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	Commenti a: Inerzia #3	</title>
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		<title>
		Di: Moosbrugger		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-39539</link>

		<dc:creator><![CDATA[Moosbrugger]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2006 15:31:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Dev&#039;essere una mia impressione; sono io a essere rallentato, compresso dalla gravità. Il suo mondo aveva assunto le caratteristiche della pura massa. percepì se stesso in un solo modo: come un oggetto che subisce la rpessione del peso. Una sola qualità, un solo attributo. E una sola esperienza. L&#039;inerzia.&quot;
Da &quot;Ubik&quot; di Philip K. Dick (Fanucci ed. p. 202)
I romanzi di Dick sono popolati di &quot;inerziali&quot; (non so cosa traduca in inglese), persone di un futuro-presente molto angosciante che riescono coi loro poteri a creare &quot;campi&quot; per impedire ad altri personaggi (&quot;precognitivi&quot; ed altri) di esercitare le loro facoltà psichiche (?) più o meno &quot;cinetiche&quot;. Un buon esempio di come letteratura di serie B (come è considerata generalmente la fantascienza (o &quot;Sci-fi&quot; che fa più cool)) riassuma bene l&#039;interessante intreccio qui proposto tra scienze, letterature, ed usi dei rispettivi linguaggi. Anzi, costitutivamente nè è un terreno di predilezione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dev&#8217;essere una mia impressione; sono io a essere rallentato, compresso dalla gravità. Il suo mondo aveva assunto le caratteristiche della pura massa. percepì se stesso in un solo modo: come un oggetto che subisce la rpessione del peso. Una sola qualità, un solo attributo. E una sola esperienza. L&#8217;inerzia.&#8221;<br />
Da &#8220;Ubik&#8221; di Philip K. Dick (Fanucci ed. p. 202)<br />
I romanzi di Dick sono popolati di &#8220;inerziali&#8221; (non so cosa traduca in inglese), persone di un futuro-presente molto angosciante che riescono coi loro poteri a creare &#8220;campi&#8221; per impedire ad altri personaggi (&#8220;precognitivi&#8221; ed altri) di esercitare le loro facoltà psichiche (?) più o meno &#8220;cinetiche&#8221;. Un buon esempio di come letteratura di serie B (come è considerata generalmente la fantascienza (o &#8220;Sci-fi&#8221; che fa più cool)) riassuma bene l&#8217;interessante intreccio qui proposto tra scienze, letterature, ed usi dei rispettivi linguaggi. Anzi, costitutivamente nè è un terreno di predilezione.</p>
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		<title>
		Di: marialuisa		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-35207</link>

		<dc:creator><![CDATA[marialuisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2006 17:32:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando è stata proposta questa conversazione sull’inerzia l’idea mi ha affascinato da subito. 
Innanzitutto per la possibilità di interagire con Antonio Sparzani, poi per l’uso del dialogo e infine per l’obiettivo finale di suscitare domande, invece che offrire risposte certe.
Quale è l’obiettivo? Ragionare, direi, anzi stimolare il ragionamento e l’interazione,  mantenendo la complessità della realtà nel processo di investigazione. Non siamo nel laboratorio in cui si decide a priori che cosa analizzare, ma stiamo nel mondo e nel riprendere il senso dell’esperienza, indispensabile base per le teorizzazioni scientifiche, passate o presenti che siano. 
Può essere caotico, ma il dare memoria storica ed un presente esperienziale ad un concetto fisico, che si è magari studiato per qualche esame, è un processo vitale e anche un po’ faticoso: si rimane in bilico tra la filosofia, la scienza, l’osservazione del reale. 

Avremmo potuto scegliere una via più tradizionale per parlare dell&#039;inerzia, ma il rischio era di diventare didattici e di inserire da qualche parte una cattedra, invece che interagire con i lettori che commentano, con gli altri indiani, sfruttando le possibilità offerte dallo strumento di NI, come multiblog, al di là della classica esposizione di post-commenti-post-commenti.  E qui butto un altro sasso nello stagno. In questo ragionamento collettivo sul concetto di “inerzia” la domanda che c’è in sottofondo è chi sta creando conoscenza? E come si sta creando? Per pertinenze? per gerarchie degli autori rispetto ai commentatori? Per senso logico di causa-effetto o di sincronie?

Ora direi di raccogliere gli stimoli che provengono anche da questo post, dai commenti e ritorniamo sui concetti base. Alla prossima puntata di Inerzia#4]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando è stata proposta questa conversazione sull’inerzia l’idea mi ha affascinato da subito.<br />
Innanzitutto per la possibilità di interagire con Antonio Sparzani, poi per l’uso del dialogo e infine per l’obiettivo finale di suscitare domande, invece che offrire risposte certe.<br />
Quale è l’obiettivo? Ragionare, direi, anzi stimolare il ragionamento e l’interazione,  mantenendo la complessità della realtà nel processo di investigazione. Non siamo nel laboratorio in cui si decide a priori che cosa analizzare, ma stiamo nel mondo e nel riprendere il senso dell’esperienza, indispensabile base per le teorizzazioni scientifiche, passate o presenti che siano.<br />
Può essere caotico, ma il dare memoria storica ed un presente esperienziale ad un concetto fisico, che si è magari studiato per qualche esame, è un processo vitale e anche un po’ faticoso: si rimane in bilico tra la filosofia, la scienza, l’osservazione del reale. </p>
<p>Avremmo potuto scegliere una via più tradizionale per parlare dell&#8217;inerzia, ma il rischio era di diventare didattici e di inserire da qualche parte una cattedra, invece che interagire con i lettori che commentano, con gli altri indiani, sfruttando le possibilità offerte dallo strumento di NI, come multiblog, al di là della classica esposizione di post-commenti-post-commenti.  E qui butto un altro sasso nello stagno. In questo ragionamento collettivo sul concetto di “inerzia” la domanda che c’è in sottofondo è chi sta creando conoscenza? E come si sta creando? Per pertinenze? per gerarchie degli autori rispetto ai commentatori? Per senso logico di causa-effetto o di sincronie?</p>
<p>Ora direi di raccogliere gli stimoli che provengono anche da questo post, dai commenti e ritorniamo sui concetti base. Alla prossima puntata di Inerzia#4</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34991</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2006 16:45:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rileggendomi però, ritirerei l&#039;ultima frase (un&#039;insolenza esagerata).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rileggendomi però, ritirerei l&#8217;ultima frase (un&#8217;insolenza esagerata).</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34986</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2006 11:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo: devo confessare che dopo gli esami di Fisica I e Fisica II in una facoltà scientifica (esami piuttosto seri, specie il secondo) avevo lasciato un po&#039; andare simili questioni, rinfrescate soltanto, qualche anno fa, nell&#039;affrontare un famoso e ponderoso libro di Penrose. Ma ricordavo vagamente un ragionamento su di un secchio contenente dell&#039;acqua e messo in rotazione, che riusciva ad imbastire delle interessanti congetture sul rapporto fra il comportamento inerziale di cui fa mostra un singolo corpo e la distribuzione complessiva della massa nell&#039;universo (ovvero la fonte della forza gravitazionale che pervade lo spazio). Mi sono chiesto se fosse il caso di intervenire, ma non riuscivo assolutamente a capire quale fosse lo stato della conversazione, ovvero lo scopo recondito (ma probabilmente didattico) del &quot;fare lo gnorri&quot; esibito dai conduttori. Devo dire che questo menare per il naso le proiezioni inevitabilmente ingenue dei non addetti ai lavori non mi sembra proprio il massimo, e che in generale ho visto messa in opera una &quot;fisiognomica&quot; (applicata ai pensieri di coloro che hanno parlato di simili problemi) piuttosto presuntuosa, che implica la pretesa di dominare gli universi concettuali, e persino sentimentali, di pensatori appartenenti a culture lontane e frammentariamente conosciute. Le spiegazioni fisiognomiche sono spesso affascinanti ma notoriamente illusorie. Mi chiedo allora se l&#039;esplorazione di queste nicchie pseudo-umanistiche, del tutto secondarie rispetto al main-stream scientifico, non siano un ennesimo segno del declino italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo: devo confessare che dopo gli esami di Fisica I e Fisica II in una facoltà scientifica (esami piuttosto seri, specie il secondo) avevo lasciato un po&#8217; andare simili questioni, rinfrescate soltanto, qualche anno fa, nell&#8217;affrontare un famoso e ponderoso libro di Penrose. Ma ricordavo vagamente un ragionamento su di un secchio contenente dell&#8217;acqua e messo in rotazione, che riusciva ad imbastire delle interessanti congetture sul rapporto fra il comportamento inerziale di cui fa mostra un singolo corpo e la distribuzione complessiva della massa nell&#8217;universo (ovvero la fonte della forza gravitazionale che pervade lo spazio). Mi sono chiesto se fosse il caso di intervenire, ma non riuscivo assolutamente a capire quale fosse lo stato della conversazione, ovvero lo scopo recondito (ma probabilmente didattico) del &#8220;fare lo gnorri&#8221; esibito dai conduttori. Devo dire che questo menare per il naso le proiezioni inevitabilmente ingenue dei non addetti ai lavori non mi sembra proprio il massimo, e che in generale ho visto messa in opera una &#8220;fisiognomica&#8221; (applicata ai pensieri di coloro che hanno parlato di simili problemi) piuttosto presuntuosa, che implica la pretesa di dominare gli universi concettuali, e persino sentimentali, di pensatori appartenenti a culture lontane e frammentariamente conosciute. Le spiegazioni fisiognomiche sono spesso affascinanti ma notoriamente illusorie. Mi chiedo allora se l&#8217;esplorazione di queste nicchie pseudo-umanistiche, del tutto secondarie rispetto al main-stream scientifico, non siano un ennesimo segno del declino italiano.</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34985</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2006 07:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fatto è che quel testo contiene, nei miei confronti, un principio dormitivo: di solito per capire le cose ci si premura di togliere di mezzo ciò che non sembra essenziale. Qui il procedimento sembra esattamente l&#039;opposto: la fisica viene complicata dalla storia del pensiero. Ora già è difficile, quando le faccende esulano dal banale, liberarsi dalle intuizioni pressoché ereditarie della &quot;folk psychology&quot; (ordinariamente preziose in quanto ovviamente adattative) sul funzionamento del mondo fisico. Proiettarsi nel contempo nelle menti di Aristotele, Filopono e Buridano semplicemente esaurisce il numero di &quot;parentesi&quot; che posso mantenere contemporaneamente aperte, in attesa dell&#039;agognata soluzione (di solito nella creazione dei diagrammi esplicativi, si raccomanda di non superare le 5-7 scatole per volta) ovvero dell&#039;&quot;aha!&quot; così meticolosamente preparato. Nel mio cervello questo stato di confusione si traduce in una tipica sonnolenza, I&#039;m working on a fix.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto è che quel testo contiene, nei miei confronti, un principio dormitivo: di solito per capire le cose ci si premura di togliere di mezzo ciò che non sembra essenziale. Qui il procedimento sembra esattamente l&#8217;opposto: la fisica viene complicata dalla storia del pensiero. Ora già è difficile, quando le faccende esulano dal banale, liberarsi dalle intuizioni pressoché ereditarie della &#8220;folk psychology&#8221; (ordinariamente preziose in quanto ovviamente adattative) sul funzionamento del mondo fisico. Proiettarsi nel contempo nelle menti di Aristotele, Filopono e Buridano semplicemente esaurisce il numero di &#8220;parentesi&#8221; che posso mantenere contemporaneamente aperte, in attesa dell&#8217;agognata soluzione (di solito nella creazione dei diagrammi esplicativi, si raccomanda di non superare le 5-7 scatole per volta) ovvero dell'&#8221;aha!&#8221; così meticolosamente preparato. Nel mio cervello questo stato di confusione si traduce in una tipica sonnolenza, I&#8217;m working on a fix.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34983</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2006 03:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tuttavia, sparzani, il tuo tentativo di darcene nozione non raggiunge lo scopo (almeno presso di me).
a giudicare da quello che scrivi, sembra che davvero non si sappia &quot;cos&#039;è&quot; l&#039;inerzia.
resta quella sensazione di pesantezza aggiuntiva in ascensore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tuttavia, sparzani, il tuo tentativo di darcene nozione non raggiunge lo scopo (almeno presso di me).<br />
a giudicare da quello che scrivi, sembra che davvero non si sappia &#8220;cos&#8217;è&#8221; l&#8217;inerzia.<br />
resta quella sensazione di pesantezza aggiuntiva in ascensore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antonio sparzani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34981</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2006 21:09:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vedo che il turbamento del tempo succeduto (tranne che nella Sicilia di Missy) al gran caldo ha turbato alcune delle migliori menti che frequentano l&#039;abitualmente inclito dibattito della indiana nazione.
A Pensieri Oziosi grazie per le indicazioni su Cartesio, che fu tra coloro che per primi diedero una buona formulazione della cosiddetta (appunto, cosiddetta) legge di Galileo, quella che stabilisce l&#039;inerzia. Galileo, come al solito c&#039;era arrivato quasi, sempre quasi.
A Mag direi che tra entropia e inerzia non c&#039;e un rapporto diretto, anche se ogni cosa nella fisica, ma non solo, ha qualche relazione con ogni altra cosa. l&#039;entropia, come si diceva nello smenazzo entropico dell&#039;anno scorso, è una misura del disordine di un sistema e certo non ci sarebbe se tutte quante le cose piccole e grandi non avessero l&#039;inerzia ficcata dentro nella loro natura.
Ai simpatici cicciobelli che ironizzano sul contenuto, suggerisco, quando il loro figlioletto/a chiederà papà, papà, perché i corpi cadono per terra, di rispondere che cadono perché sono pesanti e quando il suddetto insisterà con perché sono pesanti, di dare la spiegazione veramente finale ed esaustiva, perché hanno la pesantezza. Ritenendo casomai di aver fornito una convincente ed illuminante spiegazione. Specialmente gli amici francesi capiranno: in francese gravità si dice pesanteur.
Inerzialmente tuttavia, del doman non c&#039;è certezza
Antonio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vedo che il turbamento del tempo succeduto (tranne che nella Sicilia di Missy) al gran caldo ha turbato alcune delle migliori menti che frequentano l&#8217;abitualmente inclito dibattito della indiana nazione.<br />
A Pensieri Oziosi grazie per le indicazioni su Cartesio, che fu tra coloro che per primi diedero una buona formulazione della cosiddetta (appunto, cosiddetta) legge di Galileo, quella che stabilisce l&#8217;inerzia. Galileo, come al solito c&#8217;era arrivato quasi, sempre quasi.<br />
A Mag direi che tra entropia e inerzia non c&#8217;e un rapporto diretto, anche se ogni cosa nella fisica, ma non solo, ha qualche relazione con ogni altra cosa. l&#8217;entropia, come si diceva nello smenazzo entropico dell&#8217;anno scorso, è una misura del disordine di un sistema e certo non ci sarebbe se tutte quante le cose piccole e grandi non avessero l&#8217;inerzia ficcata dentro nella loro natura.<br />
Ai simpatici cicciobelli che ironizzano sul contenuto, suggerisco, quando il loro figlioletto/a chiederà papà, papà, perché i corpi cadono per terra, di rispondere che cadono perché sono pesanti e quando il suddetto insisterà con perché sono pesanti, di dare la spiegazione veramente finale ed esaustiva, perché hanno la pesantezza. Ritenendo casomai di aver fornito una convincente ed illuminante spiegazione. Specialmente gli amici francesi capiranno: in francese gravità si dice pesanteur.<br />
Inerzialmente tuttavia, del doman non c&#8217;è certezza<br />
Antonio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34973</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2006 08:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Però Buridano era bravo, nel suo gener; chissà se trattava bene  il suo asino, però?
Io credo che lo trattasse bene infatti aveva da scegliere tra avena e fieno, o, cazzoneso, magari orzo o luppolo o farro, ma il farro non lo si da agli asini, perchè lo diceva anche Quintiliano che affermò:
Asinus qui magnat farrum postea nnun trabagliat.
Ecco, Buridano era proprio un bravo padrone e senza il suo asino non sarebbe nessuno, come diceva pure Lattanzio:
Qui asinum non tenet nemo lo cak.
La sapienza antica aiuta sempre nella vita, specie quando si tengono gli asini. 
Se invece uno tiene un mulo allora loarruolano nell&#039;Artiglieria alpina. Invece Buridano, che aveva un asino, lo ficcarono in fanteria, 
poi, però lo trasferirono all&#039;Ospedale militare perchè l&#039;asino gli aveva dati un calcio: fu lì che scoperse lo &quot;status quo ante&quot; cioè che stava meglio prima del calcio, che manifestossi con un fortissimo &quot;impetus&quot; che gli ruppe la mascella, e le conseguenze furono poi gravi per tre motivi:

1.Che dopo l&#039;incidente causato dal calcio dell&#039;asino il povero Buridano parlò con un difetto di pronuncia terribile per cui i suoi studenti parigini non capivano un cazzo e si distraevano e tiravano palline di sterco vaccino nel Vicolo degli Strami, per cui il rettore non gli rinnovò l&#039;incarico, perché c&#039;era il liberismo di cattedra, allora, e se non rendevi bene magari ti impiccavano, per dire.
2.Essendo stato licenziato ed avendo perduto l&#039;asino non potè trovare lavoro nemmeno come conducente asini nell&#039;esercito del duca d&#039;Anjou, per cui si allogò come mezzano  o lenone di una bagasciona in quel di Nanterre, ove presentavasi inturbantato come un principe arabo che vendeva nascostamente le grazie di una delle sue mogli.
3.Poi successe, purtroppo, che nella rivolta dei contadini del 1358 un villano lo assalì, credendolo un possidente, nella sua stamberga per rubargli l&#039;asino. Nonostante le sue proteste di non proprietà di asini, l&quot;impetus&quot; dell&#039;assalitore fu tale che Buridano cadde a terra e malauguratamente battè la nuca su un gradino di pietra e morì sul colpo in miserrime condizioni.
Morì all&#039;età sua di anni di anni 68 preso Parigi di Francia e fu seppellito in una fossa comune. 
L&#039;asino no. 
Se lo divorarono dei lupi quando scappò dall&#039;Ospedale militare di Orleans.
E&#039; una storia molto triste.

MarioB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però Buridano era bravo, nel suo gener; chissà se trattava bene  il suo asino, però?<br />
Io credo che lo trattasse bene infatti aveva da scegliere tra avena e fieno, o, cazzoneso, magari orzo o luppolo o farro, ma il farro non lo si da agli asini, perchè lo diceva anche Quintiliano che affermò:<br />
Asinus qui magnat farrum postea nnun trabagliat.<br />
Ecco, Buridano era proprio un bravo padrone e senza il suo asino non sarebbe nessuno, come diceva pure Lattanzio:<br />
Qui asinum non tenet nemo lo cak.<br />
La sapienza antica aiuta sempre nella vita, specie quando si tengono gli asini.<br />
Se invece uno tiene un mulo allora loarruolano nell&#8217;Artiglieria alpina. Invece Buridano, che aveva un asino, lo ficcarono in fanteria,<br />
poi, però lo trasferirono all&#8217;Ospedale militare perchè l&#8217;asino gli aveva dati un calcio: fu lì che scoperse lo &#8220;status quo ante&#8221; cioè che stava meglio prima del calcio, che manifestossi con un fortissimo &#8220;impetus&#8221; che gli ruppe la mascella, e le conseguenze furono poi gravi per tre motivi:</p>
<p>1.Che dopo l&#8217;incidente causato dal calcio dell&#8217;asino il povero Buridano parlò con un difetto di pronuncia terribile per cui i suoi studenti parigini non capivano un cazzo e si distraevano e tiravano palline di sterco vaccino nel Vicolo degli Strami, per cui il rettore non gli rinnovò l&#8217;incarico, perché c&#8217;era il liberismo di cattedra, allora, e se non rendevi bene magari ti impiccavano, per dire.<br />
2.Essendo stato licenziato ed avendo perduto l&#8217;asino non potè trovare lavoro nemmeno come conducente asini nell&#8217;esercito del duca d&#8217;Anjou, per cui si allogò come mezzano  o lenone di una bagasciona in quel di Nanterre, ove presentavasi inturbantato come un principe arabo che vendeva nascostamente le grazie di una delle sue mogli.<br />
3.Poi successe, purtroppo, che nella rivolta dei contadini del 1358 un villano lo assalì, credendolo un possidente, nella sua stamberga per rubargli l&#8217;asino. Nonostante le sue proteste di non proprietà di asini, l&#8221;impetus&#8221; dell&#8217;assalitore fu tale che Buridano cadde a terra e malauguratamente battè la nuca su un gradino di pietra e morì sul colpo in miserrime condizioni.<br />
Morì all&#8217;età sua di anni di anni 68 preso Parigi di Francia e fu seppellito in una fossa comune.<br />
L&#8217;asino no.<br />
Se lo divorarono dei lupi quando scappò dall&#8217;Ospedale militare di Orleans.<br />
E&#8217; una storia molto triste.</p>
<p>MarioB.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: missy		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34972</link>

		<dc:creator><![CDATA[missy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2006 06:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo questo vostro bel trattato sull’inerzia, guarderò con altro interesse il movimento dei turisti milanesi verso le 2 del pomeriggio mentre io sono bloccata ferma immobile catatonica basita e felice sotto il caldo africano in questa terra finale di Sicilia. 
E li guarderò con più attenzione, magari cineticamente sforzando il pensiero di un centimetro in avanti, valutando chissà che quelle loro agitazioni turistiche prima o poi si fermeranno e la smetteranno di moltiplicarsi intorno a me. Perché anche a loro capiterà di bloccarsi di fronte all’inerzia sublime del caldo secco africano, famoso per una duplice funzione: ti schiaccia e ti bolle dentro. 
E in tutto questo rimescolio succede che finalmente non succede niente. 
Questa è l’inerzia siciliana delle 2 p.m.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo questo vostro bel trattato sull’inerzia, guarderò con altro interesse il movimento dei turisti milanesi verso le 2 del pomeriggio mentre io sono bloccata ferma immobile catatonica basita e felice sotto il caldo africano in questa terra finale di Sicilia.<br />
E li guarderò con più attenzione, magari cineticamente sforzando il pensiero di un centimetro in avanti, valutando chissà che quelle loro agitazioni turistiche prima o poi si fermeranno e la smetteranno di moltiplicarsi intorno a me. Perché anche a loro capiterà di bloccarsi di fronte all’inerzia sublime del caldo secco africano, famoso per una duplice funzione: ti schiaccia e ti bolle dentro.<br />
E in tutto questo rimescolio succede che finalmente non succede niente.<br />
Questa è l’inerzia siciliana delle 2 p.m.</p>
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		Di: Trespolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/08/09/inerzia-3/#comment-34944</link>

		<dc:creator><![CDATA[Trespolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2006 15:48:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Mag, prendi questo caldo agosto, aggiungi un pizzico d&#039;afa, appendici i lavori di ristrutturazione dell&#039;appartamento e otterrai un&#039;inerzia mattutina irreplicabile in altre situazioni: steso, a letto, fino a mattina inoltrata a osservare la camera da letto ricolma di resti.
A questo punto abbiamo elementi sufficienti per formulare la prima legge &#039;fisica&#039; dello scapolo INERTE: durante il mese d&#039;agosto uno scapolo, se non sottoposto a &#039;energie&#039; femminili esterne (leggi amica, leggi amante, leggi Signora Lucia), tende a rimanere inerte fino a mattina inoltrata e il caos (dell&#039;appartamento) tende a rimanere stabile (leggi nemmeno si lava e si cambia) oppure ad aumentare (leggi necessità di cambiarsi per appuntamenti vari e aumento esponenziale della quantità di &#039;cose&#039; disordinatamente sparse).

Succede poi, raramente ma succede, che ti telefoni la Chiara. Mica puoi accoglierla con tutta &#039;sta &#039;entropia&#039; (leggi casino) e quindi, sottoponendo &#039;l&#039;entropia&#039; a un&#039;energia esterna (leggi amica Chiara), lo scapolo si deve alzare e tentare di ripristinare una situazione vivibile. Tentare però, che non è detto e non è dato sapere, sottoponendo l&#039;entropia a una quantità data di energia, quando e se scaturiranno dall&#039;entropia condizioni di ordine in grado di restituire vivibilità.
A qusto punto abbiamo elementi sufficienti per stilare la seconda legge &#039;fisica&#039; dell&#039;ENTROPIA scapolare (leggi dello scapolo, mica della scapola): l&#039;entropia ferragostana generata da uno scapolo (leggi casino e/o caos) non sempre, anche se sottoposta a una sufficiente energia esterna (leggi visita dell&#039;amica Chiara con probabilità copulatorie significative), non sempre consente di ricreare ordine. Spesso facilita esclusivamente il trasferimento dell&#039;entropia (leggi sempre casino e/o caos) nel primo angolo sufficientemente nascosto dell&#039;appartamento dello scapolo.

L&#039;importante è riuscire a chiudere a chiave l&#039;angolo nascosto per evitare sorprese inaspettate: l&#039;amica Chiara potrebbe non gradire, dovesse scoprire l&#039;entropia nascosta (leggi calzini puzzolenti, varie e alimentari) e la reazione convergere verso aspetti altamente negativi (leggi mancata copula).

Insomma: diventa determinante, in questo caso, la fisica quantistica ovvero: QUANTO è ficcanaso l&#039;amica Chiara?

Vabbé dai, torno a riposare che è meglio ;-)

Buona serata. Trespolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Mag, prendi questo caldo agosto, aggiungi un pizzico d&#8217;afa, appendici i lavori di ristrutturazione dell&#8217;appartamento e otterrai un&#8217;inerzia mattutina irreplicabile in altre situazioni: steso, a letto, fino a mattina inoltrata a osservare la camera da letto ricolma di resti.<br />
A questo punto abbiamo elementi sufficienti per formulare la prima legge &#8216;fisica&#8217; dello scapolo INERTE: durante il mese d&#8217;agosto uno scapolo, se non sottoposto a &#8216;energie&#8217; femminili esterne (leggi amica, leggi amante, leggi Signora Lucia), tende a rimanere inerte fino a mattina inoltrata e il caos (dell&#8217;appartamento) tende a rimanere stabile (leggi nemmeno si lava e si cambia) oppure ad aumentare (leggi necessità di cambiarsi per appuntamenti vari e aumento esponenziale della quantità di &#8216;cose&#8217; disordinatamente sparse).</p>
<p>Succede poi, raramente ma succede, che ti telefoni la Chiara. Mica puoi accoglierla con tutta &#8216;sta &#8216;entropia&#8217; (leggi casino) e quindi, sottoponendo &#8216;l&#8217;entropia&#8217; a un&#8217;energia esterna (leggi amica Chiara), lo scapolo si deve alzare e tentare di ripristinare una situazione vivibile. Tentare però, che non è detto e non è dato sapere, sottoponendo l&#8217;entropia a una quantità data di energia, quando e se scaturiranno dall&#8217;entropia condizioni di ordine in grado di restituire vivibilità.<br />
A qusto punto abbiamo elementi sufficienti per stilare la seconda legge &#8216;fisica&#8217; dell&#8217;ENTROPIA scapolare (leggi dello scapolo, mica della scapola): l&#8217;entropia ferragostana generata da uno scapolo (leggi casino e/o caos) non sempre, anche se sottoposta a una sufficiente energia esterna (leggi visita dell&#8217;amica Chiara con probabilità copulatorie significative), non sempre consente di ricreare ordine. Spesso facilita esclusivamente il trasferimento dell&#8217;entropia (leggi sempre casino e/o caos) nel primo angolo sufficientemente nascosto dell&#8217;appartamento dello scapolo.</p>
<p>L&#8217;importante è riuscire a chiudere a chiave l&#8217;angolo nascosto per evitare sorprese inaspettate: l&#8217;amica Chiara potrebbe non gradire, dovesse scoprire l&#8217;entropia nascosta (leggi calzini puzzolenti, varie e alimentari) e la reazione convergere verso aspetti altamente negativi (leggi mancata copula).</p>
<p>Insomma: diventa determinante, in questo caso, la fisica quantistica ovvero: QUANTO è ficcanaso l&#8217;amica Chiara?</p>
<p>Vabbé dai, torno a riposare che è meglio ;-)</p>
<p>Buona serata. Trespolo.</p>
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