Etica della polvere

2 ottobre 2006
Pubblicato da

di Peter Gizzi

straduzione di Andrea Raos

pensare che ho già scritto questa poesia
pensare di dire il motivo per cui sono qui
suono di uccelli da cortile, lampadina che tintinna

pensare che il mondo è durato così a lungo

ciò che speravamo di dire:
ailanto, rosa canina, pinolo
saturnali, luce di luna, ricorda

sono dall’altra parte adesso
ho guadato il fiume, sono
attraverso grandi difficoltà
venuto a te da un abbaino
la testa piena di buio
la mia voce in ciò che dici

in questo momento tu dici
vento attraverso la pietra, i denti
le lenzuola che cadono, oche selvagge in volo

ogni cosa è poesia qui

un vasto vuoto di fronte agli occhi
più luccicante del sole sui mattoni.

Arancio, ottobre.
I bambini con noi attraversano.

*

The Ethics of Dust

to think I have written this poem before
to think to say the reason I came here
sound of yard bird, clinking lightbulb

to think the world has lasted this long

what we were hoping to say:
ailanthus, rosebud, gable
saturnalia, moonglow, remember

I am on the other side now
have crossed the river, have
through much difficulty
come to you from a dormer closet
head full of dark
my voice in what you say

at this moment you say
wind through stone, through teeth
through falling sheets, flapping geese

every thing is poetry here

a vast blank fronting the eyes
more sparkling than sun on brick
October’s crossing-guard orange

tratto da Peter Gizzi, Some Values of Landscape and Weather, Wesleyan University Press, Middletown (Connecticut), 2003, p. 6-7.

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