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	Commenti a: Marx Attack / Paolo Virno	</title>
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		Di: 2		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 20:51:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aridatece Elisabetta Bocchino!]]></description>
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		Di: Loris		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loris]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 14:23:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao!

Secondo me ciò che fa la differenza tra moltitudine e classe operaia è la decisiva matrice ideologica sottintesa nella parola &quot;classe operaia&quot;. Indica nel bene e nel male una classe di lavoratori emencipata o in via di emancipazione o con volontà di emancipazione (non necessariamente degli operai in questione, la volontà di emancipazione può essere anche soltanto dei loro opinion leaders, che spingono all&#039;emancipazione). 

La parola &quot;moltitudine&quot;  contiene &quot;classe operaia&quot; perchè costituisce un insieme più ampio. 

Per quanto riguarda il lavoratore oggi, anche se stipendiato, manca secondo me della coscienza decisiva che è possibile avere una  giustizia sociale che passi anche sopra la proprietà privata in nome dell&#039;equità  e del democratico esercizio del potere.

Mamma mia che paroloni oggi, ma cos&#039;ho mangiato, pane e Togliatti? :S

Hai ragione tu quando dici che ogni vent&#039;anni salta fuori qualcuno che annuncia la morte della classe lavoratrice, cosa impossibile in questo momento storico, dato che il lavoro (inteso nel suo senso più ampio,  sia di operazione manuale sfruttata sia di studio dell&#039;investimento dei capitali finianziari ) è alla base della società capitalista.

Ciò che è morto, almeno in Italia e almeno secondo me, è il mito dell&#039;interferenza, la voglia di credere che sia possile sfuggire al meccanismo.

Saluti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao!</p>
<p>Secondo me ciò che fa la differenza tra moltitudine e classe operaia è la decisiva matrice ideologica sottintesa nella parola &#8220;classe operaia&#8221;. Indica nel bene e nel male una classe di lavoratori emencipata o in via di emancipazione o con volontà di emancipazione (non necessariamente degli operai in questione, la volontà di emancipazione può essere anche soltanto dei loro opinion leaders, che spingono all&#8217;emancipazione). </p>
<p>La parola &#8220;moltitudine&#8221;  contiene &#8220;classe operaia&#8221; perchè costituisce un insieme più ampio. </p>
<p>Per quanto riguarda il lavoratore oggi, anche se stipendiato, manca secondo me della coscienza decisiva che è possibile avere una  giustizia sociale che passi anche sopra la proprietà privata in nome dell&#8217;equità  e del democratico esercizio del potere.</p>
<p>Mamma mia che paroloni oggi, ma cos&#8217;ho mangiato, pane e Togliatti? :S</p>
<p>Hai ragione tu quando dici che ogni vent&#8217;anni salta fuori qualcuno che annuncia la morte della classe lavoratrice, cosa impossibile in questo momento storico, dato che il lavoro (inteso nel suo senso più ampio,  sia di operazione manuale sfruttata sia di studio dell&#8217;investimento dei capitali finianziari ) è alla base della società capitalista.</p>
<p>Ciò che è morto, almeno in Italia e almeno secondo me, è il mito dell&#8217;interferenza, la voglia di credere che sia possile sfuggire al meccanismo.</p>
<p>Saluti!</p>
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