Il comune di Casaluce sciolto per infiltrazioni camorristiche

16 ottobre 2006
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[riceviamo da Paolo Esposito un’inchiesta parzialmente pubblicata su La Gazzetta di Caserta del 2 Ottobre. Questa è la prima parte, introduttiva, di Emiliana Cristiano e Paolo Esposito. Leggi anche la seconda parte.]

di Emiliana Cristiano

Nel decreto del Presidente della Repubblica del 7 luglio 2006 si legge: “Considerato che nel comune di Casaluce i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 26 maggio 2002, sussistono forme di ingerenza della criminalità organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi; constatato che tali ingerenze espongono l’amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione degli organi ed il buon andamento della gestione del comune di Casaluce; rilevato, altresì, che la permeabilità dell’ente ai condizionamenti esterni della organizzazione mafiosa arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilità degli organi istituzionali; ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Casaluce”.

Un simile episodio non fa scalpore considerando che proprio la Campania è in testa alla classifica delle regioni con il maggior numero di comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, per la precisione 59.
Accogliere simili episodi come routine mostra che il legame tra camorra, politica ed istituzioni oltre ad essersi rafforzato nel tempo sia ormai visto come inevitabile da gran parte della popolazione della zona che non conserva neanche più lo stupore per simili provvedimenti.
Per quanto riguarda Casaluce il Ministero dell’Interno ha nominato una triade di Commissari: il dott. Mario De Meo, prefetto a riposo, la dott.sa Stefania Rodà, viceprefetto aggiunto e il dott. Nicola Auricchio, direttore amministrativo contabile, che per diciotto mesi, avranno i poteri del Sindaco, della Giunta Comunale e del Consiglio Comunale. Saranno garantiti ed assicurati i servizi che, quotidianamente, gli uffici comunali offrono a tutti i residenti.
L’ex sindaco Antonio Proto Fedele prima di lasciare definitivamente la fascia ha scritto una lettera ai cittadini casalucesi con la “sua verità”, difendendo l’integrità morale e il lavoro svolto negli anni dall’intera macchina comunale: “Chiedo umilmente scusa a tutti e, mi auguro, di poter avere le giuste occasioni per dimostrare l’assoluta buona fede di quanti hanno con me condiviso anni di impegno, di dedizione e passione. Chi mi conosce sa che non mi nasconderò dietro il dito dell’ipocrisia abbozzando una dimessa attesa degli eventi. So bene di non essere S.Antonio e, forse, neanche uno straordinario esempio di integerrima moralità. So di avere un carattere insopportabile, d pretendere troppo da tutti, di manifestare una innata repulsione verso ogni forma di mediocrità, ma cerco di non abusare di chi reputo più debole. Non sono assolutamente capace di piegare opportunamente la testa davanti a chi, forte di posizioni dominanti, pensa di liquidare con sufficienza e mancanza di rispetto non la mia persona, ma il Sindaco di Casaluce. Che fossero “buoni” o “cattivi”. Noi, in 9 anni, abbiamo commesso leggerezze, ingenuità ed errori. Ne sono certo. Ma non ho timore di affermare che in una ipotetica “graduatoria” tendente ad evidenziare il tasso di trasparenza, di legalità, di buona fede e di ferma opposizione alla stupida strada del malaffare, Casaluce, tra gli oltre 800 Enti campani non scenderebbe più giù della 10. ma posizione”.

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L’ex sindaco di Casaluce, Antonio Proto Fedele. Foto di Paolo Esposito.

Intervista a Franco Natale su Casaluce

di Paolo Esposito

“E’ accaduto questo a Casaluce per il comportamento di un Sindaco che in venti anni ne ha combinate di cotte e di crude” – esordisce Franco Natale, ex capogruppo dell’opposizione al Comune e consigliere provinciale per oltre venti anni. “Il Comune non è stato sciolto per infiltrazioni lampanti; l’unico camorrista in tutto questo è stato proprio Proto Fedele, il Sindaco. Lui non ha mai dato spazio all’opposizione, si è circondato di una banda di alza-dito che votava le sue decisioni senza la possibilità di dibattere sulle proposte che venivano portate in assemblea. Le decisioni che venivano votate erano specialmente in materia di appalti di lavori pubblici che adesso, col l’insediamento della commissione straordinaria, sono tutti fermi. Ci sarà un motivo! Proto Fedele si rifugiava nella forza dei numeri e l’opposizione in tutto ciò è diventato un fatto coreografico, privo di valore e di fondamento. Natale ha incalzato affermando che l’ex Sindaco non ha dato la possibilità all’opposizione di proporre suoi provvedimenti. “Proto Fedele – continua Natale – è stato capace di mettere il bavaglio quasi a tutti ed ha avuto sempre comportamenti oltremodo oltraggiosi. Io avrei voluto che il mio paese evitasse questo marchio infamante per questo ho sottoscritto il ricorso al Tar, perché mi farebbe piacere se venisse tolta a Casaluce la macchia della camorra. Il nostro – sottolinea Natale – è un paese morto, non c’è più nulla: lui è riuscito a uniformare e zittire la nostra società”. Franco Natale ha concluso con una speranza, che l’ex Sindaco e il suo seguito riconoscano le proprie colpe e prendano atto, parole testuali, della loro assoluta incapacità. “Quelle poche cose che hanno fatto – conclude Natale – le hanno fatte male e purtroppo sperperando il denaro pubblico”.

Continua seconda parte.

13 Responses to Il comune di Casaluce sciolto per infiltrazioni camorristiche

  1. Roberto il 16 ottobre 2006 alle 11:02

    La situazione nell’agro: “Le scuole sono deserte: i bambini preferiscono vendere i fazzoletti ai semafori o fare i cavalli che portano a destinazione la droga. Guidano l’auto a dieci anni; fanno la fila ai botteghini dell’ippodromo; non c’è da stupirsi se i più poveri vengono divorati dai topi in tuguri dove sopravvivono con un esercito di fratelli e se l’assistenza sociale è nelle mani di pochi operatori senza mezzi o di istituti religiosi che ricevono cospicui proventi speculando sulla disuguaglianza sociale”. Questa la “realtà”. Chiesa e Camorra unite nella lotta. Politici ladri in giacca e cravatta che campano sugli appalti. Non sembra essere cambiato molto, a Napoli e nell’agro, dai tempi del nobile Giovene. Bruno, chi è stato divorato dai topi? Buon lavoro.

  2. teresa il 16 ottobre 2006 alle 15:25

    1. tengo d’occhio anch’io, come tanti e non solo scriventi del blog, il caso saviano. sono d’accordo con bruno sulla delicatezza del momento e come non può venirci in mente, in questi giorni da festa del cinema, un altro caso di giovane che ha lottato e sacrificato la propria vita contro la criminalità: Peppino Impastato. Un finale quello di Peppino che nessuno credo voglia rivedere se non nella finzione del film…un suggerimento per tutti, rivediamo i cento passi di marco tullio giordana, tanto per dare una rispolverata alla nostra etica civile spesso imbalsamata. E poi una proposta che lancio a voi tutti: perchè non vedersi, organizzare qualcosa, magari un forum, proprio a napoli e dare una mano VERA a Roberto?!
    Teresa

  3. bruno esposito il 16 ottobre 2006 alle 17:49

    E visto che la preparazione di un intervento della redazione di Nazione Indiana è laboriosa ( sono certo che però qualcosa di importante verrà fuori ) approffittiamo di tutti gli spazi possibili per ripetere che ROBERTO SAVIANO E’ STATO OGGETTO DI MINACCE DI MORTE DA PARTE DI CLAN CAMORRISTICI, PRESUMIBILMENTE IL CLAN DEI CASALESI, E ATTUALMENTE VIVE SOTTO SCORTA !!!!!!!

  4. Paolo Esposito - La Gazzetta di Caserta il 16 ottobre 2006 alle 18:30

    Spesso si dà la colpa alla criminalità organizzata, alla camorra, al boss di quartiere e a volte di strada, ma il grado di civiltà di una Nazione dipende soprattutto dalle piccole cose. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro abbiano a cuore un problema che è di tutti gli italiani di sottoscrivere, sul sito http://www.sosteniamosaviano.net , il nostro messaggio di solidarietà indirizzato a Roberto Saviano e per presa conoscenza al Presidente della Repubblica e ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati.
    L’inchiesta che avete letto non finisce qui, appuntamento a domani…

  5. bruno esposito il 16 ottobre 2006 alle 18:50

    Finalmente…

  6. bruno esposito il 16 ottobre 2006 alle 19:06

    Il link non funziona, Paolo.

  7. teresa il 16 ottobre 2006 alle 19:23

    vado subito a firmare paolo, grazie per la segnalazione, sono anch’io una collega, giornalista di un quotidiano provinciale con sede anche a Formia – dove abito – , forse ne avrai sentito parlare.
    A presto

  8. Paolo Esposito - La Gazzetta di Caserta il 16 ottobre 2006 alle 19:34

    Scusate, il sito si era intasato di contatti, abbiamo risolto il problema;
    http://www.sosteniamosaviano.net è già attivo da domenica e le visite e le firme aumentano di minuto in minuto in modo esorbitante. Correte a firmare e fate il passaparola, stanno arrivando firme anche dall’estero. Stamattina abbiamo inviato l’appello anche a Napolitano, Marini e Bertinotti!
    Teresa, credo di aver capito per quale quotidiano scrivi!

  9. bruno esposito il 16 ottobre 2006 alle 21:23

    Pare che il dottor Sottile alias ministro Amato abbia pubblicamente preso l’impegno a proteggere Roberto. Sono convinto che ora è abbastanza al sicuro ma se cresce un movimento spontaneo di appoggio a Saviano, qualcosa che possa essere l’inizio di una nuova coscienza civica dei napoletani e dei meridionali, che ben vengano un milione di firme. Due, tre, quattro…
    Sì, maledizione.

  10. teresa il 16 ottobre 2006 alle 21:54

    spero che la coscienza civica si allarghi all’italia intera….

  11. Cato il 16 ottobre 2006 alle 23:20

    @ Paolo Esposito

    GRAZIE

  12. teresa il 17 ottobre 2006 alle 12:31

    paolo è stato arrestato un latitante del clan di lauro, si tratta di pasquale fabricino, credo che altre informazioni circolino già sulle agenzie di stampa.
    a dopo

  13. zeitun il 17 ottobre 2006 alle 16:16

    basta con questo agro!



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