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	Commenti a: Al di qua del libro: sulla figura dell&#8217;editor-letterato	</title>
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		<title>
		Di: P.R.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[P.R.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 22:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Posso segnalare in merito alle nuove collane, magari con meno propellente pubblicitario, questa lodevole iniziativa di un gruppo di amici:
(l&#039;editore è  Oedipus, il curatore è un giovane narratore e poeta Luigi Pingitore)
http://collanaliquid.blogspot.com/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso segnalare in merito alle nuove collane, magari con meno propellente pubblicitario, questa lodevole iniziativa di un gruppo di amici:<br />
(l&#8217;editore è  Oedipus, il curatore è un giovane narratore e poeta Luigi Pingitore)<br />
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		Di: roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 12:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La solita fatwa contro “i format”. I lamenti cronici sui  “generi” e gli “intrecci”. La scrittura che si apre ai codici visivi e musicali nella nota variante marsupiale. Riscoprire i Maestri trascurati e studiare, studiare, studiare gli anni settanta. Sullo sfondo, il fertilizzante vagamente iettatorio della letteratura postuma, per cui qualsiasi progetto politico-culturale oggi sarebbe a dir poco “impronunciabile”. 
Sai che novità. Una resa al postmodernismo più (an)estetizzante, storicamente privo di contenuti e idee forti. Basta romanzi, solo graphic novel! Che noia il romanzo ottocentesco, ci vuole brevità! Siamo ancora a ‘sto punto? All’elogio dello short-short? 
Ridare voce ai ‘dimenticati’, che sarebbe una strada praticabile, si rivela una complanare dal fondo sconnesso se i nomi sono sempre quelli. Celati “scrittore maledetto”? Nell’anno di grazia 2006? 
Più facile chiudere il capitolo sul Settantasette. Basta rileggersi il Weekend di Tondelli. Ci sono esposte le “intensità pubbliche” che Cortellessa scopre nella “stranissima” (solo per lui) Italia dell’underground bolognese e romano. E’ un libro di vent’anni fa, mica dell’altro ieri.  
Salviamo almeno quella osservazione su come potrebbe essere il romanzo politico, realistico e visionario di domani: “concettualmente e linguisticamente in grado di assorbire imponenti materiali critici, teorici, diciamo pure politici.” (...) “Questa sostanza traumatica del mondo (…) si incarna compiutamente e senza residui nelle figure e nelle vicende dei personaggi, nei volumi spaziali e temporali di una città immaginaria e insieme verissima”.  
Abbiamo parlato a lungo di una Chimera come questa, mezzo romanzo e mezzo saggio. Negli Stati Uniti, il romanzo-documento risale più o meno agli anni cinquanta. Si potrebbe paragonare il realismo (e il protagonismo culturale) di Capote a quello di Vittorini. I morti che si alzano a sedere nelle tombe sono tutti uguali: nella piatta, malvagia e profonda America di Capote, come nella lacerata, bollente, Sicilia di Vittorini. Ma non contate su Stilos per aggiornamenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La solita fatwa contro “i format”. I lamenti cronici sui  “generi” e gli “intrecci”. La scrittura che si apre ai codici visivi e musicali nella nota variante marsupiale. Riscoprire i Maestri trascurati e studiare, studiare, studiare gli anni settanta. Sullo sfondo, il fertilizzante vagamente iettatorio della letteratura postuma, per cui qualsiasi progetto politico-culturale oggi sarebbe a dir poco “impronunciabile”.<br />
Sai che novità. Una resa al postmodernismo più (an)estetizzante, storicamente privo di contenuti e idee forti. Basta romanzi, solo graphic novel! Che noia il romanzo ottocentesco, ci vuole brevità! Siamo ancora a ‘sto punto? All’elogio dello short-short?<br />
Ridare voce ai ‘dimenticati’, che sarebbe una strada praticabile, si rivela una complanare dal fondo sconnesso se i nomi sono sempre quelli. Celati “scrittore maledetto”? Nell’anno di grazia 2006?<br />
Più facile chiudere il capitolo sul Settantasette. Basta rileggersi il Weekend di Tondelli. Ci sono esposte le “intensità pubbliche” che Cortellessa scopre nella “stranissima” (solo per lui) Italia dell’underground bolognese e romano. E’ un libro di vent’anni fa, mica dell’altro ieri.<br />
Salviamo almeno quella osservazione su come potrebbe essere il romanzo politico, realistico e visionario di domani: “concettualmente e linguisticamente in grado di assorbire imponenti materiali critici, teorici, diciamo pure politici.” (&#8230;) “Questa sostanza traumatica del mondo (…) si incarna compiutamente e senza residui nelle figure e nelle vicende dei personaggi, nei volumi spaziali e temporali di una città immaginaria e insieme verissima”.<br />
Abbiamo parlato a lungo di una Chimera come questa, mezzo romanzo e mezzo saggio. Negli Stati Uniti, il romanzo-documento risale più o meno agli anni cinquanta. Si potrebbe paragonare il realismo (e il protagonismo culturale) di Capote a quello di Vittorini. I morti che si alzano a sedere nelle tombe sono tutti uguali: nella piatta, malvagia e profonda America di Capote, come nella lacerata, bollente, Sicilia di Vittorini. Ma non contate su Stilos per aggiornamenti.</p>
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		Di: maria (valente)		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maria (valente)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2006 08:46:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Reta siamo tutti entusiasti, da un po&#039; di tempo si caldeggiava una riedizione ed eccoci accontentati!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Reta siamo tutti entusiasti, da un po&#8217; di tempo si caldeggiava una riedizione ed eccoci accontentati!</p>
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		Di: roque		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roque]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2006 22:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cortellessa e aldonove editor? ah ah ah ah ah ah ah ah ah]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cortellessa e aldonove editor? ah ah ah ah ah ah ah ah ah</p>
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		Di: Nicolò La Rocca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2006 22:51:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Consiglio il recupero di Beniamino Joppolo e Angelo Fiore, due autori, valorizzati da editor e critici a loro contemporanei, ma poi dimenticati senza un perché. Fiore era molto apprezzato da Geno Pampaloni e Romano Bilenchi, eppure è scomparso dagli scaffali (a parte l&#039;ammirevole operazione editoriale compiuta da Silvio Perrella e Mesogea negli ultimi anni).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio il recupero di Beniamino Joppolo e Angelo Fiore, due autori, valorizzati da editor e critici a loro contemporanei, ma poi dimenticati senza un perché. Fiore era molto apprezzato da Geno Pampaloni e Romano Bilenchi, eppure è scomparso dagli scaffali (a parte l&#8217;ammirevole operazione editoriale compiuta da Silvio Perrella e Mesogea negli ultimi anni).</p>
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