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	Commenti a: A commento del 23% di Forza Italia	</title>
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		<title>
		Di: concetta Melchiorre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-27340</link>

		<dc:creator><![CDATA[concetta Melchiorre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2006 22:23:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me ha perfettamente ragione Pasolini purtroppo.Le persone ormai valgono solo per quello che consumano.Intere generazioni,anche gli istruiti,nel senso che sono diplomati o addirittura laureati ,vivono in funzione dei vari reality show televisivi per cui si legge sempre di meno e ci si interessa sempre di meno alla cultura.Così l&#039;omologazione impera e io più che ai libri di Pasolini penso al Grande Fratello di George Orwell .Si,penso che in questi giorni si stia avverando proprio la distopia orwelliana,soprattutto quella del suo romanzo 1984.
Concetta Melchiorre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me ha perfettamente ragione Pasolini purtroppo.Le persone ormai valgono solo per quello che consumano.Intere generazioni,anche gli istruiti,nel senso che sono diplomati o addirittura laureati ,vivono in funzione dei vari reality show televisivi per cui si legge sempre di meno e ci si interessa sempre di meno alla cultura.Così l&#8217;omologazione impera e io più che ai libri di Pasolini penso al Grande Fratello di George Orwell .Si,penso che in questi giorni si stia avverando proprio la distopia orwelliana,soprattutto quella del suo romanzo 1984.<br />
Concetta Melchiorre</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26939</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2006 20:14:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ho tempo, adesso.
ribadisco che la seguente affermazione, &quot;si autoemarginava esibendosi con la posa dell’artista martire” mi sembra falsa e offensiva.
che poi la figura di pasolini, complessivamente e secondo una prospettiva storica, possa oggi apparire come vittima (martire?) di un sistema che gli fu profondamente ostile non è negabile e probabilmente risponde a verità.
ma dire questo è dire altra cosa rispetto all&#039;atteggiarsi a vittima, all&#039;auto-emarginarsi.
pasolini visse in povertà insegnando in borgata dopo la fuga da Casarsa, ma appena poté, se ne andò dalle borgate a vivere da un&#039;altra parte, eccetera: nessuna auto-emarginazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ho tempo, adesso.<br />
ribadisco che la seguente affermazione, &#8220;si autoemarginava esibendosi con la posa dell’artista martire” mi sembra falsa e offensiva.<br />
che poi la figura di pasolini, complessivamente e secondo una prospettiva storica, possa oggi apparire come vittima (martire?) di un sistema che gli fu profondamente ostile non è negabile e probabilmente risponde a verità.<br />
ma dire questo è dire altra cosa rispetto all&#8217;atteggiarsi a vittima, all&#8217;auto-emarginarsi.<br />
pasolini visse in povertà insegnando in borgata dopo la fuga da Casarsa, ma appena poté, se ne andò dalle borgate a vivere da un&#8217;altra parte, eccetera: nessuna auto-emarginazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26937</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2006 18:57:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ tashtego

Pasolini non si atteggiò a martire perché a tutti gli effetti lo era (33 processi in 30 anni)
Pasolini non si atteggiò ad emarginato anche perché lo voleva (frequentava un certo tipo di ambienti)
Non capisco la violenza di certe affermazioni, sempre così assiomatiche: &quot;è una grossa cazzata&quot;. Scusa.. per te. Tra l&#039;altro, ci sono milioni di pagine che ci aiutano a riflettere proprio in questo senso, sulla sua automartirizzazione, sull&#039;inevitabile emarginazione al quale andò incontro ANCHE (non solo..) per sua stessa volontà. E ricordo lettere strazianti di scuse, di autoanalisi di Pasolini spedite per esempio al suo amico-nemico (soprattutto nemico) Fortini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ tashtego</p>
<p>Pasolini non si atteggiò a martire perché a tutti gli effetti lo era (33 processi in 30 anni)<br />
Pasolini non si atteggiò ad emarginato anche perché lo voleva (frequentava un certo tipo di ambienti)<br />
Non capisco la violenza di certe affermazioni, sempre così assiomatiche: &#8220;è una grossa cazzata&#8221;. Scusa.. per te. Tra l&#8217;altro, ci sono milioni di pagine che ci aiutano a riflettere proprio in questo senso, sulla sua automartirizzazione, sull&#8217;inevitabile emarginazione al quale andò incontro ANCHE (non solo..) per sua stessa volontà. E ricordo lettere strazianti di scuse, di autoanalisi di Pasolini spedite per esempio al suo amico-nemico (soprattutto nemico) Fortini.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gerry		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26934</link>

		<dc:creator><![CDATA[gerry]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2006 18:18:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tashtego


se mi permetti tashtego il concetto di martire (e di sacrificio) applicati alla figura di pasolini non è affatto sconsiderato. come interpretare altrimenti la sua fede o culto del poeta alla rimbaud, inciampato e trumatizzato dalla oscurità o dal caos del (tardo) moderno, e per questo sempre all&#039;incrocio tra lucidità (ideologia) ed estetizzazione (le viscere, le passioni) della realtà? 
sulla sua emarginazione (intesa come voce non ascoltata, non influente...): andrebbero riprese (già lo si è fatto) le pagine del corsera del tempo: dopo la crisi e la svolta conservatrice del giorno, prima della nascita di repubblica come tribuna liberaldemocratica, su quelle pagine scrivevano, e denunciavano, e cercavano di intervenire (sulla realtà italiana del tempo ) e dunque tentavano di essere ascoltati dalle cosiddette classi dirigenti, il calvino più civile e parise, sciascia.... forse questo sta a significare ben di più della cronica svalutazione del ruolo intellettuale (oggi chi c&#039;è che parla da quelle colonne? magris, e l&#039;effetto è lo stesso...). sta a simboleggiare, come in filigrana, la realtà della diagnosi di pasolini. diagnosi. e basta. senza indugiare sulla sua spinta profetica, magari per restare, nostalgici, alle sue parole, alla sua icona. e cioè, come mi sembra traspaia dal dibattito sulle ultime elezioni, bisogna esaminare ciò che accade sotto i nostri occhi (la resistenza di berlusconi) in  CONTINUITà con la nostra storia, e cultura, e realtà antropologica almeno dai secondi anni &#039;60 in poi. come aveva intuito pasolini, appunto. e allora ciò chiama in causa la FUNZIONE reale di quegli intellettuali, e degli intellettuali, oggi.

ma cosa c&#039;entra che  girava con le macchine sportive ecc. e che aveva i soldi? mi sembra il più retrivo giudizio di un salinari, a scartare dai temi, per affondare facilmente sulle contraddizioni della sua vita (del resto, come sai, l&#039;ossimoro è la cifra capace di leggere la sua FIGURa di intellettuale). forse anche la sua funzione. 

alla bourdieu: qual è secondo te il campo del sapere, oggi? e quale dovrebbe essere, come andrebbe organizzato un campo intellettuale alternativo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego</p>
<p>se mi permetti tashtego il concetto di martire (e di sacrificio) applicati alla figura di pasolini non è affatto sconsiderato. come interpretare altrimenti la sua fede o culto del poeta alla rimbaud, inciampato e trumatizzato dalla oscurità o dal caos del (tardo) moderno, e per questo sempre all&#8217;incrocio tra lucidità (ideologia) ed estetizzazione (le viscere, le passioni) della realtà?<br />
sulla sua emarginazione (intesa come voce non ascoltata, non influente&#8230;): andrebbero riprese (già lo si è fatto) le pagine del corsera del tempo: dopo la crisi e la svolta conservatrice del giorno, prima della nascita di repubblica come tribuna liberaldemocratica, su quelle pagine scrivevano, e denunciavano, e cercavano di intervenire (sulla realtà italiana del tempo ) e dunque tentavano di essere ascoltati dalle cosiddette classi dirigenti, il calvino più civile e parise, sciascia&#8230;. forse questo sta a significare ben di più della cronica svalutazione del ruolo intellettuale (oggi chi c&#8217;è che parla da quelle colonne? magris, e l&#8217;effetto è lo stesso&#8230;). sta a simboleggiare, come in filigrana, la realtà della diagnosi di pasolini. diagnosi. e basta. senza indugiare sulla sua spinta profetica, magari per restare, nostalgici, alle sue parole, alla sua icona. e cioè, come mi sembra traspaia dal dibattito sulle ultime elezioni, bisogna esaminare ciò che accade sotto i nostri occhi (la resistenza di berlusconi) in  CONTINUITà con la nostra storia, e cultura, e realtà antropologica almeno dai secondi anni &#8217;60 in poi. come aveva intuito pasolini, appunto. e allora ciò chiama in causa la FUNZIONE reale di quegli intellettuali, e degli intellettuali, oggi.</p>
<p>ma cosa c&#8217;entra che  girava con le macchine sportive ecc. e che aveva i soldi? mi sembra il più retrivo giudizio di un salinari, a scartare dai temi, per affondare facilmente sulle contraddizioni della sua vita (del resto, come sai, l&#8217;ossimoro è la cifra capace di leggere la sua FIGURa di intellettuale). forse anche la sua funzione. </p>
<p>alla bourdieu: qual è secondo te il campo del sapere, oggi? e quale dovrebbe essere, come andrebbe organizzato un campo intellettuale alternativo?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26933</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2006 17:45:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;...l’approccio di Pasolini che se da un lato osservava con lucidità la realtà, dall’altro si autoemarginava esibendosi con la posa dell’artista martire.&quot;
mi permetto di obbiettare che questa è davvero una cazzata, la rocca, grossa come una casa.
pasolini non si atteggiò mai a martire, né ad emarginato.
faceva parte del sistema culturale e lì dentro aveva potere.
scriveva sul corriere della sera, in prima pagina.
evava un enorme seguito.
faceva film, interviste, documentari.
girava su macchine sportive, aveva i soldi.
e soprattutto era ascoltato, anche, soprattutto, dalle cosidette classi dirigenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;l’approccio di Pasolini che se da un lato osservava con lucidità la realtà, dall’altro si autoemarginava esibendosi con la posa dell’artista martire.&#8221;<br />
mi permetto di obbiettare che questa è davvero una cazzata, la rocca, grossa come una casa.<br />
pasolini non si atteggiò mai a martire, né ad emarginato.<br />
faceva parte del sistema culturale e lì dentro aveva potere.<br />
scriveva sul corriere della sera, in prima pagina.<br />
evava un enorme seguito.<br />
faceva film, interviste, documentari.<br />
girava su macchine sportive, aveva i soldi.<br />
e soprattutto era ascoltato, anche, soprattutto, dalle cosidette classi dirigenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Villivà		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26896</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Villivà]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 15:06:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pienamente d&#039;accordo con La Rocca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pienamente d&#8217;accordo con La Rocca</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26891</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 13:24:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo sguardo di Pasolini è interessante. Ha dimenticato di dire, però, che il posto che occupa la letteratura, in questa realtà da lui così lucidamente analizzata, è marginale. Nel senso che il sistema mediatico-televisivo-popolare le ha ritagliato un bel ghetto di lusso, sacralizzandola (sacralizzare significa sacrificare, cioè scartare) e assegnandole un luogo di resistenza. Chi propone luoghi di resistenza, ancora oggi, non fa altro che perpetuare l&#039;approccio di Pasolini che se da un lato osservava con lucidità la realtà, dall&#039;altro si autoemarginava esibendosi con la posa dell&#039;artista martire. Il luogo di resistenza emargina chi vi abita, contribuisce a creare una riserva indiana e non una nazione indiana. Meglio la resistenza policentrica di Chomsky, o le azioni dei partigiani, o le proposte di Gramsci. Abbasso i luoghi resistenti e gli intellettuali che ostentano la resistenza perché non servono alla causa. In realtà, la più formidabile arma è la più antica: il Cavallo di Troia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sguardo di Pasolini è interessante. Ha dimenticato di dire, però, che il posto che occupa la letteratura, in questa realtà da lui così lucidamente analizzata, è marginale. Nel senso che il sistema mediatico-televisivo-popolare le ha ritagliato un bel ghetto di lusso, sacralizzandola (sacralizzare significa sacrificare, cioè scartare) e assegnandole un luogo di resistenza. Chi propone luoghi di resistenza, ancora oggi, non fa altro che perpetuare l&#8217;approccio di Pasolini che se da un lato osservava con lucidità la realtà, dall&#8217;altro si autoemarginava esibendosi con la posa dell&#8217;artista martire. Il luogo di resistenza emargina chi vi abita, contribuisce a creare una riserva indiana e non una nazione indiana. Meglio la resistenza policentrica di Chomsky, o le azioni dei partigiani, o le proposte di Gramsci. Abbasso i luoghi resistenti e gli intellettuali che ostentano la resistenza perché non servono alla causa. In realtà, la più formidabile arma è la più antica: il Cavallo di Troia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: benedetto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26890</link>

		<dc:creator><![CDATA[benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 12:57:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per demetrio:
anche certi libri di arbasino e parise? sono scomodi e politici o civili anch&#039;essi. senza dubbio. e siamo sempre tra gli ultimi anni &#039;60 e il finire dei &#039;70. ma come non pensare all&#039;idea di letteratura che questi autori, compreso calvino, veicolano e predispongono per la loro stessa esistenza di autori - come legittimazione per la loro comunicazione artistica - e per il pubblico di lettori? e ciò non per riprendere il vecchio binomio oppositivo ppp/calvino 

per spurio:
(tanto, di pasolini, va precisato, in merito alla sua oggettiva, ma sfaccettata, vena civile e d&#039;opposizione, scomoda... come ad esempio il suo culto decadente, assoluto dell&#039;arte, e della figura di artista, che lo fa approdare ad un manierismo intrecciato alla performatività che intende affidare alla sua opera...). il discorso è anche fuori fuoco perchè di pasolini, non solo per il trentennale della morte, si discute e si parla assai(l&#039;autore è diventato icona e mito: poco si legge, è vero, ma si sbandiera appunto a ogni piè sospinto come per un&#039;icona: di che guevara, o giù di lì).... ma il tuo è un discorso potenzialmete fertile, in quanto intende anche solo sfiorare il tema della idea di letteratura che (proprio dagli anni delle  ultime scritture di calvino  - e di arbasino di parise di celati...) egemonizza la nostra critica e la nostra letteratura (la nostra idea di letteratura). e anche, forse, egemonizza e condiziona le risposte che cercano di ribaltare - senza attraversarne la problematicità- quell&#039;idea egemone di letteratura. nel suo rapporto, s&#039;intende, con la realtà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per demetrio:<br />
anche certi libri di arbasino e parise? sono scomodi e politici o civili anch&#8217;essi. senza dubbio. e siamo sempre tra gli ultimi anni &#8217;60 e il finire dei &#8217;70. ma come non pensare all&#8217;idea di letteratura che questi autori, compreso calvino, veicolano e predispongono per la loro stessa esistenza di autori &#8211; come legittimazione per la loro comunicazione artistica &#8211; e per il pubblico di lettori? e ciò non per riprendere il vecchio binomio oppositivo ppp/calvino </p>
<p>per spurio:<br />
(tanto, di pasolini, va precisato, in merito alla sua oggettiva, ma sfaccettata, vena civile e d&#8217;opposizione, scomoda&#8230; come ad esempio il suo culto decadente, assoluto dell&#8217;arte, e della figura di artista, che lo fa approdare ad un manierismo intrecciato alla performatività che intende affidare alla sua opera&#8230;). il discorso è anche fuori fuoco perchè di pasolini, non solo per il trentennale della morte, si discute e si parla assai(l&#8217;autore è diventato icona e mito: poco si legge, è vero, ma si sbandiera appunto a ogni piè sospinto come per un&#8217;icona: di che guevara, o giù di lì)&#8230;. ma il tuo è un discorso potenzialmete fertile, in quanto intende anche solo sfiorare il tema della idea di letteratura che (proprio dagli anni delle  ultime scritture di calvino  &#8211; e di arbasino di parise di celati&#8230;) egemonizza la nostra critica e la nostra letteratura (la nostra idea di letteratura). e anche, forse, egemonizza e condiziona le risposte che cercano di ribaltare &#8211; senza attraversarne la problematicità- quell&#8217;idea egemone di letteratura. nel suo rapporto, s&#8217;intende, con la realtà.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: demetrio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26883</link>

		<dc:creator><![CDATA[demetrio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 11:29:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la giornata di uno scrutatore e palomar sono due libri profondamente politici e scomodi di Calvino.

d.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la giornata di uno scrutatore e palomar sono due libri profondamente politici e scomodi di Calvino.</p>
<p>d.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: spurio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/04/13/a-commento-del-23-di-forza-italia/#comment-26879</link>

		<dc:creator><![CDATA[spurio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 09:45:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[hai detto benissimo: &quot;le pubblicava&quot;.
Il mio discorso è sul presente. Non so se non riesco a farmi capire... Parlavo di oggi, dei meridiani con tv sorrisi e canzoni (come esempio) e di come il presente rilegge (o non rilegge) i grandi del passato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>hai detto benissimo: &#8220;le pubblicava&#8221;.<br />
Il mio discorso è sul presente. Non so se non riesco a farmi capire&#8230; Parlavo di oggi, dei meridiani con tv sorrisi e canzoni (come esempio) e di come il presente rilegge (o non rilegge) i grandi del passato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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