoscerne la storia e raffrontalo con tutto il centro e sudamerica e tieni presente l’embargo di cui da più di 40 anni è soggetto -poi ne potrai parlare. E il “buon” JFK, prima di proibirli agli americani, si fece, la notte prima dell’embargo, spedire più sigari cubani possibile -ma non fece in tempo a fumarli…)

    E quando parli di liberismo e di progresso, non dimenticare che la tua maglietta firmata è stata pagata un pugno di riso in un sottoscala. Ma come dice tashtego: “che te lo dico a fare?”. Sí, fine delle comunicazioni (in democrazia è un mio diritto).

  37. prodi III il 17 marzo 2006 alle 21:26

    Dulcis in fundo (monetario?):

    perché ci siano MENO COSTI PER LE IMPRESE
    abbiamo bisogno di abbassare il costo del lavoro

    per abbassare il costo del lavoro
    abbiamo bisogno di tagliare il salario

    per tagliare il salario
    abbiamo bisogno che i lavoratori siano d’accordo

    perché i lavoratori siano d’accordo
    abbiamo bisogno del sostegno dei sindacati

    per il sostegno dei sindacati
    abbiamo bisogno di vincere le elezioni

    per vincere le elezioni
    abbiamo bisogno del tuo voto

    per avere il tuo voto
    abbiamo bisogno delle tue illusioni

    per le tue illusioni
    abbiamo bisogno di precarizzare l’intelligenza

    per precarizzare l’intelligenza
    abbiamo bisogno di una scuola asservita all’impresa

    per una scuola asservita all’impresa
    abbiamo bisogno del sostegno di confindustria

    per il sostegno di confindustria
    abbiamo bisogno di abbassare il costo del lavoro

    per abbassare il costo del lavoro,
    visto che al secondo giro hanno scioperato,
    abbiamo bisogno della forza pubblica.

    (MENO COSTI PER LE IMPRESE è il punto forte del programma economico dell’Ulivo)

    PS: voterò affinché Berluska sia scacciato, ma per favore smettetela con queste fregnacce da verginelle e ammettetelo apertamente: Prodi non potrà andare al di là di quel che impone lo status delle cose economiche – che sono, fino a prova contraria (che mai nessuno potrò fornire), le cose che veramente decidono di governi e di guerre e di lavoro. Chi si illude su ciò è, appunto, un illuso, uno che è incapace di crescere e vedere come va il mondaccio fuori dal proprio straccio infantile. Il Manifesto “Primum vivere” è pieno di luoghi comuni e di troppe omissioni; ed è ambiguo, in particolare dove dice di voler incontrare la “destra liberale e civile”!!! Ma quando mai la destra è stata liberale e civile!!?? Ripassando la storia, magari, si scoprirebbe che quella destra moderata (sempre illiberale e sempre incivile) ha senza sosta sostenuto la destra muscolosa e assassina, sempre!, dal fascismo italiano sino al Cile; oppure, nel migliore dei casi (tipo Montanelli con la DC), sempre sostenendo la parte peggiore della scena politica … Prosit terzo e chiudo sino al prossimo scipero.

  38. Baldrus il 17 marzo 2006 alle 21:39

    Ciciriello, ma perché non lasci uno spazio dopo la virgola e dopo i punti? Messo così il tuo testo risulta soffocante.

  39. maline il 17 marzo 2006 alle 21:42

    @ baldrus

    eh… fosse solo un problema di punti e virgole…

  40. Trespolo il 18 marzo 2006 alle 00:09

    @Lorenzo: è semplice capire dove voglio andare a parare, basta leggere i miei post. Non amo sentirmi raccontare “cose” che conosco non per sentito dire, ma perché ci ho lavorato. Non amo le posizioni preconcette e chi ragiona per ideologie consolidate (ma dove sono, me lo spiegate?) senza porsi nemmeno un dubbio e ignorando i dati di fatto. Non amo chi non cambia mai idea e per sostenere la sua idea *giusta* (???) è disposto a camminare sul cadavere del figlio o della madre.

    Tutto molto lineare, tutto molto semplice.

    Buona notte. Trespolo.

  41. f. il 18 marzo 2006 alle 00:33

    Forlani, diobbono! non fare scherzi da prete! un comunista dandy non può votare la bonino nemmeno nel peggiore dei suoi incubi!!! Se non ti ravvedi, smetto di fare proseliti alla causa. ;-)

  42. Mia Hoffmann il 18 marzo 2006 alle 09:34

    A quanto pare si gode ancora a spararsi nelle palle a vicenda, almeno si sparasse al cuore – della questione – evitando inutili sanguinamenti.
    Credo che in questo preciso momento storico abbiamo la possibilità di difendere molte libertà, conquistate da altri spesso a costo della vita. Noi, in particolare, abbiamo la possibilità di difendere la libertà di espressione, che va riconquistata.
    “Voglio che la stampa indipendente possa informare sull’operato del governo”, queste parole sono dello psicologo e giornalista indipendente Guillermo Farinas, menzionato dal Sig.Ciciriello.

  43. Trespolo il 18 marzo 2006 alle 10:16

    @Mia: questa enfasi sul momento storico, sulla riconquista delle libertà e tutto il resto mi pare di un patetico impressionante. In Italia non esiste alcun regime altrimenti non avrebbe alcuna speranza il centrosinistra di vincere le elezioni. Parliamo di cose serie e non di *regimi* che non esistono: basta con questa cazzata, ché tutti quelli che dovevano emigrare o avevano dichiarato che sarebbero emigrati sono ancora qui a fare le solite cose e nessuno gli ha torto un capello. I morti portano i nomi di D’Antona e Biagi, non si chiamano Santoro o Eco o Biagi (il giornalista); quelli non se li fila nessuno e han fatto soldi a palate (in Italia) e non se ne andranno dall’Italia per il semplcie motivo che in altre nazioni non guadagnerebbero gli stessi soldi e non avrebbero la credibilità che gli è concessa in Italia.
    E anche ‘sta menata dei giornalisti che non possono scrivere quello che vogliono: che tirassero fuori le palle e la smettessero di integrarsi al sistema che accusano: nessuno li obbliga.
    Personalmente ne ho piene le tasche di lamentele che poi si traducono in esempi *edificanti* come questo: protesta degli studenti in Francia, Repubblica di ieri: notizia di spalla, due colonne, a pagina 29.
    Beh, certo: seghettarsi la testa con le pantomime casalinghe è molto più produttivo. Non fosse pietoso un modo simile di fare giornalismo, potrebbe essere persino divertente.

    Buona giornata. Trespolo.

  44. f. il 18 marzo 2006 alle 10:27

    Si può continuare a parlare anche per delle giornate intere, magari “intrattenendosi” con le elucubrazioni fascistoidi che di tanto in tanto spezzano l’uniformità del paesaggio, ma in “questo” preciso istante sono solo chiacchiere: la vera questione politica, in questo momento, è quella riassunta da tashtego nel suo commento delle 17.44 del 17 marzo. Il resto è soltanto un farsi male a vicenda o, nella “migliore” delle ipotesi, dare corda ad interventi provocatoriamente destrorsi.

  45. angelo ciciriello il 18 marzo 2006 alle 11:03

    @tashtego e maline,
    spero che per continuare(per chi ne ha voglia) una discussione pacata non debba mostrare la mia carta d’identità politica e quindi essere “accettato” nel recinto o nazione indiana seppure costruito in un blog libero…
    E’ probabile che io non conosca i fondamentali della politica ma mi incuriosisce assai sapere quali sono le altre “cose” oltre alle regole democratiche (elezioni,parlamento ecc.) per garantire una democrazia che ha i suoi difetti ma che finora ha garantito diritti,libertà ecc.
    Le stesse regole democratiche (elezioni,parlamento…) che diverde nazioni latino-americane stanno faticosamente mettendo in atto dopo anni e anni di cultura militare e golpista.
    La stessa cosa che si vorrebbe per Cuba ma che nessun intellettuale, e penso solo a quelli italiani, s’è mai sognato di chiedere quando sono in visita dall’amico Fidel…vacanze,che altro (altro che sigari americani e baia dei porci,storie da guerra fredda!).
    Su alcune regole generali poi è bene capirci: nell’appello si parlava di attentati alla costituzione e gli attentati fino a prova contraria gli scorsi anni li ha fatti la sinistra col democristiano Prodi,stravolgendo una delle regole primarie di un contesto democratico:il voto popolare.
    E permettetemi questi sono fatti non falsa coscienza ; anzi devo dire che quando qualcuno a sinistra parla col cuore riesce a dire anche cose vere e condivisibili,esempio : ricordo Travaglio quando disse che i capi erano entrati a Palazzo Chigi con le pezze al culo e ne erano usciti milionari!
    Conflitto di interessi come Berlusca? e “abbiamo una banca” di Fassino?
    E le leggi sul condono (ad personam,ovvio!?) su cui si sono buttati a pesce Grillo,Benigni,la società immobiliare della moglie di Prodi,l’Unità ecc.ecc.
    Anche qui semplici conflitti d’interessi,seppure limitati alla coscienza?!
    Concordo appieno col motteggio del simpatico Prodi perchè è credibile,non finge,perchè sarà più facile far passare un programma di destra della confindustria di Montezemolo con un governo di sinistra e poi perchè Prodi,
    come disse la Bonino quando il prof era a bruxelles,è un cervello piatto
    che faciliterà quel programma ecc.ecc.
    E qualcuno che continua a sognare,se vince Prodi non protesterà quando si cominceranno a vedere le misure antipopolari come fu l’irap;non organizzerà centinaia di scioperi come è successo negli ultimi cinque anni
    (tra l’altro non mi ricordo di proteste quando Prodi fu cacciato…).
    Falsa coscienza la mia? o coda di paglia la vostra?
    ps
    la cosa che infastidisce,ma da sempre nel dna sinistrorso,è quella secondo la quale chi non è d’accordo è razzista,berlusconiano,legge il Giornale…
    io leggo il Giornale (non me ne vergogno)ma anche i locali come il Quotidiano di lecce,la Gazzetta del Mezzogiorno,il Corrierone,la Repubblica…ogni giorno.A volte dò una occhiata all’inserto culturale del Manifesto oltre a qualche rivista. Allora?

    ps2
    spero di aver accontentato anche Baldrus…almeno per gli errori e la scrittura

  46. Marco B. il 18 marzo 2006 alle 11:03

    Secondo me, questo dibattito non sposta 1 voto, quindi è tempo perso. NI avrebbe dovuto postare il link con 2 parole di accompagnamento e tenere chiusi i commenti, che sarebbero finiti comunque su http://www.primumamare.splinder.com Io sul voto mi sono regolato così: l’ho congelato in tasca, e l’unico mio timore è di morire prima del 9 aprile. Quanto al convincere altri, mi regolo così: non guardo i giornali né leggo i telegiornali nè viceversa nè vivecersa, e appena vedo/sento un capannello mi ci butto senza tema ma col punto: interrogativo, e che altro sennò? NB: non faccio lo gnorri, sono gnorri. Fa sempre un certo effetto (io lo chiamo effetto Persan, un misto di Perlana e Dixan). Non ho difficoltà a svelare, anzi, il mio voto in tasca: Lauranelpugno, che finalmente in un post di ieri fa un po’ di campagna. E lasciatemi da compagno lamentare che tante braccia, tipo quelle di f., stando conserte qui vengano sottratte all’apicoltura, che proprio ora ne ha immenso bisogno.

    Marco Belloco

  47. tashtego il 18 marzo 2006 alle 11:49

    @trespolo
    Ribadisco l’ovvio.
    Ad ogni denominazione che si voglia dare di un qualsiasi sistema politico occidentale occorre aggiungere l’aggettivo “mediatico”.
    Si parlerà quindi di democrazia mediatica, di autocrazia mediatica, di regime mediatico, di dittatura mediatica, eccetera.
    Voglio dire in soldoni che è la televisione (e gli altri media) il perno e la leva su cui fa forza chiunque abbia il potere e voglia mantenerlo.
    Quando oggi si dice “regime”, non si intende un sistema che manda in giro le squadracce a menare gli oppositori, il confino, il gulag & il lager, eccetera: questa sì che è una cazzata, trespolo.
    Si intende una cosa completamente diversa, indiretta e sottile, ma nemmeno poi tanto: qui in NI se ne è parlato molto a lungo.
    In questo senso non ingenuo del termine, possiamo tranquillamente dire che oggi in Italia ci sono consistenti elementi di regime.

  48. tashtego il 18 marzo 2006 alle 11:55

    @ciciriello
    “…io leggo il Giornale (non me ne vergogno) ma anche i locali come il Quotidiano di lecce, la Gazzetta del Mezzogiorno,il Corrierone, la Repubblica…ogni giorno. A volte dò una occhiata all’inserto culturale del Manifesto oltre a qualche rivista. Allora?…”

    azzo, ti fai un culo così, ogni giorno a leggere tutta quella roba eh?
    (ti ho aggiunto gli spazi dopo i punti e le virgole)

  49. angelo ciciriello il 18 marzo 2006 alle 12:28

    @tashtego,
    per la verità negli ultimi tempi del corrierone e di repubblica leggo solo i titoli (sulle pagine culturali mi soffermo un pò di più…).
    E’ vero ciò che dici sulla società dell’informazione…ma ora che anche il corriere della cosidetta-finanza buona-ha perso la sua verginale indipendenza (!?) e almeno l’80% della stampa si è spostata a sinistra,la cosa ti fa senso lo stesso?
    Siamo al regime antiberlusconiano ? o contro una società libera?
    E non ti fa senso quando Prodi dice , come nel primo confronto diretto in Tv
    che siccome lui non ha più un cazzo da fare (e nomisma ? e la sua società immobiliare ? e le azioni in borsa ? ) si metterà a organizzare la nostra/vostra felicità ?

    ps
    grazie delle accortezze sulla scrittura che ho ripreso,come vedi.
    ps2
    signori è stato un piacere ma altri ” pascoli ” mi attirano , per ora . Sarà il primo espatrio dopo una presunta vittoria prodiana , seppure da un blog ad un altro.

  50. tashtego il 18 marzo 2006 alle 13:37

    ciriciè, non ti entra in testa che per esempio il Corriere non si è “buttato a sinistra”, ma più semplicemente vede in berlusconi gli stessi problemi che ci vede la sinistra e anche una parte, piccola, della destra democratica?
    “grazie delle accortezze sulla scrittura che ho ripreso,come vedi”.
    essì, e lo spazio dopo la virgola?

  51. lorenzo galbiati il 18 marzo 2006 alle 13:47

    @trespolo
    -sul dove andare a parare: bene, ora mi è chiaro che scrivi da qualunquista, perché chiunque sottoscriverebbe la frase del commento in cui dici di non aver idee preconcette,di non ragionare secondo ideologie ecc….
    -complimenti invece per la presunzione di non voler sentire discorsi su cose che conosci non per sentito direr ma perché tu “ci hai lavorato”…sembri berlusconi! parli suppongo dell’economia italiana in generale, degli imprenditori o di che cosa?
    altrimenti, please, specifica per chi lavori o per chi hai lavorato e precisa anche se tutti coloro che hanno lavorato con te la pensano come te
    -sulle cifre:bene, poichè tu sei il detentore delle cifre, dillo chiaramante:
    come sta l’italia a livello economico?
    ha fatto un buon lavoro berlusconi in questi 5 anni per l’economia italiana? per il lavoro, per lo sviluppo, per gli invetstimenti, per la ricerca?
    Forza, abbi il coraggio di esprimerti in modo sintetico, non riportarci le cifre ma dai un tuo giudizio complessivo, chiaro e netto.

    -Infine, riguardo alla tua risposta a Mia Hoffmann, il nostro Manifesto dice esattamente l’opposto di quanto vai blaterando tu.
    Innanzi tutto Berlusconi (e i suoi alleati non l’hanno mai smentito) ha sempre definito Regime il governo di Centrosinistra e noi non possiamo farlo con lui???
    Dillo chiaro e tondo che stai con il Polo delle Sue libertà,così facciamo presto a capire che abbiamo due concetti di democrazia agli antipodi.
    Facciamo la prova.
    Insisto sul Regime: che significa questa parola? Non è un termine tecnico nel diritto quindi è passibile di varie interpretazioni. Un conservatore, Sartori, da anni sul Corriere va dicendo che può definirsi come Abuso, Eccesso di Potere; in questo senso non c’è dubbio che il governo Berlusconi si qualifica come Regime. Le analisi lo attestano da qualunque pdv: economico (conflitto di interessi), mediatico (possesso dei media televisivi), politico (coinvolgimento dei suoi sodali: ex dipendenti o collaboratori, avvocati) nella gestione della cosa pubblica, specialmente laddove confligge con quella privata.
    In qualunque democrazia che si rispetti tutta o quasi l’opinione pubblica si solleverebbe di fronte a un primo ministro il cui governo approverebbe leggi che impediscono di processarlo per gravi reati di cui è imputato, siamo d’accordo su questo? Già questo dice che ci troviamo in un Regime.

    -I giornalisti: certo che ci sono giornalisti con le palle:sono ad es. Gomez (che hai criticato sul blog di Arden) e Travaglio. E Santoro.
    Certo che possono scrivere articoli e libri se vogliono.
    Ma possono andare in tivù e fare una trasmissione di inchiesta o una semplice intervista sui rapporti tra Forza Italia,Dell’Utri, Berlusconi,Rapisarda, Mangano e lamafia? O parlare delle imputazioni di Berlusoni riportando i fatti e le cifre che ami tanto?
    NO, l’hanno fatto e dalla Bulgaria Berlusconi ha detto, dopo essere stato eletto, che dovevano essere epurati.
    Mi sbaglio?
    Hai mai visto una trasmissione televisiva condotta da un giornalista, che abbia fatto un’inchiesta, un’indagine su temi che rigiuardano Berlusconi e la mafia, i prestiti di soldi, le sue imputazioni?
    Nessuno ha mai fatto una tale trasmissione. E quello è il giornalismo, non invitare Previti a parlare del suo processo a Porta a Porta, con il risultato che lui può difenersi dalle accuse in pubblico e attaccare i giudici e gli altri ospiti non possono dirgli niente perchè non va processato in tivù.
    Ecco perché abbiamo scritto:
    “Nessuna ripresa democratica è possibile se non si interrompe questa grave involuzione sociale dovuta all’offesa delle regole minime della democrazia, allo sfascio della cosa pubblica in nome di interessi privati e di malaffare.”
    Le condividi tu queste regole minime della democrazia che sono state così platealmente offese?

    Aspetto risposte chiare e nette, perchè qui c’è in gioco la nostra vita democratica e io vorrei sapere se ho di fronte persone che vogliono nasconderlo in quanto sostenitori (incoscienti?) del Regime o persone che vogliono riprendersela, questa vita democratica (o che almeno la vogliono migliorare).

  52. lorenzo galbiati il 18 marzo 2006 alle 13:58

    @ Marco B.
    Be’, grazie, per fortuna che almeno F. Krauspenhaar non la pensa come te.
    Peraltro, questo post, in questo sito,non ha lo scopo di spostare alcun voto, ma quello di segnalare un blog e invitare a un confronto i redattori della rivista e i loro commentatori. By the way,

    @redattori di NI
    Premesso che nessuno ha il dovere di collegarsi ogni giorno, né di commentare ogni post, resta il fatto che questo scritto è indirizzato espressamente a voi. A quanto sembra dai commenti, almeno finora, pare che vi interessi poco. Posizione legittima, per carità. Ma non nascondo il mio dispiacere.

  53. f. il 18 marzo 2006 alle 14:13

    Caro Marco Belloco, hai proprio ragione tu. Ma, vedi, per darsi a lavori agricoli, bisogna anche saperli fare: tu ne saresti capace? Io sì, da contadino e figlio di contadini quale sono e mi onoro di essere. In quanto alle “braccia conserte”, ti sbagli di grosso: le mie, politicamente, si agitano da sempre e vanno in tutt’altra direzione (bada: non ho detto “migliore”), vanno verso la concretezza dei fatti e della prassi quotidiana di resistenza che riesco a mettere in atto, piuttosto che verso quello che sembra essere diventato lo sport nazionale di tanti “compagni”, con la rosa nel pugno o meno, negli ultimi tempi: dialogare con berluschini e fascisti (cercando di convincerli?), quali quelli che a frotte, soprattutto negli ultimi tempi, hanno invaso anche NI, venendo a dare al colto e all’inclita lezioni di democrazia (?), di tolleranza (?), di rispetto (?), di riconoscimento reciproco (???), mentre stringono in mano come randelli puntuti copie di libero, foglio, giornale e padania, chiari e luminosi esempi di democrazia e tolleranza e tutto il resto. Quindi, stando alla tua analisi, le strade praticabili sono due: coltivare i campi (allevando api) – cioè la mia strada -; oppure continuare a masturbarsi con questa gente che non fa che ripetere da anni il vocabolario di deliri fintodemocratici mandato a memoria per ossequio ai loro padroni. Tu vuoi continuare a masturbarti con loro, caro? Io questa pratica l’ho lasciata verso i tredici anni, e oggi ne ho qualcuno in più, anni punteggiati, tra l’altro, da randellate non metaforiche di cui porto ancora i segni. Tu quanti ne hai, se è lecito?

  54. Late Comer il 18 marzo 2006 alle 14:31

    non scrivo per aggiungere qualcosa all’ovvio, ovvero che per prima cosa bisogna mandare a casa Berlusconi, per riaprire qualche possibile spazio di agibilità politica, per liberarsi di questo modello culturale economico mediatico che ha peggiorato e inquinato le nostre vite negli ultimi cinque anni in un modo angosciante. Chiediamoci al di la delle chiacchiere che cosa farà Prodi e il suo governo. Già solo il progetto ribadito di fronte a una confindustria non esultante di aumentare il costo del lavoro precario per non renderlo conveniente va nella giusta direzione. Com’è nella giusta direzione l’idea di risolvere una volta per tutte il conflitto d’interessi, e quindi indebolite il blocco di interesse berlusconiani e rendere minimamente più democratica la comunicazione televisiva etc. che con il berlusconismo ha sostituito quasi del tutto per la maggior parte degli italiani la politica vissuta. Per il resto sono d’accordo con chi critica Prodi, ma ciò non toglie che già questi due obbiettivi ci faranno stare un pò meglio. La politica non si risolve nel voto ovviamente. Ma bisogna avere spazio per farla. Ditemi voi che spazio avremmo se continuassimo a essere governati da questa masnada di ladri, fascisti in doppiopetto, affaristi e mafiosi.

  55. tashtego il 18 marzo 2006 alle 14:42

    @galbiati
    tu dici: “chiunque sottoscriverebbe la frase del commento in cui dici di non aver idee preconcette,di non ragionare secondo ideologie”.
    io non lo sotto-scriverei, per esempio.
    la trovo un’affermazione, nella sua banalità, completamente falsa.
    TUTTI ragioniamo secondo ideologie e idee preconcette.
    per il semplice motivo che non è possibile fare diversamente e nemmeno è augurabile, se mi consenti.
    tutti ci tengono da ammantarsi di un’aura di “libertà intellettuale” che è, di fatto, un mito piccolo borghese duro a morire.
    occorre partire dal fatto che in quanto umani siamo mentalmente *tipologici* e che “l’individuo” di fatto non esiste se non come portatore di una particolare combinazione genetica.

  56. Marco B. il 18 marzo 2006 alle 15:10

    @f.
    vuoi che non sappia che sei un apicoltore? ma si fino all’altro giorno avevamo le casette delle api vicine in un post di risulta, il *Baricco chi? Leggere (note)*, e ce la contavamo su lavorando sodo! solo che prima ero passato qua al bar con la maschera ancora su, e ti ho visto scaldarti coi beoni. insomma, sappi che di là ce n’è ancora miele.

    M

    il Persan è un prodotto francese, della Montesquieu

  57. gianni biondillo il 18 marzo 2006 alle 15:13

    No, LORENZO, così non va: se, come dici tu, “questo scritto è indirizzato espressamente a voi” allora ce lo mandavi in una email privata e lo facevamo girare fra di noi. Se invece è stato pubblicato su NI allora è di tutti. E non devi, perciò, “ricattarci” con il tuo dispiacere.
    Scusa la durezza. Ora succede una cosa assurda, per me, un vero empasse: se non commento, a detta tu, sbaglio, ma se commento cedo al tuo ricatto. Cosa faccio?

  58. f. il 18 marzo 2006 alle 15:33

    @ Marco B.

    Tuscè! ;-) Tuscé! ;-)

    p.s.

    Stai più attento, quando scrivi! Se no tash s’incazza.
    Il Persan è imperdonabile! Montesquieu, poi!
    E’ l’ Ape rsan. Di Qu’ ape rquieu: uno degli autori più amati dall’ Ape Mozza.

  59. Writer il 18 marzo 2006 alle 15:59

    Biondillo. “Ora succede una cosa assurda, per me, un vero empasse: se non commento, a detta tu, sbaglio, ma se commento cedo al tuo ricatto. Cosa faccio?”

    Noto che questo tipo di argomentazione ti è cara, Gianni :-)
    Per quanto riguarda Lorenzo, mi sembra che abbia detto un’altra cosa: che si augurava di avere delle risposte da parte di chi lavora per NI.

    Posizione legittima, mi sembra, come quella di commentare o non commentare il suo post.

  60. lorenzo galbiati il 18 marzo 2006 alle 16:07

    @gianni biondillo
    Scusa Gianni ma adesso dobbiamo “litigare” perché ho constatato che quasi nessun “indiano” – inteso come redattore del blog – ha commentato? o perchè vi avrei “ricattato” dicendo che mi dispiace? eddai, so benissimo (e l’ho scritto) che alcuni possono non essere collegati e che cmq non c’è alcun dovere di commentare.
    Peraltro, il messaggio è rivolto espressamente a voi, e infatti l’incipit è “cari indiani” e tramite il vostro blog a tutti, e infatti il finale è “Chiunque condivida…”.
    Quindi fa’ come meglio ti aggrada.
    Posso dire però che sarei curioso di sapere che ne pensa la Comunità di indiani (intesa come redattori, commentatori abituali e saltuari)? penso di sì, è il motivo per cui abbiamo spedito questo messaggio!
    ps e con questo non voglio ricattare tutti quelli che passano di qui a esprimere la loro opinione ;)

  61. lorenzo galbiati il 18 marzo 2006 alle 16:15

    @tashtego
    per carità, hai spostato l’analisi ad un livello più profondo, quindi credo tu capisca che se ti do ragione non mi sto contraddicendo. Anche se ci sarebbe da precisare bene che vuol dire preconcetto e ideologia.
    Ad un livello più superficiale, però, ti risponderei: chi osa affermare pubblicamente di avere preconcetti e di ragionare secondo ideologie? Al massimo, se uno lo fa estende questa considerazione non solo a se stesso ma a tutti, come hai fatto tu.
    Questo era il senso della mia obiezione.

  62. lorenzo galbiati il 18 marzo 2006 alle 16:17

    pps leggo solo ora il post di writer

  63. gianni biondillo il 18 marzo 2006 alle 19:13

    sì Writer, questo tipo di argomentazione mi è “cara”. E sai perché? Perché sono subissato da questi “aut aut”. E i nervi iniziano ad essere scoperti. Tutto qui.
    Mi scuso comunque con Lorenzo per questo OT. Possiamo proseguire in privato nel caso, e qui rimenere in argomento, che mi sembra assai contingente.

  64. Trespolo il 18 marzo 2006 alle 19:14

    @tashtego: in parte sono d’accordo con te: i media, nel nostro mondo occidentale, sono importanti. Negarlo sarebbe da sciocchi, ma da lì a parlare di regime ce ne passa. Personalmente sono convinto che la TV possa condizionare (??) le persone a breve (non sono portato però a considerare le persone come una massa di beoti intenti solo a seguire e fare ciò che racconta la TV, che non ho guardato per 15 anni e ho riportato a casa mia giusto per controllare Moncalvo e infilare, se il caso, qualche critica al suo modo di fare TV, viste le precedenti querele che ha sparso a piene mani), ma sono e rimangono i giornali i media in grado di formare un’opinione.
    Non mi pare che in Italia i giornali siano controllati da Berlusconi e mi preoccupa assai di più il fatto che l’Italia sia uno dei pochi paesi che non ha, nella carta stampata, la presenza di un editore puro sganciato da altri interessi.
    Questo è e rimane, a mio parere, il nodo focale. Per quanto concerne le TV la chiacchierata sarebbe molto complessa e impossibile da affrontare nello spazio di un commento.

    Buona serata. Trespolo.

  65. gianni biondillo il 18 marzo 2006 alle 19:23

    Trespolo,
    mia madre non ha mai letto un giornale in tutta la sua vita. Mio padre legge solo il “corriere dello sport” (e, sostanzialmente, solo i titoli). Dove credi abbiano “formato” la loro “opinione” me lo spieghi? ;-)

  66. Trespolo il 18 marzo 2006 alle 19:53

    @Lorenzo Galbiati: la frase che ho utilizzato è “Non amo le posizioni preconcette e chi ragiona per ideologie consolidate…” e non, come tu hai scritto stravolgendone il significato “chiunque sottoscriverebbe la frase del commento in cui dici di non aver idee preconcette,di non ragionare secondo ideologie”. Non mi pare esattamente lo stesso concetto.
    Chiarito questo passaggio veniamo agli altri punti. La conferma a quanto ho scritto puoi ritrovarla andando a rileggerti gli atti (infiniti) del processo SME. Non ho né tempo, né voglia di andarli a ripescare: un po’ di buona volontà e cercateli senza riprendermi le informazioni pubblicate da Repubblica: vai alla fonte!

    Rimango invece perplesso quando, con una strana rabbia, mi accusi di essere il detentore delle cifre. Francamente non la capisco come non capisco l’accusa di qualunquismo distribuita a piene mani. Assomigli a un bambino offeso.
    Per quanto riguarda l’economia il riassunto è semplice, persino troppo, per questo ultimo quinquennio che ha visto il succedersi di eventi UNICI che hanno condizionato pesantemente l’andamento dell’economia di TUTTI i Paesi occidentali e indipendentemente dalle azioni dei vari governi. In breve:
    · 11 settembre le Twin Towers
    · 11 marzo Madrid
    · entrata della Cina nel WTO
    · prezzo del petrolio triplicato.
    Se a tutto questo aggiungi per l’Italia: crack Parmalat, crack Cirio, crack Giacomelli, crack Finmatica (mi fermo ai principali), esplosione della bolla speculativa sulla new economy, gravi difficoltà nel settore automobilistico (leggi FIAT) per scelte manageriali precedenti quanto meno discutibili (e mi sento gentile che ho il nipote di 6 anni di fianco che legge mentre scrivo).
    Completa poi lo scenario col progressivo disimpegno economico della classe imprenditoriale italiana impegnata a fare finanza invece che industria e ottieni i motivi che hanno generato l’attuale situazione economica.
    Colpa del governo? Fai tu, anzi: fate voi (tu e i promotori del manifesto intendo)

    Regime: da noi il regime non esiste da quando è crollato il fascismo. Non esisterà dovesse vincere il centrosinistra e non esisterà nemmeno se dovesse vincere il centrodestra.
    Sui giornalisti, beh, che dirti: è significativo che Repubblica mi sbatta a pag. 29 le vicende di Parigi. Quando leggo i giornali italiani, che fortunatamente non sono la mia unica fonte di informazioni, ho sempre l’impressione di trovarmi di fronte a “giornaletti di provincia” che spendono pagine e pagine a discutere dell’assemblea di condominio. Come è possibile stimare giornali di questo tipo? La politica estera è relegata, tranne notizie eclatanti, al ruolo di riempitivo, le inchieste giornalistiche sono scomparse da anni, di quelle economiche non ne parliamo proprio: si scrive solo ciò che non infastidisce la proprietà (e non pensare subito a Berlusconi, fai un piccolo sforzo). Dici che abbiamo qualche giornalista coraggioso? Può essere, tutto a questo mondo può essere, ma se proprio mi devo sforzare il nome che mi viene in mente è uno solo: Milena Gabanelli.
    E poi, scusa, non capisco chi impedisca ai giornalisti che citi di imbastire un’inchiesta sugli argomenti di cui parli e andarla a vendere che ne so, a SKY, a La Sette, o a qualche altra TV. Non credo che, a fronte di un lavoro serio e ben fatto, una simile inchiesta incontrerebbe grosse difficoltà a essere collocata.

    Che siano stati commessi errori da questo governo è lampante, ma non ha commesso solo errori aggiungo e non sono l’unico a sostenerlo. I tentativi di leggi ad personam potevano risparmiarseli, così come l’ultima modifica della legge elettorale.
    Quello che non capisco, di questa nostra Italia, è come sia possibile che dal ’94 a oggi Mediaset sia stata sottoposta a circa 500 accertamenti da parte della Guardia di Finanza e, nello stesso periodo, nessuno si sia mai sognato di mandare nemmeno un “postino” a casa di Tanzi e Cagnotti. Forse ne sarebbe valsa la pena.
    Quello che non capisco è come mai, dopo la brillante operazione di equity swap di FIAT (che si è fottuta le Banche molto elegantemente) NESSUN giornale abbia scritto chiaramente che, forse, l’operazione non era così limpida e qualcuno avrebbe dovuto metterci il naso (se passi dalle mie parti trovi la notizia qualche ora dopo l’annuncio dell’operazione).

    Per il resto liberissimo di pensare a regimi, proporre Manifesti e distribuire del qualunquista. Per quanto mi riguarda ora vado a prepararmi la cena e, se vorrai, ci troveremo a ridiscutere qui, fra cinque anni, gli esiti del (se vincerà le elezioni) Governo Prodi. Guarda, sono persino disposto a scommettere che Prodi, non dovesse andare in porto la vicenda del Partito Democratico (e incomincio a nutrire qualche serio dubbio in merito), durerà meno della volta precedente.
    Cenetta in un ristorante serio?

    Buona serata. Trespolo.

  67. Trespolo il 18 marzo 2006 alle 19:54

    @Gianni, hanno fatto un’ottima scelta: i giornali sportivi (che leggo quasi tutti i giorni) sono rimasti gli unici giornali seri in Italia :-))))

    Buona serata. Trespolo.

  68. tashtego il 18 marzo 2006 alle 20:15

    vabbè, trespolo, si discuteva solo sull’ipotesi dell’esistenza o meno di un regime.
    tu, non vedendo in giro camice nere, né gente con la stella sul cappello, dici che è ipotesi risibile.
    secondo me sbagli.

  69. mag il 18 marzo 2006 alle 20:36

    Come state, cari indiani?

  70. Margherita il 18 marzo 2006 alle 22:23

    ..Bene Mag..se non fosse che Trespolo e’ uscito a cena con Mastella&Ruini..!

  71. Trespolo il 18 marzo 2006 alle 23:02

    @Margherita, non esiste il rischio che esca a cena con Ruini: non ci sopportiamo e la non sopportazione è reciproca. Fra le altre cose, anche se non credo ti interessi, sono anche un po’ miscredente… Per quanto riguarda Mastella, beh, l’ho incrociato una volta sola e, a parte le sue idee politiche che non condivido, è simpatico e pure un’ottima forchetta :-)

    @tashtego: commettere errori è normale (o sbaglio pure in questo caso?), però, non so perché, ho la strana impressione che tu legga solo ciò che ti fa comodo. Oppure da qualche parte, in Italia, hai notizia di qualche editore puro che non utilizzi i giornali per farsi i fattacci suoi? A me non risulta…

    Buona notte. Trespolo.

  72. Lorenzo Galbiati il 19 marzo 2006 alle 01:01

    @trespolo
    – prendo atto che con un lungo giro di parole hai dimostrato di sostenere il governo berlusconi, al quale non hai attribuito nessuna grave colpa per la situazione economica italiana (le colpe sono della Cina, dell’11 sett, dei crack italiani, dei governi precedenti di centrosnistra e degli imprenditori: di tutti tranne che di berlsuconi). bene, manca solo l’Euro e il fatto che, a conti fatti, berlusconi ha fatto miracoli e potresti diventare l’autore dei discorsi di sua emittenza.
    – Il resto va da sè. chiaro che dal tuo pdv non c’è un regime: sei un suo sostenitore, cosciente o meno.
    – I giornali: dire che influenzano più il voto della tivù, come hai fatto tu, mi fa venire quasi un moto di tenerezza nei tuoi confronti. Mi auguro quasi che tu sia in malafede, perchè altrimenti mi chiedo che fine fa la tua cultura e la tua intelligenza. Peraltro per uno che sostiene un regime, come fai tu, è facile credere all’idea che tutti o quasi i giornali siano pregiudizialmente contro berlusconi: in un regime chi non sostiene il gruppo di potere esplicitamente è di per sè un nemico. peccato che il berlusca non sia riuscito a comprare anche il corriere, eh?
    – dici che il berlusca poteva risparmiarsi le leggi ad personam, ah! ah! ah! è una battuta, vero? o dici sul serio? forse non sei in malafede, forse non hai proprio capito chi è berlusconi. perchè non provi a informarti su chi è sulle sue imputazioni? sai, non basta sapere di economia per rendersi conto di cosa ha significato il suo governo per l’italia. potresti iniziare col chiederti se una qualsiasi democrazia occidentale accetterebbe che un imprenditore monopolista delle tivù private nazionali e imputato per gravi reati in patria e all’estero possa essere anche solo preso in considerazione come primo ministro. Ci hai mai pensato?

    GLI IMPRENDITORI DI DESTRA E QUELLI DI SINISTRA
    Trespolo mi parla di sentenze… credo sia interessante sapere cosa dice quella di primo grado del processo Dell’utri sulla nascita di Forza Italia. Forse sarà bene riportarla, lo farò…
    Ma io mi chiedo: si è mai visto in Occidente un primo ministro imprenditore che va al Convegno degli imprenditori e insulta dal palco chi osa scuotere la testa quando lo sente dire che l’immagine dell’Italia all’estero è migliorata da quando c’è lui, l’uomo dei miracoli?
    Si riferisce all’immagine di sè che ha dato a Strasburgo nel 2003?
    Abbiamo dovuto aspettare 3 anni e comprare un dvd per vedere bene tutta la scena, l’intervento di Schulz e gli applausi, lunghi, alla sua pacata replica all’infamante epiteto di kapò.
    A quello si riferiva, parlando dell’immagine dell’italia? Cmq, una cosa Berlusconi l’ha chiara: se un imprenditore è di sinistra ci sono due possibilità: o è “fuori di testa” o “ha scheletri nell’aramadio” e dev’essere protetto “dalla sinistra e da magistratura democratica”.
    secondo logica, quindi, il suo pensiero dovrebbe essere questo:
    1 gli imprenditori di sinistra sono pazzi o sono delinquenti in cerca di coperture da parte dei magistrati. mi permetto però di a
    2 gli imprenditori onesti, come lui, sono di destra, e vengono perseguitati dai giudici se diventano avversari della sinsitra. questo è possibile poichè la magistratura è notoriamente in mano alla sinistra. si tratta d’altronde di un pezzo del famoso “stato parallelo della sinistra”, che comprende giudici, giornalisti e insegnanti, come ci ha svelato berlusconi un anno fa a ballarò. Ciò che non ha ancora svelato è come ciò avvenga. voglio dire: laurearsi, passare un concorso pubblico e diventare magistrati o insegnanti non è possibile alle persone di destra’ evidentemente i concorsi e le università sono in mano a personale di sinistra che riesce ad accertarsi, secondo tecniche di intelligence sosfisticate se il candidato è di destra o sinistra. questo presuppone però che la Sinistra tenga in mano anche le forze dell’ordine e i servizi segreti… attendo ancora di capire meglio la faccenda.

  73. Lorenzo Galbiati il 19 marzo 2006 alle 01:07

    mi è scappato l’invio

    * al termine del punto 1

    mi permetto però di aggiungere che non ci vuole, secondo me, la copertura solo dei magistrati ma anche dei corpi speciali di polizia e insomma delle forze dell’ordine, cosa del resto che credo si evidenzi anche tramite il ragionamento logico di cui al punto 2

  74. Writer il 19 marzo 2006 alle 01:13

    Biondillo. “sì Writer, questo tipo di argomentazione mi è “cara”. E sai perché? Perché sono subissato da questi “aut aut”. E i nervi iniziano ad essere scoperti.”

    Gianni, vedere ricatti dove non ci sono è indubbiamente una “sindrome da nervi scoperti”.
    Non mi sembra proprio che ti sia stato lanciato nessun “aut aut”.

  75. claudio il 19 marzo 2006 alle 01:14

    Alcuni anni fa all’Università si discuteva dell’avvento o meno di un nuovo regime. All’epoca era ancora lecito porsi dei dubbi. Oggi no! Oggi o si è ignoranti, o ciechi o in malafede.

  76. Writer il 19 marzo 2006 alle 03:21

    trespolo
    “Per quanto riguarda l’economia il riassunto è semplice, persino troppo, per questo ultimo quinquennio che ha visto il succedersi di eventi UNICI che hanno condizionato pesantemente l’andamento dell’economia di TUTTI i Paesi occidentali”

    Tralasciando le argomentazioni che riporti dopo (11 settembre, il costo del petrolio, ecc) e che sono la fotocopia degli interventi di Berlusconi, Fini e Casini, ti faccio notare che quanto dici non risponde al vero.

    Crescita del Pil reale nei paesi europei

    Spagna 2001 +3, 7 2002 +2,8 2003 +3,0 2004 +3,1 2005 +3,5
    Francia 2001 +2,0 2002 +1,3 2003 +1,0 2004 + 2, 0 2005 +1,8
    UK 2001 +2,2 2002 +2,0 2003 +2,7 2004 +3,1 2005 +1,8
    Italia 2001 +1,8 2002 +0,3 2003 +0,4 2004 +0,9 2005 +0,2
    Zona euro 2001 +2,0 2002 +1,0 2003 +0,9 2004 +1,8 2005 +1,6

    In sintesi: l’italia è cresciuta meno della metà degli altri paesi europei, pur avendo nel 2001 un tasso di crescita sostanzialmente analogo. Eppure anche gli altri paesi hanno avuto la congiuntura che avevi segnalato ( la spagna ha subito anche un devastante attentato nel 2002).
    il trend italiano, inoltre, è negativo.

    la Germania ha avuto, nel biennio 2002-2003 un aumento pari a zero, ma negli ultimi due anni ha ripreso a crescere. noi no.

    A questo occorre aggiungere che il debito è tornato a crescere (108% del Pil), e che le partite correnti (import/export) che nel 2001 erano in parità, adesso sono fortemente negative.

    La destra obietta che la responsabilità è dell’arretratezza della struttura produttiva. Come dire che il governo non ha nessuna influenza sull’economia. Però rivendica con forza la diminuzione della disoccupazione (che s’accompagna a un aumento dei posti di lavoro precari, contabilizzando in modo truffaldino anche le regolarizzazioni degli immigrati extracomunitari come “nuovi posti di lavoro”) e la diminuzione delle tasse (calate di meno di un punto, mentre sono salite sensibilmente quelle indirette e i tributi regionali per effetto del taglio dei finanziamenti agli enti locali).

    Questo, se vogliamo parlare di economia.
    Se volessimo parlare dello stravolgimento dell’ordine giudiziario, della costituzione e di una legge elettorale definita “una porcata” da chi l’ha scritta (una legge che ha come obiettivo quello di creare una condizione di instabilità anche se vinci col 52% dei voti), allora ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli….
    Mandiamo a casa questa manica di lestofanti prima che finiscano di distruggere il paese.

  77. edo il 19 marzo 2006 alle 09:56

    La stagnazione dell’economia è evidente. Dare le colpe al solo governo Berlusconi è miope. Una delle ragioni del declino odierno è anche la privatizzazione dell’industria pubblica, dei primi anni Novanta, che ha assestato un colpo non indifferente al nostro apparato industriale. In quel periodo, infatti, nel 1992, inizia una crisi valutaria che costringe la classe politica a liquidare le imprese a partecipazione statale (cosa che non fanno, ad esempio, Francia e Germania). Tutti i governi che si sono succeduti da quel momento, quello di Prodi compreso, hanno agevolato questo processo, che si è declinato anche nel passaggio dal settore manifatturiero, più esposto alla concorrenza straniera, a settori relativamente tranquilli come autostrade, telecomunicazioni, assicurazioni, energia, grande distribuzione. Il venir meno di un forte comparto pubblico ha anche portato alla riduzione delle commesse per molte industrie, in precedenza assicurate dal pubblico stesso a prezzi vantaggiosi, esponendo le imprese alle oscillazioni dei prezzi internazionali. Diciamo che il governo di centro-destra ha completato una frittata cominciata molto tempo prima. Ma diciamo anche che il centro-sinistra ha partecipato al gioco al massacro della nostra industria, non essendo affatto immune da colpe (incentivi senza una vera politica industriale, privatizzazioni, gestione “indiretta” del passaggio ad un sistema finanziario riducendo quello produttivo, etc.). La schematizzazione dello scontro in atto è ridicola, non serve né a capire ciò che sta effettivamente accadendo, né a come evitare che le prossime manovre economiche (finanziaria) le paghino i soliti noti, ovvero i lavoratori. Altra grave colpa del centro-destra è lo smantellamento dell’amministrazione pubblica, gestita con la scusa dell’efficientismo; ma anche in ciò il centro-sinistra non è immune da colpe, anzi. Ecco, diciamo che il processo di decadimento economico non inizia 5 anni fa; ha origini ben più sostanziose che non una semplice alternanza alla guida del paese. Le attuali tensioni tra USA e Iran, poi, sono da rapportare principalmente alla decisione dell’Iran di quotare il petrolio in euro anziché in dollari, come ha già fatto il Venezuela e come pensa di fare Putin. Siccome il centro-sinistra sta partecipando al balletto tutto ideologico delle armi nucleari iraniane (dicendo niente su quelle appena permesse all’India), mi chiedo quale posizione assumerà domani di fronte ad uno scenario, invero probabile, di ulteriore intervento militare … Sempre alleati? Sempre convinti che, anche sotto l’ombrello ONU, questa sia una guerra per la libertà? Berlusconi sarà pericoloso, ma l’avvento di Prodi non mi rende affatto tranquillo … Mi sento come colui che sta decidendo con quale arma uccidersi. E la speranza che riponete nel centro-sinistra mi rende ancora più preoccupato. Cosa farete domani, voi che siete così fiduciosi, quando il governo Prodi sarà chiamato a partecipare, direttamente o indirettamente, alla guerra? O quando, per fare fronte alle richieste della Confindustria, chiederà sacrifici? No, care anime belle, non mi convincete. Voterò affinché Berlusconi perda, ma di gente come voi, così intruppati in uno schieramento ambiguo sulle cose sostanziali (pace-guerra, lavoro, diritti, laicità …), non potrò che diffidare …

    Questo per parlare di economia. Se poi volessimo parlare di cose giudiziarie, allora parliamo dello stravolgimento della Costituzione operato dal centro-sinistra con i Centri di Permanenza Temporanea, dove, lo ricordo, sono tenute persone senza che abbiano commesso alcun reato. Così come sarebbe opportuno ricordare – per onestà, almeno – che parte dello schieramento dello centro-sinistra, e in particolare la Margherita, ha già detto che le riforme giudiziarie del centro-destra non andranno abrogate, ma valutate caso per caso; come a dire: qualcosa di buono c’è, teniamocelo. Insomma, le ambiguità sono tante. Nasconderle, come di fatto fate voi, cari firmatari del manifesto, è uno sporco gioco, per niente democratico. Ripeto, farò di tutto per mandare a casa Berlusconi; poi vi considererò miei avversari, disapprovando totalmente il fondo della vostra “filosofia” politica …

    Edoardo

  78. temperanza il 19 marzo 2006 alle 10:56

    vedo che @Galbiati chiede a un certo punto perché non solo gli indiani, ma anche qualche commentatore abituale non sia intervenuto. Visto che io commento abbastanza abitualmente, e voto Unione, dirò perché: trovo da anni ogni manifesto generico e così di parte da tagliare le cose con l’accetta, retorico, per così dire, e generica e retorica sempre la discussione che ne segue, come mostra questa striscia, dove è evidente che ognuno è rimasto della sua idea.
    Intervenire su argomenti tanto generici (vedo che mi torna questa parola anche se non vorrei) e non su singoli problemi per portare qualche eventuale nuovo contributo di informazione e conoscenza non è nelle mie corde.
    Dunque condivido la posizione politica, ma non la modalità.

  79. Carlo Capone il 19 marzo 2006 alle 12:01

    Ma perchè Gobetti, Ambrosoli, Travaglio, insomma quella Destra civile e libertaria in questo paese è stata sfrattata dalla sua legittima casa, in cui luogo sorge un casino? mi sembra di aver già detto che il problema, e il dramma, dell’Italia sta in questo abuso edilizio. Possibile che il destino della nostra Destra liberale sia di crepar di botte? o essere finita a pistolettate? o di venir inquisita per un libro inchiesta? possibile che la sinistra debba farne veci causa il disprezzo per lo Stato e le sue leggi che anima le viscere di quell’altra Destra, illiberale, populista e tuttavia maggioritaria?
    Da ragazzo seguii al cinema i due Novecento di Bertolucci. Tuttora conservo la scena degli agrari – padani – in sagrestia. C’è in quelle sequenze il succo di tanti discorsi.

  80. emma il 19 marzo 2006 alle 12:24

    Anche io voto Unione.
    La scelta dei promotori del blog mi sembra generosa, ma penso sia bene fare attenzione alla logica e alla retorica degli schieramenti (pro o contro, buoni o cattivi), necessariamente a rischio di enfasi.
    Mi pare che la volta scorsa questa logica sia stata controproducente.
    Preferisco lasciare ogni enfasi – e ancor più le grida e gli isterismi – a Berlusconi.

  81. cf05103025 il 19 marzo 2006 alle 12:27

    A me da fastidio, ma tanto, perché permalosissimo sono,
    in maniera maniacale paranoica,
    mi produce pruriti, schifezze, orticarie varie,
    colui che senza pagar il fio da all’ uno o all’altro
    dell'”anima bella”,
    alludo naturalmente all’edo di qui sopra,
    perché, diciamocelo pure,
    darti dell'”anima bella equivale a dirti:
    “sei un po’ coglione e ingenuo, anche”.
    Per dire anche l’invalso uso di “buonista” cacciato su da certe carine persone, che dire ciniche è poco, e con le mani assai sozzerelle
    è piuttosto sconcio e villano.
    Per dire ancora, anche il signor Occhetto Achille andava, annni fa circa 15, blaterando di “moralismo e moralisti”contro chi nel proprio medesimo partito suo parlava ed accusava di intralazzi e ruberie e tangenti nella sinistra.
    Andiamoci piano col “moralismo” e cerchiamo di sorvegliare attentamente i nostri eletti affinché facciano bene il loro dovere, ché sono superpagati, straforaggiati, straforniti di denari pubblici.

    MarioB.

  82. Lorenzo Galbiati il 19 marzo 2006 alle 12:39

    @gianni biondillo
    non ho capito, sinceramente, cosa potremmo proseguire in privato. da parte mia è tutto ok. ma se ci sono cose che vorresti precisare, ben disponibile, sia via email che di persona (peraltro ho nostalgia di certi happy hour…;)

    @prodi III
    mi ha fatto un certo piacere leggere la catena logica introduttiva del tuo ultimo post. non nego che ci sia del vero, benché il discorso si regga su forzature. cmq, se davvero alla fine voterai per l’Unione, non siamo molto distanti.
    Non abbiamo scritto infatti Prodi è il nostro ideale politico e nemmeno l’uomo che ci rappresenta. abbiamo scritto né più né meno che votiamo per lui per salvare la democrazia e per impedire al regime di consolidarsi. non abbiamo detto che ci aspettiamo la felicità, ma sopravvivere.
    per farla breve, io sto con la sinistra radicale che dice no a tutte le guerre e con il movimentismo di flores d’arcais che critica senza risparmio la sinistra e che in questi giorni su micromega mette in guardia dal pericolo del “mielismo”.
    la differenza tra noi (me) e te, sta più che altro nel modo di porsi e di dichiararsi.
    tu sei incazzato per la continuità che vedi nei programmi tra prodi e berlusconi e quindi dici di votare prodi a denti stretti.
    io invece ho deciso di dirlo ad alta voce pur non essendo un candidato che mi rapprsenti.
    perché? perchè trovo che la continuità tra Destra e Sinistra non sia così lineare, trovo che ci siano dei distinguo importanti, che ci sia un abisso sulla “presentabilità” personale dei candidati, su come intendere e gestire la cosa pubblica e la rappresentanza dell’italia a livello internazionale.
    insomma berlusconi è entrato in politica per gestire i suoi affari e per risolvere i suoi problemi con la giustizia, prodi no.
    e da questo non possono che derivare differenze nette.
    quindi, allo stato delle cose, credo davvero che il voto per prodi sia “per il bene dell’italia”, perchè anche un possibile governo mediocre val molto di più di un governo palesemente antidemocratico. e nel frattempo si potrà lavorare per una sinistra libertaria anticapitalista ma post-ideologica.

    @temperanza
    Solo per dire che un Manifesto non può non essere un po’ retorico. Non abbiamo fatto un’analisi politica approfondita, un trattato. Abbiamo tirato delle conclusioni.

    @trespolo
    mi scuso per il tono del mio commento notturno.
    confesso di non riuscire a discutere con chi, pur dimostrandosi colto e intelligente, non riesce a comprendere l’anormalità democratica in cui si trova l’italia.
    io stento a credere che una persona minimamente informata e di intelligenza almeno media non riesca a comprendere che è la tv il quarto potere dello stato, capace di influenzare quel 5-10% di elettori indecisi che fanno la differenza in un sistema bipolare.
    stento a credere che una tale persona non abbia capito che berlusconi sia entrato in politica proprio per avere leggi ad personam, a livello economico e giudiziario, e che quindi possa ancora oggi considerare tali leggi marginali nel giudicare il suo governo.
    peraltro, se volessimo andare a vedere tutti i provvedimenti economici che hanno interessato anche le aziende di berlusconi, non finiremmo più.
    così come possiamo dire che tutti o quasi i provvedimenti in campo giudiziario, in modo diretto o indiretto, lo hanno interessato da vicino.
    insomma, NON è possibile pensare a un governo berlusconi senza leggi ad personam.

    @writer
    riflettevo se andare sul piano delle cifre economiche, grazie per averlo fatto tu.

  83. tashtego il 19 marzo 2006 alle 13:16

    E’ interessante vedere che qui si seguita ad argomentare di politica come se fossimo in tempi normali e si potesse tranquillamente fare il bilancio di questo o quel governo, attribuire responsabilità pregresse, discutere di alternanze.
    E’ incredibile la mancanza di percezione del dato di fondo: la situazione è ultimativa e non consente distinzioni sottili.
    @capone
    I liberali italiani sono sempre stata un’accezione della destra, hanno una tradizione di destra, hanno sempre partecipato a coalizioni di destra e all’atto pratico, quando si è trattato di scegliere, si sono sempre compattati coi fascisti.

  84. Carlo Capone il 19 marzo 2006 alle 13:34

    @ tashtego
    concordo con l’ultimatività della situazione e sulle scelte storiche dei liberali italiani. Ma ciò non toglie che Ambrosoli fosse di simpatie liberali , che Gobetti sia morto per le bastonate dei fascisti, e Travaglio sia nato alla Voce di Montanelli. Poi ci sarebbe da discutere degli azionisti. Ma che ne parliamo a fare.
    Ciò detto, il 9 Aprile voterò PDS. Io quella P non me la levo di testa.

  85. tashtego il 19 marzo 2006 alle 14:26

    @capone
    La tesi classica sulle insufficienze storiche del liberalismo italiano descrive una classe dirigente in debito di valori e identità, cioè in poche parole, una borghesia scrausa, stracciona e opportunista, quasi del tutto digiuna dei caposaldi del pensiero politico democratico e liberale, che altrove ne hanno fondato l’agire: primum habere.

  86. tashtego il 19 marzo 2006 alle 14:32

    @capone
    Dear capon’s, da un certo momento (quale?) in poi la partita si è giocata esclusivamente nel dualismo oppositivo tra progetto cattolico e progetto socialista: tertium non datur.
    La cultura laica, già debole e opportunista, ne rimase schiacciata e le conseguenze si vedono soprattutto oggi che, cadute le forze politiche che facevano riferimento a quella divaricazione primaria, sarebbe in realtà il suo momento.
    Invece abbiamo berlusconi, capisci?

  87. temperanza il 19 marzo 2006 alle 14:37

    @galbiati, solo per notare una contraddizone, se, come tu dici

    “un Manifesto non può non essere un po’ retorico. Non abbiamo fatto un’analisi politica approfondita, un trattato. Abbiamo tirato delle conclusioni”

    che commenti ti aspetti?
    Se fosse stato meno retorico e l’analisi fosse stata approfondita magari qualcosa di più delle solite cose che uno pensa e ha già detto e sentito ne sarebbe venuto fuori.

    Cmq la chiudo qui, volevo solo dire perché non mi ero appassionata.

  88. Lorenzo Galbiati il 19 marzo 2006 alle 15:12

    @temperanza
    Dici: “Intervenire su argomenti tanto generici …e non su singoli problemi per portare qualche eventuale nuovo contributo di informazione e conoscenza non è nelle mie corde”
    “Se fosse stato meno retorico e l’analisi fosse stata approfondita magari qualcosa di più delle solite cose che uno pensa e ha già detto e sentito ne sarebbe venuto fuori. Cmq la chiudo qui, volevo solo dire perché non mi ero appassionata.”

    Scusa, ma se l’analisi fosse stata approfondita e condita di spunti informativi originali e puntuali avremmo dovuto scrivere un lungo saggio per NI.
    Oppure avremmo dovuto segnalare un blog dove si cerca di fare tutto questo… tipo il nostro: forse è lì la sede per chi condivide le noste conclusioni e vuole approfondire.
    Nel manifesto, e nella sua breve presentazione, ci siamo concentrati su quello che ci sembra il punto più importante: la posta in gioco in queste elezioni non è tanto la scelta alternativa tra Destra e Sinistra, ma i valori della democrazia.
    E nulla vieta qui di portare contributi, dire la sua sul voto, sul Manifesto riportato e sulla nascita di un blog che si è dato uno scopo e un indirizzo politico piuttosto chiari.

  89. Carlo Capone il 19 marzo 2006 alle 15:34

    @tasht-ego

    Il terzium non datum mi preoccupa assai, come questi cinquant’anni miei. Che nel post precedente mi hanno impedito di ricordare l’Amendola liberale ammazzato nel 24, il Croce confinato tra le carte, i Rosselli ed Ernesto Rossi. Ma ripeto, è quel tertium che accattiva, il liberalismo di sinistra, inteso come concezione etica dello Stato, rigore nella gestione della res di tutti, in poche parole il movimento azionista, che Jalta, la ripugnanza della borghesia italiana per un liberalismo di regole, e infine l’ingombranza della Chiesa numero 1 (la seconda risultando la comunista) spazzarono nel 48. Troppe due chiese, figuriamoci per la smandrappata italia postfascista.

  90. temperanza il 19 marzo 2006 alle 17:09

    @galbiati
    ok

  91. Trespolo il 19 marzo 2006 alle 20:21

    @Writer: hai dimenticato un “piccolissimo” dettaglio nella tua controrisposta: i crack che l’Italia ha dovuto sopportare perché NESSUNO si era mai premunito di andare a fare due controllini del cavolo ad aziende che, come Parmalat, erano date per decotte e con un rapporto indebitamento/fatturato giudicato impossibile già dal 1992!!!! La somma di quei crack (più quelli che non ho citato) corrisponde a DUE MANOVRE finanziarie non leggere. Per favore, se parliamo di numeri vediamo prima di capirci qualcosa e non, scusami il tono, sparare cazzate parziali e/o visioni addomesticate. Vorrei inoltre ricordarti che l’attuale livello di tassazione delle rendite finanziarie (12,5%) fu deciso dal GOVERNO PRODI. Lo stesso che ora mi viene a raccontare che vuole uniformare la tassazione delle rendite finanziarie; però salvaguardando i piccoli investitori. Pare una favola di Andersen, con l’unica differenza che Andersen le favole le sapeva scrivere. La Germania, che decanti in ripresa, ha un livello di disoccupazione che non raggiungeva da decenni.

    @Lorenzo: ciò che Berlusconi ha detto ieri a Vicenza è ciò che pensa la quasi totalità degli imprenditori. E non è da ieri: dei Montezemolo, dei Tronchetti, dei Della Valle, non se ne può più e non li sopporta più nessuno (tranne i baciapile in cerca di prebende, che ci sono anche fra gli imprenditori).
    Hai detto bene: il governo attuale ha commesso sicuramente alcuni errori (non ripeto l’elenco, sono mesi che ne parlo dalle mie parti), ma non ha responsabilità in tema di economia. Non oso immaginare cosa avrebbe potuto capitarci se, in un periodo come questo, avessimo avuto ancora Visco come Ministro del Tesoro o se l’interregno di Siniscalco fosse durato ancora qualche mese.
    Se mi parli di leggi ad personam mi trovi d’accordo, se mi parli della stronzata sul cambio della legge elettorale, mi trovi d’accordo, sull’influenza di TV e Giornali: parliamone. Ma sull’economia, per favore, ma hai provato a dare un’occhiata all’andamento delle Aziende gestite da quel boiardo di Stato che era ed è Prodi? Già dimenticate le operazioni finanziarie notturne in difesa della Lira che ci costarono 160.000 miliardi delle vecchie lire (mica noccioline) e il successivo prelievo notturno di soldi dai conti correnti dei pensionati? Già dimenticato il Ministro del Tesoro/Governo che non si oppone (e ne aveva tutti i diritti essendo possessore di una Golden Share) alla vendita SPECULATIVA del pacchetto di controllo dai bresciani di HOPA al milanese Tronchetti? Prodi, colpito da profonda amnesia a fronte di tutti questi eventi causati dal suo governo precedente, la sta ancora menando con la trimestrale di cassa e con la barzelletta della diminuzione del cuneo fiscale del 5% senza aumentare le tasse. Che farà? Si metterà a stampare cartamoneta senza copertura?
    Avrei, forse, potuto votare a sinistra se fosse andata in porto l’operazione UNIPOL/BNL (non la condividevo, tanto per chiarire, ma mirava a consolidare la posizione finanziaria della sinistra e sganciarla dagli altri poteri economici: leggi De Benedetti, Tronchetti, Montezemolo o FIAT fai tu, e compagnia cantando), ma non è andata e ora il pallino è in mano a Prodi. Non mi fido di quel Signore, nemmeno se fosse l’unico votabile sulla terra.

    Buona serata. Trespolo.

  92. Trespolo il 19 marzo 2006 alle 20:28

    @Lorenzo: non ti devi scusare, ci mancherebbe. Si discute, mica si fa a cazzotti e se a volte capita di esagerare mica mi offendo: basta che le cose mi siano dette in faccia :-)

    Buona serata. Trespolo.

  93. gianni biondillo il 19 marzo 2006 alle 21:12

    Eppure, Trespolone, io lo so che, sotto sotto, turandoti il naso (votando o meno) un po’ te lo auguri che Berlusca non vinca.
    (Se Berlusconi perde si rimette in gioco e si rimesta la politica, anche quella della destra, giusto? E a te serve una destra migliore di questa qui…)
    Perché acca’ nisciuno è fesso, e tu non lo sei affatto. ;-)

  94. tashtego il 20 marzo 2006 alle 08:02

    @trespolo
    “Avrei, forse, potuto votare a sinistra se fosse andata in porto l’operazione UNIPOL/BNL…”
    Un’affermazione del genere mi appare del tutto non-comprensibile.

  95. giuliomozzi il 20 marzo 2006 alle 13:11

    Andrea Barbieri ha riportata una mia frase: “si può scegliere di non votare (fino a prova contraria, nessuna legge impone l’obbligo di farlo)”. E di séguito ha citato l’articolo della Costituzione che definisce il votare un “dovere civico”.
    Mi pare quindi che nessuna legge imponga l’obbligo di votare. Si può dunque (= è lecito) scegliere di non votare.
    In un sistema bipolare, la scelta di non votare è un “mezzo voto” al vincitore: quindi la scelta di “chiamarsi fuori” non votando è almeno per metà una scelta illusoria.
    Per quanto mi riguarda, non ho alcuna intenzione di rinunciare al mio voto. E’ l’unico potere politico reale che ho.

  96. Trespolo il 20 marzo 2006 alle 13:46

    @Gianni: mi piacerebbe essere nella condizione di poter votare in funzione del programma (me li sono letti entrambi attentamente e mi piacerebbe sapere quanti l’hanno fatto). Purtroppo se da un lato abbiamo un centrodestra che ha appoggiato con troppa leggerezza alcune “leggi” non propriamente morali (salvo poi ritrovarsele in quel posto alla resa dei conti), sull’altro vedo un centrosinistra rattoppato, che non ha una visione univoca delle cose da fare e, soprattutto, senza un leader rappresentativo in grado di garantire uniformità all’azione di governo. Prodi durerà da Natale a Santo Stefano e sono disposto a scommettere una cena da Pinchiorri senza alcun problema.
    Fra le altre cose (e rispondo anche a @tashtego) essendo andata a vuoto l’operazione di consolidamento finanziario di UNIPOL (che non condividevo) la sinistra si ritrova nella stessa condizione del primo governo: prigioniera finanziaria di un Prodi che NON E’ uomo di sinistra, ma la naturale protesi di quell’economia nazionale (leggi FIAT, Telecom, etc…) che sarà l’unica a trarre vantaggio dalla ipotizzata diminuzione del cuneo fiscale del 5% (discorso lungo purtroppo) a discapito dell’imprenditoria sana.
    L’esempio lampante si è avuto sabato a Vicenza e nelle reazioni successive che sono arrivate fino ad ipotizzare una clack organizzata a fronte dell’intervento di Berlusconi. Bastava esserci per capire che non è andata così e i Signori che poi stracciano comunicati di risposta piccati (leggi Montezemolo, Pininfarina, Della Valle, Tronchetti) sono gli stessi che hanno TUTTE le loro attività finanziarie allocate il quel del Lussemburgo (unico stato rimasto con conti bancari crittografati) e delle eventuali modifiche di legge per l’adeguamento delle tassazioni sulle rendite finanziarie se ne sbattono le palle. Sono gli stessi che, a breve, dovranno rifare i conti con la base di Confindustria: e li faranno.

    Tashtego si meraviglia e non comprende la mia affermazione; ha ragione a non comprenderla, ma è questa non comprensione di alcuni meccanismi economici che altera la lettura dell’attuale situazione economica (e di governo) e non consente una corretta valutazione degli scenari reali portando, agli occhi della gente, anche quella apparentemente *sgamata*, solo la crosta di argomentazioni difficili da comprendere e con angolazioni parziali se formate partendo da dati statistici ricalcolati. Servirebbero i numeri di partenza, ma quelli non li cita e non li commenta MAI nessuno!

    Ho provato dalle mie parti, nei mesi scorsi, a mettere in chiaro con alcuni post “fantasiosi” almeno una parte di questi passaggi esponendo e commentando i dati di base, ma è e rimarrà una goccia. Lo so io e lo sai pure tu.

    Chiudo questo pistolotto con una considerazione che vale per me: non so se andrò a votare, non ho ancora deciso, ma dovessi andarci lo farò (senza turarmi il naso) solo dopo aver rifatto i conti da solo e valutando esclusivamente (purtroppo o per fortuna) gli aspetti economici dei due programmi. Ché le ideologie sono finite in cantina da un pezzo e senza soldi puoi solo cantare alla luna, che tu canti al demonio o al paradiso non fa differenza :-)

    Buona giornata. Trespolo.

  97. tashtego il 20 marzo 2006 alle 14:15

    @trespolo
    Difficile per me inter-loquire con te, trespolo.
    Non riesco a parlare di politica con chi è di destra: è un mio difetto, lo so.
    Dico solo che voterò Prodi NON perché è di sinistra (nessuno è “di sinistra” nel centro-sinistra, men che meno Bertinotti), ma perché NON è Berlusconi.
    Delle contingenze economiche e degli economicismi in genere e dei tuoi in particolare non me ne importa una ceppa: NON VOTO UN PROGRAMMA, VOTO CONTRO BERLUSCONI, non so se è chiaro.
    Il NON ESSERE Berlusconi (il non essere un suo sotto-pancia) è già di per sé un qualificante e corposo programma politico.
    Se tu non percepisci questa necessità, amen: per me ogni altra argomentazione sta a zero.
    Quanto poi alla morte delle ideologie, valla a raccontare a qualcun altro.
    Magari saranno anche morte, ma una è ancora ben viva, caro trespolo, ed è la tua: si chiama destra liberista e ovunque è funzionale al mantenimento (e al perfezionamento) dello status quo.
    Il fatto che non ci siano oggi un pensiero e una prassi sufficientemente forti e capaci di contrastarla è quello che manca alla sinistra, a tutte le sinistre possibili.

  98. Trespolo il 20 marzo 2006 alle 14:33

    @Tashtego, cosa vuoi che ti dica: le tue sono argomentazioni ineccepibili e incostentabili. :-)

    Buona giornata. Trespolo.

  99. Lorenzo Galbiati il 20 marzo 2006 alle 15:12

    Molti accusano la coalizione di Centrosinistra di essere troppo eterogenea, di non avere una “una visione univoca delle cose da fare e, soprattutto, [di essere] senza un leader rappresentativo in grado di garantire uniformità all’azione di governo”, come scrive Trespolo.
    Ha ragione. L’Unione è alquanto fumosa nei programmi e comprende Mastella, Bonino, Craxi, Di Pietro e Bertinotti, per dirne alcuni molto lontani tra loro, come esperienza politica, visione della società.
    Tuttavia, Trespolo, non credo che “Prodi durerà da Natale a Santo Stefano” e quindi sono pronto a scommettere la cena con te, se definiamo bene i termini di tempo (non so chi sia “Pinchiorri” però, e dato che reputo la vittoria probabile ma non certa, vorrei sapere quanto sia di lusso -sai com’è, conosci il reddito annuo di un docente precario, no?).
    Non lo credo perché i comunisti stavolta hanno firmato il programma e, se defezioni ci saranno, credo che ci sia più possibilità che avvengano tra i deputati della Rosa nel Pugno (che avrà un buon successo) e dell’Udeur di Mastella. Tra i comunisti è possibile (e auspicabile) che se ne escano i trozkisti, ma non so neanche se sono stati candidati. E quindi, se le defezioni totali saranno contenute, Prodi potrà restare in sella. Con questo non dico però che resisterà per tutti e 5 gli anni, ma sarebbe già buono resistesse molto. Peraltro ricordo che neanche Berlusconi è durato 5 anni (Berlusconi ha avuto un secondo incarico di governo, dopo una crisi lampo, che è costata poi il posto a Follini)

    Ma perché dunque l’Unione è questo coacervo indefinibile?
    Per capirlo occorre partire da un assunto di partenza che Trespolo insiste ad ignorare, o a considerare marginale. Certo, non è facile convincere un uomo di destra o anche un qualunquista interessato di economia che ci possono essere altre priorità oltre a quelle economiche; che il voto può dipendere non solo da quanto ci piacciano o meno le cordate della finanza contigue ai due schieramenti politici.
    Eppure, faccio un altro tentativo, anche perchè qui si cerca di ragionare, innanzi tutto e non di convincere Trespolo.
    Il presupposto di ogni ragionamento è che non si può dire che il “centrodestra ha appoggiato con troppa leggerezza alcune “leggi” non propriamente morali (salvo poi ritrovarsele in quel posto alla resa dei conti)”, come se questo fosse un dettaglio del suo agire.
    Il centrodestra italiano nasce su spinta di Berlusconi con lo scopo preciso di salvaguardare gli interessi economici del suo capo-padrone. E con lo scopo di evitare che i processi di Berlusconi arrivino a sentenza definitiva (depenalizzando e allungando i processi in modo di arrivare alla prescrizione).
    Questa è l’anima degli ultimi 5 anni di governo italiano: non si può dire che sono i suoi peccatucci. Proprio a causa delle gravi imputazioni di cui soffre Berlusconi, il nostro Premier, e del suo enorme conflitto di interessi noi ci troviamo in una situazione da repubblica delle banane, al di fuori di qualsiasi stato occidentale liberale, perché MAI la Francia, gli USA, la GB ecc. hanno avuto un primo ministro in carica (e che osa ricandidarsi) con un sì grande conflitto di interessi, con il monopolio delle tivù nazionali, e con un enorme carico di imputazioni (tra quelle avute e quelle che tuttora ha).
    E’ per questo che mandare a casa (o alle Bermuda, senza odio) Berlusconi è non solo votare contro ma anche votare per: è votare per la democrazia liberale.
    Ecco perchè nella coalizione di Centro-sinistra sono confluiti anche liberali di Destra. Si pensi: è arrivato anche l’ex di AN Fisichella, forse uno dei pochi, se non l’unico, intellettuali che sedeva nei banchi della maggioranza di governo. e non è un caso: in questi anni ho letto varie sue interviste nonchè interventi su Micromega in cui non riusciva a nascondere il suo imbarazzo di liberale di fronte alle continue leggi illiberali e ad personam del governo.
    Ecco perchè la coalizione di Sinistra è più un Fronte Nazionale di Liberazione che una vera coalizione. Ecco perché anche politici distanti tra loro come comunisti e radicali hanno deciso di prendersi le loro responsibilità, di sporcarsi le mani e sottoscrivere lo stesso programma.
    tO BE CONTINUED

  100. tashtego il 20 marzo 2006 alle 15:14

    anche se prodi durasse da natale a santo stefano, come spera trespolo, va votato lo stesso perché lui NON e’ berlusconi, e questo fa la differenza.

  101. Semtex il 20 marzo 2006 alle 15:34

    Perdo due minuti (Cara Temperanza, lo dico da subito, come vedi, è un aperdita di tempo) per fare una considerazione su una cosa che sento ripetere a ogni pié sospinto, cioè che “il governo non poteva fare niente” perché la situazione internazionale non lo consentiva.
    Non so è è chiaro immadiatamente ma dire questo equivale a dire che se sei stato còlto in flagranza di un reato, un avvocato non serve a niente. Ma vogliamo scherzare? Ma scusate, ma quando volete vedere il valore e addirittura il senso stesso di un governo se non quando c’è da gestire una situazione di crisi? E a voi sembra che questa gestione sia stata fatta? Non dico al meglio, ma in qualche modo? A voi sembra che vedere i saldi nei negozi il primo gennaio significa che si è gestita la difficile situazione, per esempio nel settore del commercio? (a me sembra che si sia semplicemente detto ai commercianti: votatemi e io farò in modo che il vostro passaggio 1€=1000 lire avvenga senza problemi… i commercianti, che non sono in media precisamente dei geni, lo hanno fatto… e si son ritrovati coi negozi vuoti. Un governo che si rispetti GESTISCE le transizioni e le situazioni difficili, non lascia che le cose vadano, dando la colpa a questo e quello). A voi sembra che l’impennata nel credito al consumo (che non è andato tutto a finanziare l’acquisto di case come blatera il buon Brunetta, bensì a finanziare acquisti ordinari) sia un indice positivo? A voi sembra che un parlamento che vota sempre, sistematicamente, il mantenimento di meccanismi monopolistici stia facendo un servizio al paese (a proposito, qualcuno se ne è accorto, di questo? E a proposito di giornalismo, posso dire una cosa da ex giornalista? Ma chi se ne frega di un’inchiesta su Dell’Utri e la mafia! ma facciamo una bella inchiesta su quanto costa a questo paese l’assetto energetico attuale, facciamo una bella inchiesta sul meridione in cui la vendita di motorini avviene in funione del modello meno appetibile dalla malavita per evitare di essere RAPINATI -non derubati.. i napoletani ti dicono “se lo prendesso pure di notte il motorino, ma non venissero a rapinarmelo per strda con la pistola” -; mi piacerebbe che qualcuno facesse un’inchiesta su quanto ci sta costando gestire l’Alitalia in questo modo dissennato da 5 anni; mi piacerebbe vedere un bel servizio su cosa significa aver rinunciato al trasporto militare A400 – quello per cui si dimise ruggiero, se lo ricorda qualcuno?) A voi sembra che un governo che non è in grado nemmeno di accorgersi per tempo che in Italia si consuma più gas di quanto ne entra (e intanto continua a incassare dividendi da Eni ed Enel) faccia bene il suo mestiere? E un presidente del consiglio che mi viene (in proposito) a dire che devo essere contento perché grazie all’amico suo (Putin, ex capo del KGB, tanto per dire) a noi le forniture di gas sono state tagliate meno che ad altri (cioè Ungheria, Romania… per carità, il massimo rispetto, ma non mi pare proprio di essere messo in bella compagnia)? Io devo essere contento che in un paese attaccato DUE (2!!) tubi del gas, uno di essi è soggetto a tagli, ma pochi, meno che ad altri perché lui ha interceduto per noi? Interceduto? Ragazzi, le diplomazie europee su cose simile fatto battaglie MORTALI, a colpi di ritorsioni economiche VERE, quelle di cui nessuno parla. Noi invece dobbiamo essere contenti delle “intercessioni”.
    Quando i soldi sono pochi, E’ PROPRIO ALLORA che si vede se hai uno straccio di idea, di politica economica da attuare.
    Altrimenti stiamo ripetendo la famosa battuta sull’economista che, dovendo aprire una scatoletta e non avendo l’apriscatole, dice “se io avessi un apriscatole”. Certo, se non ci fosse stato l’11 settembre eccetera eccetera. E se mio nonno c’aveva tre palle era un flipper.
    A me non fregherebbe nemmeno niente di un governo di destra se SAPESSE governare, ma NON lo sa fare. Il problema di berlusconi, per me, è che è un incapace.
    E sapete perché piace tanto ai piccoli industriali? Perché è esattamente come loro: credete che ai piccoli industriali freghi qualcosa dell’economia o che, men che meno, cicapiscano qualcosa? No, vogliono solo risposte semplici: meno tasse, condoni, basso costo del lavoro e pochi controlli fiscali. Tutto qui. E’ la stessa storia dei commercianti con l’Euro. E siccome Berlusconi è esattamente così (Papà Craxi, vieni a firmare così da domani quello che non potevo fare lo posso fare e quindi ho risolto di un colpo i miei problemi) ovviamente loro lo applaudono.
    E togliamoci dalla testa che se uno fa i soldi sia per questo uno che la vede lunga. I soldi si fanno OGGI, vederla lunga è un problema diverso.

  102. Lorenzo Galbiati il 20 marzo 2006 alle 15:42

    CONTINUO
    Per corrobaorare il mio discorso segnalo due documenti.
    Il primo, postato anche su http://www.primumvivere.splinder.com è un articolo del Guardian del 16 marzo. Riporto alcuni punti salienti:

    “Non dovremmo essere sorpresi che il New Labour sia stato coinvolto in uno scandalo a causa di Silvio Berlusconi. C’è qualcosa di totalmente prevedibile in ciò. Tony Blair fu felice di avere Berlusconi, insieme con il precedente primo ministro José Maria Aznar, come alleato al tempo della rottura tra Europa e Stati Uniti, nei mesi precedenti all’invasione anglo-americana dell’Iraq. […] Berlusconi è considerato un uomo con cui si può fare business.
    Ciò disturba profondamente. Come può il New Labour valutare Berlusconi in questa luce? Come è possibile che non veda e rifletta sulla maligna influenza che ha sulla democrazia italiana? Berlusconi è il fenomeno politico più pericoloso in Europa. Rappresenta la più seria minaccia alla democrazia nell’Europa occidentale dal 1945.

    Si potrebbe obiettare che l’estrema destra rappresentata da figure apertamente razziste e xenofobe come Jean-Marie Le Pen e Jörg Haider sia un pericolo ancora maggiore, ma queste figure sono marginali nella scena politica europea. Berlusconi non lo è. La democrazia si basa sulla separazione tra i diversi poteri: politico, economico, culturale e giudiziario.
    La proprietà da parte di Berlusconi dei maggiori canali televisivi, e il suo controllo della RAI durante il suo Governo, insieme con la sua volontà di utilizzare il potere dei media per le sue ambizioni politiche, hanno minato la democrazia. Egli ha anche cambiato le leggi a suo piacimento, grazie alla sua maggioranza in Parlamento, per proteggere i suoi interessi personali e sottrarsi ai tribunali.

    La connessione tra Berlusconi e il fascismo italiano non è difficile da decifrare. C’è sempre stata una tendenza ad aspettarsi che il fascismo ritornasse nella sua vecchia forma, ma questo non è mai stato il vero pericolo. Quello di cui dobbiamo avere paura è il ripresentarsi del fascismo in una nuova veste, tale da riflettere le nuove condizioni globali economiche e culturali del nostro tempo unite alle tradizioni nazionali. Berlusconi è precisamente questa figura. Egli tratta la democrazia con disprezzo: ogni volta cerca di minarla, di distorcerla e di abusarne. Non ha rispetto per i pilastri indipendenti dell’autorità, ed accusa i giudici di essere i tirapiedi dell’opposizione, descrivendoli come “comunisti”. Con il suo indiscriminato assalto a chiunque lo ostacoli, ha avvelenato la vita pubblica italiana. Egli discende da Mussolini.[…]
    Ma Berlusconi è un uomo pericoloso con cui si può rimanere intrappolati. Il suo partito, Forza Italia, ha lavorato instancabilmente per assicurarsi l’eredità dei voti della mafia provenienti dalla Democrazia Cristiana.
    I suoi tentacoli finanziari hanno abusato e sfigurato la vita politica italiana. Berlusconi considera la legge malleabile, negoziabile e corruttibile.

    Il problema è che Blair e il New Labour non hanno mai riconosciuto che Berlusconi è il diavolo. Invece lo hanno trattato da amico ed alleato. Non hanno mai compreso, o non si sono curati a sufficienza, della minaccia tossica che rappresenta per la democrazia italiana ed europea. Ci sono due ragioni per questo. La prima è che è visto come un amico comune di Bush e di Blair. La seconda e che alcuni valori da lui rappresentati: ricchezza, celebrità e potere, sono quelli a cui Blair aspira e ammira. Il New Labour condivide alcune caratteristiche con Berlusconi, un culto del business e del dell’arricchimento, il credere nel potere dei media e un disprezzo per la sinistra. Noi stiamo assistendo a un lento degrado della democrazia europea, del quale Berlusconi è la più estrema e perniciosa espressione, ma della quale il New Labour, in una forma più leggera, è in parte causa e in parte conseguenza. […]”

    Il secondo è un pezzo della requisitoria dei pm palermitani al processo dell’Utri (che riporto dal libro di diario in allegato al dvd Quando c’era silvio, dal titolo berlusconeide 5 anni dopo, pag 98-99) che riguarda la nascita del partito Forza Italia. (Faccio dei tagli in corrispondenza dei puntini)
    “Dell’Utri interviene come sa, secondo il suo stile… facendosi in prima persona protagonista e artefice di un progetto politico, quello che sfocerà nella nascita del movimento Forza Italia. Movimento rispetto al quale…. il pm ha il massimo rispetto…Abbiamo detto all’inizio che va distinta la posizione di Dell’Utri rispetto a quella di Berlusconi…Il punto è che la condotta e le finalità di Dell’Utri sono assai meno commendevoli; anzi, è provato essere state direttamente condizionate da Cosa Nostra, e dalla precipua finalità di agevolare la realizzazione degli interessi di Cosa Nostra. Ed è per via di Dell’Utri soprattutto, e del ruolo da lui esercitato, che il movimento politico Forza Italia fin dal suo sorgere costituì un punto di “interesse politico” per Cosa nostra: non certo perchè Foprza Italia fosse il partito della mafia, ma perchè Forza Italia era il partito di Dell’Utri e quello a Cosa nostra bastava!”
    E si prosegue raccontando come l’idea di formare un partito come Forza Italia sarebbe nata, nelle intenzioni di Dell’Utri già nel 1992. Vale a dire: secondo i pm Forza Italia non nasce dal niente in pochi mesi prima delle elezioni del 1994. L’idea, in germe, risale a molto prima e i motivi supposti li ho riportati sopra e per chi vuole approfondire rimando al libro citato.

    Scusatemi per la lunghezza di questi commenti.

  103. tashtego il 20 marzo 2006 alle 16:49

    “A me non fregherebbe nemmeno niente di un governo di destra se SAPESSE governare, ma NON lo sa fare.”
    mi resta difficile comprendere anche affermazioni come questa qui sopra.

  104. Writer il 20 marzo 2006 alle 17:07

    @Trespolo:

    Noto con piacere che l’11 settembre, l’ingresso della Cina nel Wto, il prezzo del petrolio, ecc hanno smesso di essere fattori che “spiegano” la crescita zero in italia.

    Bene, adesso la colpa è dei crack finanziari che hanno costellato l’ultimo quinquennio.
    Tralasciando il fatto che già nel 2002 la crescita era dello 0, 4 (prima che lo scandalo Parmalat colpisse i mercati) e che le normative sul falso in bilancio non hanno certamente agevolato la trasparenza dei mercati, ti faccio notare che questa tendenza presenta una vistosa eccezione.

    C’è un’impresa che, in questi ultimi 5 anni, è andata come un treno:

    “Il bilancio 2005 approvato dal cda evidenzia un utile netto in crescita del 9,8% superando cosi’ quota 600 milioni (603,4 milioni di euro) a fronte di ricavi aumentati del 7,5% a 3,678 miliardi di euro. La capogruppo mostra un risultato netto di 1,411 miliardi di euro rispetto ai 401,9 milioni del precedente esercizio.”

    Il lettore si potrà chiedere: chi sarà mai questo gruppo economico così virtuoso che ribalta il trend negativo di questi ultimi 5 anni?

    Ma è lampante. Mediaset!!! (mi scuso per il triplice punto esclamativo:-)

    “Mediaset infatti afferma che il gruppo ”dovrebbe conseguire nel 2006 un ulteriore miglioramento sia del risultato operativo della gestione ordinaria che della generazione di cassa”.

    Anche Mediolanum non va affatto male:

    Utile Esercizio 2004 141,30; 2003 129,42 2002; 82,06.

    Ovviamente il fatto che siano aziende riconducibili al Presidente del Consiglio, costituisce una mera casualità… :-D

    Ma il tema dell’economia è soltanto uno dei temi in discussione. In questi anni c’è stato un “deficit” di democrazia causato, da un lato, dal “conflitto di interessi”, dall’altro da una visione politica che ha teso ad attaccare gli altri poteri dello stato, in nome della supremazia dell’esecutivo e di un’investitura diretta che deriva dal mandato popolare.
    le leggi “ad personam”, basate sul calendario processuale di berlusconi, l’attacco alla magistratura e lo stravolgimento della costituzione ne rappresentano alcuni pilastri.

    Più grave ancora è l’atteggiamento di berlusconi nell’ideologizzare la contesa politica e nel bollare come “comuniste” tutte quelle forze che non condividono le sue politiche. In un recente dibattito elettorale, il premier ha definito come “succubi della propaganda comunista” la maggioranza dei giornali, dei mezzi di comunicazione televisivi (!) – argomentando che sulle reti mediaset i giornalisti non lo trattano con favore …-, la scuola e l’università, meglio non identificati “poteri forti” e persino gli elettori di 16 regioni su 20.

    Giuro che, assistendo a quello sproloquio, ho pensato che si trattasse di Guzzanti che ne faceva l’imitazione :-D

    Un’ultima notazione, Trespolo. Non mi sembra di aver affermato nel mio post precedente che tu dica “cazzate”. Quindi ti pregherei di mantenere nelle tue repliche un atteggiamento corretto.

    Di persone che usano l’insulto per attaccare le argomentazioni altrui, è piena la cronaca di questi ultimi anni.

  105. Semtex il 20 marzo 2006 alle 17:17

    Tash.. è semplicemente un paradosso. Quello che sto cercando di dire è che siamo in una condizione in cui non stiamo discutendo se una ricetta di destra sia meglio di una di sinistra rispetto allo stesso problema. Qui siamo in una condizione precedente a questa: la destra non sa fare nemmeno una politica di destra. Non sa governare. Questi non sanno nemmeno dove stanno di casa. Qui non c’è un disegno da contrastare, non c’è proprio il disegno. Il meccanismo del condono, per esempio, è tipico di chi non ha uno straccio di idea. Soprattutto di chi non ha idee non dico di lungo, ma nemmeno di medio periodo.
    Cerco di esemplificare. Uno dei pochissimi atti di politica industriale di questo governo è stata la rinuncia all’A400, l’aero militare “di cui non abbiamo bisogno”. Ora, la partecipazione a quel progetto costituiva semplicemente, come sa chiunque si occupi un po’ di politica indistriale, il “biglietto di ingresso” per la partecipazione – finalmente – e non solo come “fornitori di pezzi” in Airbus. Quante società fanno gli aerei al mondo? Due. Una è airbus, l’altra è la Boeing. Ora, gli americani non ci volevano in airbus perché noi gli facciamo i pezzi per Boeing (gli americani hanno cercato in tutti i modi di farci smettere di fare i pezzi anche per airbus, per fortuna il governi di centrosinistra li hanno sempre tenuti a bada. Aggiungo che gli americani fanno benissimo a cercare di tenerci in uno stato di vassallaggio. E’ loro interesse. Il problema non è che loro facciano il loro interesse fottendosene del nostro, ma semplicemente se noi facciamo di tutto per impedirglielo o meno). Qual è l’interesse paese? L’interesse paese è smettere di fare i meccanici per due soggetti diversi che possono ricattarti entrambi ma entrare finalmente in una delle due grandi famiglie ed entrarci a pieno titolo. Il centrosinistra aveva scelto l’europea airbus per molte ragioni, alcune ottime, alcune meno, alcune pratiche altre ideali. Poi ha vinto la destra ed è uscita dall’aggancio con Airbus. Perché? Una persona razionale penserebbe che lo ha fatto per entrare in qualche modo a pieno titolo nell’altro grande progetto mondiale, quello di Boeing (una persona razionale penserebbe anche che è un’idiozia, ma non sarò io a dire che un’impresa apparentemente impossibile non si può vincere: con l’Euro ci siamo riusciti). A questo punto, dopo 5 anni, io mi dovrei trovare a scrivere che adesso stiamo lavorando con Boeing di cui possediamo il 3%, mentre sarebbe stato meglio lavorare con airbus di cui potevamo possedere il 10. (Sono numeri a cazzo – fino a un certo punto – ma è per far capire il concetto, lo dico per tutti quelli che qua sopra si spacciano per esperti di economia, che non mi attaccassero pippe sulle percentuali). Invece io dopo 5 anni posso dire che non siamo entrati in Airbus in cambio di… un cazzo di niente! Niente. Non abbiamo fatto NIENTE. Stiamo ancora lì appesi a fare pezzi per l’uno e per l’altro. Un intero paese che ragiona come una piccola impresa di subappalto. Questo siamo.
    Quando dico che il problema non è nemmeno che è un governo di destra, quello che abbiamo avuto, bensì che NON abbiamo avuto un governo, dico questo.
    Tash, sarò poco ideologico, ma perché non posso essere ideologico. Non so su cosa esserlo, ideologico. Non c’è un fatto di politica industriale da interpretare, se non l’assenza di politica di alcun genere. Il che faccio fatica a interpretarlo in un’ottica ideologica. Al limite, in quella psicopatologica. Ma non sono uno strizzacervelli.
    PS E’ evidente che io mi sto esprimendo su alcuni contesti specifici del campo economico: industria, energia, banche, un po’ di commercio. Su altre questioni economiche non lavoro direttamente, quindi non mi esprimo (le riforme del lavoro, per esempio, le posso valutare solo dal punto di vista della percezione che ne ho nell’impatto con le persone di mia conoscenza e con l’essere un po’ allenato a guardare la realtà. Ma questo non basta. Probabilmente la mia ottica è abbastanza simile a quella dell’esperto, ma non lo sono e quindi sto zitto).

  106. Late Comer il 20 marzo 2006 alle 17:43

    Qui ci sono opinioni e opinioni e come accade chi legge può essere d’accordo con alcune e con altre no etc. Quello che mi colpisce è che nessuno abbia riportato la discussione sul futuro (o sull’attuale) governo alla propria vita quotidiana, o alla propria vita e basta, come se non si trattasse anche di questo. E’ inutile disquisire dell’effetto dei media sulla politica quando è la discussione stessa a riflettere questa mediazione culturale, e poco altro. Se gli argomenti sono gli stessi che vengono trattati dai quotidiani, allora è evidente che le posizioni saranno le stesse, anche se opposte. Il motivo per cui queste cose ci riguardano, ci toccano, non è mai venuto fuori, come se la politca abitasse al piano alto rispetto alle nostre esistenze, e noi in portineria a commentare. Non è noioso pensare solo al Palazzo o alle sue emanazioni?

  107. tashtego il 20 marzo 2006 alle 18:31

    L’altro giorno riflettevo sul ruolo dell’Italia in Europa durante il governo Berlusconi e mi è parso di colpo evidente il ruolo di grimaldello che il mio paese vi ha giocato per conto degli americani.
    Quando Berlusconi ha avuto la presidenza di turno della comunità europea ha tirato a sfasciare, anche contro l’interesse del Paese.
    Per quanto riguarda la guerra in Irak, la partecipazione italiana è stata molto più importante per la sua funzione disgregante rispetto all’Europa, che per il suo valore militare e/o simbolico.
    Anche la vicenda Airbus va letta in questa chiave.
    Non escludo che alcuni personaggi tipo Calderoli, o Giovanardi, siano direttamente al soldo degli USA per svolgere un ruolo di provocazione a svantaggio dell’Europa.
    Berlusconi conviene agli americani, su questo non ci piove.
    Mi aspetto di tutto, prima del voto.
    @late comer
    sì, è noioso.

  108. Trespolo il 20 marzo 2006 alle 18:42

    Avevo scritto una risposta, ma… persa per un blocco di Firefox, vabbé. Riassumo e poi vado a cucinare che stasera ho gente a cena.

    @Writer: vorrei pregarti di non stravoglere ciò che scrivo; non ho attribuito più importanza a un elemento piuttosto che a un altro: devono essere considerati ENTRAMBI ed è ciò che ho scritto. Il tuo modo di giochicchiare con le parole riporta a visioni molto parziali e non obiettive. Non meravigliarti poi se le chiamo *cazzate*…

    @Semtex: prima un consiglio: cambia nick. Utilizzare il nome di un esplosivo militare non mi pare elegante, poi fai tu. Fai una tirata tremenda sulla faccenda A400 (un vero e proprio bagno di sangue economico…) e dimentichi che Finmeccanica non è mai andata così bene come negli ultimi cinque anni acquisendo partecipazioni IMPORTANTI in alcune realtà che ci consideravano, fino a 5 anni fa, poco più che degli straccioni. Parlo di BAE System (britannica) e Thales (francese). Vorrei inoltre informarti che AVIO (italiana) è il fornitore ufficiale di una delle componenti principali dell’A400: la trasmissione motore che dovrà mettere in movimento quell’elicona da 5 metri di diametro a 8 pale che fa muovere l’A400.
    Che dire: per una volta tanto vendiamo perché sappiamo lavorare e non perché abbiamo pagato la solita “tangentina” politica :-)

    @Lorenzo: una domanda rapida: quali sono i gruppi economici che *collaborano* con The Guardian e a chi sono collegati? Ne hai idea? Personalmente non lo so, ma non credo sia così difficile scoprirlo… :-)
    Per il resto che dirti: Prodi non lo voto. Lo mandino a casa e ci mettano che ne so: Fassino, D’Alema, Veltroni, Rutelli o chi vogliono. Fintanto che Prodi rimarrà il riferimento io voterò altro e ne ho tutte le ragioni. Esattamente lo stesso ragionamento che fa Tashtego. O vale solo per chi vota a sinistra?

    Buona serata. Trespolo.

  109. Late Comer il 20 marzo 2006 alle 18:51

    Per me l’avvento di B. ha significato prima di tutto chiedermi, cioè sospettare, di un mutamento antropologico negli italiani. Che un modello simile, ricchezza/vittoria/ apparenza/spettacolo/egoismo/ con il suo contraccolpo precariato/rischio/emarginazione/fragilità venisse esaltato da gente che incontravo per strada, nei bar etc. e che venisse dalla mia città ha avuto come primo effetto quello di farmi cambiare sguardo su di lei: c’era una cupezza nuova in Milano, l’altra faccia del sorriso a mille denti del Cav. La rappresentazione mediatica di B. (B è la sua rappresentazione mediatica) ci ha abituato tra l’altro a vivere la politica come faccenda privata, non nostra, ma sua. Noi siamo stati spettatori dello spettacolo della difesa degli interessi privati di B. Forse non ci rendiamo più conto, ora, dopo cinque anni, della pesantezza di una situazione simile, della possibilità di un modo diverso di considerare la cosa pubblica, anche da parte di chi ci governa, che ci piaccia o no il governo che ci tocca. Già solo questo è un motivo per liberarci di lui per sempre, e dovrebbe essere un motivo valido anche per una parte della gente di destra.

  110. Lorenzo Galbiati il 20 marzo 2006 alle 18:59

    @trespolo
    è piuttosto deprimente discutere con te.
    hai confermato la miopia di uomo di destra che non vede niente al di fuori dell’economia. con l’aggravante di credere che berlusconi abbia fatto il bene dell’italia in quel campo negli ultimi 5 anni.

    con una persona che non si interroga su quanto sia vero o meno ciò che dice il guardian ma solo da dove prende i soldi il giornale c’è poco da discutere.
    la verità non ti interessa perchè se ti interessasse dovresti dire che ciò che riporta il guardian su berlusconi è nella sostenza VERO. Vero indipendentemente da chi paga il guardian
    (lasciando perdere il discorso sul new labour)

    vero quant’è vero che anche l’economist ha scritto che berlusconi è UNFIT a governare.
    ma tu continua a guardare quel che ha fatto Prodi (sbagliando peraltro nel giudizio, a mio parere).
    continua, e non guardare cosa ad esempio ho riportato su forza Italia e dell’Utri.
    ah, già, chissà chi c’è dietro, economicamente, ai pm di Palermo, dimenticavo.
    con te getto la spugna. auguri.

  111. Semtex il 20 marzo 2006 alle 19:23

    TRESPOLO… se non ci fosse da piangere, sarebbe da ridere. Noi (Italia) abbiamo SEMPRE lavorato bene. Quando la Boeing ha cercato di ricattarci su Airbus mandando alcune partite di pezzi in Asia, li ha dovuti rispedire a noi e farli riprocessare, perché non andavano bene. Questo però significa precisamente essere dei bravi servitori, indispensabili, in certi casi, per carità, ma servitori, mai decisori. Cioè, il pezzo che facciamo per il 400 lo facciamo SOLO perché non potevano fare a meno di farcelo fare per alcune ragioni (non complicate, intuitive, stante quanto detto sopra, e per questo le tralascio), ma noi non abbiamo deciso NIENTE riguardo al fatto stesso di fabbricarlo, quel pezzo.E soprattutto, il fabbricare quel pezzo non ci porta altro che il lavoro per quel pezzo. E basta. Non c’è nessuno sviluppo, nessuno sviluppo che possiamo sederci a trattare. E’ questo che noi non abbiamo pagato con quella che tu… perdonami ma non posso proprio farne a meno… scioccamente chiami “tangentina”. Per ottenere cose importanti, si paga. E in Asia non resteranno incapaci in eterno. Se stai sempre sotto il tavolo aspettando che cadano bocconi, anche grossi, ma non ti siedi mai al tavolo stesso, prima o poi ti ritroverai un cane più grosso di te a mangiarsi i tuoi bocconi (vedi il caso Cina).
    Quanto al fatto di dire che BAE ci considerava fino a 5 anni fa degli “straccioni”, beh, questo significa semplicemente che non sai di cosa parli. Hai mai sentito parlare di AgustaWestland? O di AleniaMArconiSystem? hai mai letto, nel 98/99, le paginate di pubblicità che Aerospatiale pagava sui giornali italiani per pubblicizzare quanto era bello e proficuo il lavoro comune con la Francia, proprio perché c’era aria di importantissimi accordi con gli inglesi? Vedi i francesi sperticarsi nel tentativo di fare accordi con noi? Io vedo solo aziende francesi e tedesche che comprano le loro concorrenti italiane per chiuderle!! Puoi considerare un governo che abbia una politica industriale (o una politica qualunque) quello che non fa assolutamente niente di fronte a questo stato di cose, tranne POI andare a piangere a Bruxelles perché i francesi, cattivi, non fanno fare l’Opa Enel? (dopo aver smerdato l’Europa in ogni modo e non aver mosso un dito sull’adozione di una direttiva europea sulle Opa che protezionista è dir poco, e non aver nemmeno poi cambiato la nostra, di legge).
    Finmeccanica andava benissimo prima di Berlusconi e andrà benissimo, grazie al cielo, anche dopo Berlusconi. E se tu credi che il fatto che adesso Finmeccanica abbia degli ottimi contratti sia merito di questo governo, temo proprio che tu non abbia ben chiari i contratti che aveva prima e forse più in generale di cosa parliamo. Credi che l’EH lo abbiano fatto in una notte e che poi Bush se lo sia comprato per fare un piacere a Berlusconi?
    Vedi, TRESPOLO, tu puoi votare per chi vuoi (la cosa è irrilevante, qui), ma non riesci a convincermi di avere della politica industriale un’idea un po’ più consistente di quella del produttore conto terzi. Che sei soddisfattissimo che noi siamo. Io, invece, non ne sono soddisfatto per niente.

  112. Writer il 20 marzo 2006 alle 19:28

    @trespolo:
    Quando avrei detto che attribuisci più importanza a un fattore rispetto a un altro? Ho detto che è una sciocchezza imputare la “crescita zero” ai fattori che hai invocato (sia quelli “interni”, sia quelli “esterni”).

    Rileggiti le mie risposte e poi, se vuoi argomentare, ti rispondo.

    Altrimenti, ti pregherei di non farmi perdere altro tempo.

  113. tashtego il 20 marzo 2006 alle 19:45

    c’è una cosa orrenda che di questi tempi accomuna destra e sinistra: è l’economicismo.

  114. cf05103025 il 20 marzo 2006 alle 23:44

    Da”La Stampa” di qualche giorno fa

    Gli Editori Laterza hanno presentato «Ahi serva Italia. Un appello ai miei concittadini» di Paolo Sylos Labini, a cura di Roberto Petrini. Intervengono Andrea Camilleri e Giovanni Sartori. Pubblichiamo uno stralcio dell’intervista postuma.

    Paolo Festuccia

    «Il paese è marcio, mi dispiace dirlo. Non è semplicemente un po’ così, è profondamente marcio. Come tocchi vedi pus, ecco la tragedia. Ci sta chi si oppone, io sono uno di quelli ma siamo pochini. Sei orgoglioso? No, non lo sono per essere tra i pochini. Come diceva Galante Garrone siamo pochini, pochini. Sono piuttosto umiliato perché in un Paese civile ce ne sarebbero cinquanta, cento. Quando fu presentato il libro di Laterza venne David Lane, inglese, bravissimo. Cera pure Sartori, e siamo amici. Ma come, si dirà, amici? Tu sei un estremista di sinistra ma Sartori. . . Sartori è una persona civile. Qui, non c’è la possibilità di dividere tra la sinistra e la destra: ci sono persone civili e, a volte, sono di destra ma nel senso serio… »

    Ma le persone civili ci sono in Italia?

    «Io non dico balle, forse lo sapete già, o battute di spirito, io sono temuto All’Accademia dei Lincei quando mi vedono, da lontano saluti bellissimi, grandi come Fernandel, vi ricordate Fernandel, poi via, non si sa mai. Non è una battuta, l’ho toccato con mano. Ogni tanto c’è qualche intervista. Adesso sono stato invitato alla Luiss il 14 dicembre (2005 ndr) ma il vento sta cambiando. La Luiss sta sotto casa, nel passato mi hanno invitato parecchie volte, poi adesso da vent’anni chissà perché, bisogna chiedere all’altissimo, non ci sono stati più inviti».

    Ed ora?

    “Adesso c’è Montezemolo che presiede, due interlocutori, pubblico a volontà, cartoncini, è importante. Ma io sono triste. Socialmente triste. Nell’animo. In profondità. Perché il Paese è marcio anche se la gente trova formule, si è abituata. Qualcuno me lo dice; mi chiede: ma che dobbiamo fare? Dobbiamo emigrare? Dobbiamo suicidarci? No. Fate quello che potete, come faccio io. Non faccio cose da pazzi. Oppure mi dicono: ma insomma che pretendi, siamo italiani, facciamo schifo. Il mio vero pentimento è che ho avuto l’occasione di andare all’estero ad insegnare e dopo incertezze ho rifiutato. Potevo andarmene, perché questo è un brutto Paese. E allora, siccome mi considerano un demonizzatore, uno di quelli che esagera, io nel mio ultimo libro cito a lungo Smith e Leopardi. Due che dicono cose tremende. Non certo Croce che non mi piace».

    E perché?

    “Croce è stato un fascista. Che ci faccio, allora, con la saggezza di Croce? Io dico nulla. Questa pagina di Croce viene nella mitologia italica trascurata. Pare che sia di cattivo gusto ricordare che Croce era stato fascista. Per anni. Mentre la filosofia che si capisce e a me piace è quella degli illuministi inglesi come Smith, Hume e altri. Questi mi piacciono molto. Ecco, con Smith sono sempre in sinto-nia. E anche come filosofo è di prim’ordine. Perché la filosofia tiene tutta insieme la stessa ricchezza delle nazioni anche se a prima vista non appare. Smith è spiritoso, si incazza come me, con i monopolisti che sarebbero per lui tutti gli uomini d’affari che fanno i soldi con i privilegi e quindi non per meriti imprenditoriali ma grazie ad intrallazzi politici. Lui, con questi ce l’ha a morte. Tant’è. .

    Tantè…

    «Che io, Vito Laterza, Galante Garrone firmammo insieme una serie di appelli. Su questo argomento, c’è una legge che dice che chi è titolare di importanti concessioni pubbliche non può essere eletto. Per chi era fatta questa legge?».

    Per chi?

    «Me lo ha spiegato Giancarlo Caselli, il giudice onesto e coraggioso e per questo messo da parte. Era contro Enrico Mattei. Una parte di democristiani vedevano Mattei — perché nel ‘56 Berlusconi era nato da poco purtroppo, una cattiva idea del padreterno e quindi non era per lui – come un pericolo. Uno, che senza tanti scrupoli, a Roma si diceva che facesse il pista-sassi, andava dritto per la sua strada, e per questo lo volevano bloccare. C’è stato poi un giurista italiano, se non è italiano ha studiato sicuramente in Italia, che ha trovato la formula per dire che il titolare non è il titolare ma l’amministratore delegato, cioè nel caso di Berlusconi, Confalonieri. Tant’è che il mio amico Sartori riferendosi a questo ha sempre detto: tenetevi la pancia dal ridere. Perché era il titolare quello che controllava in pieno. Quello è stato il peccato originale. Perché con quella legge poteva essere bloccato subito. E allora, perché non è stato fatto?»

    Perché professore?

    «E qui c’è un capitolo che sto ancora scrivendo. L’opposizione che non ha fatto l’opposizione:
    era fasulla. Un’ipotesi che molti hanno avanzato ritenendola seria è la seguente: questo (Berlusconi, ndr) è perseguitato dalla giustizia, è fragile, ha bisogno di aiuto politico. D’altra parte può essere un tramite, non ha niente da perdere, può essere utile per tutti i bassi servizi. Ce lo teniamo, lo difendiamo e quindi lo controlliamo. E così sono diventati complici con la Bicamerale».

    In che senso, e come?

    «Ma come fai a fare opposizione – lo capisce anche un bambino di cinque anni – a uno con il quale collabori nientemeno che per fare le Riforme della Costituzione? E assurdo. Per questa ragione ho avuto una polemica anche con D’Alema, che mi ha detto: caro professore i partner non si scelgono. Ma io dico: quale necessità c’era di fare la riforma della Costituzione con uno come quello? Uno che la prima cosa che avrebbe chiesto era quella di rivedere la giustizia, era quello che gli premeva. Quella lui voleva. E così, scrissi una nota sul quotidiano La Repubblica nella quale dicevo attenzione, a queste condizioni la Bicamerale rischia di diventare una doppia camera mortuaria con le candele e con un po’ di puzzetta di cadavere».

    Professore, lei è considerato un grande economista, ma si sente tale?

    «Non so quanto valgo. Lo diranno i posteri. Certo, molto rispetto ad altri, ma se vai in un Paese di nani e sei alto un metro e sessanta fai una figura da gigante. Non bisogna montarsi la testa, perché così si ottundono gli spiriti autocritici, come succede spessissimo in Italia, e con gli spiriti autocritici in calo si rischia di dire frescacce. Non è una battuta. E’ vero».

  115. Trespolo il 21 marzo 2006 alle 00:51

    @Lorenzo: possiamo discutere di quello che vuoi, di tutte le idee migliori di questo mondo, ma non dimenticare che senza soldi non sposti nulla. Scusami del livello di inattendibilità notturna, ma stasera ho esagerato con le libagioni. Che dire, non si vive di sola politica… Per la cena non c’è problema, dovessi anche vincere la scommessa la offro io, magari non da Pinchiorri (che mi sta sulle balle e se la tirano come dei dannati); meglio Al Pescatore.

    @Semtex: se sei così bravo ti aspetto al prossimo convegno di Confindustria con la TUA azienda. Mi raccomando: non fare il terzista però, ci servono attaccanti tosti in questo momento. Gente che abbia il coraggio di mettersi in discussione e mollare lo stipendio fisso. (PS: quando parli di Agusta Westland e di Marconi ho la vaga impressione che siano nomi che hai cercato su google e mi ricordi i ragionamenti dei quadri – quelli aziendali non i dipinti -: pensano di dirigere le aziende perché firmano qualche ordine, ma non contano nulla e non sono mai in grado di far partire aziende loro. Bella frustrazione.). Senza sorriso e… cambia nick che al massimo puoi riuscire a costruire qualche petardino per capodanno. Su, fai il bravo.

    @Writer: buona la grappa di Ramandolo, l’hai mai assaggiata?

    Buona notte. Trespolo.

  116. Trespolo il 21 marzo 2006 alle 00:58

    @Semtex: ah, dimenticavo, i francesi non fanno mai accordi con nessuno, cercano sempre di sfruttare la loro grandeur (si scrive così?) oramai sbiadita. Vero, hai ragione, non so di cosa parlo quando scrivo di Finmeccanica, non sono un quadro che, come te, lavora per Finmeccanica. O sbaglio?

    Buona notte. Trespolo.

  117. Matrix il 21 marzo 2006 alle 01:48

    Dibattito piuttosto inutile.
    Anche chi difende le scelte di Berlusconi, si augura che perda le elezioni.
    Vero, trespolo?

  118. Matrix il 21 marzo 2006 alle 01:52

    “Giacché mi ritengo un asino patentato”.

    Vero, trespolo?

  119. Semtex il 21 marzo 2006 alle 10:12

    TRESPOLO, io invece me la rido alla grande :-) Faccio solo una considerazione: trovo molto interessante che uno che come te comincia le sue riflessioni barricato (apparentemente) dietro una corazza di dati, finisca poi per rispondere in base a “l’impressione di”. Delle tue impressioni ovviamente non si può discutere, sono impressioni e in quanto tali valgono.
    Quindi considero chiuso l’argomento, poiché io invece parlo di fatti (fatti che conosco dall’interno, ma non dall’interno di Finmeccanica, dall’interno della politica delle aziende. Ti interessa cosa faccio? Il consulente strategico: aziende e politici mi pagano per ragionare con me. E’ un lavoro divertente, grazie al cielo. Non ho mai avuto l’impressione che avere una mia azienda possa essere divertente, per cui non mi troverai in platea a Confindustria… ma dietro il palco sì).
    E quando fai discorsi tipo “i francesi non fanno accordi con nessuno” stai veramente facendo affermazioni da superficiale lettore di giornale. I francesi gli accordi li fanno, ma li fanno in modo da essere loro quelli che comandano (chiamali scemi!).. con poche eccezioni, tipo ST, ma lì l’eccezione è dovuta più alla personalità di Pistorio che ad altro.
    Stammi bene tu e il tuo trespolo :-) (Ah, riguardo al mio nick, se non ti rispondo non è perché non ti ho sentito.. è che proprio ti ignoro :-D)

  120. lorenzo galbiati il 21 marzo 2006 alle 11:41

    Chiudo i battenti su questi commenti per ….esaurimento ;)
    e torno a occuparmi del blog collettivo Primum Vivere.
    Rinnovo l’invito a “frequentare” il blog a chi ne condivide i propositi.
    Ringrazio tutti per gli interessanti commenti (non lo dico per galateo, molti erano davvero interessanti) e soprattutto ne ricorderò alcuni, di:
    -il giornalista del manifesto o di liberazione (i guess) prodi I, II e III
    -andrea barbieri, perchè ha ricordato una cosa essenziale
    -maline
    -tashtego
    -writer
    -semtex
    -trespolo, perchè senza un po’ di contraddittorio non c’è gusto.
    mi piacerebbe vedere uno scontro al vertice tra semtex e trespolo, benchè l’economia non sia il mio forte. magari con una cena offerta…
    anyway, potrei accontentarmi di festeggiare la festa della liberazione, che quest’anno cade il 10 aprile.
    Lorenz

  121. Trespolo il 21 marzo 2006 alle 12:10

    @Matrix: sarei ben contento di avere un’alternativa seria all’attuale governo di centrodestra: purtroppo non riesco a vederla e corriamo il rischio, assieme all’acqua sporca, di gettare anche il bambino.

    @Semtex: nessun problema se fai il consulente strategico, diciamo che sono “quadri” più furbi e riescono ancora a trovare qualcuno che gli dia retta. Caro mio, quando scrivevo che “i francesi non fanno accordi con nessuno” mi riferivo esattamente alle stesse argomentazioni che, spocchiosamente, mi butti in faccia. Su, fai il bravo, importante consulente strategico, e non giochicchiare con i termini; che se fossi anche bravo e ci azzeccassi (e avessi le palle aggiungo io) ti saresti già aperto la tua bella aziendina di consulenza e non saresti in giro a raccattare attività, preziosissime non lo nego, dietro al palco di Confindustria.
    La zona dove di solito girano i baciapile, i politicanti e gli affaristi da evitare e che non hanno titolo né credibilità per mostrarsi davanti al palco e sostenere di persona le proprie idee.
    Considero anch’io chiusa la discussione e mi consola una considerazione: non avevo sbagliato il mio giudizio, sei un quadro ininfluente e con un nick inutilmente provocatorio; che in quello che scrivi di esplosivo non c’è nulla: piccoli botti da retrobottega.

    @Lorenzo: le discussioni con i consulenti di direzione ho smesso di farle molti anni fa; mi sono stancato di sentirmi dire che sono matto e che le mie idee non funzioneranno perché bla, bla, bla, bla. Sai, a volte mi ricordano i critici letterari. Però una buona cena si può organizzare comunque e, ribadisco: offro io :-)

    Buona giornata. Trespolo.

  122. Lorenzo Galbiati il 21 marzo 2006 alle 14:44

    Mi tocca una precisazione.
    Grazie per la cena, Trespolo, ma meglio di no. dietro la tua cortesia vedo tanta supponenza e l’incapacità di discutere realmente su dove stia la verità.
    ho scritto una decina di post chiedendoti di confrontarti su chi è berlusconi e sull’anomalia democratica che rappresenta. Non hai mai accettato quel piano del discorso. Parli solo di economia e a chi ti ribatte punto per punto in quel campo rispondi squalificandolo personalmente. quindi una cena per essere indottrinato economicamente da te non mi interessa.
    in fondo non sei molto diverso da berlusconi.
    evidentemente ti piace un premier imprenditore che va al convegno della confindustria, chiede il consenso per acclamazione dal palco facendo domande al pubblico (e si porta dietro i suoi fans, per pararsi il culo, che non si sa mai), e dà del delinquente (di fatto era questo il senso) o del pazzo a chi osa scuotere la testa come della valle, uno che l’aveva votato e finanziato nel ’94, ma che aveva avuto il torto di “lesa maestà” quando a porta a porta, pacatamente, gli aveva detto: d’accordo ha fatto delle buone cose il tuo governo, ma ha avuto anche delle mancanze, dillo agli italiani, e chiedi loro più tempo per continuare. ma lui da infallibile qual è diceva “nesuna”, eh già, nessuna promessa non mantenuta, nessun errore, lui è silvio. (premesso: per me ha fatto solo disastri il suo governo)
    No grazie, invita a cena berlusconi, noi festeggeremo la liberazione dal regime che tu vorresti portasse a compimento la sua opera antidemocratica.

  123. andrea barbieri il 21 marzo 2006 alle 15:13

    Una precisazione , sopra ho attribuito una frase a Giulio Mozzi copiandola dall’intervento, poco sopra il mio, postato dal nick “Giulio”. In realtà non è di Giulio Mozzi, come mi fa sapere lui stesso. Io ricordavo l’intervento postato dal nick “Giulio” come firmato da Giulio Mozzi: evidentemente – a meno che non fosse stato riconosciuto come fake e corretto da qualche membro di Nazione Indiana – ho beccato un abbaglio, il che è possibile dato il periodo, anzi probabile.
    Comunque l’importante è che:
    – Giulio Mozzi, come ha sostenuto varie volte in rete, sui giornali e in dibattiti pubblici, è contrario all’astensione, non considerandola una possibilità “neutra” ;
    – quello che dicevo sopra, che il voto è un dovere, rimane fermo: fare professione di non voto è contrario alle leggi (Costituzione e Legge elettorale), benché non sanzionato .
    Una scusa a Giulio Mozzi e un saluto a tutti

  124. Matrix il 21 marzo 2006 alle 15:33

    Lorenzo, perdi tempo nell’interloquire con trespolino.
    Spesso non sa quello che dice, ma si ostina a dirlo fino allo sfinimento. Ricordo un esilarante discussione in cui sosteneva che i derivati della cannabis di oggi sono “venti volte” più potenti di quelli del passato. A chi gli faceva notare che era una fesseria perché il principio attivo dell’hascisc era mediamente del 15%,(15 per 20 fa 300) rispose che lui parlava di sostanze geneticamente modificate…

    E’ solo un cazzaro, ignoralo :-)

  125. Trespolo il 21 marzo 2006 alle 18:53

    @Lorenzo: Berlusconi, con tutto il suo passato vero o presunto, non è né meglio né peggio di Prodi. Storie su di lui ne sono circolate a quintalate: dal fatto che la sua fortuna sia nata da attività collegate alla mafia, alla vicenda mai chiarita dell’acquisto della Villa di Arcore sottopagata (ma perché non è mai stato provato?) a una minorenne che aveva come tutore non ricordo se Previti o altri, ai suoi rapporti privilegiati con Craxi ai tempi del PSI che gli avrebbero spianato la strada da imprenditore televisivo etc… etc…

    Qui mi fermo e mi chiedo: se è questo mostro che è (e potrebbe anche esserlo dovessero provarlo) perché è ancora in libertà? perché la Magistratura italiana non è ancora riuscita a buttarlo nella più profonda delle galere e fare in modo che nessuno più si ricordi di lui? non sono bastate tutte le indagini a suo carico per trovare una prova una seria e incontrovertibile?

    Mi rifermo con un’altra domanda: la soluzione al “problema” Berlusconi può essere Prodi? Personalmente non lo so. Che esista una situazione di conflitto di interessi è chiaro a tutti, ma siamo certi che Prodi sia la soluzione? Io non lo so. Mi sono letto (attentamente) il suo programma e non ho trovato risposte. Addirittura, in alcuni passaggi, ho rivisto una strana contiguità con quanto già fatto dall’attuale governo dimissionario. Non sono riuscito a trovare una indicazione una, chiara e quantificata: grandi giri di parole.

    Mi fermo ancora con un’affermazione: che l’acqua sia sporca è chiaro, ma non è che con l’acqua sporca corriamo il rischio di buttare anche il bambino? Prodi, per me, non è credibile: non ha peso politico e di economia, scusami, ma ha dimostrato con i suoi trascorsi di non capirci molto, ovvero, di capire molto bene quando l’economia è conveniente per lui. Devo attendermi un altro piattino alla Gradoli?

    Il mio accanirmi sui numeri, a volte esasperato, è una via per cercare di trovare una risposta che non sia la solita favoletta del cuneo fiscale abbattuto del 5% senza aumentare le tasse e con la sola lotta all’evasione a fare da paracadute: non ci credo.

    Prodi risolverà le situazioni di conflitto di interesse in Italia? LE situazioni non solo LA situazione. Non lo so e non ne sono convinto, anche perché Berlusconi non è l’unico ad avere pesanti situazioni di conflitto di interesse in Italia. Tanto per citarne una: prova a informarti sul gasolio “bianco”, capire chi è il proprietario, capire quali sono le aziende concorrenti e capire come mai NON ha concorrenti in italia. Poi prova ad aprire un impianto che produce gasolio addizionato con acqua invece che con zolfo o altre porcherie e prova a tentare di avere il permesso per venderlo alla pompa (i distributori per capirci).

    Per il resto che dire, credo che mi prenderò una pausa perché sentirmi dare del cazzaro dal Matrix/Melloni non è divertente. Da domani ricomincerò ad avere quache impegno serio da gestire e vi lascerò tranquilli con i vostri manifesti e le vostre certezze, con i vostri consulenti di direzione di sinistra (questa è da ridere) e con i Matrix/Melloni capaci solo ad aprir bocca per offendere e rifilare epiteti.

    Peccato non abbiano le palle per farlo di persona. Già una volta si è verificato un episodio spiacevole, con relativi chiarimenti via mail, non vorrei che si fosse formato la strana impressione di poter sempre e comunque dire ciò che vuole e offendere a suo paicere: non sempre si è in vena di gentilezze.

    Buona serata. Trespolo.

  126. dan il 22 marzo 2006 alle 01:08

    L’epiteto “cazzaro” è sicuramente sgradevole e chi l’ha scritto sbaglia i toni, ma non faccia finta di non sapere quanto siano offensive la sua svalutazione del lavoro di semtex e le insinuazioni, intrise di arroganza, sulla sua persona. Come questo governo, ammanta una sedia elettrica di seta, ce la spaccia per un divano e pretende che ci caschiamo…

  127. Video musica gratis il 3 luglio 2006 alle 00:26

    grande io ha trovato il vostro luogo! grazie



indiani