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	Commenti a: Le mani sui ragazzi di Locri	</title>
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		<title>
		Di: bruno esposito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bruno esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 09:40:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perchè no ? Aspettiamo, allora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè no ? Aspettiamo, allora.</p>
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		Di: Il Treno a Vapore		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Treno a Vapore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 00:22:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ bruno esposito

&quot;Secondo voi c’è qualcuno in grado di poter gestire un processo di risanamento simile ?&quot;

Si. Prodi.


Mario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ bruno esposito</p>
<p>&#8220;Secondo voi c’è qualcuno in grado di poter gestire un processo di risanamento simile ?&#8221;</p>
<p>Si. Prodi.</p>
<p>Mario</p>
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		<title>
		Di: bruno esposito		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-mani-sui-ragazzi-di-locri/#comment-54573</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 17:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il sud è la regione più ricca d&#039;Europa. Volendo fare una stima prudenziale di quanti vivono di illegalità, un numero attendibile si avvicina al milione di persone. Forse lo supera. E il fatturato delle mafie supera quello della Fiat. Il Pil italiano è la più grande palla del secolo poichè non tiene conto della ricchezza prodotta dal traffico di droga, armi, clandestini, riciclaggio, estorsioni e così via. E tutta la plusvalenza che genera questa attività non viene reinvestita in loco ma dirottata, via Roma, per le sale dei grandi affari nazionali. Il sud produce una ricchezza enorme che viene reinvestita al nord, per ora, e entro qualche anno prenderà la via dei paesi dell&#039;est.
Nessuno ha interesse a interrompere questa circolazione di denaro in quanto si rischierebbe un blocco dell&#039;economia e un impatto sociale devastante. Al sud le mafie gestiscono l&#039;ordine pubblico, nessuno si ribella perchè l&#039;erogazione del reddito è certa e costante e si amministrano le questioni con rapidità e certezza di risoluzione. In Calabria la mafia gestisce i posti di lavoro come se fosse l&#039;ufficio di collocamento. 
Venendo a mancare questo fortissimo e determinato potere centrale ci sarebbe l&#039;implosione di un sistema di società basato proprio sulla presenza delle mafie.
Davvero i vari governi che si sono succeduti dal dopoguerra a oggi pensavano che la metà di questo paese poteva campare nelle condizioni di devastante povertà degli anni 50 ? Davvero si pensava che l&#039;emigrazione delle valigie di cartone non si sarebbe mai fermata ? Davvero si pensava che il sud fosse l&#039;immenso serbatoio di manodopera a basso costo non sindacalizzata e di voti addomesticabili ? Il sud si è organizzatoa modo suo e ha occupato gli spazi lasciati vacanti dal potere centrale. Praticamente tutto. E oggi i figli di quegli straccioni a cui non si potevano fittare le camere a Torino si possono permettere il lusso di comprarsele quelle camere, e magari tutto il palazzo.
Però come tutti i poteri forti, c&#039;è una crepa nel sistema rappresentata dall&#039;impossibilità di unificare sotto un solo leader o consiglio di amministrazione le vari componenti in gioco. Quindi si scatenano le guerre e ci sono centinaia di morti. Oltre in 90 % dei morti di mafia sono mafiosi. Gli scenari cambiano continuamente proprio a causa delle mattanze e della varie alleanze fra i cartelli.
E allora l&#039;altro potere, lo stato, è costretto, suo malgrado, a intervenire. E si sente in giro la solita ipocrisia sul recupero di un tessuto sociale contaminato da un brutale virus che lo stesso potere che vorrebbe combatterlo ha permesso che nascesse e si stabilizzasse in maniera endemica.
Questo è più o meno lo scenario attuale. 
Le soluzione le sappiamo tutti. A latere della strategia militare di disarmo e repressione ci deve essere la confisca di tutti i beni mafiosi e la riconversione delle attività legali. Poi, ovviamente, il risanamento sociale a mezzo di colossali investimenti nel campo della scolarità, istruzione superiore, ricerca universitaria o privata, centri di aggregazione giovanili che abbiano la capacità di attrarre e non servano solo per pagare stipendi a un plotone di disoccupati senza formazione o esperienza, riqualificazione urbana, infrastrutture, risanamento ambientale, svulippo delle immense risorse naturali. E incentivi economici agli investitori seri mirati, non il colabrodo di Sviluppo Italia, un mostro nato sulle ceneri della cassa del mezzogiorno. 
Secondo voi c&#039;è qualcuno in grado di poter gestire un processo di risanamento simile ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sud è la regione più ricca d&#8217;Europa. Volendo fare una stima prudenziale di quanti vivono di illegalità, un numero attendibile si avvicina al milione di persone. Forse lo supera. E il fatturato delle mafie supera quello della Fiat. Il Pil italiano è la più grande palla del secolo poichè non tiene conto della ricchezza prodotta dal traffico di droga, armi, clandestini, riciclaggio, estorsioni e così via. E tutta la plusvalenza che genera questa attività non viene reinvestita in loco ma dirottata, via Roma, per le sale dei grandi affari nazionali. Il sud produce una ricchezza enorme che viene reinvestita al nord, per ora, e entro qualche anno prenderà la via dei paesi dell&#8217;est.<br />
Nessuno ha interesse a interrompere questa circolazione di denaro in quanto si rischierebbe un blocco dell&#8217;economia e un impatto sociale devastante. Al sud le mafie gestiscono l&#8217;ordine pubblico, nessuno si ribella perchè l&#8217;erogazione del reddito è certa e costante e si amministrano le questioni con rapidità e certezza di risoluzione. In Calabria la mafia gestisce i posti di lavoro come se fosse l&#8217;ufficio di collocamento.<br />
Venendo a mancare questo fortissimo e determinato potere centrale ci sarebbe l&#8217;implosione di un sistema di società basato proprio sulla presenza delle mafie.<br />
Davvero i vari governi che si sono succeduti dal dopoguerra a oggi pensavano che la metà di questo paese poteva campare nelle condizioni di devastante povertà degli anni 50 ? Davvero si pensava che l&#8217;emigrazione delle valigie di cartone non si sarebbe mai fermata ? Davvero si pensava che il sud fosse l&#8217;immenso serbatoio di manodopera a basso costo non sindacalizzata e di voti addomesticabili ? Il sud si è organizzatoa modo suo e ha occupato gli spazi lasciati vacanti dal potere centrale. Praticamente tutto. E oggi i figli di quegli straccioni a cui non si potevano fittare le camere a Torino si possono permettere il lusso di comprarsele quelle camere, e magari tutto il palazzo.<br />
Però come tutti i poteri forti, c&#8217;è una crepa nel sistema rappresentata dall&#8217;impossibilità di unificare sotto un solo leader o consiglio di amministrazione le vari componenti in gioco. Quindi si scatenano le guerre e ci sono centinaia di morti. Oltre in 90 % dei morti di mafia sono mafiosi. Gli scenari cambiano continuamente proprio a causa delle mattanze e della varie alleanze fra i cartelli.<br />
E allora l&#8217;altro potere, lo stato, è costretto, suo malgrado, a intervenire. E si sente in giro la solita ipocrisia sul recupero di un tessuto sociale contaminato da un brutale virus che lo stesso potere che vorrebbe combatterlo ha permesso che nascesse e si stabilizzasse in maniera endemica.<br />
Questo è più o meno lo scenario attuale.<br />
Le soluzione le sappiamo tutti. A latere della strategia militare di disarmo e repressione ci deve essere la confisca di tutti i beni mafiosi e la riconversione delle attività legali. Poi, ovviamente, il risanamento sociale a mezzo di colossali investimenti nel campo della scolarità, istruzione superiore, ricerca universitaria o privata, centri di aggregazione giovanili che abbiano la capacità di attrarre e non servano solo per pagare stipendi a un plotone di disoccupati senza formazione o esperienza, riqualificazione urbana, infrastrutture, risanamento ambientale, svulippo delle immense risorse naturali. E incentivi economici agli investitori seri mirati, non il colabrodo di Sviluppo Italia, un mostro nato sulle ceneri della cassa del mezzogiorno.<br />
Secondo voi c&#8217;è qualcuno in grado di poter gestire un processo di risanamento simile ?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valerio buttazzoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-mani-sui-ragazzi-di-locri/#comment-54536</link>

		<dc:creator><![CDATA[valerio buttazzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 07:55:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[carabinieri paracadutisti tuscania.
reparti speciali. carta bianca all&#039;esercito, agenti segreti sul territorio. 
la mafia è terrorismo a fini di lucro e va annientata con le forze speciali.
questo io penso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>carabinieri paracadutisti tuscania.<br />
reparti speciali. carta bianca all&#8217;esercito, agenti segreti sul territorio.<br />
la mafia è terrorismo a fini di lucro e va annientata con le forze speciali.<br />
questo io penso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-mani-sui-ragazzi-di-locri/#comment-54454</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 01:39:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cultura mafiosa malattia senile del comunismo.

C&#039;è una differenza non di poco conto tra cultura mafiosa e mafia. La mafia è, come diceva il povero Pio La Torre, illecito arricchimento; per il conseguimento del quale non si esita a usare la violenza più estrema e l&#039;eliminazione fisica delle persone. Non c&#039;è boss mafioso che non abbia commesso in prima persona, o non sia stato mandante, di un omicidio. Che in pratica significa, torturare e uccidere un altro essere umano con le proprie mani, scioglierlo nell&#039;acido o murarlo dentro un pilone di cemento armato, o sparargli in bocca. E poi brindare e divertirsi per il fatto, giocare a pallone con la testa del decapitato, disprezzare e umiliare l&#039;assassinato e minacciarne pesantemente i famigliari. Tutto questo è accaduto e accade in Italia. Che poi questo sia più cruento al sud è conseguenza di un confinamento geografico voluto, perseguito, studiato. Una riserva di caccia, una savana, mantenuta volutamente sottosviluppata e selvaggia. Il sud è ricco di tantissime persone oneste, che tutti i giorni lavorano e studiano, ma che vivono in un ambiente decisamente ostile, non solo e non tanto dal punto di vista culturale, quanto piuttosto dal punto di vista ambientale. Basta farsi un giro per i paesi della Calabria per toccare con mano questo sottosviluppo, questo isolamento. Quindi che la mafia, come fenomeno violento, abbia le sue radici prevalentemente - e sottolineo prevalentamente, non esclusivamente - nel sud, mi viene da dire che è quasi ovvio che sia così. Per sradicarla l&#039;unica via è lo sviluppo e la crescita economica reale, quella cioè che si traduce in termini di possibilità non fasulle di lavoro. Non la truffa di quella finaziaria di stato che era Sviluppo Italia, e che pescava guarda caso soprattutto nel sud. Amo il sud e la sua gente, e trovo offensivo per l&#039;intelligenza di tutte le persone ragionevoli di questo paese ritenere che il sud sia un feudo di prepotenti e mafiosi.

Altra cosa è la cultura mafiosa. Quella è fenomeno tipicamente italiano, senza distinzione geografica. Una cultura che affonda le sue radici nello sviluppo borghese e catto-fascista del nostro paese. Il primo nucleo mafioso è la famiglia. E guarda caso l&#039;Italia è il paese al mondo più mammone e in cui si ottengono vantaggi e favori, perché papà e mamma, piuttosto che lo zio o il cugino, eccetera eccetera. Quando si hanno delle difficoltà nella vita, non c&#039;è da noi la cultura di rialzarsi da soli ma quella di ricorrere alla rete delle protezioni famigliari. Questa cultura mafiosa è stata impostata dal cattolicesimo imperante prevalentemente al centro sud fino a un certo periodo storico e poi si è allargata a tutto il paese col fascismo. E questa cultura mafiosa è la cultura del favore, della pacca sulla spalla, del &quot;do ut des&quot;, dell&#039;una mano lava l&#039;altra, dello scambio di favori. E questa rete di complicità nello scambio di favori si deve fondare sull&#039;omertà. Sul cattolico non dire la verità a fin di bene. Omertà che è trasversale alla società, alle divisioni partitiche. La partitocrazia, vero male della prima e seconda repubblica, non è forse un&#039;estensione del concetto mafioso di famiglia? L&#039;omertà mafiosa, la cultura mafiosa, fa parte anche della sinistra, e a livello nazionale, dal nord al sud. Ricordo un toccante articolo che Massimo Mila scrisse per commemorare Guido Rossa, l&#039;operaio della Fiat che fu assassinato dalle Brigate Rosse per aver denunciato un suo collega di aver distribuito volantini delle BR all&#039;interno della fabbrica. Mila diceva che la teoria secondo la quale &quot;un compagno non si denuncia&quot; è l&#039;esatta definizione della camorra. E stava parlando da nordista, non da comunista ma sicuramente da antifascista (è stato incarcerato per cinque anni sotto il fascismo) di un fatto avvenuto nel nord, ad opera di un&#039;organizzazione terroristica, fatta in gran parte da ex militanti del P.C.I., che operava prevalentemente nel triangolo industriale del nord. Prospero Gallinari, nel suo recente e pur illuminante libro sulla sua storia, o su una storia di militanza e di violenza, pecca di presunzione nell&#039;analisi politica di quel fatto, facendo intendere che Rossa in fondo era stato una sorta di &quot;infame&quot; (non ha usato questo termine, ma il senso era quello) e che l&#039;operaio denunciato è finito per questo in carcere dove poi si è suicidato. Insomma una triste storia, tutta &quot;di sinistra&quot; e tutta &quot;del nord&quot;, dove la cultura mafiosa (camorristica, come la chiamava Mila) l&#039;ha fatta da padrona.
Ma a parte i casi penalmente rilevanti, è chiaro che la sinistra, quella dei DS (e non solo la corrente &quot;dalemiana&quot;, ma anche l&#039;antagonista &quot;veltroniana&quot;), non è immune dalla &quot;cultura mafiosa&quot;. Allora è ovvio che i compagni non si denunciano, gli si elargiscono dei favori e gli si riservano dei privilegi, e al massimo possono avere delle &quot;debolezze&quot;. Illuminante è stato il clamoroso articolo delle &quot;compagna&quot; Lidia Ravera apparso quest&#039;anno su Micromega (Lidia Ravera, &quot;I soldi e lo stile&quot;, Micromega, febbraio 2006), all&#039;indomani della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche in cui Fassino si entusiasmava per la scalata alla BNL da parte di un gruppo vicino ai DS. Ecco la conclusione della compagna Ravera:
«“Abbiamo una banca”, avrebbe esclamato il povero Fassino, sintonizzato sul gaudio per affari e finanza (un “must” per i “vip”), ma finché non si scoprirà che ha un conto in Svizzera, dove ripone guadagni illeciti, lontano da occhi indiscreti, io mi rifiuto di considerarlo immorale o amorale. Semmai omologato. Ma l’omologazione non è un reato. E’ soltanto una forma di debolezza».

L&#039;omologazione è un reato, cari compagni, e l&#039;omertà è mafia.

Cristoforo Prodan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cultura mafiosa malattia senile del comunismo.</p>
<p>C&#8217;è una differenza non di poco conto tra cultura mafiosa e mafia. La mafia è, come diceva il povero Pio La Torre, illecito arricchimento; per il conseguimento del quale non si esita a usare la violenza più estrema e l&#8217;eliminazione fisica delle persone. Non c&#8217;è boss mafioso che non abbia commesso in prima persona, o non sia stato mandante, di un omicidio. Che in pratica significa, torturare e uccidere un altro essere umano con le proprie mani, scioglierlo nell&#8217;acido o murarlo dentro un pilone di cemento armato, o sparargli in bocca. E poi brindare e divertirsi per il fatto, giocare a pallone con la testa del decapitato, disprezzare e umiliare l&#8217;assassinato e minacciarne pesantemente i famigliari. Tutto questo è accaduto e accade in Italia. Che poi questo sia più cruento al sud è conseguenza di un confinamento geografico voluto, perseguito, studiato. Una riserva di caccia, una savana, mantenuta volutamente sottosviluppata e selvaggia. Il sud è ricco di tantissime persone oneste, che tutti i giorni lavorano e studiano, ma che vivono in un ambiente decisamente ostile, non solo e non tanto dal punto di vista culturale, quanto piuttosto dal punto di vista ambientale. Basta farsi un giro per i paesi della Calabria per toccare con mano questo sottosviluppo, questo isolamento. Quindi che la mafia, come fenomeno violento, abbia le sue radici prevalentemente &#8211; e sottolineo prevalentamente, non esclusivamente &#8211; nel sud, mi viene da dire che è quasi ovvio che sia così. Per sradicarla l&#8217;unica via è lo sviluppo e la crescita economica reale, quella cioè che si traduce in termini di possibilità non fasulle di lavoro. Non la truffa di quella finaziaria di stato che era Sviluppo Italia, e che pescava guarda caso soprattutto nel sud. Amo il sud e la sua gente, e trovo offensivo per l&#8217;intelligenza di tutte le persone ragionevoli di questo paese ritenere che il sud sia un feudo di prepotenti e mafiosi.</p>
<p>Altra cosa è la cultura mafiosa. Quella è fenomeno tipicamente italiano, senza distinzione geografica. Una cultura che affonda le sue radici nello sviluppo borghese e catto-fascista del nostro paese. Il primo nucleo mafioso è la famiglia. E guarda caso l&#8217;Italia è il paese al mondo più mammone e in cui si ottengono vantaggi e favori, perché papà e mamma, piuttosto che lo zio o il cugino, eccetera eccetera. Quando si hanno delle difficoltà nella vita, non c&#8217;è da noi la cultura di rialzarsi da soli ma quella di ricorrere alla rete delle protezioni famigliari. Questa cultura mafiosa è stata impostata dal cattolicesimo imperante prevalentemente al centro sud fino a un certo periodo storico e poi si è allargata a tutto il paese col fascismo. E questa cultura mafiosa è la cultura del favore, della pacca sulla spalla, del &#8220;do ut des&#8221;, dell&#8217;una mano lava l&#8217;altra, dello scambio di favori. E questa rete di complicità nello scambio di favori si deve fondare sull&#8217;omertà. Sul cattolico non dire la verità a fin di bene. Omertà che è trasversale alla società, alle divisioni partitiche. La partitocrazia, vero male della prima e seconda repubblica, non è forse un&#8217;estensione del concetto mafioso di famiglia? L&#8217;omertà mafiosa, la cultura mafiosa, fa parte anche della sinistra, e a livello nazionale, dal nord al sud. Ricordo un toccante articolo che Massimo Mila scrisse per commemorare Guido Rossa, l&#8217;operaio della Fiat che fu assassinato dalle Brigate Rosse per aver denunciato un suo collega di aver distribuito volantini delle BR all&#8217;interno della fabbrica. Mila diceva che la teoria secondo la quale &#8220;un compagno non si denuncia&#8221; è l&#8217;esatta definizione della camorra. E stava parlando da nordista, non da comunista ma sicuramente da antifascista (è stato incarcerato per cinque anni sotto il fascismo) di un fatto avvenuto nel nord, ad opera di un&#8217;organizzazione terroristica, fatta in gran parte da ex militanti del P.C.I., che operava prevalentemente nel triangolo industriale del nord. Prospero Gallinari, nel suo recente e pur illuminante libro sulla sua storia, o su una storia di militanza e di violenza, pecca di presunzione nell&#8217;analisi politica di quel fatto, facendo intendere che Rossa in fondo era stato una sorta di &#8220;infame&#8221; (non ha usato questo termine, ma il senso era quello) e che l&#8217;operaio denunciato è finito per questo in carcere dove poi si è suicidato. Insomma una triste storia, tutta &#8220;di sinistra&#8221; e tutta &#8220;del nord&#8221;, dove la cultura mafiosa (camorristica, come la chiamava Mila) l&#8217;ha fatta da padrona.<br />
Ma a parte i casi penalmente rilevanti, è chiaro che la sinistra, quella dei DS (e non solo la corrente &#8220;dalemiana&#8221;, ma anche l&#8217;antagonista &#8220;veltroniana&#8221;), non è immune dalla &#8220;cultura mafiosa&#8221;. Allora è ovvio che i compagni non si denunciano, gli si elargiscono dei favori e gli si riservano dei privilegi, e al massimo possono avere delle &#8220;debolezze&#8221;. Illuminante è stato il clamoroso articolo delle &#8220;compagna&#8221; Lidia Ravera apparso quest&#8217;anno su Micromega (Lidia Ravera, &#8220;I soldi e lo stile&#8221;, Micromega, febbraio 2006), all&#8217;indomani della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche in cui Fassino si entusiasmava per la scalata alla BNL da parte di un gruppo vicino ai DS. Ecco la conclusione della compagna Ravera:<br />
«“Abbiamo una banca”, avrebbe esclamato il povero Fassino, sintonizzato sul gaudio per affari e finanza (un “must” per i “vip”), ma finché non si scoprirà che ha un conto in Svizzera, dove ripone guadagni illeciti, lontano da occhi indiscreti, io mi rifiuto di considerarlo immorale o amorale. Semmai omologato. Ma l’omologazione non è un reato. E’ soltanto una forma di debolezza».</p>
<p>L&#8217;omologazione è un reato, cari compagni, e l&#8217;omertà è mafia.</p>
<p>Cristoforo Prodan</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il Treno a Vapore		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-mani-sui-ragazzi-di-locri/#comment-54449</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il Treno a Vapore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 22:42:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ bruno esposito

&quot;Smettiamola, questi di sinistra non hanno niente, meno del vecchio Psi.
Abbattiamoli in fretta.&quot;

Bene, bravo bis !


Mario A.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ bruno esposito</p>
<p>&#8220;Smettiamola, questi di sinistra non hanno niente, meno del vecchio Psi.<br />
Abbattiamoli in fretta.&#8221;</p>
<p>Bene, bravo bis !</p>
<p>Mario A.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: domenico		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-mani-sui-ragazzi-di-locri/#comment-54422</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 20:08:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in merito alle qualità morali del ceto dirigente diessino( e non solo, aggiungerei anche rifondarolo) nel sud e in Calabria in particolare non c&#039;erano e non ci sono dubbi: essere o dichiararsi di sinistra è solo una mera operazione letterale. Mi permetto di segnalare il vero padre padrone, la vera eminenza grigia, del potere diessino in Calabria:Mario Gerardo Oliverio, detto &quot;u lupu&quot;, presidente della provincia di cosenza, deputato nelle ultime tre legisature, dalemiano di ferro, decide in pratica tutto lui, il partito è nelle sue mani. Minniti è l&#039;uomo di punta dei diesse calabresi, ma fuori dalla regione &quot;sutta , a dittu maruzzu, u c&#039;è nnente ppe nessunu&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in merito alle qualità morali del ceto dirigente diessino( e non solo, aggiungerei anche rifondarolo) nel sud e in Calabria in particolare non c&#8217;erano e non ci sono dubbi: essere o dichiararsi di sinistra è solo una mera operazione letterale. Mi permetto di segnalare il vero padre padrone, la vera eminenza grigia, del potere diessino in Calabria:Mario Gerardo Oliverio, detto &#8220;u lupu&#8221;, presidente della provincia di cosenza, deputato nelle ultime tre legisature, dalemiano di ferro, decide in pratica tutto lui, il partito è nelle sue mani. Minniti è l&#8217;uomo di punta dei diesse calabresi, ma fuori dalla regione &#8220;sutta , a dittu maruzzu, u c&#8217;è nnente ppe nessunu&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: bruno esposito		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/12/14/le-mani-sui-ragazzi-di-locri/#comment-54420</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 20:02:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiarisco : le aziende citate non hanno nessun legame evidente o riscontrabile con le mafie. Ma operano indisturbate in un contesto ad altissima densità criminale con l&#039;appoggio della politica dei Ds. Ognuno tragga le conclusioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiarisco : le aziende citate non hanno nessun legame evidente o riscontrabile con le mafie. Ma operano indisturbate in un contesto ad altissima densità criminale con l&#8217;appoggio della politica dei Ds. Ognuno tragga le conclusioni.</p>
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		Di: bruno esposito		</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 19:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, l&#039;ho sparata la cazzata...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, l&#8217;ho sparata la cazzata&#8230;</p>
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		Di: robertologo		</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 18:52:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Senza voler criminalizzare nessuno, perchè i processi sommari non mi piacciono&quot;.]]></description>
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