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	Commenti a: Nuovo cinema paraculo / L&#8217;infinita infanzia	</title>
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		<title>
		Di: Pasquale		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 13:34:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma non vi siete scocciati di scrivere e leggere sempre il solito predicozzo sull&#039;america, intriso di moralismo spicciolo degno delle peggiori fiction italiane???? 
La Coppola non è una grande regista, intendiamoci, ma uno che scrive ancora &quot;famigerato impero americano&quot; farebbe bene a posare la penna per qualche tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non vi siete scocciati di scrivere e leggere sempre il solito predicozzo sull&#8217;america, intriso di moralismo spicciolo degno delle peggiori fiction italiane????<br />
La Coppola non è una grande regista, intendiamoci, ma uno che scrive ancora &#8220;famigerato impero americano&#8221; farebbe bene a posare la penna per qualche tempo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Simone Ciaruffoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54786</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 16:54:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho parlato di dissolvenze, ma di trasparenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho parlato di dissolvenze, ma di trasparenze.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Uno che passava di qua		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Uno che passava di qua]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 12:40:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho sentito la parola lost? parlami delle dissolvenze in lost simone! ti prego, i&#039;m addicted!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho sentito la parola lost? parlami delle dissolvenze in lost simone! ti prego, i&#8217;m addicted!</p>
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		<title>
		Di: Simone Ciaruffoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54553</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 12:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesca hai parlato della sceneggiatura del film. Voglio che mi parli di quello che viene dopo la scrittura. Voglio che lasci perdere la sceneggiatura e mi dici cosa è successo quando la Coppola è scesa in campo e cosa è successo quando il montaggio ha scelto di darci quello che in quel campo è successo. Basta letteratura, alla quale il tuo post si vincola. Parlami di quello che hai visto e non di quello che avresti anche potuto semplicemente leggre. 
Cosa hai visto? Quello che hai visto è contemporaneo? Vecchio? Come si pone con la nouvelle vague? Kubrick c&#039;entra? Visconti? Lo zoom lyndoniano serviva a qualcosa? Perché quel montaggio, perché la diluizione? Perché tutte quelle trsparenze in Lost? Perché Lynch paragona per certi versi la Coppola a Tarkovskij. Voglio che tu mi parli del montaggio, molto importante al fine di capire come lavora la Coppola e cosa vuole intendere.
Le parole lasciamole ai romanzieri.
Tu ora parlami dell&#039;immagine della Coppola, della sua poetica dell&#039;immagine. Che è, e questo ce lo devi, almeno almeno il 50% del su cinema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesca hai parlato della sceneggiatura del film. Voglio che mi parli di quello che viene dopo la scrittura. Voglio che lasci perdere la sceneggiatura e mi dici cosa è successo quando la Coppola è scesa in campo e cosa è successo quando il montaggio ha scelto di darci quello che in quel campo è successo. Basta letteratura, alla quale il tuo post si vincola. Parlami di quello che hai visto e non di quello che avresti anche potuto semplicemente leggre.<br />
Cosa hai visto? Quello che hai visto è contemporaneo? Vecchio? Come si pone con la nouvelle vague? Kubrick c&#8217;entra? Visconti? Lo zoom lyndoniano serviva a qualcosa? Perché quel montaggio, perché la diluizione? Perché tutte quelle trsparenze in Lost? Perché Lynch paragona per certi versi la Coppola a Tarkovskij. Voglio che tu mi parli del montaggio, molto importante al fine di capire come lavora la Coppola e cosa vuole intendere.<br />
Le parole lasciamole ai romanzieri.<br />
Tu ora parlami dell&#8217;immagine della Coppola, della sua poetica dell&#8217;immagine. Che è, e questo ce lo devi, almeno almeno il 50% del su cinema.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Francesca De Lisi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54549</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca De Lisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 11:58:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei rispondere a quelli che parlano di specifico filmico e dunque della peculiarità del cinema di lavorare con immagini in una dimensione temporale. Sono d’accordo: spesso non si parla di questo lato dei film, specie tra chi detiene rubriche cinematografiche e che spesso liquida il tema con un commento sul genere: “Bella la fotografia.” Ma credo anche che le immagini nei film sono vincolate, più che nei videoclip, più che nella videoarte, alla storia ed è qui che i film della Coppola sono fallaci, a mio parere. Credo che tutti i suoi film soffrano di un problema di “diluizione” della storia. Credo che sarebbero potuti durare la metà del tempo e che l’unico sentimento convogliato dalla loro lunghezza sia la solitudine, la noia dei protagonisti (e del pubblico).
Anche la sceneggiatura, che dei film è la base, ha le sue regole e la sua specificità e, similmente a ciò che accade alle storie per il teatro o per romanzi, le buone sceneggiature si piegano a dettami vecchi come Aristotele, che affermò la necessità della drammatizzazione. E quanto è vero che non c’è drammatizzazione senza conflitto, non c’è storia senza drammatizzazione.
Le storie della Coppola un conflitto ce l’hanno. Purtroppo ne hanno uno solo, che per il pubblico di oggi non è abbastanza, ammesso che fosse potuto bastare ad un pubblico del passato. 
Marie Antoniette deve avere un bambino, deve, più in generale, adempiere ai suoi compiti di sovranità. Scarlet Johanson doveva trovare la maniera di comunicare, di intrattenersi in una città impermeabile al suo sguardo. Le Vergini Suicide, Lux in primo luogo, dovevano essere adolescenti e fare i conti con una madre repressiva fino alla psicosi. 
Quello che credo succeda in una buona sceneggiatura è che il protagonista prova a superare l’empasse in una moltitudine di modi diversi, forse ci riesce, forse no, forse questi tentativi portano la storia in una direzione diversa. Tutto questo evita una monotonia che alla Coppola non manca mai. Una protratta descrizione, un susseguirsi di stati d’animo, forse plausibili e affascinanti, accompagna Maria Antonietta, ma senza dar vita a situazioni feconde. Fori Orario come esempio massimo di quello che cerco di esprimere.
Il lato migliore del film è l’assenza del popolo e della rivoluzione francese, perché incornicia il punto di vista di sua maestà. Ma la scena al balcone, quando finalmente la regina fa i conti con il suo popolo, mi ha lasciato delusa: da una parte una donna inerte, dall’altra una folla che “inferocita” c’è l’aveva ricamato sul retro degli stracci che indossava, perché mancava la percezione di una minaccia. Qual è il POV del pubblico in quella scena? Non quello della folla, che, in quanto popolo, tenderebbe a semplificare, no? A vedere Maria Antonietta beffarda, o spaventata, non inerte, non portatrice di un sentimento complesso, dubbio, inafferrabile. E la folla la vedevamo con gli occhi di Maria Antonietta? Allora la regina infante non deve aver temuto troppo per sé, per la sua vita, per i suoi figli. Non era un infante, la superficialità con cui ha agito per tutto il film deve averla resa sorda a qualsiasi stimolo. Io credo che i bimbi piangano quando gli vien tolto un giocattolo e che non c’è maturazione senza stadi. Dunque non è maturità la sua, in quel momento. Maria Antonietta non si evolve, passa dalla rassegnazione alla rassegnazione.
Per farla breve Sofia Coppola mi annoia, ma come Head of Marketing dell’Alfa Romeo la vorrei per girare i miei spot pubblicitari. Concludo con la frase che ho sentito bisbigliare al cinema la sera della proiezione di Marie Antoniette: “Era meglio Lady Oscar!”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei rispondere a quelli che parlano di specifico filmico e dunque della peculiarità del cinema di lavorare con immagini in una dimensione temporale. Sono d’accordo: spesso non si parla di questo lato dei film, specie tra chi detiene rubriche cinematografiche e che spesso liquida il tema con un commento sul genere: “Bella la fotografia.” Ma credo anche che le immagini nei film sono vincolate, più che nei videoclip, più che nella videoarte, alla storia ed è qui che i film della Coppola sono fallaci, a mio parere. Credo che tutti i suoi film soffrano di un problema di “diluizione” della storia. Credo che sarebbero potuti durare la metà del tempo e che l’unico sentimento convogliato dalla loro lunghezza sia la solitudine, la noia dei protagonisti (e del pubblico).<br />
Anche la sceneggiatura, che dei film è la base, ha le sue regole e la sua specificità e, similmente a ciò che accade alle storie per il teatro o per romanzi, le buone sceneggiature si piegano a dettami vecchi come Aristotele, che affermò la necessità della drammatizzazione. E quanto è vero che non c’è drammatizzazione senza conflitto, non c’è storia senza drammatizzazione.<br />
Le storie della Coppola un conflitto ce l’hanno. Purtroppo ne hanno uno solo, che per il pubblico di oggi non è abbastanza, ammesso che fosse potuto bastare ad un pubblico del passato.<br />
Marie Antoniette deve avere un bambino, deve, più in generale, adempiere ai suoi compiti di sovranità. Scarlet Johanson doveva trovare la maniera di comunicare, di intrattenersi in una città impermeabile al suo sguardo. Le Vergini Suicide, Lux in primo luogo, dovevano essere adolescenti e fare i conti con una madre repressiva fino alla psicosi.<br />
Quello che credo succeda in una buona sceneggiatura è che il protagonista prova a superare l’empasse in una moltitudine di modi diversi, forse ci riesce, forse no, forse questi tentativi portano la storia in una direzione diversa. Tutto questo evita una monotonia che alla Coppola non manca mai. Una protratta descrizione, un susseguirsi di stati d’animo, forse plausibili e affascinanti, accompagna Maria Antonietta, ma senza dar vita a situazioni feconde. Fori Orario come esempio massimo di quello che cerco di esprimere.<br />
Il lato migliore del film è l’assenza del popolo e della rivoluzione francese, perché incornicia il punto di vista di sua maestà. Ma la scena al balcone, quando finalmente la regina fa i conti con il suo popolo, mi ha lasciato delusa: da una parte una donna inerte, dall’altra una folla che “inferocita” c’è l’aveva ricamato sul retro degli stracci che indossava, perché mancava la percezione di una minaccia. Qual è il POV del pubblico in quella scena? Non quello della folla, che, in quanto popolo, tenderebbe a semplificare, no? A vedere Maria Antonietta beffarda, o spaventata, non inerte, non portatrice di un sentimento complesso, dubbio, inafferrabile. E la folla la vedevamo con gli occhi di Maria Antonietta? Allora la regina infante non deve aver temuto troppo per sé, per la sua vita, per i suoi figli. Non era un infante, la superficialità con cui ha agito per tutto il film deve averla resa sorda a qualsiasi stimolo. Io credo che i bimbi piangano quando gli vien tolto un giocattolo e che non c’è maturazione senza stadi. Dunque non è maturità la sua, in quel momento. Maria Antonietta non si evolve, passa dalla rassegnazione alla rassegnazione.<br />
Per farla breve Sofia Coppola mi annoia, ma come Head of Marketing dell’Alfa Romeo la vorrei per girare i miei spot pubblicitari. Concludo con la frase che ho sentito bisbigliare al cinema la sera della proiezione di Marie Antoniette: “Era meglio Lady Oscar!”</p>
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		<title>
		Di: susner		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54425</link>

		<dc:creator><![CDATA[susner]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 20:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho indicato questa recensione sul mio post]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho indicato questa recensione sul mio post</p>
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		<title>
		Di: Uno che passava di qua		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54384</link>

		<dc:creator><![CDATA[Uno che passava di qua]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 12:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mise en abyme è un tipo di lingerie molto di moda in Francia tra i sessanta e settanta, ma ancora oggi ha i suoi adepti che in essa vedono il segno distintivo dell&#039;eleganza sexy. &quot;se deshabiller la mise ne abyme&quot; è il massimo dell&#039;erotismo. Cosa s&#039;intenda per &quot;abyme&quot; (letteralmente &quot;abisso&quot;) te lo lascio intuire. 
Da cui il modo di dire: &quot;ma che bella mise che hai!&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mise en abyme è un tipo di lingerie molto di moda in Francia tra i sessanta e settanta, ma ancora oggi ha i suoi adepti che in essa vedono il segno distintivo dell&#8217;eleganza sexy. &#8220;se deshabiller la mise ne abyme&#8221; è il massimo dell&#8217;erotismo. Cosa s&#8217;intenda per &#8220;abyme&#8221; (letteralmente &#8220;abisso&#8221;) te lo lascio intuire.<br />
Da cui il modo di dire: &#8220;ma che bella mise che hai!&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Corrado Fumagalli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Corrado Fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 08:14:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, l&#039;onore è tutto mio. Vi seguo con interesse crescente (una specie di erezione d&#039;interesse, ecco). 
Le mie sexy star spesso mi chiedono cosa vuol dire mise en abyme, mitopoiesi, queste cose qua. Vi giro la domanda. A chi risponde un bel giro... sulla giostra!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, l&#8217;onore è tutto mio. Vi seguo con interesse crescente (una specie di erezione d&#8217;interesse, ecco).<br />
Le mie sexy star spesso mi chiedono cosa vuol dire mise en abyme, mitopoiesi, queste cose qua. Vi giro la domanda. A chi risponde un bel giro&#8230; sulla giostra!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Uno che passava di qua		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54342</link>

		<dc:creator><![CDATA[Uno che passava di qua]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 22:18:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Corrado, sei un mito! è un onore averti su nazione indiana!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Corrado, sei un mito! è un onore averti su nazione indiana!!!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Corrado Fumagalli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/12/nuovo-cinema-paraculo-linfanzia-protratta-2/#comment-54338</link>

		<dc:creator><![CDATA[Corrado Fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 21:26:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vergini suicide: in Paradiso troveranno terroristi islamici assatanati.
Lost in translation: era meglio sottotitolarlo.
Marie Antoniette: dateci le brioche (senza il film).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vergini suicide: in Paradiso troveranno terroristi islamici assatanati.<br />
Lost in translation: era meglio sottotitolarlo.<br />
Marie Antoniette: dateci le brioche (senza il film).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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